DA ROMA A BRUXELLES (IN BICI)

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 24 giugno, 2017 @ 4:32 am

imagesDetto altrimenti: accompagnando Lucia Bruni, pedalatrice “Fiabbina”       (post 2763)

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 … per una tappa, anzi parte di essa, anzi, per parte di due! Lei, una forza fisica e d’animo non indifferente. Pedala una bici carica di bagagli con una leggerezza incredibile. Le sue idee, chiare, forti, determinate in favore dell’integrazione europea dei popoli in genere. La ritrovate in alcuni post precedenti.

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Ieri da Trento le siamo andati incontro fin oltre località Pilcante (42+42 km). incontro a lei che arrivava da Verona. Alcune sue deviazioni (fra Domegliara e Ceraino) per evitare una salitaccia della ciclabile, alcuni giri in Rovereto, ed eccoci noi a 95 km e lei a 120. Con il caldo che faceva! Base intermedia: l’accogliente Ristorante caffetteria Moja di Borgo Sacco a Rovereto che ringraziamo vivamente: ormai è diventato un posto ristoro Amici Fiab!

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.Ieri, a Rovereto, tappa presso l’Osservatorio Balcani E Caucaso in Piazza S. Marco, accolti dalla Direttrice scientifica Luisa Chiodi, sua “compagna di scuola” (Università).

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imagesOggi alle 08,30 si riparte da Piazza Duomo (Trento) per Bolzano-Mules, tot. 145 km! Noi della Fiab-Federazione Italiana Amici della bicicletta, associazione che a livello centrale ha ha patrocinato Lucia, la affianchiamo suddividendoci la tratta. Il significato dell’impresa di Lucia? Celebrare i 60 anni dai Trattati di Roma, quelli che hanno dato l’avvio al processo di integrazione europea. Lungo la sua lunga strada Lucia è intervistata dalla stampa locale, visita e “celebra” i luoghi del “Percorso Europeo”, contribuisce a risvegliare la coscienza europea.

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IMG_0507Lucia nata, studiata e cresciuta a Bologna, è ormai anche un po’ trentina: infatti è stata una dei testimonial dell’ultimo Evento dell’Associazione Restart Trentino (altra patrocinante), quello sul lavoro, al Palazzo delle Albere e a novembre sarà ospite (associata di diritto) dell’Accademia delle Muse di Trento. Infine FIAB, mio tramite, l’aspetta per accompagnarla nelle nostre splendide piste ciclabili di valle (dell’Altogarda, Ranzo-Molveno, del Maso Limarò, delle Giudicarie e della Val di Genova, della Valsugana, della Val di Non). Lucia, ti aspettiamo!

http://www.inbici.net/blog-rivista-ciclismo-in-bici/notizia/items/da-roma-a-bruxelles-in-solitaria.html#.WS63OFYfrRg.facebook

ilmiocuoreperleuropa.eu

www.balcanicaucaso.org/Transeuropa/Il-mio-cuore-per-l-Europa-in-bici-da-Roma-a-Bruxelles

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1352861558165562&id=1349447618506956

http://ilmiocuoreperleuropa.eu/2017/06/17/il-progetto-sulla-stampa-regionale/.eu/

(Patrocinata da Regione Emilia Romagna, Granarolo, Trentoblog, Fiab Centrale, Restart, Commissione EU, etc. etc. etc.)

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MOUNTAINBIKE & MOUNTAINCONCERTI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 20 giugno, 2017 @ 5:37 am

Detto altrimenti: bici e concerti in montagna     (post 2762)

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Ieri, nella Valle del Sarca, sopra la Centrale Fies

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MTB, Mountainbike: servono per percorrere sentieri montani, sterrati, sassosi. Molti le osteggiano: in montagna si va a piedi, dicono. Però molti di quei molti poi sono favorevoli ai “concerti in montagna”, ai “suoni delle dolomiti”, quei raduni che vedono migliaia di mersone radunate ad ascoltare musica, quella musica che hanno da sempre ascoltata in città. Al che mi permetto di sottoporre alle lettrici ed ai lettori alcune sottolineature:

Il CAI centrale ha pubblicato un paio di quaderni sul ciclo escursionismo (reperibili in internet), per regolare la materia delle bici in montagna. Ecco, si tratta né di permettere né di vietare, bensì di regolare, ad esempio vietando la libertà assoluta e gli eccessi.

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Tanti, tanti “ieri”  fa … saranno ormai cinquat’anni!

MTC, Mountainconcerti? Ammetto, io stesso ne ho ascoltato uno: stavo scalando la Brenta Alta, ero in parete. Circa 250 metri sopra la Bocca di Brenta, quella che dal Vallone dei Brentei (Val Brenta) ti fa accedere al rifugio Pedrotti alla Cima Tosa (Vallone dei Massodi). Giù in basso un tizio prendeva a calci un barattolo vuoto, ed il rumore mi giungeva in poco meno di un secondo (ed ecco stimata la mia altezza rispetto a lui). Poi arrivarono altre persone, si disposero ad arco, ed iniziarono a cantare canti di montagna. Avrei scoperto dopo trattarsi del Coro della SAT in gita sociale. Mi fermai, non arrivai più in vetta … mi gustai l’intero concerto e poi ridiscesi a corda doppia. Questo – a mio sommesso e molto probabilmente sbagliato giudizio (ma che volete, tot capita tot sententiae!) – è l’unico concerto che può essere “portato” in montagna.

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Negli altri casi occorre portare la montagna in città e non viceversa e – in montagna – ascoltare e gustarsi la musica del silenzio; del vento; delle grida acute e dei fischi del corvo alpino;  del frusciare della corda sulla roccia; del tintinnio dei colpi del martello sul chiodo … con il sottofondo del profumo dei licheni e del calore del sole sulla roccia.

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Ma poi mi son detto: dai Ric, sdrammatizza … aggiungi qualche bella foto … così, per alleggerire il discordo eccheddiamine! E allora cedo alle … mie stesse insistenze e vi regalo tre foto “d’acqua”:

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La prima, del Lago di Cavedine, con tanto di papere e fiori …

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… la seconda, scendendo a valle, delle “rapide” del Sarca fra Arco e Ceniga-Dro …

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… la terza, arrivato infine al Garda, di un capolavoro di “ingegneria navale”: un nido di folaga costruito sugli scalini della scaletta di un ormeggio nel porto della Fraglia Vela Riva. Quando mi avvicino per disormeggiare la barca, lei non scappa e il suo compagno, distante una trentina di metri, accorre svolazzando in suo aiuto! Morale: dare dell’animale ad una persona è farle un complimento!

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Good bike everybody!

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MORALE E LEGGE ELASTICHE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 19 giugno, 2017 @ 1:00 pm

Detto altrimenti: si, vabbè, però dipende … si sa … del resto … mica possiamo … che stiano a casa loro … (post 2761)

downloadSono in città al mercatino settimanale. Sottobraccio un sacchetto con un mio vecchio costume da bagno: ne sto cercando uno analogo. Mi ferma un tale in borghese: “Ha lo scontrino d’acquisto?” Evidentemente è un finanziere (ma non mi ha mostrato alcuna tessera). Rispondo “Questo è un mio costume vecchio, ne sto cercando uno analogo”. Risponde “Grazie” e se ne va. Corretto, penso, controlli a tappeto.

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download (1)TV RAI ieri sera. Un servizio su una baraccopoli di immigrati che raccolgono pomodori: 2500 esseri umani accampati in un luogo nel quale si violano le seguenti norme: umanitarie, dei diritti umani, del lavoro, sul fisco, sull’igiene pubblica e sulla salute, sulla sicurezza, etc.. Farei prima a elencare le norme non violate. L’assistente sociale intervistato dichiara trattarsi di meno di un decimo delle persone così accampate in regione, la maggior parte alloggiata in casolari abbandonati: una popolazione di 30.000 esseri umani, i nuovi schiavi che lavorano a tre euro l’ora. In quella regione. Poi ci sono le altre regioni.

1 commento:

Scrive Giovanni S. e trascrivo: Ciao Riccardo, ho letto il tuo blog sulla morale elastica e vorrei aggiungere questo commentino … ma non ho ancora capito la procedura per cui te lo invio via mail. Pensa tu ad inserirlo se lo ritieni appropriato. GiovanSaluti: “E’ così da sempre: si controllano le pagliuzze e si ignorano le travi. Qua diventi matto con la burocrazia se vuoi aprire una nuova finestra in un muro di casa…là si costruiscono abusivamente interi quartieri e nessuno…nessuno?…se ne accorge!.”

Due gg dopo, TV “La 7″, inchiesta su alloggi in case di ringhiera a Milano affittate a extracomunitari (€550,00 al mese e più) che se le subaffittano fra di loro (€150,00 a letto al mese). Incassa il canone il portinaio. Condizioni degli alloggi: assolutamente gravemente carenti sotto ogni profilo: igienico sanitario, sicurezza, impiantistica,  livello di affollamento e – da ultimo – regolarità fiscale. Alla televisione! Spero che la Procura della Repubblica abbia visto il programma.

 

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COSTRUIAMO L’EUROPA!

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 17 giugno, 2017 @ 4:49 am

Detto altrimenti: Europa, un postaltui         (post 2760)

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G. De Marchi: scrittore, giornalista

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A “fagiuolo” … capita proprio a “fagiuolo” questo contributo spontaneo sull’Europa del mio amico genovestorinese Gianluigi De Marchi. A “fagiuolo”, perchè stiamo commemorando i sessant’anni dei Trattati di Roma, quelli che diedero vita al processo di integrazione europea; a “fagiuolo”, perché molti dei più recenti miei post sono dedicati all’ imminente impresa europeista a pedali di Lucia Bruni (cfr. ivi) https://youtu.be/z1_7S_te0_A ; a “fagiuolo”, perché non avremo parlato mai abbastanza della necessità di arrivare agli Stati Uniti d’Europa. E allora, eccolo il postaltrui!

Inizia

“Abbiamo fatto l’Italia, ora dobbiamo fare gli italiani!” La celebre frase attribuita a Massimo D’Azeglio (anche se storicamente non l’ha mai pronunciata, almeno in questa versione) significa che, una volta costruita un’identità geografica, è necessario costruire un’identità di popolo, altrimenti non si riesce a creare uno Stato nel senso moderno. Oggi, parafrasando quella affermazione, potremmo dire: “Abbiamo fatto gli europei, ora dobbiamo fare l’Europa!”

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Cosa spettiamo a metterle le strisce?

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Ripensiamo al processo di costruzione del sogno europeo: già dagli anni ’50 del secolo scorso i politici più sensibili (fra i quali l’italiano De Gasperi, il tedesco Adenauer, il belga Spaak, il lussemburghese Bech, l’olandese Mansholt, il francese Shuman ed il grande Altiero Spinelli) avevano capito che gli Stati europei non potevano competere efficacemente con i grandi colossi usciti dalla guerra mondiale (USA e Russia), che potevano fare affidamento su sistemi economici potenti ed omogenei.

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L’azione di sensibilizzazione fu forte ed efficace, tanto che i sentimenti “europeisti” conquistarono ampi strati della popolazione che iniziò a “sentirsi europea” pur con le inevitabili differenze tra italiani, francesi, tedeschi, belgi, olandesi, lussemburghesi (il primo nucleo costitutivo del “sogno unitario”). Al contrario del processo del Risorgimento, gli europei nacquero prima dell’Europa …

downloadAlla fine del millennio si diede un sigillo all’evoluzione, con i Trattati che delineavano un’entità soprannazionale e si mise in atto un grande progetto che avrebbe dovuto costituire l’inizio di una nuova era: l’adozione dell’euro, la moneta unica europea che cancellava le identità nazionali nel campo finanziario. Ottima idea, alla quale purtroppo non è seguito nulla di altrettanto efficace. Oggi i 28 paesi dell’Unione hanno diverse legislazioni fiscali, diverse legislazioni del lavoro, diverse legislazioni previdenziali, diversi sistemi giudiziari. Insomma, finanziariamente l’Europa è unica, sotto tutti gli altri aspetti (tranne rare eccezioni come la libera circolazione delle merci e delle persone) è frazionata in un variopinto, caotico ed inefficace panorama.

Sarebbe necessario un “colpo d’ala” mettendo mano veramente (e non solo a parole) all’unificazione delle leggi e dei comportamenti almeno in tutti i paesi che adottano l’euro, per evitare squilibri e differenziazioni che nuocciono all’Europa e (come dimostrato dall’affiorare di sentimenti antieuropei) rischiano di vanificare il “sogno europeo”. Chissà se i politici riusciranno a metter da parte il loro egoismo e ad anteporre gli interessi europei a quelli meramente nazionali ed addirittura personali? www.demarketing2008.it

Finisce

E allora … dai, ognuno di noi si impegni con il suo vicino e così via … siamo già tanti, saremo in molti di più, dobbiamo essere tutti a indurre i nostri polititi a fare il loro dovere!

 

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LE GRANDI RELIGIONI D’ORIENTE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 16 giugno, 2017 @ 6:27 am

Detto altrimenti: conferenza di Umberto Sancarlo       (post 2759)

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Umberto è un nostro associato (Accademia delle Muse),  disegnatore e pittore ma anche molto altro, soprattutto uomo di molte culture, fra cui …Insomma, al Circolo Rosmini questa volta è stato di turno lui, ad aprirci un mondo sconosciuto alla maggior parte di noi, io in testa.

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Taoismo, filosofia religiosa; Confucianesimo, filosofia morale; Shintoismo, rapporto con la natura; Buddismo Zn, insieme di molte scuole. Questa l’introduzione.

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imagesIl Taoismo, simbolo il Taiji, nasce nel sesto secolo a. C. ma viene istituzionalizzato nel primo secolo a. C.. dal signor Laozè, con il suo libro “La via”, composto da 5000 ideogrammi, nella quale si espone la concezione dell’uomo e dell’universo. Esso contiene una somma di pratiche mentali, di tecniche di meditazione, di respirazione, di concentrazione per arrivare a conoscere il Principio Primo, una divinità spersonalizzata, il TAO, principio indefinibile che sta alla base di tutti i fenomeni del mondo. TAO è il corso della natura, l’Energia Primaria: esso è anche l’abilità in una certa attività: il Tao del guerriero, dell’amante, del governante. In quanto filosofia si scinde in due componenti, uno positivo ed uno negativo, complementari fra di loro e ciclici, la cui mescolanza è alla base di ogni essenza. Il Tao genera la ginnastica Tai Chi, e l’azione senza azione Wei Wu Wei che “non deve forzare l’andamento delle cose” secondo la quale la regola è “divieni ciò che sei” (ripresa da Friedrich Nietzsche, n.d.r.). Il Taoismo ha influenzato la medicina tradizionale, l’arte, le arti marziali e il giardinaggio senza acqua.

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downloadIl Confucianesimo. Filosofia morale e sociale. Confucio (551-479 a. C.) vive durante un periodo di guerre e lotte intestine in Cina, per il dominio dell’intera nazione. Egli viaggiò molto fra i vari regni e la sua dottrina ebbe successo dopo la sua morte. Confucio predicava l’armonizzazione con l’ordine generale del mondo. Per lui il Dio è impersonale e si chiama Lì. L’uomo nasce “tabula rasa” ed è formato dall’educazione che genera tre classi “culturali”: i saggi, i nobil uomini, l’uomo comune. Le virtù del confucianesimo sono l’umanità (vicinanza all’uomo); il dovere; l’altruismo; il buon esempio (insegnamento come buon esempio, idem Friedrich Nietzsche, n.d.r.). I libri: I detti di Confucio, i 4 libri del confucianesimo, testi sui quali erano interrogati gli aspiranti funzionari pubblici. Infatti nel 180 a. C. il Confucianesimo divenne dottrina dello Stato, essendo diventato un culto laico. Le sue influenze: la lealtà all’interno della famiglia; la pietà filiale; il culto degli antenati; l’importanza dei riti; l’obbedienza all’autorità; l’importanza ed il rispetto dell’istruzione. Questa dottrina si diffuse in Cina, Giappone, Korea, Vietnam.

(Ero due mesi … Ich war zwei Monate … a scuola di tedesco al Goethe Institute di Prien, sul Chiemsee, in Baviera. Studenti da tutte le parti del mondo. Due cinesi, rimproverati dall’insegnante perché non partecipavano mai alle nostre attività ricreative: stavano sempre a studiare!)

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La porta fra il mondo degli uomini e quello degli dei

Lo Shintoismo. Simbolo: il Tomoe (come il Taiji ma con tre componenti) . Forma religiosa giapponese. Amore per la natura. Ogni elemento della natura può essere un Kami (Dio). Non ci sono libri, sacerdoti, preghiere, proibizioni. Misticismo spontaneo verso la natura. Con il silenzio si raggiunge l’ Hanami (per altri, il Nirvana), la contemplazione dei ciliegi in fiore (bellezza e fugacità della vita), La pratica più diffusa, l’Wabi Sari, il perdersi girovagando da soli nella natura. Le virtù sono: amore, altruismo, umiltà, sincerità, libertà, tolleranza religiosa. Nella propria vita ogni uomo può “vivere” successivamente diverse forme religiose. Nel 1886 l’imperatore Hirohito na fa la religione ufficiale e fa discendere la propria famiglia dal Sole. L’impero diventa del “Sol levante”. Le virtù diventano: fedeltà al proprio dovere; autocontrollo, sprezzo della morte, amore per le norme. Influenze: nei giardini, nel sacrifico dei kamikaze.

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downloadIl Buddismo Zen. Simbolo: Enso. Basato sulla meditazione. Ha assorbito dal taoismo e dal Buddismo indiano tradizionale, Cian, cge in Giappone diventa Zen. India; Budda si oppone al rigore religioso, al predominio delle caste (Bramini), abbandona la famiglia, si ritira un mese in meditazione e “si illumina” (Budda = Illuminato). Il suo nome originario era Siddartha. Per lui ciò che conta è il comportamento dell’uomo, i suoi valori morali: basta caste, tutti sono uguali. Ovviamente la sua “religione” si diffonde fra la popolazione comune, fino al 200 d. C. Poi si confonde con l’Induismo che aveva combattuto. In Giappone diventa Buddismo Zen. I principi sono autonatura (energia universale); vacuità (l’illusione del cosiddetto reale), il vuoto mentale, condizione necessaria per chi vuole raggiungere a comprendere l’autonatura. La pratica mentale è lo Zazen = meditazione. Diffuso anche in USA (anni ’60) e in Italia (anni ’70). Decine e decine di scuole del mondo.

In sintesi: un’ora e 45′ di conferenza, una sorta di rompighiaccio della (nostra? Mia sicuramente!) ignoranza. Ora la via è aperta: sta a ciascuno di noi – eventualmente – approfondire. Grazie, Umberto!

 

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RESTART TRENTINO, RESTART EUROPA!

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 15 giugno, 2017 @ 12:05 pm

 

Detto altrimenti: anche in bicicletta, purchè sia una ripartenza!       (post 2758)

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Con la divisa della Squadra Ciclistica della Commissione UE

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Lucia Bruni, una giovane donna bolognese di 34 anni, forte ciclista, laureata in scienze politiche internazionali, già vissuta a Sarajevo, operante anche nel sociale, il 19 giugno “partirà” (she’ll start) da Roma per raggiungere in bicicletta Bruxelles il 6 luglio, celebrando in tal modo i 60 anni dei Trattati di Roma, evento che ha dato l’avvio all’integrazione europea. Il suo è un contributo alla ripartenza (restart, appunto!) dell’UE. Durante ogni tappa Lucia celebrerà luoghi e avvenimenti riconducibili al processo di integrazione europea.

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IMG_0507Lucia, socia FIAB-Federazione Italiana Amici della Bicicletta, patrocinata dalla Fiab nazionale stessa, dalla testata Trentoblog, dalla Commissione UE, dalla sua Regione di origine e di residenza (Emilia Romagna) e da molti altri enti e istituzioni, ha ottenuto anche il patrocinio dell’ Associazione Culturale Restart Trentino. Infatti Lucia è stata una dei testimonial nell’ Evento Restart dell’ 11 maggio scorso al palazzo delle Albere in Trento (v. post “Restart, ieri sera”, del 12 maggio), evento nel corso del quale – fra l’altro – si è inteso evidenziare episodi di “ripartenze” in molti settori fra i quali il lavoro giovanile e la sensibilità politica europea.

https://youtu.be/z1_7S_te0_A

La tappa “Trentina-Sudtirolese? Lucia, provenendo da Verona, arriverà a Rovereto il 23 giugno e sarà ospite dell’Associazione per la Pace. Quindi nel pomeriggio io stesso la “co-pedalerò” da Borgo Sacco a Trento. La mattina successiva, 24 giugno ad ore 08,30, Lucia ripartirà da Trento, Piazza Duomo, alla volta di Mules (Sudtirolo). A pedali con noi saranno altri associati Fiab  di Trento e di Bolzano:  chiunque altro vorrà essere presente e partecipare (a pedali e non), sarà molto ben accetto.

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Le strisce! Mettiamole le strisce!

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Il significato della partenza e ripartenza? E’ semplice: ogni progetto deve “ri-partire” continuamente, deve essere vissuto ed “operato” di continuo. Panta rei, tutto scorre, le condizioni di contesto possono migliorare o peggiorare ma l’idea, l’obiettivo deve rimanere e deve essere continuamente perseguito da menti e iniziative libere, innovative, coraggiose, così come è libera, innovativa e coraggiosa Lucia!

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Perdonerete se scrivo questo (ulteriore) post sulla sua impresa, ma ne ho ben donde. Infatti il vostro blogger “qui sottoscritto”

  • è stato delegato dal Presidente di Fiab Trento Guglielmo Duman ad assistere Lucia nella sua tappa regionale;
  • è Presidente dell’Associazione Culturale Restart Trentino;
  • è da decenni europeista convinto.

Ottenuta la vostra comprensione, vi segnalo alcuni link:

http://www.inbici.net/blog-rivista-ciclismo-in-bici/notizia/items/da-roma-a-bruxelles-in-solitaria.html#.WS63OFYfrRg.facebook

ilmiocuoreperleuropa.eu

www.balcanicaucaso.org/Transeuropa/Il-mio-cuore-per-l-Europa-in-bici-da-Roma-a-Bruxelles

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1352861558165562&id=1349447618506956

http://ilmiocuoreperleuropa.eu/2017/06/17/il-progetto-sulla-stampa-regionale/

Buona Restart, buoni Stati Uniti d’Europa a tutte e a tutti!

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BICINDOLOMITI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 giugno, 2017 @ 5:38 am

Detto altrimenti: Fiemme-Fassa-Fiemme, 95 km     (post 2757)

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Ottimo per un caffè all’andata ed una birra al ritorno!

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Eravamo quattro amici al bar … prima di iniziare a salire da Molina di Fiemme a Canazei …  al Bar dell’Hotel Italia, graziosissima la barista e cordiale Guido, che le si alterna al bancone. Scherziamo: “Vede, Guido, siamo qui di tre nazionalità diverse: la prima io e Walter, nel senso che io sono genovese e lui noneso, una faccia una razza! Poi Fausto, trentino e Giovanni, modenese. Che le dicevo? Tre nazionalità diverse, ma la bici unisce!”

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350 metri prima, il posteggio del nostro furgone, vicino ad una fontanella che al ritorno avremmo purtroppo scoperto chiusa. “Guido, per favore, può chiedere al suo sindaco che verso il pomeriggio faccia aprire l’acqua? Sa che sollievo, arrivando dopo 95 km pedalati al sole, potersi dare una rinfrescata al viso! Grazie se gliene parla”.

Il nostro è un (ennesimo) sopralluogo tecnico, perché il 2 luglio Fausto ed io saremo le “guide indiane locali FIAB” di un gruppo di 50 amici di Piove di Sacco PD che altre volte abbiamo accompagnato nelle pedalate locali (ricordo la Lavis-Riva del Garda).

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Si pedala. Fausto e Walter normali, io e Giovanni “elettrizzati”. Comunque a Predazzo in 60 minuti, 18 kmh di media, mica male. A Moena, tanto per cambiare, evitiamo la salitella che sfiora la Scuola Militare Alpina (l’avremmo fatta al rientro) e ci facciamo un pezzo di provinciale. Indi, prati e boschi, boschi e prati. Fiori nei campi. Poco traffico ciclistico. Improvvisamente le Dolomiti! Montagne da sogno. Vigo, Pozza, Mazzin, Campitello, Canazei.

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        Il nostro capolinea

Canazei. Siamo sulla destra orografica del Lavisio. Le indicazioni ci vorrebbero far passare sulla sinistra, ma noi sappiamo che in quel tratto (sterrato) vi sono alcune salitelle che vorremmo fare evitare al gruppone dei nostri futuri ospiti. Quindi proviamo a restare sulla destra. Un sentierino erboso appena tracciato ci indica che il percorso è poco battuto. Tuttavia di procede bene fino a quando … fino a quando finisce contro la rete di un campeggio (Camping Marmolada?), a ridosso della quale una bimba, un po’ sconcertata, sta cercando di richiamare l’attenzione di qualcuno all’interno perché le apra il cancelletto. Niente da fare. O si torna indietro oppure, sulla sinistra, si supera un salto di circa dieci metri: una traccia di sentiero in terra battuta, ripidissimo, non pedalabile. Le nostre scarpe non fanno presa: facciamo una catena umana e con grande sforzo riusciamo far salire le biciclette (quanto pesano quelle elettrizzate!), per poi riprendere a pedalare sulla traccia erbosa che costeggia il camping e sbucare in Via del Piz. Domando: “Signor sindaco di Canazei, non sarebbe possibile ricavare un passaggio largo solo un paio di metri ed evitare questi ambaradam?”

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Se volete evitare la salita al Sella, prendete questa e scendete attraverso Plan de Gralba fino a Selva Val Gardena …

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In Canazei, chiosco con panchine, panini e bibite. Ottimo! Subito dopo Canazei una rotonda: panchine all’ombra, fontanella d’acqua fresca, posteggio auto e bus, bar adiacente. Siamo al bivio Passo Fedaia – Passi Sella e Pordoi: il nostro capolinea di oggi. Si rientra. In discesa … si vola? Si fa per dire perché c’è un forte vento contrario. Se vogliamo essere abbastanza veloci, dobbiamo pedalare e con energia. Tuttavia ovviamente è molto meno faticoso che in salita! Dislivelli: dagli 850 metri dell’Avisio ai 1517 di Canazei, oltre le risalite degli strappi intermedi. In piena stagione, esiste servizio bus per salita con bici al seguito.

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Good bike everybody!

FIAB-FEDERAZIONE ITALIANA AMICI DELLA BICICLETTA, alcune decine di migliaia di iscritti in Italia. Fiab Trento, oltre 250 iscritti. Fiab promuove l’uso della bicicletta in città e fuori, il rispetto dell’ambiente, la convivenza civile, il turismo lento, gli “scambi culturali” nel senso che ciascuna Fiab locale si rende disponibile per le  consorelle e anche a gruppi non Fiab per fare da guida nel proprio territorio. Quindi, joint us, unisciti a noi, iscriviti alla Fiab (v. Fiab Trento in internet).

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STATI UNITI D’EUROPA: UTOPIA? SOGNO?

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 12 giugno, 2017 @ 10:54 am

Detto altrimenti: gutta cavat lapidem … a forza di battere ribattere, hai visto mai che ce la faremo? (post 2756)

(Nei 60 anni dai Trattati di Roma che diedero l’avvio all’integrazione UE)

www.balcanicaucaso.org/Transeuropa/Il-mio-cuore-per-l-Europa-in-bici-da-Roma-a-Bruxelles

Utopia, la famosa opera di Thomas More, Tommaso Moro, San Tommaso Moro (lo sapevate che era stato santificato?) è un u-topos, un non luogo. Dice … ma allora è un mondo irraggiungibile? No, raga, è solo un mondo, un obiettivo semplicemente “non ancora” raggiunto: guai se non avessimo utopie, sogni!

Un filosofo (F. Nietzsche) critica i “saggi” che hanno sonni senza sogni. Lo stesso Nietzsche: Un nuovo orgoglio mi ha insegnato l’ “io” e io lo insegno agli uomini: non ficcare più la testa nella sabbia delle cose del cielo, bensì portarla liberamente, una testa terrena, che crea il senso della terra. Non dare credito a chi vuole persuadervi che il dubbio sia peccato.

Ecco, con la fine delle citazioni dei due Autori che ci richiamano rispettivamente a sogni realizzabili e ai problemi della terra, (lungi da me fare teologia!) mi permetto di sottoporre all’attenzione delle lettrici e dei lettori alcune mie brevi considerazioni.

Molti di noi, dubbiosi del fatto che questo sia il mondo migliore, sognano (e già questo è bello!) un mondo diverso. Immaginano il futuro, un futuro migliore, un futuro basato su cose nuove e su una nuova virtù: e questo è sicuramente nobile.

Una nuova virtù: il superamento dello Stato nazionale come fatto positivo.

Ma questa nobiltà spesso è ostacolata da molte persone “buone” le quali si prefiggono di conservare bene le cose vecchie. Il Manzoni  fa dire al Conte zio: “Sopire e troncare, troncare e sopire, molto reverendo padre …” E i latini: quieta non movère et mota quietare. E ancora, nel “Gattopardo”: che tutto cambi affinchè nulla cambi.

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         Mettiamole le strisce!

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Ed ecco che in molti ambiti (in primis quello politico) chi “sogna” una democrazia più realizzata e una UE diversa, spesso è frenato dai “buoni”, i conservatori dello status quo, i quali per di più, cercano di travisare – a danno dei terzi osservatori – l’immagine dell’azione frutto del pensiero dei nobili sognatori: “Ma cosa pretendono mai questi qui? Sogni. I loro sono solo sogni”.

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Gli  Stati Uniti d’Europa  sono un sogno, un’utopia? Si, certo, nel senso sopra evidenziato, di una nuova virtù semplicemente non ancora realizzata.

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IN BICI NELLA VALLE DELL’INN

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 12 giugno, 2017 @ 5:52 am

Detto altrimenti: Fiab lux!       (post 2755)

davLux … luce? Più della luminosità della giornata di ieri non si può sperare di avere! Infatti la pedalata FIAB nella Valle dell’Inn è stata “illuminata” da una giornata albo signanda lapillo, ovvero da contrassegnare con un lapillo bianco, cioè rarissimo il lapillo ed altrettanto la giornata, tanto è stato perfetto il tempo che ci ha riservato.

La gita è stata suggerita e condotta dall’amico socio Helmut Lansbergen, olandese volante sui pedali e naturalizzato sud tirolese da vent’anni, che vogliamo innanzi tutto anche qui ringraziare.

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davIl percorso: Hall in Tirol già famosa per l’estrazione del sale; Wattens (cristalli Swarovski); Schwaz (edifici medievali); Kramsach (Museo del Cimitero); Rattemberg (botteghe del vetro). Quanti km? Chi ne ha pedalati 54, chi come me 60 essendo uno della “scopa” di coda e dovendo quindi fare l’elastico per ricongiungere il gruppo, tenuto compatto anche grazie all’utilizzo di due radioline ricetrasmittenti fra la testa e la coda della fila dei pedalatori.

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Il “Significato Fiab” non è solo “pedalare” quanto anche o soprattutto stare insieme e arricchire il nostro mondo di parti che altrimenti mai avremmo conosciuto: quando mai, infatti, da soli ci saremmo spinti in tutti gli “angoli tesori” della nostra Terra, e per terra intendo Terra, peraltro quella raggiungibile all’interno di budget di spesa molto contenuti, cioè accessibili a tutti? La “Velocità Fiab” poi è tale che ti consente brevi soste per scattare fotografie, per bere un sorso d’acqua fresca ad una fontana, per guardarti intorno: vi pare poco?

Ma Fiab non allarga solo i tuoi orizzonti territoriali e culturali, bensì amplia anche l’ambito delle tue conoscenze personali. Infatti anche ieri, accanto ai vecchi fiabbini ve ne erano di nuovi, Persone con le quali instauri subito un rapporto di sincera e spontanea comunicazione.

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davNote tecniche: la stagione a pedali è ormai abbastanza avanzata e presuppone quindi un certo allenamento di ognuno. La gita era in pianura, fatte salve le consuete corte rampe di superamento di incroci o corsi d’acqua. Anche questa volta abbiamo raccomandato:

  • utilizzo del casco;
  • manutenzione della bicicletta soprattutto quanto a stato dei pneumatici, meccanismi del cambio, lubrificazione degli ingranaggi;
  • modalità di uso del cambio in prossimità delle salite.

Questi pochi accorgimenti infatti evitano spiacevoli contrattempi e ritardi a tutto il gruppo.

Alla prossima dunque e … chi non è ancora iscritto a Fiab Trento, lo faccia! Basta andare in internet e cercare Fiab Trento! Dai … joint us, unisciti a noi!

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GOCCE DI CIVILTA’

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 10 giugno, 2017 @ 6:52 am

Detto altrimenti: nonostante tutto …. (post 2754)

La guerra, le dittature … la distruzione di tutto e di tutti, eppure … eppure ci siamo ripresi. Eppure il pensiero e l’azione di pochi sono diventati di molti … e alla fine il miracolo della pace. Quante volte è successo? Gli imperi dell’antichità, del Medio Evo, dell’Età Moderna e post moderna: fuochi enormi, distruttivi, ma di paglia rispetto ai tempi della storia. Fuochi distruttivi o di paglia – fate voi – ma che avrebbero potuto diventare incendi globali. Ma ecco intervenire le gocce: le gocce di civiltà, l’apporto di un singolo, il pensiero di uno, di pochi, poi di molti. Infatti ognuno di noi può e deve sentirsi, anzi “essere” una goccia che corre verso il mare insieme a tante altre gocce recando, ognuna, un poco di civiltà e il mare – si sa – è composto da tante, tantissime gocce.

Le guerre. Oggi, non solo o non tanto quelle “convenzionali” tipo io dichiaro guerra a te, tu a me, lui a quell’altro. No. Oggi sono diverse: si chiamano disuguaglianze insopportabili; predazione della natura; violenze psicologiche; sopraffazione di genere; strumentalizzazione di popoli; avvelenamenti da ignoranza; uccisioni da malnutrizione, fame, malattie; terrorismo cui prodest. Ah … dimenticavo … ci sono poi anche le stragi con le “bombe ammesse”, quelle non vietate dalle convenzioni internazionali, quelle che se invece si usano le bombe chimiche allora sì che ci indigniamo, ecchevvipare?!

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         Le strisce! Mettialole le strisce!

Le armi, le guerre. L’UE ci ha regalato 70 anni di pace (in Europa sì, ma nel mondo …?): comunque non è poco. Ma ora, fra la Brexit e le trumpate … ora ci risiamo: fabbrichiamo quantità sempre maggiori di armi, le vendiamo a chi … a chi poi le usa per uccidere i vivi e creare i morti. I morti? Sono vittime di serie “A” e di serie “B”. Ognuno ha i suoi, e sono di serie “A”. Gli altri? Numeri. Un esempio? Eccolo. Bomba in Afghanistan, 70 morti. Niente paura: nessun italiano, nessun europeo coinvolto. Ah, per fortuna, ora siamo tranquilli. Eppure ciascuna Persona è un quid di unicum, di irripetibile, e in quanto tale vale molto di più del migliore quadro del miglior impressionista francese, molto di più della Gioconda che sta al Louvre e che invece dovrebbe stare qui da noi ma si sa come vanno queste cose. Eravamo ragazzini. Improvvisamente entrammo in possesso di un fucile ad aria compressa. S’andava a caccia. Uccidemmo un passerotto. Uno di noi disse: “Avete distrutto qualcosa che non sarete mai in grado di riprodurre”. Eravamo ragazzini, oltre 60 anni fa. Quella frase mi è rimasta impressa nella mente.

Dice … ma tu sei un antimilitarista, un obiettore di coscienza? No, raga, scialla: a parte che ai miei tempi, nonostante il tentativo di Don Lorenzo Milani, non esisteva l’istituto dell’obiezione di coscienza, e poi ero figlio di un militare: quindi sottotenente di complemento degli alpini in Alto Adige. Ma una cosa è scalare montagne, fare soccorso alpino, presidiare i tralicci dell’alta tensione, partecipare alle operazioni di protezione civile o di ordine pubblico o difendersi da una aggressione armata; tutt’altra faccenda è aggredire uno stato, una nazione, un popolo, come accadde quando i nostri padri andarono a (cercare per fortuna inutilmente di) spezzare le reni alla Grecia, tanto per fare un esempio.

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Mi ero illuso che un accordo fra gli USA e gli USE (United States of Europe) avrebbe potuto indurre il resto del mondo al rispetto delle regole di civiltà. Ma ora in UE c’è stata la Brexit e in USA Trump: peggio di così solo se in Francia avessero vinto le penne all’arrabbiata anzichè i maccheroni al basilico.

E noi? Noi … niente paura raga, noi stiamo affinando lo strumento principe della democrazia, la legge elettorale! Dice, ma tu vorresti il proporzionale o il maggioritario? Io? Chi sono mai io per riuscire a capire queste cose? Lasciamole ai nostri parlamentari illuminati, quelli che nel frattempo di leggi elettorali se ne sono date ben due, una proporzionale ed una maggioritaria, una per ciascuna delle due camere che quando qualcuno ha provato ad eliminare il bicameralismo perfetto lo abbiamo segato … ecchè, con la crisi del lavoro che abbiamo avrebbe voluto eliminare tanti bei posti di lavoro? E poi, pensiamo a lavorare, altro che fare politica: ricordate quelle frasi sui muri delle fabbriche? “Qui si lavora, non si fa politica”. Ecco, quando c’era Lui sì che i treni arrivavano in orario e le leggi elettorali (e raziali!) funzionavano …

Concludo: l’umanità … quando smetterà di farsi del male? Nel frattempo, amici, dai … avanti con le nostre gocce  di civiltà … avanti, non ci demoralizziamo!

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P.S.: Una goccia? Forse questo mio post. Un’altra, sicuramente, la pedalata che la giovane Lucia Bruni farà da Roma a Bruxelles dal 19 giungo al 6 luglio per celebrare i 60 anni dei Trattati di Roma che diedero il via all’integrazione europea. Leggetela su  ilmiocuoreperleuropa.eu. Chi la volesse accompagnare (a pedali!) per una tratta, partenza alle 08,30 del 24 giugno da Piazza Duomo, Trento. Destinazione Brennero. https://youtu.be/z1_7S_te0_A

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La mia vecchia  bici “Camilotto Expert”, 35 anni assai ben portati con  buona “pace” di quelle nuove …

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P. S.: … e dopo avere pubblicato questo post, ho fatto una pedalatina Trento-Borgo Sacco (e ritorno, 51 km sani sani) per avvisare che il 23 giugno, primo pomeriggio, Lucia ed io saremo di sosta e passaggio nella piazzetta Filzi e … mancaffarlapposta, visto che qui sopra si parlava di guerra e pace, che ti trovo? La marcia per la Pace! A … questa pedalata (di solito si dice “a questo punto” … ma noi ciclisti FIAB scriviamo a pedali!) due chiacchere con le standiste si sono imposte, non vi pare, data la coincidenza UE = Pace! Forse ci saranno anche loro a salutare il passaggio di Lucia.

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