giovedì , 18 ottobre 2018
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CHANGE.ORG: Trento sarA� il primo comune d’italia ad adottare la piattaforma

Trento sarA� il primo comune in Italia ad utilizzare ufficialmente la piattaforma Change.org (www.change.org) come strumento di e-petition.

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In attuazione di un ordine del giorno collegato alla proposta di modifica dello statuto comunale e relativo alla possibile introduzione delle petizioni elettroniche aperte negli strumenti di partecipazione popolare, la Giunta comunale ha infatti deciso di sperimentare la piattaforma, lanciata nel 2007 negli Stati Uniti e dal 2012 attiva anche in Italia, che rappresenta il punto di riferimento sul tema e-petition per la facilitA� con la quale si puA? operare e per la��uso intelligente dei social network come strumento di partecipazione.

La differenza maggiore di uno strumento come Change.org rispetto alla petizione tradizionale A? la��informalitA� che lo accompagna. La petizione tradizionale prevede un rigoroso processo di raccolta, verifica e validazione delle informazioni personali dei firmatari, disciplinato dal regolamento sugli istituti di partecipazione popolare e dal manuale per la gestione dell’ascolto del cittadino. La��adozione della piattaforma Change.org A? invece piA? orientata ad aprire un canale di comunicazione facile e diretto con i cittadini, intercettare i movimento di opinione e dare risposte veloci ai proponenti. Questa informalitA� presenta aspetti positivi, fra tutti quello di far emergere in modo naturale le esigenze e le proposte dei cittadini, e aspetti che vanno gestiti consapevolmente, come ad esempio la tendenza a polarizzare situazioni emotive transitorie.

La scelta di Change.org va quindi nella direzione di incentivare il piA? possibile il meccanismo della e-petition adottando la piattaforma che, nei fatti, A? quella maggiormente diffusa e conosciuta. Vincola l’Amministrazione comunale al rispetto dei termini di servizio e delle linee guida della comunitA�, che stabiliscono ad esempio che per firmare una petizione A? necessaria la creazione di un account, possibile per chiunque abbia un’etA� maggiore di 13 anni e che un qualsiasi utente, anche non residente a Trento, puA? sottoscrivere una petizione. Raccogliendo poi potenzialmente il parere di milioni di persone, la piattaforma non si assume la responsabilitA� di monitorare le loro opinioni sotto il profilo della rispettiva legalitA� o esattezza.

Rimane in capo alla��Amministrazione comunale l’autonomia nel definire un numero minimo di adesioni da raggiungere perchA� la petizione venga presa ufficialmente in considerazione e ottenga quindi una risposta. Nella fase sperimentale questa la soglia A? fissata a 200 persone. A? stato inoltre stabilito il divieto di richiedere fondi per sostenere la propria e-petititon, come condizione vincolante per ricevere risposta.
Operativamente A? stata quindi aperta la movement page del Comune di Trento, un contenitore su cui gli utenti possono lanciare una propria e-petition rivolta all’Amministrazione comunale, e la pagina decision maker, associata alla figura certificata del sindaco Alessandro Andreatta, che potrA� cosA� rispondere con facilitA� e trasparenza. La gestione delle pagine A? affidata al Servizio Gabinetto e pubbliche relazioni in collaborazione, per le rispettive competenze, con la Direzione generale, la Segreteria generale e il Servizio Innovazione e servizi digitali.

Se la sperimentazione nel corso dei prossimi sei mesi avrA� un esito positivo si provvederA� ad integrare il manuale di ascolto del cittadino, fissando le regole definitive e il processo di gestione a regime. Nel frattempo lo strumento della petizione cartacea continua ad essere utilizzabile secondo le regole attuali.

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