sabato , 27 Febbraio 2021

Il lato b dell’informazione
KOSTNIX: IL NEGOZIO CHE “NON VENDE”
Intervista a Valentina Callovi

kndentroGiornate frenetiche a Trento: fiumane di turisti al Mercatino di Natale, negozi aperti tutti i giorni tutto il giorno, gli ultimi regali da comprare e da mettere sotto l’albero.

Lo spirito del Natale anche a Trento si A? trasformato in un gigantesco business che rende felici albergatori, esercenti e ristoratori e che ormai rappresenta una voce importante nel bilancio economico della cittA�.

No, non abbiamo intenzione di partire con la solita (e purtroppo sempre attuale!) filippica sulla contraddizione insita nel modo consumistico di vivere il Natale, ben lontano dal suo originario significato, bensA� di illustrarvi un esempio ammirevole di negozio a�?a costo zeroa�? che promuove uguaglianza e sinceritA� tutto l’anno. Chiamarlo a�?negozioa�? non A? esattamente corretto, perchA� al Kostnix (a�?non costa nientea�?) di Innsbruck le cose, di fatto, non hanno prezzo.

Kostnix A? un Freiraum, uno spazio libero dove la gente puA? incontrarsi, prendere e portare oggetti senza pagare nulla. Non esistono gli scontrini, non esiste una cassa, non esiste il mercato.

A gestire il Kostnix c’A? anche Valentina Callovi, 26 anni, originaria di Termon (Val di Non), che a Innsbruck ci A? arrivata per studiare all’UniversitA� di Interpreti e Traduttori e che da due anni occupa volontariamente parte del suo tempo libero in questa attivitA�.

Riportiamo di seguito l’intervista a Valentina Callovi.

Valentina, come A? nata l’idea di creare il Kostnix?

a�?Due anni e mezzo fa un ragazzo ha sentito dell’esistenza del Kostnix a Vienna e ha deciso di dar vita alla stessa iniziativa anche qui a Innsbruck. Dopo aver sparso la voce si A? formato un gruppetto e da allora siamo circa una quindicina di ragazzi e ragazze dai 26 ai 45 anni, austriaci italiani e francesi, che collaborano per mandare avanti il Kostnix di Innsbruck.
Ogni due settimane ci raduniamo in un’assemblea in cui si discute, vengono prese le decisioni e tutti siamo allo stesso livello, non c’A? nessuno che abbia piA? potere o piA? responsabilitA� di altri.a�?

Come funziona il Kostnix e da dove provengono gli oggetti?

a�?Chiunque A? libero di entrare e di portarsi via al massimo tre cose. Non bisogna pagare nulla e l’unica regola A? il divieto categorico di rivendita.
Gli oggetti sono tutte cose usate che ci vengono donate da persone a cui non servono piA? perchA� non ne hanno piA? bisogno o perchA� hanno il modello o l’edizione piA? recente. CosA� l’oggetto o il vestito superato, invece di abbandonarlo in soffitta o in un cassetto, lo portano da noi. In questo modo accade che quello che per uno non A? piA? utile puA? esserlo invece per un altro. E’ questo il principio su cui si basa il Kostnix: qui gli oggetti non possiedono un valore economico, ma un valore di utilitA�. Con il continuo scambio e recupero, la merce si rinnova e gli scaffali non sono mai vuoti.a�?

Che cosa si puA? trovare?

a�?Ci sono tanti libri, cd, vestiti per bambini, ma anche elettrodomestici, giocattoli, stoviglie, riviste, borse, zaini. E abbiamo anche avuto cellulari, macchine fotografiche, scanner, stampanti, schermi del computer e un vestito da sposa. Naturalmente A? vietato portare cibi, biancheria intima, cose sporche o rotte.
Il nostro obiettivo sarebbe quello di creare uno spazio aperto, farlo conoscere a piA? gente possibile e riuscire a generare degli scambi non solo di oggetti, ma anche di abilitA�. Per esempio, io ti insegno l’italiano e tu mi insegni a suonare la chitarra.a�?

Chi sono le persone che vengono al Kostnix?

a�?Non c’A? una categoria in particolare. Vengono, portano e prendono, maschi e femmine, giovani e anziani, austriaci e stranieri. Certo, si rivolgono a noi tante persone con scarse possibilitA� economiche, soprattutto studenti e famiglie immigrate con bambini. Qui possono trovare beni, anche non strettamente indispensabili, ma che non si possono permettere. Non direi comunque che sono la maggior parte. E poi lo spirito del Kostnix non A? quello di sostituirsi alla Caritas, anzi noi lottiamo duramente contro questo fraintendimento. Ben venga se gli oggetti possono essere utili a chi non ha i mezzi economici per comprarli, ma di fatto la loro utilitA� A? a disposizione di tutti, senza distinzioni o preferenze.a�?

Cosa ti ha spinto a entrare nel gruppo che gestisce il Kostnix?

a�?Ho parlato con il ragazzo da cui A? partita l’idea e mi sono informata sui Kostnix giA� esistenti. L’iniziativa mi A? subito piaciuta molto perchA� finalmente ho trovato una possibilitA� reale di cambiare materialmente la societA�, anche se nel nostro piccolo, che comunque A? da considerarsi un successo. In questo modo io do il mio contributo al Kostnix, e il Kostnix, in quanto Freiraum esistente e funzionante, combatte il consumismo offrendo una reale alternativa al capitalismo.a�?

E come sopravvive un negozio che a�?non vendea�??

a�?L’affitto costa 400 euro al mese e riusciamo a pagarlo grazie al Comune di Innsbruck che ogni anno ci finanzia con 1000 euro, donazioni, concerti di solidarietA�, serate con vin brulA?. Una volta abbiamo ricevuto 1000 euro anche dai GrA?ne (I Verdi) e altri soldi dall’UniversitA� di Innsbruck che ci ha donato i proventi di un concerto. Per assurdo noi del Kostnix, che non vogliamo avere niente a che fare con i soldi, ci dobbiamo impegnare molto per recuperali e riuscire a pagare le spese dell’affitto. Da tempo siamo alla ricerca di un luogo dove stare gratis, coerentemente con lo spirito del Kostnix, finora senza successo.a�?

Che riscontro ha avuto l’articolo uscito l’altro ieri su Repubblica.it (martedA� 15 dicembre 2009) in cui si parla del Kostnix?

a�?Ho scritto una mail a Repubblica, non sapevo neanch’io bene cosa aspettarmi. Fatto sta che la redazione del giornale mi ha risposto immediatamente e dopo l’uscita dell’articolo in diversi si sono voluti mettere in contatto con me. Molte persone mi hanno scritto per avere maggiori informazioni sul Kostnix, il quotidiano il Trentino ha espresso il suo interesse a scrivere un pezzo, Radio Capital desidera fare un’intervista, un’agenzia di Milano vuole fare un reportage, il sito del Kostnix ha registrato 4000 contatti in un giorno solo e il Comitato No Dal Molin mi sembra seriamente intenzionato dar vita ad un Kostnix a Vicenza. Sorprendete, non mi aspettavo che potesse suscitare tanto clamore!a�?

Riprendendo le osservazioni proposte all’inizio dell’articolo, lanciamo una provocazione in contrasto con i Mercatini (del consumo) di Natale: chissA� come sarebbe un Mercatino (kostnix) del Natale con le bancarelle piene di regali che si vorrebbe riciclare, di vecchie statuine del Presepe, degli addobbi dell’anno scorso dove ognuno prende solo quello d cui ha realmente bisogno e mette a disposizione il surplus… sarebbe un sincero Mercatino di Natale.

Per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento, suggeriamo due letture interessanti:

– Levine Judith, Io non compro. Un anno senza acquisti: un’esperienza per riflettere sul potere del mercato, Ponte alle Grazie, Milano, 2006.

– Schwermer Heidemarie, Vivere senza soldi. L’esperienza sorprendente di una donna che da undici anni ha eliminato del tutto il denaro dalla propria vita, Aam Terra Nuova, Firenze, 2007.

Martina Bridi

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