I NOSTRI EVENTI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 31 ottobre, 2017 @ 5:36 am

Detto altrimenti: quando la cultura fa rete           (post 2882)

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Siamo un gruppo di amici, anzi … più gruppi diversi ma in qualche modo “collegati” fra di loro. Ed allora ecco cosa succede quando ognuno comunica agli altri le proprie iniziative: succede che subentra l’aut-aut kirkegardiano nel senso che “tocca” scegliere, in quanto il dono dell’ubiquità non ci è (ancora) dato. Ma … meglio così! Non vi pare?

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(In azzurro gli eventi sui quali ho anche scritto un post che trovate scorrendo le pagine del blog)

  • Martedì 31 ottobre 2017 ore 10,00, per tutti, presso la Biblioteca comunale di Trento: Gruppo di Lettura dei Classici con la Prof Maria Lia Guardini – La nascita della città, seconda parte.
  • Venerdì 3 novembre 2017 ore 18, per tutti,  presso la  Sala Rosa della Regione: Roberto  Savio presenta “Nel nome dell’Umanità” di Riccardo Petrella.
  • Venerdì 3 novembre ore 17,00, per i soci Fiab, presso la sede: Direttivo, come sempre aperto ai soci.
  • Sabato 4 novembre 2017 ore 11,30, per tutti, presso LiberCafè Piazza Dante: Luigi Sardi, “4 novembre 1966 – L’Alluvione”, Racconti e immagini.Martedì 31 ottobre 2017 ore 17,30,  per tutti, presso Vigilianum Via Endrici: “Martin Lutero, il mendicante di Dio” ovvero Lutero secondo Ma … si  Alfonso.
  •  IMG-20170705-WA0012Lunedì 6 novembre 2017 ore 20,20, per i Soci dell’ Accademia delle Muse, presso la sede: Beethoven intimo (Alfonso Masi/Cristina Endrizzi) – Pedali Europei (Lucia Bruni, 2000 km da Roma a Bruxelles in bici in 16 gg per celebrare i 60 anni dei Trattati di Roma).
  • Mercoledì 8 novembre 2017 ore 17,30, per gli amanti della lettura, presso il Caffè di Città di Piazza Italia: Gruppo di lettura “Mirna Moretti” (v post “Mirna Moretti”).
  • Mercoledì 8 novembre ore 20,45, per tutti, presso la sala Auditorium del Conservatorio Musicale Bonporti in Riva del Garda: gli Amici della Musica organizzano il Concerto in onore del Maestro Riccardo Giavina (dai che venite! Io sono il tesoriere dell’Associazione e sennò … che figura mi fate fare …?!
  •  Giovedì 9 novembre ore 09,00, Riva del Garda: finalmente posso portare in cantiere la mia barca, a sistemarsi dopo lo speronamento subito il 2 agosto scorso mentre era tranquillamente ormeggiata al suo molo (ma si può? Un gommone proveniente dal lato opposto del molo, si è infilato sotto il pontile e l’ha speronata sulla prua).
  • Sabato 11 novembre 2017, mattina, Via Mazzini, Gazebo Fiab per il tesseramento.
  • Sabato 11 novembre 2017 ore 17,30, per tutti, presso Sala Sosat Via Malpaga: i concerti Katharsis di Edoardo Bruni (Associazione Bonporti + Associazione Ars modi).
  • Sabato 11 novembre 2017 ore 17,30, per tutti,  presso Libreria Mondadori Via S. Pietro: Andrea Bianchi presenta “A piedi nudi in libreria”.
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  • Domenica 12 novembre 2017, dalle 09,00 in poi, a Cavrasto (Bleggio Superiore), Festa della Noce – Ore 10,00 S. Messa di Don Marcello Farina a Balbido, indi a Cavrasto ore 12,30 Pranzo tipico a base di noci nel locale Teatro. Prenotazioni al 340 5282221.
  • Martedì 14 novembre 2017 ore 10,00, per tutti, presso la Biblioteca Comunale di Trento: Gruppo di Lettura dei  Classici con la Prof Maria Lia Guardini.
  • Sabato 18 novembre 2017 ore 17,30, per tutti, presso Sala Sosat Via Malpaga: i concerti Katharsis di Edoardo Bruni (Associazione Bonporti + Associazione Ars modi):  musica inglese del ‘900 per pianoforte.
  • IMG-20171113-WA0011Sabato 18 novembre ore 20,30, per tutti, Teatro Gustavo Modena, Via Teatro, 69 – Mori (TN), L’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Mori e gruppi  Rotary presentano lo spettacolo della Filodrammatica  San Genesio di Volano “COME LE ROSE”. Ingresso libero.
  • Lunedì 20 novembre ore 17,00, per i soli attori dell’Accademia delle Muse, prove della Lisistrata.
  • Mercoledì 22 novembre ore 16,00, per tutti, Villa De Mersi a Villazzano (entrata da Piazza Nicolini), Luigi Sardi presenta il libro sulla nascita dell’Autonomia “1945 dalla guerra all’Autonomia”.
  • Mercoledì 22 novembre ore 16,30, per tutti, Caffè di Città in Piazza Italia, Gruppo di lettura Librincontri di Mirna Moretti (liber = libro, ma anche libero!).
  • Mercoledì 22 novembre 2017 ore 18,00 per tutti, presso la biblioteca Vigilianum, Via Endrici, 14: presentazione del libro di Giovanni Straffelini “Uno e Trino – Dio, la trinità, la scienza”. Colloquio con Marcello Farina, Andrea Arguti, Piergiorgio Cattani.
  • Giovedì 23 novembre ore 17,00, per i soli attori dell’Accademia delle Muse, prove della Lisistrata.
  • Venerdì 24 novembre ore 17,30, per tutti, Acli Trentine, Via Roma, 57, IV piano: “NO ARMI NUCLEARI”, relazione-convegno organizzato da ACLI, CTA, IPSIA, FONDAZIONE FONTANA, FORUM TRENTINO PER LA PACE E I DIRITTI UMANI, UNIMONDO, USPID.
  • Sabato 25 novembre 2017 ore 17,30, per tutti, presso Sala Sosat Via Malpaga: i concerti Katharsis di Edoardo Bruni (Associazione Bonporti + Associazione Ars modi): jazz.
  • Sabato 25 novembre ore 17,30, per tutti, Auditorium del Conservatorio in Riva del Garda, Concerto dedicato ai migliori diplomati . Organizza: Associazione Amici della Musica.
  • Sabato 2 dicembre ore 17,30, per tutti, presso Sala Sosat Via Malpaga: i concerti Katharsis di Edoardo Bruni (Associazione Bonporti + Associazione Ars modi): musica IMG_0507classica del XX secolo.
  • Lunedì 4 dicembre ore 20,30, per i Soci dell’Accademia delle Muse, Canti natalizi e Le donne pittrici.
  • Martedì 5 Dicembre, ore 18,30, luogo da definire, per tutti: quinto evento dell’ ASSOCIAZIONE RESTART  TRENTINO di cui sono presidente: “SPECIALE AUTONOMIA”, con ospiti d’eccezione!
  • Venerdì 8 dicembre ore 18,00, per tutti, Chiesa Collegiata in Arco, Concerto per l’Immacolata (il M.° Giorgio Ulivieri dirige la Camerata Musicale Città di Arco).
  • Lunedì 11 dicembre, ore 20,45, per tutti, Casinò municipale in Arco, Concerto dell’Orchestra Haydn diretta da Valentin Uryupin: musiche di Widmann, Mozart, Beethoven.
  • Sabato 16 dicembre, ore 17,3o, per tutti, Loggia e Barchessa Rambaldi, P.zza Principe Amedeo, 7 – Bardolino VR, il pittore Matteo Boato in “Le case danzanti” – Vernissage.
  • Domenica 17 dicembre ore 16,00, per tutti, Chiesa Parrocchiale di Bolognano, Concerto di Natale con il Gruppo Concerti Bolognano.
  • Venerdì 22 dicembre ora da definire, per tutti, presso la sede Fiab Via del Torrione, 6, per soci e simpatizzanti: brindisi di Natale.
  • Sabato 30 dicembre ore 16,00, per tutti, Chiesa Parrocchiale di Bolognano, Concerto di Capodanno con il Gruppo Concerti Bolognano.
  • Sempre, per moltissimi (mi auguro!): la lettura e il commento dei miei post!

Non mi resta che augurare buoni eventi a tutte e a tutti!

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MOSTRA FOTOGRAFICA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 19 novembre, 2017 @ 9:22 am

Detto altrimenti: una “personale” del vostro blogger         (post 2927)

(Le foto sono mie salvo i sgg. numeri: 19, Sergio Tait, Trento)

 

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1- Natura morta e cucinata

 

 

 

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2 – “Cornuto” a chi?

 

 

 

 

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3 – Ombre a pedali 1

 

 

 

 

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4 – C’era una volta 1

 

 

 

 

 

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5 – Ombre a pedali 2

 

 

 

 

 

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6 – Ombre a pedali 3

 

 

 

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7 – C’era una volta 2

 

 

 

 

 

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8 – Camogli: interni

 

 

 

 

 

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9 – C’era una volta 3

 

 

 

 

 

 

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10 – Camogli: esterni 1

 

 

 

 

 

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11 – Camogli: esterni 2

 

 

 

 

 

 

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12 – Palafitte

 

 

 

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13 – Acqua corrente in camera

 

 

 

 

 

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14 – Mamma

 

 

 

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15 – Autunno 1

 

 

 

 

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16 – Autunno 2

 

 

 

 

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17 – Autunno 3

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18 – Autunno 4

 

 

 

 

 

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19 – In secca a Riva del Garda

 

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Fine della mostra (per ora)

 

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LAVORO 2

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 19 novembre, 2017 @ 7:48 am

Detto altrimenti: il nuovo Vangelo       (post 2926)

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Ultime due domeniche. Il Vangelo secondo Matteo. Le dieci ragazze, cinque delle quali senza l’olio per le loro lampade. Il terzo servo che non fa fruttare il talento affidatogli dal padrone. Persone “inutili” nel senso che “non hanno programmato intelligentemente il proprio futuro”.

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Oggi, solo in Italia, ci sono – loro malgrado – tre milioni di persone “inutili” alle quali non è consentito – come invece vorrebbero – programmare intelligentemente il proprio futuro. I moderni  “inutili” sono le Persone che hanno perso anche la speranza di trovare un lavoro e che quindi hanno addirittura smesso di ricercarlo.

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Luciano De Crescenzo, “Così parlò Bellavista”, romanzo del 1977, film del 1988. Chissà quanti lettori/spettatori conoscono il libro “Così parlò Zarathustra” di Friedrich Nietzsche … tanti? Pochi? Non so. Sta di fatto che già nel 1977 De Crescenzo faceva dire ad un personaggio che “essendo io stanco e stufo dopo avere inutilmente inviato centinaia di domande e curricula e partecipato a non so quanti concorsi …venissero loro a chiedermi di accettare un lavoro”.

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downloadOggi, in Italia, viviamo di percentuali e algoritmi: l’occupazione è cresciuta del tot %, il rapporto debito/Pil è migliorato/peggiorato del tot %, la pressione fiscale è salita/scesa del tot %, etc.. Travolti, ubriacati dalle percentuali, perdiamo di vista la necessità, il dovere, di dare centralità di un problema: quello di dare centralità ad alcuni problemi – perdonate il gioco di parole – come quello qui sopra adombrato, dei tre milioni di Persone “inutili”. Al riguardo mi chiedo: è prioritaria la spesa di 25 miliardi annui (budget 2018) per gli armamenti per la difesa esterna (cacciabombardieri F35 in testa) o la soluzione del problema dei tre milioni di Persone “inutili”? Burro o cannoni, direbbe l’economista Paul Samuelson

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LAVORO 1

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 17 novembre, 2017 @ 8:28 am

Detto altrimenti: il lavoro, un problema bifronte           (post 2925)

  1. La mancanza di lavoro. Primo problema. Ma oggi voglio cercare di ragionare sul secondo problema, quello del …
  2. … senso del lavoro.

Il lavoro ha un doppio senso: il senso trascendente e il senso immanente.  Mi spiego. Spesso di un’azione ci chiediamo “Che senso ha fare …?”. Ecco, che senso ha fare quel tale lavoro? Innanzi tutto ha un senso trascendente: lo faccio perché “con quanto deriva dal  mio lavoro a fine mese mi pagano ed io posso pagare l’affitto, il mutuo, sostenere la mia famiglia, concedermi qualche svago, etc… Fino a qui niente di male, anzi … lavoro perché ho uno scopo, un obiettivo da raggiungere.

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Un traguardo semplicemente “non ancora” raggiunto!

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Ma non basta. A fianco del senso trascendente deve esistere anche un senso immanente: lavoro perché “nel mio lavoro, durante il mio lavorare” realizzo qualcosa di utile, di duraturo, di significativo per me e per gli altri … perché il mio lavoro è frutto dell’intelligenza, dell’ingegno, della creatività … poche o tante che siano queste doti in me.

Orbene, la fame di lavoro ti fa ricercare e accettare un lavoro qualsiasi, purchè sia in grado di dare un senso trascendente alla tua vita (v. sopra). Tuttavia se dopo ti viene a mancare il senso immanente, tu lavori di malavoglia e vivi male. Ecco … vengo all’oggi. La nostra “economia del lavoro”, la nostra “globalizzazione”, il nostro “libero mercato”, la nostra “automazione computerizzata” troppo spesso uccidono il senso immanente. E chi lavora vive male.

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imagesRicordo. 50 anni fa. Il mio primo lavoro. In banca, una grande, grande banca. Io, liceo classico e laurea in giurisprudenza. Mi sento dire dal capufficio: “Dottore, mi meraviglio di lei, la fiche è già a quadro” (quel tale intendeva dire che il foglio contabile era già stato registrato nella contabilità della banca). A me che chiedevo cosa significassero quelle parole che non riuscivo a capire, il capufficio rispose: “Lei non è pagato per capire, ma per lavorare”. Dopo qualche tempo andai alla Direzione Centrale della mia banca e ottenni di essere inserito nel gruppo (ristretto) dei dipendenti “in istruzione sul lavoro”. Dieci filiali diverse in tre anni. Appresi tutti i servizi. Appena fui ben preparato, diedi le dimissioni e dopo due anni ero Dirigente Capo della Finanza Operativa della Direzione Finanziaria della maggiore società finanziaria italiana con uno stipendio multiplo di quello bancario d’origine. Grazie anche a quella grande banca.

50 anni fa. Oggi una cosa simile non sarebbe possibile. Per cambiare lavoro oggi dovrei dedicarmi – oltre che alla mia preparazione professionale – anche e soprattutto al “lavoro della ricerca di un nuovo lavoro”, ovvero dovrei licenziarmi ed essere in grado di mantenermi per tot mesi/anni mentre frequento convegni, party, riunioni, ovvero mentre tesso una rete di relazioni. Il che per chi ha una famiglia e non vive di rendita è troppo rischioso. E allora?

E allora ecco il messaggio che da queste righe lancio è duplice:

1) per i tanti capiufficio, dirigenti, “capi” in genere di società, di strutture, di Persone (la lettera majuscola non è utilizzata a caso): voi siete responsabili di riuscire a motivare le Persone che vi sono affidate le quali devono poter essere liete di venire a lavorare. Una Persona motivata lavora meglio, è felice, rende di più per l’azienda. Ecco, se io fossi il vostro super-capo, ove riscontrassi questa vostra capacità, vi premierei. Ove non la riscontrassi, vi licenzierei in tronco, perché dilapidate il primo, maggior fattore della produzione che non è il “lavoro comunque” né il “denaro comunque”, bensì la Motivazione delle Persone Lavoratrici (le lettere maiuscole … v. sopra). Per non parlare del capitale potenziale umano che distruggete …

2) per le Persone che hanno un lavoro senza senso immanente: allargate il vostro ambito a tutta la giornata e ricercate al suo interno il senso immanente della giornata.  Dopo tutto le ore di non-lavoro sono in numero maggiore delle ore-lavoro, anche se non siamo ai livelli individuati da Tommaso Moro (San Tommaso Moro) nella sua “Utopia”, di sei ore lavorative al giorno. Cosa? Mi dite che è un’utopia, una cosa irrealizzabile? No, amici, l’utopia è un traguardo semplicemente non ancora raggiunto! Coraggio!

P.S.: si narra un aneddoto. Il Gran Capo Contabile di una grandissima società è da una vita in quella posizione, depositario dei più grandi segreti dei bilanci, rigorosissimo e assai esigente nei confronti dei dipendenti. Ogni mattina, come prima azione del giorno, apre il cassetto di destra della sua scrivania, vi getta lo sguardo, lo richiude ed inizia il suo complesso lavoro. Muore. I suoi dipendenti, ansiosi di scoprire l’arcano, aprono quel cassetto. Dentro un foglio: “Dare a sinistra, avere a destra”.

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FOTOPOST

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 17 novembre, 2017 @ 4:28 am

Detto altrimenti: scattata con il mio solito telefonino …… (post 2924)

11 - SOLDATI“Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”. Giuseppe Ungaretti in guerra … in trincea … scriveva nei suoi appunti: “Non c’è tempo … per niente … ogni istante può essere l’ultimo …”. Poesia breve questa che lui intitolò “Soldati”. Soldati “di guerra”, scriveva il Poeta; “soldati di pace”, scrivo io … oggi … i lavoratori precari, precari come le foglie in autunno. Poesia breve come quell’altra “M’illumino d’immenso”. Più breve di questa, tuttavia, si può: io ne ho scritto il seguito. tu t’illumini d’immenso? Ed io ho scritto “Anch’io”. Ecco la mia poesia! A parte gli scherzi (non bisogna mai trascurare il lato ironico della vita) mi dispiace che a suo tempo il premio Nobel sia andato solo a Quasimodo e non anche ad Ungaretti: quanto meno avrebbero potuto premiare due “pari merito”.

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NO ARMI NUCLEARI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 16 novembre, 2017 @ 10:24 am

Detto altrimenti: questo è un postaltrui, non è farina del mio sacco, per quanto concettualmente si …   (post 2923)

Uaooo! Mi trattano come un giornalista vero! Pertanto ricevo anch’io i comunicati stampa! Questo lo pubblico molto volentieri insieme all’invito a partecipare all’evento.

 Inizia 

Le Acli, CTAIpsia e assieme alla Fondazione Fontana, Unimondo, Uspid e al Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani hanno organizzato per venerdì 24 alle ore 17.30 in via Roma 57 – IV° piano un incontro pubblico per dire anche loro NO alle armi nucleari.

 Vi sono stati, in quest’anno che sta per chiudersi, tre eventi importantissimi che riguardano il disarmo nucleare.

  • il Trattato per la messa al bando delle armi nucleari, siglato a luglio 2017;
  • il Nobel per la pace a ICAN (campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari) con sede a Ginevra e che  ha una direttrice svedese (37 anni, due lauree e molta determinazione) e che è a capo di una rete di 468 ong impegnate in 100 paesi. Il Nobel è stato dichiarato il 6 ottobre di quest’anno. Il Trentino segue da 20 anni la campagna con il portale Unimondo e con Rete Disarmo. Il suo giornalista Giorgio Beretta è infatti tra i massimi esperti italiani in tema di disarmo.
  • il Simposio internazionale sulle armi nucleari di Papa Francesco, il quale, dopo aver promosso un incontro di mediazione tra Corea del nord e Stati Uniti al fine prevenire una “via senza ritorno”, ha invitato diversi Nobel per la pace in Vaticano per dire NO alle ARMI NUCLEARI.

L’USPID (Unione Scienziati per il Disarmo) che ha formalmente sede presso la Fondazione Opera Campana dei caduti di Rovereto è tra i co-promotori del Simposio internazionale promosso da Papa Francesco dal titolo: “Prospettive per un mondo libero dalle armi nucleari e per un disarmo integrale”. L’organizzazione promuoverà, inoltre, ad Andalo il 31esimo Corso invernale internazionale che focalizzerà la sua attenzione sui rischi nucleari.

La società civile organizzata è infatti in disaccordo con lo Stato italiano il quale ha aderito al diktak Nato non presentandosi al voto del primo Trattato internazionale per la messa al bando delle armi nucleari. Un’occasione storica persa per un Paese che in più di un’occasione ha lavorato diplomaticamente nell’intermediazione. A chiudere l’incontro sarà Massimiliano Pilati che, come Forum Trentino per la Pace e i diritti umani, ha promosso a giugno “Economie di Pace” evidenziando un’altra contraddizione dello Stato italiano che spende sempre più in armamenti privando scuola e sanità di risorse fondamentali. Ulteriori informazioni www.aclitrentine.it

La cittadinanza è invitata all’incontro che è libero e gratuito.

Finisce

Di mio aggiungo: no alle armi. Ovviamente a tutte. Senza alcuna specificazione.

 

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MIGRANTI SCHIAVI IN LIBIA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 15 novembre, 2017 @ 2:31 pm

Detto altrimenti: ma pochi mesi fa il nostro governo … un successo … con l’approvazione dell’UE … un accordo con la Libia … li fermiamo in Libia ….   (post 2922)

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                        €400,00

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Una questione di metodo gestionale di … esseri umani! Mi chiedo: pochi mesi fa, quando il governo italiano – lodato dall’UE – aveva iniziato a “fermarli in Libia”, non si era posto il problema di cosa avrebbe incontrato quella “materia umana” (uso provocatoriamente i termini lessicali utilizzati da un tale Eichman)? Io non sono né un politico né un governante, sono solo un ex manager. Se io, durante la mia lunga vita di lavoro, non avessi previsto conseguenze di tale portata a seguito di una mia decisione, sarei stato licenziato in tronco. Ora è intervenuto l’ONU: il nostro Ministro, che dice?

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P.S.: al mercato degli schiavi (documentato dalla CNN): un giovane robusto lavoratore? 400 euro.

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VIAGGIO IN ITALIA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 15 novembre, 2017 @ 12:31 pm

Detto altrimenti: no. Viaggio all’estero: un piccolo, parziale tentativo di esame (comparativo) di coscienza     (post 2921)

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Viaggio in Italia (in tedesco Italienische Reise) è un’opera che Johann Wolfgang von Goethe scrisse tra il 1813 e il 1817 e pubblicò in due volumi, il primo dei quali uscì nel 1816 e il secondo nel 1817. I due volumi contengono il resoconto di un Grand Tour che l’autore compì in Italia tra il 3 settembre 1786 e il 18 giugno 1788. A essi se ne aggiunse un terzo, pubblicato nel 1829, ma inferiore ai primi due, sulla sua seconda visita a Roma. Il libro conta circa 700 pagine.

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Quanto sopra da internet (andate voi stessi a leggerne di più). No … io qui voglio invitare le persone che hanno responsabilità di governo (in senso lato, cioè tutti coloro che hanno potere e responsabilità su e di altri. In ogni campo dell’attività umana, pubblica e privata) a fare un altro viaggio: il “Viaggio all’estero”, fra gli altri Paesi Europei. Muniti di un computer portatile, registrino ciò che va meglio e ciò che va peggio rispetto a quanto avviene in Italia. Rientrati in Italia, facciano una relazione indicando tempi e modi di adeguamento ai sistemi migliori dei nostri e – per converso – si rendano disponibili per i paesi nei quali abbiano riscontrato modalità peggiori delle nostre.

Utopia? Teoria? Sogno? Illusione? Certo, sarà pur vero ma … se almeno anche una sola persona in un settore di attività ci provasse, sarebbe un bell’esempio, forse potrebbe dare il via ad un processo più allargato. C’è qualcuno che se la sente di fare l’apripista? Magari anche qui, sul blog, indicando due modi di operare in un settore a sua scelta: un modo migliore ed uno peggiore, indipendentemente che il migliore sia il nostro o quello estero. L’importante è confrontarsi e allinearsi al meglio e non al peggio.

Forza e coraggio amiche lettrici e amici lettori: lo spazio blog è tutto vostro! Anche solo per un esercizio teorico, tanto per provarci … dai, vi aspetto via mail riccardo.lucatti@hotmail.it.  Poi io trasferirò  sul blog i vostri contributi.

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FOTOPOST

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 15 novembre, 2017 @ 11:37 am

Detto altrimenti: una foto “fuori stagione” ma non fuori tema …         (post 2920)

330 kb (1)Questa mattina mi sono detto: dai, alleggerisci un po’ il discorso … vai a ripescar qualche bella foto, una un po’ particolare, ad esempio … maternità? Si, visto che insieme a mia moglie sono in trasferta a Bologna (computer al seguito!) ad aiutare mia nuora, neo mamma da due settimane della piccola Bianca. Ed ecco che ho ripescato una foto di un’altra “quasi” neo mamma. La foto è di quest’estate, scattata dal pontile centrale del porto del Circolo Velico Fraglia Vela Riva a Riva del Garda. Una folaga ha fatto il suo nido sulla scaletta che dal pontile scende in acqua, per agevolare l’accesso alle barche ormeggiate. Il livello del lago è basso? Ed allora approfittiamone!

 

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DEMOCRAZIA E’ RISPETTO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 novembre, 2017 @ 9:58 am

Detto altrimenti: prendo lo spunto dal post precedente …. (post 2919)

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downloadEh si, raga, non ce la faccio a stare zitto di fronte a fatti del genere anche perché il problema è più ampio e quindi più grave. In politica, ad esempio, quando si assiste alla carica dei parlamentari: schiaffi e pugni senza – ovviamente! – alcun rispetto per l’aggredito (come poi se si potesse aggredire fisicamente “con rispetto”!) ma soprattutto senza rispetto per le istituzioni, e il Parlamento ne è una delle maggiori. Senza rispetto per le opinioni altrui, per l’Altro che si permette di essere differente da te che quindi, “giustamente” tu aggredisci fisicamente!

No rispetto no democrazia

images (1)Ma vi sono altri modi di aggredire il cosiddetto avversario: altri modi più sotto traccia ma ugualmente da condannare. Sono le mezze frasi, le allusioni, il dileggio, l’ironia, il sarcasmo, la supponenza; la violazione di fatto di norme procedurali che si dichiara di rispettare ma che si rispettano solo nella forma e spesso nemmeno in quella; l’isolamento culturale di chi non la pensa come te, anzi, di chi la pensa, di chi pensa, di chi pretende (udite udite!) di pensare con la propria testa! Una sorta di fascismo subliminale: “Qui non si fa politica, si lavora” scriveva sui muri quel regime. Ed oggi? Oggi “Qui non si fa politica, anzi .. si fa ma la faccio solo io. Voi applaudite. Il rispetto? Certo, il vostro nei miei confronti. Io vedrò …Cosa? Una donna vuol fare politica? Questa poi è davvero grossa!”

No rispetto no democrazia

download (1)Un esempio storico? La democrazia ateniese. La cosiddetta democrazia ateniese. Un regime bifronte: democrazia formale all’interno, impero coloniale all’esterno (della serie “O vi assoggettate o vi distruggiamo”. Si veda il dialogo fra Ateniesi e Melii). Ma una sorta di impero coloniale anche all’interno … eh già … il famoso Pericle, bravissimo a fare tanta politica (si fece rieleggere per trent’anni consecutivi così da non rendere i dovuti resoconti finanziari di fine danno, lui che con il suo Capo delle Opere Pubbliche Arch. Fidia dello Studio Fidia e Associati si rubacchiava i fondi del tesoro della Lega con la scusa della costruzione del Partenone) … nel fare tanta politica – dicevo – che all’epoca era solo politica di guerra; quindi nel fare tante guerre … tutte perse (nell’ordine: Egitto, Siracusa, Sparta). Quale rispetto aveva per i suoi cittadini? Nessuno. Quindi nessuna democrazia. Per le sue cittadine, poi, men che meno! Ci volle Aristofane con la sua commedia “Lisistrata” per sottolineare quest’ultimo aspetto.

No rispetto no democrazia

P.S.: Cosa? Non conoscete la Lisistrata? Nessun problema, in internet trovate tutto …

Scrive via mail a commento Roberto Sani.:Si caro Riccardo, difficile non rimanere colpiti e infastiditi da questi comportamenti. Figli del nostro tempo? Mah, non ne sono convinto. La risultante di una cultura che antepone l’io al noi?  Forse. Di certo la perdita del piacere del confronto e della valorizzazione delle differenze. Triste ma ne dobbiamo tener conto e … reagire. Agli insulti contrapporre parole di prospettiva.”

Grazie Roberto. Parole di prospettiva, di una programmazione intelligente,  libera e democratica del futuro

 

 

 

 

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ITALIA NON MONDIALE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 novembre, 2017 @ 8:44 am

Detto altrimenti: dalla Svezia senza onore ….     (post 2918)

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Ci vuole rispetto per i simboli nazionali

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Siamo fuori, non parteciperemo al Campionato Mondiale di calcio in Russia. Peccato. Tuttavia, sapete qual è la cosa che mi è maggiormente dispiaciuta? Ve lo dico subito: “a me mi” (a me mi) è dispiaciuto moltissimo che il pubblico abbia fischiato l’inno nazionale svedese.

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Bravo Gigi! A testa bassa, con accanimento, bravo!

Ma si può? Una figura da … fate voi, scegliete voi il termine più appropriato. La telecamera ha inquadrato due giocatori svedesi (o erano due manager della squadra? Fa lo stesso). Uno dei due guarda l’altro stupito. L’altro risponde facendo spalluccia, come dire che altro ti volevi aspettare da questa gente. Peccato per quei fischi. Poi anche per l’esclusione dal Campionato. Ma solo “poi”. Per fortuna tutta la nostra squadra applaudiva, tutta, capitan Buffon in testa, con accanimento, con ostentazione. Ma non è bastato.

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Io credo che se (giustamente) si penalizza un campo di calcio per inni razzisti, ugualmente lo si dovrebbe penalizzare per dileggio dell’inno nazionale: di quello degli altri come del nostro, non fa differenza.

In quale categoria “posto” questo post? In una sola: “civiltà” che vale anche per il suo opposto, per l’inciviltà.

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