martedì , 29 settembre 2020
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Casa Campia – RevA?

a�?SETE, FILANDE E CAVALIERI. E IL GELSO IN VAL DI NONa�?
Casa Campia – RevA?

A cavallo tra Ottocento e Novecento, prima dello sviluppo della frutticoltura per la quale la Val di Non A? oggi conosciuta, la zona anaune A? stata interessata da una�� intensa attivitA� economica basata sul ciclo produttivo della seta.

La mostra a�?Sete, filande e cavalieri. E il gelso in Val di Nona�? (inaugurazione venerdA� 6 luglio alle 20.30 a RevA? – Tn) racconta la��avventura della bachicoltura e della produzione della seta nella valle, con un percorso che ne approfondisce gli aspetti scientifici, storici e letterari.

Dal 7 luglio al 31 ottobre, presso Casa Campia a RevA?, saranno in esposizione fotografie, oggetti, manufatti che narrano la storia della seta nel suo lungo viaggio dalla Cina fino alla��Italia, arricchendola di riferimenti letterari e mitologici e spiegando la procedura che a�� a partire dalla��albero di gelso – arriva fino alla produzione della seta.

Punto forte della mostra A? una raccolta di fonti orali, preziose interviste che recuperano le memorie di persone ultranovantenni, testimoni dello svolgimento della��attivitA� produttiva locale.

La mostra si sviluppa secondo i filoni scientifico, storico e letterario, approfondendo il mito e la storia della gelsibachicoltura, le tecniche tradizionali di allevamento del baco, di coltivazione del gelso in Trentino e in Val di Non e infine di produzione della seta fino alla nascita delle prime filande.

In esposizione si trovano anche alcuni lavori realizzati dai ragazzi di scuole primarie che hanno seguito un progetto di allevamento del baco proposto dal Museo delle Scienze di Trento.

Durante il periodo di apertura si svolgeranno attivitA� didattiche per bambini e per le scuole. Sono inoltre previsti eventi, conferenze di studiosi, rappresentazioni teatrali e concerti.

La mostra A? presentata dalla��Associazione Rezia, con il coordinamento scientifico del Museo delle Scienze di Trento e il sostegno della Provincia autonoma di Trento. Istituzioni culturali, Enti, Biblioteche e privati hanno prestato materiali, attrezzi, libri e manufatti presenti in mostra.

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