Palladium: ARIANNA BRIDI altra prestazione incredibile al World Cup Open Water 10 Km

 La trentina, del Team Despar Trentino-Südtirol ha concluso la tappa canadese della World Cup Open Water 10 km con una medaglia d’oro al collo

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Un’altra affermazione a livello mondiale per Arianna Bridi che sta strabiliando tutti per costanza di risultati e abilità nel passare da una distanza all’altra. Queste le sue parole: “I Primi 3-4 km aono stati abbastanza tranquilli,poi c’è stato uno strappo e siamo rimaste in 7-8. Intorno ai 7.5km ho iniziato ad aumentare il ritmo ed io e Maurer abbiamo staccato le altre e siamo arrivate al traguardo insieme, dove allo sprint ho vinto di 5-6 secondi, mentre la terza è arrivata distaccata di un minuto!” Non ci sono più parole per descrivere lo stato di forma e la crescita della giovane trentina, solo complimenti..


Arianna Bridi è la nuova campionessa italiana assoluta della 10 km!

Arianna è riuscita nell’impresa di vincere con il tempo di 2 ore 01’29″2, regolando le avversario di sempre: Martina Grimaldi e Aurora Ponselè, distanziate di una trentina di secondi!

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La trentina (Rari Nantes Trento nuoto, Esercito) si è imposta nella gara odierna sul lago di Omegna.
Queste le sue parole nell’immediato dopo gara:

“Sono molto soddisfatta della vittoria! Rachele Bruni purtroppo non ha partecipato poichè è stata male la notte precedente la gara. Con lei in ngara probabilmente il mio adesso sarebbe un argento, di cui sarei comunque estremamente orgogliosa.
I primi due giri siamo partiti piano, poi c’è stato un tentativo di fuga della ragazza brasiliana all’inizio del terzo giro che però poi ha sbagliato rotta. Io ho preso una traiettoria diversa e da lì mi sono messa davanti senza cedere mai la posizione. Gli ultimi 800 metri ho preso vantaggio fino ad arrivare con 30″ di vantaggio sulla seconda.”

Dopo l’argento di venerdì nella 5 km un importantissimo oro che proietta la nostra Arianna nell’olimpo del nuoto italiano ed internazionale, ripagandola del duro lavoro svolto sin’ora!
Questo fantastico oro permetterà alla ragazza del Team Despar Trentino-Südtirol di prendere parte ai prossimi Europei assoluti di ottobre.

Sei sulla strada giusta, Arianna. SIAMO ORGOGLIOSI DI TE!!


PALLADIUM: Sara Gusperti doppio oro ai Campionati Italiani

La giovane nuotatrice trentina Sara Gusperti (SND Nuotatori Trentini) si è aggiudicata la bellezza di due medaglie d’oro ai Campionati Italiani Criteria di Riccione.

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Sara, del Team Despar Trentino-Südtirol ha conquistato due splendide medaglie d’oro nei 100 metri rana e nei 50 metri stile libero con tempi impressionanti: 1’09”.70 e 25″78 (record regionale categorie junior e cadetti).

Quella di oggi è stata la prima giornata di gare per Sara che domani e domenica sarà impegnata in altre 4 gare: i 50 e i 100 farfalla e i 50 rana ed i 100 stile.

Le diverse discipline e le diverse distanze permetteranno a Sara di confrontarsi con le più forti promesse del nuoto italiano e di dimostrare in acqua i passi avanti che grazie all’allenatore e papà Rene Gusperti sta facendo.

Complimenti Sara!”


DESPAR PLAY THE SCHOOL: presentato il primo progetto che mette d’accordo agonismo e scuole dell’obbligo

E’ stato presentato, nella serata di Giovedì 10 Marzo, presso la Sala Gruppo Giovani Soci della Cassa Rurale di Trento il progetto DESPAR PLAY THE SCHOOL.

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Palladium Sport, con il fondamentale supporto dell’azienda di Supermercati, ha avuto modo di presentare il progetto che vedrà impegnate alcune figure in ambito Psicologico, Pedagogico e Sportivo in incontri mirati nelle scuole della nostra città.

 

L’obbiettivo è quello di aprire un dialogo nel rapporto scuola-sport di alto livello, per dare un supporto concreto ai giovani atleti del territorio che si vedono impegnati in entrambi i fronti. Paolo Crepaz (Medico dello Sport e Fisiatra, docente della Scuola Dello Sport del Coni Trentino e docente di Pedagogia):” una delle domande che ci poniamo è questa: davvero lo sport ha una valenza eduzativa? Noi crediamo di si. Ovviamente non è l’educazione il suo fine ultimo ma il duro lavoro ed il percorso che porta alla vittoria è di per sé particolarmente formativo”.

 

Presente alla serata l’assessore allo sport Andrea Robol: “ Grazie a questo progetto si possono aprire sviluppi particolarmente importanti. In Trentino e nella nostra città dobbiamo essere consapevoli che con la volontà si possono ottenere grandi risultati. In questo caso i risultati da ottenere sono in ambito sportivo ed in ambito scolastico. Da modificare è l’approccio culturale al rapporto scuola sport, ad oggi sono stati fatti dei passi avanti ma la strada è ancora lunga, questo progetto può iniziare un percorso di formazione e di valorizzazione che aiuti i nostri ragazzi. La determinazione di Palladium nel portare avanti questo progetto è da prendere ad esempio, io prondo atto di questa determinazione ed auguro a questa iniziativa tutto il bene possibile.”

 

Uno degli atleti che verranno coinvolti negli incontri con i ragazzi, con le famiglie e con i docenti è Giordano Benedetti, atleta pluricampione italiano degli 800m. “ Lo sport può dare molto ai ragazzi. A partire dalla capacità di organizzazione. La disciplina sportiva può aiutare molto la scuola e la scuola può aiutare molto la disciplina sportiva.”

 

Infine Robert Hillebrand, direttore del Centro Distributivo Despar del Trentino Alto Adige ha confermato con questo progetto come l’azienda sia particolarmente attenta e legata ai giovani: “Questo progetto ci permette, promuovendo i valori dello sport, di formare atleti e formare anche persone. Sostenere i giovani atleti, investendo sulla loro crescita permette a Despar di affiancarsi alle loro positive figure ed agli alti valori che lo Sport riesce a trasmettere.”

 

Despar Play the School verrà ora presentato al meglio ai dirigenti degli istituti superiori di Trento e verrà sviluppato nell’anno 2016.

Il progetto prevede degli incontri che coinvolgano tutte le figure attorno al ragazzo, ovvero le famiglie ed i dirigenti scolastici. La fascia di età in esame è quella dei 16-17 anni, quindi ragazzi che frequentano le terze e quarte superiori. Questa fascia di età permette di intervenire su due problematiche purtoppo presenti nella nostra società come l’abbandono della pratica sportiva ma anche l’abbandono scolastico.

 

Lo sport quindi inteso come attività formativa per il ragazzo ma anche e soprattutto per lo sudente.


ELEMENTO PALLADIUM: Yeman Crippa campione italiano assoluto!

Una gioia immensa dopo una gara spettacolare, questa è stata la Festa del Cross di Gubbio del fortissimo atleta del Team Despar Trentino-Südtirol Yeman Crippa.

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Alla sua prima partecipazione tra i grandi del cross italiano Yeman (FIAMME ORO) non si fa intimorire e dopo il recente bis al Campionato Europeo Juniores si laurea Campione Italiano Assoluto di Corsa Campestre.

Il percorso Umbro ha visto sfidarsi il giovane trentino e lo specialista Stefano La Rosa per tutti i 10 Km, sul finale però Yeman è riuscito con una gestione di gara da campione a liberarsi dell’inseguitore e vincere a braccia alzate.

In questo anno olimpico il 19enne Crippa sta dimostrando sempre più il suo status di campione affermato, mettendosi alle spalle la plurititolata carriera giovanile. Continuando a lavorare con questo impegno e questa serietà siamo sicuri che riuscirà a togliersi sempre più soddisfazioni!

COMPLIMENTI CAMPIONE!!


ALESSANDRO SANTONI: la vita di uno scalatore “solitario” leader in via omologata di speed 15 metri.

Due parole con Palladium e Alessandro Santoni, il giovane arcense che detiene il record su via omologata di speed 15 metri

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Ciao Alessandro, e’ un periodo molto intenso questo per te! Iniziamo con il conoscerti meglio, presentati ai nostri lettori.

 

Ciao a tutti, sono Alessandro Santoni e vengo da Dro. Personalmente mi ritengo un ragazzo semplice con tanta voglia di fare. Abitando nei pressi di Arco, fin da piccolo ho avuto modo di stare a contatto con la natura, e mi sono appassionato di arrampicata. Tutt’ora, essendo entrato nella squadra sportiva dell’ Esercito ho intenzione di continuare questa attività a livello professionale.

Il tuo sport, l’arrampicata, è molto praticato in Trentino e soprattutto ad Arco, dove sei nato, ne è la “culla” grazie a manifestazioni come il RockMaster. Come e quando ti sei avvicinato a questa disciplina e quando il passaggio allo Speed?

 

Ho iniziato ad arrampicare all’età di 8 anni su consiglio degli insegnati poiché ero particolarmente attivo. Ho subito trovato feeling con l’arrampicata, trovando questo sport un’attività interessante e soprattutto molto divertente. Quando ho cominciato ad arrampicare ero il più piccolo della squadra Arcoclimbing, il confronto e l’allenamento con atleti più grandi mi ha insegnato a crescere, sia di livello che di carattere. Sempre continuando l’attività come gioco ho iniziato a partecipare ad alcune competizioni a livello regionale. Man mano che il tempo trascorreva continuavo a migliorare la mia posizione. Così facendo sono arrivato ad ottenere sia il titolo di campione regionale (2009) per arrivare poi a quello di campione italiano di categoria nello stesso anno. Di seguito (2010) ho riscontrato una particolare dote nella disciplina speed climbing, dove mi sono cimentato negli anni successivi.

Proprio questa disciplina ha un fortissimo impatto emozionale grazie alle sfide da dentro-fuori, 1 contro 1 in parallelo, come ti avvicini a queste sfide nei minuti subito prima di partire, hai qualche rituale per mantenere la concentrazione? 

 

Prima di una salita la tensione è molto alta. Per questo cerco sempre di pensare che in quel momento ci sono solo io e la parete, mi concentro ripentendo a mente i passaggi della via omologata speed. Talvolta quando la tensione è troppo alta mi concentro anche sui respiri e cerco di stabilizzare il battito cardiaco, anche se non è così semplice come sembra.

Una cosa che colpisce molto di te è la parziale assenza di un allenatore/preparatore e, all’infuori dell’aiuto di tuo padre, si può dire che sei autodidatta. Come gestisci gli allenamenti? Schede pesi o esercizi particolari come vengono scelti da te?

 

L’assenza di un allenatore ha dei pro e dei contro. Il vantaggio principale è sicuramente l’autodisciplina. Allenandomi da solo, ormai da anni, ho imparato a conoscere il mio fisico e la mia mente. Sono riuscito quindi a costruire un programma di allenamento basato su me stesso. Certamente qualche spunto l’ho preso da alcuni preparatori atletici, però sono totalmente in grado di capire cosa devo migliorare e dove posso agire. Avere un allenatore potrebbe essere utile per la continuità e la costanza, perché a volte doversi allenare risulta pesante e una spinta emotiva mi farebbe sentire meglio. Posso contare però sull’appoggio della mia famiglia e soprattutto di mio padre che mi segue regolarmente durante gli allenamenti. Dalle esperienze di allenamento ho notato che la convinzione è essenziale per poter proseguire gli allenamenti e il mio percorso sportivo.

Da fuori traspare un bel clima tra i ragazzi provenienti da tuto il mondo con cui gareggi, è così? Vi scambiate indicazioni e sistemi di allanamento?

 

Il mondo dell’arrampicata è bellissimo da tanti punti di vista, come quello fisico e mentale. Un’altra fantastica opportunità che mi offre questo sport è sicuramente la fortuna di girare il mondo per gareggiare. Così riesco a conoscere gente nuova e a dialogare. Apprezzo molto la gente dell’estero soprattutto perché è molto aperta a livello sociale. Dopo una competizione ci si ritrova assieme e si dialoga su qualsiasi argomento. Poco toccato è l’argomento sport e allenamenti. Non si entra mai nei dettagli anche per preservare i trucchi del mestiere. Una cosa è certa, tutti i climber di un certo livello hanno testa e questo non è da poco.

La fine della stagione estiva ti ha visto protagonista ai campionati mondiali giovanili di Arco e al campionato italiano di Bolzano, ci racconti come è andata?

 

Quest’anno ho partecipato davvero a poche competizioni, poiché sono stato impegnato nello studio per il conseguimento del diploma. Nonostante ciò ho partecipato alla mia ultima gara giovanile, il Campionato mondiale giovanile tenutosi ad Arco. La gara era iniziata nel migliore dei modi. Dopo un ottima qualifica con il secondo miglior tempo sono passato agli scontri diretti. Purtroppo durante la semifinale mi è scivolato un appoggio. Un errore mentale prima della salita mi è costato molto. Di seguito la motivazione è letteralmente scesa poiché il mio obiettivo era l’oro. Quindi durante l ultimo scontro disputato contro il rivale russo ho purtroppo avuto un secondo errore tecnico, dovuto appunto alla scarsa concentrazione. La gara si è conclusa con un deludente quarto posto, rispetto alle mie aspettative. Di seguito al campionato italiano assoluto speed ho ottenuto un argento. Durante la finale per il primo posto ho avuto un’indecisione, una breve sosta durante la salita che mi ha fatto perdere quei centesimi preziosi e la medaglia d’oro. È stata comunque una gara molto combattuta. 

Adesso una bellissima novità: sei entrato a far parte dell’Esercito! Cosa significa questo per te, nel presente e nel futuro?

 

Essere atleta della squadra sportiva dell’Esercito mi rende molto orgoglioso di me stesso. Finalmente posso dire di essere atleta professionista. Grazie all’appoggio economico che il gruppo militare mi dà potrò proseguire il mio percorso sportivo. Ciò significa che avrò tempo per migliorare i miei allenamenti, e quindi la mia performance sportiva. Cercherò quindi di allenarmi al massimo per ottenere di buoni risultati in coppa del mondo. 

 

Come sei venuto a contatto con Palladium?

 

Da ormai due anni faccio parte del Team Despar, un progetto di Palladium che punta sui giovani talenti del Trentino. Il fine di questa organizzazione è quello di riuscire a far passare un atleta da livello dilettantistico a professionale. Questa iniziativa mi piace molto soprattutto perché lo sport ha dei valori molto importanti che fanno crescere molto. Difatti spero che si possa diffondere in tutta Italia. Grazie a questo team ho avuto modo di avere un appoggio tecnico da parte di preparatori atletici, da una nutrizionista e, cosa anche molto divertente, ho avuto occasione di girare alcuni video per gli sponsor che supportano il progetto come Dalmec.

Spero proprio e mi auguro che con il tempo Palladium cresca molto da tutti i punti di vista e possa espandersi dando supporto a sempre più ragazzi.

 

Quali sono i tuoi obiettivi per la stagione a venire?

Partecipare a tutte le tappe di coppa del mondo senior e riuscire a tenere testa a tutti gli atleti più forti del mondo. Riuscire inoltre a dare una limatina al record italiano che tuttora mi appartiene (5.99s) sulla via omologata di speed 15 metri.

 

Grazie Alessandro! Come sempre un enorme in bocca al lupo.

Che tu possa scalare il mondo.. Il più velocemente possibile!


UNIVERSIADI: oro per Arianna Bridi nella 10 km

Ennesima incredibile prestazione per Arianna Bridi (Esercito/Rari Nantes Trento nuoto ), che nelle acque coreane stacca tutte le rivali e conquista in solitaria il primo posto nella 10 km (2h03’19” il crono), davanti alla connazionale Ilaria Raimondi (2h03’58”).

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Gara tattica per la portacolori del Team Despar nei primi giri, dove controlla le avversarie senza strappare il ritmo imposto, per poi aumentare sensibilmente l’andatura al 5° km ed avviarsi da sola verso una medaglia d’oro che conferma ancora una volta tutto il suo duro lavoro di questi anni.

Un po’ di stanchezza, comprensibile, per Arianna al termine della gara, ricompensata però dalla gioia di salire sul quel gradino più alto del podio rappresentando il suo paese, per quello che fino a poco tempo fa poteva essere solamente un sogno, mentre ora, ci auguriamo, possa essere solo una tappa di passaggio verso altre meravigliose vittorie.


PALLADIUM: la zampata di Arianna Bridi ai campionati italiani di fondo sui 5 km

Strepitosa la prestazione di Arianna Bridi (Esercito/Rari Nantes TN) al campionato italiano di fondo sui 5 km.

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Nelle acque di Castelgandolfo la promettente trentina si aggiudica la medaglia d’argento assoluta (57’54″7), dietro solo a Rachele Bruni (57’53″2) e davanti all’olimpionica Martina Grimaldi.

Una gara condotta sempre nel gruppo di testa, composto da 7-8 atlete fino ai 2000m, dopo i quali Arianna e la compagna di squadra Rachele Bruni hanno cambiato ritmo e sono andate in fuga.

Dopo un entusiasmante testa a testa, la più esperta Rachele è riuscita a piazzare la zampata vincente.

Tanta la soddisfazione comunque per Arianna, che con questa medaglia suggella il duro lavoro degli ultimi anni e la prima stagione da professionista.

Davvero complimenti alla portacolori del Team Despar: non ci resta che incrociare le dita e sperare che queste recenti prestazioni valgano la convocazione ai mondiali in programma quest’estate.


PALLADIUM: Sara Gusperti si racconta al ritorno degli Italiani Giovanili

La giovane Sara Gusperti si racconta sul progetto speciale di Palladium, dopo le vittorie ai Campionati Italiani Giovanili di nuoto.

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Ciao Sara, hai ancora il sorriso raggiante addosso dopo i grandi risultati dei Campionati Italiani Giovanili. Ti presenti ai nostri lettori per cominciare?

Salve, mi chiamo Sara, sono una ragazza di 14 anni e la mia più grande passione è il nuoto, i miei amici mi descrivono come una ragazza solare e sempre sorridente.

Ti aspettavi di iniziare così bene la stagione? Ai campionati Italiani Criteria di Riccione hai conquistato due ori nella prima giornata di gare e sei medaglie totali al termine della manifestazione.

No, non mi aspettavo affatto di iniziare così bene questa stagione pur sapendo di essermi allenata con impegno e costanza. L’oro dei 50 stile libero è stato decisamente una sorpresa avendo preparato per lo più la distanza sui 100 metri, inoltre sono stata felicissima di aver conquistato ben 6 medaglie. L’obiettivo è quello di poter nuotare più stili e più distanze, per ora ci sono riuscita.

Siamo felici di vederti primeggiare in tutti gli stili, caratteristica piuttosto rara fra i nuotatori al giorno d’oggi. Ti piacciono tutti al punto da non poter rinunciare a nessuno stile?

Decisamente preferisco rana e stile libero essendo gli stili che faccio da più tempo, ma senza trascurare dorso e delfino. Sia chiaro, molto meglio così. Le motivazioni per continuare a fare bene ci sono tutte.

Ci vuoi parlare di come vivi la pratica sportiva giorno dopo giorno? Sei giovanissima eppure come richiede il nuoto già devi affrontare molti sacrifici sia per gli allenamenti sia per le gare. 

Ogni volta che vado ad allenamento cerco di dare il meglio di me, a volte però succede che non sono in forma, e nonostante tutti i miei sforzi, non ottengo i risultati e tempi che mi ero prefissata. Inoltre devo conciliare studio ed allenamenti e non sempre è facile. Sicuramente, avendo pochissimo tempo libero devo rinunciare ai molti hobby, ma per ora va bene così.

Il nuoto per te è una vera e propria vocazione di famiglia, il tuo papà ha partecipato addirittura a due olimpiadi ed ora è il tuo allenatore, come è il vostro rapporto in acqua e fuori dall’acqua? Quanto vi assomigliate?

Sicuramente, a differenza delle mie compagne e compagni di nuoto ho un rapporto molto speciale con mio papà perché ci accomuna la passione per il nuoto. In acqua ho l’impressione che mio papà pretenda di più da me rispetto ad altri ma credo che sia normale. Durante l’allenamento ci capita di discutere ma sempre in modo costruttivo. Sono convinta che non mi poteva capitare un allenatore migliore, perché nel suo lavoro mette oltre che la sua competenza anche buona parte delle sue esperienze da atleta. Entrambi siamo molto tenaci e determinati volendo raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati.

Tu sei stata inserita da qualche anno nel progetto Palladium, quanto ti sta aiutando nella tua disciplina?

Finalmente è stata creata una società che tutela lo sportivo in un modo senza precedenti. Siamo seguiti in maniera attenta e sponsorizzandoci ci danno un aiuto economico ma soprattutto un sostegno con i loro servizi. Personalmente ho apprezzato molto la presenza del team Palladium ai criteria.

Riuscire a partecipare ad eventi come il 5 nazioni a Mosca ti avrà sicuramente regalato una forte emozione alla tua giovane età come vivi queste esperienze?

Mi ha fatto molto piacere essere stata convocata per il 5 nazioni a Mosca e spero che questa gratificazione possa essere la prima di molte altre.

In poche parole descrivici cosa è il nuoto per te?

Il nuoto è ovviamente la mia passione. Quando entro in piscina so che il lavoro sarà lungo ed intenso, ma la soddisfazione delle gare ripaga tutti i miei sforzi. L’acqua è il mio elemento naturale, non posso dire diversamente.

La stagione sarà ricca di appuntamenti. Hai un traguardo preciso per quest’anno?

Per quest’anno sinceramente gli obbiettivi che il mio papà ed io ci siamo prefissati sono la convocazione in Nazionale per la Coppa Comen (in Grecia), gli Eyoff (in Georgia) ed il record italiano dei 50 rana.

Grazie per queste belle parole, buon rientro in vasca. Continua così!


CECILIA ZORZI: il vento è il mio compagno di avventure

Palladium ci fa conoscere la giovane Cecilia Zorzi, velista trentina atleta del Team Despar



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Ciao Cecilia! Per chi non ti conosce, raccontaci un po’ chi sei, e soprattutto in quale disciplina hai scelto di cimentarti.

Ciao! Sono Cecilia Zorzi, velista trentina trapiantata a Roma e oggi vi scrivo da Maiorca, in Spagna. Fin da piccola ho seguito il richiamo del mare e delle acqua calme dei laghi. Il vento è il mio compagno di avventure.

È uno sport assai particolare, cosa ti appassiona di più? Qual è l’aspetto che ti sta più a cuore?

Ho provato questo sport durante l’estate della seconda elementare sul lago di Caldonazzo; mia mamma aveva sentito parlare di corsi per avvicinare i bambini a questa attività così ho provato e mi è piaciuto subito! È uno sport stupendo perché non si è chiusi in una palestra, si vedono posti fantastici e si fatica in uno scenario che spesso toglie il fiato.

Però non sempre ti puoi allenare qui sul Lago di Garda. Come fai a conciliare l’università a Trento e gli allenamenti a Roma/Ostia? Hai un supporto esterno che facilita gli spostamenti?

Soprattutto all’inizio non è stato facile allenarsi a Civitavecchia (Roma); facevo avanti e indietro ogni weekend ma dopo qualche mese è diventato insostenibile quindi mi sono trasferita. Non riesco a frequentare le lezioni all’università quindi studio la sera e salgo a Trento per dare gli esami. Non è facile conciliare tutto ma faccio parte del programma TopSport dell’Università di Trento quindi per molti aspetti sono agevolata.

A proposito di supporto, come hai conosciuto i ragazzi di Palladium?

Tramite mia sorella ho conosciuto i ragazzi di Palladium e ho capito fin da subito le potenzialità del mio coinvolgimento.

Perché ti piace il progetto del Team Despar? Quante cose ti ha insegnato finora?

Mi è piaciuto il progetto perché aiuta i ragazzi in una fase di passaggio delicatissima, in cui spesso molti atleti anche talentuosi si perdono e abbandonano. Nel mio percorso fino ad ora ho capito quanto sia importante la promozione dell’immagine e la sua diffusione, soprattutto per me visto che la vela è uno sport purtroppo poco conosciuto in Italia. Assieme a loro spero quindi di dare una maggiore visibilità al mio sport.

Forte di questi insegnamenti, per la stagione in corso che obiettivo hai?

Questa stagione ci affacciamo nel mondo dei grandi; qui a Palma de Maiorca (tappa Eurosaf) abbiamo provato a qualificarci per la Coppa del Mondo per poter partecipare al Mondiale Assoluto in Israele a settembre dove cercheremo di qualificare la nazione per i giochi di Rio 2016. L’obiettivo principale comunque è fare podio al mondiale e all’europeo juniores.

E per concludere, il tuo sogno più grande, in ambito sportivo?

Il sogno più grande è vincere una medaglia alle olimpiadi, su questo continueremo a lavorare tutti assieme.


ELEMENTO PALLADIUM: la psicologia al servizio dello sport, o viceversa?

Abbiamo intervistato la psicologa sportiva Paola Bertotti, dal momento che molti si domandano che legame possa avere la psicologia con lo sport e l’attività fisica.

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Quella che viene definita psicologia dello sport o psicologia sportiva è un specifico settore della psicologia che ci aiuta ad andare oltre gli aspetti fisico e tecnico dello sport e ci permette di esplorare la prospettiva psicologica, sociale ed educativa dell’attività motoria. Il compito che lo psicologo svolge in ambito sportivo non è di tipo clinico, ovvero non si tratta di una psicoterapia, ma piuttosto di un lavoro sull’ottimizzazione delle potenzialità e delle risorse dell’individuo. L’idea non è quella di trasformare giovani atleti in talenti, ma quella di sfruttare al meglio ciò che è già nell’individuo, ciò che ancora non è emerso, in una parola…il potenziale. In senso più ristretto, l’obiettivo è quello integrare la preparazione fisica e tecnica con una preparazione di tipo mentale, allo scopo di migliorare la prestazione dell’atleta.

Per fare ciò si passa attraverso varie declinazioni della psicologia dello sport: in base all’età, in base al livello dell’atleta o della squadra con cui si ha a che fare, in base al tipo di sport.

Uno psicologo sportivo può lavorare con atleti singoli con un percorso di mental training, tramite il quale si va ad agire sulle abilità mentali che sono implicate nello sport di quell’atleta (attenzione e concentrazione, gestione delle emozioni quali ansia e stress, il dialogo interno e il pensiero positivo…). I ragazzi del Team Despar hanno a disposizione questo servizio. Ma si lavora anche con le squadre per migliorare la coesione, la comunicazione, la creazione di un obiettivo comune e tutto ciò che può portare ad una miglior performance.

Ultimo, ma non meno importante è il lavoro con lo staff tecnico e i genitori, i quali sono parte integrante della vita dello sportivo, soprattutto se si ha a che fare con giovani leve. Si tratta di incontri formativi per gli allenatori e i dirigenti su tematiche inerenti gli aspetti psicologici, sociali ed educativi dell’attività motoria, quali, ad esempio, la comunicazione, la motivazione, la leadership. Mentre per i genitori si prevedono incontri informativi utili a favorire in loro una partecipazione attiva alla vita sportiva del figlio e una miglior gestione della stessa.

Ma la psicologia dello sport non è solo questo. L’altro lato della medaglia è quello che prende in considerazione il valore educativo e formativo che l’attività motoria può avere.

Infatti, essa può essere utilizzata dallo psicologo, in ambito educativo/scolastico, come strumento formativo, utile per apprendere quelle “abilità per la vita” (Life Skills) che possono essere poi trasferite nel quotidiano. Attraverso esercizi ludico-sportivi si spinge il bambino a ricercare e potenziare quelle abilità che, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono “capacità che ci permettono di acquisire un comportamento versatile e positivo, grazie al quale possiamo affrontare efficacemente le richieste e le sfide della vita quotidiana.”

La psicologia dello sport, quindi, non si esaurisce nel motivare l’atleta e aiutarlo a migliorare, ma si tratta di considerare la persona (non necessariamente atleta) nella sua totalità, lavorando sui tre livelli: mentale, comportamentale ed emotivo, con l’obiettivo di raggiungere uno stato di benessere e di salute.

 


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