VOUCHER ABOLITI e varie ed eventuali

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 23 marzo, 2017 @ 12:46 pm

Detto altrimenti: paura di referendum          (post 2677)

1) VOUCHER

download (2)Voucher. Spesso sono stati utilizzati male. Che fare? Abolirli? No, regolamentarne l’uso! E invece, la paura di una bis-sconfitta referendaria (della serie: a pensar male …) ha indotto a cancellare tout court questo strumento, nel senso che però ora  l’è pezo ‘l tacon del bus, per dirla in dialetto trentino: è peggio la pezza del buco che si voleva rattoppare, perché altrettanto “spesso” i voucher sono serviti e servono: infatti, come potrà cavarsela chi li stava utilizzando in modo corretto?

2) VARIE ED EVENTUALI

Una medicina a caso, un tranquillante che non nomino per non fare pubblicità al prodotto. Se lo uso male ma soprattutto se lo assumo in dosi altissime, muoio: che fare? Vietarne la vendita? No, bensì regolamentarne vendita e utilizzo.

UE, imperfetta, non ancora compiuta: che fare? Abolirla? No, bensì correggerla, completarla.

Politica italiana, imperfetta: che fare? Astenersene? No, bensì parteciparla e correggerla.

 

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LA VOCE DELLA PIAZZA: NADIA IORIATTI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 23 marzo, 2017 @ 7:16 am

Detto altrimenti: al Museo “Muse”, letture “in piazza ”    (post 2676)

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Nadia Ioriatti in Piazza Matteo Boato

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Nell’ambito della mostra PIAZZA del pittore Matteo Boato, inaugurata il 24 febbraio scorso, alle 17.30, tutti i giorni (dal martedì al venerdì e lunedì 27.02 alle 17.30, il sabato e la domenica, alle 18.30) il MUSE si è aperto al racconto e alle emozioni personali, ospitando le performance dei 27 scrittori selezionati per prendere parte al progetto “La voce della piazza”, i quali, ognuno dal proprio punto di vista, condividono con i presenti le loro esperienze, le idee di città, emozioni e passioni. Come in un vero spazio cittadino, dove dal chiacchiericcio dei passanti emergono stralci di conversazioni, confronti e istantanee di vita, il MUSE ha messo a disposizione il proprio spazio non solo alle opere pittoriche, ma anche a quanti hanno voglia di condividere in pubblico un messaggio, un ricordo, un tema a loro caro.

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(Le opere di Boato? Da vedere per credere!)

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Nadia Ioriatti. Da anni combatte una grave malattia, da anni vive contemporaneamente anche una seconda, diversa vita: quella della scrittrice, “nella quale – dice – non c’è la malattia”.  Ieri Nadia, scrittrice con i racconti su “Trentino Mese” e i due libri “Io tinta di aria” (titolo che è anche l’anagramma del suo nome) e “Aria che allenta i nodi”. Libri dai quali la lettrice Stefania Tarter ha letto due racconti: “Finestre” e “Tullio”, mentre il disegnatore-pittore Umberto Rigotti dello Studio d’Arte Andromeda, in tempo reale, disegnava sintetiche immagini rappresentanti le scene di ogni passaggio letto.

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1 – Alla finestra, “Finestre”, la vita degli altri … che poi per tanti aspetti … tutti, direi – è un’immagine della propria – l’altro siamo noi – l’altro che nelle parole scritte, o nelle scritture parlate, se preferite – di Nadia, diventa l’Altro, ovvero un Se Stesso. Qualcuno ha detto: “Un’ altra Finestra sul cortile, un’altra Rear window. Un po’ diversa, più ricca dico io: infatti nel racconto di Nadia c’è immedesimazione, auto indagine, non solo “indagine”.

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Umberto e Nadia

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2 – “Tullio”, un disabile, analisi introspettiva dall’esterno, sottolineatura di una umanità prorompente che “buca” il muro della malattia del personaggio descritto, così come Tullio stesso, credo, avrebbe voluto essere rappresentato.

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Da sinistra: Umberto, Samuela, Massimiliano e Stefania; dietro: Michele Lanzinger; davanti: Nadia 

Ieri noi c’eravamo. Alcuni amici, alcuni estranei, il personale del Muse, il saluto del direttore Michele Lanzinger. Tutti nella “piazza” aperta, luogo di incontro di voci e di sentimenti: le città senza piazze non vivono, le città vivono in piazza, luogo nel quale la gente si incontra e sente propria la cosa-casa comune, cioè di tutti. Agorà, agorazein, la piazza, passeggiare, stare in piazza, comunicare anche se non si parla. La piazza è un essere vivo, che respira e parla: ve ne accorgete soprattutto a Venezia: la musica delle parole e dei passi di tutti che non sono più di ognuno ma di tutti, appunto (evviva l’assenza dei motori!). Io stesso, in questo preciso momento che sto scrivendo  q u e s t a  parola, ho percepito il “valore veneziano” e quindi umano della piazza del Muse. Grazie al Muse quindi, e grazie all’amica Nadia. Ah … e ovviamente grazie anche a Matteo Boato, che con le sue opere ha arredato la “sua” piazza!

(Si sa, un post tira l’altro:  M. Boato … spero che accetti una mia intervista sulla sua arte, opere le sue a metà fra pittura, scultura, intarsio, mosaico,  architettura, poesia. Dimenticavo: anche fra musica e ingegneria … già … perché Matteo è diplomato in chitarra classica – disciplina che ha insegnato per anni –  ed è ingegnere civile!)

Appendice scritta il 24 marzo 2017, ovvero the day after il post di cui sopra.

Tant’è non ce la faccio. Dopo avere passato un’ora in Piazza Matteo Boato ad ascoltare  i racconti di Nadia sono stato ad ascoltare altri “racconti”, quelli di Mozart (Sinfonia 29 K201); di Ferrante (Way to Infinity); di Beethoven (Sinfonia n. 5 op, 67), “racconti” letti ovvero suonati dall’orchestra Haydn. Soprattutto Mozart: ascolti e in te nasce un sentimento, una commozione, una gioia … e ti chiedi: cos’altro potrebbe suscitare in te un simile arricchimento? Ecco, sia pure con intensità e curiosità diverse, guardare un’opera d’arte – in questo caso mi riferisco ovviamente alle opere di Boato – suscita in me … qualcosa, un sogno, un desiderio, un’ “immagine immaginata” … la curiosità (e l’invidia!) sul come l’artista sia arrivato a concepire quella “creatura” (preferisco il termine “creatura” a “creazione”). Già … creatura, essere che vive in chi la osserva, che fa vivere chi la osserva. Per certi aspetti osservare le opere di Boato mi fanno venire in mente il film “Fantasia” di Walt Disney, nel quale si poteva “vedere la musica” e ascoltare i disegni”.

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BICI, SI RICOMINCIA!

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 20 marzo, 2017 @ 2:43 pm

Detto altrimenti: da Cadine a Riva del Garda in bicicletta (45-50 km circa)

Mi chiede un amico: “Mia moglie vuole andare in bicicletta da Cadine a Riva del Garda … è tutta pista ciclabile?” E io, a domanda, rispondo:

Salendo in auto da Trento, dopo l’ultima galleria, l’auto si ferma in tratto pianeggiante. Si scarica la bici. Si pedala sulla Strada al Lago in discesa (poco traffico) per circa 1 km, indi la strada compie un tornante a sinistra, discesa per altri 400 m. e a destra si arriva sul ponte, superato il quale si sale al 2-3% per circa 900 m e si arriva a Terlago. Subito a sinistra inizia in discesa la ciclabile-poderale che porta a Vezzano (due strappetti all’8%).

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Lago di S. Massenza

Vezzano: attraversare la strada SS 45 bis che proviene da Trento, entrare in paese (fontanella) e attraversarlo verso sud. All’uscita stare sul marciapiede di sinistra (sinistra orografica). Poco dopo avere superato sulla sinistra il grande mobilificio vetrato, prendere verso sinistra la strada (traffico medio-basso) della Valle dei Laghi SP 84, in leggera veloce discesa per circa 2 km. Indi a destra il bivio in discesa più ripida per Padergnone. Dentro il paese quasi subito altro bivio a destra in discesa per il Lago di S. Massenza.

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Dialoghi a Toblino (4)

Lago di Toblino

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Pochissimo prima della fine della discesa, curvetta secca a sinistra e si riprende la ciclabile che costeggia il lago che resta sulla sinistra. Si arriva quindi alla rotonda che incrocia la SS45 bis che arriva da Trento e ci si immette su sentiero sterrato che costeggia tutto il Lago Toblino.

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Alla fine del lago, stare sul marciapiede e si arriva a Sarche. Due possibilità:

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    Pic-nic al lago (di Cavedine)

    Attraversare il paese di Sarche, prendere sul marciapiede sinistro (destra orografica) la strada per Tione, e dopo 300 m a sinistra inizia la ciclabile che porta a Pietramurata. In paese, 300 m a sinistra, indi a destra si riprende la poderale poi ciclabile per Dro.

  • Sarche: stare a sinistra, costeggiare il cimitero per strade interne, inserirsi verso est in via Vallonga (marciapiede pedalabile), curva a 90° e destra, costeggiare il cementificio, procedere su strada poco frequentata costeggiando il bel fiume che fa compagnia, superare località Pergolese, raggiungere il Lago di Cavedine: Centro velico, Bar, WC dal mio amico Andrea Danielli (presentarsi: siamo amici di Riccardo!). Sosta. Indi due possibilità:
VersoCavedineLago

“Qual è quella ruina che nel fianco / di qua da Trento l’Adige percosse / o per tremoto o per sostegno manco … (Dante, Inf. XII, 3-7)

  • si torna indietro verso nord di 1 km e a sinistra (verso ovest) si prende una bretellina ciclabile che si riallaccia a quella che esce da Sarche (percorso consigliato);
  • oppure si finisce di costeggiare verso sud il lago di Cavedine su strada poco frequentata, si sale per circa 1,6 km al 3%, indi discesone costeggiando le marocche (discesa leggera, strada non molto larga – foto a fianco); indi seguendo la strada (larga e molto veloce) che scende dal castello di Drena, si plana su Dro.

 

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Dro. Attraversare il paese centro storico (piazzetta con fontanella) fino alla piazza della chiesa (fontana, due bar, WC), strada centrale del paese verso sud, Ceniga. Indi due possibilità:

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Tuffi dal ponte romano

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  1. a destra verso il Ponte Romano (cartello), indi una quasi ciclabile che porta a Arco;
  2. superare il bivietto di cui al precedente n. 1 e dopo 300 m prendere a destra (cartello) la ciclabile che porta ad Arco.

 

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WP_20160716_006Arco. Le due soluzioni di cui sopra conducono al ponte presso la Casa del Pittore arcense Segantini. Qui la soluzione più semplice è percorrere e la strada trafficata (1) verso sud per 300 metri, indi lungo la stessa strada-direzione, salire sul marciapiede destro (destra orografica) per 150 m, costeggiare l’area parcheggio e prima della curva secca a 90° a destra che conduce nel centro della città, scendere dalla bici, attraversare a sinistra sulle strisce (*) e prendere stradello verso destra per 50 m, indi a sinistra, ponticello, destra e via diretti verso sud, la ciclabile per Torbole-Riva. Indi giunti al Lago di Garda, ciclabile lungo lago: procedere piano per cani, pedoni, passeggini etc. fino a Riva del Garda.

(1) per evitare il traffico, dal ponte Segantini entrare nel centro storico e alla fine verso sinistra aggirare l’area parcheggio e trovarsi allo stesso attraversamento pedonale di cui alla nota (*).

Good bike! (ottima una mtb; bene una buona citybyke; meglio no bici corsa, anche se io …).

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SI E’ VENUTA CREANDO UNA SITUAZIONE PER CUI …

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 20 marzo, 2017 @ 6:53 am

Detto altrimenti: frase da allarme rosso!     (post 2674)

… per cui capirà anche lei … lo richiedono le esigenze della società, dell’Associazione, del partito, del momento … lei stesso converrà … se ci pensa bene …

Frasi micidiali utilizzate quando si vuole violentare un percorso logico, legale, legittimo, regolamentato, istituzionale, contrattuale, democratico etc., insomma quando si vuole forzare una situazione senza “firmare” la forzatura, quando – metaforicamente – si vuole giocare a tennis dicendo al proprio avversario come deve tirare la pallina, violando in tal modo una regola di comportamento che ho definito “la regola del campo da tennis”, la quale già applicava inconsciamente il mi’ babbo, toscanaccio doc, che soleva dire: “Un mi date consigli che so sbagliare dammè”.

Un dipendente chiede l’aumento. Lui crede che la risposta migliore che potrà ricevere sarà un “si” e la peggiore un “no”. Invece, ok sulla risposta migliore. Tuttavia la peggiore sarebbe un’altra: “Un aumento? Ci pensi bene, vedrà lei stesso che ha fatto male a chiederlo, se ne convinca … ecco … vede che mi dà ragione? Comunque non si preoccupi, non le porterò rancore”..

downloadVoglio liberarmi di un  presidente? Voglio licenziare una persona? Non  dico “sei delegittimato per questo motivo” o “Io ti licenzio per questo motivo …”, bensì, impersonalmente, “si è venuta creando una situazione per cui …”. Impersonalmente, io non c’entro, la mia “coscienza di Zeno” è salva. Ma prima, molto prima anzi non tanto prima, questa “situazione” bisogna che “si sia creata”, anzi – però, che non si sappia in giro, per carità, che resti fra di noi, mi raccomando! – che io stesso l’abbia creata. E allora, come faccio a creare la situazione ad hoc? Rossini nel suo “Barbiere” se l’era cavata con la calunnia, la quale è un venticello che però poi cresce, cresce e sparla sparla qualcosa alla fine resta attaccato: “Ma insomma, se se ne (s)parla tanto, vorrà ben dire che qualcosa di vero ci sarà, non vi pare?” Ecco, vedete? Il primo passo è fatto. Poi, anzi prima, ci sono i giornali. Vera o falsa che sia l’allusione, legittimo o meno che sia il sospetto, l’accenno, la frase dubitativa, resta il titolo. Già, perché ormai spesso la gente legge solo il titolo dell’articolo. E la vittima designata resterà “servita” dalla superficialità, dalla retorica, dalla noia: “Evvabbè, dai, basta, non insistere, vedi bene anche tu che si è venuta creando una situazione per cui …”.

E invece no.

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MUSICA IN RICORDO DI RUGGERO POLITO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 19 marzo, 2017 @ 8:57 am

Detto altrimenti: un ricordo prezioso quasi come la sua presenza     (post 2673)

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Violinista nella Camerata Musicale di Arco (M° Giorgio Ulivieri)

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RUGGERO POLITO. Per tutti era “semplicemente” il Presidente del Tribunale di Rovereto. Per molti, quelli che lo avevano incontrato, una persona rara. Per coloro che avevano la fortuna di essere suoi amici, una Persona arricchente di umanità, entusiasmo, gioia di vivere e di comunicare. Per noi dell’ Associazione Amici della Musica – della quale sono il tesoriere a “sua” chiamata diretta – un Presidente entusiasta. Per i suoi familiari, un marito, un padre, un nonno insostituibile.

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Da destra, la moglie Maria Grazia, i nipoti, la figlia Elisabetta 

Tre anni fa, il 18 marzo 2014 ci ha lasciato. Tutti noi lo ricordiamo mantenendo viva la “sua” Associazione, quella che ha presieduto per 45 anni; la “sua” musica, soprattutto quella del violino e del pianoforte, i “suoi” strumenti che suonava in parte da autodidatta (pianoforte), in parte (violino) come allievo del nono anno del Conservatorio alla tenera età di ottant’anni! Se “cliccate” il suo nome nel mio blog, troverete molti post su Ruggero. Tuttavia mi piace qui ricopiare un passaggio di uno di essi:

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Membro dell’Accademia delle Muse, Trento

Di Ruggero, che dire? Una per tutte. Un giorno si trovava a pranzo in un ristorante a Trento, insieme ad amici musicofili. Il gestore lo riconosce e gli dice che il cameriere ventitreenne che lo sta servendo a tavola studia violino al conservatorio di Bolzano. Detto, fatto! Ruggero lo vuole conoscere. Lo invita a casa sua a Riva del Garda. Apprende che da anni il giovane, un Albanese giunto a bari all’età di 18 anni e dopo due anni trasferitosi a Trento, dorme quattro ore per notte per conciliare lavoro e studio del violino. Apprende che il giovanotto ha già vinto un concorso e come premio ha ricevuto l’uso di un violino per quattro anni. Apprende che i quattro anni stanno scadendo. Quindi gli presta prima uno, poi due dei suoi preziosi violini (fra i quali un modello Tononi del 1728), da restituirsi “quando ti sarà possibile”. Oggi, quel giovanotto, Xhoan (Gioan) Shkreli è nei primi violini alla Fenice di Venezia, è venuto a Riva del Garda per suonare nella Messa funebre di Ruggero e vuole tornare a Riva per offrire un concerto in memoria di Ruggero.

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Ma veniamo al concerto di ieri pomeriggio, organizzato dalla “sua” associazione, nel “suo” Conservatorio, da “suo” successore, il Professor Franco Ballardini, eseguito dal “suo” vecchio amico Prof. M° Edoardo Maria Strabbioli al piano e dalla violinista Bin Huang, la numero uno in Cina e probabilmente nel mondo. Presenti in sala la moglie Maria Grazia, una delle tre figlie, Elisabetta con tre dei cinque nipoti.

Concerto monotematico, tutto Brahms, nato nel 1833, ovvero 100 anni prima di Ruggero: Sonata n.1 op. 78 in sol maggiore (1879) – Sonata n. 2 op. 100 il la maggiore (1886) – Sonata n. 3 op. 108 in re minore (1888). Come ci ha illustrato il Prof. Ballardini, si tratta di opere della piena maturità del compositore.

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L’esecuzione, splendida. Della violinista Bin Huang, famosissima a livello mondiale e sposa a Fabio Macelloni,  musicista italiano, esiste la registrazione live del Concerto per violino di Beethoven eseguito – fatto unico al mondo – con lo stesso violino di Paganini, il “Cannone”. Bin ha suonato non solo a memoria, ma anche a occhi chiusi, e le note scaturivano dalle sue mani, dal violino e dal movimento sinuoso di un corpo “animato”. Una frase in inglese di Bin colta al volo, lei che ha visto Riva del Garda per la prima volta: “Ma perché mio marito non ha scelto di vivere con me a Riva del Garda?”.

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Fabio Macelloni (genovese come me!), Maestro Direttore di Coro, Docente di Esercitazioni Corali, dieci anni fa circa ha diretto al Carlo Felice di Genova “Quem vidistis pastores” brano composto dal M° Riccardo Giavina – piemontese naturalizzato a Riva del Garda – esecuzione poi replicata ad Arco e a Riva del Garda. M° Giavina, presente al concerto, ovviamente!

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Ottima anche la prestazione del M° Strabbioli, degna consonanza a tanto violino. Strabbioli, che per decenni ha insegnato in questo Conservatorio, ha testimoniato un ricordo affettuoso di Ruggero e del suo entusiasmo per la musica e la convivialità, regalandoci insieme a Bin due bis: una romanza di Clara Schumann ed uno scherzo di Brahms.

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Ed ecco l’intero programma 2017 della stagione musicale dell’Associazione Amici della Musica in Riva del Garda:

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    I musicisti fra Corrado Ruzza e Franco Ballardini

    Domenica 22 gennaio, ore 15.30, Arco, Casinò municipale, con la Camerata musicale Città di Arco, direttore Giorgio Ulivieri.

  2. Sabato 11 marzo, ore 17.30, Riva del Garda, Auditorium del Conservatorio, con i solisti dell’Orchestra Haydn e i pupazzi di Luciano Gottardi.
  3. Sabato 18 marzo, ore 17.30, Riva del Garda, Auditorium del Conservatorio: Duo Bin Huang – Edoardo Strabbioli, violino e pianoforte, musiche di Brahms.
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    Ruggero, con il chitarrista classico Carlo Fierens …

    Sabato 8 aprile, ore 20.45, Arco, Chiesa Collegiata, con la Camerata Musicale Città di Arco, direttore Giorgio Ulivieri, Pasqua musicale arcense.

  5. Sabato 6 maggio, ore 17.30, Riva del Garda, Auditorium del Conservatorio: recital pianistico di Midori Kuhara.
  6. Sabato 20 maggio, ore 20.45, Arco, Palazzo Panni, con il Gruppo Concerti Bolognano, recital del pianista Giulio Potenza.
  7. Giovedì 8 giugno, ore 20.45, Arco, Chiesa Collegiata: Orchestra Haydn, Festival regionale di musica sacra.
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    … con la pianista fortepianista Stefania Neonato …

    Domenica 30 luglio, ore 21.00, Bolognano (Arco), Chiesa parrocchiale, con il Gruppo Concerti Bolognano, duo Francesca Temporin – Kim Fabbri, violino e organo.

  9. Venerdì 4 agosto, ore 21.00, Bolognano (Arco), Chiesa parrocchiale, con il Gruppo Concerti Bolognano, Une journée à Versailles Yan Ma violino, Anne-Sophie Eiselé violoncello, Marie Breillat liuto e tiorba, Bruno Rattini organo e cembalo.
  10. Sabato 5 agosto, ore 21.00, Bolognano (Arco), Chiesa parrocchiale, con il Gruppo Concerti Bolognano, duo Marino Bedetti-Andrea Macinanti, oboe/corno inglese e organo.
  11. Sabato 16 settembre, ore 20.45, Riva del Garda, Auditorium del Conservatorio, recital pianistico del vincitore del Premio Roberto Melini.
  12. Lunedì 23 ottobre, ore 20.45, Arco, Casinò municipale, Orchestra Haydn di Trento e Bolzano, concerto sinfonico.
  13. Mercoledì 8 novembre, ore 20.45, Riva del Garda, Auditorium del Conservatorio, omaggio al M° Riccardo Giavina.
  14. Sabato 25 novembre, ore 17.30, Riva del Garda, Auditorium del Conservatorio, Concerto dedicato ai migliori diplomati del Conservatorio.
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    … all’ Accademia delle Muse, con Cristina Endrizzi

    Venerdì 8 dicembre, ore 18.00, Arco, Chiesa Collegiata, con la Camerata musicale Città di Arco, direttore Giorgio Ulivieri, concerto sinfonico.

  16. Domenica 17 dicembre, ore 16.00, Bolognano (Arco), Chiesa parrocchiale con il Gruppo Concerti Bolognano, concerto di Natale.
  17. Sabato 30 dicembre, ore 16.00, Bolognano (Arco), Chiesa parrocchiale, con il Gruppo Concerti Bolognano, concerto fra Natale e Capodanno.

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 Grazie, Ruggero! Grazie Bin, grazie Edoardo! E grazie a Franco Ballardini e Corrado Ruzza, past Direttori del Conservatorio e all’attuale suo Direttore Giovanni Giannini che ci ha ospitato.

Appendice

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Mattina dopo, a Riva del Garda. Passeggio. Incontro il M°  Riccardo Giavina  che ascolta con interesse tre suonatori di strada. Tre giovani moldavi che per me “suonavano bene” ma per Riccardo (un amico, ci chiamiamo così) suonavano ottimamente. Mi fermo, ascolto, applaudo, faccio un’offerta, scatto due foto.

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Riccardo li interroga: no, non hanno studiato, sono suonatori autodidatti-spontanei. Soprattutto il trombettista, dice Riccardo, è semplicemente perfetto: tecnica naturale e creatività, genialità che lo porta ad avvicinarsi agli schemi musicali più sofisticati, senza rinunciare alla propria genialità creativa. Ogni miglior augurio, ragazzi!

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RESTART… RIPARTI, TONALE!

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 17 marzo, 2017 @ 6:10 pm

 

Detto altrimenti: un storia che inizia da lontano (post 2672)

CAROSELLO TONALE? NON PIU’ . .. BENSI’

 “SKI & BIKE CAROSELLI TONALE”:

1) PONTE DI LEGNO SKI; 2) PRESENA SKI ; 3) BLEIS-CIMA TONALE SKI ; 4) DUE VALLI  MTB!

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Giuseppe ai 3000 m del Presena. Dietro a sinistra, lo sbocco della Val di Genova. Indi il ghiacciaio del Mandrone e  l’Adamello

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“A sciae, nonno, a sciae!” chiede a “gran” voce al nonno, lui, Iosef,  che ha solo due anni. E Giuseppe Panizza, il nonno, già maestro di sci, preparatore sportivo internazionale, presidente di società impiantistiche, oggi albergatore e consulente di importanti stazioni sciistiche: “Riccardo abbi pazienza, un’ora e torno”. Lo prende in braccio e lo porta   (in braccio!) a “sciae”

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Dal Passo Paradiso (lassù, a 2650 m) al Tonale (1850)

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Oggi eravamo appena rientrati da due sciate esplorative, “di lavoro”: una dal Bleis – Tonale a  Temù ed una dal ghiacciaio Presena al Tonale. Lui “andava piano”, io …. io ce la mettevo tutta per stargli dietro (!). Le piste? Quelle al sole, buone fino ad una cert’ora, soprattutto perché sono state battute bene, e cioè presto, nel primo fine pomeriggio, quando la neve è ancora bagnata e “si salda”. Quelle esposte a nord, ancora ottime. Le quote? Dai 3000 m del Presena ai 1121 m di Temù e dai 2700 m di Cima Tonale ai 1800 m del Passo. Se può bastare …

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L’inizio della discesa, da 3000 m

Tonale … mon amour. Infatti 30 anni fa, per conto della capogruppo ISA di cui ero direttore, costituii la Carosello Tonale SpA all’interno di un piano di riorganizzazione (riunificazione) e rilancio delle società trentine del Passo e del sovrastante ghiacciaio Presena, di cui ero presidente. Da quel giorno, 30 aprile 1987, Giuseppe Panizza e dopo di lui anche tanti altri, di strada ne hanno fatta tanta ancora … veramente molta!  E oggi? Oggi occorre intervenire nuovamente e non più a livello delle società impiantistiche trentine, ma coinvolgendo tutte le società, “anche” quelle lombarde di Ponte di Legno. Infatti il turismo e il clima si evolvono, idem la concorrenza e non è concesso “stare fermi”. Ed ecco che occorre ancora una volta  “riunificare”: e questa volta tutte  le diverse società – trentine e lombarde – in una unica SpA. Da ciò discenderà una politica unica, coordinata, funzionale, economica degli investimenti, della gestione,  dei dividendi azionari. Se a suo tempo la razionalizzazione delle spa trentine ha “salvato” il Passo, perché mai oggi non lo si dovrebbe rilanciare la località grazie ad una riunificazione bi-regionale? Praticamente un “Interreg”!

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In cima, a sinistra, scavalcare, verso il Bleis!

Sino ad oggi non è stato così. Investimenti “paralleli” che si fanno una inutile concorrenza; impianti che rendono con il bel tempo, altri in caso di mal tempo; una “grande spa Trentina”, una “grande Bresciana” una “minore bresciana” che però è l’ago della bilancia quando, ad esempio, si è trattato di rivedere il sistema di spartizione degli incassi che ora è a quota fissa per il 40% e a quota variabile per il 60% (il che ha agevolato i singoli impianti ”minori”, quelli che sono necessari all’intera catena delle risalite ma che registrano un numero inferiore di passaggi).

Il Presidente della “grande bresciana” si è dichiarato disponibile alla riunificazione. I Trentini hanno nicchiato. La “piccola bresciana” potrebbe essere d’accordo, ove non venisse sacrificata la redditività per i suoi azionisti. Tutto si deve fare, tutto si può fare a una condizione: che nessuna delle parti cerchi di fare la parte del leone, il che bloccherebbe ogni progetto.

Come fare? In Italia spesso non si progetta bene perché non si è sicuri del successivo finanziamento e non si finanzia perché non si è progettato bene. E allora? Allora iniziamo con il mettere sul tavolo di tutti i soggetti interessati – pubblici e privati – un progetto ben strutturato e poi vediamo chi ha l’ardire di tirarsi indietro.

I punti del piano

Premesse

  • i Trentini hanno le quote massime (3000 e  2700 m) – I Bresciani hanno  un maggior numero di posti letto (25.000): incontro pari, 1 a 1!
  •  occorre una equa suddivisione delle quote azionarie dell’unica SpA;
  • una gestione  “a rotazione” e bilanciata quanto a CDA e Direzione.

Interventi:

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    Da qui, le due varianti verso la cabinovia che sale da Ponte di Legno

    potenziare il motore della cabinovia che collega Ponte di Legno al Passo, in funzione di quanto al successivo n. 2;

  2. dalla pista Alpino derivare una o due varianti (in discesa, ovviamente!) che si ricolleghino alla cabinovia di cui sopra; (PRIMO CAROSELLO)
  3. collegare la sommità delle sue seggiovie del Bleis con gli impianti di Val Albiolo – Cima Tonale  il che crea un nuovo importante SECONDO CAROSELLO in quota!
  4. attuare una politica coordinata per l’accumulo di acqua per l’innevamento artificiale anche in vetta al Bleis per servire due piste di discesa;
  5. installare una nuova seggiovia in zona “Cantiere” verso il ghiacciaio Presena (TERZO CAROSELLO);
  6. attrezzare gli impianti di risalita anche per il trasporto di mtb da indirizzare su apposite piste e sentieri ciclabili, al fine di aumentare la redditività estiva – e quindi complessiva – degli impianti in questione oltre che realizzare i primi interventi di piste ciclabili: dal Passo a Ponte di Legno; dal Passo a Fucine (da Fucine a Pejo e a Mostizzolo la ciclabile esiste già!) (QUARTO CAROSELLO) ;
  7. drenare l’acqua dalle aree di sosta delle auto al Passo, evitando la formazione di fango;
  8. realizzare importanti economie di scala;
  9. attuare una politica di dividendi.

Sogni? No. Utopie? Si, ma le utopie sono progetti semplicemente “non ancora” realizzati! E poi, al mondo … guai a non averne, di utopie!

 

P.S.: la Spa “grande bresciana” possiede anche tre centraline idroelettriche che contribuiscono energicamente a farle raggiungere un utile di circa 700.000 euro l’anno. La SpA trentina offre ai bresciani la possibilità di fare comuni investimenti produttivi anziché pagare imposte: ed allora, perché non operare “viribus unitis”? E per finire, qualche endecasillabo: che sia dell’Alighieri?

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“… Ma pria che tale acqua insì parlante / formi lo laco di Santa Giustina / scorre leggiadra in Valle altra lampante / di Sol nomata poi che da mattina / la luce sua riceve sino a sera …”

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FEMMINICIDI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 17 marzo, 2017 @ 5:08 pm

 Detto altrimenti: presentata da Luigi Sardi, una conferenza su -    (post 2671)

 

IMG_4325Luigi Sardi, giornalista, scrittore, memoria storica del luogo, grande amico. Ha presentato ed introdotto una conferenza sul femminicidio, tenuta dalle due Avv.: Annarosa Molinari e Elena Biaggioni.

Delitto d’onore: abolito in Italia nel 1981 (millenovecentottaantuno, non milleottocentottantuno!).

Emergenza culturale? No. Emergenza strutturale.

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Annarosa e  Elena

I numeri, le percentuali citate che qui si risparmiano alle lettrici ed ai lettori fanno paura. Tutto inizia dalla discriminazione: etnica, religiosa, sul lavoro, in famiglia, nella politica, nell’economia.

Ci è voluto un ricorso al TAR per far ristabilire il dettato di legge circa la presenza femminile in organismi pubblici (CCIAA). Quanto a parità di genere, siamo in coda al mondo, dietro paesi africani.

Vanno meglio le economie dei paesi nei quali si rispetta la donna e la parità di genere.

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IMG_4328Punire chi ha ucciso una donna? Aumentare le pene: ok, ma è demagogia. Occorre piuttosto e prima, preoccuparsi delle “donne vive”, prevenire, eliminare le cause, le precondizioni, la non-cultura, i disvalori, la condizione economica della donna vittima, dei figli orfani di madre e con padre carcerato.

Femminicidio = uccisione di una donna in quanto tale.

Ha ucciso “accecato dalla gelosia”? No, accecato dalla bramosia di possesso.

Le parole sono pietre (Don Milani).

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“La trova a letto con un marocchino e la riempie di botte”. Doppia giustificazione (perversa) di un comportamento criminale: si … vabbè … l’ha picchiata … ma anche lei … a letto con un altro … e marocchino per giunta …

Chi disprezza ama? No! Chi disprezza odia!

 

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Luigi Sardi ha letto alcuni brani del suo libro.

 

 

 

 

 

 

Annarosa Molinari cita William Shakespeare: “Per tutte le violenze consumate su di Lei, per tutte le umiliazioni che ha subito, per il suo corpo che avete sfruttato, par la sua intelligenza che avete calpestato, per l’ignoranza in cui l’avete lasciata, per la libertà che le avete negato, per la bocca che le avete tappato, per le ali che le avete tagliato, per tutto questo: in piedi Signori, davanti ad una Donna!”

Sala affollata. Molte le Donne, pochissimi gli uomini (le lettere maiuscole e minuscole non sono utilizzate a caso).

P.S.:  a suo tempo (1968) … la mia tesi di laurea in medicina legale … “I delitti nell’ambito della famiglia” …

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ULTIME IN PAGANELLA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 16 marzo, 2017 @ 2:09 pm

Detto altrimenti: ultime cosa? Sciate della stagione … dai …!       (post 2670)

6 FEBB 14. (6)

Versante FAI

Paganella. Dipende dagli anni, ma a secco mai, anche quando nevica poco. Infatti il sistema di innevamento artificiale è ottimo e si scia da fine novembre fino a quando … non fa veramente troppo caldo. L’anno scorso siamo arrivati ad Aprile. Quest’anno vedremo. Comunque oggi vi racconto i “segreti” della Neve Paganella utili per sciare sulla neve migliore in ogni condizione atmosferica e stagionale, ma soprattutto quando la neve non è molto abbondante e/o le temperature sono un po’ elevate.

Per capire il discorso: consideriamo le piste divise in tre settori. Fai; Cima Paganella e nera (versante Andalo); Valle Bianca.

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Dalla Cima Paganella verso il Garda e il versante Andalo

Quando fa freddo (freddo normale, intendiamoci, ovvero fine autunno e inverno “vero”) conviene iniziare a sciare molto presto: infatti la neve è farinosa, le piste appena battute, quasi deserte: una meraviglia! C’è chi preferisce il versante FAI, più illuminato dal sole; chi il versante Andalo, ancora in ombra, ma con neve ancora migliore, se così può essere. Direi : Fai-Andalo, 1 a 1!

Temperature intermedie (fine febbraio, primi di marzo), quando lo zero termico non scenda sotto i 1800 – 1600 metri circa. Conviene iniziare a sciare come sopra indicato, prima che le piste siano un po’ “mosse” dal passaggio dei molti sciatori. La differenza qualità della neve fra il settore Andalo e il settore Fai aumenta, a vantaggio di Andalo. Direi Andalo batte Fai 2 a 1.

Temperature “calde” come i questi giorni: a tutte le altitudini la neve, di giorno, si è un po’ fusa. Viene battuta a fine pomeriggio dai gatti delle nevi, di notte in alto ghiaccia. Quindi suggerisco: iniziare a sciare molto presto, fare due piste sul versante caldo di Fai (ottime le prime due-tre sciate sulla Nuvola Rossa!), indi alle 10,00 spostarsi fino alle 11,00 sul versante Andalo, che prima è troppo ghiacciato. Dopo si scia ancora, ma non più su neve ottimale. Direi: Fai batte Andalo 2 a 1.

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Gli errori della mia posizione di oggi in Paganella? Leggete il paragrafo seguente!

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Dice … e Valle Bianca? Be’ … ha un’altitudine un po’ inferiore, piste un po’ più facili, esposizione un po’ più a nord, impianti di risalita un po’ più lenti. Insomma, è un po’ più per famiglie. Comunque ottima per esposizione, pendenza, qualità della neve la pista rossa “Lupetto”.

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Sempre verso il Garda …

Comunque domani vado a sciare al Tonale, a trovare un vecchio amico, Giuseppe Panizza, albergatore, già maestro di sci,  già preparatore internazionale, già presidente di società di impianti, oggi consulente di molte stazioni sciistiche, che me lo già ben detto che io scio alla vecia; che non si accavallano le ginocchia; che con gli sci così uniti non sfrutto la loro potenzialità in curva; che se mi trovo bene così fa lo stesso, basta che tenga le braccia un poco più allargate per equilibrare il tutto; che in uscita di curva, specie sul ripido, io vada a cercare il terreno con la mano a valle; che mi ricordi di allargare un po’ quando voglio fare curve più secche … e che … e che … e che evvabbè, alla mia tenera età cosa pretendete mai di più?

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3 PENSIERI E 1 POESIA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 15 marzo, 2017 @ 6:34 am

Detto altrimenti: in breve, molto in breve …     (post 2669)

3 Pensieri

Fa senz’altro bene restare indietro rispetto al proprio tempo, quando ci si accorge che il tempo stesso sta indietreggiando (Schopenhauer).

Il merito più importante della saggezza è che impedisce all’uomo di lasciarsi tiranneggiare dall’attimo … (Nietzsche).

Mancando il tempo per pensare e la calma mentre si pensa, le opinioni divergenti non vengono più prese in considerazione: ci si limita ad odiarle … un atteggiamento conoscitivo autonomo viene considerato quasi come una forma di pazzia, lo spirito libero è screditato … (Nietzsche).

1 Poesia

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Latte del cielo / sui monti assetati / veloci  silenti gli sci /  nascondi le rughe / del mondo.

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Buoni pensieri e buone poesie a tutte e a tutti!

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I CLASSICI A TRENTO …

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 marzo, 2017 @ 3:04 pm

Detto altrimenti: … non sono solo spumanti!   (post 2668)

Già, raga, ci sono anche i classici greci e latini. E stamattina, fresco fresco (si fa per dire!) da una Quattrogiorni Maremmana, eccomi a scuola dalla Prof senza puntino Maria Lia Guardini, nella Biblioteca Comunale di Trento per il commento su Tacito: “Germania” e “Agricola”.

Publio (o Gaio) Cornelio Tacito (55-120 circa d. C.) è stato uno storico, oratore e senatore romano. Vi risparmio scopiazzature da internet (cfr. ivi).

imagesGermania, un’opera monografica scritta dopo “Agricola” di cui parlerò dopo. Descrive i Germani e la Germania. Non si sa quale scopo avesse: se puramente etnografico, geografico o politico-morale: infatti è (anche) sempre presente il raffronto fra le due morali, quella germanica e quella romana. Va sottolineato che l’opera è stata scritta dopo l’altra, l’ “Agricola” che altro non era che suo suocero fatto uccidere per avvelenamento da Domiziano in quanto Agricola era severo censore della corruzione dell’apparato imperiale. Al pari di Lucrezio, per Tacito il progredire della cosiddetta civiltà va di pari passo con la decadenza della morale (“i Romani furono virtuosi sino a quando ebbero paura dei Cartaginesi. Dopo la distruzione di Cartagine, non più”). Politicamente potrebbe essere interpretata come un sollecito per l’imperatore Traiano a darsi una mossa e ad invadere il nord fino alla GB, come poi avvenne. Tuttavia prevalgono gli aspetti etnografici: germani, alti, forti, biondi, occhi azzurri (che Hitler abbia letto Tacito?).

Nel descrivere l’ordinata gerarchia dei capi germanici salta all’occhio il disordine del Senato romano (ma no!? Oggi inveece …): ecco l’aspetto moralizzatore che ritroviamo anche nella morale familiare: punito duramente l’adulterio, tuttavia solo quello femminile, mentre a Roma vigeva un certo libertinaggio (maschile e femminile). Insomma, celebrazione dello stato di natura contro il malcostume romano. Stato di natura nel quale valevano più i buoni costumi che le leggi.

Sconcertante la “modernità romana” di Tacito!

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Agricola. Elogio funebre di Agricola, funzionario non corrotto: ecco il punto, ecco il perché della sua condanna a morte da parte di Domiziano. Agricola, prima severo repressore delle rivolte dei popoli assoggettati, poi elogiatore della “esportazione della civiltà” che però si traduceva nella distruzione della civiltà altrui (cfr. nostro recente e attuale imperialismo): ne è testimonianza il discorso di Calgacco, capo dei Britanni: “Eravamo stati salvati solo dalla lontananza; i Romani … predatori del mondo, della terra e dei mari; avidi verso i ricchi, arroganti verso i poveri; rubano, uccidono, stuprano e lo chiamano Impero; fanno il deserto e lo chiamano pace”.

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Sconcertante la “modernità europea e nordamericana” di Tacito!

Prossimo appuntamento: martedì 21 marzo ore 10,00 in biblioteca per la visita ai testi di Ovidio, nel 2000esimo anniversario della morte.

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