lunedì , 20 agosto 2018
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CON ANDREA BIANCHI, A PIEDI NUDI VERSO IL RECORD

E’ il 16 settembre a Villa Welsperg, ai piedi delle Pale di San Martino, la data fissata per realizzare il record della fila indiana a piedi scalzi.

Foto di Matteo Gasparin

In occasione della presentazione ufficiale del Barefoot World Record “Con la Terra sotto i piedi” abbiamo incontrato l’ideatore e promotore di questa singolare inziativa, Andrea Bianchi. Editore di Mountainblog, Andrea è ingegnere, consulente di comunicazione e giornalista. Autore di tre pubblicazioni, Il silenzio dei passi (2016) e A piedi nudi (2017), entrambi per Ediciclo e dell’ultima fatica letteraria Con la terra sotto i piedi (2018) Edizioni Mondadori, è fondatore della prima scuola italiana di barefoot hiking, “Il silenzio dei passi” (www.ilsilenziodeipassi.it).

La data per dar vita alla fila indiana più lunga del mondo a piedi scalzi in montagna è il 16 settembre 2018 nello scenario dolomitico a dir poco incantevole delle Pale di San Martino, precisamente a Villa Welsperg, sede del Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino. Numerose saranno anche le attività “di contorno” che animeranno l’estiva domenica: spazi dedicati allo yoga, workshop barefoot ed altro. A iscrizioni ormai aperte, (online all’indirizzo record.conlaterrasottoipiedi.com), questo è quello che Andrea ci ha raccontato in quella che, nata come intervista, è diventata una chiacchierata confidenziale.

Ciao Andrea, ti consideri albero tra gli alberi. Puoi spiegarci?
E’ un modo per ricordarmi che anche l’uomo, come gli alberi e le piante, ha bisogno di radicamento con il luogo in cui si trova, ha bisogno cioè di trovare una connessione profonda con la Natura e con se stesso. E stare a piedi nudi, a contatto con la Terra, è il modo più efficace e naturale per trovare questo radicamento.

Sei al terzo libro: scrivi, parli e cammini a piedi nudi nella natura, è forse un monito ad essere più consapevoli verso un ambiente sempre più a rischio?
Non è il terzo libro in assoluto, ma il terzo sul cammino a piedi nudi in Natura sì. E’ sicuramente un modo per entrare in contatto con la Natura, che è sia fuori che dentro di noi, perché noi esseri umani siamo Natura. Solo se ritroviamo una relazione empatica – fatta di emozioni – con l’ambiente, allora possiamo pensare di salvarlo e in definitiva di salvare noi stessi, perché non possiamo salvare nulla se prima non lo amiamo.

Sempre più persone partecipano alle tue camminate a piedi scalzi. Quale il feedback emozionale?
Le persone reagiscono di solito in maniera entusiastica, sentono un grande senso di libertà, spesso ritrovano sensazioni di quando erano bambini, e a volte superano anche timori e paure. In generale riportano dalla semplice esperienza di stare a piedi nudi a contatto con la Terra una grande energia.

Cammini a piedi nudi ormai da tempo. Verso quali orizzonti ti stai muovendo?
Il cammino a piedi nudi in Natura sta smettendo di essere per me un tema fine a se stesso, e sta diventando invece sempre più un mezzo per esplorare e conoscere, il mondo e me stesso. E’ quello che ho cercato di raccontare in quest’ultimo libro – “Con la Terra sotto i piedi” – in cui il cammino scalzo diventa veicolo per parlare di ecologia, del rapporto Uomo-Natura e di spiritualità, e per raccontare la storia della mia amicizia con un uomo che ci ha lasciati lo scorso anno a 100 anni di età e che mi è stato Maestro, Spiro Dalla Porta Xydias.

Il record a piedi nudi. Oltre i numeri…quale l’obbiettivo?
Non vuole essere un record di performance, ma di presenza: un messaggio forte per un nuovo e più rispettoso rapporto con la Natura, la dimostrazione di poter essere in tanti – speriamo in tantissimi – in un ambiente naturale magnifico e nella maniera più rispettosa possibile, a piedi nudi appunto.
Credo che far parte di questa fila indiana – la “fila indiana più lunga al mondo di persone scalze in montagna” – potrà essere un’emozione intensa e speciale per ognuno di noi!

di Massimo Dorigoni

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