TRENI, STRADE, FUNIVIE, BICICLETTE (in Trentino)

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 3 Marzo, 2026 @ 2:44 pm

Negli anni, a livello nazionale e locale ho fatto parte (anche) dei Consigli di Amministrazione e dei direttivi di società ed enti del settore della mobilità ciclistica, automobilistica e ferroviaria a Genova, Bolzano, Trento e da ultimo Riva del Garda, città nella quale sono stato responsabile della realizzazione di un importante parcheggio interrato e del controllo telematico della mobilità dell’intera area.

La lodevole iniziativa Transdolomites (il progetto della ferrovia Trento-Valli di Fiemme- Fassa-Cembra) ha attratto la mia attenzione e in questa sede mi riferisco alla mobilità ferroviaria a scartamento ridotto, iniziando tuttavia il ragionamento dalla mia più recente esperienza, quella rivana, città che conosco e alla cui vita pratico attivamente da decenni.

Orbene, nella zona della Busa (Passo S. Giovanni) si sta lavorando al completamento di pregevoli strutture stradali e gallerie che elimineranno il traffico automobilistico dalla litoranea Torbole – Riva, spostandolo tuttavia più a nord, attirando ivi ulteriore traffico automobilistico e asfaltando il terreno necessario ai nuovi svincoli stradali, alle nuove aree di parcheggio.
Purtroppo, le importanti opere stradali effettuate per questo intervento rendono molto più complessa l’ipotesi della riattivazione della ferrovia a scartamento ridotto Riva del Garda – Arco – Valle dell’Adige.

Seconda osservazione: con la realizzazione della nuova cabinovia Trento-Monte Bondone, ci sarà un gran numero di cicloturisti che dal Bondone “planeranno” nella Busa, da dove alcuni risaliranno a pedali verso la Valle dell’Adige (ad esempio lungo le accettabili pendenze della pista ciclabile Arco – Nago, in corso di una importante sistemazione), ma da dove molti cercheranno mezzi pubblici di risalita, quale avrebbe potuto essere il trenino locale riattivato (in assenza, per il superamento del primo dislivello, quello più ripido della salita, si potrebbe immaginare un ascensore obliquo Torbole-Nago, analogo a quello che da Riva del Garda sale al Bastione).

Da tempo sto scrivendo per il completamento di una prima RETE, quella delle piste ciclabili di fondo valle e sto proponendo la creazione di una seconda RETE, connessa con la prima, quella delle ciclo discese analoghe ai 750 km di ciclo discese create da anni in Austria dal Tirol Bike Safari, fino ad arrivare a realizzare una Euregio Bike Safari. La lodevole iniziativa Transdolomites mi ha condotto a ragionare sulla realizzazione di una vera e propria terza RETE, connessa con le due reti prima citate: la rete provinciale dei treni a scartamento ridotto.

Il mio è solo un invito positivo a pensare al Trentino di un immediato domani, una terra che a causa degli effetti negativi delle politiche internazionali dei dazi e delle guerre deve urgentemente creare nuovi prodotti turistici e opportunità di lavoro e di sviluppo economico. Non dobbiamo avere paura delle grandi idee e delle grandi sfide, come non ebbe paura chi, nel secolo scorso, si inventò per il suo territorio “cose” come l’università e il PUP. Il mio modo di pensare alla progettazione del territorio è un’utopia? Certo, è tale, soltanto si noti che l’utopia è un obiettivo molto ambizioso semplicemente “non ancora” raggiunto. E poi, come mi ha insegnato il compianto preziosissimo amico Marcello Farina: “Guai nella vita a non avere utopie!”
Riccardo Lucatti, Trento/Riva del Garda

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TRANSDOLOMITES

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 2 Marzo, 2026 @ 2:52 pm

Sono stato notato da chi sta promuovendo il progetto del treno a scartamento ridotto dalla Valle dell’Adige a quelle di Fiemme, Fassa e Cembra: https://form.jotform.com/transdolomites/futuro-fiemme-fassa-treno-avisio

Il progetto mi entusiasma perchè è un progetto di rete che – fra l’altro – si innesca su un altri progetti di rete, quale uno sul quale ho molto scritto: il completamento delle reti delle piste ciclabili di fondo valle e quello – da realizzare – delle ciclo discese sull’esempio dell’austriaco Tirol Bike Safari, sino a diventare un progetto euro regionale: quello della Euregio Sud Tirol TAA Bike Safari, rete questa che potrebbe essere avviata a seguito della nuova cabinovia Trentio-Monte Bondone.

Ma … non di sola bici vive l’uomo, è vero: infatti, una rete di ferrovie a scartamento ridotto migliora tutto: la qualità dell’aria e della vita, lo stress, l’attrattività turistica, l’economia etc. etc.
E’ un grande progetto, un progetto a lunga scadenza, per cui occorre un’adeguata capacità progettuale.

https://form.jotform.com/transdolomites/futuro-fiemme-fassa-treno-avisio

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Don Marcello Farina: studioso, storico, filosofo, scrittore, ricercatore della Fede, amico preziosissimo …

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 26 Febbraio, 2026 @ 4:17 pm

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TRENINI TRENTINI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 25 Febbraio, 2026 @ 1:12 pm


Da giorni compare sulla schermata del mio computer la bella foto del trenino del Bernina: carrozze rosse fra boschi innevati! Al che mi sono detto che noi, qui, in Trentino, potremmo  dare vita addirittura  una vera e propria rete ferroviaria a scartamento ridotto.

Infatti, potremmo (ri)attivare il trenino Valle dell’Adige-Garda; reclamizzare l’esistente Trento-Malè;  completare al più presto la ristrutturazione della Trento-Venezia; realizzare la linea Lavis-Valli di Cembra-Fassa-Fiemme, concentrando tutte queste linee a scartamento ridotto su un capolinea a Trento, reclamizzando e vendendo questo nuovo prodotto turistico (e non solo tale!) insieme ad un completato  sistema di piste ciclabili di fondo valle e – sull’esempio dell’esistente Tirol Bike Safari –  insieme ad un nuovo sistema di ciclo discese da attivare non appena sarà pronta la nuova cabinovia Trento-Monte Bondone. Un’idea che potrà diventare in successione pre-progetto, progetto e realtà purché ad ogni fase sia conferita la necessaria centralità.

In assenza di una iniziativa provinciale, l’iniziativa potrebbe essere del Comune Capoluogo, soprattutto all’interno di una necessaria riforma – inizialmente anche solo di fatto – del rapporto di Autonomia Provincia Autonoma-Città Capoluogo la quale preveda una diversa attribuzione di funzioni e di risorse finanziarie, risorse la cui redistribuzione è stata dimostrata possibile e direi anche necessaria  – da ultimo – se non altro dallo stesso rilevante avanzo del bilancio provinciale.

Infine, il cofinanziamento di un progetto che faccia capo ad un’unica SpA progettuale, potrebbe essere fornito anche dalla emissione di titoli pubblici BOC-BOP-Buoni Ordinari Comunali/Provinciali, con scadenza minima quinquennale, remunerati di un punto oltre il livello dei titoli di Stato, convertibili  in azioni della citata SpA di scopo, come previsto dall’art. 35 della L. 724 del 23.12.1994. Finanza quest’ultima anch’essa destinata ad un investimento locale, ma proveniente anche da finanziatori non locali, ad esempio turisti!

Riccardo Lucatti – Tavolo Economia e Finanza mista Italia Viva Trento

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PANEM ET CIRCENSES (Festival di Sanremo o Referendum?)

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 25 Febbraio, 2026 @ 8:09 am

TIMEO DANAOS ET DONA FERENTES (temo il “dono” del SI!)

“Quel tanto di cibo e i giochi del circo”: primo secolo d. C., Roma, il poeta satirico Giovenale così scriveva nella sua Satira X°: “per tenere a bada il popolo basta dargli “panem et circenses”.

Lo so che il Festival di Sanremo è una tradizione irrinunciabile ma “a me mi” è venuto spontaneo pensare a quanto spazio gli è dato proprio nei giorni nei quali si sta delineando un arrivo al foto finish fra l’ex vantaggiatissimo SI e il crescente NO all’imminente tornata elettorale referendaria. Quindi ho preferito cambiare canale e ho guardato quanto trasmesso sull’argomento da TV7 (In favore del NO).

Avrei apprezzato che al confronto fra SI e NO sulle TV di stato fosse dato uno spazio non inferiore a quello dato al confronto fra cantanti.

Infatti da parte dei proponenti il SI, in caso di vittoria, con una partecipazione di singole volontà di cittadini che risulterebbe comunque esigua stante la scarsa affluenza alle urne e la mancanza del quorum, si vuole modificare il testo di una Costituzione frutto del lavoro e dell’accordo (questo è il punto!) di tutte (tutte!) le forze politiche “di allora”.

Scrivo “di allora” perchè oggi, gli eredi di una di quelle parti politiche, hanno evitato che le modifiche fossero discusse in parlamento. Non solo, ma nella sua formulazione originaria, il testo del quesito referendario non citava nemmeno che si trattava di una modifica della Costituzione!

Dice … ma la vittoria del SI migliora il sistema, perchè rifiutare questa occasione?

Rispondo riprendendo l’antica lingua latina: “Timeo Danaos et dona ferentes” … temo quella gente anche quando mi offre regali … Così Laocoonte cercava di indurre i suoi concittadini Troiani a non introdurre in città quel grande cavallo di legno che i Greci (Danai) avevano lasciato loro in dono … (Virgilio, Eneide II-49).

Ecco, quel SI mi sembra il moderno cavallo di legno per conquistare e distruggere la Città Costituzione!

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LA NOSTRA GINNOCICLISTA EDA MAISTRELLI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 23 Febbraio, 2026 @ 11:27 am

Città Trento – Organizzazione ACLI – Palestra:oratorio del Duomo – Corso:per persone “mature” – Istruttrice Eda Maistrelli.

Eda, puntualissima, arriva in e-bike qualsiasi tempo neve compresa, abbigliamento adeguato, due ampi cestini corredano il mezzo e denunciano il suo utilizzo giornaliero in città (“è la mia auto”, dice). Eda parla (anche) un perfetto inglese con (perfetto) accento americano (she was born in New York …): dei movimenti di ogni singolo esercizio talvolta tiene sempre il conto, talvolta in inglese: “one, two, … eight … cambio!”
Sono contento che mia moglie Maria Teresa – sua allieva da anni, per me invece this year è la first time – mi abbia convinto a seguirla a questo corso twice a week, condotto from a such complete instructor!
Eda …
– ottima conoscenza delle tante, lunghe, complete serie di esercizi, ogni giorno con un attrezzo nuovo (corpo libero; pesi; cerchio; bastone; palla; elastico; parete);
– ogni singolo esercizio è accompagnato da una chiara spiegazione sui muscoli attivati e sulla finalità del movimento;
– l’ora di ginnastica è accompagnata da una specifica colonna sonora della musica diffusa dal suo telefonino: si fa ginnastica a tempo di musica!
– grande capacità relazionale: Eda stabilisce un ottimo rapporto umano con ognuno di noi;
– grande memoria, Eda: ricorda il nome di ognuno di noi! E dire che in media siamo una ventina e non sempre gli stessi!
– precisa nel calibrare i tempi e nel rispettare gli orari delle lezioni.

The north wind does blow and today we have the snow! Soffia il vento del nord, ha incrociato la perturbazione in arrivo da ovest e oggi, giovedì 19 Febbraio, qui a Trento nevica. Mentre questa mattina stavamo facendo ginnastica, Maria Teresa ha dato la notizia: dalle finestre della palestra si vedevano i fiocchi bianchi … ma noi, imperterriti: ginnastica sotto la neve, anzi in una palestra ben riscaldata, coperta da un tetto coperto di neve!

Thanks a lot, Eda! My wife and I cannot help ourselves telling you our satisfaction having such a friendly professional teacher!

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A22 – FINANZA ED ECONOMIA MISTA NELLE SOCIETÀ PUBBLICHE “TOTALITARIE” O “MISTE”

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 19 Febbraio, 2026 @ 12:45 pm

Da anni Italia Viva ha dedicato a questa materia un apposito Tavolo di Lavoro, in quanto l’unione delle componenti pubbliche e private, finanziarie ed economiche è da sempre attuale. Soprattutto in ambito delle SpA.
Inizialmente il partenariato pubblico-privato era ricercato dall’Ente pubblico per assicurare alle proprie SpA la managerialità gestionale tipica del settore privato e/o per far prestare ai soci privati di minoranza le “prestazioni accessorie” necessarie alla società di cui all’art. 2345 del Codice Civile.
Nel tempo, la motivazione che ha indotto questo tipo di partecipazioni private ha invertito il “senso di marcia” in quanto ormai nasce in ambito privato, di volta in volta orientata alla ricerca del dividendo di competenza e/o alla possibilità di influire sulla politica societaria e/ o all’acquisizione del pacchetto di maggioranza della SpA in oggetto (direttamente o attraverso soggetti “terzi” che poi terzi non sono, quali posso essere fondi comuni esteri ai quali i privati in discorso partecipano) e/o all’ingresso nel capitale sociale di altri Enti pubblici di diversa area politica.

Un esempio attuale rispetto al quale si può cercare di applicare in tutto o in parte i ragionamenti sin qui svolti è dato da quanto sta succedendo in merito al rinnovo o meno della concessione della gestione dell’A22 in capo all’attuale gestore. Trattasi di una società pubblica locale “mista” sia pure in misura ridotta per la presenza di quote minime di azionariato privato, il che tuttavia ne impedirebbe l’affidamento diretto, in quanto società non inhouse. La società gestore, inoltre, ha un capitale sociale “misto” anche in quanto in parte posseduto da alcuni enti pubblici territoriali di una regione (Veneto) diversa da quella sulla quale (Trentino Alto Adige) si snoda la quasi totalità del tracciato autostradale. Enti che però possiedono una SpA autostradale inhouse, cioè a capitale totalmente pubblico, e che – in quanto tale – può ricevere direttamente (senza gara) gestioni pubbliche.

La gestione “locale” dell’A22 tuttavia, in quanto autostrada costruita “dal” territorio, è strategica per il “suo” territorio che attraversa per l’80% dell’intero tracciato. Territorio che meglio di chiunque altro può garantire una corretta gestione: della sua ottima e testimoniata qualità gestionale e della relativa politica di investimenti, si avvantaggia l’intero sistema dei trasporti e della mobilità in genere: nazionale e internazionale. Inoltre

l’attuale gestione genera utili e disponibilità finanziarie (il cosiddetto suo “tesoretto” ammonta a 800 milioni) ed è destinato a ulteriori investimenti, tutti locali lungo l’asse del Brennero e non altrove. Mentre scrivo, il gestore attuale Autobrennero SpA ha annunciato la prossima attivazione di altri quattro centri idrogeno lungo l’A22 e di successivi ulteriori quattro, al fine di incrementare la diffusione di veicoli ad emissione zero, con vantaggi per l’intero territorio attraversato ed ottimo esempio per i gestori delle altre autostrade nazionali.

Da parte di una forza politica locale si è recentemente rinnovato l’invito a trasformare la società locale attuale gestrice in società inhouse, il che ha sollevato la critica di pretestuosità proprio da parte di un ente pubblico locale co-azionista, in quanto si tratterebbe di una proposta “da bordo campo” (sic) cioè avanzata da chi non è giocatore sul campo di una difficile partita: e ciò da causa delle difficoltà che oggi si frappongono al raggiungimento di questo risultato. Tutto questo ad oggi.

Oggi. Ma … ieri? Ieri, cioè cinque anni fa, la Senatrice Donatella Conzatti e la deputata Lella Paita (entrambe di Italia Viva) avevano ottenuto che il Ministero dei Trasporti lanciasse la gara per il rinnovo di quella concessione con il sistema del Project Financing, il quale prevedeva la prelazione per il gestore in scadenza. Prelazione che non è stata contestata dall’UE per anni e anni, ovvero per tutti gli anni nei quali il Ministero dei Trasporti ha inspiegabilmente omesso di lanciare quel bando. Oggi, l’UE, avrebbe maturato la decisione che la prelazione non possa essere concessa ed il rinnovo andrebbe messo a gara: l’attuale gestione locale sarebbe a rischio.

Cambio ambito, “esco” dall’A22 al casello di Trento Centro e parlo di un’altra realtà, quella delle SpA pubbliche locali è che operano nel settore dell’energia idroelettrica. Anche in queste società troviamo partecipazioni azionarie molto articolate. A loro, sin d’ora e cioè in tempo utile e non sospetto, va dedicata una analoga, tempestiva attenzione, in quanto la proprietà e/o gestione delle fonti locali di energia idroelettrica e delle acque in generale è e deve rimanere in capo agli enti pubblici locali.

Un’osservazione in generale: in ogni ambito societario, privato, pubblico e soprattutto misto, occorre che l’Ente pubblico che detiene la maggioranza di una o più SpA le gestisca in modo chiaro e comprensibile da tutti, anche se non addetti ai lavori. Infatti, di queste SpA deve essere chiaro per tutti i cittadini-azionisti “l’essere e il dover essere” (“l’ist e il soll” per dirla in tedesco) e cioè come è ma soprattutto dove sta andando ogni loro SpA. Al riguardo, è pregevole quanto ha fatto il Comune Capoluogo Trento, pubblicando sulle proprie società annualmente un libro contenente ogni informazione necessaria alla loro comprensione e valutazione: una per una e nel complesso.

Last but not least, ove l’Ente pubblico Comune possieda più SpA, di servizio, alcune in utile ed altre in perdita, conviene che le riunisca in un’unica SpA multiservizi, recuperando alle esigenze locali le imposte altrimenti versate allo Stato.

Riccardo Lucatti – Italia Viva Trento

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SUE – STATI UNITI D’EUROPA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 Febbraio, 2026 @ 8:46 am

Io sono di Italia Viva. Ovviamente sono andato all’evento nel quale il nostro Senatore Enrico Borghi ha raccontato il suo libro “Sotto attacco” con chiare sottolineature fra le quali evidenzio:
– la contemporaneità e la velocità delle evo-rivo-luzioni in corso (valori democratici; ambiente; energia; tecnologia; sicurezza);
– lo strapotere dell’utilizzo strumentale delle info e dei media;
– lo spostamento dall’oceano Atlantico a quello Pacifico del centro di alleanze e/o di contrapposizioni economiche e strategiche;
– in attesa di creare gli SUE, la necessità di dare vita ad un esercito comune.

Un esercito comune con effetto deterrente e di difesa, non solo per sopperire al disimegno USA, ma anche in considerazione che la Germania si sta armando in modo poderoso, per cui occorre inserirla in un sistema di difesa comune per due ragioni: inserla in un sistema che possieda il “tetto atomico” oggi in dotazione solo alla GB e alla Francia; evitare un uso “particolare” di quel suo armamento ove al governo di quel paese andasse un partito di estrema destra. Da qui alla finanza: occorrono Eurobond europei per finanziare il riarmo europeo.

Ottimi gli interventi del Sen. Marco Boato e la sua citazione di Alcide De Gasperi sulla CED-Comunità Europea di Difesa e quello del consigliere comunale Roberto Sani.

Da qui (e questa è farina del mio sacco: ci anche ho scritto un libro) una considerazione: il nostro indebitamento pubblico è elevato ed è in crescita: dobbiamo quindi attrarre volontariamente la ricca finanza privata (italiana e perchè no anche estera) verso il nostro settore pubblico senza aunentare anzi riducendo tale debito. Si può fare con l’emissione di Titoli Irredimibili Rendita non di debito in sostituzione di tranche di titoli di debito in scadenza (riduzione del debito senza diminuzione della liquidità) e con la emissione di nuove trance di tali titoli (aumento della liquidità senza aumento del debito). Titoli Irredimibili escludenti il diritto al loro riscatto non sono titoli di debito. Ove il Tesoro volesse ridurne il volume, si presenterebbe quale semplice acquirente in Borsa. Il loro tasso di rendimento: in parte fisso, in parte variabile manterrebbe il valore nominale vicino al valore di emissione. Quanto prima saranno emessi questi titoli, tanto più avvantaggeranno chi li avrà emessi.

Mi scuso con il Prof. Abdolmohammadi, iraniano insegnante a UniTrento, se non intervengo su quanto lui ha esposto, ma sua sulla materia oggi non sono aggiornato, pur avendo creato – come ho avuto occasione di dirgli nel breve saluto che gli ho rivolto – tanti anni fa (1975) al tempo dello Scià, l’unica Spa italo-iraniana a maggioranza italiana, il che mi aveva procurato i complimenti dell’allora nostro ambasciatore a Teheran, Cottafavi.

Complimenti e grazie alla preziosa introduttrice Rita Zambanini, responsabile di Italia Viva Trento ed ed alla bravissima giornalista Linda Pisani, catalizzatrice degli interventi.

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Domani!

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 12 Febbraio, 2026 @ 2:16 pm

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SPA E FINANZA ITALIA-ESTERO-ITALIA e “TRENO SOCIALE”

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 12 Febbraio, 2026 @ 11:57 am

Da persone di area di governo sento dire alla TV che

  1. Sono molto aumentati gli investimenti esteri in Italia;
  2. è aumentato il potere di acquisto delle famiglie italiane.

Le due affermazioni mi sembrano retoriche e vuote di contenuti sostanziali.

Sulla prima osservo che esiste una prassi particolare: fare sottoscrivere aumenti di capitale in nostre SpA da fondi esteri, magari partecipati anche da nostri stessi connazionali azionisti di quelle stesse SpA. Ora, questi investimenti non dovrebbero essere cumulati in un unico conto insieme a quelli “veri”, che invece mi pare siano in fase di contrazione. Vi sono poi anche imprenditori che delocalizzano la loro SpA all’estero o che la vendono direttamente a soggetti esteri veri. E che dire di molti casi come quello della grande “fabbrica (solo) promessa” da Stellantis in Molise? A questo punto, la prima affermazione andrebbe documentata e integrata con le cifre delle entrate vere, cioè al netto delle uscite vere.

Sulla seconda, osservo che organizzazioni come la Caritas affermano che è in crescita il numero di chi, pur avendo un lavoro, si reca presso di loro per ricevere generi alimentari.  A questo punto mi viene da dire (maliziosamente, lo ammetto, ma a pensar male …) che “E’ aumentato il potere di acquisto delle famiglie che possono acquistare”, cioè che si è ampliata quella che ho battezzato “Forbice Ferroviaria”: dalla “seconda classe” poche persone sono passate alla “prima classe” e molte alla “terza classe”, se non addirittura – e sono in numero crescente! – da ex passeggeri che sono stati fatti scendere dal treno perché non possono acquistare nemmeno quel biglietto. In altre parole, alla rottura dell’ “Ascensore Sociale” si è affiancata una diversa composizione del Treno Sociale composto solo da carrozze di due classi:  di prima e di terza.

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