SCIENZA E DIVINO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 22 settembre, 2017 @ 6:48 am

Detto altrimenti: un nuovo libro di Giovanni Straffelini     (post 2837)

GSGiovanni Straffellini, un amico “recente”, solo da qualche anno (peccato!). Pensate un po’, lui è ing e prof all’Unitrento … chi non lo sapesse lo crederebbe filosofo-teologo. Ho già avuto occasione di scriverne qui sul blog in occasione di altre sue pubblicazioni (v. post intervista del 5 gennaio 2014, foto accanto). Ieri, una chicca: c’incontriamo per caso, ciao-ciao, come stai e tu … sai, lunedì prossimo uscirà il mio ultimo libro “Uno e Trino – Dio, la Trinità, la scienza” … sarà presentato da Don Farina … Marcello, dico io? Lo vedo domenica a Messa a Balbido, il suo paese, il paese dipinto (per via dei suoi tanti murales, n.d.r.), poi siamo insieme a colazione … te lo saluto … certo grazie. E ci mettiamo a parlare. Giovanni è un appassionato e profondo studioso del rapporto fra Scienza e Divino. Una volta durante un convegno a Riva del Garda gli chiesi perché la forza di gravità attraesse verso “il basso” e non viceversa ed ebbi la soddisfazione di sentirmi dire che questo è in realtà il problema di fondo. “Vorrei conoscere il pensiero di Dio. Il resto sono dettagli” scriveva Einstein. Riccardo, il mio libro … te ne regalo una copia … no, grazie, preferisco acquistarlo agli Artigianelli, poi magari mi ci fai una dedica. Allora te lo mando in Pdf in anteprima. Grazie. Ma ti pare …

“UNO E TRINO – Dio, la Trinità, la scienza” Ed. i pellicani-Lindau.

Dalla quarta di copertina:

IMG_4465“ … non bisogna aver paura, soprattutto della scienza. Il metodo scientifico, infatti, è basato sulla razionalità, la qualità distintiva dell’uomo. E’ il metodo migliore che abbiamo a disposizione per affrontare il difficile compito di osservare e capire l’universo e il ruolo dell’uomo al suo interno; rifiutarlo sarebbe – letteralmente – irrazionale. Però esso non è sempre garanzia di risultato sicuro, e proprio lo studio dei passaggi fondamentali che hanno portato il mondo ad essere quello che è – vale a dire la nascita dell’universo, la comparsa della vita sulla Terra e infine la comparsa dell’uomo – è caratterizzato da difficoltà che si moltiplicano come infinite matrioske, mostrando come la scienza abbia dei limiti che, almeno in questi casi, appaiono barriere invalicabili. Attraverso l’indagine di questi passaggi critici – denominati in questo scritto, con un po’ di licenza scientifica, i tre Bif Bang – è possibile scorgere alcune luci che illuminano il divino, rendendo concreta e razionale la possibilità di Dio, Uno e Trino”.

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Una lettura “difficile”? Non direi. I lavori di Giovanni sono semplici, chiari, assolutamente comprensibili “anche se” molto profondi. Da non perdere. Appena conoscerò luogo e data della presentazione del libro da parte di Marcello Farina, ve lo scriverò e dopo averlo letto, mi permetterò di esporre quanto ne avrò ricevuto.

 

 

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GIRETTO D’ITALIA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 21 settembre, 2017 @ 6:36 pm

Detto altrimenti : Settimana Europea della Mobilità Sostenibile         (post 2836)

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Premessa: la prima “mobilità sostenibile” che mi viene in mente è quella delle idee, che devono poter essere espresse e circolare liberamente senza censura alcuna; delle persone, che devono essere libere di cercare una collocazione che consenta la propria sopravvivenza e crescita; delle risorse del pianeta, che devono poter essere “raggiunte” da chi ne ha bisogno. Ma questa è un’altra storia.

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                   In postazione

Oggi, mobilità in bicicletta. Nell’ambito della Settimana di cui sopra, la FIAB – Federazione Italiana Amici della bicicletta, presieduta da Guglielmo Duman, si è resa disponibile per il Comune di Trento (come ogni anno, del resto) a contare quante persone si recano al lavoro in bicicletta una mattina, dalle 07,30 alle 09,30, attraverso alcuni “varchi” ciclopedonali prestabiliti. La stessa cosa fanno anche gli altri Comuni Italiani ed alla fine si redige una classifica “ponderata”, ovvero che tenga conto del rapporto numerico fra popolazione e ciclisti transitati (in altre parole: Trento – ad esempio – potrebbe superare percentualmente città in assoluto più ciclistiche, quali Ferrara e Padova, mentre un confronto alla pari si potrebbe fare fra Trento e Bolzano).

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                 Sorridinbici!

Ore 07,15 insieme a Manuela e Laura sono in postazione al varco Corso III Novembre angolo e semaforo Via Malfatti: tutti e tre bardati con pettorale e bandiere FIAB. Temperatura, 8 – 10 gradi, un po’ freddino per chi deve stare fermo … ma vabbè, siamo giovani (Laura e Manuela) e forti (anch’io). La nostra postazione è subito prima di un semaforo. Iniziamo la conta. Molti ciclisti si fermano al rosso; altri no e lo “bruciano” di volata “tanto le auto che lo impegnano sono poche …”. Ironia della sorte: una ciclista che stava attraversando con il verde ha rischiato di essere travolta da un’auto. Altra nota: la pista è “ciclopedonale”, molti ciclisti la percorrono con prudenza, altri no. I pedoni? Anche loro di due categorie: quelli che cercano di condividerne l’uso con i ciclisti. Altri no. Ai ciclisti fermi in attesa del “verde” spieghiamo la nostra funzione e regaliamo una bottiglietta di succo ACE (negli anni precedenti: biscotti, buoni caffè, etc.). Molti conoscono l’iniziativa. Molti sorridono e ringraziano. Altri ringraziano.

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                  Canestro!

Dice … ma come fate a riconoscere chi sta andando al lavoro da chi pedala per diletto? Risposta: a quell’ora e con quel freddo è semplice: tutti quelli in bici stanno andando al lavoro. Gli altri stanno … al caldo. Alla fine del turno (da noi 460 passaggi registrati. Attendo i dati degli altri varchi), noi tre a berci una cioccolata calda e poi, chi a casa e chi (io) in bici per scaldarsi: verso Trento nord e con un bel dietrofront al bicigrill di Nomi passando all’andata (tanto per cambiare) per i due tratti inusuali:  il primo, destra Adige asfaltata dal super ponte super ciclabile all’altezza del Muse fino al Ponte di Ravina; il secondo, quasi interamente sterrato, destra Adige dal casello A22 Trento Sud fino  all’altezza del ponte ciclabile 2,5 km prima del bicigrill di Nomi. In totale 40 km a 25-30 kmh all’andata (vento in poppa!) e a 20 kmh al ritorno, di bolina (controvento). A casa: spaghettata al ragù!

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Good Bike & good Fiab Everybody and … joint us! Unisciti a no, iscriviti alla Fiab!

Qui a fianco: “Autunno giallo Fiab”

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IL SAGGIO ILLUSTRE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 19 settembre, 2017 @ 5:48 pm

Detto altrimenti: … in politica         (post 2835)

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       Friedrich Nietzsche

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Un filosofo mio amico (lui non lo sa, ma io sono suo amico, io che filosofo non sono di certo!) nato in febbraio come me (ah … questi acquarii!) ma 100 anni prima di me (1844-1944), sostiene che il saggio illustre “serve” il popolo, ma soprattutto “serve la vanità del popolo” e non è al servizio della verità. In che modo, mi sono chiesto, questi saggi illustri (alcuni – o molti? – politici odierni – n.d.r.) si pongono al servizio – sfruttandola, dico io – della vanità del popolo? Nel senso (questa è la mia interpretazione) che proclamandosi l’uno suo guru e gli altri suoi seguaci, il popolo evita la fatica di pensare, di crescere, di raggiungere (faticosamente, su questo siamo d’accordo – n.d.r.) l’autonomia di giudizio: “Io sono amico suo, io lo sostengo, lui è potente, io sono amico di un potente: è molto meno faticoso che pensare con la mia testa. ma questo non lo ammetterò mai in pubblico”.

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Oggi. In politica. Chi invece si pone “contro il sistema di potere” è in odio al popolo del potere … è “come un lupo fra i cani, è lo spirito libero, il nemico della catena, il non-adoratore, randagio pei boschi. Cacciarlo nel suo rifugio (“Lei stia al suo posto!” – n.d.r.), questo ha sempre significato per il popolo (quel tipo di popolo – n.d.r.) il senso del giusto: contro di lui esso aizza ancor sempre i suoi cani dalle zanne più aguzze. Perché – afferma il guru – la verità è li: li è infatti il (suo – n.d.r.) popolo. Guai, guai a colui che cerca. Così da sempre ha suonato la (sua – n.d.r.) campana”.

Guai a colui che cerca. Ecco il punto: tutto cambi purchè nulla cambi. Si cambiano i nomi dei partiti, si cambiano le coalizioni ma non le persone, non i “saggi illustri”, perenni molto di più della neve dei nostri ghiacciai, aggrediti – quelli si, purtroppo – dai cambiamenti (climatici). E invece guai a chi cerca di cambiarli (i guru, non i ghiacciai, capiamoci!). Ma … quo usque tandem …? Fino a qual segno, fino a quando?

Il mio apporto al ragionamento del filosofo? Il tentativo, mi auguro non eccessivamente maldestro, di sottolineare la forte attualità del suo pensiero.

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BICINSETTEMBRE (SEPTEMBERFEST)

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 18 settembre, 2017 @ 4:21 pm

Detto altrimenti: “Il temp, le done e i siori i fa quel che i vol lori …     (Post 2834)

downloadAntico proverbio trentino ad indicare che al tempo, alle donne e ai signori non si comanda: fanno quello che vogliono loro! Già, l’anno scorso un’estate umida e un ottimo settembre. Quest’anno viceversa. Bicicletta: to be or not to be …  essere o non essere (in bicicletta): questo è il dilemma: se sia più nobile soffrire e stare in casa oppure farsi coraggio  contro l’avversa meteo, impugnare il manubrio  e andare a pedalare (chissà se Shakespeare era anche un ciclista …). Risposta: andare a pedalare! Il meteo dice che fino alle 16,00 circa non pioverà. Ed allora ecco le scelte:

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  • utilizzo la mountain bike Wilier con pneumatici slim (lisci, da città. Tanto percorrerò solo ciclabili asfaltate), così posso portare una borsa con i vestiti da pioggia, evitando di portarli sul sacco a spalla che mi dà fastidio, cosa che invece dovrei fare se usassi la bici da corsa;
  • prevedo un percorso che grosso modo sia parallelo alla ferrovia (Valle dell’Adige) così se proprio diluvia I’ll take the train;
  • parto alle 10,00, quando l’aria si è già un po’ scaldata;
  • avviso mia moglie che pranzerò fuori (comunque ho con me due barrette di quelle che non fanno mai male che se la hai con te risolvono situazioni).

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           Cornelia und Sepp Kriegbaum

Ok, allora vado. Ciclabile dell’Adige, direzione sud. Mia moglie dice: “Ma che … vai solo?” “Si, i primi cinque km poi qualcuno trovo …”. Detto fatto. Dopo pochi km una coppia di tedeschi, due mtb, lui con un rimorchietto bagagli. Non sono veloci, 22 kmh. Mi accodo, poi mi metto davanti a “tirare”. Lui mi sorpassa e mi fa cenno: si fermano per una foto … credo di capire che mi chiedono di scattarla a loro due. Ok. Dove andate? Al Lago di Garda, ci fermiamo tre giorni e poi torniamo in Baviera in treno. Ok, se volete vi indico la strada con quelle piccole deviazioni che vi facciano evitare gli strappi più ripidi, visto che avete il rimorchio. Grazie. Ma le pare. Pedaliamo. Primo accorgimento, a Rovereto – Borgo Sacco evitiamo il ripido sovrapasso e aggiriamo il ristorante Moja fino al Ponte delle Zigherane. Alla stazione di Mori imbocchiamo il passaggio sul ponte di ferro e aggiriamo l’ostacolo della centrale elettrica. Al bivio ciclabile a destra per il Garda noi aggiriamo la salitella con manovra avvolgente a sinistra. Dopo poco siamo al bicigrill di Mori. Qui li istruisco su come aggirare lo strappo al 10% della ciclabile prima del Passo San Giovanni e dopo un breve spuntino + birra  (loro) e due barrette + apfelsaft (io) ci salutiamo.

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Il ritorno è un po’ … “nuvoloso”. L’Ora non si è alzata a spingermi verso nord: non importa perché sono fresco come una rosa avendo pedalato a soli 22 kmh. Un paio di brevi soste per alleggerirmi del vestiario e dopo 73 km sono al bicigrill di Trento, a 2 km da casa. Per non disturbare la cucina domestica, mi fermo per un primo piatto ed un calice di merlot + caffè. Poco dopo sono a casa. Ora, dopo un paio d’ore, ha iniziato a piovere. Evvabbè … posso accontentarmi, che ne dite? Peccato che domani pioverà e guasterà la festa Eco-Orienteering, nell’ambito delle manifestazioni della Settimana della Mobilità Sostenibile alla quale partecipa anche la FIAB Trento… ma che vi dicevo all’inizio del post? Il temp, le done e i siori i fa quel che i vol lori!

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Mi scrivono i nuovi amici tedeschi: Guten Aben Herr Lucatti, wir haben das foto im Blog gesehen. Dank iher Beschreibung haben wir den weiteren Weg gut gefunden und sind gluecklich am Gardasee angekommen. Es war schoen Sie kennengelernt zu haben. Viele Gruesse. Conelia und Sepp Kriegbaum”.

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Good bike everybody! E … iscrivetevi alla FIAB-Federazione Italiana Amici della Bicicletta. A quale sezione? A quella di Trento, ovviamente! Joint us, joint Fiab!

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LA GUIDA MICHELE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 18 settembre, 2017 @ 7:21 am

Detto altrimenti: no, non ho sbagliato a scrivere ….. (post 2833)

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Prima di pranzo, una gita a Dozza, il paese dei murales (in Trentino abbiamo Balbido, il Paese dipinto)

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La Guida Michele? No, non è un mio errore … non avrei voluto scrivere Michelin … il fatto è che per questa mia piccola guida enogastroturistica ho scelto di utilizzare il mio secondo nome, che è appunto Michele. Ragion per la quale ogni tanto, scorrendo i miei articoletti, sotto questo titolo troverete la citazione di qualche esperienza del genere.

Dagli Appennini alle Ande, dal Manzanarre al Reno … noi più semplicemente, da Trento a Bologna a trovare figlio, nuora e imminente nipotina (nascerà a novembre). Detto questo è chiaro che il merito delle scoperte enogastronomiche che vi sto per raccontare è di mio figlio Edoardo. Nel week end appena trascorso, ad esempio, i primi sue due casi:

Bologna, PIZZERIA TOTÒ E PEPPINO, Via E. Mattei 22/L Bologna (la trovate in internet). Ottima. Io in genere sono un po’ prevenuto quando mi dicono che in quel tal posto la pizza è “diversa, vedrai …”, ma questa volta mi sono dovuto ricredere. Solo … prenotate, altrimenti rischiate di fare la fila!

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IMG_20170917_152045_resized_20170918_072747756OSTERIA S. PIETRO, Via S. Pietro, 35 – S. Pietro di Ozzano Emilia (BO). Anche questa reperibile in internet. Una terra che già sa di Romagna, le colline a sud di Bologna. Procedete verso sud e raggiunto il paese di Maggio, girate a destra e dopo pochi km siete arrivati. Sarà stata la bellissima giornata, un venticello primaverile (in settembre!) da nord, l’aria tersa, il molto verde, i volumi delle colline che con il loro profilo sposano un azzurro terso, la cura per i resti medievali che la circondano (primo “punto a favore“) … già questo è stato un ottimo biglietto da visita. Ci accoglie Michele in locali arredati (secondo “punto a favore“) senza quell’ “affollamento” di oggetti d’ogni tipo che pretendono di dire tutto, cioè troppo cioè niente. Alla parete noto una racchetta da tennis d’epoca: dev’essere una Maxima Torneo … io ne ho una uguale, un regalo della mia prima comunione, 67 anni fa … mi ripropongo di fotografarla mappoi (“mappoi”), piacevolmente distratto dal cibo, me ne dimentico. Ne ho chiesto or ora una foto a Michele: “io speriamo che me la cavo” e che lui me la mandi: mi piacerebbe pubblicare le foto affiancate dei due cimeli.

btyMichele raccoglie la “comanda”. E qui il terzo “punto a favore”: infatti scrive le ordinazioni su un tablet collegato alla cucina, nella quale le ordinazioni si raggruppano per categoria, ragion per cui il servizio è molto rapido! Il cibo? Il vino? Il prezzo pagato? Tutto ok, raga! Un’offerta di qualità (quarto punto a favore“) e diversificata al punto giusto: quel tanto che ti permette di scegliere senza che tu sia stordito da un eccesso di offerta, talvolta solo sulla carta, che poi finisce con un “mappoi fuori menù abbiamo anche …” (e qui ti rifilano quello che vogliono loro alla faccia di una scelta – di carta, dicevo prima- troppo ampia).

All’uscita chiedo di potere scattare una foto a Michele: accetta di buon grado (quinto “punto a favore“). Michele, torneremo a trovarti alla nostra prossima gita bolognese!

Buon appetito a tutte e a tutti!

22 settembre: ecco le foto delle due racchette

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la sua

 

 

 

 

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la mia, avevo 6 anni quando me l’hanno regalata, per la Prima Comunione …

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L’IDEA DELLA COSA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 17 settembre, 2017 @ 10:00 am

Detto altrimenti : dalla cosa all’idea della cosa       (post 2832)

Due post fa ho scritto di un oggetto (un mobile) dal quale il prprietario non riesce a staccarsi, nemmeno quando esso fa parte di una casa che l’interessato non abita più. Ecco, quella persona è rimasta attaccata non alla cosa, ma alla sua idea.

downloadDa qui mi è scaturita una estensione del concetto: i contenuti di un partito politico sono la “cosa” (sia chiaro: non mi riferisco all’uso di questo termine fatto tempo fa da uno specifico partito politico) alla quale alcuni pochi o tanti che siano, restano “attaccati”. Poi i contenuti cambiano ma non importa: si resta “attaccati” alla sua idea, a prescindere dai suoi contenuti: tanto non li si “contatta”.

Cerco di esprimermi meglio: da parte di taluni (per fortuna non della maggioranza) si aderisce ad un partito politico perché questa “aderenza” è importante in quanto tale per il soggetto aderente, anche se non si aderisce ai suoi contenuti e anche se questi contenuti addirittura non sono conosciuti.

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FOTOQUIZ

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 16 settembre, 2017 @ 7:04 pm

Detto altrimenti: indovinate dove …. (post 2831)

 

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In quale città si trova il canale della foto? Fra tutti coloro che avranno dato la risposta esatta sarà sorteggiato un premio. Quale? Ci sto pensando, vi saprò dire …

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INCREDIBILE MOBILE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 16 settembre, 2017 @ 6:58 pm

.Detto altrimenti: … per il Museo d’Arte Moderna di New York?       (post 2830)

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            Lato “A”

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La musica, cosa non fa fare! Mettiamola così: siete un pianista appassionato, volete poter suonare in casa senza disturbare i vicini (per cui non volete appoggiare al muro il vostro pianoforte), avete a disposizione una sola stanza e nemmeno troppo grande che però deve servire anche da stanza per quando viene e trovarvi vostra madre?

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         Lato “B”

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Nessun problema! Ecco la soluzione: si fa realizzare (su misura, mi raccomando!) una sorta di “tetto” aereo (al quale si accede per una scaletta, v. foto Lato “A”) che poggia su quella sarà la “parete” di legno contro la quale si appoggerà retro del vostro pianoforte verticale, un Hurbas & e Reisshauer autentico (!).

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      Lato “Sopra”

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E il letto, direte voi? Scialla raga, calma! A tutto c’è una soluzione: basta realizzarlo sopra il pianoforte, si … proprio su quel “tetto” ed il gioco è fatto! E poi … ai piedi del letto ricavate anche un bell’armadio … che volete di più dalla vita?

Dice … ne vorrei uno così anch’io di mobili a quella maniera … Lo vorresti? Eh, già … ti piacerebbe … questo è un pezzo unico sai, un pezzo già reclamato dal Museo d’Arte Moderna di New York. Cosa? I disegni? Vorresti almeno i disegni, quelli che il progettista ha dato al falegname per realizzare l’opera? Be’ … se ne può discutere … ci posso mettere una buona parola io …

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UGUALI O DIVERSI?

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 settembre, 2017 @ 7:29 am

Detto altrimenti: detto … da chi?           (post 2829)

 

download (2)“Uguaglianza fa eleganza”, “allineati e coperti”, “un unico sentire”, “approvato all’unanimità” …. etc. In post precedenti ebbi modo di citare un grande, il premio Nobel russo, morto a NY e sepolto a Venezia, Josif Aleksandrovich Brodskiy (1940 – 1996), il quale nella prefazione del suo “Il canto del pendolo” (Adelphi) invitava un gruppo di studenti a “diffidare dei grandi numeri, delle folle osannanti, degli eserciti compatti, delle unanimità … se non altro perché dentro i grandi numeri più facilmente può nascondersi il male” (cito a memoria).

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L’unanimità? Quella del “Crucifige!” Tutti d’acccordo …

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Oggi “rubo” il pensiero ad un altro grande, Friederich Wilhelm Nietzsche (1844 – 1900) , il quale nel suo “Così parlò Zarathustra” in un passo invita a riflettere sull’ “uguaglianza”. Il capitoletto si intitola “Delle tarantole” e nella mia edizione (Adelphi, anno 2015 ed. 39) è a pagina 111: “Voi, predicatori dell’uguaglianza, volete esercitare la vendetta e l’oltraggio contro tutti coloro che non sono uguali a voi … così come la tarantola che morde tutti quelli che non sono tarantole …”. Ecco, questo passaggio mi ha impressionato per la sua attualità. Noi prima, le nostre “crociate” in oriente e nelle Americhe; noi contro i non-stalinisti; i non-hitleriani, i non-mussoliniani; i non-bianchi; etc.. Oggi, i terroristi che fanno strage di chi “non è uguale a loro”.

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Uguaglianza? “La legge è uguale per tutti … per tutti coloro che … per gli altri no”. La mia è una battuta, s’intende, però ne gira un’altra più accattivante: “la legge è uguale per tutti tranne le eccezioni di legge”.

Ma torniamo a Nietzsche. Tutti uguali? No, continua il filosofo (op. cit., pag. 113) …”La vita non può se non continuamente superare se stessa … la vita vuole edificare se stessa in alto con pilastri e gradini: verso vaste lontananze essa vuole mirare e ancora al di là … verso bellezze beate, per questo essa ha bisogno di altezza. E poiché ha bisogno di altezza, ha bisogno anche dei gradini e della contraddizione tra i gradini e coloro che salgono …”. In un precedente passaggio aveva detto che l’uomo non è un fine, ma un tramite, un ponte verso il superamento di se stesso.

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Fine (quasi!) delle citazioni A me piace interpretare il suo pensiero sotto due angolazioni: 1) panta rei (Eraclito di Efeso, 535-475 a. C.), tutto scorre, anzi, tutto deve scorrere a cominciare da ogni persona; 2) diverso è bello, diverso è necessario, diverso è ricchezza, diverso è crescita, diverso è libertà, diverso deve essere rispetto reciproco.

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MATEMATICA APPLICATA (AL CAFFE’)

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 12 settembre, 2017 @ 9:39 am

Detto altrimenti: dopo tanti post su viaggi e filosofia, un po’ di matematica            (post 2828)

imagesUn caffè? Si, ma quale? Infatti c’è caffè e caffè! Vediamo un poco: freddo, caldo, corto, lungo, amaro, zucchero normale, dolcificante, in tazza grande, in tazza piccola, in vetro, macchiato caldo, macchiato freddo, con latte a parte, corretto grappa, corretto fernet, decaffeinato. E mi fermo qui, tralasciando le serie dei cappuccini e dei “marocchini” (mini cappuccini a metà fra il cappuccino ed il caffè macchiato).

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fattorialeOra si tratta di calcolare quante sono le combinazioni senza ripetizione di queste 16 variabili. Per far ciò ci viene in aiuto la matematica con la sua formula di (n/k) fattoriale: per calcolare il totale infatti basta moltiplicare 16 x 15 x 14 x 13 x 12 x 11 … etc. fino a … x 1.

Quanto fa? Ecchè? Devo fare tutto io? Calcolatelo voi …

Buon caffè a tutti!

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