BICINFAMIGLIA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 1 luglio, 2018 @ 4:28 pm

Detto altrimenti: quando è la moglie a chiederti di pedalare …   (post 3244)

Lessico familiare: “Dai, voglio farmi ‘sta pedalata, due giorni, mandata e ritorno Trento-Riva del Garda”. Niente di speciale, direte voi (se siete ciclisti), ma se a chiedere questa gita è vostra moglie che usualmente non pedala moltissimo (anche se recentemente si è fatta la Trento-Borghetto), be’ … la soddisfazione di un marito (pedalatore) è molta!

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All’andata Maria Teresa elettrizzata (bici Lombardo, con pedalata assistita); io mtb Wilier normale. Giro largo a sinistra su Mori, così ci rientra una sosta a quel bar pasticceria (Snack Bar, Via della Terra Nera) famoso per le brioches farcite di marmellata casareccia. Poi, dopo il Passo S. Giovanni, subito prima di Nago, saliamo a sinistra orografica (un breve strappo al 18%) e planiamo sulla Busatte e quindi su Torbole. Subtotale 1 = Km 53.

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Prima mattina successiva:  al lago.

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Pomeriggio: una visita in Fraglia Vela Riva per festeggiare il nuovo campione europeo Optimist (segue post dedicato)

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Ritorno: entrambi elettrizzati (devo riportare la mia mtb a pedalata assistita a Trento, lascio quindi la Wilier a Riva).  Qui a fianco: ore 08,00 della seconda mattina successiva.

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Saliamo per la Vecchia Torbole-Nago (10-15%), indi sulla nostra sinistra (ovvero sulla destra orografica) saliamo al passo S. Giovanni, per proseguire Lago di Loppio – Mori Paese Gelato.

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Dopo il bicigrill di Nomi, all’altezza di Besenello, sorpresa: una gelateria a pedali: si impone sosta con foto. Subtotale 2 = Km 50.

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Tempo: splendido, tre giorni filati! Wir haben Schwein gehabt! Abbiamo avuto fortuna! A dire il vero noi Italiani al posto di “fortuna” usiamo un altro termine. Che strano. Eppure … pensate un po’ … per dire abbiamo avuto fortuna i Tedeschi dicono “abbiamo avuto maiale”.

Good family bike everybody!

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IL GRULLO PARLANTE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 29 giugno, 2018 @ 7:09 am

Detto altrimenti: ma … grullo o grillo ?       (post 3243)

Scusate, volevo scrivere “grillo” ma … sapete … il correttore automatico …. Comunque, oggi il Grillo Parlante lancia un’idea: il senato dei cittadini, estratti a sorte. Non sono d’accordo. Si tratterebbe di una ammucchiata di gente che usa una logica diversa o nessuna logica. Un esempio? Domanda: “Che ore sono?” Risposta : “Fuori piove”.

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“I senatori sorteggiati? Ma dai … sai che caos!”

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Molte volte mi è capitato di far parte di riunioni di tipo diverso fra persone troppo diverse per cultura, sensibilità, preparazione sull’argomento all’ordine del giorno … insomma, una fatica di Sisifo a condurre e/o a partecipare alla riunione. Il rimedio? Livellare non verso il basso bensì verso l’alto, cioè puntare sulla scuola della conoscenza e non principalmente della capacità; sulla preparazione sociale e politica; sulla sensibilizzazione verso i problemi comuni, verso la realizzazione del Bene Comune che poi è quello realizzato con l’apporto sin dall’inizio di tutti.

Last but non least, un Senato sorteggiato a maggior ragione sarebbe in balia di quei pochi che gestiscono la rete-crazia e i referendum propositivi senza quorum.

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BICINCIDENTI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 28 giugno, 2018 @ 5:32 pm

Detto altrimenti: evviva la bici, ma … attenti ragazzi! (post 3242)

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No! Quando è troppo è troppo! Rispettiamo la montagna!

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Si sta diffondendo molto rapidamente l’uso della bicicletta. Non altrettanto veloce però è la diffusione della percezione che anche la bici può essere pericolosa. E non mi riferisco ai ciclisti acrobati né ai ciclisti alpinisti che percorrono in bici il sentiero delle Bocchette nel Gruppo delle Dolomiti di Brenta (questi ultimi andrebbero arrestati!). Mi riferisco ai ciclisti urbani e soprattutto ai colleghi delle piste ciclabili. E’ di oggi uno scontro fra ciclisti sulla ciclopedonale al palaghiaccio a Trento. Si tratta di una pistarella di accesso alla ciclabile vera e propria, la percorrono decine di volte al mese, è incredibile che in un tratto così facile sia dovuta intervenire l’ambulanza a raccogliere i feriti.

Credo di poter affermare che alcuni ciclisti (solo alcuni, per fortuna!) percorrono la ciclabile come se esistessero solo loro. Lo stesso dicasi di alcuni pedoni. Ciclisti troppo veloci; altri non proprio sulla destra anche in curve cieche; pedoni lenti ma ugualmente pericolosi che camminano a destra e a sinistra; che si incrociano senza lasciare il minimo varco a chi sopraggiunge in bici; che impegnano la sede della pista senza guardare se stanno sopraggiungendo bici.

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2016: inaugurazione del Bicigrill di Faedo. A destra il Presidente Fiab Trento, Guglielmo Duman

Oggi io ho schivato di essere investito solo per puro caso. Sentite come è andata. Il mio amico Giovanni con una e-bike davanti, io con una bici da corsa dietro: infatti c’era un forte vento contrario nel nostro percorso sud-nord da Trento al bicgrill di Faedo, ed io mi sono fatto “tirare”  mangiandogli la ruota e sfruttando al sua scia (al ritorno, vento a favore, io davanti con l’ordine di Giovanni di non superare i 25 kmh!) . Un gruppo di ragazzi scatenati, una specie di gara di fine scuola, in senso contrario. Evidentemente non hanno visto che dietro Giovanni c’era un altro ciclista, per cui, incrociato lui, uno di loro si è subito allargato sulla propria sinistra per superare un compagno con il risultato di stringermi sulla mia destra: 22 kmh io, almeno 25 kmh lui, sarebbe stato un frontale da 47 kmh. Per fortuna istintivamente mi sono ritrovato scansato di qualche cm (è stata un’iniziativa della mia bicicletta, non mia!) ed ho evitato l’impatto. Il ragazzo non si è accorto di nulla. Nemmeno l’amico Giovanni ha avuto la percezione di quanto era accaduto.

Proposta: che siano inviate pattuglie della polizia locale sulle piste ciclabili, per farsi vedere e quindi prevenire e anche per eventualmente sanzionare i trasgressori. E a tutti noi ciclisti: prudenza, ragazzi, prudenza!

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BASILICO!

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 28 giugno, 2018 @ 5:29 am

Detto altrimenti: altro che marjuana o altre erbacce!     (post 3241)

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btyEbbene si, lo confesso: coltivo! Coltivo in vasi sul terrazzo. Preparo i vasi, cambio la terra, compero cento mini piantine, le “salgo” in casa, le trapianto in zona in penombra (mai in pieno sole!), le annaffio e faccio ben tre-quattro raccolte a stagione. L’ultimo record era stato di otto etti di foglioline ripulite dai gambi. Ieri nuovo record: nove etti che poi se consideriamo che ho lasciato un vaso intatto per esigenze di insalata e di spaghetti al pomodoro, posso dire di essere arrivato al kg sano sano! Che facciamo di tutto ‘sto basilico? Ma pesto alla genovese, naturalmente! La ricetta? 1) non lavare le foglioline; 2) metterle nel “Bimbi”; 3) unire olio, pinoli, pecorino stagionato, sale, aglio. 4) Le dosi? Eh no, cari, miei, questo è un segreto che magari vi svelo quando vi spiegherò come si cucina un bel piatto di lasagne al pesto alla genovese. Alla prossima puntata, dunque!

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PICCOLE CICLABILI CRESCONO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 23 giugno, 2018 @ 11:52 am

 

davDetto altrimenti: si comincia così, poi …. (post 3240)

Two hours biking

BicinRivadelGarda! Già, non più solo vela: Riva del Garda, paradiso anche per i ciclisti! I circuiti “terrestri” dell’Altogarda Trentino fra i suoi laghi di Garda, Toblino, S. Massenza, Cavedine, Tenno, Ledro. Le grandi salite: al Monte Baldo, al Passo Bordala, al Passo S. Giovanni; al Rifugio S. Giovanni; alla Malga Grassi; la Ponale. La ciclabile “sul lago” da Capo Tempesta verso sud, quasi fino a Bardolino e oltre … Questi i GP-Grandi Percorsi. Ma ve ne sono altri, minori ma bellissimi. Ve ne racconto uno. Questa mattina avevo due ore di tempo, poi volevo essere disponibile per andare al lago con la mia nipotina di quasi otto mesi. Che fare? Fino alle 10,00  Bianca si prepara, quindi alle 08,00 … via!

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Da Riva, all’altezza della cosiddetta Area Cattoi, si diparte verso nord una “ciclabile minore” di 4,5 km, quasi tutta “sopraelevata” per cui vedi la città un pochino dall’alto, soprattutto da un angolo visuale diverso. Pendenza limitata, pochi ciclisti, molti oleandri, ti conduce alle Cascate del Varone. Qui si passa sulla SP che sale al Lago di Ledro. Di solito io proseguo fino al passo del Ballino per poi scendere a Fiavè, Ponte Arche, Sarche, Pietramurata, Drò, Arco, Riva.

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Oggi non ho tutto questo tempo, quindi dall’Hotel che sovrasta il lago di Tenno ho preso a destra, verso sud, una stradina in pianura che poi diventa sentiero ed ho raggiunto Canale di Tenno, un piccolo borgo medievale intatto. Da qui sono sceso velocissimo a Riva. 30 km, due ore, comprese molte fermate per guardarmi intorno e scattare foto.

Two hours biking, che vi dicevo?

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The day after, cioè oggi domenica, a Riva del Garda: Pan, bondola e vin! E che bondola!

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Due giorni dopo, da un lago all’altro: qui sono al Kalternsee, il bellissimo lago di Caldaro (percorso: Ora- periferia sud di Bolzano – salita ad Appiano – discesa sul lago – Ora. Tot. km 47). Foto scattata dal nuovo amico Andrea. Andrea? Pedalava davanti a me a 22 kmh. Stante il leggero vento contrario mi accodo. Dopo un po’ gli dò il cambio: amicizia è fatta! “Sei della Fiab?” mi dice … vista la mia bandierina gialla … “Si certo, dai iscriviti anche tu o – comunque – se vuoi fare qualche pedalata insieme, puoi unirti alle nostre uscite “singole”, cioè a quelle personali, fuori programma … E poi, per farti un’idea della Fiab, puoi navigare nel nostro sito Fiab Trento per il programma annuale e in particolare nella rubrica “I soci raccontano” per i resoconti di molte nostre uscite. Dai, Andrea, ti aspettiamo!”

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Attenzione: arrivati in cima alla salita, ad Appiano, là dove è collocata una vecchia locomotiva a ricordo del trenino d’un tempo, molti non sanno come procedere. Vanno avanti, cercano la prosecuzione della pista ciclabile, etc. Io suggerisco, per chi vuole tornare ad Ora, di superare la locomotiva  lasciandovela a sinistra e di girare immediatamente a destra dietro la siepe che si trova sul lato opposto della locomotiva e di scendere lungo veloci e bellissime strade poderali.  Nella foto (di due anni fa) a lato, la mia bici è orientata in senso opposto alla direzione di discesa che vi ho descritto.

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MUSICA IN SOSAT

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 23 giugno, 2018 @ 6:01 am

Detto altrimenti: chi musica incomincia è a metà dell’opera … (post 3239)

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Un ottimo modo di iniziare l’estate: in Musica! Cristina Endrizzi, già cantante lirica, pianista sempre. Dieci anni fa fonda l’ Accademia delle Muse e ospita a casa sua 80 riunioni per 160 eventi culturali. Dell’Accademia vengono invitati a far parte anche amici della FIAB-Federazione Italiana Amici della Bicicletta; della SOSAT; dell’Associazione Amici della Musica di Riva del Garda e della FVR- Fraglia Vela Riva: viribus unitis, quindi, provenienti da “origini” diverse ci ritroviamo accomunati dalla Musica. In particolare ieri, accomunati per iniziativa della SOSAT, grazie ad un’idea di Tino Sangiorgi, che ha proposto questo (ormai terzo!)  concerto inter-Associazioni.

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Siamo nella splendida sala della sede della SOSAT. Sotto le nostre finestre musiche e balli in occasione delle Feste Vigilane e noi … anche noi diamo un contributo a questa ricorrenza con il Concerto dell’Amicizia: Cristina Endrizzi al pianoforte, Giovanna Laudadio mezzo soprano, Sergio Runchel basso.

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Il programma di sala: Rimskj-Korsakov, “Canto indù per solo pianoforte”;  W. A. Mozart, “Ave verum”; Pisiello, “Nel cor più non mi sento”;  Shostakocich, “Valzer per pianoforte solo”;  Lehar, “Fox trot delle gigolettes”; Denza, “Occhi di fata”;  Canzoni napoletane, per solo pianoforte; Sieczynski, “Vienna, Vienna!” W.A. Mozart, “Madamina il catalogo è questo”;  G. Verdi, Variazione su arie della Traviata, per solo pianoforte; Gibb, “Woman in love”; De Curtis, “Non ti scordar di me”; A grande richiesta: bis, Marchetti, “Fascination”.

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Quella di Cristina è stata una scelta “eclettica” (e com’altrimenti, se no?) di brani alcuni molto noti, altri meno, tutti leggeri, accattivanti: arie rinfrescanti la calura estiva. Applausi, fiori alle Signore e brindisi finale per tutti. Termino questo mio breve post come l’ho iniziato: esaltando il concetto di “fare rete”, in questo caso rete di associazioni, rete di condivisioni della stessa passione: la Musica, ma soprattutto rete di Amicizia. E ce n’è proprio bisogno di Amicizia in questo mondo un po’ impazzito.

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Al momento del commiato, un invito: a ripetere il concerto presso la Sede della Fraglia Vela Riva a Riva del Garda, dove peraltro Cristina si è esibita già due volte. Viribus unitis, dicevo …. Buone Feste Vigiliane, Buona Musica e soprattutto Buona Amicizia a tutte e a tutti!

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SOLIDARIETA’ ANCHE IN ESTATE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 21 giugno, 2018 @ 6:05 am

Detto altrimenti: non li dimentichiamo …   (post 3238)

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downloadScrivo ad amici ciclisti, li invito in Trentino a pedalare insieme. “Grazie – mi dicono – ma stiamo caricando un container per le isole Salomon … sai, assistiamo una missione …”. Questa frase mi suona come un rimprovero. Oggi è il 21 giugno, inizia l’estate ma “quale” estate? Non certo una uguale per tutti. Molto diversa per i bambini in gabbia negli USA; diversa per i Rom che taluno vuole censire come fece l’imperatore romano quando nacque Gesù; diversa per chi lavora nei “campi pacchia”, 12 ore per 20-30 euro e poi “si rilassa” in comodi camping di lamiera e cartone; diversa per i minori non accompagnati che sbarcano sulle nostre coste; diversa per un padre di famiglia “nostro” che ha perso o sta perdendo il lavoro; diversa per un giovane “nostro” che non trova lavoro; etc.

Concordo: non è giusto che l’UE scarichi su di noi tutto il peso dell’immigrazione. Ma ci sono modi e modi per farla ragionare. Ad esempio, detraendo dalle somme dovute dall’Italia all’UE il costo sopportato per l’accoglienza e il mantenimento degli immigrati.

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Dice: fermiamoli a casa loro, aiutiamoli a casa loro … Eh già, belle parole, ma noi occidentali nei secoli abbiamo seminato vento e ora raccogliamo tempesta. Prima abbiamo colonizzato (leggi: “sfruttato”) il sud del mondo (si legga il libro a fianco). Poi gli abbiamo “regalato” democrazie di facciata. Ora continuiamo a sfruttarlo con le multinazionali. Da oriente poi arriva la Cina che sta comperando il terreno del mondo (in Africa e in Sud America) dove però ci sono già gli Olandesi che coltivano rose pagando i neri con 70 dollari al mese che così il business è conveniente che ci rientra anche il trasporto in aereo dei fiori freschi in giro per il mondo … volete mettere?

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La Cina? 150 anni fa noi europei le abbiamo fatto ben due guerre (le guerre dell’oppio) perché si era rifiutata (senti senti … ma come si è permessa?) di importare l’oppio che la PA-Perfida Albione (leggi: GB) faceva coltivare dai suoi coolies (leggi: schiavi) nella sua colonia India. La Cina che solo 50 anni fa era un paese povero, ed ora ci sta comperando tutto.

WP_20170506_004La terra, venduta alle multinazionali dagli Stati poveri. Deforestazione della foresta amazonica, svendita dei terreni in Etiopia. Etiopia? Rileggete il mio post “Un’etiope in Trentino”, il post n. 2716 del 4 maggio 2017: vedrete come una donna etiope, Agitu Ideo Gudeta sia dovuta fuggire dal suo paese per evitare l’arresto in quanto “colpevole” di cercare di persuadere i contadini a non vendere il terreno alle multinazionali … e che ora ha impiantato una piccola azienda pastorizia-casearia in Valle dei Mocheni.

downloadLa terra, dicevo, E anche il ghiaccio e quindi  l’acqua. Oggi ne abbiamo molta anche se non è per tutti. Pensate un po’ che la più grande multinazionale mondiale dell’alluminio con le navi porta fino in Islanda il materiale estratto nelle miniere in giro per il mondo, perché in Islanda ha costruito la più grande fonderia del mondo, alimentata da energia idroelettrica a bassissimo costo, energia generata dagli enormi flussi di acqua che derivano dalla fusione dei ghiacciai. Una pacchia! Una pacchia che durerà al massimo qualche decina di anni. Poi no ghiaccio, no acqua; no acqua, no energia. Ed allora? Allora cosa faranno le popolazioni locali che nel frattempo hanno disimparato a fare i pescatori e gli allevatori?

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       Le strisce! Regaliamole le strisce!

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Io credo fermamente nella assoluta necessità di dare vita agli Stati Uniti d’Europa per avviare un discorso culturale e morale con il resto del mondo in favore di tutta l’umanità. Solidarietà anche in estate, dicevo. Ma verso chi? Ma verso noi stessi, dove quel “noi” comprende tutta la (unica) razza umana per evitare di ritrovarci in un mondo da “day after” che non potrebbe più sopravvivere come accadeva una volta  “grazie” a guerre riequilibratrici, visto che con le migliaia di bombe atomiche che sarebbero fatte esplodere distruggeremmo il pianeta. E’ questo che vogliamo?

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VIAGGIO IN … BICICLETTA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 20 giugno, 2018 @ 7:19 pm

Detto altrimenti: questa volta per necessità … (post 3237)

Dovevo portale la mia e-mtb da Trento a Riva del Garda. Un problema all’impianto elettrico del portabici e allora? Allora si lascia l’auto e il portabici all’elettrauto e si va a Riva in bicicletta. Niente di speciale, per carità, anche perché si tratta di un percorso abituale che per di più questa volta sono stato “costretto” a fare con la mtb a pedalata assistita, insomma, troppo facile, come rubare in chiesa! E allora mi sono gustato questo regalo: nessuna fatica, nessuna urgenza, nessun limite di tempo, nessun problema di orario. Sono solo, pedalo in scioltezza, spesso senza alcun aiuto elettrico.

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        Oh fons Leni splendidior vitro …

Una prima sosta alla fontanella di Borgo Sacco, prime chiacchere con un collega ciclista. Riparto, supero ilo ponte delle Zigherane (foto) sfilo lungo la riva sinistra Leno, supero il ponte di ferro di Mori e nella successiva discesina un sobbalzo. Controllo lo zainetto assicurato al portapacchi, tutto regolare. Due km dopo mi fermo per bere ma … la mia borraccia è sparita! Dietrofront e la ritrovo sul posto del sobbalzo: evviva! Proseguo. Un gruppo di tedeschi fermo sul bordo: “Probleme?” Chiedo. Nein danke. Sosta pranzo al bicigrill di Loppio: una fetta di strudel, una macedonia di frutta, coca cola e caffè. Arrivano i miei “amici” tedeschi: birrazze da mezzo litro, mogli comprese! Supero il lago di Loppio e mi trovo di fronte il disboscamento necessario all’avvio del traforo stradale che taglierà via il Passo S. Giovanni. Provo un po’ di disorientamento nel vedere tutto quello sconquasso, ma si sa … il progresso …

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Dopo il passo prendo le strade poderali a sinistra e scavalcato un piccolo contrafforte plano sulle Busatte di Torbole e quindi su Torbole.

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Indi, per la litoranea (attenzione; tratti di ciclabile con bici alla mano!) a Riva del Garda.

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            B & B, Bici e Barca

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Un saluto alla mia barca Il mini tour è finito. 55 km in 3 ore e mezzo, (molte) soste comprese anche per foto. Consumo elettrico: 40% del totale della batteria da 400 W.

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Appena l’auto sarà riparata, salirò a Trento a riprenderla. In bici  naturalmente e con l’ Ora del Garda in poppa!

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ACHTUNG NAZI!

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 19 giugno, 2018 @ 6:25 am

 

Detto altrimenti: fermiamoli!       (post 3236)

 

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  • USA: i bambini illegalmente immigrati insieme ai genitori dal Messico vengono  separati da papà e mamma e chiusi in gabbie.
  • Qui da noi: schedatura di una “razza” (uso le virgolette perché di razze ve ne è una sola, quella umana)

 

Chi fa certe affermazioni o mette in atto certe azioni non si preoccupa che siano vere/buone o false/cattive, bensì solo di che tipo di reazione esse generano in chi le ascolta/vede, e purtroppo queste “forze del male” possono contare sull’approvazione dell’ignoranza diffusa. Sta quindi a chi non-ignora la storia, la morale, le regole della civile convivenza e per alcuni anche quelle della nostra Fede opporsi a queste degenerazioni. Fino a qui la pars destruens.

Pars costruens: a mio sommesso avviso i veri problemi qui da noi non sono gli immigrati e i rom, bensì la mancanza di lavoro; le mafie; la corruzione; la burocrazia asfissiante; l’evasione fiscale; l’esistenza di privilegi medievali; la crescente diffusa povertà; la mancanza di un futuro per i giovani; l’invecchiamento della popolazione; l’incapacità di vendere al mondo il Museo a cielo aperto che si chiama Italia; la fuga dei giovani cervelli; la svendita del nostro made in Italy di qualità all’estero; il non contribuire abbastanza alla creazione degli Stati uniti d’Europa; l’ipocrisia di chi combatte la religione altrui per difendere la propria che però egli stesso non pratica.

La mia è sicuramente una semplice, piccola goccia nell’oceano dei pensieri dell’umanità: ma se ognuno di noi mette la sua … gutta cavat lapidem!

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VALTELLINA E VALCHIAVENNA A PEDALI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 18 giugno, 2018 @ 9:40 am

 

Detto altrimenti: con la FIAB!                       (pot 3235)

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La “guida” Mariangela e il Presidente FIAB Trento Guglielmo Duman

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La bici unisce e la FIAB anche. Genitori Valtellinesi (Mariangela e Lorenzo), un figlio negli USA; un altro che lavorava a Rovereto, tutti (molto) sportivi (anche) a pedali. Il figlio ”roveretano” informa i suoi di Fiab Trento, loro vengono ad una nostra gita, si iscrivono a Fiab Trento, si propongono come guide “locali” per una trasferta trentina in Valtellina: Bormio – Tirano – Colico – Chiavenna: 150 km in tre giorni. Il piano della gita lo trovate nel sito di Fiab Trento alla voce “Archivio degli eventi”. Tre giorni di sole pieno incastonati fra mesi di piogge anche bigiornaliere!

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Dietro la FIAB ci sono i Fiabbini, associati e membri del direttivo: un grande lavoro di organizzazione, gestione, informazione, comunicazione, studio, passione, impegno, condivisione, rapporti umani e tanta, tanta mobilità urbana vivibile e sostenibile: a pedali, ovviamente!

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Mariangela e Lorenzo abitano a Poggiridenti: una toponomastica su misura per loro due!

Mariangela e Lorenzo. Due Persone splendide, genuine, cortesi, gentili … che altro dire? Due giovanissimi e giovanilissimi nonni di due splendide nipotine. Nonni? Si, ma quando non sono frenati da gruppi come il nostro, sono nonni da 140 km al giorno a pedali, scusate se è poco! Fra l’altro hanno ospitato in casa loro due di noi, sovrannumerari rispetto alla capienza alberghiera. Grazie, amici! Vi aspettiamo ospiti nostri in Trentino e a Riva del Garda!

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32 Trentini in pullman da Trento al Tonale-Aprica etc. (percorso sconsigliabile per la strettezza delle strade): quasi 5 ore soste comprese. Da Bormio in bici, discesona fantastica, velocissima lungo una valle che potrebbe essere del … Caucaso tanto è “nature”! (Ho anche una foto con la strada accanto, a sinistra, ma volete mettere questa che pare di essere dove … dove siete liberi di immaginare!).

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Prima sosta significativa: vista guidata da Don Giampiero Franzi all’Abbazia della Madonna di Tirano, ai piedi della salita al passo Bernina. Siamo quindi saliti (in pullman) a Teglio (851 m) per la cena a base di una serie di piatti di Pizzoccheri e il primo pernottamento.

Secondo giorno: dal fondo valle a Colico, sul lago di Como, la tappa più lunga (70 km) dell’uscita. Pernottamento a Nuova Olonia.

Terzo giorno: Da Nuova Olonia, salita dolce e continua fino a Chiavenna, con visita della città, pranzo e fine del tour. Si riparte via Bergamo-Verona.

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L’Adda, ben prima dell’Adda manzoniano! (La pista ciclabile corre sulla destra)

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Di particolare bellezza oltre alla la discesa da Bormio, la pista che costeggia l’Adda prima di Colico. Colico? E’ così bella quella riviera che … sembra la nostra riviera dell’Altogarda Trentino! Anche Chiavenna è stata molto interessante, con i suoi crotti, cantine naturali con l’aria naturalmente condizionata dal sover, venticello autoctono e autonomo.

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                    Bed &  Breakfast!

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A Chiavenna, visita alla Chiesa Collegiata e al Palazzo Salis, ora (anche) Bed & Breakfast, accolti dalla gentilissima proprietaria. Il palazzo edificato dalla famiglia svizzera dei Salis, divenne italiano e“in Italia” dal 1815. Gli attuali proprietari hanno il grande merito di conservare e manutenzionare per i nostri occhi, la nostra cultura, la nostra storia un prezioso edificio museo di arte! Grazie amici, grazie per il regalo che ci avete fatto nel consentirci di visitare il palazzo!

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Qualche nota tecnica

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         Chiesa Collegiata a Chiavenna: il chiostro

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Percorso quasi interamente in discesa, salvo i brevi saliscendi fino a Colico e la salitella per Chiavenna. Quasi tutto asfalto, la pista è segnalata in modo non del tutto uniforme per cui senza le nostre guide locali avremmo perso un po’ di tempo ad orientarci. Si è quasi sempre accompagnati dall’ acqua del fiume Adda e dai contorni delle montagne verso la Svizzera.

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           “Quel ramo del Lago di Como …”

L’organizzazione del viaggio è stata complessa: individuare i percorsi, le soste, gli hotel, i punti caratteristici da visitare, le alternative in caso di brutto tempo.

Velocità: il gruppo dei 32 +2 guide era in parte “motorizzato” (e-bike) e in parte con bici normali, quindi taluno ha dovuto frenare un po’ la propria andatura, altri accelerarla.

Le salitelle: senza aiuto elettrico ci sono due modi per affrontarle: scalare di marcia ben prima e “scalarle” con pedalata lenta, continua ed efficace. Oppure prendere la rincorsa e con un cambio più veloce e duro sperando di riuscire a superarla d’impeto. Ciò comporta già un possibile disturbo reciproco fra le due diverse categorie di pedalatori. Gli “elettrici” poi dovrebbero attendere che siano passati tutti i non-elettrici, oppure precederli in gruppo.

Il vento: quasi sempre contrario per cui a maggior ragione occorre procedere incolonnati in fila indiana.

Psicologia dei pedalatori italiani in colonna

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                               Colico!   

Siamo come al volante dell’auto: chi ci precede? Da superarsi al più presto! Ho fatto un esperimento: io sono il “portabandiera” del gruppo visto che ho assicurato alla mia bici una sottile asta con tanto di vessillo FIAB. Mi sono messo in seconda posizione, subito dietro la nostra guida. Nello spazio di cinque minuti mi sono ritrovato nelle ultime posizioni della fila perché uno ad uno i miei amici si venivano a frapporsi fra me e la guida. Ciò anche perché io di solito lascio un certo intervallo (5-7 metri) fra me e chi mi precede (distanza di sicurezza) per aver il tempo di eventualmente frenare o di scansare eventuali buche: orbene, per chi mi segue quello spazio è un invito a riempirlo alla svelta! Come in automobile, dicevo … Nelle soste poi sarebbe necessario non ammucchiarsi  sulla testa della corsa, bensì mantenere il proprio posto nella fila. Ma tant’è …

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Verso il castello  di S. Faustino  a destra il maggior museo a cielo aperto di rupe incisa in epoca preistorica

Dimenticavo: altra posizione psicologicamente ricercata e gradita è l’ultima in coda al gruppo, quella della cosiddetta “scopa” per aspettare ed aiutare i ritardatari. E’ un ruolo importante e di responsasabilità, che costringe chi lo occupa a pedalare “ad elastico” per ricongiungersi al gruppo, il che comporta un maggiore dispendio di energie.

Incidenti: nn – Inconvenienti: rottura di un freno senza danni alle persone o cose, subito riparato.

Conclusioni

La gita è da rifare, forti di questa prima esperienza, per arricchirla di altre soste culturali. Certo che tre giorni di sole pieno non sarà facile riaverli!

Ringraziamenti

Grazie Mariangela, Grazie Lorenzo, Grazie Fiab Trento!

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