#tempodiFARE: il TEDxTrento boom di presenze, con il bello della diretta

pubblicato da: Trentoblog in Eventi,evidenza,Trento

di Stefania Povolo

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Un teatro sociale strapieno quello che ha accolto il TEDxTrento 2017: dedicato all’acronimo e al simbolo della parola F.A.R.E. ecco i 5 motivi per cui è stato il vero e proprio condensato dell’agire made in italy.

Grande successo in tutti i sensi per l’edizione 2017 del tedxtrento: Un teatro sociale ricolmo di gente, ha accolto gli speaker dell’edizione organizzata dal dream team di Povo che, brulicante di magliette nere d’ordinanza, ha gestito l’avventurosa giornata in modo stoico, regalando agli spettatori un bouquet di momenti veramente indimenticabili.

Sotto molti punti di vista, in realtà: tra i pregevoli momenti di riflessione e di divulgazione sulla ricerca scientifica internazionale, non sono mancati i siparietti interessanti, che ci hanno fatto capire -o almeno a noi piace vederla così- alcune sfumature tutte italiane del pay off internazionale del modello TED “Ideas worth spreading”, che condenseremo in 5 punti cardine ma che certo non si esauriscono qui.

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1- Italia, popolo di emigrati, ricercatori ed allenatori

«Un popolo di poeti di artisti di eroi / di santi di pensatori di scienziati / di navigatori di trasmigratori» le parole di un discorso fascista del 1935 continuano a descriverci, in un modo o nell’altro, anche nella scelta degli speaker del TEDxTrento 2017. Tra i relatori di quest’anno, infatti, poco spazio rispetto agli anni scorsi ai professionisti dello storytelling, a quelli della comunicazione o ai linguisti: abbiamo la giovane Cinzia Angelini, artista dell’animazione digitale, Alfio Quarteroni, ricercatore di matematica e Federico Capasso, fisico ricercatore, ma anche Federica Migolla, climber di 23 anni, Mons. Lauro Tisi e poi il coach Maurizio Buscaglia, la giornalista Barbara Carfagna, il giovane CEO di Talent Garden Davide Dattoli, e poi l’impenditore Vittorio Filippas, l’hacker Matteo Flora, il designer Andrea Signoretto, la sport coach Maranna Zanatta, l’Hacker Giuseppe Berone e il professore bocconiano Carlo Alberto Carnevale Maffè. Nomi di spicco, spesso circondati da una vera e propria fanbase, che hanno parlato di innovazione nel campo high tech, nell’imprenditoria e, cosa che non può mai mancare, una buona dose di self empowerment. Ciò che emerge chiaramente è la visione internazionale degli speaker tutti italiani, il tratto comune di innovare e realizzarsi all’estero, proprio come, sempre più spesso viene richiesto e imposto agli innovatori del nostro bel paese.

 

2 Teatro Sociale e Innovazione: il contenuto non è sempre il contenitore

Lo splendido Teatro Sociale di Trento, durante la giornata, è stato messo duramente alla prova. Le sale hanno raggiunto quasi costantemente la capienza massima, sia platea che loggioni occupati al massimo e le dotazioni tecnologiche di base non sono riuscite a far fronte in modo ottimale alle necessità di preparazione gastronomica o alla diffusione di audiovisivi. Frequenti sono stati i problemi durante il pranzo leggero servito durante la pausa e solo un’organizzazione elasticissima e molto attenta sono riuscite a evitare il disastro. Ecco che quindi le lunghe file sono state ripagate solo attorno alle 14.30 dei gustosi piatti di pasta della scuola Enaip di Tione, e durante la mattinata alcuni dei contributi video hanno lasciato ai partecipanti il fascino di assistere a un film muto.

Ci è stato segnalato inoltre anche quest’anno un continuo problema con la diretta streaming, sia per chi voleva assistere da casa, sia per i ragazzi che stavano partecipando in contemporanea al TEDxTrento junior, in una sala adiacente.

Bene ma non benissimo insomma, e i limiti sono stati soprattutto ascrivibili alla struttura e all’organizzazione tecnica, eccezionale nella globalità ma pericolosamente lacunosa in alcuni aspetti. una modalità che ci ha ricordato il detto “Roma non è stata fatta in un giorno”.

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3 Ben mangiare, ben pensare

Se, come detto, il light lunch è stato servito a spizzichi e bocconi nella sua totalità solo attorno alle 14.30 circa, cioè a fine pausa, è certo che la squadra di cucina dell’Enaip di Tione guidata da Alfio Ghezzi, in termini di qualità dei piatti ha fatto dimenticare ogni imperfezione. Ottima Monograno Felicetti in 4 gustose varietà, sfiziosi assaggi della cioccolata Indal, golosi biscottini Prada e rinfrancanti caffè coop. Una pausa decisamente all’italiana, in piena ottica della tradizione, anche nei tempi molto blandi.

4 Il dio capovolto di Mons. Tisi

Ciò che ha fatto discutere maggiormente i quotidiani e l’opinione pubblica esterna al tedxtrento quest’anno, è stato sicuramente l’intervento di Mons. Tisi. Per la prima volta -a memoria- si è parlato di religione e spiritualità sul palco del ted all’ombra del duomo del concilio. Un momento di confronto profondo di tipo teologico e spirituale su cosa significa essere umani, e cristiani in questo tempo fluido.

Speech apprezzabile e godibilissimo, forse un po’ estraneo all’approccio laico e un po’ più multimediale proposto negli altri speech della giornata.

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5 Chi sa fare, fa, chi non sa fare (non) insegna

Un adagio tipico della cultura italiana, sorprendentemente stravolto in questo TEDxTrento 2017 . Pochi teorici, molti pratici e ricercatori empirici, che hanno portato la loro specifica declinazione del tema F.A.R.E., fino a scatenare quasi la standing ovation sulla storia di rilancio imprenditoriale di Vittorino Foppas, già ospite gradito al TEDxunitn di qualche anno fa (qui il suo precedente speech) e di Matteo Flora. Fatiche, fallimenti, dubbi e tanta grinta nelle parole di molti intervenuti, che hanno aperto mondi e possibilità, per una volta andando contro corrente alla deliziosa capacità tutta italiana di saper e voler discutere, anche su temi poco sperimentati.

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E attorno tutto lo staff di studenti, professori, ricercatori, volontari, che di anno in anno propongono la propria declinazione del F.A.R.E.: tanta fiducia, tanta apertura, rischio ed entusiasmo, che ha regalato agli spettatori che hanno lasciato il Sociale, in una trento già illuminata dai mercatini, non pochi sguardi esausti, ma soddisfatti.

D’altronde, come ha più volte commentato la presentatrice della serata, volto storico del giornalismo musicale Paola Maugeri “è rassicurante vedere quante belle voci, quante belle storie e quante belle persone, sono ancora disposte a incontrarsi in eventi di questo tipo e trovare il tempo di parlare”. Personalmente vogliamo aggiungere che questi eventi hanno una marcia in più, quando fatti con il cuore, con l’inventiva e con l’entusiasmo (grazie a dio senza, quest’anno, la sovrautilizzata “passione”), che fa sentire questo tipo di eventi, con format americano, molto ma molto più italiani.

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Pubblicato il 28 novembre, 2017 @ 3:13 pm.


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