PROSSIMI EVENTI …

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 26 Dicembre, 2017 @ 11:27 am

Se la procedura di inserimento diretto dei vostri commenti ai miei post vi crea difficoltà, potete inviarli al mio indirizzo e-mail riccardo.lucatti@hotmail.it : provvederò io stesso a pubblicarli. Grazie.

IL PROGRAMMA ATTIVITA’ E CICLOESCURSIONI FIAB TRENTO 2019 E’ REPERIBILE SUL SITO www.fiab-trento.itS.

Sabato 20 luglio 2019 ore 15,45 – Smerillo (FM), Barefoot World Record, camminata a piedi scalzi. info@etymo.com.

Mercoledì 24 luglio 2019 dalle ore 17,00  per gli Accademici delle Muse: annuale Festa “Sogno di un’Accademia di Mezz’estate”.

Domenica 8 settembre 2019, ore …. Villa Wesperg, Primiero San Martino di Castrozza (TN), Barefoot World Record per il clima: partecipiamo alla fila indiana più lunga del mondo di camminata in montagna a piedi nudi. info@etymo.com

Sabato  2 novembre 2019 ore 17,30 – Sala SOSAT Via Malpaga 17 – Concerto Katharsis 2019 – Organizza Associazione Ars Modi – Direzione artistica M° Edoardo Bruni – “Sax e piano”, Emiliano Rodriguez, sax; Massimo Folliero, pianoforte. Ingresso gratuito ad offerta libera.

Sabato  16 novembre 2019 ore 17,30 – Sala SOSAT Via Malpaga 17 – Concerto Katharsis 2019 – Organizza Associazione Ars Modi – Direzione artistica M° Edoardo Bruni – “Ludus Quartet”, Ivo Crepaldi, violino; Andrea Ferroni, Violino; Alexander Monteverde, viola; Ivo Brigadoi, violoncello.  Musiche di Sollima, Shostakovich, Edoardo Bruni. Ingresso gratuito ad offerta libera.

Sabato  30 novembre 2019 ore 17,30 – Sala SOSAT Via Malpaga 17 – Concerto Katharsis 2019 – Organizza Associazione Ars Modi – Direzione artistica M° Edoardo Bruni – “Russiamerica”, Sabrina Dente, Annamaria Garibaldi, pianoforte a quattro mani.  Musiche di Stravinski, “Sagra della Primavera”; Gershwin: “Rapsodia in blu”. Ingresso gratuito ad offerta libera.

Sabato  7 dicembre 2019 ore 17,30 – Sala SOSAT Via Malpaga 17 – Concerto Katharsis 2019 – Organizza Associazione Ars Modi – Direzione artistica M° Edoardo Bruni – “Sonata Island Quintet”, Giulio Visibelli, Emilio Galante, Stefano Benini, flauti; Luca Gusella, vibrafono e percussioni; Giulio Corini, contrabbasso. Musiche di Enrico Intra, Claudio Fasoli, Carlo Cattano, Giulio Visibelli, Emilio Galante. Ingresso gratuito ad offerta libera.

 

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COSI’ PARLO’ BELLAVISTA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 20 Luglio, 2019 @ 8:07 am

Detto altrimenti: è morto l’Ing. Luciano De Crescenzo    (post 3624)

Di questi giorni anche la scomparsa di Camilleri. Ora De Crescenzo. Chi riempirà questi vuoti?

Anni fa. Via Manzoni a Milano. Passeggiavo con mia moglie alla ricerca di un film, così, letteralmente “a zonzo”, senza una meta pre studiata. Da un cinema esce molta gente. Il film proiettato era “Così parlò Bellavista”. Ad una persona che stava uscendo dal locale domandiamo: “Com’è questo film?” Ci risponde: “Vuie, o capite o napoletano? Si? E allora trasite!” E siamo trasiti. Lo confesso, è stato così che ho iniziato a conoscere il valore di Luciano De Crescenzo, non me ne voglia l’ingegnere filosofo.

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Il titolo del film derivato nientepopodimenoche da Friedrich Nietzsche con il suo “Also sprache Zarathustra” ovvero “Così parlò Zaratustra”, libro veramente difficile anche se strutturato in tanti brevi capitoletti. Per avvicinarsi a questo grande filosofo mi permetto invece di suggerire un’altra sua opera: “ Divieni ciò che sei” (Ed. Christian Marinotti). Non vi spaventi il fatto che l’autore sia un filosofo che scrive in tedesco: la lettura (in lingua italiana!) di questo libro è piacevole, istruttiva e arricchente. Dai, leggetelo e poi mi direte se ho ragione o torto …


Cosa accomuna i due filosofi? L’immanenza del loro pensiero, la ricerca della “vita adesso”, nel mondo, giorno per giorno. Luciano De Crescenzo, un filosofo, un Maestro. Ci mancherai molto.

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BICIPOST

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 18 Luglio, 2019 @ 3:31 pm

Detto altrimenti: M.A.S. – Memento Audere Semper … ricordati di osare sempre … di andare in bicicletta!        (post 3623)

Era tanto che il mio amico voleva fare il Passo del Ballino con relativo “giro” sul versante opposto, in bicicletta. Detto fatto: partiamo da Riva del Garda alle 08.00 di questa mattina. Le previsioni sono per cielo nuvoloso-coperto con temporali e noi … noi speriamo che ce la caviamo! Dopo pochi km ecco le goccioline che presto sono diventate gocce! Io ho la mantellina da pioggia, il mio amico no (N.B.: mai sottovalutare l’abbigliamento!). Insomma, dei 15 km (a pendenza molto variabile!) della salita, 12 li abbiamo fatti sotto l’acqua. Arrivati al Passo io sono quasi intenzionato a rientrare … ma … guarda … laggiù schiarisce … e poi … tanto vale … Ho capito, mi hai convinto: si prosegue … comunque se vuoi possiamo rientrare … ma no, dai, tirem innanz!

Quasi al Passo, un altro giorno di un altro anno!

Con 13 km di discesa bagnata planiamo su Ponte Arche: un bar, un bar per il mio regno! Entriamo: te’ caldo, cappuccino, due brioches, due caffè anzi grazie anche un altro cappuccino … dov’è  il bagno … . Il mio amico attraversa la strada e va in un negozio cinese a comperarsi una maglietta asciutta. Io a ruota mi compero tre paia di calze “asciutte”: ne indosso un paio. Le altre nella borsa. E … quelle bagnate? Le butto via tanto sono sciupate.

Finalmente al sole, un po’ velato ma sempre sole è!

Smette di piovere, si riparte con uno sguardo al cielo che in effetti “schiarisce”. Evviva! Solo che non ci fidiamo e pedaliamo di lena saltando le soste-foto e la visita alla casa di Don Lorenzo Guetti, fondatorte della Coperazione Trentina; non facendo la deviazione per il Lago di Cavedine; fiondandoci a Dro-Cenica.

Tuffi dal ponte romano (foto di repertorio)

Ceniga ponte romano: cè il sole! Foto ricordo da un tedesco di passaggio e si riparte al galoppo per Riva del Garda, dove arriviamo alle 13,00.

Distanza percorsa: 65 km / Dislivello della salita al  passo, 700 m circa / Velocità media di salita: 10,5 kmh / Tempo totale utilizzato (al netto della mega sosta a Ponte Arche e delle soste per vestirsi-svestirsi): 4 ore / Consumo elettrico: 60% del totale disponibile / Bici utilizzate: il mio amico una e-city bike, io una e-mtb / Somma dell’età di noi due: 153 anni / Al rientro: 200 gr. di spaghettata al pesto.

Dice … ma chi è il tuo amico? E’ Guglielmo Duman, Presidente di FIAB Trento.

Acque color verde Sarca

P.S.: e invece il giorno dopo ci sono tornato e due foto le ho scattate

Il Sarca, il fiume Sarca … qualcuno dice “la” Sarca ma “a me non mi” piace qui questo femminile: “la” che cosa? La fiume? La torrente? La corso d’acqua? Via … lasciatemelo al maschile che suona meglio e non mi dite che sono maschilista che non è vero.


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TRE “OTTO” PER 35 KM

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 18 Luglio, 2019 @ 4:46 am

Detto altrimenti: in bicicletta, naturalmente!       (post 3622)

In bici mtb Wilier no e-bike. Questa mattina avevo solo due ore di tempo e comunque volevo pedalare su un percorso nuovo. Come fare? Semplice, si prendono i percorsi usuali e li si intreccia “a otto”. Ecco come si fa.

Le rapide del Sarca fra Arco e Dro

Parto da Riva del Garda centro, ciclabile a lago verso est fino alla foce del Sarca;  ciclabile verso nord fino ad Arco-Ceniga. Indi attraverso il ponte romano da est a ovest e percorro verso nord il sentiero sterrato delle Cavre fino a Dro, discendo verso sud da Dro a Ceniga per la strada normale, attraverso il ponte romano da est a ovest e proseguo verso sud sulla quasi ciclabile fino ad Arco. Indi per la SP  verso Riva ma ad un certo punto traverso verso ovest e mi immetto sulla pista ciclabile che scende da nord a Sud da Varone al lago di Garda. E gli “otto”? Be’ … quelli calcolateveli voi, raga, mica posso dirvi tutto io, mica posso …

Good bike everybody!


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IL BEL PAESE LA’ DOVE ‘L SI SUONA … VA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 18 Luglio, 2019 @ 4:44 am

Detto altrimenti: Dante si rivolta nella tomba (a Ravenna)     (post 3621)

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Dante, nel XXVI Canto dell’Inferno, bacchetta Firenze: “Godi Fiorenza, poi che se’ sì grande / che per mare e per terra batti l’ali / e per lo ‘nferno tuo nome si spande”. Ma non basta: nel XXXIII canto dell’Inferno, se la prende – fra l’altro – con Pisani (“Ahi Pisa, vituperio de le genti” / del bel paese là dove ‘l sì suona) e Genovesi (“Ahi Genovesi, uomini diversi  / d’ogne costume pien e di magagna / perché non siete voi del mondo spersi?”). Ho fatto queste citazioni per ambientare quella in grassetto, quella sulla lingua italiana. Cioè … dovendo citare i tanto tartassati Pisani, ho ritenuto, per par condicio, doveroso citare anche i tartassati Fiorentini e Genovesi.

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La lingua italiana. Manzoni, prima di pubblicare i suoi Promessi Sposi, andò a sciacquare i panni in Arno ovvero a Firenze, ovvero andò egli stesso a ripulire da impurezze linguistiche la lingua che aveva utilizzato. Che direbbero oggi il Manzoni e Dante di fronte agli orribili neologismi che il parlare comune sta inventando? Vi cito le ultime perle che ho sentito:

Trentino: “L’orso fuggito dal recinto è stato “fototrappolato” … “ cioè è stato fotografato da una camera fotografica “trappola” collocata su un albero.

TV: ci informa che “La maggior parte dei pacchi postali sono “portaletterabili” (o portalettabili? Non ho capito bene …), cioè possono essere consegnati direttamente dai portalettere.

Povera nostra lingua! Povero Bel Paese!

Purtroppo, per molti, il BelPaese è solo questo!

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ANDREA CAMILLERI E’ MORTO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 18 Luglio, 2019 @ 4:43 am

Detto altrimenti: e ora, quel vuoto, chi ce lo riempie?    (post 3620)

La spiaggia “Terrazza Montalbano”

Io a Vigata (il porto di Agrigento) ho fatto il bagno in mare, in quello stesso mare solcato dalle vigorose bracciate del Commissario Salvo Montalbano. Avevo 15 anni (sono nato nel 1944, fate voi il conto) ed accompagnai mamma in una visita alla sua città natale, Agrigento, e a mio nonno Francesco. Solo che allora Vigata si chiamava Porto Empedocle. Oggi Vigata piange la morte del Maestro, tutta l’Italia piange la morte di un uomo “libero” e “liber” in latino significa appunto sia “libro” che “libero”.

Andrea Camilleri è morto. Persone che lasciano un vuoto che ci appare incolmabile. A parte i propri genitori che ovviamente lasciano sempre un vuoto, quando vengono a mancare: solo che il vuoto “parentale” è un vuoto privato, quello lasciato da Camilleri è un vuoto collettivo, pubblico.

Henning Mankell, 1948-2015

Questa estate ho divorato tutti i gialli di un collega del Commissario Montalbano, quelli del Commissario Kurt Wallander, creatura dello scrittore, regista, autore teatrale etc. Henning Mankell. Anche Wallander è un “terrone”, nel senso che è del Sud … della Svezia! Accosto i due autori e i due personaggi perché entrambi hanno fatto conoscere ai lettori la rispettiva terra e gente d’origine. Una differenza fra i due autori è che Camilleri non fa invecchiare Montalbano mentre Mankell, nei dieci romanzi successivi della serie, fa invecchiare Wallander, in molti di essi fa citare episodi dei romanzi precedenti … insomma ci accompagna nella crescita umana, personale, familiare e professionale del suo commissario. Ragion per cui suggerisco di leggere questi romanzi  “in ordine di apparizione”.

Boccadasse

Altri raffronti: Camilleri è più “popolare”, più alla mano, romanzi più corti, crimini meno complessi, più immediatamente gustabile. Montalbano viaggia poco, al massimo va a Boccadasse (GE). Wallander viaggia molto, anche all’estero. Mankell scrive romanzi nei romanzi; molte sue pagine sono prive di dialoghi ma piene di introspezione; soprattutto architetta crimini con implicazioni più complesse, talvolta internazionali e si dilunga molto di più sul suo “commissario persona” facendolo relazionare con il padre, l’ex moglie, la figlia, i colleghi del passato e del presente.

Non appaia inappropriato questo mio accostamento. Infatti se attraverso Montalbano conosciamo una Sicilia anche forse principalmente buona ed onesta; attraverso Wallander scopriamo della Svezia aspetti meno nobili ma sicuramente più umani dell’immagine superficiale che di quella nazione ci siamo fatti rispetto alla frequentazione, effettiva o anche solo agognata, delle “svedesi che vengono in vacanza al mare qui da noi”. E scopriamo che la Scania non è solo una fabbrica di autocarri, ma innanzi tutto è la regione meridionale della Svezia.

Oggi, fra le varie commemorazioni TV del Maestro, ho apprezzato soprattutto la replica di un colloquio di Corrado Augias con il Maestro Camilleri su un suo libro la cui lettura mi mancava all’appello: “Il Labirinto”, ma provvederò al più presto a colmare la lacuna. Libro questo (anche) sulla vita di Edoardo Persico, nel suo percorso da fascista ad antifascista ( “… ho capito che mi ero messo al servizio di un assassino”)

Grazie di tutto e buon viaggio, Maestro Camilleri, verso il Luogo della nostra memoria riconoscente!

P.S.: nella stessa trasmissione TV Augias ha intervistato Sabino Cassese sul suo libro “La svolta”. Anche questo da leggere.


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I PEDONI … (per quanto, anche i ciclisti …)

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 15 Luglio, 2019 @ 5:38 pm

Detto altrimenti: una regola di comportamento      (post 3619)

FEDERAZIONE ITALIANA AMICI DELLA BICICLETTA … A VELA!
  1. Spesso il nostro procedere a piedi sul marciapiede è interrotto da un capannello di “colleghi pedoni” che chiaccherano tranquillamente occupando l’intera area di passaggio. Lo stesso capita ai ciclisti sulle piste ciclopedonali, spesso bloccati da analoghi ingorghi pedonali. Orbene, l’art. 190 del Codice della Strada sanziona gli intrattenimenti pedonali salottieri sui marciapiedi e sulla carreggiata. Per analogia credo che l’articolo si possa applicare anche agli intralci pedonali sulle piste ciclopedonali.
  2. Il pedone quasi sempre crede che la sua lenta velocità sia garanzia di sicurezza per se’ e per gli altri, ma non è così: eccovi un episodio. Procedevo lentamente in bicicletta mtb sulla pista ciclabile del lungolago di Riva del Garda, in direzione Riva-Torbole, pista fiancheggiata sulla destra da una pista pedonale. Una signora con cagnolino che procedeva sulla pista pedonale nella mia stessa direzione, volendo raggiungere una panchina posta alla sinistra della pista ciclabile, mi taglia la strada senza guardare. Per fortuna la mia velocità era ridotta e non ero distratto, altrimenti avrei investito signora, guinzaglio e cagnolino.
  3. Qualche giorno prima. Su una ciclopedonale. Procedevo lentamente con una bici da corsa. Davanti a me un maratoneta in allenamento, correva sulla destra della pista (errore: avrebbe dovuto mantenersi sulla sinistra!) nella mia stessa direzione. Nel momento in cui io arrivo alla sua altezza e lo sto superando, il tale ha fatto inversione di marcia. Morale: un livido ed un taglio nel mio gomito destro e per fortuna che sono riuscito a non cadere di lato!
  4. L’intuizione della traiettoria altrui. A scuola guida ti insegnano che devi cercare di prevedere le mosse dell’ “avversario”, cioè quella che potrà essere la traiettoria dell’altro automobilista, perché per causare un incidente basta un automobilista solo, ma per evitarlo bisogna essere bravi in due! E invece spesso accade che il pedone non consideri la prevedibile traiettoria del ciclista al quale basta un piccolo urto per cadere in terra. Cosa ci vuole ad aiutarsi a vicenda?
  5. Ma ce n’è anche per i ciclisti: Riva del Garda, ore 22,00 circa. Le strade del centro sono strapiene di gente che passeggia. Alcuni giovani ciclisti fanno lo slalom velocissimo fra i passanti: uno scarto, un errore, un imprevisto e ci scappa non dico il morto ma sicuramente qualche ferito.
Borghetto all’Adige
Verso Comacchio
Non ci fermano nemmeno le tenebre …

Dai … per oggi basta così, non vi pare?


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LA LUNA IERI E OGGI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 15 Luglio, 2019 @ 7:52 am

Detto altrimenti: un breve post “lunatico”        (post 3618)

67 anni fa frequentavo le scuole elementari. Ero spesso distratto, sognante. Il maestro (Aldo Ubertis) mi chiamava “Lunatti”.

50 anni fa l’uomo andava sulla luna. Ed io? Io prendevo servizio in Alto Adige quale Sottotenente di Complemento nella Brigata Alpina Tridentina.

Oggi?


Oggi ho organizzato una diversa “scalata” alla luna: quella delle mie dipladenie.


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PARTECIPAZIONE 2

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 Luglio, 2019 @ 3:12 pm

Detto altrimenti: “Aiutiamoli a casa loro …”, tagliando i contributi alla cooperazione internazionale?    (post 3617)

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.Il nostro governo provinciale ha drasticamente tagliato i fondi alla Cooperazione Internazionale. Da un punto di vista “laico” la decisione non quadra con il più volte proclamato “Aiutiamoli a casa loro!” Ma c’è dell’altro. Storicamente è stato ed è l’Occidente che ha creato e mantiene (con le multinazionali) le condizioni che spingono milioni di profughi a cercare un futuro altrove. Al riguardo si legga “Il predominio dell’Occidente” del Prof. Daniel R. Headrick (Ed. Il Mulino), ovvero la storia del colonialismo occidentale. Per comprendere i danni del colonialismo occidentale suggerisco anche un secondo libro: “Congo” di David Van Reybrouck (Feltrinelli Ed.).

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Oggi sono salito a Balbido, il Paese Dipinto, nelle Giudicarie esteriori, così chiamato per i suoi tanti bei murales. In questo paesello, ogni domenica, alle 10,00 nella chiesetta “fuori le mura” di Santa Giustina, celebra la S. Messa un compaesano (storico e filosofo): Don Marcello Farina, Marcello per i suoi amici compaesani e anche per gli amici di fuori (e siamo tanti!). Il Vangelo di oggi: la parabola del buon Samaritano: il cristianesimo vissuto nei fatti e negli atti della vita ben al di sopra del cristianesimo della dottrina. Un cristianesimo che per essere tale deve essere coerente. Papa Francesco ha affermato che è meglio un ateo di un cristiano incoerente nelle proprie azioni: Marcello cita questa presa di posizione. Se non crediamo, tanto vale che non si vada in Chiesa. Ma se andiamo in Chiesa, non possiamo condividere la politica dei due viaggiatori (un sacerdote ed un levita) che avendo visto il ferito sul ciglio della strada, al contrario di quanto avrebbe poi fatto il buon Samaritano, hanno tirato diritto, indifferenti al dolore altrui.

La morte del “prossimo”. Ecco il fenomeno che sta travolgendo la nostra morale – laica o religiosa che sia (che poi la nostra religione non “è” la morale, bensì “ha” una morale: per i credenti la nostra religione è Creazione e Resurrezione. Il resto sono dettagli. Ma questa è un’altra storia)

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Respingere gli aspiranti immigrati: questa sembra essere la parola d’ordine. Ma non basta: tagliamo anche i fondi che destinavamo per aiutarli a casa loro. Marcello preannuncia una raccolta firme fra i suoi compaesani di Balbido contro il provvedimento del governo provinciale. Mia moglie ed io ci siamo prenotati quali “paesani aggregati”: contiamo che la nostra domanda di iscrizione sia accolta. Nella foto: Marcello, autore – fra l’altro – di un libro sul fondatore della Cooperazione trentina, Don Lorenzo Guetti (giudicariense di Vigo Lomaso) sistema che oggi è in crisi per avere tradito i principi fondatori della sua origine: la costruzione con il contributo iniziale di tutti di un bene prezioso, il Bene Comune.

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PARTECIPAZIONE 1

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 Luglio, 2019 @ 7:36 am

Detto altrimenti: democrazia    (post 3616)

Demo-crazia, nei millenni il termine ha assunto in successione tre diversi significati: 1) potere sul popolo (il democrator era il dittatore); 2) strapotere del popolino; 3) potere del popolo.

La rete può uccidere

Oggi stiamo regredendo dal terzo significato al secondo, allo strapotere del popolino della rete. E non si offendano i retiarii se li definisco popolino: lo faccio in quanto libertà è democrazia e viceversa ed entrambe presuppongono la partecipazione la quale deriva da un confronto vero, fra persone, e non da quello di una persona con il web. Certo che se si adottasse la democrazia diretta, il vincolo di mandato per i parlamentari e la non obbligatorietà dell’azione penale, faremmo ancora un passo indietro nella scala dei significati del termine. E invece noi vogliamo restare “liberi”. Libertà? Nel 1972 Giorgio Gaber cantava:

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… è partecipazione!

La libertà
non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

Traduco

La libertà / non è non andare a votare /La libertà non è neanche l’exploit di un comunicatore / la libertà non è l’assenza di regole / libertà è partecipazione.

Oggi viviamo una democrazia non significativa: infatti la maggioranza di governo si fonda sulla maggioranza qualificata (nemmeno assoluta) di chi è andato a votare, la quale è una minoranza degli aventi diritto al voto: non parliamo poi se calcoliamo anche i cittadini non aventi ancora diritto al voto! Dice … ma si sa, la democrazia è il sistema meno imperfetto di governo. Evvabbè … però la prossima volta andiamo tutti a votare!

Who opened the door for the democrator? 
And how come he let in the market-conquistadors? 
Why is he acting as if he has something to hide? 
The privilege of the stupid is to be taken for a ride…

Chi ha spalancato la porta al democrator? / E come è successo che egli si sia collocato nel gruppo dei conquistadores? / Perché si comporta come se avesse qualcosa da nascondere? / Il privilegio dello stupido è quello di farsi prendere in giro.

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IL CAMBIAMENTO 2

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 13 Luglio, 2019 @ 2:38 pm


Detto altrimenti: la politica del cambiamento … (post 3615)

Non c’è che dire, più cambiamento di così? Vorrebbero la democrazia diretta. Se leggete i miei post sull’argomento vedrete che con essa la democrazia si auto trasformerebbe in oligarchia (cfr. ivi, “Democrazia diretta … da chi?”). Di questa perla è un po’ che non se ne sente parlare … vuoi vedere che il Presidente della Repubblica ha avvisato che una simile legge non la promulgherebbe mai? Siamo nelle sue mani.

Ma ora sta per arrivare un’altra perla: la non obbligatorietà dell’azione penale. Oggi questa azione è obbligatoria, il che significa che quando i magistrati individuano una ipotesi di reato, essi  hanno il dovere di avviare il processo penale. Chi vuole eliminare questo obbligo afferma: “La magistratura è subissata da una miriade di reati minori e talvolta è costretta a trascurare i reati maggiori. Occorre dare alla magistratura la possibilità di stabilire delle priorità”. Al che io affermo: se viene meno quella obbligatorietà, avviare un processo penale piuttosto che un altro sarà una scelta sempre più “politica” e se i vari PM sono “amici” degli “amici” che succederà a certi processi? Che non saranno mai celebrati: è semplice.

Ecchè, è di questi giorni che ad un tale PM hanno sospeso le funzioni e – udite udite! – anche lo stipendio! Anche lo stipendio? Ma se in genere non lo si nega a nessuno, non lo si nega! Deve proprio averla fatta grossa.  Dice che era corrotto, riceveva regalie etc. si vabbè, ma queste sono cose di questo mondo … chi non le ha fatte avrebbe detto quel famoso capo di un famoso partito politico morto in esilio (o in fuga?). Ma soprattutto – attenti, ragazzi! – soprattutto manovrava per far nominare i PM “giusti” nei posti “giusti”. E qui io faccio 2+2 = hai visto mai che certi gruppi di interesse stanno già organizzandosi in previsione dell’abolizione dell’obbligatorietà dell’azione penale? Sono un malpensante? Si, ma piensa mal y acertaras, dicono in Spagna, pensa male e indovinerai.

Ora, nel caso specifico, non è questo ciò che sta accadendo: ma la via è questa.