sabato , 23 febbraio 2019
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Migrazioni: Oltre gli allarmi e l’emergenza

600 migrazioni

Il diritto internazionale al centro della due giorni della��8 e 9 giugno a Trento, promossa dalla SocietA� Italiana di Diritto internazionale (SIDI) e di Diritto della��Unione Europea e dalla FacoltA� di Giurisprudenza.

Nelle varie sessioni, focus su rotte delle migrazioni, minori migranti, ruolo dell’UE e distinzione tra rifugiato e migrante economico. Obiettivo: invitare a vedere le migrazioni come fenomeno di lungo periodo e offrire alternative alle politiche incerte e instabili della��emergenzaA�
Trento, 5 giugno 2017 a�� (a.s.) Nel 2016 oltre 180 mila persone sono sbarcate sulle coste italiane. Nei primi quattro mesi del 2017, secondo le stime della��Unhcr, il numero ha giA� superato le 37mila unitA�, con un aumento del 33% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Che il fenomeno migratorio interessi in modo particolare la��Italia, considerata una tra le principali porte da��ingresso della��Europa, non vi A? alcun dubbio. Ma si puA? davvero parlare di emergenza? La comunitA� scientifica che studia i flussi migratori e gli operatori del settore della��accoglienza sono sempre piA? concordi nel ritenere le migrazioni un fenomeno a�?normalea�� destinato a durare nel tempo, da affrontare con una gestione pianificata che superi le attuali politiche emergenziali di breve periodo e di efficacia limitata.
Nei prossimi giorni a Trento si parlerA� proprio di questo. Il convegno annuale della SocietA� Italiana di Diritto Internazionale e di Diritto della��Unione Europea (SIDI), che la��UniversitA� ospiterA� giovedA� 8 e venerdA� 9 giugno (Aula 1 e 2, via Rosmini 27), intende infatti ragionare attorno alla��approccio adottato finora a livello europeo e internazionale. A�Che i numeri degli ingressi lo giustifichino oppure no, A? un fatto che il discorso pubblico sulle migrazioni, in Europa, si A? ormai stabilmente impostato su un registro allarmistico che legge nel fenomeno una��emergenza sociale cui A? necessario rispondere con urgenzaA� spiegano i responsabili scientifici del convegno. A�Il riferimento alle norme internazionali a tutela dei diritti umani A? costante, ma ciA? appare come la��unico punto fisso di una risposta politica altrimenti incerta nella formazione, lacunosa nei contenuti e instabile nel tempo. A? possibile uscire da questa impasse?A�
In questa edizione del convegno (la 22esima) le possibili soluzioni saranno cercate anche attraverso il confronto, da un lato, con chi guarda alle migrazioni da una differente prospettiva disciplinare, e dall’altro con chi le guarda da posizioni extra-europee. In generale, la struttura del convegno permetterA� di affrontare il tema da piA? punti di vista, aprendolo ai numerosi aspetti giuridici di un fenomeno tanto complesso. Come ogni anno, in una sede diversa e su un diverso tema, il convegno della SIDI riunisce infatti un ampio numero di studiosi e studiose di diritto internazionale e di diritto dell’Unione europea. Le proposte di intervento sono state selezionate tra le quasi ottanta ricevute per la��edizione trentina. I relatori e le relatrici provengono dalla��Italia, ma anche dagli Stati Uniti, dall’Australia, dal Sudafrica, dalla Francia, dalla Svizzera e dall’Irlanda. Sono giA� oltre duecentocinquanta le iscrizioni arrivate per partecipare ai lavori, che si terranno in italiano, inglese e francese.
Quattro le sessioni in cui A? articolato il convegno. Si comincia nel pomeriggio di giovedA� 8 giugno con la prima sessione di taglio multidisciplinare in cui un demografo, un economista, il delegato della��UNHCR per il Sud Europa, un sociologo e un giurista si confronteranno sulla domanda che dA� il titolo al convegno: a�?Migrazioni e diritto internazionale: verso il superamento della��emergenza?a�?. La seconda sessione, nel tardo pomeriggio di giovedA�, ospiterA� una comparazione tra quattro casi di studio particolarmente significativi dal punto di vista giuridico e politico. Si analizzeranno le politiche di gestione delle migrazioni di Unione europea, Stati Uniti, Australia e Sudafrica valutandone la compatibilitA� con il diritto internazionale.
La seconda giornata, venerdA� 9 giugno, si aprirA� con due grandi sessioni formate a loro volta da tre sottosessioni parallele ciascuna. Durante la mattinata saranno trattati tutti i principali temi di attualitA� nel diritto internazionale ed europeo delle migrazioni, suddividendo il problema in due macroaree: le migrazioni dal punto di vista degli Stati e delle organizzazioni internazionali e le migrazioni dal punto di vista dell’individuo. Questa organizzazione dei lavori permetterA� di discutere di un numero molto ampio di problemi che spaziano dalle rotte delle migrazioni, al tema del minore migrante, fino al ruolo dell’UE.
Successivamente, nel primo pomeriggio di venerdA�, la sessione plenaria che anticipa le conclusioni generali si concentrerA� su un altro interrogativo, di carattere giuridico ma con notevoli ripercussioni politiche. Ci si chiederA� se abbia ancora ragione di esistere la distinzione tra rifugiato e migrante economico, sia dal punto di vista normativo, sia nel dibattito politico. E ancora, se sia necessaria una profonda revisione delle norme internazionali ed europee per fare fronte a un fenomeno che A? decisamente destinato a durare nel tempo.
Il convegno A? promosso dalla FacoltA� di Giurisprudenza e dalla SocietA� Italiana di Diritto Internazionale e di Diritto della��Unione Europea, con il patrocinio della Regione autonoma Trentino Alto Adige/SA?dtirol e della Provincia autonoma di Trento e con il supporto di Fondazione Caritro, ITAS Assicurazioni, Editoriale Scientifica, G. Giappichelli Editore, GiuffrA? Editore e Cacucci Editore.
Responsabili scientifici del convegno sono i professori Antonino AlA�, Elena Cristina Fasoli, Giuseppe Nesi, Marco Pertile e Paolo Turrini della��UniversitA� di Trento.
Il programma dei lavori A? disponibile in allegato e sul sito:

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