venerdì , 14 agosto 2020
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Per ritornare al valore della biodiversitA�

SENI DANESI SECONDO NATURA
Per ritornare al valore della biodiversitA�

Accendo la televisione su un programma a caso, donne perfette con un seno perfetto (e un sorriso fastidiosamente bianco) mi ammiccano con disinvoltura dall’alto dei loro tacchi vertiginosi. La faccia incerata e quasi priva di espressione, mi urta. Spengo la tv.

Prendo una rivista, una di quelle che non comprerei mai ma che abbondano a casa di mia madre, donne perfette si alternano a… donne perfette. La lancio sul tavolino.

Ma insomma, mi chiedo, possibile che quella sbagliata sono io? L’immagine che mi rimanda lo specchio A? quella di una trentenne, che caspita: riporta spietato i segni del tempo che passa e soprattutto dei 2 bambini che ho allattato per quasi un anno.

Ho sempre avuto un seno piccolo (quasi inesistente) ma, ingenuamente me ne vantavo con le amiche piA? prosperose “la legge di gravitA� non puA? nulla su di me, quello che non esiste non puA? cadere!” Niente di piA? sbagliato, sono rimasta incinta, sono ingrassata, ho partorito e allattato, e il mio seno minuscolo ha iniziato a cedere. Come reggere il paragone con chi, sulle riviste e nelle pubblicitA� fa mostra di un seno perfetto? Le donne alla televisione offrono un paragone impietoso. Non saremo mai, a meno di non essere molto fortunate o in alternativa molto ricche, come loro.

Ora chiudete gli occhi e pensate a un bel seno. Sicuramente se siete donne il vostro A? talmente distante dal canone di bellezza che vi siete figurate da non meritare nemmeno la menzione. Se invece siete uomini; siate sinceri, preferireste davvero il seno esibito e palesemente plastico delle modelle nei cartelloni pubblicitari piuttosto che quello, magari meno perfetto ma decisamente piA? genuino delle vostre compagne?

Quando guardo quei seni talmente finti che sembrano palloncini non posso fare a meno di pensare a�?ma quando vengono accarezzati hanno anche la stessa consistenza di quegli involucri di lattice gonfi di aria?a�? Non ci posso fare nulla, la��immagine che mi rimanda A? tutta��altro che sexy.
La realtA� A? che si A? persa di vista la��importanza della diversitA�. Un seno bello non A?, per forza di cose, un seno alto, sodo, sfrontato, un seno bello A? un seno che racconta la sua storia, che si armonizza con la donna a cui appartiene, i canoni di bellezza assoluti non esistono.

Di questo parere A? Karen Nielsen, attrice danese, ideatrice della campagna made by nature, in cui mostra 17 seni di donne piA? o meno giovani, prosperosi o smunti, cascanti o sodi; ma tutti rigorosamente naturali. I suoi scatti sono presenti ovunque, sui manifesti, nelle cartoline o nelle pubblicitA�, il messaggio che vogliono diffondere A? inequivocabile a�?siamo belle per quello che siamo!a�?

La��impatto emotivo A? grosso, e non posso fare a meno di chiedermi che effetto farebbe in Italia una campagna del genere; siamo talmente assuefatti al bombardamento mediatico di seni perfetti (ne vediamo ovunque a qualsiasi ora del giorno) che non li notiamo piA?. Un seno vero invece si, la��imperfezione viene notata a discapito della perfezione.
Come mi ha fatto notare la mia amica biologa, interpellata ad hoc sulla��argomento a�?ormai siamo cosA� assuefatti dalle tette rifatte che ci siamo dimenticate che nella realtA� esistono seni di ogni forma e misura, a pera, rotondi, grandi, piccoli che guardano in su, che guardano in giA?…insomma grazie a Dio siamo diverse tutte e questo dovremmo insegnare ai nostri figli: la normalitA� e la meraviglia della biodiversitA�! Non la ricerca della perfezione…a�?

Cosa pensare insomma? La chirurgia va condannata a prescindere?
SarA? sincera, mi lamento sempre del mio seno a�?troppo piccolo e cascantea�? ma non lo cambierei, non lo rifarei solo per dimostrare di nuovo 20 anni. Ma non per questo mi sento di condannare la chirurgia a prescindere, nel caso di gravi difetti, malformazioni o problemi una donna ha il diritto insindacabile di poterci ricorrere.
Per citare la grande Anna Magnani: “Lasciami tutte le rughe, non me ne togliere nemmeno una. Ci ho messo una vita a farmele venirea�?.

di Stefania d’Elia

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