giovedì , 29 Febbraio 2024

MAKE A CHANGE! Premio per la��impresa sociale
Intervista a Nicola Conci

C’A? un team di ricercatori trentino dietro al premio Make a Change per la migliore idea d’impresa sociale lanciato da Diesel e Only the Brave Foundation.A�A Mattia Daldoss, Alfredo Armanini, Francesco De Natale e Nicola Conci, ricercatori dell’UniversitA� di Trento sono andati 30 mila euro per lo sviluppo di “Eye Assist“, un dispositivo software che elabora il movimento oculare dei pazienti affetti da patologie neurodegenerative consentendo loro di comunicare. Ne abbiamo parlato proprio con Nicola Conci.

Di cosa si occupa il progetto Eye Assist?

Il progetto si occupa di sviluppare un comunicatore a controllo oculare che possa essere di aiuto per la comunicazione a soggetti con gravi disabilitA�.
In sostanza si tratta di un sistema di visione artificiale, che mediante una normale webcam A? in grado di leggere la direzione dello sguardo del soggetto, riuscendo quindi a capire quale sia la regione del monitor da lui osservato. In questo modo, A? possibile utiizzare lo sguardo come il puntatore del mouse, per impartire comandi al calcolatore.

Chi sono i membri del team di ricerca e da quanto tempo state lavorando al progetto?

Il progetto A? nato nei laboratori dell’UniversitA� di Trento, in particolare il laboratorio di Media e ad oggi sono coinvolti 4 ricercatori. Il progetto ha preso corpo un paio di anni fa, grazie alla collaborazione con l’Ospedale di Villa Rosa di Pergine, con cui lavoriamo giA� da parecchi anni. Discutendo con il personale che si occupa di questo tipo di tematiche ci A? stata manifestata l’esigenza di avere a disposizione uno strumento che potesse soddisfare rapidamente le richieste di questi pazienti, valutando possibili soluzioni per una riduzione dei costi.

Come A? cominciata l’avventura di Make a Change e come si sono svolte le selezioni?

La nostra avventura in Make a Change A? nata, come spesso capita un po’ per caso. Abbiamo visto sul web il bando e abbiamo pensato che la nostra idea potesse essere vincente. Sebbene il concorso non fosse mirato a progetti Hi-Tech, abbiamo deciso in ogni caso di provarci. Dai dati a nostra disposizione, al concorso hanno partecipato 46 gruppi di lavoro, di cui solo 3 sono stati selezionati per la finale. I tre finalisti sono stati affiancati da un tutor e da professionisti per la stesura di un Business Plan e per rifinire la nostra proposta. Essere stati premiati come vincitori con una giuria di tale spessore, ci ha dato la conferma che siamo sulla strada giusta e che la nostra idea abbia davvero potenziale.


Per quale motivo Eye Assist A? stato definito un progetto di impresa sociale?

La valutazione dei progetti finalisti A? stata effettuata considerando svariati parametri, tra cui la sostenibilitA� del progetto, la scalabilitA�, l’impatto sulla societA�, ed altri fattori critici che stanno alla base del successo di un’impresa.
Sebbene esistano giA� un certo numero di prodotti sul mercato che possono soddisfare le esigenze di questo tipo di malati, questi strumenti hanno spesso costi proibitivi per il singolo e sono normalmente dati in concessione ai pazienti tramite le strutture mediche. Tramite Eye Assist, noi vogliamo fornire uno strumento di comunicazione che non deve necessariamente sostituire i dispositivi piA? tradizionali, ma puA? essere anche un affiancamento al paziente in attesa, o per gestire altre fasi del decorso della malattia. Infatti, spesso domanda e offerta in questo caso non si incontrano e non tutte le strutture ospedaliere sono in grado di affrontare una spesa di gestione degli apparecchi tale da soddisfare tutte le richieste dei soggetti che in realtA� ne avrebbero bisogno.
Essendo il costo maggiormente accessibile, sarebbe anche possibile pensare ad una soluzione di somministrazione del comunicatore direttamente al paziente, senza dover necessariamente passare dagli ospedali.

Quali altri progetti in concorso ti hanno colpito?

Come finalisti abbiamo avuto accesso alle informazioni relative esclusivamente agli altri due progetti. Devo dire che entrambi, per motivazioni diverse, hanno attirato la nostra attenzione ed erano altrettanti meritevoli di essere premiati alla stregua del nostro progetto. Purtroppo il concorso prevedeva un solo vincitore, anche se la giuria A? riuscita ad assegnare un secondo premio, non inizialmente previsto, anche al secondo classificato, PlainInk.
Questa volontA� di introdurre un secondo premio A? a mio avviso un segnale molto forte, che vuole essere da sprono per giovani imprenditori che, combattuti tra il profit e il no-profit, sanno di poter intraprendere una strada intermedia, quella del business sociale.


Come impiegherete il finanziamento ottenuto grazie a Make a Change?

Il contributo di Make a Change, sebbene importante per il nostro progetto, non A? che un punto di partenza. La cosa piA? importante, al di lA� del premio che ci A? stato conferito, A? avere la conferma che persone che vivono il business ai massimi livelli (sebbene sotto diverse sfumature), abbiano ritenuto il nostro lavoro meritevole. Ora dobbiamo metterci al lavoro, stabilizzare il prototipo di laboratorio, e rendere la piattaforma sufficientemente stabile per renderla disponibile sul mercato.

Qual A? la situazione di mercato per un tipo di prodotto come il vostro? Esistono altri studi a livello internazionale che vanno in questa direzione?

In generale il problema dell’eye tracking o gaze tracking, come si definisce in gergo, A? molto sentito. Tipicamente gli scopi di queste tecnologie sono i piA? variegati, come ad esempio analisi di marketing per capire quale sia la posizione migliore di uno spot pubblicitario all’interno di una pagina web. In questo campo applicativo il costo del dispositivo non A? critico, poichA? non viene scalato su numeri molto elevati. Nel nostro caso, invece, la replilcabilitA� del prodotto A? fondamentale, e, trattandosi principalmente di software, a parte la lingua utilizzata per l’interfaccia, non vi sono particolari vincoli per un’eventuale distribuzione anche al di fuori dei confini nazionali.

Un software come quello messo a punto da Eye Assist, puA? avere altri utilizzi oltre a quello sanitario?

Allo stato attuale il nostro obbiettivo A? quello di focalizzarsi sulla comunicazione, probabilmente settore maggiormente sfidante in termini di ricaduta sul territorio.

Non sono anni facili per la ricerca in Italia. Il vostro perA? A? un caso di team che riceve sostegno dall’UniversitA� e che ora ha incassato un altro prestigioso riconoscimento: esiste una difficoltA� reale a portare avanti progetti di ricerca anche qui in Trentino?

La nostra universitA�, fortunatamente, A? una struttura che A? stata in grado di assorbire piuttosto bene alcuni colpi di scure che si sono abbattuti sugli atenei italiani. Inoltre l’ateneo trentino, e in particolare il Dipartimento di Ingegneria e Scienze dell’Informazione a cui appartengo hanno dimostrato di essere importanti attrattori di finanziamenti sia locali che a livello europeo, riuscendo a ritagliarsi uno spazio, visibilitA�, e credibilitA� importanti a livello internazionale. Il progetto di ricerca A? ogni giorno una sfida, a prescindere dal luogo in cui si lavora. E’ compito del ricercatore trarre il massimo profitto dalle risorse (economiche e non) a disposizione, per cercare di portare a termine e rendere apprezzabile anche all’esterno l’idea in cui crede.

Make a Change! / Eye Assist
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