giovedì , 20 Giugno 2024

ANSIA DA PRESTAZIONE

Abbiamo provato la Porsche Carrera 911 S, la a�?summa excelsaa�? della tecnologia automobilistica, dove la tradizione incontra la modernitA�.

di Alfredo Nepi

Quando per compiere una prova su strada, mi hanno consegnato le chiavi della Carrera S, sono stato colto da ansia da prestazione. Lo stesso timore che capita quando ci si trova in intimitA� davanti ad una bella donna o si deve compiere una particolare azione o sottoporsi ad un esame. Non lo nascondo, ero in apprensione e anche un poa�� irrequieto, mentre lei la 911, era fiera e immobile in tutto il suo splendore nel parcheggio del centro Porsche Italia . Faceva un caldo afoso. Il colore Lime Gold della carrozzeria della Porsche che mi era stata assegnata rifletteva alla��infinito i lampi dorati dei bagliori del mattino. La luce radente con il suo chiaro scuro, evidenziava la��eleganza della Carrera S mettendo in risalto le forme armoniche disegnate appositamente intorno alla ricercata meccanica. In particolar modo, il paraurti basso e filante, con le ampie prese da��aria solcate da lamelle e gli ampi cerchi in lega, le connotava un tono muscoloso. Al mio sguardo curioso, i gruppi ottici tondi integrati a fantastiche luci al LED e gli ampi passaruota ricurvi, ne addolcivano la silhouette rendendo il corpo vettura avvolgente e aereodinamico (cx 0,29). A vederla non sembrava vero che fosse nata da un progetto del 1963, il mio stesso anno di nascita. La sua linea nel campo del design automobilistico A? ancora fonte da��ispirazione e lo scorrere del tempo non ha minimamente intaccato il fascino attuale di questo modello dal tratto emozionante. CosA� con pudore e una certa trepidazione (diciamo pure con ansia da prestazione) mi sono seduto alla��interno della Carrera. Il posto di guida della 911 S mi A? parso subito ergonomico e caratterizzato da un tunnel centrale molto compatto, dove trovano collocazione diversi pulsanti di comando che regolano il motore, il tetto aprile, ecc. Davanti ai miei occhi, facevano bella mostra di sA� i sei strumenti circolari incastonati nel cruscotto -nel tipico stile Porsche- caratterizzati dal contagiri, i contachilometri e gli indicatori di livelli. In quella��abitacolo tutto mi pareva rifinito nei minimi dettagli. Anche il materiale con cui erano realizzate le varie strumentazioni era di primissima qualitA�. Lo percepivo dal piacere che ricevevo nella��impugnare il volante a tre razze, da cui spuntavano i manettini del cambio sportivo. Tutto intorno un buon odore di pelle. Dopo essermi allacciato la cintura di sicurezza, con una certa ansia ho girato la chiave della��accensione rimanendo colpito dal rombo del motore boxer da 400 cavalli. Un suono delicato, intessuto di una potenza trattenuta. La lancetta del contagiri indicava il regime di rotazione al minimo. Con le mani fisse sul volante in posizione delle ore nove e un quarto, ho provato ad accelerare delicatamente uscendo dal parcheggio.

Il cambio automatico mi ha facilitato di molto, a superare la��iniziale timore a guidare un modello di questa categoria. A quella��ora il sole di fine luglio, sulle grandi vie senza fine della zona industriale, allungava i raggi luminosi tra i capannoni che si affacciavano, tanto che in lontananza il riflesso dello strato da��aria che sovrastava la��asfalto bollente, rendeva le immagini tremule e indefinite. Con un poa�� piA? di coraggio, mi sono immesso sulla striscia da��asfalto, schiacciando un poa�� di piA? il pedale della��acceleratore. La potenza del propulsore tedesco mi A? arrivata di colpo. Non ero abituato a tutti quei cavalli. La��improvvisa accelerazione ha portato il propulsore di 3,4 litri subito su di giri, tanto da obbligarmi a fare un controsterzo per compensare la leggera allargata del retrotreno. Nessun problema perchA� la Porsche, grazie al sistema di sospensioni attive e anche ai grandi pneumatici da 20a�?, si A? subito riallineata, mordendo la��asfalto e donandomi un forte senso di sicurezza. Forse distratto da tanta potenza, non mi ero accorto che nel vicino distributore di benzina, una giovane ragazza dal corpo mozzafiato si era girata a guardarmi. Sicuramente attirata dal rumore pieno della macchina. Per evitare il suo sguardo insistente e ammaliante come le sirene di Ulisse, mi sono dovuto concentrare sulla guida attraverso uno sterzo diretto e preciso che mi ha permesso di giungere senza tentazioni fino alla�� ingresso del casello della��autostrada di Padova. Il motore poco scorbutico, poi mi ha consentito di districarmi dalla coda trovata in tangenziale fino al casello autostradale. Entrato in A4, ho divorato i chilometri che mi separavano da Trento superando il serpentone di camion e seguendo una immaginaria traiettoria.

 

Avevo voglia di emozioni. CosA� in pochi secondi senza proferire parola, ho guardato nello specchietto retrovisore per vedere se ca��erano eventuali auto sulla corsia di sorpasso. Dopo aver accertato che sia avanti, che dietro la carreggiata sarebbe stata libera, ho repentinamente aumentato la velocitA�. Da quel punto, finalmente ho potuto accelerare usando tutta la fluiditA� del cambio PDK caratterizzato dalle sue sette marce. La 911 che fino a quel momento era stata una docile vettura, al successivo settaggio su Sport Plus -un comando che permette un assetto sportivo- alla�� affondo del mio piede sulla��acceleratore, A? scattata rabbiosamente. ( la Carrera riesce ad accelerare da zero a 100 km/h in 4,3 secondi). Con il pedale pigiato, il ruggito del motore A? diventato sempre piA? forte, fino a riempiere la��intero abitacolo di un latrato metallico unico e irripetibile. In pochi secondi le cambiate di marcia hanno iniziato a farsi sentire sulla mia schiena, fino a quando la lancetta rossa del contachilometri si A? impennata rapidamente, fino a spingersi sul filo della massima velocitA�. In quella successisene di rettilinei e di curve ad ampio raggio, il ruggito del motore era sempre piA? forte. A quella��andatura il muso della 911 bucava la��aria mantenendosi sempre sulla corsia di sorpasso con passaggi di marcia velocissimi. Il mio respiro iniziava a farsi corto e il cuore era arrivato in gola. In quei momenti ci si renda conto come le reazioni diventano fulminee, anche se la��elettronica della S mi ha fatto sentire sempre, tutto sotto controllo. A quel ritmo, forse per effetto della velocitA�, il riflesso della luce dei lampioni dalle gallerie autostradali sembravano che sulla carrozzeria della 911 diventassero un’unica continua scia luminosa, tanto che a quella��andatura la mia Porsche era scomparsa alla vista delle altre auto, risucchiata dalla�� oscuritA� del tunnel. Stavo vivendo un tripudio di emozioni difficilmente descrivibili fino a quando un turista straniero- alla guida di una piccola utilitaria- mi ha costretto a rallentare.

Il cambio a doppia frizione A�della Carrera, a quella decelerazione, ha prontamente scalato una serie di marce in successione, tanto che il tubo di scarico della 911 nella galleria ha risuonato piA? volte rombando ed echeggiando per alcuni istanti, fino a quando i generosi freni Brembo hanno rallentato prontamente la mia andatura. Pur ad un regime basso, la Porsche aveva sempre cavalli e coppia in abbondanza. In quel buio artificiale sotto al tunnel di cemento, si notavano solo i led rossi dei fari posteriori della 911 che stavo guidando. Il colore oro della vettura sfumava alla mancanza di luminositA�. A quel punto, considerato il traffico e il valore della macchina, ho preferito alzare la��acceleratore e viaggiare fino a Trento, in settima marcia con il regime di rotazione a soli 2100 giri. Avevo il tettuccio aperto e proprio in quel momento lo stereo della macchina trasmetteva la canzone a�?In una��altra vitaa�? di Ludovico Einaudi. Che dire di questa��auto? E difficile riassumere certe sensazioni, in particolare emotive. Ea�� una gran bella vettura, che mi ha permesso di comprendere perchA� ogni volta che intervistavo qualche famoso personaggio nel mondo dei motori, tutti mi parlavano della Porsche come di una grande auto. Solo adesso, dopo averla provata, posso affermare che la 911 Carrera S A? veramente la a�?summa excelsaa�? della tecnologia automobilistica. Una cosa perA? che veramente mi ha sorpreso molto, sono stati i consumi ridotti. Mi aspettavo di essere sempre al distributore a fare rifornimento ed invece il suo consumo medio fuori cittA� A? di circa 11,7 km con un litro e circa 11 km in autostrada. Un modello parco e con poco inquinamento. Una battuta per terminare: se alla��inizio avevo la��ansia da prestazione, poi il problema sulla 911 Carrera A? diventato un altro. Se prima mia moglie non voleva salire per timore, poi A? stato un dramma farla scendere. Maggiori informazioni su :

www.porsche.com

 

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