sabato , 25 gennaio 2020
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LUDWIG WITTGENSTEIN: “La guerra, la prigionia, il Tractatus” mercoledA� 4 novembre

La Biblioteca Archivio del CSSEO organizza a Trento, mercoledA� 4 novembre, alle ore 17,30, nella a�?Sala degli Affreschia�? della Biblioteca comunale (Via Roma 55), la��incontro-dibattito a�?Ludwig Wittgenstein. La guerra, la prigionia, il Tractatusa�?.

Interviene Massimo Libardi.

Microsoft Word - Locandina_Max-Wittgenstein.doc

Nella grande mostra viennese a�?Traum und Wirklichkeith: Wien 1870-1930a�?, il visitatore che attraverso le varie sale giungeva a quella dedicata alla Grande guerra si lasciava alle spalle le note del a�?Bel Danubio blua�? che sfumavano in rumori di scoppi ed esplosioni, colpi di fucile, grida dapprima lontane e confuse poi piA? vicine e improvvisamente si trovava di fronte la grande tela a�?Die Namenlosen 1914a�? di Albin Egger Lienz. Quadro che con le sue schiere compatte di contadini e operai vestiti da soldati che avanzano, piegati sotto un cielo vuoto e persi in una landa deserta, A? forse la piA? realistica rappresentazione dei combattenti nella Grande guerra. Nel corridoio che univa le due sale della KA?nstlerhaus, al centro di una sorta di garitta di cemento, sopra un piedistallo grezzo vi era una teca al cui interno si trovava un cuscino di raso illuminato da una lampadina penzolante da un semplice filo elettrico. Sul cuscino era posto il dattiloscritto del a�?Tractatusa�?. La��allestimento, in modo visivamente efficace, metteva in luce il rapporto tra guerra e a�?Tractatusa�?.

Per molti scrittori il periodo passato al fronte A? stato cruciale nella loro formazione: un esempio paradigmatico, per restare nella��ambito della cultura tardo-asburgica, A? quello di Robert Musil. Si tratta di un riferimento non peregrino perchA� tra la��autore de a�?La��uomo senza qualitA�a�? e il filosofo viennese esistono molteplici punti di contatto. Proprio come la Grande guerra A? una��esperienza fondamentale per la genesi del capolavoro musiliano, allo stesso modo segna in modo indelebile la composizione del a�?Tractatusa�?. Se fino alla guerra Ludwig Wittgenstein era stato un uomo a�?del tutto estraneo alla societA� umanaa�? e concentrato sui problemi dei fondamenti, questa nuova realtA� lo mette di fronte a problemi che riguardavano la��ambito della religione e della��etica: iniziato come un libro sulla logica il risultato A? un libro il cui nucleo A? la��etica.

In una famosa lettera a Ludwig von Ficker, la��editore del a�?Brennera�?, cui si era rivolto per la pubblicazione del a�?Tractatusa�?, Wittgenstein da per scontato che il suo interlocutore non fosse in grado di capirlo, cerca di dargli una chiave di lettura. Nella prefazione a�� cosA� scrive a�� avrebbe dovuto esserci a�?una proposizione, che ora di fatto lA� non ca��A?, ma che io ora scriverA? per Lei [a��]. In effetti io volevo scrivere che il mio lavoro consiste di due parti: di quello che ho scritto, ed inoltre di tutto quello che non ho scritto. E proprio questa seconda parte A? quella importante. Ad opera del mio libro, la��etico viene delimitato, per cosA� dire, dalla��interno; e sono convinto che la��etico A? da delimitare rigorosamente solo in questo modo.

La stesura del a�?Tractatusa�? coincide con il periodo bellico. Quando scoppia il conflitto gran parte delle tesi logiche sono pressochA� definitive, anche se Wittgenstein continuerA� a ragionare intorno ai problemi della logica fino alla metA� del 1916, ma tutte le riflessioni che riguardano la��etica, la��estetica, Dio e il mistico a�� che nel a�?Tractatusa�? iniziano dalla proposizione 6.9, che segna un cambiamento di tonalitA� della��opera a�� sono elaborate al fronte. Questi sono i passi che rendono unico e per molto tempo indecifrabile il a�?Tractatusa�?, che a questo punto non A? piA? un trattato di logica (aspetto sempre negato dalla��autore e sostenuto ad esempio dai suoi lettori del Wiener Kreis), ma uno dei piA? importanti testi filosofici del Novecento

Dopo aver combattuto sul fronte orientale, in seguito alla��armistizio con la Russia, viene trasferito sulla��Altopiano dove parteciperA� alla��offensiva di primavera e dove sarA� catturato e inviato nel campo di prigionia di Cassino. Quando viene rilasciato torna a Vienna, ma ora A? un uomo profondamente cambiato. La fine della guerra e il ritorno dalla prigionia corrispondono a due decisioni radicali: la scelta di diventare maestro elementare e quella di spogliarsi della ingente fortuna ereditata dal padre. Tornato a casa si libera del proprio patrimonio: da��ora in poi vivrA� di una povertA� francescana rifiutando il superfluo, vestendo decorosamente ma con estrema semplicitA�, abitando tra pochi mobili essenziali e nessun oggetto che non fosse strettamente utile. Il 16 settembre inizia un corso per diventare insegnante elementare. ContinuerA� a indossare la��uniforme anche dopo la fine della guerra, anche Wittgenstein fa parte della schiera degli a�?uomini inattuali postumia�� che non sono in sintonia con a�?la corrente della cultura europeaa�?, nA� hanno a�?comprensione verso i suoi finia�?: a�?Io scrivo quindi veramente per amici dispersi negli angoli del mondoa�?.

Il suo pensiero era fortemente radicato nella complessitA� linguistica e culturale del mondo asburgico e in a�?Pensieri diversia�? sono numerose le osservazioni sulla mentalitA� della��ebraismo mitteleuropeo. Come per molti sudditi del grande impero danubiano il suo crollo rappresentA? la fine di un mondo e la��affermarsi della civiltA� tecnologica e industriale che avrebbero portato a una inevitabile decadenza: a�?Non A? insensato, ad esempio, credere che la��era scientifica e tecnica sia la��inizio della fine della��umanitA�; che la��idea del grande progresso sia un abbaglio, come anche quella che si finisce per giungere alla conoscenza della veritA�; che la conoscenza scientifica non arrechi nulla di buono o di desiderabile e che la��umanitA�, mirando ad essa, cada in una trappola. Non A? affatto chiaro che non sia cosA�a�?

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