mercoledì , 19 settembre 2018
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Barefoot Morning: la riscoperta del piacere di camminare scalzi

 

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Andrea Bianchi nei suoi Barefoot Morning al Trento Film Festival fa riscoprire il piacere di camminare a stretto contatto con la terra. Nel primo incontro ha portato con sA� Valerio Macchiarella. Ecco come A? andata.

 

I piedi oggigiorno sono una parte del corpo trascurata, sfruttata e rinchiusa in una realtA� limitata alla monotonia delle scarpe. Andrea Bianchi perA? ha riscoperto il piacere di camminare a stretto contatto con la terra, e offre la possibilitA� a chiunque di provare questa sensazione ormai persa. Barefoot Morning quindi A? quest’iniziativa mirata alla riscoperta del piace di camminare scalzi, che sarA� possibile effettuare da martedA� 2 a domenica 7 maggio, ogni mattina, al Parco dei Mestieri a Trento, in occasione del Festival della Montagna.

 

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Andrea Bianchi A? un pioniere in questo campo emergente del Barefoot Walking, e all’interno del Trento Film Festival ha trovato uno spazio per far conoscere meglio al pubblico tale innovativa e stimolante attivitA�. Durante questi ultimi anni, Bianchi ha pubblicato diversi libri al riguardo, il piA? recente dei quali (a�?a piedi nudia�?) A? stato da poco lanciato. Nel suo sito personale egli cura anche una parte di blog riguardo le sue avventure a�?barefoota�? nonchA� tiene un calendario aggiornato degli eventi da lui organizzati o attinenti al Barefoot Walking.

 

Io sono andato nella prima giornata di questa attivitA�, ed A? stata un’avventura sorprendente.

Con l’erba ancora fredda dalla notte piovosa mi sono approcciati assieme ad un gruppetto di altre persone a provare questa attivitA�, che a prima vista puA? sembrare molto strana e sgradevole. Infatti, la realtA� attuale ha quasi totalmente dimenticato l’esistenza dei piedi al di fuori delle scarpe, e attualmente soltanto popolazioni aborigene e rurali camminano ancora a piedi scalzi, mentre l’uomo moderno nemmeno cammina per casa senza un paio di ciabatte.

Scettico quindi mi son tolto le scarpe, e ad essere sinceri l’essere scalzi mi ha messo molto a disagio, essendo i piedi ai miei occhi molto imbarazzanti da mostrare e brutti. Il primo contatto con la terra gelida mi ha dato un brivido all’intero corpo, risvegliandolo e invigorendolo. Tremante mi son disposto in cerchio assieme agli altri, e Andrea Bianchi per prima cosa ci ha fatto fare degli esercizi di stretching insoliti, incentrati su una connessione tra i propri piedi e il prato sottostante, dove l’equilibrio e l’esercizio fisico si sposavano con una piacevole sensazione di libertA� e vicinanza alla natura. L’atmosfera creatasi di pura simbiosi con l’ambiente circostante ha donato a questo riscaldamento un’aurea di pace e tranquillitA�, con il vento che frusciava negli alberi e gli uccellini cinguettanti. Ad occhi chiusi abbiamo a�?messo le radicia�?, come ha detto lo stesso Bianchi, e ci siamo goduti quel momento di silenzio e di riflessione ancora con i piedi gelati stando fermi immobili in mezzo al prato.

 

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Finita la parte preliminare, abbiamo riaperto gli occhi un pochino riscaldati dai primi squarci di sole. Bianchi quindi ci ha brevemente parlato di quale fosse la postura corretta da assumere mentre si cammina scalzi e quale movimento compiere, cioA? facendo appoggio inizialmente solo sulla parte anteriore della pianta per poi far appoggio sui talloni. Con un interessante esperimento che comparava la camminata che lui suggerisce e quella classica (quella compiuta solitamente con le scarpe, appoggiando prima il tallone) ci ha dimostrato quanto goffi e pesanti siano i nostri passi compiuti appoggiando prima il tallone, e come rimbombassero nelle nostre orecchie e gravassero sulla nostra spina dorsale, mentre quelli fatti con il metodo suggerito da Bianchi fossero molto piA? silenziosi, dinamici e naturali. Poi abbiamo anche fatto due passi per il parco, sporcandoci i piedi con polvere e terriccio, il che A? stato molto divertente e ha ci ha donato l’occasione di ridere tutti assieme.

Con la conclusione di questa breve sezione di parlato, la vera e propria Barefoot Morning ha inizio: in fila indiana abbiamo intrapreso un tragitto di full-immersion nel parco. Guidati da Andrea Bianchi abbiamo percorso un breve tracciato, calpestando diversi materiali, dalla paglia al legno, di temperature e texture varie, facendo un percorso sensoriale incredibile. Tutta la camminata A? stata percorsa in totale silenzio, e ad accompagnarci c’era solo il suono che producevano i nostri piedi a calpestare il terreno e passando tra i rami degli alberi che ci sfioravano i capelli. Ritornati infine al punto di partenza ho avuto modo di parlare con le altre persone, e confrontandoci sulle nostre impressioni ci siamo ritrovati tutti sorpresi di quanto avevamo rivalutato l’importanza e la sensibilitA� dei nostri piedi.

 

L’esperienza A? stata nel complesso molto innovativa e dai risultati inaspettati, capace di donare sensazioni mai provate prima partendo da un contatto insolito tra l’uomo e la terra che calpesta. Il tracciato ha messo a dura prova la sensibilitA� dei nostri piedi, percorrendo tratti piA? duri e grezzi, come il percorso sulla pietra (molto doloroso), ma anche parti piA? piacevoli, ad esempio la zona con la paglia e la sabbia. Ne siamo usciti tutti quanti con i piedi sporchi e infreddoliti, ma comunque molto rilassati e sereni.

L’iniziativa di Bianchi A? stata una felice riscoperta di sensazioni, piaceri, emozioni perse da molto tempo, un’avventura riconciliante con una parte del corpo molto sottovalutata.

Credo che questa sia un’esperienza da provare assolutamente: mi ha rilassato, intrigato e sorpreso, A�mi ha fatto apprezzare di piA? i miei piedi ed ad averne meno pudore e mi ha fatto venire voglia di camminare piA? spesso scalzo. La prossima volta che in montagna troverA? un prato penso che lo percorrerA? con le scarpe nello zaino.

 

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