mercoledì , 28 Febbraio 2024

IL VALORE (non economico) DI UN FESTIVAL DELL’ECONOMIA

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Una riflessione sul valore (non economico) di un Festival dell’Economia; il primo vissuto da Trentoblog nel ruolo di media partner della manifestazione.

Si A? chiusa ieri, con la conferenza del premio Nobel McFadden, la nona edizione del Festival dell’Economia. Da oggi, e nei prossimi giorni, pubblicheremo passo dopo passo le interviste svolte da Trentoblog in questi quattro giorni grazie al ruolo di media partner della manifestazione, onore riservato per la prima volta ad una testata digitale locale.

Prima di iniziare a sfornare i nostri contenuti, perA?, A? interessante soffermarsi a fare qualche riflessione sul Festival e su questa edizione. Gli organizzatori sottolineano il grande successo di partecipazione riscontrato in questi giorni nei quali Trento A? stata presa d’assalto da giornalisti, relatori, turisti, studenti e tanti cittadini interessati.

In un’epoca nella quale la comunicazione corre sul web, i contenuti possono essere fruiti da ogni dispositivo e in ogni dove, le informazioni anche piA? specifiche possono essere trovate in pochi click e le interviste a personaggi piA? o meno famosi di diffondono e si ripetono grazie alle piattaforme online, un festival assume il ruolo di punto di ritrovo per chi si vuole confrontare in prima persona e non solo attraverso un tweet o un commento.

La specializzazione, in molti campi, A? un fattore che premia. Un Festival incentrato sull’economia, con il preciso obiettivo di rendere comprensibili degli argomenti di notevole complessitA�, dimostra che la gente ha voglia di interrogarsi, di sentirsi meno sola nell’incertezza di un periodo difficile segnato da nozioni per molti astratte come lo “spread” e difficoltA� reali come quella di trovare un lavoro, di farsi bastare uno stipendio, di immaginare come sarA� il futuro fra pochi mesi o anni.

Dall’altro lato, perA?, A? inutile negare che un fattore di richiamo sono proprio i personaggi o, per meglio dire, le persone. Non A? consueta, infatti, la possibilitA� di ascoltare dal vivo il premier, dei ministri, alcune delle menti piA? brillanti al mondo in campo economico, giornalisti, studenti e tanta gente comune che non si A? tirata indietro dal porre interessanti domande e apportare un contributo critico.

La lezione che tutti, a vario modo, abbiamo forse imparato A? che incontrarsi, guardarsi negli occhi, ascoltarci a vicenda e confrontarci ci aiuta a concretizzare, in alcuni casi ad esorcizzare, i nostri pensieri, le nostre paure, le nostre speranze. Una lezione che fa bene alle persone, ma ancor piA? ai politici, ai professori e a tutti coloro i quali, come noi, lavorano nel mondo della comunicazione.

Un valore umano, quello incarnato dal Festival, che vale molto di piA? dei numeri, dei grandi nomi e dei bilanci un po’ sterili tipici di ogni fine evento. Ci si rende conto di persona di quanto sia difficile ragionare criticamente su certi temi, comprendere pienamente la complessitA� di guidare un governo o un’azienda, comunicare efficacemente problemi e potenziali soluzioni.

Ci si rende anche conto, in fondo, che le edizioni, le conferenze, le idee e le proposte passano; la crisi, invece, resta. Intendiamoci, non A? colpa del Festival, ci mancherebbe, ma non fa male ricordare che dopotutto il confronto A? utile a tutti perchA� nessuno sembra avere soluzioni semplici a problemi complessi. Parafrasando un famoso detto, potremmo concludere dicendo: “A? l’economia, bellezza”. In questi giorni, forse, abbiamo capito che tutto ciA? non A? “solo” economia; A? (anche) molto di piA?.

 

Andrea Bonetti
Trentoblog

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