LA PROPRIETÀ TRANSITIVA NELLA DEMOCRAZIA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 12 agosto, 2016 @ 9:01 pm

Detto altrimenti: a pensar male …   (post 2451)

Il concetto di base è semplice: se A è uguale a B e B è uguale a C, allora A è uguale a C. In politica ciò non sempre avviene. Prendiamo un sistema politico democratico. Un’Assemblea, sulla base di una tesi, elegge gli organi, ogni organo esprime un coordinatore. I coordinatori ( presidente, segretario, etc. )sono gli organi esecutivi, per così dire, attuativi della linea deliberata dall’Assemblea. Fedelmente.

Solo che qui talvolta interviene un inghippo anzi due: la mancanza del vincolo di mandato (1)  e poi. Poi … i nostri antichi progenitori romani lo definivano con poche parole: Plurimae leges, corruptissima republica”, ovvero la res publica (oggi diremmo la repubblica democratica, la democrazia) è di fatto tanto più tradita, travisata, snaturata quanto più elevato è il numero delle leggi e delle regole che la governano. Infatti oggi assistiamo a leggi, statuti e regolamenti di partiti politici molto (troppo, n.d.r.) complessi, super articolati, che prevedono organi e sotto organi, partecipazioni allargatissime anzi confuse, con e senza diritto di voto, etc., per cui, talvolta, all’organo esecutivo superiore basta semplicemente ignorare le delibere degli organi inferiori ed agire in modo autonomo. Magari, essendo formalmente sostenuto ed eletto dalla propria maggioranza, cerca ed ottiene il sostegno anche della minoranza avvalorandone le tesi risulte sconfitte in Assemblea.

Ma dai, come è possibile ciò? Direte voi … e invece accade. Accade anche perchè la massa della popolazione è distratta, spesso ha perso l’affezione verso la politica, è stanca di beghe e controbeghe e poi. E poi accade un po’ come nel gioco del passa parola: si inizia con una parola e si finisce con un’altra! E chi partecipa ad una delle votazioni della catena della rappresentanza, spesso si accontenta di far prevalere la propria tesi in quella sede, ma poi non controlla se quella tesi viene travisata nei passaggi successivi. E chi prevarica il sistema politico sa bene tutto ciò.

Chi ci rimette? Ci rimette – coscientemente – chi è seriamente ed onestamente impegnato in politica e vede vanificato il proprio apporto. Ci rimette – inconsapevolmente – chi non “fa politica” nemmeno nel senso di prestare attenzione alle cose della politica: ma per costoro, tanto vale …

Quindi ogni “prevaricatore della democrazia” sa bene che purtroppo così come spesso “il diritto non è ciò che prevede la legge ma ciò che faranno i carabinieri e l’ufficiale giudiziario”, altrettanto sa bene che – purtroppo – talvolta la politica può essere quella dei fatti compiuti, dei titoli dei giornali (che sono la parte più letta di ogni articolo … quindi basta avere un titolista amico…) ed allora fa. Fa come vuole indipendentemente dalla catena dei successivi mandati dalla base in su. La massa segue, tace, poi in qualche modo andrà a votare.

E quelli che esigono il rispetto della catena omogenea dei mandati, ove reagiscano, sulla stampa diventano i “malpancisti”, i “velenosi”, “quelli che creano problemi”. Nella migliore della ipotesi,” i puri e duri”, ovviamente con un certo sarcasmo …

Ed allora il prevaricatore politico che altro fa? Lui che è stato eletto dalla maggioranza ma ha reintrodotto le tesi sconfitte in assemblea, lui che capo della maggioranza si è alleato con la minoranza, si erge a paciere fra maggioranza e minoranza!

Come rimediare a tutto ciò? Semplificando la catena degli organi della rappresentanza è istituendo il sistema Siemens. Sistema Siemens? Si, quello che prevede per ogni business/prodotto, tre controlli: preventivo, concomitante e successivo. Ovvero: dove è andato a finire ilo mio voto? Come è stato “onorato” dagli eletti? E poi. E poi – diciamocelo – basterebbe non essersi bevuto  il cervello …

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(1) Il vincolo di mandato formale – ove fosse statuito – impedirebbe al politico/amministratore di cambiare casacca (partito) dopo l’elezione. Il vincolo di mandato morale impedisce allo stesso soggetto – pur rimanendo all’interno dello stesso partito –  di cambiare tesi rispetto a quelle per le quali è stato eletto/nominato.

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BICI RACCONTANO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 12 agosto, 2016 @ 3:13 pm
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Gli ho detto: saluta tutti da parte mia! La bandiera? Quella della FIAB, naturalmente!

Detto altrimenti: … ascoltiamole un po’      (post 2450)

 

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Ciao raga, sono una mountain bike, di nome “18 carati” e di cognome Wilier. Sono di Riccardo. Ieri mi ha portato … ops, scusate, ieri 11 agosto, l’ho portato da Ragoli alle cascate del Nardis in Val di Genova. E ritorno, naturalmente. 61 km.

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Cascate del Nardis (2)

Francesco e Riccardo alle cascate

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Tutto asfalto ma io avevo i copertoni “scolpiti”, quelli da fuoristrada … già, perché al ritorno io ho deviato dalla strada della Val di Genova verso il sentiero che porta alla bella Chiesa di S. Stefano, quella che ha gli affreschi dei Baschenis, e lì fra sterrato e lastricato stile strada romana, per di più ripido, la mia scelta si è rivelata  giusta.

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Francesco sull’orlo del canyon del maso Limarò

Cosa? Se Riccardo era stanco? No, raga, no … sapete, era con un suo amico della Fiab, Francesco, e hanno pedalato chiaccherando, fermandosi per scattare foto … insomma, una cosa tranquilla. Il traffico? Ma all’80% sono rimasta su piste ciclabili: un piacevole saliscendi fra la natura.  L’ultimo tratto, quello nella valle che porta il nome della città natale di Riccardo, be’ lo sappiamo tutti che in agosto quella valle è molto gettonata dai motori! Al ritorno raggiunta Ragoli, sono stata rimessa sul tetto della sua SW. Quindi Riccardo mi ha portato a far visita al Maso Limarò: lì i due amici si sono scoppiati una birra e noi bici, ad aspettare … evvabbè, si sa come vanno a finire questi “salmi”: tutti in gloria!

 

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Dopo la prima salita, scendendo verso Castel Drena

Ciao anche da me, raga. Sono una sorella di 18 carati. Io sono elettrica, una mtb elettrica. Riccardo mi usa quando deve fare pedalate molto lunghe, diciamo oltre gli 80 km, o quando deve affrontare salitacce. Oggi, 12 agosto, per esempio, mi ha tirato fuori dal garage e via, insieme, lui ed io da soli, … dalle 09,00 alle 13,00 … dove? In 7 km l’ho portato da Riva del Garda ad Arco, indi 6 km di salitaccia attraverso il Bosco Caproni: dal 10 al 18% di pendenza, mica si scherza! Poi la strada spiana fino a scendere poco sopra Castel Drena.

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Incontri inusuali: “Cavalca il vento” di Marco da Cavedine, un servizio turistico in più!

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A quel punto ho girato a destra sulla provinciale, in salita fino a scollinare nella Valle dei Laghi che ho percorso fino a Cavedine. Indi traversato sulla sinistra il paese, un km di tornantini in salita ed ho nuovamente scollinato verso la Valle del Sarca, scendendo per una stradina stretta ma con splendidi panorami, fin al lago di Cavedine.

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Il Lago di Cavedine verso sud

Un caffè al bar del centro velico Valle del Vento dell’amido Andrea Danielli e quindi, lungo le consuete piste ciclabili, a Riva del Garda. In totale 55 km che però ne valgono 80 di quelli normali. Quanto ho consumato (di energia elettrica, s’intende)? Il 70% della mia capacità. Infatti quelle due salite (rispettivamente da Arco e da Drena) hanno succhiato molti watt. Alla prossima, dunque! E magari Riccardo si farà portare dalla nostra terza sorella, una sorella “da corsa”!

Good bike everybody!

 

 

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L’IMPASSIBILITÀ DELLA POLITICA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 10 agosto, 2016 @ 9:14 am

Detto altrimenti: “impassibilità” non impossibilità …. (post 2449)

downloadTanti anni fa – s’era ai tempi dello Scià – per alcuni mesi mi trovai a lavorare a Teheran. Avevo il mandato di un importante gruppo industriale italiano per la vendita di centrali solari a quel governo. Si parlava, si trattava, si cenava, si intessevano relazioni. I miei interlocutori locali erano impassibili: esprimevano concetti, assenso e dissenso in maniera asettica, obiettiva, concreta. 2+2 faceva 4 e alla svelta. Il bianco era bianco, il nero nero. Dal loro volto non trasparivano emozioni; nelle loro dichiarazioni non v’era traccia di retorica, di parlar per immagini, di ammiccamenti, di atteggiamenti di supponenza. Lo stesso comportamento riscontrai nei ministri libanesi del premier Hariri e da ultimo negli inviati giapponesi presso un’altra grande multinazionale (tedesca) ove si trattava di computer.

Vengo alla politica, o meglio, ad una certa politica odierna. Come vorrei che fosse scevra dell’eccesso di retorica dalla quale si è ammantata! Come vorrei che fosse “impassibile”, nel senso di esprimere posizioni chiare, univoche, non supponenti! Come vorrei che fosse leggibile per quello che è e non per quello che potrebbe essere della serie mai dire mai, non si sa mai, e se poi invece, la politica si sa …

Raccontano una storiella: l’esaminatore: “Quanto fa 2+2?”- Risponde un biologo: “Dipende dal grado di prolificità dei soggetti” – Il matematico: “Ma … valori relativi o valori assoluti?” – Il filosofo: “Io so di non sapere, quindi ….” – Il politico: “Permette che chiuda porta e finestra?” Indi si avvicina all’esaminatore e gli sussurra all’orecchio: “In confidenza, mi dica quanto le converrebbe che facesse?”

imagesDice … ma tu, caro il nostro blogger, sei un anti-polico? No raga, scialla! Calma, ragazzi! Io sono solo contro una certa politica: quella dei contenitori e non dei contenuti; del top down; del travisamento; della supponenza; della convenienza personale; dell’ipse dixit; del ghe pensi mi; dei grandi numeri (non pensanti!) a prescindere. Grandi numeri? Eccomi a voi con le adunate oceaniche della Turchia. Nulla di nuovo sotto il sole. Le avevamo già viste in Italia e in Germania, tanto per citare due tristissimi casi a noi vicini. Al riguardo mi piace citare uno scrittore-poeta-filosofo premio Nobel russo sepolto a Venezia, Josif Brodskij, il quale, nella introduzione del suo “Il canto del pendolo” (ed. Adelphi), rivolgendosi ad un gruppo di studenti, avverte: “Diffidate dei grandi numeri, dei bilanci assolutamente bene assestati, delle folle unanimemente osannanti … se non altro perché nei grandi numeri più facilmente può nascondersi il male” (per una questione statistica, n.d.r.). Lo so .. lo so che questa è un’altra storia, ma mi veniva bene …

Fine

 

 

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PROVE DI E-BIKE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 9 agosto, 2016 @ 3:12 pm

Detto altrimenti: … da parte di chi non è allenato (post 2448)

Sta di fatto che se ne vedono in giro sempre di più, bici “normali” e bici “elettriche”. Quelle elettriche poi, consentono

  • ai ciclisti “diversamente giovani” di continuare a raggiungere mete che altrimenti non sarebbero più accessibili;
  • ai non-ciclisti, di diventare tali ad ogni età.
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“Per il migliore istruttore di wind surf … Grazie mille” firmato Victor

In gioventù mia moglie era ciclista. Intendiamoci, come poteva esserlo una ragazza in allora: bici pesante, di cambio manco a parlarne. Oggi, dopo tanti anni, ha una e-bike: così possiamo uscire insieme anche a pedali, le ho detto. Detto? Si, detto, fatto. Un esempio (e non è il primo) oggi: Riva del Garda, Arco, Dro, Pietramurata, Lago di Cavedine e ritorno: 47 km pedalati in tutta scioltezza, nonostante le salitelle intermedie. Mica male! Al Lago di Cavedine, sosta al Centro Sportivo-bar dell’amico Andrea Danielli. Andrea mi mostra un disegno con dedica che gli ha regalato un tedeschino svizzero, al quale lui aveva dato lezione di wind surf. Sai – dice Andrea – era andato via … poi è tornato apposta per darmi il suo regalino ricordo!

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Il Centro di Andrea è fuori dalle “grandi rotte” del turismo, ma proprio per questo è maggiormente apprezzabile: vi giunge, leggermente attutita, la famosa “Ora” del Garda e la ridotta estensione del lago rassicura i principianti che si sentono immersi in una dimensione amica. (andreadanielli@hotmail.com – oo39 329 7366760)

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Malga Movlina

Mentre comodamente seduti al bar di Andrea ci gustiamo una “fetta di torta con caffè” un altro e-biker diversamente giovane come noi ci suggerisce un itinerario: da Stenico 4 km verso Tione indi ad un ponte, prendere a destra in val Dalgone per 7 km fino al Rifugio Ghedina. Indo per altri 7 km (sterrato) fino alla Malga Movlina. Garantisce panorami eccezionali e prodotti agricoli di prim’ordine! Ci andremo. Dalla Malga, prosegue l’amico, si può scendere a Pinzolo, ma la pista presenta qualche difficoltà, non sarebbe adatta a tutti. Nel salutarci mi dice essere di Preore, un paesello vicino a Ragoli, paese nel quale ha la casa la mia prof di letture classiche a Trento, Maria Lia Guardini, persona che lui ben conosce: come è piccolo il mondo!

Rientriamo. Questa volta ho utilizzato anch’io una e-bike nonostante il percorso sia uno ei miei soliti percorsi di allenamento con bici “normale” (corsa o mtb). L’ho fatto per comparare i consumi elettrici miei, ovvero di chi ha una e-mtb pesante ma è già molto allenato (2300 km in questa stagione) con i consumi elettrici di chi, come mia moglie, ha una e-bike da città, molto più leggera, ma non è allenata. Risultato? Entrambe le bici hanno consumato il 40% della loro carica elettrica.

Conclusione: la e-bike è un elemento di coesione familiare!

(Alla Val Dalgone, dunque!)

images (1)P.S.: il giorno dopo, altra “perla trentina”: il Maso Limarò! Andate a Sarche, pedalate i primi 4 tornanti verso Tione-Madonna di Campiglio e a destra prendete la ciclabile che è stata realizzata nella sede della vecchia provinciale. Il percorso si snoda alto, a strapiombo sul canjon, con panorami unici! Ad un certo punto a destra, la discesina che vi porta al Maso Limarò, limes, confine – una volta – fra i due vescovadi di Trento e di  Brescia. Potete fare canioning, traversare ponti tibetani palestra di roccia, cavalcate in asinello, vie ferrate, ponte tailandese, etc.. compreso ovviamente, mangiare e pernottare. Da non perdere! www.gotravelgo.eu – info@gotravelgo.eu – 0039 3777056232 – 0039 335 8128140).

E così con oggi le perle che vi ho segnalato sono ben tre!

Good byke everybody!

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VACANZE R …IVANE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 8 agosto, 2016 @ 5:35 am

Detto altrimenti: bici e musica nell’Altogarda Trentino (post 2447)

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In attesa di salire …

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Ieri, una bi-giornata! Durante il giorno in bici in Val Concei e sulla Ponale. La sera a Bolognano ad un bel concerto. Ma procediamo con ordine.

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La Val Concei

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FIAB, Federazione Italiana Amici della Bicicletta, Trento. Siamo andati ad esplorare a pedali la Val Concei, Bezzecca, il Lago di Ledro, la discesa verso la Ponale e la Ponale su Riva del Garda. Bezzecca, luoghi garibaldini, quelli dell’ “Obbedisco”, il museo garibaldino, la collinetta che domina la cittadina, la chiesetta sacrario.

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WP_20160807_007Il Lago d’Ampola con le sue ninfee. Un agevole saliscendi di gradevolissime piste ciclabili: prati e boschi a farvi da contorno. Ne vale proprio la pena. Un’altra Valle Perla spesso forse un po’ “oscurata” da Valli più conosciute, ma forse proprio per questo da collocare ai primissimi posti nell’elenco delle priorità da vivere. A fianco: FIAB “conquista”  il lago!

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La valle del Ponale

A Molina di Ledro, in prossimità delle sue palafitte preistoriche  inizia la discesa ciclabile su Riva del Garda, e qui inizia qualche dolente nota. Infatti il percorso è articolato in tre sezioni: 1) la prima, uno sterrato spesso molto ghiaioso, con tre rampe in cemento difficili anche in discesa data la pendenza. 2) La seconda su una strada provinciale dismessa, senza nessuna difficoltà. 3) La terza, “La” Ponale vera e propria. E qui una nota negativa. Infatti una volta la strada era percorribile dalle auto. Poi la costruzione di gallerie l’ha tagliata fuori dalla rete automobilistica; è stata declassata a sentiero montano, è restata volutamente resa un sentiero montano; i cartelli avvertono che l’accesso p vietato ai “mezzi meccanici” quindi anche alle biciclette, ma è regolarmente percorsa dai ciclisti. Il risultato è che si creano forti rischi per i ciclisti e per i pedoni, visto come è disastrato il fondo!

Ora, i paesaggi che si godono da quella strada sono impagabili, per cui, stante il fortissimo sviluppo del bici-turismo, occorrerebbe intervenire e metterla in sicurezza: spianarne il fondo; realizzare efficaci protezioni dal lato dello strapiombo; prevenire la caduta sassi.

Il concerto: Bolognano, Chiesa Parrocchiale. Il Gruppo Concerti Bolognano e il Comune di Arco: Rassegna Organistica Corale e Strumentale. Roberto Trainini al violoncello; Gabriele Pezone all’organo.

Brani eseguiti:

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    (chiedo scusa per la qualità della foto!)

    Luigi Boccherini (1743-1805) Sonata in la magg. G 13.

  • J. S. Bach, Suite per violoncello solo n. 6 BWV 1010. Brano composto originariamente per violoncello a cinque corde che aveva un’estensione molto maggiore, mentre oggi questo strumenti ne ha quattro, per cui occorre lavorare molto sulla prima corda.
  • Brano per organo solo: due offertori di Gaetano Donizetti.
  • Franz Xaver Mozart, sonata op. 19 in mi magg. per cello e foertepiano o cello e organo.

Io sono solo un musicofilo (non musicologo), mi intendo un poco di fortepiani (grazie all’amica Fortepianista Stefania Neonato), un poco di violoncelli (grazie all’altra amica violoncellista Barbara Bertoldi) e niente di organo, comunque quel poco mi è bastato per capire che l’esecuzione dei due Maestri – musicisti di fama internazionale – è stata a dir poco eccezionale. Molto applauditi, i Maestri hanno concesso un bis: il largo della quinta sonata di Vivaldi per violoncello.

Cosa? Dite che il titolo del post non è corretto perché non si parla solo di Riva del Garda, ma anche di Bezzecca e di Bolognano? Avete ragione, ma che volete: io in vacanza a Riva …

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LA PAZIENZA (anche in politica)

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 6 agosto, 2016 @ 6:09 am

Detto altrimenti: “La pazienza è tutto” scrive Marcello Farina … (post 2446)

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Marcello fra alcuni dei suoi tanti libri nella casa di Balbido, il paese dipinto, sulla cui porta spicca la scritta “Le parole sono pietre”

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Non è farina del mio sacco, ma farina di Marcello Farina. Ma d’altra parte, come te le formi le tue idee, le tue convinzioni se non leggendo, rapportandoti ad altri (soprattutto se infinitamente migliori di te)? Uno legge, si rapporta, riflette … poi condivide o meno, poi in questo suo humus può anche nascere un suo pensiero autonomo.

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Ecco, qualche giorno fa, su l’Adige, un intervento di Marcello sulla pazienza. La (virtù della) pazienza intesa come chiave per accedere alla bellezza della vita, ma anche come capacità di reagire pazientemente, con perseveranza ( “festina lente”, affrettati lentamente) a certi aspetti della vita. Infatti, ci ricorda Marcello, pazienza non è rassegnazione, sopportazione passiva di una condizione di disagio e di sofferenza … non è scappare. Il comportamento paziente si oppone all’opportunismo, allo scaricare su altri ciò che ci compete, al perseguimento del facile successo, al lavoro impreciso, frettoloso e senza scrupolo. Pazienza è ricerca della misura per reagire, non accettazione passiva di una sopraffazione …la pazienza non fa compromessi con l’ingiustizia e la violenza, anzi stimola la ribellione e si esercita nella resistenza, in nome dei valori di civiltà e di convivenza.”

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William Shakespeare

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Mi è venuto in mente il to be or not to be di Amleto. Il not to be, il porre fine con la rinuncia a se stessi, lo scappare: ecco la non-pazienza. Paziente invece è il to be, l’esserci, l’opporsi nella giusta misura alla palese illogicità di certi ragionamenti; alla sopraffazione concettuale;  alla violenza degli eccessi retorici;  alla manipolazione delle regole;  all’imposizione dell’ ipse dixit di turno; al così fan tutti e tu cosa ti credi …; a chi cerca di ammaliarti con sguardi pensosi ed occhi rivolti al cielo ad evocare ragioni e ragionamenti che tu non potresti mai comprendere ma che devi solo accettare fideisticamente. In generale: alle avverse vicende della vita. Anche della vita politica.

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LE DIVERSE “SCALE” : del radar, della politica …

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 5 agosto, 2016 @ 8:13 am

Detto altrimenti: dal titolo non si capisce nulla, ma se leggete avanti ….. (post 2445)

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downloadNaufragio di una nave. Salone Nautico di Genova. Un mio amico ingegnere è addetto a mostrare ai visitatori come funziona un radar. Gira una manopola e in successione vedete rappresentata l’entrata del porto di Genova, oppure, via via che egli “cambia la scala” vi appare il profilo della città, del golfo di Genova, del nord Italia. Ecco cosa è il cambio della scala in un radar, ampliando la quale si ha una migliore veduta dell’insieme ma si perdono i “particolari” importanti, quali ad esempio lo scoglio di Schettino che ferì a morte la “Concordia” nel 2012 o la diga foranea di Genova contro la quale s’infranse la “London Valour” nel 1970.

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Naufragio della democrazia. In un sistema politico democratico, ben vengano il richiamo ad una “logica superiore”, il “volare alto” e la “visione d’insieme”, purchè non si perdano di vista “particolari” importanti, quali ad esempio eventuali diverse delibere di un’Assemblea la quale – salvo errore – dovrebbe essere sostanzialmente sovrana e non solo formalmente tale. Infatti, ove si verifichi la scissione fra la logica della base, quella espressa dall’Assemblea, compresa e voluta dai “molti” (i greci polloi) da un lato, e la logica superiore comprensibile solo da chi sa volare alto, cioè da poche menti elette (i pochi, i greci lìgoi), ove ciò deprecabilmente avvenisse la “politica democratica” espressione del demos, ovvero del popolo, dei polloi,  dei “molti” diventerebbe “oligarchia”, ovvero, “lìgoi, pochi al potere”.

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Una ulteriore considerazione: chi si pone troppo in alto, chi rifiuta di “coinvolgersi” con il suo stesso staff, chi vuole sottrarsi al lavoro di gruppo e di confronto delle idee e delle posizioni altrui… che fa? Arretra solo formalmente, nomina all’interno di quel gruppo un suo rappresentante-filtro senza i propri poteri decisionali, al quale impartisce un solo ordine: “Ascolta, raccogli e riporta: non decidere nulla”. In tal modo si sottrae al confronto privando  i suoi del momento della partecipazione. Una figura aiuta a chiarire: due imbuti soprapposti che combaciano con la parte estrema del loro beccuccio: uno con la base in basso, uno con la base in alto: ecco chi si vuole porre (troppo) in alto raccoglie solo le istanze che provengono dall’alto e utilizza l’imbuto inferiore non per raccogliere istanze dalla base, ma per distribuire top-down quanto “piove” dall’alto.

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IMMUNITA’ PARLAMENTARE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 5 agosto, 2016 @ 6:30 am

Detto altrimenti: e ci risiamo …… (post 2444)

E ci risiamo. E’ di ieri il voto del senato che autorizza l’arresto di un senatore. Lui dice: io non ho commesso il fatto. Chi vota a suo favore idem. Chi vota contro, ritiene che invece quel fatto il collega l’abbia commesso. Insomma, il senato e i senatori si pronunciano nel merito, con ciò illegittimamente sostituendosi al magistrato ordinario. E invece l’art. 68 della Costituzione prevede che il senato si esprima sul “fumus persecutionis”, ovvero non sulla perpetrazione o meno del reato ascrittogli, bensì valuti se l’accusa mossa al collega sia stata formulata con lo scopo di impedirgli di esercitare la funzione parlamentare. Il che è una cosa ben diversa.

Detto ciò, a mio sommesso avviso persone che ricoprono quei ruoli dovrebbero contemporaneamente “essere” ed anche “apparire” oneste al 100%. Ma questa è un’altra storia …

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BIKE NEWS

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 4 agosto, 2016 @ 7:14 am

 Detto altrimenti: vacanze r …. ane       (post 2443)

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Vacanze romane

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Rivane, non romane! E per di più in bicicletta, non in vespa! Ma sì, lo confesso, sono in vacanza in quel di Riva del Garda con “le” bicilette: da strada (corsa); mountain bike; da città; elettrica. “Le” bici? Non te ne basta una? No, raga, eccome si farebbe, altrimenti?

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  • Quella da corsa … ha 35 anni and still going strong! A  suo tempo  agli onori della copertina di “Bicicletta” tant’era al top della gamma. Ecchè … dovrei tradirla? Quandomai!
  • La mtb, una Wilier 18 carati, ottima casa produttrice, modello quanto basta.
  • E-bike, per scalare S. Giovanni al Monte, 1000 metri di dislivello in 11 km, altrimenti ecchiccelafapiù?
  • Infine la cenerentola ma mica tanto: una onorevolissima bicicletta con i cambi solo alla ruota, da donna, con il suo bravo cestino davanti, di quelle che “speriamo che non me la rubino”, per girare in città.

E le news? Eccole!

 

Nuovo Bicigrill a Riva del Garda (1)

Vista verso sud

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Un nuovo bicigrill a Riva del Garda, sulla strada che si diparte, verso nord, dal Porto S. Nicolò.

 

 

 

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ciclabile rivana .. (2)

 

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Un modo un po’ singolare di sistemare le rastrelliere portabici sulla ciclabile a lago, a Riva del Garda.

 

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Località Pilcante (Ala di Tn)

Un accogliente bici-bar in località Pilcante (Ala), sulla pista ciclabile a 45 km da Trento e 10 km prima di Borgetto. Dice … ma dopo altri  5 km c’è un bicigrill vero, il Ruota Libera Bicigrill in Località Vo’ Destro. Si, vabbè, ma per me che pedalo la Trento-Borghetto quello – pur ottimo, invitante e accogliente – è già un po’ troppo vicino alla sosta di arrivo a Borghetto.

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Borghetto all’Adige, piccolo borgo di “frontiera” (dopo c’è l’ …”Italia”, ovvero il Veneto). Se andate indietro negli … altri post, troverete il resoconto della prima (ottima) accoglienza ricevuta a Borghetto (post n. 2034 del 29 aprile 2015). La piazzetta: alcune donne, sulle loro sedie, all’ ombra, a fare salotto, come di sti ani … tanti anni fa. La piazza è (anche) loro: la vivono. Sono le stesse signore che puliscono la chiesa, aiutano nelle feste paesane, si aiutano fra di loro.

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“A vite, vinum”

Ieri ci sono tornato, in bici elettrica, da Riva (a/r, 90 km) per accordami sulla gira Fiab biregionale (TN-VR) dell’ 11 settembre. Mi accoglie il Presidente della Proloco Adelio Amadori. Cheffai, Riccardo, mangi un boccone? Si, grazie. Passano un paio di suoi amici. Vi fermate? Si grazie. Due telefonate e il gruppetto aumenta: alla fine siamo in sette a tavola: salame, un risotto (2 kg!)  ben condito, formaggio, uva, vino bianco fresco e caffè. Semplicemente al costo della materia prima: mi godo a cucinare, dice Adelio. Ma non basta. Passa il parroco. Don Luigino, l’11 settembre (Gita Bi-Fiab TN_VR)  sei dei nostri? La mattina sono pieno di MesseMa io la conosco, padre, lei era parroco ad Arco! Si … Come è piccolo il mondo … Un commensale è Rudy, titolare del ristorante che si affaccia sulla piazzetta, appena arrivato da 17 ore di guida (ha una casa in Spagna). Il ristorante: si si gustano ottimi spaghetti mare e monti (provare per credere!). Concorrenza dalla Proloco? No, perché della Proloco siamo soci regolarmente iscritti. E poi lui stesso si siede con noi per gli spuntini. Rudy. Nomino Don Marcello Farina: lo conosco, esclama, salutamelo, come lui ve ne sono pochi. Pochissimi aggiungo mio. Parliamo. Di fronte a me Franco, fratello di Don Luigino, parente di una tizia che ha sposato Goller, l’autista del mio ex capo Bruno Kessler. Come è piccolo il mondo!

Borghetto: andateci. In bici da Trento sono 55 km. Mangiate e bevete al ristorante e poi …  se non avete la bici elettrica – a pancia piena tornate in treno che prendete nella stazioncina del paese a 100 metri di distanza dai vostri spaghetti!

Good bike everybody!

P.S.: i miei nuovi amici commensali hanno fatto a gara per illustrarmi le bellezze della “loro terra geografica”. “Geografica” vi chiedete? Sì, infatti si tratta perloppiù di bellezze venete, sui monti Lessini: località Fosse, il Ponte di Veia (ponte naturale in roccia), località Tomasi, Stube de la Preta, Corno d’Aquilio, etc. Mi riprometto di andare a visitare queste “perle nascoste”.

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DAGLI USA CON AMORE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 2 agosto, 2016 @ 2:11 pm

Detto altrimenti: no, non è una foto presa da internet, me l’ha  mandata una persona che si trova a Los Angeles, appena scattata personalmente  … (post 2442)

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Idea!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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