TRENTO E TRENTINOINBICI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 25 Marzo, 2019 @ 6:32 am

Detto altrimenti: come nasce una foto “trentina” a pedali        (post 3547)

Nel post precedente vi ho parlato anzi scritto della mia vecchia bici da corsa (oggi si dice “da strada”, evvabbè …). Ora che ci penso, non le ho mai dato un nome proprio … potrei farlo ora e battezzarla la Numero Uno, in quanto è stata ed è la prima bici “seria” della mia vita, preceduta solo da una biciclettina da bimbi e da una da passeggio da adulti di quelle per fare quattro passi a pedali in città. E allora, Numero Uno sia!

La mia Numero Uno a Borghetto all’Adige (vista verso Nord)

Ma parliamo anzi scriviamo di foto: come nascono quelle a pedali”? Eccone un esempio. Partito da Trento, stavo per arrivare con la Numero Uno a Borghetto all’Adige: mi fermo 300 metri prima, sul ponte sull’Adige, isso la bicicletta sul guardrail e scatto.

Anche in questo caso ho issato un’altra mia bici (mtb Wilier, la Numero Due) sulla ringhiera di un marciapiede facendola reggere da un amico fuori campo (volete mettere l’effetto per chi non conosce questo trucco!?) ed ho “immortalato” il Duomo di Trento.

Terza foto, questa non è mia (la bici si, la Numero Due, quella della foto precedente) bensì dell’amico Luigi Zullo, di mio c’è solo la regia: il Castello del Buonconsiglio “attraverso” una bicicletta.

Piazza Duomo a Trento

Quarta foto, mia. Ero in sella alla Numero Due in attesa degli amici con cui andare a pedalare ed ho colto l’acqua della fontana controluce e al volo.

Insomma, mi sono detto: abbiamo telefonini che scattano foto; forse presto  avremo macchine fotografiche che telefonano. Perché non avere anche biciclette con macchina fotografica incorporata?

P.S.: le mie 3 foto sono state scattate con un telefonino. Quella di Luigi con una macchina fotografica.

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PROSSIMI EVENTI …

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 26 Dicembre, 2017 @ 11:27 am

Se la procedura di inserimento diretto dei vostri commenti ai miei post vi crea difficoltà, potete inviarli al mio indirizzo e-mail riccardo.lucatti@hotmail.it : provvederò io stesso a pubblicarli. Grazie.

Mercoledì 27 marzo 2019 ore 20,30, per tutti, Palazzo dei Panni in Arco – Concerto delle Corde Resonanti: Stefano Roveda, violino; Enrico Toccoli, pianoforte – Musiche di J.S.Brahms.

Sabato 30 marzo 2019 0re 14,30, per i Soci Fraglia Vela Riva, presso la sede in Riva del Garda, Assemblea odinaria annuale.

Sabato  30 marzo 2019 ore 17,30, per tutti, Sala SOSAT Via Malpaga 17 – Concerto Katharsis 2019 – Organizza Associazione Ars Modi – Direzione artistica M° Edoardo Bruni – “Viola e piano”, Silvestro Favero, viola; Valter Favero, pianoforte. Ingresso gratuito ad offerta libera.

Lunedi 1 aprile 2019 – non è un pesce d’aprile! –  ore 20,30, per gli Accademici delle Muse –  Genio & Co: omaggio a Lucio Battisti / Umberto Sancarlo: Arte e follia.

Lunedi 6 maggio 2019  ore 20,30, per gli Accademici delle Muse:  Michele Calza  e Cristina, pianoforte a quattro mani / Giovanni Soncini: la prospettiva nella pittura.

Mercoledì 29 maggio 2019 ore 20,30, per tutti, Palazzo dei Panni in Arco – Concerto delle Corde Resonanti: Giovanna Trentini, violoncello: Midori Kuhara, pianoforte: musiche di F. Schubert, F. Chopin, J. Brahms.

Lunedi 3 giugno 2019  ore 20,30, per gli Accademici delle Muse.  Il M° Prof. Corrado Ruzza e gli Allievi Conservatorio Musicale di Riva del Garda in concerto / Marisa De Carli Postal: scorci della  Trento minore.

… Luglio 2019, dalle ore 17,00  per gli Accademici delle Muse: Festa di Mezz’estate.

Sabato  2 novembre 2019 ore 17,30, per tutti, Sala SOSAT Via Malpaga 17 – Concerto Katharsis 2019 – Organizza Associazione Ars Modi – Direzione artistica M° Edoardo Bruni – “Sax e piano”, Emiliano Rodriguez, sax; Massimo Folliero, pianoforte. Ingresso gratuito ad offerta libera.

Sabato  16 novembre 2019 ore 17,30, per tutti, Sala SOSAT Via Malpaga 17 – Concerto Katharsis 2019 – Organizza Associazione Ars Modi – Direzione artistica M° Edoardo Bruni – “Ludus Quartet”, Ivo Crepaldi, violino; Andrea Ferroni, Violino; Alexander Monteverde, viola; Ivo Brigadoi, violoncello.  Musiche di Sollima, Shostakovich, Edoardo Bruni. Ingresso gratuito ad offerta libera.

Sabato  30 novembre 2019 ore 17,30, per tutti, Sala SOSAT Via Malpaga 17 – Concerto Katharsis 2019 – Organizza Associazione Ars Modi – Direzione artistica M° Edoardo Bruni – “Russiamerica”, Sabrina Dente, Annamaria Garibaldi, pianoforte a quattro mani.  Musiche di Stravinski, “Sagra della Primavera”; Gershwin: “Rapsodia in blu”. Ingresso gratuito ad offerta libera.

Sabato  7 dicembre 2019 ore 17,30, per tutti, Sala SOSAT Via Malpaga 17 – Concerto Katharsis 2019 – Organizza Associazione Ars Modi – Direzione artistica M° Edoardo Bruni – “Sonata Island Quintet”, Giulio Visibelli, Emilio Galante, Stefano Benini, flauti; Luca Gusella, vibrafono e percussioni; Giulio Corini, contrabbasso. Musiche diEnrico Intra, Claudio Fasoli, Carlo Cattano, Giulio Visibelli, Emilio Galante. Ingresso gratuito ad offerta libera.

 

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DALLO SCI ALLA BICI: CAMBIO DI STAGIONE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 24 Marzo, 2019 @ 2:48 pm


Detto altrimenti: la prima uscita della bicicletta      (post 3546)

Località Balbido, Giudicarie esteriori

La prima uscita … della bicicletta, non mia! Già, perché oggi è uscita lei da sola, sul tetto dell’auto, portata a casa dal suo “deposito invernale” per una messa a punto: pulitura, ingrassaggio, controllo della pressione dei tubolari. I tubolari, roba d’altri tempi, oggi da decenni si usano i palmer con la camera d’aria!

Appena “nata” era così!

E’ vero, la mia bici ha 36 anni, and still going strong! E’ nata a Milano, per opera di un artista, Mario Camilotto (cfr. in internet “Camilotto Expert”), confezionata su misura come un vestito di lusso di stoffa robusta ma leggera: infatti pesa solo 9 kg, il che la dice lunga sulla sua ottima qualità: all’epoca – infatti – pesare solo 9 kg non era da tutte! Tant’è vero che “Lei” è finita fotografata sulla copertina della rivista “Bicicletta”!

Sulla prima pagina! (sulla forcella il marchio MC, Mario Camilotto)

Negli anni l’ho un po’ ritoccata: la verniciatura; i cavetti dei freni che non sovrastano più il manubrio come due archetti d’acciaio; la “guarnitura” al pedale (ho montato la compact, più agevole); i pedali a scatto, anche perché non erano più in commercio le scarpette adatte al pedale “a cinghietta”.

Preziosi pezzi di antiquariato familiare

Quando esco a pedalare, talvolta qualche vecioto come me mi ferma, mi fa domande su di lei, la ammira. Io ormai la uso solo per percorsi senza grandi salite che comunque non posso più fare “grazie” alla mia bronchitina cronica, salite per le quali utilizzo una sua sorella maggiore: una mtb con la pedalata assistita.

Manghen! (da sinistra nella foto: io, Benassi e Rigoni)

Il suo palmares? Sarebbe lungo da esporre. Vi cito solo due sue scalate (con me sul sellino): in Piemonte, insieme all’amico trentino Paolo Piccoli: partenza da Cesana Torinese (1354) – Colle del Monginevro (1854) – discesa a Briancon (1300) – Salita al Lautaret (2058) – Salita al Galibier (2646, nevicava in agosto!) – discesa e risalita al Col Telegraphe ( 1566 ) – Discesa a fiondovalle – Risalita al Moncenisio (2083) – Discesa alla città di Susa (503); in Trentino, insieme all’amico trentino Lino Benassi: Trento, Vigolo Vattaro, Levico, Telve di Sopra, Passo del Manghen, Val Floriana, Trento (uei raga … siete su Trentoblog, qui i dislivelli dovete conoscerli!).

E quindi … good bike everybody!

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Manganellate nella Provincia Autonoma di Trento

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 23 Marzo, 2019 @ 7:02 pm

Detto altrimenti: echevoletechesiamai?   (post 3545)

Gli improvvidi assessori provinciali Bisesti e Segnana hanno organizzato all’interno di locali della Provincia, un convegno aperto a tutti dal titolo “ Donne uomini. Solo stereotipi di genere o bellezza nella differenza?” In pratica, l’affermazione della Teoria del gender …

… neologismo nato in ambito cattolico negli anni 90 del secolo scorso   per riferirsi in modo critico agli studi di genere: coloro che fanno uso di questa locuzione sostengono che gli studi di genere nasconderebbero un progetto predefinito mirante alla distruzione della famiglia e  di un eventuale “ordine naturale” su cui fondare la società. Nella sostanza l’espressione “teoria del gender” è una sorta di etichetta usata per opporsi ai movimenti femministi e alle lotte, alle rivendicazioni, alle teorie che tali movimenti hanno elaborato e prodotto.

Aperto a tutti. Ai pochi tutti, data la limitata capienza della sala e chi vuole entrare, niente, off limits. Qualcuno insiste e sono manganellate della Polizia. Nei prossimi giorni si replica a Verona, si scala più piccola (intendiamoci: più piccola è la scala, più grande è la dimensione dell’evento). Siamo tornati indietro di quanti anni? Oltre 70, direi, del tipo “Se non ci conoscete guardateci all’occhiello, …”.

Teologo, politico, letterato, esperto

Sono andato a ripescare un libretto di Giuliana Maldini “… qui regna amore …- riflessioni tragicomiche sulla condizione della donna” – Prefazione di Natalia Aspesi, Ed. Ottaviano S.r.l. – Ottobre 1978!

Psicologo, sociologo, intellettuale, scienziato

Le due copertine: otto uomini che parlano di “cosa” sia la donna: “… infatti, la donna nella famiglia …- … perchè la donna per legge non può … -… la femminilità è quell’insieme di caratteristiche che … – … non sono d’accordo su questa linea! Anche se è vero che la donna … – … la psicologia della donna è particolarmente … – … l’orgasmo femminile, come dice Freud … – … in ogni caso è chiaro che la donna vuole … – … evidentemente l’aborto per la donna rappresenta …”

Il libro è una serie di disegni e vignette … comiche? Nooo! Tragicomiche? Nooo! Solo tragiche.

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CINA E UE 2

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 23 Marzo, 2019 @ 7:45 am

XDetto altrimenti: un post breve perché devo scrivere e pubblicare il prossimo   (post 3544)

Cinesi, un popolo che si muove (dal greco cinesis, movimento, da cui il nostro termine“cinetica”). Ieri il numero dei miei lettori ha avuto una piacevole impennata: Xi Jinping “sfonda” lo schermo, sale lo share! Devo ringraziare il passa-parola. E allora ne approfitto. Apprendo riservatamente da Roma che la numerosissima delegazione che accompagna Jinping è un po’ delusa: si aspettavano maggiore concretezza da parte italiana. E lo credo bene, io! Noi, maestri del possibilismo machiavellico di fronte alla loro organizzazione a testuggine romana, loro, tutti schierati compatti, tutti 2+2 fa 4 e alla svelta anche … di fronte a noi che 2+2 fa … quanto conviene che faccia, oggi? Resta il fatto che i Cinesi hanno “attaccato” la catena UE in uno dei suoi anelli deboli, l’Italia.

Ma basta, dai … mi aspetta il prossimo post.

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CINA E UE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 22 Marzo, 2019 @ 7:36 am


Detto altrimenti: il presidente cinese Xi Jinping in Italia.     (post 3543)

“State sereni, Italiani, Europei … stete sereni …”

Visione d’insieme e percezione sensoriale. Stando in cima ad un’alta scogliera del mare si ha la massima visione d’insieme e nessuna percezione sensoriale.  Man mano che si scende le percezioni si invertono: quando ci tuffiamo, del mare abbiamo la massima percezione sensoriale e nessuna visione d’insieme. Visione d’insieme. Jnping ce l’ha: non solo infrastrutture via mare e via terra, ma commercio, cultura, turismo etc.; non solo Italia, ma il mondo. Per contro noi, vecchia Europa, siamo impegnati nelle nostre piccole percezioni sensoriali: Diciotti si/no; Brexit si/no; Orban si/no; gilet gialli si/no; etc…

Le strisce! Mettiamole le strisce!

Cina e UE. La visita di Jinping dovrebbe far scattare la molla per la nascita di una nuova UE: gli Stati Uniti d’Europa. Dice: “Ma ci sono i sovranismi!” Ah … ho capito … e allora … vabbè …

Improvvisamente la … settimana scorsa!? La delegazione cinese è foltissima: si firmeranno contratti industriali commerciali etc.; un protocollo d’intesa globale; etc. . Mi chiedo: ma tutto questo è maturato da un giorno all’altro, improvvisamente? Non se ne è discusso, non se ne sapeva nulla?

Presidenti. Jinping è venuto per vedere di persona, esattamente come fece il presidente del Sud Tirolo Luis Durnwalder prima di far entrare la sua provincia  (di Bolzano) nel capitale dell’interporto di Trento, in allora prossimo centro intermodale: Durnwalder venne in Interporto a mangiare un panino imbottito alla mensa dei camionisti!

Riscaldamento globale. Il Presidente Mattarella ha evidenziato come la Cina abbia un ruolo fondamentale nella lotta al riscaldamento globale e che l’Italia darà il suo contributo. Ma nessuno ha informato il notro Presidente che la Cina – che sta decarbonizzando in casa propria –  sta realizzando nei Balcani una enorme centrale a carbone che potrà inquinare anche l’UE.

Diritti civili ed umani. Siamo sicuri che i cittadini e i lavoratori cinesi ne godano?

La storia. I suoi corsi e ricorsi. Meno di due secoli fa alcuni stati europei (noi compresi) portammo ben due guerre alla Cina (le cosiddette guerre dell’oppio) perchè essa aveva vietato l’importazione dell’oppio fatto coltivare dagli Inglesi nella loro colonia India. E bravi!

Una battuta amara. Mi pare che oggi noi dell’UE si sia sballottati come una pallina da Ping-pong …

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LA GIORNATA DELLA POESIA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 21 Marzo, 2019 @ 6:44 am


Detto altrimenti: oggi, 21 aprile, primo giorno di primavera, è la Giornata della Poesia   (post 3542)

Ed ecco, un mio omaggio alla Poesia e alla Terra che mi ospita da 33 anni: il Trentino

Il Canto di Trento a la Fersena

Gli aironi cinerini de la Fersena (davanti a casa mia, Viale Trieste 13 – TN (Foto Luigi Zullo)

Sei vivo. / Mi parli col suono di luce / dei tuoi mille occhi di rivo / splendenti nel verde. / Dapprima / mi sembri annoiato / nel lento rigiro / che sempre conduce / al tuo limitato infinito / eletta dimora / di anatre urbane / ed aironi / in morbide anse di steli / ov’acqua / fra ‘l fiore che odora / con tenue sospiro si perde.

… improvviso uno slancio …

Ma ecco / improvviso / uno slancio / al pari del cervo brunito / che hai visto saltar le tue rive / braccato dal cane / ed hai ristorato / offrendoti invito alla sete / ed alle corse un po’ schive / del giovane re incoronato.

Ancora … / hai negli occhi il ricordo / di una prudente marmotta / del falco / che lento n/ si libra nel cielo in agguato … / di un movimento … / di vita che lotta … / di tenero nido violato.

Tu nasci ove aria rinfresca. / Poi … / scendi la china / scoscesa di valle tedesca / qual liquido velo nuziale / che adorni la Sposa Atesina / e rechi in pianura / la figlia del suolo innevato / i fulgidi pesci d’opale / il tenue lenzuolo / che dona ristoro all’arsura / di ninnula cuna / il manto di brezza / che stendi alla luna / ed olezza / e dolce assopisci il bambino / cantandogli la ninna nanna / che i monti ti hanno affidato.

… ti fan capolino ondeggiando …

Tu sei Poesia / il capolavoro scolpito / del grande Pittore Trentino / che ascolto / rapito all’oblìo / insieme alle fronde / degli ippocastani / che sopra le spalle / ti fan capolino ondeggiando / e curioso / protendono il volto / sull’armonioso spartito / del tuo gorgoglio.

… le mie vecchie mura imperiali …

Ma ora prosegui il tuo viaggio / e mentre ricevi altre sponde / le mie vecchie mura imperiali / riflesse / ti rendono omaggio / più belle pe’ i grandi regali / che porti di piccole onde.

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TONALE!

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 20 Marzo, 2019 @ 8:38 am


Detto altrimenti: da 3000 a 1000 metri   con Giuseppe Panizza  e Patrick Coser  (post 3541)

1987-2017: Il libro commemorativo del nostro “Trentennio Carosello Tonale”

Trent’anni fa (com’ero giovane!), per riorganizzare il sistema sciistico del Passo, fondai la Carosello Tonale Srl, la società trentina degli impianti di risalita. Ne trovate notizia in tanti post qui sul blog. E ogni tanto, chessò … almeno una volta all’anno, salgo da Trento al Passo per ritrovare gli amici del tempo (e di oggi!) primo fra tutti Giuseppe Panizza, il primo a succedermi in quella presidenza. Giuseppe era maestro di sci, è stato formatore di atleti internazionali, è albergatore (Hotel Presena) e consulente delle maggiori località sciistiche.  Ma soprattutto è stato ed è un vero gentleman e un vero amico. “Giuseppe, domani, S. Giuseppe … salgo a farti gli auguri di persona ..”. Una telefonata e via, al Tonale con l’ (altro) amico Patrick Coser che essendo molto più giovane di me, guida lui l’auto a/r!

Giuseppe sulla pista del Bleis (foto 2015)

Giuseppe aveva un impegno a Pejo per le 09,00 in vista di un importante progetto sportivo, ma lo ha rimandato per poterci incontrare: noi siamo al Tonale alle 08,30 e abbracciamo gli amici Giuseppe e la moglie Margherita. Mezz’ora insieme a ricordare. Poi via: Giuseppe alla sua riunione, noi due a sciare. Patrick non conosce le piste del Tonale ma conosce il Passo perché sua mamma Mariacristina Fontanazzi vi era stata come maestra di “cinque classi elementari in un’unica aula”, in un piccolo edificio che comprendeva anche la sua abitazione: casa e ufficio! D’altra parte al Tonale c’era stato anche il mio babbo Dario , quando era carabiniere a Vermiglio e Maresciallo Maggiore a Cles: quanti anni fa? Tanti, raga, tanti! Storie che si incontrano e che si incrociano in questo nostro piccolo mondo e ancor più piccolo Trentino.

Dalla Val Albiolo: 1) Cima Presena (3068) – 2) Piste “rosse”

Patrick non conosce le piste, dicevo, e allora via ad un piano di ricognizione globale. Prima salita nella Val Albiolo, tre seggiovie ad Y in una conca montana riparata dai venti e dal (troppo) sole. Sulla sommità, la possibilità di creare un collegamento col la zona delle seggiovie del Bleis. Neve ottima: “peccato” che si debba andare subito via ma le altre piste ci aspettano.

Vista dal Bleis (2525): 1) Cima Presena (3068) – 2) Pista “rossa – azzurra” di discesa (2998- 2585) – 3) Passo Paradiso (2585) – 4) Pista “nera” di discesa verso il Passo del Tonale (2585-1883)

Scendiamo, traversiamo le molte piste del Passo esposte a sud e andiamo a prendere le due seggiovie del Bleis, impianti trentini in territorio lombardo, dalla cui sommità vediamo, lontana, la dirimpettaia Cima Presena (3068 m) e la relativa pista di discesa. Lontana se si dovesse scendere e risalire a piedi, ma “vicina” se si vola con gli sci e si risale in cabinovia.

Detto, fatto. Dal Tonale al Passo Paradiso e da qui alla Presena. L’impianto termina a 2998 metri, peccato per quei due metri! Al colle una vista magnifica sull’Adamello e sul ghiacciaio del Mandrone. Qui fino a poco tempo fa c’era un cartello leggibile da chi stava guardando quelle montagne, ripotante l’indicazione “Ghiacciaio Presena” con il risultato che persone poco esperte e/o in presenza di nebbia erano state in inganno si erano lanciate con gli sci in quella direzione dovendo poi essere recuperate, la mattina dopo (!) dal soccorso alpino. Più volte avevo segnalato l’inconveniente, anche qui sul blog. Ora il cartello è stato corretto, indica il pericolo e che il Presena non è da quella parte, bensì alle spalle di chi legge.

Patrick Coser “va a tremila!”

Patrick ed io ci lanciamo sulla pista, raggiungiamo il Passo Paradiso, da qui la pista nera fino al Tonale da dove iniziamo la serie di risalite e discese che per piste rosso-nere  (ogni riferimento calcistico è escluso!) ci conducono a Temù (1120 m)!

Un punto del tragitto merita un cenno speciale: lo sklift al Corno d’Aola. Già lo sklift, impianto del passato, una rarità. Ma poi l’ambiente, il paesaggio bianco di molta neve e le guglie che lo limitano: un piacevolissimo contrasto per chi, attraversata la parte inferiore del percorso su seggiovie fra boschi verdi (in questa stagione, stante le poche nevicate) che pure incorniciano piste ottimamente innevate, improvvisamente è immerso in un bianco arrotondato, assolutamente inaspettato dato l’andamento della stagione.

Tonale domani? Il mio auspicio è:

per l’inverno: 1) che si arrivi alla riunificazione delle società impiantistiche di risalita trentine e bresciane soprattutto per ottenere il migliore coordinamento degli investimenti, fra i quali a mio sommesso avviso spiccano: 2) una nuova telecabina che dalla stazione intermedia della cabinovia che sale al Passo da Ponte di Legno, la quale sostituisca le due seggiovie del Bleis, e 3) lo scavalcamento con impianti Bleis-Val Albiolo-Bleis.

La biclcletta: lo “sci” per l’estate che destagionalizza la stagione invernale.

Per l’estate: la sistemazione del sentiero che sale al Passo dal Trentino, sua trasformazione in pista ciclabile e suo collegamento con l’attuale pista ciclabile della Val di Sole, con la ciclabile Mostizzolo -Passo Palade e con l’intero esteso ed importaante sistema delle piste ciclabili del Trentino Alto Adige. etc.. Collegamento ciclabile del Passo con Ponte di Legno e con la rete ciclabile lombarda: Passo del Tonale al centro dei due sistemi. Bici (anche) in montagna? A parte che si sta parlando di piste ciclabili, leggete un po’ cosa sta facendo l’Austria da tempo (copio da internet):

Il Bike Trail Tirol offre numerosi tour in mountain bike in Tirolo. Inforcate la bici e scoprite il cuore delle Alpi sul più lungo circuito interconnesso delle Alpi. Il Bike Trail Tirol conduce in 32 tappe giornaliere, suddivise lungo circa 1.000 chilometri e 27.000 metri di dislivelli, attraverso le diverse regioni del Tirolo austriaco. La struttura del circuito consente di scegliere liberamente il punto di partenza e quello di arrivo. I vari itinerari MTB sono belli da percorrere sia in un’unica soluzione che in più tappe. Il Bike Trail Tirol è il percorso mountain bike ininterrotto più lungo dell’Austria e di tutte le Alpi. E’ accessibile per tutti i ciclisti: per quelli sportivi in cerca di emozioni forti; per i funbikers in cerca di singletrails e per i ciclisti più tranquilli che si divertono semplicemente a pedalare nella natura, immersi in uno splendido scenario alpino. Il percorso incrocia anche molti altri percorsi, il che permette di iniziare il bike tour ovunque, senza un inizio e una fine prestabilita. In questo modo è possibile scegliere con comodità l’itinerario più congeniale alle esigenze di ogni appassionato. 

Il mio possibile contributo? Per i miei amici del Tonale, da “vecchio” manager e da appassionato ciclo-sciatore qual sono, sarei lieto di fare il consulente gratuito: al cuore non si comanda!

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RUGGERO POLITO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 17 Marzo, 2019 @ 7:03 am


Detto altrimenti: a cinque anni dalla sua mancanza     (post 3540)

Ruggero, musicologo e musicofilo, violinista e pianista, Presidente Emerito del Tribunale di Rovereto. Su di lui trovate molti post qui nel blog.

Ieri sera, a Riva del Garda, un concerto dedicato alla sua memoria. A lui che per quasi mezzo secolo era stato il Presidente della nostra Associazione Amici della Musica. La sala auditorium del locale Conservatorio Bonporti, piena. Piena di persone e di commozione, quando il Presidente Franco Ballardini ha ricordato colui che ancora oggi è “il nostro Presidente”. In prima figlia la moglie Maria Grazia, le tre figlie Patrizia, Elisabetta, Anna Carla con mariti e i cinque nipoti. A suonare abbiamo invitato un amico di Ruggero, il primo violino della Fenice di Venezia Xhoan Shkreli, al quale tanti anni fa Ruggero aveva prestato i suoi preziosi violini, perchè potesse studiare meglio, l’amico Xhoan che già era venuto a suonare in occasione delle esequie di Ruggero. Insieme a lui un pianista d’eccezione, il M° Prof. Igor Cognolato docente al  Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia.

Xhoan Shkreli e Igor Cognolato

Ruggero era anche membro dell’Accademie delle Muse a Trento, associazione culturale presieduta dalla pianista cantante lirica Cristina Endrizzi, e non sono mancati amici di Trento che sono scesi a riva per l’occasione: a loro un particolare grazie! Di Ruggero ricordiamo l’entusiasmo, la gioia di vivere, la curiosità per tutto, la disponibilità verso tutti, l’amore per i suoi violini e per il suo pianoforte: l’amore – grandissimo – per la sua famiglia non sta a me qui ricordarlo, come è testimoniato del resto dalla presenza di tutti i suoi cari al concerto.

Ruggero con il chitarrista classico internazionale Carlo Fierens

Si potrà dire che in questa sede forse avrei potuto limitarmi agli aspetti “tecnici” dell’Evento, e invece no: Ruggero era ed “è” una Persona-Esempio, una di quelle che con la loro umanità migliorano l’Umanità. Grazie sempre anche di questo, carissimo amico.

Da destra: due nipoti, la moglie, tre figlie

Dopo il concerto, un folto gruppo di noi al ristorante. E qui, di nuovo, la sua mancanza: già, perché Ruggero amava moltissimo la convivialità, soprattutto quella post-concerto.

Il programma di sala:

  • V.A. Mozart (1756-1791), Sonata n. 22 KV 305
  • L.v. Beethoven (1770-1827), Sonata n. 5 op. 24 “La primavera”
  • Sergej Prokofiev (1891 – 1953), Sonata n.1 p. 80

Gli amici concertisti ci hanno poi regalato un bis di cui – confesso – mi è sfuggito il titolo (provvederò al più presto).

Grazie ancora a tutti coloro che si uniscono a noi nel ricordo di Ruggero.

Grazie mille Riccardo, in particolar modo per l’accoglienza che ci avete riservato. Peccato per me non aver conosciuto Ruggero: sono certo che la sua Persona mi sarebbe risultata estremamente interessante.  Il brano che abbiamo eseguito fuori programma è il terzo (Gartenszene) dei Vier Stücke aus der Musik zu “Viel Lärm um nichts” nach William Shakeapeare di Erich Korngold, compositore Viennese del secolo scorso. Personalmente amo molto Korngold e trovo che sia stato un vero genio; vorrei poter eseguire più spesso la sua musica. Un augurio di buona Domenica. Hoffentlich bis bald; danke dir nochmals. Igor

(Nichts zu danken, main lieber Freund Igor: es war ein Vergnuegen fuer uns!)

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Violino e pianoforte!

Grazie per il pensiero riguardo al concerto … Ruggero è spesso nei miei pensieri, soprattutto quando “rispolvero” musiche che da tempo non ripasso. E allora, ritrovare i pezzi che eseguivo con lui, mi riempie di grande nostalgia e tenerezza. Il nostro rapporto era basato sull’immenso entusiasmo per la musica e per la sua condivisione. Il suonare insieme si basa sempre sul costante dialogare, fatto di cenni, movimenti dell’archetto e occhiate sempre significative. Anche questo era Ruggero e la sua gioia era immensa quando, alla fine dei duetti, il cuore ci batteva forte e gli occhi erano lucidi per l’emozione. Mi ha donato grandi istanti di generosità. Momenti indimenticabili! Grazie di tutto. Cristina

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CAVE CINAM

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 16 Marzo, 2019 @ 3:05 pm


Detto altrimenti: attenti alla Cina!            (post 3539)

La Cina contro le centrali a carbone: in casa sua. Ma sta costruendo una enorme centrale a carbone nei Balcani che risulterà inquinante anche per noi.

Cave canem, attenti al cane stava scritto sulla porta di molte ville dell’antica Roma. Ok, ma … attenti anche alla Cina: un Presidente a vita il cui pensiero è stato inserito all’interno della Costituzione. Le vie della seta … 700 miliardi di dollari per creare una rete mondiale. E noi? Noi, anzi il nostro governo, stipula protocolli “non impegnativi” con la Cina mentre il Parlamento reclama un’informazione puntuale. Cui prodest? Cui bono? Chi ci guadagna? Ci dicono: l’Italia ci guadagnerà! Maccome, la Cina ci fa un regalo? Timeo Danaos et dona ferentes, tempo i Greci anche quando mi portano doni, diceva Laooconte ai Troiani per indurli a rifiutare il regalo del micidiale cavallo di legno.

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Piccole grandi reti, calate dell’alto, nel buio per catturare … pesciolini distratti

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Le vie della seta, reti grandi. Ma ci sono anche le reti piccole ma diffuse: I cinesi aprono ampi magazzini in zone centrali, molto care, per la vendita di cianfrusaglie da pochi centesimi l’una: come faranno aa far quadrare i conti? Presumo che ci sia chi ripiana le perdite pur di creare una rete. Le reti, quelle web sono la nostra rovina: hanno distrutto i luoghi del pensiero, del confronto ragionato, dell’approfondimento, della democrazia vera.

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Ondata di reflusso. Meno di due secoli fa noi europei abbiamo portato guerra alla Cina perché aveva vietato l’importazione dell’oppio coltivato dagli inglesi nella loro colonia India. Anche noi, sia pure bravi ultimi, stiamo stati colonizzatori. Oggi stiamo diventando “colonizzati” dalla vendita delle nostre società, dei nostri porti, dei nostri marchi e non dai poveri immigrati tanto combattuti. I nostri poveri immigrati: sembra questo il cancro del Mediterraneo. E invece no, il cancro è un altro: il contrabbando plurimiliardario di gasolio scoperto dalla Guardia di Finanza veneta: e le nostre navi, aerei ed elicotteri a cercare i piccoli gommoni mentre le petroliere dei contrabbandieri vanno a Malta a farsi “regolarizzare” i documenti. Cui prodest? Cui bono? Chi ci guadagna?

In Cina si rispettano i diritti umani e dei lavoratori? Non ne sono poi così certo. Protocollo d’intesa con la Cina? Non mi convince.

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I COMPROMESSI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 Marzo, 2019 @ 11:32 am

Detto altrimenti: di ieri e di oggi      (post 3538)

Paolo Mieli, nel suo bel libro “I conti con la Storia” ai compromessi dedica il capitolo “Mosche e scarafaggi: quando i compromessi fanno la storia”, nel quale cita Albert Einstein che affermava che i compromessi fanno la storia, e che gli unici inammissibili sono quelli “sordidi”. Mieli cita poi il filosofo israeliano Avishai Margalit il quale nel suo libro “Sporchi compromessi”, distingue fra i compromessi inaccettabili (uno scarafaggio nella minestra) e quelli accettabili (una mosca che si è posata sull’unguento spalmato su una ferita). Fuori di metafora e di immagine, Mieli cita una serie di compromessi accettabili e di altri “sordidi”, fra i quali ultimi spicca l’accordi di Yalta del febbraio 1945, con il quale si “restituivano” all’URSS due milioni di persone russe rifugiate in Austria, per consegnarle nelle mani del carnefice Stalin.

Per venire a noi, il più famoso e recente compromesso storico fu proprio quello “Storico”, voluto da Aldo Moro, compromesso non certo sordido, ma sappiamo purtroppo cosa provocò.  E oggi? Oggi viviamo un governo di compromesso, cioè oggi va bene tutto purchè non si cada. Eh già, dopo che per prima la compagine di governo ha capito il potere enorme della “retorica di rete”, questi moderni sofisti l’hanno applicata a proprio vantaggio. Un primo passo in quella direzione l’aveva fatto tale Silvio Berlusconi, “giocando” con quegli “azzurri” e “Forza Italia” da stadio attraverso le TV. Ma oggi le TV sono state battute dalle reti media, e chi prima si è mosso, ha stravinto.

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Ora, io non concordo con le metodologie di questo governo: un “no” alla Diciotti solo verbale; una “democrazia diretta” che di fatto trasformerà in modo democratico la democrazia in oligarchia;
l’improvvisazione al posto della preparazione; le non decisioni perché intanto prendiamo tempo poi si vedrà; la paghetta a tutti senza un sistema di gestione e controllo, che poi questi tutti guadagnano (cioè: “incassano”, è diverso!) più di quanto guadagnano (si, qui si deve dire “guadagnano”)  4.200.000 lavoratori; la quota 100 senza avere prima provveduto ad organizzare i rimpiazzi; il condono per Ischia dentro il decreto Ponte Morandi (che c’azzeccava?); etc..

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Ma una cosa devo riconoscere a questa maggioranza di governo: lo scoperchiamento di un maleodorante vaso di Pandora pieno di mafie e corruzioni varie, etc.. Sarà un caso ma mi pare che il “cambiamento” sia stato soprattutto uno scoperchiamento accelerato e concentrato di vecchie e consolidate coperture: la nuova maggioranza come nuovo custode del tesoro. Ma qui mi viene in mente la sesta Satira di Giovanale, in un suo famoso passaggio: “Ma poi, questi custodi, chi li controllerà?”  Eh già, perchè se il buon giorno si vede dal mattino, cominciano a mancare 48 milioni di euro da certi conti dai quali non avrebbero dovuto sparire.

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E allora? Allora, sulla base della mia esperienza di lavoro, da responsabile della Finanza Italia dell’allora maggiore finanziaria italiana  (la Stet dell’IRI) e, molto dopo, da pensionato, di una piccola Spa pubblico-privata per la mobilità e i parcheggi, posso assicurare che avevo il perfetto controllo su ciascun miliardo di lire e su ciascun euro dei parcheggi e mi chiedo: come è possibile  che esistano sistemi gestionali colabrodo? Forse una risposta me la dà il padre Dante: “Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare”: ed io che sono un appassionato dantista, più non dimando.

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