TRENTO E TRENTINO IN BICI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 29 luglio, 2016 @ 5:36 pm

Detto altrimenti: bici-news                                              (post 2436)

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Trento

  • Una nuova tratta di pista ciclabile urbana.
  • Una vecchia  ferrovia (110 anni), quella della Valsugana. I suoi piloni.
  • Una bicicletta di mezz’età.
  • Il Bondone. Sullo sfondo.

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Trentino

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Alla fontanella è stata applicata una derivazione che sale, sale fino alle stecche dell’ombrellone e vi regala una rinfrescatina di acqua finemente polverizzata!

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Dove? Al Bicigrill di Nomi, il primo Bicigrill d’Italia, sulla pista ciclabile 15 km a sud di Trento!

 

 

 

Good bike everybody in Trentino Bykeland!

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CICLO CONCORSI IN REGIONE TRENTINO-ALTO ADIGE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 26 luglio, 2016 @ 8:25 am

 

Detto altrimenti: di che si tratta?                           (post 2435)

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downloadLe due Province Autonome di Trento e Bolzano hanno lanciato un uguale ciclo concorso: si registrano i km percorsi in bicicletta nella stagione in corso da parte di singoli partecipanti e delle relative categorie di appartenenza. Per iscriversi (gratuitamente, come è ovvio che sia) e partecipare basta “cliccare” in internet “ciclo concorso Alto Adige” o “ciclo concorso Trentino” e troverete il necessario.

Oggi sta “vincendo” l’Alto Adige: ecco i numeri loro/nostri:

  • Numero di partecipanti: 2.757/2.126
  • Km percorsi: 1.408.558/892.165
  • Kg di CO2 risparmiata: 255.569/161.874
  • € risparmiati: 414.116/262.296

 

Verso Cortina d'Ampezzo

Fiab Trento verso Cortina d’Ampezzo

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Perché questo divario? Semplice: perché il “ciclismo urbano” pesa molto e il Comune di Bolzano attua da anni una energica ed intelligente politica in favore della circolazione ciclistica: basta partecipare ad un loro bike-day: tutte le auto ferme, si gira solo a pedali! Noi della Fiab Trento da anni stiamo insistendo per portare a Bolzano, quel giorno, i nostri amministratori comunali: chissà, a forza di insistere, gutta cavat lapidem …

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Nel frattempo Fiab Trento è in testa alla classifica provinciale con 34.501 km percorsi seguito non proprio “a ruota” dal secondo, con i suoi 20.834 km.

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imagesPerché scrivo questo articoletto? Lo faccio nella speranza che sia letto anche da qualche nostro amministratore e comunque che le mie lettrici ed i miei lettori non ancora ciclisti si iscrivano a Fiab Trento (per farlo basta cliccare in internet). Non siete convinti? Ed allora nella casella qui a fianco (riquadro “Cerca nel sito”), sotto il mio curriculum, nella mia home page, scrivete “Fiab” e vedrete quante belle ciclo-pedalate facciamo. Ma sia chiaro, non di sole ciclo-pedalate vivono le donne e gli uomini “fiabbini” ma anche di cultura in genere, di rispetto per la natura e per il prossimo, per l’uso intelligente delle risorse, per la salute propria e altrui.

Ed allora mi resta solo da dirvi: joint us! Unitevi a noi, iscrivetevi a Fiab Trento: diverremo amici!

P.S.: volete maggiori info dirette? Il vostro blogger è il segretario dell’Associazione: che si potrebbe chiedere di più ad un blogger?

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LA FESTA DI MEZZ’ESTATE …

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 26 luglio, 2016 @ 6:08 am

Detto altrimenti: … dell’’Accademia delle Muse                             (post 2434)

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Metà sala: l’altra mezza è a destra dell’obiettivo

Su questo nostro circolo culturale privato trovate ben tanti post sul blog. Riassumo: sette anni fa la nostra Presidente Cristina … un’idea … ritrovarsi una volta al mese … ognuno esprime la sua arte/“arte” (con o senza virgolette) … due Accademici per sera … nell’intervallo si cena …. Dove? In casa sua. Con chi? Con gli amici e il passa-parola. Gli argomenti? Dicevo, ognuno esprime il suo. E la Musica? Sempre, visto che Cristina è cantante lirica e pianista. Quando? Ogni primo lunedì del mese, estate esclusa e poi Cris non è sola: spesso altri Accademici suonano (chitarra, fisarmonica, arpa, flauto indiano, fino a due anni fa violino – del compianto Ruggero- oppure invitiamo musicisti “ersterni”. Insomma, Musica sempre.

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Barbara e Patrik

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Maccome, ne sem deti …in estate nulla? Eh no, dice Cristina, c’è la festa di Mezz’Estate, tanto per non fare “raffreddare” i nostri entusiasmi. Raffreddare? Be’ di freddo proprio quest’estate ne abbiamo avuto abbastanza, tanto che ieri sera niente festa in giardino co ste goze che pioveva zo …

Mapoi, savè putei, avem dicovert che in estate Cristina compie i so’ ani e siccome che noi sem galantomeni, le fem i auguri de onomastico!

Ma al di là di questi tentativi di botanica di dialetto (che poi un talian come mi chissà quanti erori l’averà fati) mi piace evidenziare alcune sottolineature, nel senso che Accademia è:

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    Auguri, Cristina!

    innanzi tutto trovarsi e ritrovarsi, vecchie amici, nuove conoscenze che diventano presto nuovi amici. E poi dicono che i Trentini sono musoni, chiusi! Quando mai? Sapete quanti siamo? 100! Per fortuna nostra, di Cristina e della sua casa ad ogni riunione siamo circa 40 in media, sennò non ci staremmo.

  2. E poi, la bellezza di ciò che ascoltiamo: pittura, scultura, storia, costume, viaggi, sport, fotografia, libri … chi più ne ha più ne mette!
  3. Prosaicamente, l’arricchimento culturale nel senso che di molti argomenti prendiamo atto di “sapere di non sapere” e da quel momento invece “iniziamo a sapere”.
  4. Ancora, “L’angolo delle anteprime” nel corso del quale ognuno segnale le iniziative che egli stesso promuove al di fuori dell’Accademia o di cui è a conoscenza: una sorta di bollettino informativo-divulgativo.
  5. Non basta: l’Accademia è di fatto “gemellata” con altre importanti Associazioni: la  FIAB-Federazione Italiana Amici della Bicicletta (e lì siamo 227 soci!) e alcuni di noi hanno le due tessere, una reale (Fiab) e l’altra virtuale (in Accademia non vi sono formalità di sorta). Fattostassiè che spesso vi è un interscambio di presenze: musicisti che pedalano e pedalatori che fanno/ascoltano musica e tant’altro ancora!
  6. E poi l’Accademia è di fatto “gemellata” anche con l’Associazione Amici della Musica e il Conservatorio Bonporti di Riva del Garda (Presidenti, rispettivamente, i proff.  Franco Ballardini e Corrado Ruzza): infatti giovani musicisti rivani sono annualmente ospiti “suonanti” nella nostra Accademia qui a Trento!
  7. Last but not least, l’intermezzo eno-gastronomico, nel quale gustiamo il meglio della produzione delle nostre signore.
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Nientepopodimenoche Alfonso Masi!

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Ecco, questo è tutto raccontato multa paucis, ovvero molte notizie con poche parole che poi più corto è il post più viene letto. La chiudo qui con un Buon Anticiclone “Azzurro” a tutti, che dicono che Lui entrerà il 29 luglio a darci finalmente l’agognata Estate!

P.S.: ma ieri sera, cosa abbiamo fatto? Musica (pianoforte, chitarra, fisarmonica); canto; poesia dialettale; brani semiseri; altri, diciamolo pure, comici. Insomma, una serata dove l’allegria si è sposata alla cultura locale e non.

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DON LORENZO GUETTI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 25 luglio, 2016 @ 7:12 am

Detto altrimenti: commemorato da Marcello Farina       (post 2433)

 

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Don Lorenzo Guetti

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Ieri, Vigo Lomaso, Giudicarie Esteriori, inaugurazione della sede della Fondazione Don Lorenzo Guetti, interviene Don Marcello Farina, Marcello per gli amici. Don Guetti, fine ‘800: per far fronte alla povertà ed alla disorganizzazione della povera gente, fonda la Cooperazione trentina e la prima banca cooperativa sul modello delle Raiffeisen tedesche: tutti partecipano sin dall’inizio alla costruzione di un bene che proprio per questo suo modo di nascere è definibile e definito tecnicamente come “Bene Comune” (una piazza, una via sono invece solo beni collettivi, pubblici).

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Marcello e il suo libro su Don Guetti

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Don Farina: “La maggiore carenza dell’attuale Cooperazione è non avere sollecitato e provocato la partecipazione della base … le attuali banche cooperative sono come le altre banche …” Io mi permetto di sottoporre all’attenzione delle lettrici e dei lettori una sottolineatura: è la solita storia del top-down e del down-top: anche la politica (così come la stessa fede) può essere somministrata dall’ “alto” o invece deve nascere come frutto di una libera ricerca e partecipazione dal “basso”?

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Don Milani: “I care”, io mi prendo cura di (tutti loro, i “miei” ragazzi”)

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Mancaffarlapposta ieri sera, al ritorno dalla biciclettata in Val Pusteria (v. post precedente), accendo la TV e vedo l’intervista a Marcello su quanto sopra. Altro canale, un film sulla vita e l’azione di Don Lorenzo Milani. Ed io che ero già un convinto ammiratore dei tre Don (due Lorenzi e un Marcello!): ottima conclusione della giornata!

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P.S.: il quarto  “Don” che ammiro è Don Giuseppe Grazioli del quale potete leggere nel mio post del 1 dicembre 2012. Ma questa è un’altra storia e poi  Don Grazioli ha già un post tutto suo, a lui dedicato …

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VAL PASSIRIA CON LA FIAB

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 25 luglio, 2016 @ 6:13 am

Detto altrimenti: anche in visita alla casa natale di Andreas Hofer   (post 2432)

 

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Non siamo andati in Val Passiria per quello specifico motivo, né durante la gita se ne è molto parlato. Tuttavia nel momento di scrivere queste righe mi sono ravveduto: su Andreas Hofer trovate molto in internet. Io osservo solo che talvolta chi si espone molto per una causa, alla fine può essere “sacrificato” proprio dai suoi, se questi hanno fatto la pace con il nemico. Probabilmente è per questo motivo che nella politica odierna (anche locale!) si adotta il “mai di dire mai” perché … “non si sa mai” (tuttavia sia chiaro alle mie lettrici ed ai miei lettori che io faccio il tifo per tutti gli Andreas Hofer di questo mondo!).

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Seconda particolarità: per le giornate dal 22 al 24 luglio noi Fiabbini avevamo programmato una gita al Lago Chiemsee in Baviera, poi soppressa per indisponibilità degli hotel ad accogliere la nostra comitiva per solo due notti. S’era quindi pensato di sostituirla con una gita a Monaco di Baviera, cosa che non s’era fatta per recuperare la gita in val Passiria a suo tempo soppressa causa cattivo tempo. Monaco: saremmo bastati sul luogo della strage al centro commerciale!

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Bellezze: 1) al bagno …

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Il resoconto della gita, ottimamente riuscita: al nostro arrivo a Merano con il pullman condotto dall’ottimo autista-ormai-amico Piero, ci aspettano tre colleghi bolzanini: Fabio e gentile signora Oriana e la simpatica Sara che ci conducono all’ “attacco” della salita attraverso le più belle strade della città. Durante la salita, breve sosta presso un gradevole complesso bar-alberghiero un poco distaccato dalla pista ciclabile. In prossimità di S. Leonardo, sosta al laghetto del percorso Kneipp.

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… 2) sul ponte del Passirio …

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Indi liberi tutti fino alle 14,00 quando si rientra: circa 42 km fra andata e ritorno, la metà in salita, quasi tutto su sterrato. 350 metri di dislivello, quattro brevi “strappi” all’8 %. In discesa prestare qualche attenzione al ghiaino, tutto bene … tranne una lieve scivolata di un’amica: evvabbè, sono rischi del mestiere! Tuttavia il ghiaino un risultato positivo l’ha ottenuto: quello di farci rimanere disciplinatamente in fila indiana, tanto da sembrare una comitiva di tedeschi!

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… 3) sul ponte di Merano …

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A Merano attraversamento dei vicoli e della strada principale, quindi al pullman che ci conduce alla Forst per una meritata birra. Partenza programmata, ore 18,00. Su richiesta di tutti anticipata alle 17,00.

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… 4) fra le albicocche meranesi!

La valle? Splendida, solo qua e là ci è apparsa forse un po’m troppo “aggredita” da nuovi complessi alberghieri, ben realizzati, s’intende, ma sempre un po’ troppo “voluminosi” per non correre il rischio di spoetizzare l’ambiente. Pensate un po’ che di sti ani, ovvero 50 anni fa, là dove ora ci sono meleti, v’era una selva di salici bianchi e che popolavano le anse del fiume, luogo nel quale i ragazzi d’allora erano soliti ritrovarsi per vivere avventure salgariane (notizia Fabio, Fabio che con la nostra Renata ricorda come in quel punto vi fosse un’ansa balneabile, in quell’altro una semplice trave gettata di traverso per consentire la traversata del corso d’acqua!). E se dove c’erano i salici oggi ci sono i meleti, dove c’era il fieno ora ci sono campi da golf!

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Finalmente! Una volta tanto tutti ordinatamente in fila … tedesca!

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Altra “nota notevole”: passiamo accanto ad una falegnameria industriale (Gen. Legno Passiria). Stava fallendo, i suoi dipendenti la rilevarono con il contributo della provincia ed ora è la migliore del settore! (altra notizia Fabio!).

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Qui a fianco: se qualcuno fora, cade, ha un salto di catena, si attarda: nessun problema! C’è il nostro Francesco che risolve tutto, la nostra “scopa” in coda alla comitiva! Grazie, Francesco!

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Perché no?

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Sul pullman del ritorno Adriana informa della festa popolare a Graumo (Val di Cembra) di sabato 6 agosto, ed io stesso sulla successiva pedalata di domenica 7 agosto in val Concei, Laghi di Ledro e d’Ampola e a Riva del Garda. Alle 18,00 siamo a Trento. Alla prossima, dunque e …. joint us, unitevi a noi, iscrivetevi alla FIAB! Basta cliccare “Fiab Trento” e in internet trovate tutto ciò che serve …. dai, cosa aspettate?

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CONGRESSI E CORTEI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 24 luglio, 2016 @ 5:50 am

Detto altrimenti: ve ne sono di due tipi                                                 (post 2431)

  1. Tutti i partecipanti hanno la stessa bandiera, lo stesso cappellino, la stessa idea in testa: quella del “capo”.
  2. Ognuno si è organizzato come può, ha confezionato il suo vessillo, il suo cappellino. Ognuno ha la sua propria idea e la confronta con quella del “capo”.

Io preferisco il secondo tipo.

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MAMMA LI TURCHI – 2

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 22 luglio, 2016 @ 5:55 pm

Detto altrimenti: qualche riflessione di contorno …   (post 2430)

UE: “Rispetta i diritti umani. Se introduci la pena di morte si interrompono le trattative per l’ingresso in UE” . Mi chiedo: ma se non introduce la pena di morte e “si limita” a torturare che si fa?

D: interrotta ogni trattativa di ingresso in UE.

USA: “Rispetta i diritti umani”.

Il gran capo: “Manifestazione contro di me? Autorizzata, tanto molti saranno spaventati e quei pochi che ci andranno, li filmiamo”.

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A LEZIONE DI CICLO PEDONALE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 19 luglio, 2016 @ 3:18 pm

Detto altrimenti: in assenza di norme del codice della strada, un po’ di ragionevolezza da parte di tutti     (post 2429)

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Bici-barca: in questo caso  il problema non si pone

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Biciclette e pedoni: una convivenza non sempre agevole. Dice … “I pedoni hanno sempre la precedenza”. Ma cerchiamo di essere più precisi: immaginate una autostrada sulla quale viaggino auto a 30 kmh e auto a 210 kmh, sulla quale le auto più lente “abbiano la precedenza” e si sentano autorizzate, senza preavviso alcuno, a

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  • non procedere sulla corsia di destra (sinistra, per i pedoni in ciclopedonale);
  • fermarsi o procedere a cavallo delle due corsie nell’unico senso di marcia;
  • invertire improvvisamente il senso di marcia;
  • cambiare improvvisamente corsia di marcia.

Questo è quanto spesso fanno i pedoni a 3 kmh rispetto alle biciclette a 21 kmh, fra l’altro  occupando la pista ciclabile anche quando a fianco vi è una apposita pista pedonale. Ora, vi è una norma dell’attuale codice della strada che sanziona i pedoni che con la loro sosta ostruiscano il marciapiede! Ed allora, a maggior ragione, provvediamo a regolare questo aspetto anche sulle ciclopedonali!

Ma ce n’è anche per i ciclisti, i quali spesso

  • non viaggiano in fila indiana;
  • interpretano la pista ciclopedonale come una pista di allenamento per il km lanciato;
  • non utilizzano il campanello;
  • quando sono in comitiva e il capofila si ferma, tutti gli altri fanno “mucchio”.

E allora, che fare? Andiamo tutti (io compreso, naturalmente!) a lezione di ciclopedonale: saremo  più informati, consapevoli, rispettosi, prudenti. Semplice, vero?

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PROVE DI E-BIKE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 19 luglio, 2016 @ 2:53 pm

 

Detto altrimenti: ma che si può fare co’ ‘ste e-bike?     (post 2428)

Cosa si può fare? Ecco un test tecnico, anzi due.

 

La bicicletta

  • 30160810BRuga100027mountain bike
  • Motore: Bosch, 400 Ampere , 400 Ah
  • Peso: 25 kg

Il ciclista

  • Età: 72
  • Peso: 77
  • Allenamento: medio (1734 km già percorsi nella stagione)

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PRIMO TEST

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ballino04Il percorso

  • Da Riva del Garda (m 65 lm) al passo del Ballino (m 750 lm).
  • Lunghezza: km 15
  • Dislivello: 685 metri
  • Pendenza media (al netto di 2 km di falsopiano): 5,3%
  • Potenza elettrica utilizzata per la salita: 2/5 del totale, con modalità “tour” (la seconda, nella scala eco, tour, sport, turbo).
  • Velocità media di salita (compresi i 2 km di falsopiano): 10 kmh.

L’ho fatta due giorni fa. Mi ha ricordato quando venticinque anni fa salivo (a pedali, con bici da corsa, rapporti 39-28) il Colle del Sestriere come “aperitivo” per una giornata nei boschi con moglie e figli: da Cesana Torinese (m 1350 lm) al Colle (m 2.050 lm): anche lì erano 700 metri di dislivello, però su 11 km, con pendenza media del 6,4%, senza alcun  falsopiano per tirare il fiato e senza aiuti elettrici: cosa non fanno 25 anni di meno!

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La mia bici, affacciata verso il Lago di Cavedine

Dopo la salita, sono sceso dall’altro versante, verso nord: Fiavè, Ponte Arche, Maso Limarò, Lago di Cavedine, Dro, Arco, Riva del Garda, totale 65 km. Nella seconda parte del percorso, per testare la durata della batteria, anche se non ne avevo bisogno ho utilizzato sempre la modalità tour anziché la eco (la eco sopperisce al maggior peso della bicicletta e vi regala inoltre un piccolo vantaggio aggiuntivo). Alla fine, avevo a disposizione una potenza elettrica residua del 30 % sul totale, pari a circa 45 km in regime eco – devo intendere:  in pianura – . Quindi, quei 150 km di “buono” che vi indica il computer a batteria carica, sono abbastanza veritieri per percorsi che non prevedano salite lunghe e ripide sempre che facciate lavorare anche vostre le gambe!. Infatti,  se utilizzate modalità “potenti” (sport-turbo) potete usare alla ruota rapporti più duri, più veloci: faticate molto meno ma 1) non fate esercizio fisico; 2) consumate presto la carica elettrica.

N.B.: quei 45 km residui in pianura equivalgono a circa 15 km in analoghe condizioni di salita. Morale: la batteria garantisce assistenza per una salita come quella del Passo del Ballino per una lunghezza massima di 30 km.

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SECONDO TEST

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Sdraiata solo perché non ha il cavalletto!

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Da Arco (70 m lm) ad oltre il Rifugio S. Giovanni al Monte (m 1070 lm): dislivello di 1000 m in 11,5 km. I primi 4 km sono al 15%. Poi “spiana” al 9 – 12%. Tempo Impiegato, 1h 20′ alla media di circa 10 kmh. Frequenza cardiaca all’arrivo: 105 battiti al minuto. Livelli di “aiuto elettrico” utilizzati: tour con punte di sport. Riserva elettrica ancora disponibile all’arrivo:  due tacche su cinque (40%) pari a  km 50/40/30, rispettivamente  in modalità eco/tour/sport – devo intendere: in pianura.

N.B.: quei 50 km residui equivalgono a circa  5 km in analoghe condizioni di salita. Morale: la batteria assiste una salita al 10% in regime tour con punte sport, per una lunghezza massima di circa 17-20  km. L’autonomia aumenta se usate eco con punte tour o se non passate mai al regime sport.

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MAMMA LI TURCHI – 1

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 19 luglio, 2016 @ 2:09 pm

Detto altrimenti: nonostante il titolo, un post molto serio (e tristissimo!)     (post 2427)

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“Cose turche”, altro nostro modo di dire. E in questi giorni è proprio il caso di dirlo. Nulla succede per caso. Ed allora, facciamo un po’ di connessioni.

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Sono solo di poco tempo fa improvvise e inaspettate scuse della Turchia alla Russia per avere abbattuto un suo cacciabombardiere , della serie “Vedrete che conviene che ce la teniamo amica, la Russia …”

I giudici turchi stavano indagando su affari di famiglia del gran capo. Il gran capo (“Ah, questi giudici politicizzati, è una persecuzione, è ora di finiamola!”).

Il gran capo già da tempo stava cercando di rafforzare vieppù il suo già forte potere assoluto.

Non è credibile che con la sua rete di polizie segrete il gran capo non fosse al corrente dell’imminenza di un colpetto di stato (i suoi militari hanno dichiartato che ne erano informati ore prima, proprio dai servizi segreti!). Ma lui, “Anzi … lasciate che facciano: in quattro ore li sistemiamo noi … tanto l’occidente non interverrà per quattro motivi:

  • hanno visto cosa succede a cacciare i capi assoluti in Libia e Siria;
  • temono che noi ci si riavvicini alla Russia;
  • temono che noi non si frenino più i migranti”;
  • temono il rafforzamento dell’Isis.

Colpetto di Stato: bloccato in quattro ore. Purga alla sovietica/nazifascista: incredibile ma vero! In poche ore sono state “istruite” (si fa per dire) istruttorie a carico di decine di migliaia di persone presunte colpevoli o comunque presunte sospette. Non solo nei posti di comando, ma anche nei semplici posti di lavoro vengono inserite solo persone “meritevoli” (decenni fa da noi lavoravano solo gli iscritti al nazionalsocialismo/fascismo, ovviamente non ebrei). Il gran capo invita la popolazione a denunziare … come ai tempi della terribile polizia Stasi nella Berlino est. Nel frattempo, i prigionieri come nei lager nazisti, anzi … “Il popolo vuole la pena di morte e la richiesta del popolo per me è un ordine, un dovere. Comunque nel frattempo li faccio torturare.”

 Cosa mi auguro? Due cose:

  1. Che il gran capo usi clemenza. Anche perché, se vogliamo vedere la cosa dal suo punto di vista, usare clemenza è la maggiore espressione del potere assoluto.
  2. Che si costituiscano al più presto gli Stati Uniti d’Europa: un solo esercito, un solo FBI, una sola politica.
  3. Che nel frattempo l’UE non scenda a compromesso con quel gran capo: sarebbe un compromesso molto “sporco” (v. post precedente).

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