sabato , 27 Febbraio 2021

FIGLIA DI TANTE LACRIME
il libro di Patrizia Belli

invito belli-trentoEsce edito dalla casa editrice Il Margine di Trento: a�?Figlia di tante lacrimea�?, il racconto scritto da Patrizia Belli che narra in forma romanzata la vita di Giovanna Maria della Croce, al secolo Bernardina Floriani.

Il racconto si basa sulla storia vera della Floriani, storia che la��autrice ha voluto rievocare nella speranza di far riemergere dalla��oblio una delle figure piA? dimenticate di Rovereto.

Bernardina nasce nel 1603 a Rovereto, figlia di un pittore, la sua A? una famiglia della piccola borghesia, non molto agiata. La sua vita si snoda nel 1600, un tempo per molti aspetti tragico, quello della grande peste, dei processi alle streghe. A 13 anni incontra Tommaso da Olera, un frate laico infuocato da Dio, che lei agli inizi giudica odioso. A? lui che la chiama a�?Figlia di tante lacrimea�? A? lui che la vuole Sposa di Dio, ma la ragazzina si nega, sogna una vita normale, perA? le parole di quel frate si fanno strada e di lA� a poco Bernardina farA� voto di verginitA�.

Da quel momento tutto cambia, la giovane comincia ad avere estasi e visioni, parla con Dio e successivamente avrA� anche le stimmate. Digiuna, mortifica il corpo, ha incubi terribili e mal di testa insopportabili, spesso A? in punto di morte. Bernardina si adopera per gli altri. Esorcizza, fa miracoli, profetizza. Per governarla il suo confessore la obbliga a tenere dei diari. ScriverA� moltissimo in un italiano frammezzato di dialetto e di latinismi.

Ma A? con la��avvento della peste che la figura di Bernardina si ritaglia un ruolo nella storia. A? il 1630, Rovereto contava 2444, arrivA? la peste, e fu un flagello, un anno dopo la cittA� contava appena 1555, ebbene gli storici raccontano che nemmeno gli speziali e i preti avevano il coraggio di andare nelle case.

Non lei perA? e i roveretani dalle finestre osservavano incuriositi quella��esile figura intabarrata in una sorta di saio che sfidava la peste pur di portare una parola di conforto, di fede o soltanto una carezza. Aveva 27 anni. La gente cominciA? a chiamarla la Mistica di Rovereto.

Una donna cosA� non poteva passare a lungo inosservata, i suoi poteri cominciarono a essere guardati con sospetto, e se a questo si aggiunge che Bernardina dimostrA? grande acume nella��allacciare amicizie importanti con le nobildonne della��epoca che le consentirono di costruire il monastero tanto caro, si puA? capire che per lei arriva il momento della��Inquisizione che Bernardina affronta alzando ancora una volta la testa e sfidando la chiesa che la��aveva sospesa dai sacramenti. Al fine fu prosciolta.

Venerata come santa, ma anche guardata in sospetto di eresia, Bernardina fu amata da Rovereto. Basti dire che quando la badessa fu in fin di vita, le guardie dovettero presidiare le mura del monastero, perchA� si temeva che la mistica di Rovereto morisse in terra straniera, quella terra era Borgo Valsugana dove la donna era attesa per inaugurare un nuovo convento.

Insieme a Bernardina la��autrice ha compiuto un viaggio nel tempo sperando che la formula del romanzo invogli a conoscere la storia di questa donna. Dice la Belli: A�Questa sarebbe la ricompensa piA? grande. Aver ridato voce al silenzio e restituire Bernardina alla sua cittA�A�.

 

Info

Figlia di tante lacrime (2013) di Patrizia Belli, edito dalla casa editrice il Margine di Trento nella collana a�?Piccoli Marginia�?, a�� 8,00, A? distribuito nelle migliori librerie.

 

 

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