sabato , 31 ottobre 2020
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Di Stefania d’Elia

HO PROVATO LA ZUMBA
Di Stefania d’Elia

Le giornate si stanno accorciando e sono anche decisamente piA? fredde. Il passaggio questa��anno A? stato particolarmente traumatico, non sono riuscita a dare un vero addio alla��estate, se ne A? andata di colpo sbattendo la porta cosA� come era arrivata.

E che si fa in autunno? Si va in palestra! O meglio: gli altri ci vanno, io, la��antisportiva per eccellenza, colei che se fa una rampa in piA? di scale necessita di un defibrillatore, mi siedo su una panchina e osservo gli altri faticare; o almeno A? quello che farei se, in un attimo di pura follia non avessi lanciato la��idea di un articolo sulla a�?Zumbaa�?.

Ma cosa��A? questa a�?Zumbaa�?? No. Non A? una parolaccia, non A? necessario tappare le orecchie sante dei bambini se qualche mamma vicino a voi, confessa di a�?Zumbarea�? un paio di sere alla settimana. A? uno sport a metA� strada tra la la��aerobica e i balli latino americani, a�?ritmi diversi di condensano in un unica ora di puro divertimentoa�? o almeno questo A? quello che tutti mi hanno raccontato, ma visto che parlare di qualcosa che non si conosce a�?non A? belloa�? ho dovuto toccare con mano, e mi sono iscritta a una lezione di prova di a�?Zumbaa�?.

Ero giA� stata indottrinata a dovere sulla quantitA� di liquidi che il corpo espelle durante la lezione, quindi la��equipaggiamento di base era perfetto per la��occasione: maglietta a maniche corte, pantaloni al ginocchio, scarpe da ginnastica, asciugamano e bottiglietta da��acqua. La��appunto mentale a fine lezione consigliava, nel caso avessi deciso di ripetere la��esperienza, di portare una maglietta piA? smanicata, pantaloni piA? leggeri, un asciugamano piA? grande, una bottiglietta piA? capiente e, per le emergenze, una bomboletta di ossigeno: una lezione di Zumba non stanca, distrugge.

La��esperienza A? stata, devo dirlo, interessante. Ho saltellato in modo completamente scoordinato per una��ora intera, appena mi sembrava di aver capito come funzionava un passo questo veniva sostituito da uno completamente diverso che, non appena interiorizzato veniva sostituito da un altro ancora.
Ho scoperto che so saltellare; e se mi impegno abbastanza, mentre saltello riesco a battere le mani a�?quasia�? a ritmo. Non di piA?. Braccia, gambe e bacino si rifiutano di collaborare e armonizzarsi tutti in una stessa coreografia: sono elastica quanto un Omino del Lego.

La cosa positiva A? che non si ha tempo di pensarci durante la lezione, ne tanto meno di guardarsi allo specchio, cosa che avrebbe causato la��abissamento della mia autostima. Ho sudato piA? di quanto pensavo possibile e… incredibile davvero, ma mi sono divertita. Complice la compagnia giusta, le risate non sono mancate, non A? una cosa da sottovalutare.

A fine lezione mi sono anche sentita molto eroica. Ero riuscita ad arrivare in fondo, rigida come un tronco, scoordinata come un pupazzo a molla in mezzo alla tempesta, ma sono arrivata alla fine.

Credo che io me ne tornerA? al mio divano e alla mia copertina calda, la��autunno mi fa venire voglia di tante cose, ma decisamente non di uscire di casa armata di borsone per andare a saltellare in mezzo ad altre persone sudaticce…

Ma noi siamo cosA�, in primavera veniamo colti dalla voglia impellente di andare in palestra in vista della prova costume, mentre in autunno siamo invogliati dalla miriade di corsi che, istruttori in perenne competizione, improvvisati esperti di marketing, inventano per noi per convincerci a frequentare questa o quella palestra.

Stefania d’Elia

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