lunedì , 27 Giugno 2022

ALI’NGHIASTRE IN CONCERTO
VenerdA� 30 dicembre alla Bookique

Venerdi 30 dicembre, ore 21.30 la musica guarda a sud con il concerto degli Ali’nghiastre alla Bookique. Ma il sud mica A? soltanto un punto cardinale, una direzione. Il sud A? il modo in cui le cose, i fatti umani, le storie personali, gli incontri trovano la loro piena ed autentica espressione, nel bene e nel male. Ascoltare quindi il gruppo di Sara Giovinazzi (voce, battente, tamburi), Dennis Pisetta (chitarra), LucA�a Cabrera (violino) e Gianmaria Stelzer (violoncello) vuol dire entrare e farsi coinvolgere in una distesa di suoni, voci e parole in grado di raccontare, ma soprattutto di far vivere al pubblico, la tradizione popolare mediterranea in tutta la sua forza e portata.
I suoni che galleggiano tra la��afa a levante e il vento da��Africa riportano echi di canti di lavoro, di serenate da��amore e di sonate improvvisate a festa, lasciando accanto alla��ascoltatore sonoritA� legate al mare ed alla sabbia, avvinghiate alla storia ed alla profonditA� oscura dei sentimenti.
Gli Ali’nghiastre presentano alla Bookique i brani che vanno a comporre il loro nuovo disco ‘Venti buoni motivi’: “vorremmo che la nostra musica – spiegano loro- come linfa di quello che siamo stati in questi dieci anni, si dispiegasse nelle orecchie di chi la ascolta con il racconto delle forme che l’hanno generata e di quelle che ha preso nonostante tutto. PerchA? niente come la musica passa attraverso luoghi, persone, fatti e nel tempo prende una consistenza piuttosto che una��altra. I brani musicali danno aria, sa��inginocchiano a terra, prendono fuoco e si spengono, come anche respirano, rotolano, ardono e si asciugano dopo un bagno in mare.”
Gli AlA�a��nghiastrA� nascono nel 1998 come un accidente.
Starnutendo guariscono i raffreddori, i malumori, la noia e spalmano poi balsamo sulle ferite aperte.
Col tempo portano un poa�� di assolata calura ai piedi degli abeti bianchi, presentano le cicale ai grilli e preparano grandi coppe di olive nere soffritte che distribuiscono ai passanti dopo aver letto loro il destino nelle scie di sale.
La sera poi si ritrovano in strada a suonare ai vecchi le melodie delle loro giornate, a guardarli stupefatti delle loro stesse lacrime, a lanciare saluti e colpi di tosse dalle finestre. Si piegano di fronte alla��annunciarsi della notte e si fanno piccoli e agili, seguono la rapida corsa dei gechi sui muri fino alla luce di qualche lampada elettrica che concede loro la��ennesima possibilitA� di ricevere applausi per i loro denti bianchi, per le loro braccia spalancate e per i loro occhi colmi d’intenzioni.

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