martedì , 29 settembre 2020
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SEMPLICE RICORDO

GARDOLO PIU’ DI UN
SEMPLICE RICORDO

libro_copertina_mOggi, lunedA� 16 marzo, nella sala teatro di via Soprasasso a Gardolo, si terrA� la presentazione del libro A�Gardolo piA? di un semplice ricordoA�.

Il volume ripercorre le vicende dei a�?gardolotia�? che hanno vissuto la Grande Guerra ed A? stato realizzato da Alberto Mattedi e Mario Moser, appassionati della storia locale.
Una ricerca ricca di nomi, foto, documenti che ricorda quel periodo attraverso gli occhi di chi la��ha vissuto in prima linea. Alla presentazione la��assessore provinciale alla cultura Franco Panizza, il coro alpino trentino di Gardolo e lo storico Jeschkeit Volker.

A 90 anni dalla fine del conflitto – questo lo spirito del libro -, si ricordano dunque i a�?gardolotia�? impegnati sui fronti, la costruzione nel maggio 1915, a protezione di Trento divenuta A�cittA� fortezzaA�, della linea fortificata che a nord passava appunto per Gardolo (per la sua realizzazione vennero abbattute 42 case e la chiesa di Roncafort). E, ancora, la��evacuazione delle famiglie, che, caricate su treni merci, furono trasportate in Moravia, da dove iniziarono a rientrare solo verso la fine del 1917. Su una popolazione di circa 2600 abitanti, piA? di 600 furono i soldati al fronte e 620 i profughi in Moravia. Come dice l’assessore Franco Panizza “il ricordo A? la molla che ci fa crescere; lo stimolo che ci aiuta a guardare avanti facendo esperienza di ciA? che A? stato; il monito che deve aiutare i giovani a crescere con quei valori irrinunciabili grazie ai quali la��uomo ha saputo superare le difficili e crudeli prove delle guerre mondiali, delle morti atroci lontani da casa, della vita umana considerata meno di nulla. Ecco perchA� questo libro A? importante: perchA� offriamo a noi stessi la possibilitA� di riflettere sulla ferocia e sulla follia della guerra; perchA� coinvolgiamo intere comunitA�, in questo caso quelle di Gardolo e delle sue frazioni, di Canova, di Roncafort, di Spini, delle Ghiaie e Campotrentino, in un lavoro gomito a gomito con enti e istituzioni che vanno dal Landes Archiv di Innsbruck alla��Archivio di Stato di Trento, dal Museo storico in Trento alla Biblioteca del nostro capoluogo, dal Centro studi del Primiero alla municipalitA� di Sagrato e di Visone. E poi perchA�, grazie alla paziente, minuziosa e approfondita ricerca compiuta da persone sensibili come Mario Moser e Alberto Mattedi, dalla Compagnia SchA?tzen di Lavis e dalla��associazione culturale a�?Il Gruppoa�? di Gardolo, a cui va tutta la nostra gratitudine, la storia si trasforma in strumento illuminante: queste pagine rendono giustizia a migliaia di persone il cui eroismo era caduto nella��oblio per superficialitA� o per indifferenza o per una stupida strumentalizzazione patriottica. Pagine di a�?storia cancellataa�? rivedono la luce e diventano a�?memoriaa�?, perchA� dare un nome e un cognome a chi A? stato dimenticato vuol dire rendere importante la loro vita e significativa la loro morte, vuol dire ricostruire pagine di storia autentica e realmente vissuta.

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