lunedì , 27 Giugno 2022

RICERCA: Una difesa naturale contro l’HIV scoperta all’UniversitA� di Trento

Scoperta una proteina cellulare che puA? bloccare la diffusione del virus dell’HIV. Lo studio, condotto da un gruppo di ricerca del CIBIO della��UniversitA� di Trento guidato da Massimo Pizzato, A? stato pubblicato sulla rivista scientifica a�?Naturea�?.

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Trento, 30 settembre 2015 a�� (e.b.) A 35 anni dalla��identificazione del virus responsabile della��AIDS che ha causato nel mondo piA? di 39 milioni di decessi, ancora non esistono nA� una cura risolutiva nA� un vaccino efficace. Una ricerca condotta da Massimo Pizzato e dal suo gruppo di ricerca presso il Centro per la Biologia Integrata (CIBIO) della��UniversitA� di Trento apre ora nuove prospettive. I risultati sono stati pubblicati oggi sulla rivista scientifica a�?Naturea�?.

I ricercatori della��UniversitA� di Trento hanno infatti scoperto la��esistenza nelle cellule di un potentissimo inibitore naturale della��infezione virale, chiamato SERINC5, in grado di neutralizzare HIV e altri virus simili. La capacitA� dei virus di infettare le cellule dipende dalla loro abilitA� di eludere questa difesa naturale, finora sconosciuta.

Da piA? di 20 anni A? noto che la capacitA� di HIV di causare la��AIDS dipende dalla presenza di un suo componente, chiamato Nef, che rende il virus molto infettivo. I ricercatori hanno ora capito che Nef agisce permettendo al virus di eludere proprio la��attivitA� antivirale di SERINC5, rendendolo cosA� estremamente aggressivo.

A�Quando una cellula A? infettata con HIV inizia a produrre nuovo virus necessario per disseminare la��infezione a tutto la��organismoA� spiega Massimo Pizzato, che ha guidato la ricerca al CIBIO. A�SERINC5 A? situata sulla superficie delle cellule e attende che il virus esca da queste per inserisi in esso e renderlo incapace di infettare nuove cellule. La��infezione cosA� non si puA? propagare. Tuttavia, nella continua guerra ingaggiata con le cellule, i virus hanno compiuto un passo in piA?, vincendo per ora la battaglia. Infatti, con la sua proteina Nef, HIV ha acquisito la capacitA� di rimuovere SERINC5 dalla superficie della cellula eludendo la sua azione antiviraleA�.

La scoperta risolve dunque un mistero scientifico nella ricerca di HIV durato piA? di 20 anni e rimasto fino a pochi giorni fa totalmente insoluto, malgrado le ricerche ininterrotte di molti altri laboratori in diverse parti del mondo. Questi risultati suggeriscono ora una nuova prospettiva nella lotta contro la��AIDS. A�La nostra scoperta espone un tallone da��Achille del virusA� continua Pizzato. A�SERINC5 A? un agente estremamente potente. Stiamo ora lavorando per renderlo a�?invisibilea�? ad HIV e quindi per generare una difesa che il virus non possa piA? eludere. A quel punto avremo compiuto noi un passo fondamentale piA? avanti del virusA�.

Il direttore del CIBIO Alessandro Quattrone cosA� commenta: A�Questo successo, davvero epocale, di Massimo Pizzato e del suo gruppo A? stato reso possibile da una efficiente implementazione presso il centro di nuove tecnologie per la lettura dei genomi, il che conferma quanto il continuo aggiornamento tecnologico sia la��unico modo per stare al passo in un campo ipercompetitivo come quello della ricerca biomedica. Dopo anni di importanti investimenti possiamo dire che la��UniversitA� di Trento, per questo e per altri contributi, A? riconosciuta a livello mondiale nello studio delle malattieA�.

La ricerca A? il frutto di un lungo lavoro guidato dal gruppo di ricerca a�?Virus-Cell interactiona�? della��UniversitA� di Trento (che oltre a Massimo Pizzato include i suoi collaboratori Annachiara Rosa, Ajit Chande e Serena Ziglio), con la��apporto del a�?Laboratory of Biomolecular Sequence and Structure Analysis for Healtha�? (un laboratorio condiviso fra CIBIO, Fondazione Bruno Kessler e CNR) e di Federico Andrea Santoni della��UniversitA� Ginevra.

In concomitanza con lo studio della��UniversitA� di Trento, il laboratorio di Heinrich Gottlinger della University of Massachussetts ha ottenuto gli stessi risultati usando una diversa metodologia, rafforzando dunque la portata e la significativitA� della scoperta. I risultati di entrambi gli studi sono pubblicati indipendentemente nello stesso numero della rivista a�?Naturea�?.

La��articolo che descrive lo studio condotto dal gruppo di ricerca della��UniversitA� di Trento sarA� disponibile a breve nella versione online al seguente link:

http://dx.doi.org/10.1038/nature15399

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