sabato 23 giugno 2018
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CAMERA DI COMMERCIO: In provincia di Trento crescono le imprese femminili

A fine marzo 2016, le imprese femminili iscritte al Registro delle imprese della Camera di Commercio di Trento risultano essere 9.039 e rappresentano il 17,6% del totale delle imprese presenti sul territorio.

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A fine marzo 2016, le imprese femminili iscritte al Registro delle imprese della Camera di Commercio di Trento risultano essere 9.039 e rappresentano il 17,6% del totale delle imprese presenti sul territorio. Sono, questi, dati di stock: una a�?fotografiaa�? A�scattata sul mondo delle imprese alla data del 31 marzo 2016.

Rispetto al marzo 2015 sono aumentate di 189 unitA�, con un incremento complessivo del 2,1%.

 

Si tratta di un dato significativo che indica una crescita percentuale superiore a quella del totale delle imprese trentine registrate che, al 31 marzo 2016, sono 51.445, con un aumento del dato di stock della��1,2% rispetto alla stessa data del 2015 (50.856 imprese).

 

La��aumento delle imprese femminili in Trentino si conferma molto buono anche rispetto alla��incremento registrato in provincia di Bolzano, che con 10.123 imprese femminili corrisponde a +0,6% rispetto a marzo 2015, a quello del Nord Est che A? pari a +0,8% con 230.987 imprese e al totale delle imprese femminili italiane che, sempre alla fine del marzo scorso, A? cresciuto della��1,0% con 1.308.566 unitA�.

 

Passando alla��analisi della forma giuridica delle imprese femminili, non si evidenziano novitA� salienti: il 66,5% A? costituito da imprese individuali e il 18,1% da societA� di persone. Le societA� di capitale rappresentano una quota minore (13,5%), ma negli ultimi anni la loro costante crescita evidenzia una��evoluzione verso forme giuridiche piA? strutturate.

 

La��analisi per settori rileva una consistente presenza imprenditoriale femminile nel commercio alla��ingrosso e al dettaglio (1.976 imprese, che rappresentano il 22% del totale delle imprese trentine dedite al commercio), nella��agricoltura (1.864 imprese, pari al 15,6% del settore primario), nel turismo (1.478 imprese, il 28,7% delle imprese dedite ai servizi di alloggio e ristorazione) e nelle a�?altre attivitA� di servizia�? (prevalentemente servizi alla persona) con 1.084 imprese, pari al 60,8% delle imprese del comparto.

 

Esaminando i dati di flusso relativi al primo trimestre di questa��anno a�� ossia le nuove iscrizioni e cancellazioni verificatesi tra gennaio e marzo a�� A? importante segnalare che proprio in questo periodo della��anno si registra solitamente un numero elevato di cancellazioni per motivi di carattere amministrativo-fiscale.

I dati confermano la nascita di 265 nuove imprese femminili, mentre il dato riferito allo stesso periodo del 2015 si ferma a quota 207.

Questa��anno, 215 donne hanno deciso di mettersi in gioco dando vita a una��impresa individuale (la��81% delle nuove iscrizioni ha questa forma giuridica); sono invece 13 le societA� di persone e 37 le societA� di capitale, a prevalenza femminile, nate nel primo trimestre 2016.

Le nuove imprese guidate da donne esercitano la loro attivitA� prevalentemente nel settore primario (57 nuove imprese), nel commercio alla��ingrosso e al dettaglio (38 nuove imprese) e nel turismo A�(26 imprese).

Il 38% delle imprese nate nei primi tre mesi della��anno ha alla guida giovani donne (con meno di 35 anni); il 18% delle imprese nate nel periodo compreso tra gennaio e marzo ha alla guida donne straniere (nate alla��estero).

 

Sempre con riferimento al primo trimestre 2016, i dati di flusso del Registro delle imprese rilevano 272 cancellazioni di imprese femminili, mentre il dato riferito allo stesso periodo del 2015 si ferma a quota 230. Anche in questo caso, nella maggioranza dei casi, si tratta di imprese individuali (237 imprenditrici, pari alla��87% delle cancellazioni); seguono, a grande distanza, le societA� di persone (7,4%) e le societA� di capitale (4,4%).

Il 26,8% delle imprese cessate si occupava di commercio (73 imprese femminili cancellate dal Registro delle imprese), il 26,1% era dedito alla��agricoltura (71 imprese femminili), il 14,7% svolgeva la sua attivitA� nei servizi di alloggio e ristorazione (40 imprese femminili).

Il 15% delle imprese cessate nei primi tre mesi della��anno, aveva alla guida giovani donne (con meno di 35 anni) e il 10% donne straniere (nate alla��estero).

Sono, questi, dati di stock: una a�?fotografiaa�? A�scattata sul mondo delle imprese alla data del 31 marzo 2016.

Rispetto al marzo 2015 sono aumentate di 189 unitA�, con un incremento complessivo del 2,1%.

Si tratta di un dato significativo che indica una crescita percentuale superiore a quella del totale delle imprese trentine registrate che, al 31 marzo 2016, sono 51.445, con un aumento del dato di stock della��1,2% rispetto alla stessa data del 2015 (50.856 imprese).

 

La��aumento delle imprese femminili in Trentino si conferma molto buono anche rispetto alla��incremento registrato in provincia di Bolzano, che con 10.123 imprese femminili corrisponde a +0,6% rispetto a marzo 2015, a quello del Nord Est che A? pari a +0,8% con 230.987 imprese e al totale delle imprese femminili italiane che, sempre alla fine del marzo scorso, A? cresciuto della��1,0% con 1.308.566 unitA�.

 

Passando alla��analisi della forma giuridica delle imprese femminili, non si evidenziano novitA� salienti: il 66,5% A? costituito da imprese individuali e il 18,1% da societA� di persone. Le societA� di capitale rappresentano una quota minore (13,5%), ma negli ultimi anni la loro costante crescita evidenzia una��evoluzione verso forme giuridiche piA? strutturate.

 

La��analisi per settori rileva una consistente presenza imprenditoriale femminile nel commercio alla��ingrosso e al dettaglio (1.976 imprese, che rappresentano il 22% del totale delle imprese trentine dedite al commercio), nella��agricoltura (1.864 imprese, pari al 15,6% del settore primario), nel turismo (1.478 imprese, il 28,7% delle imprese dedite ai servizi di alloggio e ristorazione) e nelle a�?altre attivitA� di servizia�? (prevalentemente servizi alla persona) con 1.084 imprese, pari al 60,8% delle imprese del comparto.

 

Esaminando i dati di flusso relativi al primo trimestre di questa��anno a�� ossia le nuove iscrizioni e cancellazioni verificatesi tra gennaio e marzo a�� A? importante segnalare che proprio in questo periodo della��anno si registra solitamente un numero elevato di cancellazioni per motivi di carattere amministrativo-fiscale.

I dati confermano la nascita di 265 nuove imprese femminili, mentre il dato riferito allo stesso periodo del 2015 si ferma a quota 207.

Questa��anno, 215 donne hanno deciso di mettersi in gioco dando vita a una��impresa individuale (la��81% delle nuove iscrizioni ha questa forma giuridica); sono invece 13 le societA� di persone e 37 le societA� di capitale, a prevalenza femminile, nate nel primo trimestre 2016.

Le nuove imprese guidate da donne esercitano la loro attivitA� prevalentemente nel settore primario (57 nuove imprese), nel commercio alla��ingrosso e al dettaglio (38 nuove imprese) e nel turismo A�(26 imprese).

Il 38% delle imprese nate nei primi tre mesi della��anno ha alla guida giovani donne (con meno di 35 anni); il 18% delle imprese nate nel periodo compreso tra gennaio e marzo ha alla guida donne straniere (nate alla��estero).

 

Sempre con riferimento al primo trimestre 2016, i dati di flusso del Registro delle imprese rilevano 272 cancellazioni di imprese femminili, mentre il dato riferito allo stesso periodo del 2015 si ferma a quota 230. Anche in questo caso, nella maggioranza dei casi, si tratta di imprese individuali (237 imprenditrici, pari alla��87% delle cancellazioni); seguono, a grande distanza, le societA� di persone (7,4%) e le societA� di capitale (4,4%).

Il 26,8% delle imprese cessate si occupava di commercio (73 imprese femminili cancellate dal Registro delle imprese), il 26,1% era dedito alla��agricoltura (71 imprese femminili), il 14,7% svolgeva la sua attivitA� nei servizi di alloggio e ristorazione (40 imprese femminili).

Il 15% delle imprese cessate nei primi tre mesi della��anno, aveva alla guida giovani donne (con meno di 35 anni) e il 10% donne straniere (nate alla��estero).

 

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