FOTO FIABE di Enrico Fuochi

pubblicato da: Mirna - 7 ottobre, 2014 @ 9:28 am

02 Copertina jpegImmagini ed affabulazione. Nutrimento perfetto per l’immaginazione.

Perchè noi desideriamo vedere, ascoltare, meravigliarci.

Ed è ciò che Enrico Fuochi fa con questo suo ultimo libro dove fotografie e racconti si intersecano e si dilatano in una visione stupefatta della vita.  E se nei suoi primi libri di “FotoGrafie” e “FotoStorie di ordinaria immigrazione” ci aveva regalato immagini particolari e ricche di suggestioni  e suggerimenti  qui ci aggiunge il “racconto”, la “fiaba”, ossia come egli vede   la realtà  magicamente irreale del nostro essere umani e di ciò che ci circonda.

Perchè la realtà è talmente variegata che tutto può essere una cosa e al contempo il suo contrario. Ed ecco che la maschera appare spesso 03abbandonata sulla riva del mare o indossata da personaggi volti all’incontrario. Maschere dorate, bianche o da clown che si affacciano  quieti da finestre di taverne o tra le croci bianche di un cimitero.

Sembra che nei suoi scatti Enrico ci mostri le infinite possibilità della natura intera, da noi  uomini agli alberi, al mare ai sassi, agli oggetti più semplici. Un messaggio serenamente inquietante che sembra suggerirci di affidarci ed accettare i risvolti della nostra vicenda terrena . E soprattutto di sentirci parte integrante della Natura, come un sasso. ..

Enrico ce lo spiega in una delle tante fiabe che accompagnano le sue foto: “Anche Firmino fa parte della natura come gli alberi, l’erba, gli insetti, i fiori, le montagne, il mare , le pianure e tante altre cose. Anche l’uomo fa parte della natura, ma non lo vuol dire. L’uomo vuol sempre dire che l’uomo è l’uomo” (Il sasso Firmino)

07Sfogliando il libro  ci vengono incontro immagini forti, belle, poetiche che rappresentano brevi attimi fermati per sempre dall’occhio attento di Enrico che vede “episodi che possono essere delle fiabe“, cioè che possono  parlare al nostro essere ancora bambino o almeno al nostro desiderio di esserlo ancora.

Ciò che incanta è la possibilità  del reinventarsi, del  trasgredire, dell’ andare l’oltre l’apparenza, del riuscire con un sorriso a sdrammatizzare persino la morte. Le foto di cimiteri sono due: una con il clown e una con la mummia, entrambe corredate da fiabe immaginifiche e con la loro morale.

Perchè è questo il senso della fiaba : una sferzata alla nostra immaginazione, un tremore di fronte alla complessità della Vita, un insegnamento  e un confortante consiglio per farci sentire meglio con gli altri e con il Mondo.01

Il divertente sceriffo in mutande fotografato e narrato da Enrico ci ammonisce  che “La prepotenza è la forza dei deboli“.

Le foto sono quaranta. Sono tutte belle e originali , oserei dire catartiche. Perchè l’osservarle ti trascina in una dimensione onirica, ma allo stesso tempo  tua perchè in esse sono visibili le tue paure, i tuoi desideri, i tuoi pensieri nascosti, i ricordi della tua infanzia: I Pinocchi  di legno, il tuo animale preferito, il mare, la barchetta di carta , il bambolotto,  i sassi sulla sabbia del mare, la maschera che indossiamo…

images[10]Anche Cristina Endrizzi, Maria Teresa Perasso, Riccardo Lucatti, Anita Anibaldi ed io abbiamo commentato un’ immagine con una fiaba. Ma le foto di Enrico così  suggestive, poetiche ed intriganti possono suggerire a voi lettori altri racconti, altre visioni .

E’ questa la preziosità di un’immagine scoperta, intuita e resa fruibile e “letta” a noi golosi di bellezza e verità.

Giovedì 9 ottobre, alle ore 17,30, vi aspettiamo in Biblioteca, nella Sala degli Affreschi  per la presentazione del libro. Ci saranno anche Don Marcello Farina e Carlo Martinelli

E per saperne di più digitate www. progetto fotofiabe

 

 

 

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2 commenti
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  1. Mi piace questa molteplice potenzialità delle foto e delle fiabe che tu, Mirna, hai così ben sottolineato. FotoFiabe è una miniera di suggestioni e regala a chi lo sfoglia e legge la spinta a guardare – non importa chi o che cosa, guardare e basta – con occhi, mente, fantasia e cuore partecipi, attivi, sognanti.
    Grazie ad Enrico per questo progetto così bello e creativo!

  2. ΓΝΩΘΙΣ ΑΥΤΟΝ, gnôthis autón, conosci te stesso, sta scritto nel tempio di Apollo a Delfi … “Conosci te stesso” … per essere te stesso, aggiungo io e non solo io!. Ecco, per commentare il bel libro di Enrico prendo le mosse da una favola, proprio quella che ha scritto la stessa blogger Mirna: “La maschera d’oro”. O muzos deloi … la favola insegna che … era la conclusione delle favole di Esopo … e così è anche per la favola di Mirna e per tutte le favole del libro di Enrico. Ma quella di Mirna “insegna particolarmente”. Chi siamo e quindi dove vogliamo andare? Mirna ci invita, attraverso la sua favola, ad essere noi stessi proprio per capire dove in realtà vogliamo andare. A mio sommesso avviso questa “camera con vista su noi stessi ”, cioè con vista sul nostro stesso essere è il filo conduttore dell’opera di Enrico: attraverso la finzione della favola ogni autore ha visto ed espresso se stesso. Quindi ne è uscito un libro, anzi un Libro, per piccini e per grandi. Per piccini, che – al momento – intendono solo le righe; per grandi, che intendono “dietro” le righe chi sono e dove vogliono andare. Pertanto che altro dire? Bravo Enrico! Brava Mirna!