giovedì , 23 Marzo 2023

Un parco di storie
Alla scoperta delle statue di piazza Dante

Dal 22 novembre 2013 al 1A� febbraio 2014 A? possibile visitare una nuova mostra dedicata alla storia della cittA� di Trento, organizzata dalla Fondazione Museo storico del Trentino. Nel salone Manzoni della Biblioteca Comunale in via Roma si scoprono le storie dei monumenti che costellano il parco della vicina Piazza Dante.

La mostra “Un parco di storie” A? il risultato di una ricerca dedicata alla storia dei monumenti presenti nel parco di piazza Dante, interpretati e raccontati dal punto di vista della storia sociale e politica.

Quali storie ci raccontano queste statue?
PerchA� sono stati scelti proprio questi soggetti?

Queste sono le domande che hanno mosso i ricercatori della Fondazione Museo storico del Trentino per cercare di ricostruire la storia della cittA� e dei suoi dibattiti attraverso le occasioni offerte dalle inaugurazioni dei monumenti, analizzati non dal punto di vista artistico ma come episodi significativi della cronaca politica.

La vicenda di Dante A? strettamente connessa alla questione nazionale trentina, il suo richiamo alla��italianitA�.
Il rimando alla��Italia A? anche alla base della scelta di dedicare un busto al poeta trentino e famoso nel vicino Regno da��Italia, Giovanni Prati (Dasindo, 1814 a�� Roma, 1884).
In questa scia si colloca anche un altro poeta trentino, Antonio Gazzoletti che, come altri trentini, si era messo in luce non solo per il valore culturale ma anche per il legame con le vicende politiche del Regno da��Italia, dove viene nominato parlamentare nel 1862.
Il busto a Giovanni Canestrini (RevA?, 1835 a�� Padova, 1900) A? legato allo scontro che oppose la SocietA� degli studenti trentini e partiti laici al movimento cattolico; due fronti divisi dalla��appoggio al darwinismo, di cui Canestrini A? stato uno dei maggiori divulgatori in Italia.
La��inaugurazione del busto a GiosuA? Carducci (Valdicastello, 1835 a�� Bologna, 1907) a�� poeta apertamente antiaustriaco a�� coincide con le piA? ampie celebrazioni della festa del Polisportivo e del legame con la cittA� di Mantova, alla quale si dedica in quella��occasione la��omonima via.
Il busto a Giuseppe Verdi (Busseto, 1813 a�� Milano, 1901), inaugurato in occasione del primo centenario della sua nascita, A? celebrato con una settimana di concerti ed eventi musicali che forniscono alla cittA� una colonna sonora legata alla musica italiana e al suo speciale rapporto con il Risorgimento.

I monumenti a Eusebio Francesco Chini (Segno, 1645 a�� Missione Magdalena, Messico, 1711) e Luigi Negrelli (Fiera di Primiero, 1799 a�� Vienna, 1858) sono i primi esempi realizzati dopo la Grande Guerra e la��annessione del Trentino alla��Italia. Eretti negli anni della dittatura, sono inaugurati nel corso di un importante convegno scientifico organizzato dal locale museo di scienze. Sono monumenti molto diversi stilisticamente dai busti precedenti, richiamano alle imprese dei due trentini e non riproducono piA? le loro figure. Guglielmo Marconi, presente alle loro inaugurazioni, onora i due trentini come a�?grandi italiania��.
La stele a Guglielmo Ranzi (Trento, 1859 a�� Trento, 1932), a�?padrea�� del monumento a Dante, viene collocata vicina al grande monumento che egli aveva tanto voluto; la festa inaugurale sembra un riallacciarsi del filo che lega il parco e le sue storie prima e dopo la Grande Guerra.
Un monumento tutto particolare A? la��abete dougals piantato per ricordare la scomparsa del fratello di Benito Mussolini, Arnaldo (Dovia di Predappio, 1885 a��Milano, 1931): una delle tante liturgie messe in atto dal regime per costruire riti che univano tutti gli italiani attorno ad azioni e momenti imposti dal fascismo.

La��epopea monumentale del parco non si esaurisce con gli episodi del Ventennio. Nel 1956 A? posto il busto al micologo Giacomo Bresadola (OrtisA?, 1847 a�� Trento, 1929), una��erezione che conclude una vicenda molto lunga, che ripropone un monumento molto simile a quelli di inizio Novecento.
Anche la��ultimo monumento posto nel parco di piazza Dante in ordine di tempo, quello alla famiglia, porta il suo carico di discussioni e aperte polemiche e segna anche una svolta nel percorso tracciato dai monumenti precedenti: non un personaggio famoso o le sue azioni, ma una famiglia, i cui membri sono colti anche in posizioni naturali; A? la��unico caso in cui sono presenti delle figure femminili.

Sapere chi sono i personaggi rappresentati con questi monumenti, perchA� sono stati posti nel parco, quali discussioni hanno accompagnato la loro costruzione, vuol dire comporre i tasselli necessari per aggiungere nuovi elementi di conoscenza della storia locale, non solo cittadina, e rendere piA? piacevole la riscoperta del parco.

Mostra realizzata dalla
Fondazione Museo storico del Trentino

 

Vedi anche

Emanuele Masi - Bolzano Danza - Ph Tiberio Servillo

Emanuele Masi – Le Arti e il futuro, verso la 35^ edizione del Festival Bolzano Danza

Riccardo Lucatti intervista Emanuele Masi, il funzionario della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento, dal …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *