martedì , 23 Aprile 2024

“THE SLOI INDUSTRY IN TRENTO”
Mostra fotografica di Marco Filippozzi

sloi_01b2Dal 02 al 05 febbraio Marco Filippozzi -in collaborazione con Associazione Trento ASA– esporrA� presso la Libera UniversitA� di Bolzano una mostra fotografica dedicata alla SLOI di Trento.

The Sloi industry in Trento” ripercorre la storia gli eventi che hanno tristemente reso Trento oggetto di accese discussioni. Fondata nel 1939 la Sloi era una delle fabbriche piA? grandi da��Europa che produceva piombo tetraetile un composto utilizzato come additivo antidetonante della benzina.

In seguito si scoprA� che il piombo tetraetile A? molto nocivo per la��ambiente e per la salute dell’uomo infatti, negli anni successivi si susseguirono vari a�?casia�� di morti sospette e molteplici proteste dei dipendenti.

Il 14 luglio del 1978, l’incidente: era un normale temporale estivo, ma la��acqua di stravento entrA? in un capannone della fabbrica dove erano depositati 300 quintali di sodio il quale, a contatto con l’acqua si infiammA? facendo esplodere i barili che crearono una palla di fuoco.

Se, alla��interno della fabbrica, le fiamme avessero raggiunto il piombo, sarebbe stata una vera catastrofe: se il piombo fosse fuoriuscito dalla fabbrica avrebbe avuto la potenzialitA� di uccidere tutta la popolazione tra il capoluogo e Rovereto, inquinando tutto il bacino della��Adige, con danni incalcolabili per tutto il Triveneto.

Per spegnere la��incendio, i vigili del fuoco, non potendo usare la��acqua, approntano alcuni autotreni che, dalla��Italcementi (altro colosso da��archeologia industriale a�?nostranaa��) portano 300 tonnellate di cemento che verrA� poi versato direttamente sul sodio facendolo lentamente spegnere.

I quotidiani titoleranno in prima pagina: a�?Rischio nella notte: Trento un enorme cimitero per 100.000 personea�� e pochi giorni dopo, il 18 luglio del 1978, il sindaco Tononi ordinerA� la chiusura definitiva della fabbrica.

La Sloi ha lasciato in ereditA� nel terreno sottostante la fabbrica, quasi 200 tonnellate di piombo tetraetile fuoriuscito durante lo spaventoso incendio. Il terreno A? inquinato per almeno 15 metri in profonditA�, e sotto di esso, separato solamente da uno strato di argilla di 20 cm, scorre la falda acquifera che alimenta il fiume Adige.

Attualmente esistono solo progetti per la bonifica della��intera area, abbandonata dal a�?78.

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