ITALIA VIVA: I “CATTIVI” CHE VOTANO CON LA DESTRA? Ovvero LE BOLLETTE, I RICCHI E IL “CONTRIBUTO DI SOLIDARIETÀ: CHE COSA È REALMENTE SUCCESSO IERI IN PARLAMENTO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 5 Dicembre, 2021 @ 1:24 pm

La lettura dei quotidiani conferma che i “comunicatori” di alcuni partiti sono al lavoro per costruire una conveniente narrazione (in cui, manco a dirlo, Italia Viva è tra i “cattivi”) di ciò che è accaduto ieri. Vi va di fare chiarezza insieme?

1) CHE È SUCCESSO IERI MATTINA?Il presidente Draghi e il ministro Franco hanno ritenuto opportuno convocare una cabina di regia (= la riunione dei ministri capi-delegazione della maggioranza) allargata ai responsabili economici di ogni partito.

2) PER FARE COSA?
Per discutere di:
– un’integrazione
– un cambiamento
all’intesa politica già raggiunta dalla maggioranza su come spendere gli ormai famosi 8 miliardi relativi al “primo tempo” della riforma fiscale.

3) CHE BISOGNO C’ERA DI INTEGRARE E CAMBIARE?
Il giorno prima il governo aveva incontrato i sindacati, che avevano posto con forza queste due necessità; l’iniziativa quindi non nasce, in ultima analisi, da una insoddisfazione del governo sull’accordo raggiunto ma da una precisa richiesta di una parte sociale.

4) ANDIAMO CON ORDINE: L’INTEGRAZIONE COSA RIGUARDAVA?
Per ragioni tecniche (il meccanismo di saldo e acconto che fa sì che gli autonomi paghino parte dell’Irpef l’anno successivo) il primo anno la riforma dell’Irpef non assorbe l’intero budget annuale ad essa dedicata (7 miliardi) ma lascia a disposizione – una tantum per il solo 2022 – circa 2,2 miliardi.
Il confronto politico al Mef tra i partiti di maggioranza si era chiuso la scorsa settimana senza uno specifico accordo su come destinare questa dote una tantum: pertanto occorreva una decisione finale.
I sindacati proponevano di utilizzarli non solo per un temporaneo supporto al caro-bollette ma anche – in larga parte – per uno sgravio contributivo a vantaggio dei lavoratori fino ad una determinata soglia di reddito.

5) E I PARTITI DI MAGGIORANZA COSA PENSAVANO DI QUESTA PROPOSTA DI INTEGRAZIONE?
Che fosse una buona idea. Come detto più volte, i lavoratori delle fasce di reddito più basse già ora praticamente non pagano quasi nulla di Irpef (si veda il grafico postato ieri mattina: quasi zero fino a 10.000 euro annui, meno del 10% a 20.000); è evidente dunque che se si vuole provocare un ulteriore aumento del loro reddito netto occorre diminuire non il cuneo fiscale ( = Irpef ) bensì il cuneo contributivo ( = i contributi previdenziali da loro versati).
Quindi la proposta di “riempire” in questo modo il “buco” che era rimasto dall’intesa politica di maggioranza ha trovato una sostanziale condivisione.

6) BENE. E INVECE IL CAMBIAMENTO DI QUELL’INTESA COSA RIGUARDAVA?
Il “primo tempo” della riforma Irpef (finanziato con 7 miliardi annui) – con la modifica di aliquote, scaglioni, detrazioni per tipologia di reddito e no-tax area – porterà  vantaggi fiscali a tutti i contribuenti: in particolare a quelli molto bassi (che beneficiano dell’allargamento della no-tax area) e a coloro che guadagnano da 35 a 55 mila euro lordi, che come si diceva sopportano un peso eccessivo del totale dell’Irpef.I sindacati erano – e probabilmente sono – però convinti che per essere veramente “giusta” la riforma non debba portare neanche un euro di vantaggio al milione di italiani con redditi superiori a 75 mila euro.

7) PERCHÉ, QUESTI INDIVIDUI CHE VANTAGGI FISCALI HANNO NELL’IPOTESI DI RIFORMA?
In media circa lo 0,2% del proprio reddito.
Stiamo parlando di circa 20 euro in più al mese, per un totale di 248 milioni.

8 )UN VANTAGGIO MOLTO PICCOLO ALLORA.  MA C’ERA PROPRIO BISOGNO DI DARGLIELO?
In un sistema a scaglioni, quando abbassi le aliquote per i redditi medi e bassi è matematicamente inevitabile fornire qualche beneficio anche ai redditi più alti.
Facciamo un esempio: se sui primi 30.000 euro di reddito pago il 10%, sui secondi (da 30.001 a 60.000) pago il 20% e sui terzi (da 60.001 a 90.000) pago il 30%, se abbasso la prima aliquota da 10% a 5% ne beneficia anche chi guadagna 91.000, perché sui primi 10.000 euro che porta a casa anche lui paga un’aliquota dimezzata.

9) MA QUESTO MILIONE DI ITALIANI SONO “I RICCHI”?
Una ristretta minoranza (meno di centomila persone) può sicuramente dirsi ricco, perché guadagna più di 200.000 euro lordi.
Ma la maggior parte degli altri certamente no. Circa la metà di loro guadagna meno di 100.000 euro all’anno; stiamo parlando, netto in busta paga, di una cifra che balla intorno ai 3.000 euro al mese.
Sono funzionari pubblici, quadri di aziende, professori universitari a metà carriera. E se, come molte famiglie, hanno un importante mutuo o affitto da pagare (o magari sono separati e hanno spese importanti da sostenere) spesso si tratta di persone che magari arrivano senza alcun tipo di problema a fine mese: ma chi li rappresenta come versioni nostrane di Jeff Bezos o Mark Zuckerberg non sa di cosa sta parlando.

10) MA IN FONDO A COSTORO NON SI SAREBBE TOLTO NULLA, SEMPLICEMENTE NON SI SAREBBE DATO UN MINIMO VANTAGGIO FISCALE. ERA COSI SBAGLIATO?
Secondo molti di noi si. E per un motivo piuttosto semplice.
In un anno in cui dedichi 8 miliardi annui ad abbassare le tasse (lo sforzo più importante dagli “80 euro” di Renzi nel 2014, che impiegarono circa 10 miliardi annui), sarebbe stato veramente curioso dire “tutti avranno vantaggi tranne un milione di persone, che non meritano neanche un euro”.
Lanciando il segnale che gli individui di cui sopra (funzionari, quadri ecc) siano i “nemici”  da combattere, e non lo siano invece gli evasori, le multinazionali che pagano di tasse come il bar all’angolo, o chi vive di rendita beneficiando di sostanziosi – e non sempre giustificati – vantaggi fiscali.
E l’idea insomma – già incontrata altre volte – che non si debba combattere la povertà, ma punire la ricchezza; con l’aggravante di non saperla neanche, davvero, riconoscere.
Soprattutto se le risorse così risparmiate (248 milioni) avrebbero visto un impatto diciamo così… non proprio risolutivo.

11) CHE VUOI DIRE? COSA SI VOLEVA FARE DEI 248 MILIONI RISPARMIATI “PUNENDO I RICCHI”?
Avrebbero incrementato le risorse già stanziate (3,5 miliardi sul 2021 + 2 miliardi sul 2022) per contrastare il caro-bollette.
Ma potete giudicare da soli se 248 milioni – su queste cifre, e soprattutto sull’entità del caro-bollette in vista, ahimè – avrebbero giocato un ruolo decisivo nell’aiutare i più deboli.
Facciamo due conti. Secondo l’Istat, ci sono 2,6 milioni di famiglie sotto la soglia di povertà relativa.
Diciamo che avremmo distribuito loro quei 248 milioni (ottenuti privando “i ricchi” dei loro minimo vantaggio fiscale), per aiutarli nel caro-bollette: sarebbero stati meno di 8 euro al mese.
E molti di meno se, come probabile, a ricevere un sostegno avrebbero dovuto essere anche altri milioni di famiglie e piccole imprese che stanno per chiudere. Ecco perché il sostegno al caro-bollette, purtroppo, si deve e si dovrà misurare in miliardi, non certo in milioni.
Se qualcuno ci avesse proposto di fare quest’operazione per – che ne so – acquistare un carico addizionale di vaccini che avrebbero completato con efficacia la campagna, nessuno di noi credo avrebbe avuto il minimo dubbio.
Ma fatta in questo modo, non avrebbe avuto nessuna utilità pratica.
Solo simbolica. E neanche, tutto sommato, un gran bel simbolo, come provato a spiegare finora.
Detto ciò, la decisione politica è stata comunque quella di trovare risorse addizionali da dedicare al caro-bollette, e anche in misura maggiore (300 milioni, contro i 248); semplicemente, senza reperirli in questo modo.

12) VENIAMO AL METODO. È VERO CHE I SINDACATI NON SONO STATI ASCOLTATI?
Niente affatto.
I sindacati hanno avuto plurime e costanti interlocuzioni col governo, e sono stati ascoltati per diverse ore – assieme alle altre rappresentanze sociali – nel percorso parlamentare delle Commissioni Finanze che ha portato (da gennaio a giugno) alla riforma fiscale.
Così come sono stati ascoltati – tramite la richiesta di precisi contributi scritti in cui dettagliare punto per punto le loro proposte pratiche – nel cammino (in corso) di esame parlamentare del disegno di legge delega sulla riforma fiscale, che proprio dal percorso parlamentare di gennaio-giugno prende le mosse.

13) VABBÈ HO CAPITO, E CI MANCHEREBBE PURE. MA E’ VERO CHE NON AVETE MAI TENUTO IN CONSIDERAZIONE LE LORO IDEE?
Tutt’altro. Nella (composita) maggioranza che sostiene il governo Draghi c’erano almeno due grandi partiti che volevano destinare alla riduzione dell’Irap la metà degli 8 miliardi disponibili.
I sindacati la pensavano diversamente, e abbiamo fatto come chiedevano loro.
Nella (composita) maggioranza c’era anche chi voleva un intervento diverso sull’Irpef, che desse molti più vantaggi al ceto medio.
I sindacati la pensavano diversamente, e abbiamo fatto come chiedevano loro, concentrando i vantaggi su lavoratori dipendenti e pensionati sotto i 50.000 euro annuì.
Nella (composita) maggioranza c’era anche chi non voleva utilizzare risorse per i pensionati, ma per stimolare il lavoro.
I sindacati la pensavano diversamente, e abbiamo fatto come chiedevano loro.
Nella (composita) maggioranza, c’era chi voleva dare altri soldi alle imprese.
I sindacati la pensavano diversamente, e abbiamo fatto come chiedevano loro.
E potrei continuare, anche su altri campi non fiscali.

14) SCUSA, E ALLORA PERCHÉ SI LAMENTANO?
Ho l’impressione che i sindacati abbiano tentato un’operazione diversa.
Ad accordo politico chiuso, volevano dimostrare che sono in grado – con la sola imposizione delle mani – di far cambiare una decisione politica unanime.
Io penso che sia miope una politica che non ascolti e non discuta con le parti sociali (tutte, non solo i sindacati).
Ma penso anche che, in una democrazia liberale, dopo aver completato il percorso di analisi, confronto e discussione, debba essere la politica (governo e maggioranza) a decidere.
Poi ovviamente, ognuno può reagire come meglio crede a queste decisioni.

15) ALCUNI ESPONENTI POLITICI ACCUSANO “ITALIA VIVA” DI “AVER VOTATO CON LA DESTRA” IN QUESTA CIRCOSTANZA.
Non ci sono stati voti, solo normalissime discussioni – prima in “cabina di regia” poi in consiglio dei ministri – come necessario quando c’è da prendere una decisione, in particolare se implica la spesa di importanti risorse.
E ad essere contrari alla “punizione dei ricchi” non era solo – oltre a Italia Viva – il centrodestra, ma anche il M5S (anche se il ministro Patuanelli, contro l’indicazione del suo partito, pare che in consiglio dei ministri abbia all’inizio espresso una valutazione diversa).
Ma soprattutto, anche qui “destra” e “sinistra” c’entrano poco: come provato a spiegare spero con sufficiente chiarezza, l’operazione era largamente deficitaria sotto tutti i punti di vista, a cominciare da quello dell’utilità pratica (che spero sia quello più importante).
A quegli esponenti politici che, al solito, cercano di utilizzare questa vicenda per buttare fango su Italia Viva, sono io piuttosto a rivolgere una domanda: perché un’intesa sul fisco costruita, approvata ed entusiasticamente sottoscritta anche da loro pochi giorni fa (e commentata positivamente sulla stampa) all’improvviso è diventata una cosa da cambiare assolutamente?
Io penso che chi va a rimorchio passivo di posizioni altrui – per “richiamo della foresta” o forse semplicemente un po’ di paura – non faccia politica in modo libero e autonomo.
E penso quindi abbia un problema ben più grande di quello che può o potrà mai rappresentare per lui Italia Viva.

Donatella Conzatti, Senatrice Italia Viva.

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RAZIONALITA’ ED EMOTIVITA’ IN POLITICA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 5 Dicembre, 2021 @ 8:08 am

Alle precedenti “Parole” di Gramellini, un comico aveva lanciato una frecciata contro Renzi, così, gratuitamente, in un contesto che proprio non c’azzecava per niente. Io ho scritto una e mail di garbata ma ferma contestazione, alla quale è stato garbatamente risposto.

Alle “Parole” di ieri sera, una sorta di tribuna elettorale subliminale: addirittura il tifo per una potenziale Presidente della Repubblica Donna. Ora che possa, debba e convenga che sia (finalmente) una Donna a ricoprire quella carica, concordo, purchè sia una Donna razionale e non emotiva.

Ma la donna di ieri sera si è dimostrata emotiva e non-razionale in un paio di precedenti circostanze. Infatti, sollecitata a parlare di Matteo Renzi, aveva socchiuso gli occhi, buttato leggermente la testa all’indietro ed espresso generiche perplessità sulla persona, come se lei stesse estraendo con estrema cura i suoi “preziosi” giudizi da uno scrigno di saggezza e di conoscenza riservato solo a se stessa, sino a indurre l’ascoltatore a supporre chissà quali pesanti negatività si potessero nascondere dietro le azioni ed il pensiero della Persona da lei “giudicata”. Per contro, nulla sui più recenti, concreti risultati dell’azione di Matteo Renzi, a cominciare dall’avere bloccato la micidiale marcia verso la democrazia diretta alias oligarchia alias fascismo; per finire, si fa per dire, all’avere aperto la strada all’avvento di Mario Draghi.

Una Presidente della Repubblica garante della Costituzione che si esprime contro chi quella Costituzione l’ha salvata? No grazie …

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pubblicato da: Riccardo Lucatti - 4 Dicembre, 2021 @ 6:34 pm

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ITALIA VIVA TRENTINO E LA FUNIVIA TRENTO BONDONE – 2

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 4 Dicembre, 2021 @ 8:41 am

TAA BIKE SAFARI – Safari significa “viaggio”. Pensate un po’ da sud a nord e viceversa: il cicloturismo, nuova risorsa economica della Regione Trentino Alto Adige.


Le masse di turisti che sasanno attratte dalla progettata pista ciclabile del Garda, potrebbero pedalare nella bellissima zona ciclabile dell’Altogarda Trentino, oppure risalire in funivia sul Monte Baldo e planare sulla valle dell’Adige verso Trento. Da qui salire in funivia sul Monte Bondone e rientrare sul Garda, oppure scendere per proseguitre verso nord, fino all’Adige o fino a Bassano del Grappa o fino a Canazei: sempre su piste cioclabili!

Vi svelo due … segreti:
1) lo sapevate che dal passo del Tonale a Fucine esiste una pista ciclabile? Questa si collega a quella esistente da anni nella Val di Sole fino a Mostizzolo.
2) Lo sapevate che da Mostizzolo esiste una pista ciclabile che sale al passo delle Palade? E … cosa ci vorrà mai ad organizzare una ciclodiscesa dalle Palade a Merano … o completare il sistema delle piste della Val di Non … via ecchè, vi devo dire tutto io?

Ma … raga … quante cose non sapevate! Quasi quasi vi metto una nota e vi mando dai … Preside …enti delle due Provincie Autonome!

Firmato: ITALIA VIVA TRENTINO

APPIANO (BZ)
BOLZANO E TRENTO sul Garda

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ITALIA VIVA TRENTINO E LA FUNIVIA TRENTO BONDONE – 1

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 4 Dicembre, 2021 @ 8:37 am

Tanto tuonò che piovve? Magari … (“L’han detto alla radio …”)

Se ne era parlato tanto durante la campagna elettorale comunale, poi il silenzio. Adesso pare che il progetto riemerga.

Noi di ITALIA VIVA proponevamo e proponiamo di inserirla in due sistemi:
1) quelle di alcune SpA comunali in forte attivo, per recuperare – ai fini gestionali – le ingenti somme di denaro che invece esse annualmente versano allo Stato a titolo di imposta;
2) un nuovo realizzando sistema delle ciclodiscese provinciali e regionali, sull’esempio dell’austriaco Tirol Bike Safari che ha messo in rete oltre 700 km di ciclodiscese.

Ciò è maggiormente necessario oggi che la Provincia investe 23 milioni per la propria tratta della ciclopista del Lago di Garda, al fine di collegare questo nuovo, rilevantissimo polo di attrazione turistica con il nostro sistema di ciclopiste.A tal fine, oltre ai percorsi in discesa dal Bondone alla Valle dell’Adige, alla Valle dei Laghi e a Riva del Garda, occorre migliorare la pista di “risalita” da quet’ultima area alla Valle dell’Adige, il che si può agevolmente fare con la sistemazione della pista già esistente da Prato Saiano di Arco fino a Nago.

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CONCERTI RIVANI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 3 Dicembre, 2021 @ 7:00 am

Amici vicini e lontani, quale membro del Direttivo dell’ Associazione Amici della Musica di Riva del Garda presieduta dal prof. Franco Ballardini, sono lieto di invitarvi al nostro concerto del 4 dicembre prossimo, come da locandina allegata.

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LA LEGA TRENTINA LEGA …

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 30 Novembre, 2021 @ 9:19 am

… lega con le altre Leghe confinanti. Qui da noi in Trentino si parla spesso degli orsi … no, non che noi siamo un po’ orsi … no, di quelli veri, quelli a quattro zampe. E invece si dovrebbe parlare un po’ di più dei gatti con gli stivali, quelli delle tre leghe: Trentina, Lombarda e Veneta, nel senso di cercare di capire se il governo della nostra Provincia Autonoma sia più attento agli interessi del nostro territorio o alla sintonia con i governi “colleghi” dei territori confinanti.

Con la Lega Veneta, grazie alla nostra Senatrice ITALIA VIVA combattente DONATELLA CONZATTI e alle altre nostre rappesentanti in Parlamento e al Governo, quanto alla evitata sottrazione della concessione della gestione dell’A22 ce la stiamo facendo.

Con la Lega Lombarda e Veneta, abbiamo trovato un accordo per cofinanziare la nostra parte di pista ciclabile del Garda. Ora, nel nostro interesse, dobbiamo collegare quel sistema al nostro sistema di piste ciclabili.

Con la lega Lombarda, dobbiamo stare attenti al Passo del Tonale, che non diventi un Passo soprattutto lombardo grazie ai nuovi investimenti funiviari anzichè Trentino-Lombardo, a riconoscimento dei nostri precedenti investimenti sul ghiacciaio Presena e alla destagionalizzazione del Passo attraverso il collegamento con il sistema delle nostre piste ciclabili.

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ACHTUNG BANDITEN!

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 30 Novembre, 2021 @ 8:40 am

Il titolo? Solo per attrarre la vostra attenzione sui veri banditi di oggi, su coloro che si mettono al bando delle regole della democrazia, del civile confronto, del serio impegno per la collettività.

Loro – a prescindere – vogliono visibilità, protagonismo, potere e denaro e per raggiungere il loro scopo agiscono così:
1 – cercano un “simbolo” pur che sia e se non esiste, lo creano;
2 – si propongono come “difensori e/o creatori” di quel simbolo.

Tanto per fare due esempi, due a caso, di pura fantasia, due “simboli banditeschi” del nostro tempo potrebbero essere: “A morte i partiti politici!” (salvo poi ripensarci); “A morte il GreenPass!” (salvo poi di andare a morte rischiano loro stessi).

Le masse li seguono e loro, anche se sono un comico o una vicequestore qualunque, diventano persone conosciute e seguite da quelle masse e possono anche arrivare in alto, anche ad essere elette in Parlamento …

… e cercare di far suicidare la Democrazia Parlamentare dalla democrazia diretta (alias oligarchia alias fascismo); oppure …

… non riesco a individuare altro scopo per il secondo esempio se non il protagonismo.

O judgment! thou art fled to brutish beasts,And men have lost their reason.
E se mi sbaglio mi corigerete!

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LA VICEQUESTORE NOPASS SCHILIRO’

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 30 Novembre, 2021 @ 8:37 am

Dice di stare “abbastanza bene”: i sintomi sono (solo, n.d.r.) “febbre alta, mal di testa, stanchezza, tosse, perdita dell’olfatto e dolori alle ossa”. Garantisce poi ai suoi followers che appena sarà guarita “e non pericolosa per la comunità”, riprenderà “la battaglia”.

La ragazza era tenuta ad arrestare chi avesse trovato alla guida di un’auto in stato di ubriachezza o nell’atto di usare un’arma da fuoco senza porto d’armi e in modo sconsiderato, in quanto persone molto pericolose per gli altri. Ora, se sopravvive – come le auguro – ARRESTI SE STESSA !

Ma poi, lei stessa dichiara che riprenderà la battaglia “se non (più, n.d.r.) pericolosa per la comunità”? Orbene, il nostro ordinamento giuridico stabilisce che una sentenza è nulla (nulla, non annullabile!) per manifesta illogicità delle motivazioni. Nel caso della Schilirò è NULLA la sua appartenenza alla Polizia di Stato, per manifesta illogicità delle sue motivazioni.

In inglese: O judgment! thou art fled to brutish beasts,And men have lost their reason.
In dialetto trentino: “Che la tasa e che la staga in casa!”

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LETTERA APERTA AL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO l’ADIGE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 29 Novembre, 2021 @ 12:38 pm

Egregio Direttore, leggo della proposta di Lorenzo Dellai a che la Provincia destini una quota di risorse in favore di iniziative per la vaccinazione anti Covid in Africa e concordo. Tuttavia mi permetto di aggiungere che le iniziative da assumere sono ben altre e mi spiego. Infatti, oltre all’ambito spaziale – andiamo in Africa, certo, ma andiamoci anche come Stato e UE! – occorre ampliare anche la visione temporale e cioè: il PNRR – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è stato concepito per la ripresa e resilienza dal Covid … di quante ondate? Non rischia nel tempo di essere superato dai fatti? Abbiamo anche un piano “B” non alternativo, bensì “ulteriore”?
Io credo che ci si debba preparare sin d’ora ad ogni evenienza “straordinaria ma prevedibile”, in po’ come ci dovrebbero indurre a fare le ormai tristemente prevedibili “emergenze” climatiche: tempeste, alluvioni, terremoti. E il piano B deve essere innanzi tutto politico (con dimensione quanto meno UE) e subito dopo finanziario, come ha ricordato ancora ieri sera la Signora Christine Lagard alla trasmissione di Fazio.
Solo che fino ad ora ho sentito parlare della necessità di investire denari, ma non di come raccogliere le risorse necessarie.


Al riguardo, il contributo che da tempo mi sono sentito di offrire, è il coinvolgimento volontario della ricchissima finanza privata italiana ed estera verso il settore pubblico (innanzi tutto italiano) attraverso l’emissione di Titoli Irredimibili di Rendita non di debito: lo Stato non si indebita, bensì riceve denaro in cambio di una rendita più appetibile per l’investitore; non è tenuto al rimborso in linea capitale (anche se si riserva un’ opzione al riacquisto); diminuisce il proprio debito e contemporaneamente aumenta la propria liquidità. Orbene, anche se questi fondi fossero destinati tutti a investimenti produttivi, automaticamente libererebbero energie per significativi investimenti sanitari in Africa. L’operazione potrebbe essere ripetuta anche a livello UE.Un precedente molto recente: il 20 agosto 2020 Banca Intesa Sanpaolo ha emesso 1,5 mildi di propri Irredimibili (a tassazione piena) ricevendo richieste di acquisto per 6.5 mildi! Gli Irredimibili dello Stato sarebbero a tassazione dimezzata.


Riccardo Lucatti – Responsabile del Tavolo Tematico Finanza ed Economia Mista di ITALIA VIVA TRENTINO, Trento.

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