L’ELENA DI EURIPIDE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 15 Gennaio, 2019 @ 2:14 pm


Detto altrimenti: e poi dicono che i classici non servono … (post 3485)

Oggi, sole pieno, niente sci bensì “a scuola” di letture classiche nella biblioteca Comunale di Trento dalla Prof senza puntino Maria Lia Guardini (se non è vero amore questo …!). Il compito per le vacanze (natalizie) era la tragedia greca “Elena” di Euripide, una tragedia che finisce bene. Scritta nel 412 a. C., ovvero quasi 2500 anni fa, ma attualissima e – per la sua concezione e struttura – veramente appassionante: piena di effetti speciali, di fantasmi, di figure e di caratteri “doppi”; per il teatro nel teatro, la teknè nella teknè, il rovesciamento dei contenuti e dei significati mitologici e molto altro ancora. Essa fu scritta subito dopo la prepotente devastazione ateniese della piccola isola di Melo (416) e soprattutto dopo la pesante disfatta ateniese della spedizione contro la grande isola di Sicilia (voluta da quell’opportunista voltagabbana guerrafondaio di Alcibiade), in una Atene ormai in declino di uomini, marinai, navi, finanza, credibilità internazionale, declino terminato con la sua sconfitta del 404 ad opera di Sparta. Nella tragedia troviamo:

L’esaltazione della ragione e dell’intelligenza umana rispetto al fato: “…  lasciamo perdere gli oracoli. Non sono altro che un’esca per fare arricchire altri: nessuno si è mai arricchito senza fare nulla … l’intelligenza ed il buon senso sono gli oracoli migliori che ci siano” (una sorta di illuminismo ante litteram, n.d.r.)

L’esaltazione della donna (Elena) rispetto all’uomo (Menelao) spesso infatuato di se stesso e irrazionale; della donna che non subisce gli eventi ma li governa; della donna solidale con le altre donne. Ricordiamo che in quel tempo in Atene la donna era poco più che uno schiavo: senza diritti politici, relegata a casa a badare agli schiavi (in media, ogni Ateniese ne aveva quattro!): quindi Euripide compie una vera e propria rivoluzione, anzi … una “evoluzione”, cioè “rivoluzione positiva”!

L’ “aiutati che Dio ti aiuta”Il Dio … si, vabbè, ma intanto tu datti da fare!

La ricerca di cosa esista fra Dio e il non-Dio: “Cosa è dio, cosa non dio, cosa c’è nel mezzo” .

La condanna della guerra: “E’ pazzo chi cerca la gloria a suon di lancia nelle battaglie: è un modo rozzo di porre fine ai problemi dell’umanità. Se le decisioni vengono affidate alla lotta di sangue, la violenza non abbandonerà mai le città degli uomini”.

L’invito al rispetto della natura e all’equa e onesta distribuzione delle risorse e della ricchezza: “Il cielo e la terra sono un Bene Comune per tutti gli uomini: se si riempie la propria casa, non lo si deve fare a spese degli altri, né tanto meno con la violenza”.

Il rispetto verso l’estraneo immigrato: “Giungo qui come naufrago e come straniero: sono assolutamente inviolabile”.

Una vita umana vale più di 100 leggi (n.d.r.)

Che vi avevo detto? Filosofia di vita e di politica attualisssime! Cicerone, anni dopo, ebbe a sentenziare “Historia magistra vitae”, la Storia è maestra di vita. E invece no, la Storia è “registro” di vita: la scrive, la racconta, la commenta ma come maestra non vale un gran che visto che poi i suoi alunni, gli uomini, non ne imparano mai la lezione. Cosa mi permetto di suggerire? A chi ha fatto studi classici, di leggerla. Agli altri, anche (leggendo prima una sintesi del contenuto). A tutti: di rifletterci sopra e di attualizzarne le conclusioni.

Prossima riunione del nostro gruppo di lettura (e anche vostro, se volete: infatti è gratuito ed aperto a tutti): martedì 29 gennaio ore 10, Sala Multilingue della Biblioteca Comunale di Trento (piano terra), Via Roma, 55 – Trento. Compito per casa: “Anfitrione” di Plauto.

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PROSSIMI EVENTI …

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 26 Dicembre, 2017 @ 11:27 am

Se la procedura di inserimento diretto dei vostri commenti ai miei post vi crea difficoltà, potete inviarli al mio indirizzo e-mail riccardo.lucatti@hotmail.it : provvederò io stesso a pubblicarli. Grazie.

Mercoledì 16 gennaio 2019 ore 17,00 Bar Città in Piazza Italia, Trento: Gruppo di Lettura Librincontri “Mirna Moretti”.

Venerdì 18 gennaio 2019 ore 20,45, Salone delle Feste del Casinò Municipale di Arco: concerto Amici della Musica: Orchestra Haydn – Musiche di Mozart.

Martedì 29 gennaio 2019 ore 10, per tutti, Sala Multilingue della Biblioteca Comunale di Trento (piano terra), Via Roma 55 – Gruppo di Lettura dei Classici “Maria Lia Guardini”, su l’ “Anfitrione” di Plauto.

Domenica 3 febbraio 2019 ore 12,30, per i soci FIAB Trento-Federazione Italiana Amici della Bicicletta, Hotel Everest, Corso Alpini, 14 – Trento: Festa e pranzo del tesseramento, 

Lunedi 4 febbraio 2019 ore 20,30, per gli Accademici delle Muse – Giovanni Dallape: canto + chitarra / La Compagnia dei Guitti in … (sorpresa!)

Lunedi 4 marzo 2019 ore 20,30, per gli Accademici delle Muse: Donne incanto (Giovanna, Letizia, Barbara, Giacinta, Cristina) / Giovanni Soncini: la prospettiva nella pittura.

Lunedi 1 aprile 2019  ore 20,30, per gli Accademici delle Muse –  Genio & Co: omaggio a Lucio Battisti / Umberto Sancarlo: Arte e follia.

Lunedi 6 maggio 2019  ore 20,30, per gli Accademici delle Muse:  Michele Calza  e Cristina, pianoforte a quattro mani / Riccardo: Viaggio in … Basilicata.

Lunedi 3 giugno 2019  ore 20,30, per gli Accademici delle Muse.  Il M° Prof. Corrado Ruzza e gli Allievi Conservatorio Musicale di Riva del Garda in concerto / Marisa De Carli Postal: scorci della  Trento minore.

Luglio …, per gli Accademici delle Muse: festa di mezzz’estate

 

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ALTRE GRANDI OPERE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 15 Gennaio, 2019 @ 1:21 pm


Detto altrimenti: quelle “minori” che invece sono maggiori anch’esse        (post 3484)

(No, non voglio parlarvi della TAV, della Valdastico, del Terzo Valico, etc. ….. no)

Il nostro è il Bel Paese, bello a Bellezza Diffusa, ovunque, anche fuori dai circuiti autostradali e delle maggiori città d’arte. Basta viaggiare in auto evitando le autostrade e ve ne rendete conto: in molti paesi esteri, anche europei, ognuna delle nostre innumerevoli “bellezze minori” sarebbe eletta a museo a cielo aperto o chiuso con tanto di biglietto d’ingresso. Ma voglio scendere nello specifico, con esempi concreti. Premetto, sono un ciclista ed allora, perché non partire da qui?

Il Danubio è “assistito” da un sistema di ciclabili “in discesa” per cui vi portano in pullman a monte, voi decidete quanti km pedalerete ogni tappa, vi prenotano l’albergo tappa per tappa, vi ci portano i bagagli e voi vi godete, in poche o molte giornate oltre 500 km di pedalate con la bicicletta scarica di bagaglio. Si può fare anche per la tratta Torino – Venezia. Quanto costa? Il costo di un solo cacciabombardiere F35.

La Alpi, lo sci, le stazioni invernali, gli impianti di risalita, i dislivelli. In Austria hanno eletto il dislivello a prodotto turistico (anche in estate): esiste Tirol Bike Safari, 17 funivia in rete che consentono ai ciclo turisti di percorre in discesa ben 700 km, con una organizzazione analoga a quella del Danubio (v. sopra). Si può fare anche in Sud Tirolo e in Trentino, tanto per cominciare.

Le ferrovie, le vecchie ferrovie, molte linee ferroviarie abbandonate … perché non attrezzarle a piste ciclabili? Si può fare: ad esempio con la linea Grosseto-Monte Amiata, splendide pedalate nelle stagioni intermedie (primavera e autunno).

FIAB ha proposto la certificazione (volontaria) di ogni città come Città ciclabile, ove essa adotti certi criteri di mobilità sostenibile urbana. Sarebbe utile che tutte le città si facessero “certificare” in tal senso. Si può fare, basta una legge quadro al riguardo, con sanzioni e incentivi per chi non fa e per chi fa.

Solo alcune idee per Grandi Opere Minori che poi minori non sono.

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MAS

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 Gennaio, 2019 @ 2:17 pm


Detto altrimenti: Memento “Andare” Sempre (ricordati di andare sempre a … sciare!)     (post 3483)

Un saluto da un VIP (Vecchietto In Paganella)

In verità D’Annunzio la intendeva diversamente: “Memento Audere Semper” (Ricorda di osare sempre) o anche Motoscafo Anti Sommergibile. Sta di fatto che questa mattina presto, alle sette, era buio e il parabrezza dell’auto era picchiettato da goccioline di pioggia. Ma dove sto andando? Eppure le previsioni Meteo AM Paganella (AM, Aeronautica Militare) davano sole pieno per le dieci: e allora, diamo fiducia alla nostra AM: andiamo! Prima salita, Cima Paganella nella nebbia: al mio amico di sci Vigile del Fuoco di Rovigo dico: “Dai scendiamo che nelle piste basse non c’era nebbia”. E così è stato. Dopo poco, sole pieno ovunque! Evviva l’Aeronautica Militare! L’amico, un giovanottone di ben 16 anni più giovane di me (75-16 = 59), viaggia come un treno ma io da vero VIPVecchietto (spesso) In Paganella – riesco a mantenere il suo ritmo.  Piste ottime, poca gente, sciata formidabile. Ci rivedremo mercoledì prossimo stessa ora.

Le strisce! Regaliamole le strisce!

Parliamo di molti argomenti, anche di Europa. Qui la pensiamo in modo diverso. Lui ritiene che i singoli Stati europei siano troppo diversi per potere immaginare che si uniscano negli Stati Uniti d’Europa. Io concordo sulla diversità, ma credo nell’Utopia Stati Uniti d’Europa.  Utopia, u-topos, un non- luogo, cioè un luogo semplicemente non ancora raggiunto. E nella vita guai a non avere Utopie nelle quali credere  e traguardi per i quali  operare!  L’UE di adesso è imperfetta, malata? Curiamola! Infatti la malattia oltre che potere condurre all’invalidità o alla morte, se curata bene può condurre alla guarigione!

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Buona Paganella e Buoni Stati Uniti d’Europa a tutte e a tutti!

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ACHTUNG RECESSIONE!

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 13 Gennaio, 2019 @ 3:07 pm

Detto altrimenti: colpe postume e meriti anticipati    (post 3482)

Piensa mal y acertaràs!

Scusate, amici, scusate se copio un po’ i concetti espressi da quel (collega) diavolo di Plutone (v. post “I dialoghi di Plutone”), un diavolaccio che si aggira per Trento sotto le mentite spoglie di Sempronio, ma pare proprio che siamo in recessione. Ora comincerà lo scarica barile, cioè “la colpa è dei governi precedenti, a noi i meriti per i risultati che sicuramente verranno, è certo al 100%, quasi”.  Populismi al nord e al sud, per di più in contrasto fra di loro ma vabbè; dare tutto a tutti che così si è votati (e così è stato); bloccare o rallentare le grandi opere (150 miliardi, 420.000 posti di lavoro); in UE spostare tutto un poco più avanti, tanto poi ci saranno ben due vie di uscita: vincere le elezioni europee ed eliminare le sanzioni UE e/o dare la colpa alla crisi internazionale. Chevvoletedipiùdallavita? Dice … ma gli Italiani nel frattempo come faranno? Semplice, lo ha suggerito Totò: “Italiani, arrangiatevi!”

Il problema italiano  non è l’immigrazione: è ben altro! Oggi poi, ho appena assistito in Piazza del Duomo a Trento ad una festa delle famiglie ucraine le cui Feste Natalizie finiscono il 18 gennaio. Mi sono commosso alla vista di quelle Persone sradicate dalla loro terra che cercano di integrarsi senza perdere la loro identità. I Trentini presenti  ascoltavano, applaudivano i loro canti; altri, come me, scattavano foto. Tutti sorridevano. Le nostre ombre si allungavano verso di loro quasi a stringersi in un abbraccio. No, raga, non sono questi i problemi del Paese.

Epifania Ucraina a Trento

Alla prossima, e … scusa Plutone se ho scopiazzato i tuoi concetti!

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DEMOCRAZIA, MAGGIORANZE, OLIGARCHIA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 13 Gennaio, 2019 @ 9:17 am


Detto altrimenti: viewpoints, punti di vista   (post 3481)

Bolgger al lavoro

Nei millenni il termine “democrazia” ha significato, in successione: 1) potere sul popolo (il democrates era il tiranno); 2) strapotere del popolo (popolo definito arrogante dalla classe colta esclusa dal governo); 3) potere del popolo. Ieri eravamo arrivati al terzo significato. Oggi siamo regrediti al secondo, con una specifica: strapotere del popolo della rete, secondo una democrazia “diretta” da pochi (oligoi), gli oligarchi (oligarchi del primo tipo). E la vecchia classe “colta” cosa fa? Come nei millenni passati si divide in due gruppi: il primo gruppo accetta di contribuire a guidare – con funzione moderatrice – un regime popolare-populista. Un secondo gruppo, ed è la minoranza, sta all’opposizione. Questo gruppo è composti da pochi, gli oligoi, i pochi, gli oligarchi (del secondo tipo).

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Non credete a me? Be’ almeno crederete a Luciano Canfora, “La democrazia – Storia di un’ideologia” pagg. 42,43. Dice … ma di tuo cosa c’è? Be’ … intanto avere letto quel libro e poi l’attualizzazione dei concetti ivi espressi.

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Buona democrazia (vera) a tutte e a tutti!

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LIBRI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 13 Gennaio, 2019 @ 8:31 am


Detto altrimenti: liberi!        (post 3480)

In latino liber significa libro e libero: infatti chi legge molto è “libero” di formarsi un’idea sua. Su tutto. Ha scritto Umberto Eco: “Chi ha letto molti libri ha vissuto molte vite; chi non ne ha letto, ha vissuto una vita sola”. In Italia si leggono pochi libri, anzi, diciamo meglio, gli Italiani leggono pochi libri, magari gli stranieri che vengono da turisti in Italia, in Italia ne leggono molti, non saprei …

La colonna portante della nostra Umanità

Libri “vecchi, antichi” o “nuovi” appena usciti? Nei libri vecchi la storia e i sentimenti sono soprattutto testimonianza del passato, di come la vita era vista e vissuta nel passato.  Dalla loro lettura scopriamo che nulla si inventa, che la vita si ripete, che il tempo (decenni, secoli, millenni) è breve e che non va sprecato. Nei libri nuovi viviamo l’attualità, l’aggiornamento, la rivisitazione, la predizione. Ed io, quali preferisco? Lo confesso, i nuovi. Perché? Be’ raga, è semplice: dopo avere quasi “subìto” i libri scolastici (che pur oggi apprezzo: ne sono testimonianza una certa Divina Commedia e quei famosi Sposi Promessi, tanto per citarne un paio) quando ancora non ero del tutto in grado di comprenderne il valore, adesso mi piace passeggiare fra i “viali” delle librerie, sfogliare delicatamente qualche pagina come fossero le foglie di una pianta esotica, cercare di capirne i profumi e quindi … acquistare.

Libri “vecchi” trascurati? Quando mai!? Infatti vado regolarmente “a scuola” di classici dalla Prof senza puntino Maria Lia Guardini presso la Biblioteca Comunale di Trento e martedì prossimo discuteremo della tragedia “Elena” di tale Euripide.

Libri all’aperto

Sono ormai amico del “mio” libraio. L’altro giorno sono entrato in negozio e sin dalla porta d’ingresso, a lui che stava al bancone a servire altri clienti, ho detto a voce alta: “Ciao Walter, mi serve un libro di 400 pagine, alto così, con il dorso rosso mi raccomando, sai, ho un buco nei miei scaffali!” Non vi dico la faccia dei client presenti in negozio!

Libri in poesia:

Ombre La luce del cantiere / penetra la stanza / e disegna sulla parete / la danza delle foglie / incontrate / nel suo breve cammino. / Mobili dita / accarezzano i libri / a svegliare pagine assonnate / che s’aprono liete / all’invito. / E mentre le osservi / raccontare / le mille piccole fiabe / alla notte / ti sembra di rubare / ciò che avevi abbandonato / per la fretta di vivere / e che da tempo / non era più tuo

Libri Mirna Moretti? Già, e che dire di questi? Sono quelli che un gruppo di noi si racconta nelle riunioni del Gruppo di Lettura Librincontri di Mirna Moretti (v. relativi post nel blog omonimo in Trentoblog) al Bar Città di Piazza Italia. Ogni 15 giorni, entrata libera.

Gli scaffali, si diceva: hanno una portata limite. Nei miei ho creato una doppia fila e quelli della fila posteriore – grazie ad una tavoletta di compensato rialzata e posta alla loro base – sono rialzati a fanno capolino oltre i libri delle poltronissime: in tal modo li ho resi visibili ed ho raddoppiato la portata della mia platea. Ho poi creato altro spazio regalando molti libri della mia gioventù alla biblioteca di una scuola media. Ma non basta: gli ulteriori arrrivi stanno di traverso, dovrò provvedere.

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La mia ultima lettura? Eccola qui a fianco:

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La mia prossima lettura? Mariana Mazzucato, “Il valore di tutto – Chi lo produce e chi lo sottrae nell’economia” (Ed. Laterza).

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Buoni libri a tutte e a tutti!

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PASSATO, PRESENTE, FUTURO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 12 Gennaio, 2019 @ 11:10 pm


Detto altrimenti: tutto è passato o futuro, il presente non esiste    (post 3479)

Lo aveva detto il filosofo Eraclito con il suo panta rei, tutto scorre: non posso bagnarmi due volte nella stessa acqua del fiume, se sono fermo sulla sua sponda.

E così, il male presente non è presente, è frutto del (governo) passato. E il bene pure, non è presente: sarà frutto futuro di chi governa oggi. Pare che non esista un governo al quale possa imputarsi il male e il bene presente. D’altra parte, se lo aveva detto Eraclito …

I governi? Nel passato si pensava che dovessero essere per il popolo e invece nel presente pare che si stia verificando che siano i popoli per i governi, nel senso che i popoli, attraverso reti web o giubbotti gialli, facciano progredire un loro governo, mentre dovrebbero essere i governi a far progredire i popoli. Cosa ci riserva il futuro?

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I DIALOGHI DI PLUTONE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 12 Gennaio, 2019 @ 3:31 pm

Detto altrimenti:  un governo populestra (un po’ populista e un po’ di destra)   (post 3478)

Blogger al lavoro

Tizio e Caio sono due amici che spesso si incontrano per bere un caffè insieme. In queste pause i due sono soliti discutere su temi d’attualità. Da tempo il Diavolo Plutone, sotto le mentite spoglie di Sempronio, li ha avvicinati, ha conquistato la loro familiarità e si inserisce maliziosamente nei loro dialoghi, salvo poi, sul più bello, sparire improvvisamente in una nuvola di polvere, di nevischio, di vapore acqueo, di nebbia. Qui sul blog si trovano i resoconti dei loro precedenti incontri.

Atto unico – Scena unica

Una mattina soleggiata d’inverno. Tizio e Caio sono seduti ad un bar di Piazza Duomo a Trento a crogiolarsi ad un insolito clima

Tizio: Caio, godiamoci queste ultime giornate di inconsueto tepore: le previsioni annunciano freddo e neve.

Caio: era ora! Le nostre valli e le nostre montagne sono assetate! Il turismo vabbè si salva con la neve sparata dai cannoni, ma in qualche stazione sta finendo l’acqua dei bacini dedicati … e poi, vuoi mettere, come la montagna è più bella con il suo manto di ermellino!

Sua Maestà l’Etna vista da Cesarò. Foto dell’amico Gianni Sanfilippo che aggiunge : “Anche se a volte si fa minacciosa nautri la salutamu accussi: Salutamu bedda!”

Tizio: Hai ragione, che poi neve oggi è acqua per tutti in estate, altrimenti … Sai, dicono che è nevicato solo a nord delle Alpi e invece guarda un po’ la foto qui sopra e dimmi tu se è vero …

Caio: Uei! E’ vero! Sul Mongibello, in Sicilia! Ma … guarda chi sta arrivando! Sempronio, signor Sempronio, venga qui a prendere un caffè con noi e poi non sparisca subito come fa sempre, diavolo d’un uomo! Cos’ha paura, che le facciamo pagare i caffè? Dai che scherzo, si accomodi.

Il diavolo Plutone, sotto mentite spoglie di Sempronio, si avvicina e risponde all’invito

Sempronio: Buongiorno amici, arrivo, accetto volentieri l’invito e il conto lo pago io questa volta: cameriere, tre caffè per favore.

Tizio: che notizie ci porta, amico?

Sempronio: non buone, purtroppo. Arrivo or ora da Roma e alcuni amici che lavorano all’ISTAT mi hanno detto che la ricchezza lorda prodotta dal Paese Italia è stata in diminuzione per tre trimestri consecutivi: tecnicamente siamo in recessione. E’ inutile che taluno dica che “è colpa del governo precedente”, che “i nostri interventi daranno presto l’esito atteso”. La crescita si ha investendo sul lavoro, favorendo gli investimenti privati e attivando gli investimenti pubblici, non con manovre assistenziali, le quali potranno dare solo un piccolo segnale positivo, ma assolutamente insufficiente a invertire la tendenza.

Caio: Io avevo letto che in particolare ci sono 150 miliardi di investimenti pubblici per le grandi opere bloccati dalla politica o dalla burocrazia, ai quali corrispondono circa 420.000 posti di lavoro.

Tizio: E’ vero e oggi a Torino i due partiti al governo si fronteggiano con due manifestazioni: una a favore ed una contro la TAV. Mi chiedo cosa succederà quando alcune regioni del Nord-Centro reclameranno l’autonomia speciale: più soldi al centro nord e meno a Roma e quindi meno al sud, vi sarà da divertirsi … si fa per dire!

Sempronio: Buono questo caffè, non trovate? Brrr … mi sa che la prossima chiaccherata la faremo seduti ai tavolini all’interno del locale.

Tizio: Tornando ai nostri ragionamenti, come se ne esce?

Sempronio: io credo con una sorta di diavoleria, cioè con una crisi di governo che mandi a casa chi è contro gli investimenti.

Tizio: Ma chi resta non avrà i numeri sufficienti per governare.

Sempronio: Si, è vero, ma potrà fare altre alleanze.

Caio: Fatemi capire, e chi sarebbero questi nuovi alleati?

Sempronio: Scusate, vado dentro a pagare i caffè poi torno e continuiamo la discussione.

Sempronio entra nel bar. I due amici aspettano qualche minuto. Non vedendolo tornare, Tizio entra nel bar

Tizio: Cameriere, per favore, quel nostro amico … era entrato per pagare i caffè.

Cameriere: Si, li ha pagati, ma mentre facevo lo scontrino ad un collega si è rotta la macchina del caffè e ne è uscita una gran nuvola di vapore acqueo. Ho chiuso gli occhi per ripararmi e quando li ho riaperti quel signore non c’era più: ho pensato che fosse tornato al tavolino fuori, da voi.

Tizio: No, fuori non è venuto. Non c’è per caso un’altra uscita?

Cameriere: No, signore. Non so cosa dirle.

Tizio: Grazie, fa lo stesso.

Tizio esce e raggiunge Caio

Caio: Ma quanto ci avete messo? E dov’è Sempronio?

Tizio: Non ci crederai, è sparito un’altra volta, diavolo d’un uomo!

Caio: E allora chi darà risposta alle nostre domande?

Tizio: Mah, non so che dirti Caio … ti saluto, sat? Vago a me casa a torme un giaccon pù cald. Ne veden.

Caio: ciao Tizio, un bell’amico sei! Mi lasci con certi bei pensieri da rimuginare, mi lasci …

Sempronio si è reso invisibile ai due e parla fra se’ e se’

Sempronio:   L’attuale governo populestra (un po’ populista e un po’ di destra) diventerà di destra, ma non riuscirà a frenare la deriva economica negativa ed allora forse si riorganizzerà un’opposizione seria, costruttiva. Ne vedranno delle belle quei due, ne vedranno!

Sipario

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UNO, NESSUNO, CENTOMILA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 12 Gennaio, 2019 @ 8:45 am


Detto altrimenti: un brutto sogno, un vero incubo …       (post 3477)

Hola raga! Salve, ragazzi! Ieri sera stavo leggendo Pirandello, quando mi sono addormentato ed ho fatto un brutto sogno, un vero incubo. Per tranquillizzarmi, per scaricarmi, ve lo voglio raccontare.

Inizia

Ah … Pirandello! La ricerca di se stessi, la scomposizione della propria personalità …  al che mi dico: finchè uno che non è nessuno frantuma se stesso, evvabbè. Ma se a forza di vaff, di celodurismi, di viaiterroni, di viaineri, di viaUE si frantuma l’equilibrio di centomila anzi di milioni di elettori e di centinaia e centinaia di eletti … be’ la cosa è preoccupante.

Viaineri? Bastabarconi? Ma ci siamo dimenticati di quando i neri andavamo a prenderli (rapirli) con ben altri barconi (a vela, i velieri) per farli diventare nostri schiavi? O quando andavamo a portare loro la nostra civiltà bombardandoli con bombe incendiarie?

Sì, concordo, bisognava cambiare, bisognava rinnovare la classe politica. Ma attenzione: il cambiamento può essere sia il meglio che in peggio, e noi siamo passati da una politica ragionata (bene o male ragionata ma pur sempre ragionata) ad una politica gridata; da una visione di medio termine ad una di brevissimo termine , mentre sarebbe stato necessario passare ad una visione politica di lungo termine.

In una Spa si direbbe che da una politica di pianificazione triennale (di medio periodo) si è passati ad una di  budget annuale (di breve periodo) anziché ad una di lungo periodo (di lungo periodo). 

Masse di elettori convinti da slogan populisti (“Daremo tutto a tutti, venite, questo è il NPB-Nuovo Pase dei Balocchi! Più gente entra meglio sarà, vedrete!) eleggono (si fa per dire “eleggono”) … anzi, diciamo le cose come stanno: ratificano le nomine dei capi partito e ci ritroviamo in parlamento masse di soldatini ubbidienti.

Ma perché non ci rileggiamo tutti Pinocchio?

Oggi ce l’hanno fatta: nessuna sanzione UE ma se poi le cose non vanno, arrivano le sanzioni ma se nel frattempo loro vincono le elezioni UE basterà abolire la sanzionabilità delle decisioni politiche dei singoli stati “sovrani”. Ed allora via libera all’aumento del deficit (uscite maggiori delle entrate), all’aumento delle tasse, all’aumento della disoccupazione, all’aumento del debito pubblico fino a quando?

L’inquinamento aumenta? Bata innalzare l’asticella dei limiti di legge. Violiamo accordi internazionali? Basta eliminare quegli accordi.

Quanti altri zeri dovremo aggiungere?

Fino a quando da un lato l’UE prenderà atto che la nostra economia (la ricchezza che noi produciamo)  non sostiene sufficientemente la nostra partecipazione alla moneta unica (che rappresenta la media della ricchezza degli Stati partecipanti)  ed allora delle due l’una: o l’UE ci farà uscire dall’Euro oppure saranno i nostri eroi che per non fare questa brutta figura anticiperanno la mossa e “usciranno” (voce del verbo uscire, trasformato in verbo transitivo, secondo l’uso meridionale italiano) … e “usciranno” l’Italia dall’Euro. Evviva! Siamo sovrani! Riappropriamoci della nostra Lira! Mappoi (mappoi) quando la useremo per pagare le nostre importazioni (materie prime e energia) ci accorgeremo che i prezzi sono raddoppiati ed allora su con le tasse, su con i prezzi, su con l’inflazione.

No, tranquilli, questo è il Venezuela …

Ed allora le folle in piazza a protestare contro i propri eletti, i quali opporranno alle masse di essere super legittimati dalle decisioni assunte con le leggi fatte proprio dalle stesse folle (v. capitolo democrazia diretta). Ma però (ma però) allora più che la mente a comandare le masse sarà la pancia (vuota) e si arriverà allo scontro fra i “rivoluzionari” (il popolo in piazza) e la legge (le forze dell’ordine, tutte con quel famoso giubbotto recentemente politicizzato): insomma, una sorta di guerra civile.

Qui per fortuna mi sono svegliato.

Finisce

Dice … sei un mal pensante. Rispondo: eh no, raga, scialla, calma ragazzi: intanto io spero ed opero per il meglio, mi preparo al peggio e prenderò quel che viene. E poi, comunque in Spagna dicono piensa mal y acertaràs, pensa male e indovinerai! E poi il mio è stato solo un sogno, dai .. chevvoletemaichessia?

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SPESE, SIMBOLI, SANZIONI UE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 12 Gennaio, 2019 @ 7:32 am


Detto altrimenti: riflessioni davanti alla TV     (post 3476)

  • Un nostro vicepremier va in Polonia a trovare il suo omologo capo-partito-di-destra, scendendo dall’auto si presenta indossando il giubbotto della Polizia di Stato.  Mi chiedo: chi ha pagato la trasferta? Può egli sottrarre tempo al governo del paese per fare campagna elettorale internazionale? Può indossare quella divisa?
  • La divisa. Costui ne ha fatto un simbolo, che, come tale, unisce coloro che ci si riconoscono. Ma nel momento in cui uno si vuole appropriare del simbolo (ad esempio, indossando il giubbotto impropriamente), il simbolo da elemento di unione si trasforma in elemento di divisione (fra chi condivide quella decisione e chi no). Cosa diremmo tutti noi se il Presidente Mattarella si presentasse in unaa riunion indossando la divisa di Generale dei Carabinieri?
  • “Il rischio delle sanzioni UE? Quando mai? Se vinciamo le elezioni europee aboliamo questa regola!”  Ed allora via libera all’aumento del debito, all’indebolimento della nostra economia, e … all’uscita dall’Euro?  etc.. Italia come Venezuela: moltissimi  sempre più poveri e pochissimi sempre più ricchi.

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