La Dolomiti Energia travolge Brescia 99-59 e vola ai play-off

La Germani regge fino alla pausa lunga (44-35) ma poi viene spazzata via dall’energia aquilotta: 7 giocatori in doppia cifra per Trento, che guadagna anche la certezza del sesto posto in classifica- Leggi il comunicato ufficiale Aquila Basket

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Con il piglio autorevole di chi non ha lasciato che le tante difficoltà affrontate incrinassero le proprie sicurezze, la Dolomiti Energia torna al successo dopo gli stop contro Sassari e Varese, travolgendo per 99-59 la Germani Brescia e assicurandosi con due giornate d’anticipo la matematica qualificazione ai play-off condita dalla certezza del sesto posto.

 

Merito della solita, debordante dimostrazione di atletismo di cui il team allestito dal gm Salvatore Trainotti è stato capace (47-32 il confronto a rimbalzo, 15-6 quello dei recuperi), e merito anche della pallacanestro di grande condivisione messa in mostra dai bianconeri, che mandano sette giocatori in doppia cifra nella serata che consente a Maurizio Buscaglia di far esordire in serie A anche il 16enne Luca Conti. A poco, in casa Leonessa, servono le fiammate di talento di Marcus Landry (17 punti con 5/8 dall’arco) e la classica partita dell’ex di Jared Berggren (17 punti e 6 rimbalzi) contro la travolgente energia aquilotta, affiorata dopo l’intervallo di una gara fino ad allora giocata in modo più che decoroso (44-35 al 20′) da una Brescia pesantemente penalizzata dalle assenze di Michele Vitali e David Moss.

 

La cronaca: coach Diana punta su un quintetto coi tre piccoli per rimpiazzare Moss e rispondere nel contempo allo starting five tutto straniero di Maurizio Buscaglia. La mossa del tecnico bresciano paga dividendi in attacco, dove Bushati (3 assist) e Vitali (2) armano con continuità il braccio di Landry (6) e le rollate di Berggren (8), replicando così ad un ispirato Beto (7 con 2/3 dall’arco) e alla coppia Shields (4 punti e 2 assist) e Sutton (5 punti e 3 rimbalzi). Al 10′ è 21-20.

 

Nel secondo periodo l’atletismo di uno scatenato Hogue (8 punti e 7 rimbalzi) e del solito, incontenibile Sutton (11 punti) permette a Trento di scappare via (39-28 al 15′). Burns (5) prova a supportare Landry (11) e Berggren (11) nel tentativo di resistere alla furia dei trentini: si va al break sul 44-35.

 
Dopo venti minuti di buona pallacanestro, la Dolomiti Energia esce dagli spogliatoi con la voglia di capitalizzare il lavoro fatto e andare a prendersi i play-off. Craft ruba palloni in ogni situazione, Sutton vola a rimbalzo e in contropiede manco avesse le ali, e Forray mette le olive nel martini con le sue triple (13 punti con 10 nel quarto).

 

Al 30′ è 78-45 grazie a un parziale di 34-10 nella terza frazione, e nell’entusiasmo dei 3.573 del PalaTrento i bianconeri giocano sul velluto l’ultimo periodo andando a prendersi la vittoria più larga della storia aquilotta in serie A fissando sul 99-59 il punteggio. Sutton (19) e il neopapà Beto (18) i top scorer della gara, anche se meritano citazione pure le prove di Hogue (12 punti e 13 rimbalzi), Craft (11 punti e 15 di valutazione) e della coppia Shields-Flaccadori (12 a testa).

DOLOMITI ENERGIA TRENTINO – GERMANI BRESCIA 99-59 (21-20, 44-35, 78-45)

DOLOMITI ENERGIA TRENTINO: Craft 11 (4/8, 1/2), Moraschini 2 (1/2, 0/1), Forray 13 (0/1, 4/4), Flaccadori 12 (3/7, 1/5), Beto 18 (1/3, 4/7), Hogue 12 (6/9), Sutton 19 (5/9, 1/4), Lechthaler 0 (0/1), Conti 0 (0/1 da 3), Shields 12 (6/11, 0/2). Coach: Buscaglia.

GERMANI BASKET BRESCIA: Moore 8 (1/4, 0/3), Berggren 17 (8/11, 0/1), Vitali 4 (1/1, 0/2), Landry 17 (1/7, 5/8), Laganà 0 (0/1 da 3), Bolis 0, Zanetti ne, Nyose ne, Burns 10 (4/6, 0/4), Moss ne, Bushati 3 (1/3, 0/6). Coach: Diana.

NOTE: Tiri liberi: Trentino 14/21,  Brescia 12/17. Tiri da due: Trentino 26/52, Brescia 16/32. Tiri da tre: Trentino 11/25, Brescia 5/25. Rimbalzi: Trentino 47 (Hogue 13), Brescia 32 (Moore 7). Assist: Trentino 22 (Flaccadori 5), Brescia 15 (Vitali, Bushati 5)


Shavon Shields il nuovo acquisto bianconero: “Sono un giocatore versatile, migliorato nel tiro da fuori”.

Shields: “Voglio aiutare la Dolomiti Energia a fare i play-off”. Il Gm Trainotti: “Shavon era la nostra prima scelta, soddisfatti dell’operazione che siamo riusciti a chiudere per averlo”

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Un’ala versatile, capace di garantire fisicità ma anche pericolosità perimetrale, per provare a restituire alla Dolomiti Energia Trentino parte della qualità persa con gli infortuni di Devyn Marble e Filippo Baldi Rossi. Il nuovo acquisto aquilotto Shavon Shields, americano di passaporto danese arrivato questa mattina a Trento direttamente da Francoforte, è stato presentato alla stampa dal general manager Salvatore Trainotti.

SALVATORE TRAINOTTI (General Manager DOLOMITI ENERGIA TRENTINO):I due infortuni che ci sono capitati a Milano hanno generato un momento di difficoltà a cui era necessario rimediare in tempi rapidi. Siamo contenti di esserci riusciti, chiudendo in pochi giorni una trattativa non facile con Francoforte che ci ha permesso di arrivare ad ottenere il prestito fino a fine stagione di Shavon Shields. Si tratta di un giocatore versatile, di grande potenziale, che nonostante sia al suo primo anno di professionismo ha già dimostrato sia in Bundesliga che in Champions League di essere adatto al basket europeo. Considerate le sue qualità, unite alla sua capacità di saper fare tante cose diverse e ad un atteggiamento perfetto per il nostro club, è stata da subito la nostra prima scelta per gestire una situazione che, avendo noi esaurito i visti per la stagione, era davvero complicata. Perché non abbiamo preso un lungo o una guardia pura? Abbiamo perso in un solo colpo per la stagione un due e un cinque dell’importanza di Marble e Baldi Rossi, e potevamo firmare un solo giocatore: assieme al coach abbiamo deciso di provare a cercare quante più caratteristiche dei due fosse possibile trovare in un solo atleta. Avevamo notato Shavon l’anno scorso al Portsmouth Invitational Tournament (evento a cui il gm bianconero volerà domani, ndr), e Jared Ralsky non ha smesso di seguirlo durante la stagione: crediamo possa essere il giocatore adatto  a darci quelle caratteristiche”. 

SHAVON SHIELDS (Ala DOLOMITI ENERGIA TRENTINO): “Ho scelto di cogliere l’opportunità di finire questa stagione a Trento perché so che si tratta di una grande organizzazione, e ho voglia di dare il mio contributo per aiutarla a raggiungere i play-off e, perché no, provare poi a fare quanta più strada possibile. Vincere, o comunque fare esperienze nella post-season, è qualcosa di importante e stimolante nella carriera di un atleta. Sono un giocatore che fa tante cose diverse, nel corso delle ultime stagioni a Nebraska ho lavorato molto per aumentare la pericolosità nel tiro da fuori, e spero di poter mettere in mostra questa crescita anche alla Dolomiti Energia come ho fatto per il resto di questa mia stagione da rookie ai Fraport Skyliners. Conosco molti dei giocatori bianconeri: nella Big Ten ho affrontato da avversari i vari Craft, Hogue, Marble, e da ragazzino ho sentito parlare pure di Sutton quando lui era a Kansas State University. Il basket europeo? E’ molto differente da quello collegiale, sia per il tipo di difesa che si trovano, che per come si muove il pallone in attacco. Mio padre? Era un giocatore della NFL, è vero, però fino a una certa età non mi ha mai permesso di giocare a football e quando ho provato, mi hanno schierato nel suo ruolo come giocatore di linea offensiva, e diciamo che non mi è piaciuto più di tanto e ho preferito continuare col basket”.


La Dolomiti Energia si rinforza con l’ala danese Shavon Shields

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Esterno uscito la scorsa estate da Nebraska, Shields è un americano con passaporto danese che arriva a Trento in prestito da Francoforte

Dolomiti Energia Basket Trentino annuncia di aver sottoscritto un accordo fino al termine della stagione 2016-2017 con l’ala americana di passaporto danese Shavon Shields, che arriva a Trento con la formula del prestito dal club tedesco dei Fraport Skyliners. 22 anni, 201 centimetri per 97 chili di peso, Shields è un rookie nato e cresciuto a Overland Park, nel Kansas, che dopo una brillante carriera universitaria a Nebraska (16,8 punti e 5,1 rimbalzi nella sua stagione da senior) ha iniziato la sua prima stagione da professionista nel campionato germanico.

Esterno di notevole fisicità, a Francoforte Shields ha disputato in questa stagione 26 gare di Bundesliga (14,0 punti e 5,7 rimbalzi di media con il 37% dall’arco) e 16 gare nella Basketball Champions League (13,1 punti con il 40,7% da 3, 5,1 rimbalzi e 2,1 assist), consolidando una crescita tecnica che fin dagli anni del college lo ha visto incrementare anno dopo anno la sua pericolosità offensiva.

Dopo aver frequentato la high school a Olathe, rivelandosi non solo un eccellente studente ma anche uno dei migliori giocatori dell’area metropolitana di Kansas City assieme al compagno di squadra ed oggi centro dei Sacramento Kings Cauley-Stein, Shields ha infatti passato il quadriennio successivo a Nebraska, dove è stato compagno di squadra dell’ala di Pistoia Terran Petteway ed ha aggiunto ad una buona predisposizione difensiva un crescente feeling con il canestro (8,6 punti di media nell’anno da freshman, 12,8, 15,4 e 16,8 punti nei tre anni successivi).

Figlio di Will Shields, leggenda del football NFL che ha giocato per 13 stagioni consecutive nella linea offensiva dei Kansas City Chiefs senza mai saltare una gara, Shavon ha ottenuto qualche anno fa la cittadinanza danese in quanto figlio di madre danese, diventando il leader del gruppo U20 della Danimarca che ha conquistato nel 2013 i Nordic Champioships disputati in Finlandia.

MAURIZIO BUSCAGLIA (Coach DOLOMITI ENERGIA TRENTINO): “Shavon è un giocatore dinamico, con qualità difensive spiccate e con doti offensive che gli permettono di ricoprire diversi ruoli. Si tratta di un esterno di grande potenziale che corre bene il campo, sa attaccare in uno contro uno ma può anche colpire dell’arco. Sarà un ottimo innesto, che cercheremo di inserire da subito modificando leggermente il nostro assetto, con l’obiettivo di proseguire nella nostra crescita di team e anche nella sua crescita personale, sia tecnica che tattica. Ringrazio molto Salvatore Trainotti, Jared Ralsky ed il club per aver agito tempestivamente andando a ridare alla squadra un po’ della qualità persa dopo le importanti defezioni avute”.


Rottura del crociato e stagione finita per Marble: tra i 45 e i 60 giorni di stop per Baldi Rossi

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Baldi Rossi sarà operato nei prossimi giorni per stabilizzare il menisco. Il gm Trainotti: “Siamo sul mercato alla ricerca di un comunitario”.

Lesione al legamento crociato anteriore del ginocchio destro, e quindi operazione in arrivo e stagione finita, per Devyn Marble (nella foto Montigiani).

Possibile rientro in vista degli eventuali play-off, invece, per Filippo Baldi Rossi, che nei prossimi giorni dovrà essere sottoposto ad un intervento in artroscopia necessario per stabilizzare il menisco esterno del ginocchio sinistro e valutare in modo ancor più approfondito la situazione del legamento: per lui la prognosi parla di 45-60 giorni prima del ritorno in campo.

Questo il responso della risonanza magnetica e dei successivi accertamenti clinici svolti tra ieri e questa mattina sui due giocatori della Dolomiti Energia, infortunatisi domenica al Mediolanum Forum di Milano in occasione dalla gara vinta da Trento contro i campioni d’Italia dell’EA7 Milano. A coordinare il lavoro dello staff medico aquilotto il medico sociale del club bianconero, dottor Fabio Diana, che nell’occasione si è avvalso del parere dell’ortopedico di riferimento della società, dottor Giorgio Benigni, e del medico che l’anno scorso operò Baldi Rossi al ginocchio sinistro, dottor Rodolfo Rocchi.

Da tutta Aquila Basket va un grandissimo in bocca al lupo a Devyn e Filippo, con la speranza di poterli presto rivedere sul parquet.

SALVATORE TRAINOTTI (General Manager DOLOMITI ENERGIA TRENTINO):  “Dispiace tantissimo per i due ragazzi, il primo pensiero in questa situazione è ovviamente per loro. Stavano alzando il loro livello di gioco partita dopo partita e questo è un ulteriore rammarico. Sono sicuro però che si riprenderanno e torneranno ancora più forti di prima. Aver perso per la stagione Marble, e poter sperare di riavere in campo Baldi Rossi solo in vista di eventuali play-off, ci costringerà a dover tornare sul mercato. L’unica opzione praticabile per noi sarà quella di ingaggiare un giocatore comunitario, che quest’anno non abbia militato in nessuna squadra italiana. Stiamo valutando diversi profili, come al solito cercheremo di andare su un giocatore che pensiamo possa essere utile al sistema dell’allenatore e compatibile con gli equilibri, non solo tecnici, della squadra”.


La Dolomiti Energia non si ferma nemmeno a Milano: EA7 ko 76-98

Sutton prima (16) e Craft poi (12 ma 30 di valutazione) dominano la sfida del Forum, dove i bianconeri passano  con pieno merito ma devono fare i conti con gli infortuni di un ottimo Baldi Rossi (15) e di un eccellente Marble (17)

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Concentrata, intensa e aggressiva come solo le grandi squadre sanno essere, una Dolomiti Energia a tratti quasi perfetta travolge la capolista EA7 Milano passando con un eloquente 76-98 su un parquet, quello del Mediolanum Forum, su cui negli ultimi 58 incontri di regular season i campioni d’Italia in carica avevano perso una sola volta. Merito della difesa e della presenza bianconera a rimbalzo che, dopo un primo quarto tutto sommato sotto il Par, salgono di colpi dal secondo periodo in avanti cambiando il registro atletico della gara e mettendo così a nudo le rotazioni accorciate a disposizione di Repesa, oltre che le tossine rimaste nelle gambe dei padroni di casa dopo la lunga trasferta di Eurolega che li ha visti passare venerdì sera a Kaunas.

Leggere la roboante vittoria aquilotta a Milano concentrandosi soprattutto sui problemi di formazione dell’Olimpia, però, sarebbe tanto limitativo quanto ingiusto. Specie dopo la clamorosa prestazione di cui giocatori come Aaron Craft (12 punti, 8 rimbalzi, 8 assist e 6 recuperi), Dominique Sutton (17 punti e 5 rimbalzi) e Dustin Hogue (8 punti, 8 rimbalzi e 4 assist) sono stati autori. Anche se, ironia della sorte, i migliori in campo sono stati forse Filippo Baldi Rossi (15 con 4/5 nel pitturato oltre che 2/4 nelle triple) e Devyn Marble (17): proprio i due aquilotti che a cavallo tra terzo e quarto periodo sono finiti al suolo uno dopo l’altro a causa di importanti traumi distorsivi al ginocchio (il sinistro già infortunatosi l’anno scorso per il lungo di Vignola, il destro per l’esterno ex Orlando Magic), che domani andranno rivalutati in base ai risultati della risonanza magnetica.

La cronaca: pronti via, e Trento aggredisce la gara con un bel taglio di Baldi Rossi e una tripla dall’angolo di Beto (0-5, nella foto Montigiani).

Milano reagisce affidandosi al proprio piano partita, che alla luce delle tante assenze meneghine sul perimetro (out Simon, Kalnietis, Dragic, Cerella e Fontecchio, con Sanders in campo a minutaggio controllato a causa dell’infiammazione al ginocchio) prevede di martellare il pallone nel pitturato alla ricerca dei propri lunghi. Raduljica (4), ma soprattutto Macvan (12) e Pascolo (4) fanno male alla squadra trentina, che però resta in scia grazie alla consolidata crescita al tiro da fuori di un motivatissimo Craft (5 con 2/2 dal campo) e alla creatività di Marble (5 e 1 assist): 24-22 al 10′.

Nel secondo quarto, come per magia, la gara però cambia completamente. Dopo aver subito per un periodo sia difensivamente che a rimbalzo (9-5 il confronto), Trento sale violentemente di colpi sia nella propria metà campo che sotto i tabelloni.

A trascinare la squadra, manco a dirlo, sono il solito Sutton, che poi traduce con disarmante sicurezza la sua energia pure in punti (11), la coppia Beto-Hogue (8 punti per il primo, e mille palloi sporcati per il secondo), e un Flaccadori che dopo un incerto ingresso in campo si rivitalizza con penetrazione al ferro e tripla (5). Alla pausa lunga è 40-49.

Al rientro dagli spogliatoi ti aspetti la reazione delle Scarpette Rosse, e invece è la Dolomiti Energia a pigiare ancora sul pedale del gas consolidando il controllo dei tabelloni (25-29) e cavalcando le qualità di Marble (12) e Flaccadori (10). Baldi Rossi (15) mostra ulteriori progressi sia in avvicinamento a canestro (15 con 4/5 da due), sia in difesa, dove riesce a tener testa a McLean e Macvan senza pagare troppo dazio. Purtroppo però, proprio quando Filippo è impegnato in un close out sul lungo serbo, il ginocchio gli cede, costringendolo a lasciare in campo in barella. La Dolomiti Energia, nel frattempo arrivata anche a più 17 prima e più 20 (54-74) poi, non scende di colpi arrivando all’ultima pausa sul 58-74 nonostante una fiammata di Hickman (9).

L’EA7, stanca e poco lucida, prova comunque a rimettersi in pista ad inizio ultima frazione guidata dal cuore di Cinciarini (11 alla fine), ma Forray e Marble la ricacciano indietro senza pietà con le loro soluzioni in avvicinamento.

Dopo che l’infortunio dell’ex Magic arriva a guastare ulteriormente la festa aquilotta, a mettere una volta per tutte la parola fine sulla gara è proprio il capitano (8) con la tripla del 70-91. Finisce 74-98, con la Dolomiti Energia che complice la sconfitta di Capo d’Orlando il quarto posto in classifica agguantando, almeno per una notte, la Sidigas Avellino di scena domani nel posticipo contro Venezia.


La Dolomiti Energia Trentino regola Pesaro e inanella l’ottava vittoria in nove partite

 

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Ottavo successo su nove gare nel girone di ritorno per i bianconeri, dominanti a rimbalzo e trascinati dalle super prove di Sutton (23), Beto (17), Hogue (12 e 10) e Baldi Rossi (17). Leggi cs ufficiale

Nonostante una prestazione difensivamente convincente solo a tratti, la Dolomiti Energia infila l’ottavo successo del suo straordinario girone di ritorno regolando la Consultinvest Pesaro per 97-91 e agguantando così Capo d’Orlando al quarto posto della classifica. A decidere una gara rimasta per quaranta minuti sul filo dell’equilibrio, la netta superiorità a rimbalzo mostrata dai bianconeri dopo l’intervallo (40-23 il confronto sotto i tabelloni, frutto di 19 carambole offensive e di un clamoroso 25-9 dopo la pausa lunga), oltre alle prove di notevole consistenza offerte da Sutton (23 punti e 4 recuperi), Hogue (12 e 10 rimbalzi, di cui 8 offensivi), Beto (17) e Craft (15 e 7 assist). Anche se, alla resa dei conti, a firmare il break decisivo è stato un Filippo Baldi Rossi da 17 punti e 20 di valutazione.

La cronaca: Trento approccia la gara concentrandosi più sulla qualità della sua esecuzione offensiva che sulle sue caratteristiche difensive. Clarke ringrazia scrivendo 10 a referto e trascinando la Consultinvest avanti a fine primo quarto (21-24).

Nel secondo periodo poi entra in partita Jarrod Jones: il bagaglio offensivo del lungo di passaporto ungherese (13), supportato dalle triple di Jasaitis (8 con due su due dall’arco) e dalle frizzanti soluzioni di Thornton (8) crea più di un imbarazzo ai bianconeri (33-42 al 15′), prima che l’energia e l’atipicità delle ali della Dolomiti Energia rimetta le cose a posto. Con Hogue (11 e 5 rimbalzi), Beto (11) e Sutton (9) sugli scudi, i padroni di casa vanno alla pausa lunga in scia ai marchigiani: 50-53.

Al rientro dagli spogliatoi Marble (9) e compagni provano a cambiare il registro difensivo della propria gara, contenendo l’attacco avversario a soli 15 punti segnati nel terzo periodo. Le accelerazioni di Craft (13, 9 dei quali nel quarto) danno la sensazione che Trento possa scappare via a piacimento dando solo un filo di gas in più, ma il talento di Jones (22) permette ai ragazzi di Leka di restare in corsa (70-68 al 30′).

A dare lo strattone decisivo alla gara nell’ultimo periodo deve quindi pensare Sutton, firmando un ultimo quarto da 10 punti e 14 di valutazione (85-77 al 35′).

Con un Jarrod Jones ormai in riserva, Pesaro si aggrappa alla intermittente creatività di Thornton e alle fucilate dagli angoli di Jasaitis (20 punti a testa alla fine) per tornare a meno due nel finale, ma le stilettate di Baldi Rossi (8 nell’ultimo quarto) mettono le cose a posto facendo esultare i 3.467 del PalaTrento per il quinto successo interno consecutivo della Dolomiti Energia, attesa domenica prossima dalla trasferta sul campo della capolista EA7 Milano.

 

DOLOMITI ENERGIA TRENTINO – CONSULTINVEST PESARO 97-91 (21-24, 50-53, 70-68)

DOLOMITI ENERGIA TRENTINO: Craft 15 (2/5, 1/7), Baldi Rossi 17 (2/3, 3/4), Moraschini 0, Forray 2 (0/1, 0/1), Flaccadori 2 (1/4), Gomes 17 (5/5, 2/6), Hogue 12 (5/6, 0/2), Marble 9 (2/5, 1/7), Sutton 23 (9/14, 0/1), Lechthaler ne, Lovisotto ne, Bernardi ne. Coach: Buscaglia

CONSULTINVEST PESARO: Hazell 2 (1/1, 0/3), Gazzotti 2 (1/2, 0/1), Cassese ne, Thornton 20 (3/4, 4/6), Jasaitis 20 (2/3, 5/6), Clarke 17 (4/4, 3/5), Ceron 8 (2/4 da 3), Bocconcelli ne, Jones 22 (5/8, 2/4), Serpilli ne, Nnoko 0 (0/1), Zavackas 0 (0/2). All. Leka.

NOTE: Tiri liberi: Trentino 16/24,  Pesaro 11/17. Tiri da due: Trentino 30/47, Pesaro 16/25. Tiri da tre: Trentino 7/25, Pesaro 16/29. Rimbalzi: Trentino 40 (Hogue 10), Pesaro 23 (Jones 7) . Assist: Trentino 18(Craft 7), Pesaro 20 (Jones, Clarke 5)


AQUILA BASKET: Marble is Magic, la Dolomiti Energia fa, disfa e batte Pistoia

I bianconeri giocano due quarti stellari trascinati dall’ex Orlando (27 alla fine), poi Sutton (21), Forray (10) e Craft (15) respingono l’assalto di uno scatenato Petteway (27). A finire l’opera pensa un concreto Flaccadori (12). LEGGI IL COMUNICATO UFFICIALE

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Doveva essere una sfida a basso punteggio tra le due migliori difese del campionato. E’ stata invece un vero e proprio inno al basket offensivo, con una Dolomiti Energia irresistibile per due quarti, e poi terribilmente concreta nel finale, capace di resistere alla veemente rimonta di Pistoia e infilare un rotondo 99-91 che le vale la settima vittoria in otto gare.

Decisive, in casa bianconera, l’incontenibile dimostrazione di talento di Marble (27 punti, 22 dei quali nei primi due quarti praticamente perfetti), le travolgenti partite di Sutton (21 punti e 26 di valutazione) e Craft (15 punti e 5 assist), e il crescendo finale di un solidissimo Flaccadori (12), che ha fatto letteralmente impazzire i 3.290 del PalaTrento (nella foto Montigiani) con i suoi recuperi oltre che con le sue penetrazioni.

Vana, tra gli ospiti, la super partita di Terran Petteway, che come già successogli nella gara d’andata si infiamma proprio contro Trento infilando 27 punti con 7/10 dall’arco, solo per vedersi però messa la museruola nel momento decisivo del match dal solito, affidabilissimo Forray (10).

La cronaca: Marble, desideroso di far dimenticare il terribile 0/11 dal campo in cui era incappato PalaRuffini, aggredisce il match con il piglio della stella NBA. Piazzati dalla media, schiacciate al ferro, floater, tiri da tre punti: l’ex Orlando Magic mostra tutto il repertorio, mettendone 16 in dieci minuti da stella assoluta, in cui il resto della squadra lo segue a ruota chiudendo con un 4/4 dall’arco (oltre alle due di Devyn vanno a segno anche Forray e Baldi Rossi) che stride col 9/40 di Torino. Pistoia, che pure in difesa fa tanta fatica sugli esterni trentini, si tiene a galla martellando la palla dentro per Crosariol (6). Alla prima pausa è 30-21.

 

Le difese, indicate come le grandi protagoniste in fase di presentazione della gara, non accennano a palesarsi nemmeno nel secondo periodo. Moore (9 punti conditi da 5 assist) e Petteway (9 con 3 bombe) danno a Pistoia la sensazione di poter sopravvivere al magic moment di Marble (22 con 9/10 dal campo), ma la squadra allenata da Vincenzo Esposito non ha fatto i conti con le percentuali da fantascienza dei bianconeri (8/9 da 3) e con il basket totale di Aaron Craft (6 punti, 4 assist e 2 recuperi) e soprattutto di Dominique Sutton, che trascina gli aquilotti sul 61-43 dell’intervallo con 11 punti, 3 assist e 16 di valutazione.

Chi pensa che la gara sia finita, però, non ha assolutamente idea di che tipo di squadra sia Pistoia. Compatti e aggressivi in difesa, ordinati e precisi in attacco, i toscani fanno quadrato attorno ai centimetri di Crosariol e Boothe (12 a testa) oltre che al talento tanto intermittente quanto abbagliante di Petteway. L’ala di Galveston piazza un terzo periodo da dieci punti personali arrivando a quota 19 al 30′, con i biancorossi a un solo tiro di distanza (77-74) da una Trento improvvisamente irriconoscibile, “drogata” dalle alte percentuali della prima metà gara e improvvisamente incapace di mordere a dovere la partita.

La grande bravura della squadra di Maurizio Buscaglia, però, è quella di riuscire a cambiare registro nel proprio atteggiamento nel momento più difficile dell’incontro. Con il nemico alle porte, sospinto da un Petteway martellante (27), la Dolomiti Energia mostra di che pasta è fatta, ritrovando capacità di attaccare in verticale, ma soprattutto compattezza difensiva, attorno ai soliti Forray, Craft e Sutton.

Anche se a chiudere la gara, quando Lombardi con una tripla dall’angolo fa tremare il PalaTrento (88-86 al 37′), è soprattutto un Flaccadori che non ti aspetti, che integra una serata fatta di grande aggressività in penetrazione (12 punti) con una serie di difese modello piovra, toccando tutti i palloni toccabili.

Finisce 99-91, con bianconeri in festa per aver ottenuto la quarta vittoria di fila al PalaTrento, in attesa di poter allungare la serie già domenica 26 marzo contro Pesaro.

DOLOMITI ENERGIA TRENTINO: Craft 15 (6/8) , Baldi Rossi 5 (1/1, 1/2), Moraschini ne, Forray 10 (2/5, 0/1), Flaccadori 12 (5/8, 0/2), Gomes 7 (0/1, 2/4), Hogue 2 (1/5), Marble 27 (6/11, 5/6), Sutton 21 (8/10), Lechthaler 0. Coach: Buscaglia

THE FLEXX PISTOIA: Petteway 27 (1/6, 7/10), Okereafor 2 (1/2, 0/1), Antonutti 9 (2/3, 1/2), Solazzi 0, Lombardi 3 (0/1, 1/1), Crosiarol 14 (6/9), Magro 4 (2/2), Roberts 6 (3/3, 0/1), Moore 14 (2/3, 2/6), Boothe 12 (3/8, 2/3). Coach: Esposito.

NOTE: Tiri liberi: Trentino 11/19,  Pistoia 12/14. Tiri da due: Trentino 29/49, Pistoia 20/37. Tiri da tre: Trentino 10/17, Pistoia 13/24. Rimbalzi: Trentino 26 (Hogue 8), Pistoia 29 (Roberts 5) . Assist: Trentino 14 (Craft 5), Pistoia 27 (Moore 8).


DOLOMITI ENERGIA: Caserta battuta 76-66 

I bianconeri partono forte (33-17), ma poi soffrono, vanno sotto di cinque nell’ultimo quarto, e vincono grazie al clamoroso finale di Craft e Marble. Decisiva la performance di Forray (12) LEGGI IL COMUNICATO UFFICIALE

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Dopo una partita non bella ma a tratti anche estremamente spettacolare, iniziata bene per Trento ma poi lentamente indirizzatasi sui binari graditi a Caserta, la Dolomiti Energia piazza cinque minuti finali “dei suoi”, travolgendo con la sua energia e il suo atletismo una coriacea Pasta Reggia, battuta 76-66 nonostante unMitchell Watt da 24 punti e 13 rimbalzi.  Abbaglianti, in casa bianconera, i lampi di talento di Devyn Marble (15), che miscelati alla incrollabile concretezza di Forray (12 con 3 triple e 4 recuperi), ad un Beto sempre più affidabile (11) e al rush finale di Craft  (9 e 8 assist) valgono il sesto successo di fila alla “Buscaglia Band”, ora attesa dalla trasferta di lunedì 13 a Torino prima del doppio impegno interno contro Pistoia e Pesaro.

 

La cronaca: la gara inizia in modo confuso, con molti errori da una parte e dall’altra. A trovare per primo la via del canestro è Sutton su bella assistenza di Craft, ma subito arriva la risposta di Watt con gioco da tre punti e piazzato dai quattro metri (3-5). Ex Alba Berlino a parte (7), Caserta però non segna praticamente mai, arrivando al primo break sotto di 10 (23-13) vittima delle stoccate di Sutton (8 con 2/2 dall’arco) e delle accelerazioni di Marble (7).

Nel secondo periodo gli esterni campani continuano a pasticciare molto contro la pressione trentina (3 perse a testa per Sosa e Berisha), ma le percussioni della point guard dominicana (8) e uno Watt semplicemente incontenibile (13 e 12 rimbalzi) permettono agli ospiti di andare alla pausa lunga ancora in partita (40-32) nonostante ben 16 palle perse e un Forray ben più padrone della gara di quando non dicano le cifre (7 punti, 4 recuperi e un canestro da tre quarti campo a tempo scaduto che fa comunque impazzire il PalaTrento).

 

Pur avanti nel punteggio, quindi, i padroni di casa non possono andare all’intervallo soddifatti, avendo finito male un quarto (11 perse al 20′) che li aveva visti scappare via fino al +16 (35-19 al 14′) grazie ai canestri di Flaccadori (6), Baldi Rossi, e Moraschini.

Che il tempo volga al brutto in casa aquilotta diventa ancor più chiaro al rientro dagli spogliatoi, quando dopo le triple di Craft e Beto (46-37) la Dolomiti Energia si impantana nelle paludi della 3-2 ordinata da coach Dell’Agnello, subendo un terrificante 6-18 di parziale che con le firme in calce vergate dal post basso di Watt (21) e dalle triple di Diawara (13) manda Caserta all’ultima pausa addirittura avanti (52-54).

Trento barcolla sotto i colpi di Cinciarini e Sosa (54-59 al 33′), ma poi si ricompatta attorno a un Craft fino a quel momento sotto il par. Il basket totale della ex stella di Ohio State, unito alle invenzioni di Marble, alla esondante fisicità del pacchetto ali di Buscaglia e al tifo assordante dei 3.429 del PalaTrento rivolta la gara come un calzino.

 

Finisce 79-69, con la Dolomiti Energia a godersi il caloroso abbraccio dei suoi tifosi, portando a casa la consapevolezza di saper vincere partite importanti anche in serata di scarsa vena (come dimostra lo score di Baldi Rossi, che sigla 4 punti con 1/11 dal campo, ma chiude con ben 10 rimbalzi).

 

DOLOMITI ENERGIA TRENTINO – PASTA REGGIA CASERTA 76-66 (23-13, 40-32, 52-54)

DOLOMITI ENERGIA TRENTINO: Craft 9 (3/8, 1/1), Baldi Rossi 4 (1/6, 0/5), Moraschini 2 (1/3), Forray 12 (1/1, 2/5), Flaccadori 6 (2/2, 0/3), Gomes 11 (1/3, 2/3), Hogue 4 (0/1), Marble 15 (3/7, 2/8), Sutton 13 (2/2, 3/4), Lechthaler ne, Lovisotto ne, Bernardi ne. Coach: Buscaglia

PASTA REGGIA CASERTA: Berisha 3 (1/4 da 3), Sosa 13 (4/9, 1/4), Riccio ne, Diawara 13 (1/2, 3/7), Cinciarini 8 (2/3), Ventrone ne, Putney 0 (0/1), Puoti ne, Gaddefors 2 (0/1, 0/1), Giuri 3 (0/1, 1/3), Watt 24 (10/16), L. Johnson 0 (0/1). Coach: Sandro Dell’Agnello

NOTE: Tiri liberi: Trentino 18/28,  Caserta 14/19. Tiri da due: Trentino 14/33, Caserta 17/34. Tiri da tre: Trentino 10/29, Caserta 6/20. Rimbalzi: Trentino 35 (Baldi Rossi 10), Caserta 38 (Watt 13) . Assist: Trentino 20 (Craft 8, Caserta 13 (Berisha 5)


AQUILA BASKET: Baldi Rossi e Sutton irreali, la Dolomiti Energia sbanca Reggio

75-87 il punteggio con cui i bianconeri infilano la quinta vittoria in fila, agganciando a quota 22 sia la Grissin Bon che Sassari. LEGGI IL COMUNICATO UFFICIALE AQUILA BASKET

600 AQUILA BASKET

Filippo (26) e Dominique (21 e 10 rimbalzi) i migliori in una gara dominata dal terzo quarto in avanti
Grazie a una seconda metà di partita semplicemente perfetta, la Dolomiti Energia passa con pieno merito a Reggio Emilia, conquistando la quinta vittoria consecutiva e agganciando a quota 22 sia Sassari, sconfitta oggi a Pesaro, che la stessa Grissin Bon, su cui con il 75-87 odierno gli aquilotti possono vantare ora il vantaggio negli scontri diretti. A trascinare i bianconeri al successo su uno dei parquet più caldi della serie A la solita, straordinaria difesa, magari balbettante per i primi due quarti (44-40 a metà gara) ma poi soffocante dopo l’intervallo lungo, e le performance mostruose di Filippo Baldi Rossi (26 punti con 5/6 dall’arco) e Dominique Sutton (21 punti e 10 rimbalzi). A poco, tra i reggiani, sono servite le fiammate di un Kaukenas più in forma che mai (15) e la partita di straordinaria sostanza di De Nicolao (9 punti e 10 assist).

La cronaca: la Dolomiti Energia impatta male la gara, subendo oltremisura i centimetri di Cervi (6) e pasticciando molto nella metà campo offensiva: a tenerla in scia (11-8) sono solo la personalità e le qualità balistiche di Filippo Baldi Rossi (2/2 dall’arco), anche perché in difesa Trento è solo lontana parente della squadra che ha dettato legge nella propria metà campo in questo inizio di girone di ritorno. I canestri di Aradori, Della Valle e del neo-entrato Kaukenas fanno imbarcare acqua agli aquilotti, che vanno al primo break sotto di sole otto lunghezze (25-17) solo grazie al determinante impatto da sesto uomo di Sutton e al già citato Baldi Rossi (8).

Nel secondo periodo gli ospiti provano a cambiare registro, aggredendo gli esterni avversari e iniziando a correre in campo aperto con Sutton (25-22). Kaukenas, però, dimostra di essere vicino ai 40 anni solo per l’anagrafe, iniziando a seminare sui blocchi gli esterni trentini per poi punirli ad ogni singola occasione col suo tiro mortifero. Sul 34-22 Trento rischia grosso, ma è brava a non disunirsi, tirandosi fuori dalle secche offensive grazie al talento di Marble (6 e tanti vantaggi creati per costruire il tiro ai compagni) e alle accelerazioni di Craft capitalizzate da Sutton.

Nonostante l’affanno e le notevoli difficoltà, la Dolomiti Energia riesce quindi ad arrivare all’intervallo lungo sul 44-40: un vero affare per come si era messo il confronto.

Di rientro dagli spogliatoi, poi, inizia un’altra partita. A tirare fuori la faccia cattiva è la difesa di Craft e compagni, che inizia a produrre recuperi (saranno 8 a fine gara, 7 dei quali dopo l’intervallo) e ad alimentare il contropiede trentino, semplicemente ingestibile per la Grissin Bon.

Baldi Rossi, poi, è un iradiddio, piazzando altre due siluri da tre punti dopo aver tagliato tutti i rifornimenti a Cervi con una serie di anticipi da manuale. Non contento, Forray ci mette del proprio siglando 5 punti in fila: al 30′ è 54-59, ma il vantaggio bianconero in termini di inerzia e controllo del match è decisamente maggiore di quanto non reciti il tabellone.

Reggio Emilia, infatti, è alle corde, sfiancata dal ritmo e dall’atletismo di Sutton, Hogue (11 e 6 rimbalzi) e compagni. Menetti prova la carta della match up, appoggiandosi in attacco al post basso di Jalen Reynolds bravo a pescare i tagli dal lato debole dei vari De Nicolao e Aradori, ma non basta. Dopo essere scappata sul più 14, la Buscaglia band respinge all’arma bianca l’assalto di Kaukenas e soci (63-72) facendo quadrato attorno alla durezza mentale della coppia Forray-Craft e chiudendo il conto con le perle di un enorme Baldi Rossi. Finisce 75-87 con le decine di trentini arrivati a Reggio Emilia in assoluto delirio per i propri beniamini.

 

 

 

GRISSIN BON REGGIO EMILIA – DOLOMITI ENERGIA TRENTINO 75-87 (25-17, 44-40, 54-59)

GRISSIN BON REGGIO EMILIA. Aradori 4 (1(2, 0/1, Needham, Polonara 12 (3/6, 2/4), Reynolds 8 (3/6), Della Valle 7 (2/3, 1/4), De Nicolao 9 (3/6, 1/2), Strautins ne, Kaukenas 15 (5/9, 1/2), Cervi 12 (6/11), Williams 8 (1/2, 1/3). All. Menetti

TRENTINO. Marble 8 (3/6, 0/1), Sutton 21 (3/7, 3/5), Craft 10 (5/8), Baldi Rossi 26 (2/3, 5/6), Moraschini, Forray 7  (3/5, 0/3), Flaccadori (0/2, 0/2), Gomes 4 (0/2, 1/4), Hogue 11 (4/7), Lechthaler ne. All. Buscaglia

ARBITRI. Filippini Massimiliano, Bartoli Mark, Ranaudo Nicola

NOTE: Tiri da due: Reggio Emilia 24/45, Trentino 20/40. Tiri da tre: Reggio Emilia 6/16, Trentino 9/21. Tiri liberi: Reggio Emilia 9/14, Trentino 20/30 . Rimbalzi Reggio Emilia 29 (Polonara 9), Trentino 39 (Sutton 10). Assist: Reggio Emilia 18 (De Nicolao 10), Trentino 13 (Forray 4).


AQUILA BASKET: E sono quattro, la Dolomiti Energia passa 63-71 a Capo 

I bianconeri partono forte con Marble, Beto e la difesa, poi subiscono il generoso rientro della Betaland: nel finale risolve il carattere aquilotto con i canestri di Flaccadori, Forray e Baldi Rossi. LEGGI IL COMUNICATO STAMPA UFFICIALE

600 DOLOMITI ENERGIA
Solida come una roccia in difesa. Capace di grandi fiammate in attacco. E poi tosta e consistente nel momento di massima difficoltà, quando Capo d’Orlando arriva ad incalzarla rientrando a un solo possesso di distanza con quattro minuti ancora da giocare. Una indomabile Dolomiti Energia mostra tutto il suo grande carattere, oltre che le sue straordinarie qualita, passando per 63-71 al PalaFantozzi e interrompendo a quota otto la striscia di successi interni consecutivi della Betaland. Difficile, in casa bianconera, parlare di invidualità in una serata che vale la quarta vittoria in fila e in cui Marble (12), Beto (11), Sutton (6 punti, 8 rimbalzi e +19 di plus-minus) e Hogue (10 e 8) costruiscono un successo poi finalizzato da Craft (9), Flaccadori (9), Forray (7) e Baldi Rossi (7). A poco, tra i siciliani, servono così le buone prove di Ivanovic (15) e Archie (11).

La cronaca: Capo d’Orlando aggredisce la gara spinta dal talento offensivo di Stojanovic e Ivanovic (5-3). La Dolomiti Energia, che ha iniziato il match con Devyn Marble per la prima volta schierato in quintetto, risponde con le qualità realizzative del suo numero 1 (11-10 con 7 punti dell’ex Orlando Magic). Col passare dei minuti l’attacco siciliano perde di fluidità contro la incessante pressione degli esterni trentini, e una bomba fuori spartito di Hogue seguita dai liberi di Flaccadori manda gli aquilotti avanti al primo break (15-17).

Nel secondo quarto Trento, che pure fatica a rimbalzo contro la grande presenza nel pitturato di Delas (6 punti e 5 rimbalzi), prova la fuga spinta da Beto, che cancella Diener dal campo e in attacco spara pure due triple delle sue (6 con 2/3 dall’arco). Arrivati in un paio di occasioni a più nove, con un Marble (11 e 13 di valutazione) sempre sugli scudi, gli aquilotti calano un pochino in difesa subendo le invenzioni di Ivanovic (10), e andando alla pausa lunga con soli 4 punti di vantaggio, con il PalaFantozzi in delirio per una tripla del montenegrino (33-37).

 

Al rientro dagli spogliatoi la Dolomiti Energia però è implacabile, dando un impressionante giro di vite dal punto di vista difensivo: per cinque minuti Capo d’Orlando non segna praticamente mai, mentre i bianconeri scelti da Buscaglia per iniziare il terzo periodo vanno uno dopo l’altro tutti a referto. Ultimo in ordine di tempo Sutton, che sfrutta la grande pressione di Hogue e Baldi Rossi per avventarsi sulla corsia di passaggio e correre dall’altra parte del campo a mangiarsi il ferro (35-49). Sul più bello, però, la zona due-tre ordinata da coach Di Carlo cambia nuovamente l’inerzia della gara. L’attacco bianconero batte in testa, Capo D’Orlando arriva sul 47-49 spinta da Ivanovic (15) e Stojanovic (9), e ad aprire la scatola della retroguardia paladina devono arrivare le triple di grande personalità di Flaccadori (assistito da Forray) e Beto (11). Al 30′ è 49-55.

 

L’ultimo periodo è una battaglia di selvaggia intensità. Flaccadori, Forray e Craft spingono Trento sul più sette (56-63), ma quando la gara sembra in controllo, una fiammata della coppia Laquintana-Diener, rinforzata da un inesistente quinto fallo per flopping attribuito a Craft, rimette tutto in discussione (61-63 con 4′ da giocare).

A questo punto però vengono fuori il carattere, e la straordinaria solidità difensiva, dei trentini. Baldi Rossi ruba un pallone, che Trento non capitalizza, e poi tiene in modo straordinario l’isolamento su Archie.

A fare il resto, in attacco, pensano Sutton che assiste un taglio di Forray, e una tripla firmata ancora da Filo. Finisce 63-71, con Trento a uscire tra gli applausi dello sportivissimo pubblico siciliano.

 

BETALAND CAPO D’ORLANDO – DOLOMITI ENERGIA TRENTINO (15-17, 33-37, 49-55, 63-71) 63-71

CAPO D’ORLANDO. Galipò ne, Tepic 2 (1/4, 0/1), Iannuzzi 2 (1/5), Laquintana 7 (3/4, 0/1), Perl, Nicevic ne, Delas 8 (4/8), Diener 9 (1/1, 1/5), Ivanovic 15 (2/3, 2/5), Archie 11 (3/4, 1/7), Stojanovic 9 (4/5, 0/3), Zanatta ne. All. Di Carlo

TRENTINO. Marble 12 (5/8, 0/1), Sutton 6 (3/5, 0/1), Craft 9 (3/4, 1/1), Baldi Rossi 7 (2/4, 1/4), Moraschini, Forray 7 (2/3, 1/3), Flaccadori 9 (2/4, 1/3), Gomes 11 (1/3, 3/5), Hogue 10 (3/9, 1/2), Lechthaler ne. All. Buscaglia

ARBITRI. Mazzoni Manuel, Baldini Lorenzo, Borgioni Denny

NOTE: Tiri da due: Capo d’Orlando 19/34, Trentino 21/40. Tiri da tre: Capo d’Orlando 4/22, Trentino 8/20. Tiri liberi: Capo d’Orlando 13/15, Trentino 5/9. Rimbalzi: Capo d’Orlando 35 (Diener 7), Trentino 31 (Sutton 8). Assist: Capo d’Orlando 7 (Ivanovic, Stojanovic 2), Trentino 14 (Sutton 4).


AQUILA BASKET: La Dolomiti Energia ferma anche Venezia, Umana battuta 65-57

I bianconeri difendono in modo superbo (14 recuperi, 26 perse avversarie) e ottengono il terzo successo in fila di questo inizio di girone di ritorno. Craft (18 e 26 di valutazione) il migliore, bene anche Marble LEGGI IL COMUNICATO UFFICIALE

600 DOLOMITI ENERGIA
Trascinata da un Aaron Craft incontenibile (18 punti e 26 di valutazione), e da un Devyn Marble sempre più inserito nei meccanismi offensivi della squadra (10), una Dolomiti Energia straordinariamente solida nella metà campo difensiva (14 recuperi) batte per la seconda volta in stagione l’Umana Venezia, infilando il terzo successo consecutivo di questo entusiasmante inizio di girone di ritorno.

65-57 il punteggio finale della gara, che i bianconeri hanno condotto sostanzialmente dall’inizio alla fine grazie allo straordinario sforzo collettivo prodotto nella propria metà campo (23 palle perse per gli ospiti), e grazie alla grande presenza a rimbalzo di tutti i giocatori aquilotti (36-32 per Trento il confronto sotto le plance). A poco, in casa Reyer, è valsa l’ottima prestazione offensiva di Bramos, autore di 17 punti con 4/7 da tre, comprese le due triple che assieme alle due bombe di Tomas Ress hanno dato qualche speranza di rimonta all’Umana nell’ultimo quarto riportando i lagunari fino al meno uno.

La cronaca: Maurizio Buscaglia propone un line up di grande fisicità, con Sutton, Beto e Hogue schierati assieme a Craft e Baldi Rossi. De Raffaele, che deve fare a meno di McGee (bronchite) oltre che di Tonut (schiena), si affida all’esperienza di Viggiano per tenere alta la pericolosità offensiva del suo starting five. La difesa della Dolomiti Energia, però, non fa prigionieri. Sutton e Beto mordono tutte le linee di passaggio, mentre Craft e Baldi Rossi (2 recuperi a testa) sono semplicemente insuperabili per Haynes e Hagins.

Nonostante l’attacco aquilotto sia Sutton (5 con la bomba del 3-0), Hogue (4 siglati in mischia nel pitturato) e poco altro, il primo quarto è tutto di marca bianconera: 14-11. Nel secondo periodo l’attacco trentino continua a faticare contro la zona veneziana, aggrappandosi alle soluzioni di Craft (7) e al talento di Marble (5) per mettere qualche punto sul tabellone.

Quello che non le riesce nella metà campo offensiva, Trento però lo fa nella propria, grazie a una difesa ai limiti della perfezione. Forzando 16 perse venete in 20 minuti, la Dolomiti Energia arriva saldamente in controllo della gara all’intervallo lungo: 31-25.

Di rientro dagli spogliatoi, Venezia prova a rientrare, ma ai canestri di Hagins e Peric risponde colpo sul colpo il solito Craft (38-32), creando i presupposti per il break bianconero costruito nella seconda metà del quarto da due rimbalzi d’attacco di Baldi Rossi, che permettono prima allo stesso numero 8 di siglare un gioco da tre punti, e poi a Beto di piazzare la bomba del più 10 (44-34 con il portoghese a quota 8). Al 30′ è 47-38.

In apertura di ultimo periodo, però, la difesa trentina perde un po’ di compattezza, concedendo ad Ejim un paio di tagli fino al ferro (49-45). Le triple di Ress e Bramos spaventano i 3.349 del PalaTrento, portando gli ospiti sul meno uno (55-54 al 35′). Ma la capacità dei trentini di attaccare l’area in penetrazione e dal post basso permette a Craft, Beto, Hogue e Marble di respingere la reazione della Reyer dalla lunetta, lasciando che la difesa aquilotta faccia il resto. A chiudere i conti, pensa ancora il solito Craft (poi nominato Cavit MVP del match) con il tap in.

Finisce 65-57, con la Dolomiti Energia a festeggiare il terzo successo in fila di questo brillante inizio di girone di ritorno, che proseguirà a febbraio con le due trasferte in programma a Capo d’Orlando e Reggio Emilia.

 

DOLOMITI ENERGIA TRENTINO – UMANA VENEZIA 65-57 (14-11, 31-25, 47-38)

TRENTINO: Craft 18 (5/6, 1/1), Baldi Rossi 3 (1/4, 0/2), Moraschini ne, Forray 3 (0/2, 1/2), Flaccadori 3 (1/3, 0/2), Beto 9 (1/4, 2/7), Hogue 10 (3/12), Marble 10 (2/5, 1/3), Sutton 9 (3/4, 1/1), Lechthaler ne. Coach: Buscaglia.

VENEZIA: Haynes 4 (1/4, 0/5), Hagins 4 (1/3), Ejim 11 (3/5, 0/2, 10 perse), Peric 5 (2/3), Bramos 17 (1/1, 4/7), Filloy 5 (2/3, 1/5), Ress 6 (2/2 da 3), Ortner 0 (0/1), Viggiano 5 (1/1, 1/3), Taddeo ne, Visconti ne, Miaschi ne. All. De Raffaele.

NOTE: Tiri liberi: Trentino 13/17,  Venezia 13/19. Tiri da due: Trentino 17/44, Venezia 10/21. Tiri da tre: Trentino 6/18, Venezia 8/24. Rimbalzi: Trentino 36 (Hogue 7), Venezia 32 (Ejim 6). Assist: Trentino 12 (Craft 3, Forray 3), Venezia 16 (Filloy 6). Spettatori 3.349


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