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mercoledì , 13 novembre 2019
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HERBERT LIST – il fotografo a�?metafisicoa�?

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a�?Come un buon pittore non tenta di ricreare sulla tela con il suo pennello una riproduzione fotografica, alla stessa stregua il buon fotografo non deve dipingere con la propria macchina”.

Con la nascita della fotografia, il mondo dell’Arte si A? arricchito di un nuovo mezzo espressivo che ha dato la possibilitA� tramite uno strumento, per allora rivoluzionario, di trasformare in realtA� delle idee. Questa tematica, che ho giA� trattato nel nostro precedente incontro, fu molto cara ad Herbert List, fotografo di origine tedesca (Amburgo), classe 1903, uno dei massimi esponenti della fotografia metafisica. In un suo famoso saggio del 1943, di cui riporto di seguito alcuni passi, List chiarisce meglio la sua convinzione di come la fotografia possa essere un mezzo di espressione artistica:

“Vista attraverso l’occhio della macchina fotografica, l’immagine perde la propria plasticitA� venendo fissata fra quattro angoli. Rette, ombre e luci assumono un nuovo significato. Mediante l’utilizzo di diversi obiettivi, ma giA� con l’inclinazione della macchina fotografica, si puA? trasformare in modo perfetto la prospettiva. I filtri poi, permettono una maggiore intensitA� o uno smorzamento delle sfumature e dei valori cromatici. Tramite l’illuminazione, la materia puA? venire mostrata nella sua palese evidenza o nella sua reale sostanza. Se si fanno mancare possibilitA� di raffronto, si spostano cosA� tutte le proporzioni, tant’A? che, da una fotografia scattata da un aereo, un brandello di stoffa su un letamaio fumante diviene un vulcano. Di uno stesso oggetto si puA? mostrare un aspetto realisticamente oggettivo, uno romantico oppure uno drammatico”.

Questo suo modo di interpretare la fotografia A? presente in ogni sua immagine sin dai suoi primi lavori datati 1930, anno in cui fu introdotto alla fotografia da Feininger: le spiagge del Mare del Nord o sul Baltico dove List trascorreva i week end si trasformano in un set fotografico in cui compaiono maschere, cani, specchi, corpi geometrici che lui a volte, con la tecnica della doppia esposizione, utilizzava per soddisfare la propria voglia di sperimentazione, oppure qualche anno piA? tardi, nel 1937, quando le macerie dei bombardamenti di Monaco sono da lui visti come le rovine del mondo classico greco, che lui ha sempre amato. Proprio in Grecia List ebbe il suo primo incarico di fotografo (assieme a George Huene) da cui trasse il libro “Licht uber Hellas”, basato sul passato della mitologia greca e delle sue forme, dove non viene mai esaltata la figura umana. Anche l’Italia fu perA? per List una delle sue grandi attrazioni, ed A? qui che le sue immagini mostrano un cambiamento, seppur non troppo evidente, di stile. Parliamo dell’Italia a cavallo degli anni ’50 e ’60, gli anni della rinascita e del neo-realismo fotografico. Nei suoi lavori racconta la vita della societA� nel cuore di Roma, in particolar modo di Trastevere, e della sua quotidianitA�. Proprio in Italia, grazie al suo impegno, List riesce a instaurare rapporti con personalitA� che lo hanno condizionato profondamente: cito ad esempio Vittorio De Sica, Morandi, De Chirico, Pasolini, Benedetto Croce ed altri.

Con il passare degli anni perA? la passione di List per la fotografia subisce un lento declino e il suo ultimo lavoro, guarda caso, A? proprio sulla vecchiaia e sugli anziani. Sono foto che sprigionano malinconia, caratterizzate da un bianco nero cupo e pieno di quelle geometrie e di quei giochi di luce, sempre presenti nei suoi precedenti lavori. Negli ultimi anni List abbandona la fotografia e, nonostante fosse un fotografo famoso, il suo stile non fu piA? apprezzato e quando morA� (a Monaco nel 1975) i suoi lavori dimenticati.

Si dovette aspettare quasi un ventennio per la sua riscoperta.

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