FIAB IN LAGUNA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 1 ottobre, 2018 @ 9:37 am

Detto altrimenti: due giorni a pedali in quella di Venezia   (post 3336)

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Fiab sapete cos’è, basta leggere i miei post. Questa volta siamo andati nella Laguna di Venezia. La Laguna, uno dei tanti Tesori d’Italia: giunti in zona con il pullman, 45+40 km casa-casa a pedali, fra l’azzurro di un cielo dipinto da una bora tutto sommato discreta ma soprattutto incredibilmente calda (una di noi ha fatto il bagno in mare!), fra il rosa di uno stormo di fenicotteri in volo di trasferimento al Sud, la tavolozza della flora acquatica e il profumo dello … spazio e del silenzio! Qui a fianco: controluce Fiab in Laguna.

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btyFiab è anche tutto questo: ognuno di noi mette a disposizione dei suoi amici i propri tesori di conoscenza: ne nasce un reciproco arricchimento. Ma non solo. Fiab è stare insieme, imparare a conoscersi, aiutarsi reciprocamente, condividere, comunicare. Noi Fiabbini promotori della ciclabilità urbana, della mobilità sostenibile, stiamo subendo un felice “sorpasso”, quello nel ciclo-turismo. Infatti, “tanto tuonò che piovve” e della bicicletta si è interessato il CAI Centrale (“Quaderni di ciclo-escursionismo”); le Pubbliche Amministrazioni, i privati (quante sono ormai le iniziative di ciclo-viaggi, di bicigrill e le strutture di ciclo vendita, noleggio riparazione! Molti infatti hanno raccolto il nostro messaggio, hanno “messo il cappello” sul nostro lavoro di decenni, ma noi non ne siamo risentiti bensì lusingati. Resta un altro passo da compiere, quello più importante e più difficile: far sì che le strade urbane siamo aperte “anche“ alle auto, oltre che alla mobilità normale: quella dei pedoni e delle biciclette.

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Dicevo prima che Fiab è stare insieme: infatti l’Altro non è più un estraneo, soprattutto se è un Altro a pedali. E non è poco, in un mondo nel quale all’incrocio i due automobilisti si guardano negli occhi e “chi è più uomo passa!” La bicicletta invece unisce, ci si comprende ed aiuta reciprocamente come fra persone costrette a lavorare in città a ferragosto: “Anche Lei è dei nostri, come La capisco e come mi capisce … posso esserLe utile?” Il confronto non calza alla perfezione, ma era tanto per capirsi …

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E veniamo alla Laguna. Cavallino, Canale Casson, il fiume Sile, Conche di Cavallino, Jesolo Antica, Lio (Lido) Maggiore – traghetto – Lio Piccolo, Tre Porti, Ca’ Savio, Ca’ di Valle, Faro di Piave Vecchia, Punta Sabbioni, Bocca di Porto di Lido, Foce del Sile, Jesolo, fortificazioni austro-ungariche, italiane, tedesche. Sulle fortificazioni: il forte vecchio è abitato da persone che quanto meno rendono più vivile l’area che altrimenti sarebbe abbandonata (peccato!). Gli altri forti, rectius, batterie (Pisana, Amalfi, Ravelli) sono state restaurate e sono musei a cielo aperto.

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Venezia sui pali di legno che l’acqua salate fortifica, la stessa che però attacca e corrode la parte in muratura, Venezia che cerca di difendersi dall’acqua alta con il Mose (lavori fermi causa esaurimento fondi), ma difficilmente potrà difendersi dall’innalzamento del livello del mare dovuto alla fusione dei ghiacci dei poli dovuto all’innalzamento della temperatura dovuto dall’inquinamento dell’atmosfera dovuto anche all’ancora troppo limitato utilizzo della bicicletta al posto dell’auto, ed il cerchio è chiuso! Qui a fianco, la Guida Matilde.

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Ottima l’idea e la conduzione di Tino Sangiorgi e Gianfranco Zoppi; ottima la giovane e bella (perchè non dirlo?) guida locale Matilde; ottimo il “servizio tecnico riparazione pneumatici “sbusà” di Vittorino;  ottimo l’International Hotel, C.so Italia, 15 – I 30013 Cavallino Treporti VE, tel. 041 968108 www.intermational-hotel.it   info@international-hotel.it. Qui a fianco: Officina FIAB!

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 Prossime “Fiab”? Domenica prossima a Modena e il 21 ottobre Castagnata. Joint us, unitevi a noi, iscrivetevi alla Fiab: vi aspettiamo!

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PO …RA ITALIA!

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 28 settembre, 2018 @ 11:19 am

Detto altrimenti: povera Italia!     (post 3335) (leggete il finale del post, in rosso!)

60 anni fa, al Liceo Ginnasio Andrea Doria di Genova, il prof. di lettere (Luigi Porro) ci raccontava che uno strillone che vendeva Il Popolo d’Italia lanciava un forte richiamo equivoco: infatti sembrava dicesse “Po … ra Italia!”, cioè “Povera Italia!”.

Reddito di cittadinanza. Il disoccupato che lo riceve più facilmente potrà vedersi offrire un lavoro nero da 5-6-700 euro al mese, “tanto tu prendi già il reddito di cittadinanza ed allora, alla fine stai bene” ... Ecco, io credo che questo sarà l’effetto di questa scelta.

Un padre ha tre figli: uno ha una sua fabbrichetta. Gli altri due sono disoccupati. Egli deve scegliere se investire denari nell’ampliamento della fabbrica del figlio e consentirgli – fra l’altro – di aumentare l’organico dando lavoro ai due fratelli disoccupati; o concedere lui direttamente uno stipendio-sovvenzione ai due disoccupati che tali erano e tali sarebbero restati. Cosa dovrebbe fare, secondo voi?

Condoni fiscali, ma chiamiamoli con il loro nome: insuccesso dello Stato che – per dirla con De Andrè nella canzone Don Raffaè – si costerna, s’indigna, s’impegna poi getta la spugna con gran dignità”: lo Stato ammette di non essere stato capace di incassare i propri crediti. A guadagnarci sono gli evasori fiscali.

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“La dichiarazione di guerra è stata consegnata agli ambasciatori delle plutocrazie finanziarie “

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Sforamento dei parametri UE? Me ne frego!” Chi lo aveva già detto? Si, vabbè, ma i mercati … I mercati? Me ne frego! “Italiani, l’imperativo è uno solo, imprescindibile, categorico: SFORARE!” Cosa? No, non ho detto “sparare”, quello lo dico in materia di sicurezza …”

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“Abbiamo sforato!”

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La sicurezza? All’armi, all’armi! Tutti armati, tanto lo vediamo bene come funziona ottimamente la cosa negli USA.

Pensione quota 100. 100 numero intero facile da ricordare. Ma quanto ci costa? Ce lo possiamo permettere? Che ne dice il Presidente dell’INPS Boeri? Niente, tanto lo licenziamo, non fa parte del progetto. Ah … ho capito …

Il nostro Presidente del Consiglio a colloquio con i capi delle principali banche d’affari USA. Lui, un professoe di diritto privato, che esperienza ha per raffrontarsi con quei volponi forti di esperienze pluridecennali? E i suoi due colleghi, quali esperienza hanno di vita lavorativa se non quella degli slogan e delle frasi ad effetto?

“Io tiro diritto!” No, amico, tu tiri (spari) al diritto.

Gli immigrati, ecco il nostro problema! Ma quando mai!? E’ solo per distogliere l’attenzione da problemi veri, è solo per creare un nemico comune, per raggrupparci … D’altra parte, contro gli Ebrei nemmeno a parlarne e avendo bisogno del voto dei meridionali, vanno benissimo gli immigrati.

Il ponte Morandi? Le decisioni a Roma, si tratta di un’emergenza, quale “Codice degli Appalti”? Vogliamo scherzare? Affidi diretti della progettazione e dei lavori … vuoi mettere? Ah, ho capito …

= (AGI) – Roma, 28 set. – “Come ampiamente previsto, la dissennata decisione presa ieri sera dai leader di Lega e Movimento Cinque Stelle di alzare il rapporto deficit/Pil per il 2019 al 2,4% dallo 0,8% previsto nel DEF di maggio, ha fatto crollare i mercati italiani. In apertura di contrattazioni, il FTSE MIB, l’indice azionario di riferimento, ha aperto subito con un tracollo del -2,20%. Pesantissimo il conto pagato dal settore bancario, il cui indice e’ crollato addirittura del -4,25%, con Unicredit che e’ arrivato a perdere il -4,55%, Banca Intesa il -4,64%, UBI Banca il -4,32% ed MPS il -3,81%. Anche sul mercato dei titoli di Stato e’ stato un vero e proprio incubo, con lo spread che ha sfondato subito i 260 punti base, il rendimento sui BTP decennali salito fino al 3,11% (+7,55%), superiore addirittura al decennale americano, e il rendimento sul BTP a 2 anni salito anch’esso sopra la soglia dell’1,0%, all’1,038%, facendo registrare addirittura un aumento del +32,06% in pochi minuti”. La Commissione Europea – ha aggiunto – subito dopo aver appreso la notizia della volonta’ del governo italiano di non rispettare i limiti di finanza pubblica precedentemente presi, ha dichiarato che con questa scelta l’Italia ha deciso di farsi male da sola, lasciando intendere che la manovra finanziaria verra’ bocciata da Bruxelles senza mezzi termini, dal momento che un rapporto deficit/Pil a quel livello farebbe crescere il rapporto debito/Pil di almeno lo 0,5%, anziche’ farlo scendere, come previsto. Una eventualita’ che mette l’Italia a rischio anche di una procedura di infrazione. Nel frattempo, saranno arrivati i giudizi delle principali agenzie di rating, che quasi sicuramente taglieranno il rating sul debito italiano, portandolo ad un passo dal livello “spazzatura”. La soglia da non superare, per evitare il downgrade, era, secondo gli analisti, quella del 2,0%. Avendola sorpassata, il taglio del rating e’ ora una certezza. Gli italiani pagheranno cosi’ di tasca loro la scelleratezza di un Governo non eletto, populista, sovranista, che ha deciso di sfidare chiunque, dall’Europa ai mercati finanziari, in una battaglia dalla quale l’Italia uscira’ pesantemente sconfitta”.

Grazie Ministro Tria perché in accordo con il Presidente Mattarella non ti sei dimesso: sarebbe stato un ulteriore grave danno al nostro Paese. Grazie!

I mercati reagiranno molto negativamente. L’UE sbraiterà ma non troppo perché se l’Italia uscisse dall’UE sarebbe peggio, molto peggio anche per loro.

E’ pur vero quello che ci dicono, e cioè che con l’austerità il debito è cresciuto, non calato. Tuttavia quel processo andava migliorato, integrato, non sovvertito con colpi di timone così violenti: a noi velisti infatti è noto che simili correzioni di rotta portano la pala del timone in cavitazione (con effetto nullo sulla correzione della rotta) o addirittura alla rottura dell’asse del timone.

 

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DONATELLA CONZATTI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 27 settembre, 2018 @ 8:55 pm

Detto altrimenti: un donna in politica? Ma come si permette?   (post 3334)

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Il simbolo della riaccensione del … computer politico

Ebbene sì, lo confesso: sono il Presidente dell’ Associazione  Culturale Restart Trentino, ruolo al quale mi ha chiamato sin dalla fondazione due anni fa  Donatella Conzatti, promotrice dell’iniziativa quando eravamo  nell’UPT.  Restart si è occupata e si occupa di temi pre-politici (handicap giovanile; lavoro e imprenditoria giovanile; parità di genere; autonomia; sviluppo del territorio; informazione e comunicazione; etc.). Donatella era a Trento, ora è a Roma. Si è molto attivata in settori diversi, soprattutto uno che le sta a cuore: la parità di genere. Ha istituito recentemente una Commissione Bicamerale. Ne ha parlato molto la stampa ed i media nazionali (v. link qui in coda al post). Non ho avuto il tempo di seguire i locali trentini …. mi sono sfuggiti … sapete … è una settimana che sono a Bologna, fuori piazza. Cosa? Ma no! Non ditemi che non ne hanno parlato!? Non ci posso credere …. 

 

WP_20170304_001Dice … ma tu blogger, hai cambiato partito? No, raga, scialla … non sono più in alcun partito, perché mi sento più portato a fare “democratica” più che “politica”. Le mie idee le ho, certo, basta che leggiate molti dei miei post. Lo ho, le scrivo, le firmo, cerco di diffonderle, le metto volentieri in discussione. Quello che non mi va è l’ipse dixit; la retorica; le generalizzazioni; l’ipocrisia;  la superficialità; gli slogan; quelli che la donna la piasa, la tasa e la staga in casa; quel volare (troppo) alto tanto voi non potreste capire; quel volare (troppo) basso che ti dà il massimo della percezione sensoriale ma nessuna visione d’insieme; quella legge uguale per tutti tranne le eccezioni di legge; quel governare per gestioni separate e fondi bloccati; quel Padre Zappata che predica bene ma razzola male; quelle priorità che però non sono più tali ma vabbè fa lo stesso; quell’armiamoci e partite; quelli che di un partito prendi tutto o niente; quelli che è il contenitore che determina  i contenuti e non viceversa; quelli che i vincoli UE chissenefrega;  quello che se cambio idea io sono un voltagabbana ma se la cambia il guru di turno è preveggenza politica; quello che la democrazia è quella cosa che ognuno vuole per se’ ma nega agli altri; quello che la storia si vabbè, è maestra, ma se uno  ha fatto tante assenze alla sua scuola …; quello che le parole sono pietre ma  sono usate non per costruire bensì sono scagliate contro l’altro; quello che quel politico fa  Comunione, si, vabbè, ma se quell’altro  è un immigrato, mica è colpa sua, eccheddiamine! Fede e Speranza vabbè … per la Carità vedremo di attrezzarci appena possibile.

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Dice … perché sostieni Donatella? Perché? Perché ci ha messo del suo: tempo sottratto al lavoro e alla famiglia; denaro; passione, studio; serietà; attenzione agli altri; rispetto degli altri; risultati; fatti non chiacchere.

Qui a fianco: a sinistra nella foto Donatella all’Evento Restart sulle famiglie con bimbi affetti dalla sindrome di Down.

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 http://ilsuperuovo.it/commissione-permanente-per-i-diritti-delle-donne-proposta-per-abbattere-il-gender-gap/

https://www.letteradonna.it/it/articoli/politica/2018/09/25/commissione-parlamentare-diritti-donne/26667/

https://annamariabernini.it/pari-opportunita-ddl-trasversale-per-commissione-permanente/

http://www.agenziagiornalisticaopinione.it/lancio-dagenzia/conzatti-parita-di-genere-istituire-una-commissione-parlamentare-per-i-diritti-delle-donne-e-luguaglianza/

https://www.forzaitalianews.it/parita-genere-conzatti-istituire-commissione-parlamentare/

http://247.libero.it/rfocus/36467113/1/conzatti-parit-di-genere-tutelare-i-diritti-delle-donne-attraverso-azioni-concrete-e-mirate/

https://www.repubblica.it/politica/2018/09/24/news/diritti_delle_donne_ddl_bipartisan_per_istituire_commissione_parlamentare_permanente-207272145/

http://ilsuperuovo.it/commissione-permanente-per-i-diritti-delle-donne-proposta-per-abbattere-il-gender-gap

 

 

 

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IMMIGRATI PERCHE’ ?

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 27 settembre, 2018 @ 10:45 am

Detto altrimenti: un problema certo, ma da affrontarsi nel modo giusto, non così       (post 3333)

3333, un numero importante, quasi magico; “33” la marcia degli Alpini; “3” numero perfetto. Cercherò che questo post non sia (molto) da meno … o almeno ci provo:

Immigrati perché?

  • downloadPerché per secoli e secoli abbiamo colonizzato (rectius, depredato) le loro terre, di persone (schiavi), risorse, cultura, libertà, democrazia;
  • perché in cambio vendiamo loro le nostre armi;
  • perché anche oggi le nostre multinazionali stanno continuando a fare tutto ciò;
  • perché per portare loro la nostra democrazia ci apriamo la strada con i bombardamenti;
  • perché un nemico dobbiamo averlo, sennò come possiamo riunirci? Ed allora, in successione: ebrei, meridionali, immigrati.

            (Leggete il libro a fianco, poi ne riparliamo)

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Siete in una città di dimensioni enormi, tipo Pechino. Non conoscete la lingua, avete perso ogni contatto con vostra moglie e i vostri figli, scomparsi nella folla; siete stati derubati del portafoglio (documenti e carte di credito); capite che sta scoppiando una guerra civile nella quale tutti sparano a tutti; siete sotto pesanti bombardamenti aerei; avete fame, sete, freddo … siete feriti, terrorizzati per voi e per i vostri cari.

Poi improvvisamente vi svegliate  sudati e ansimanti: era solo un incubo.Vi rilassate, bevete un caffè, vi preparate, baciate moglie e figli e andate al lavoro.

THE END

 

 

 

 

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AUTONOMIA E’ DEMOCRAZIA E VICEVERSA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 26 settembre, 2018 @ 1:01 pm

Detto altrimenti: fra poco in Trentino tutti al voto … ma per chi?         (post 3332).

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E’ condiviso da tutti che un bene si apprezza quando esso ti viene a mancare: la salute innanzi tutto, il cibo,  la democrazia. Tuttavia, mentre ci alimentiamo ogni giorno e corriamo dal medico e in farmacia al primo accenno di raffreddore, non siamo altrettanto solleciti nella difesa del mantenimento della  salute della nostra Democrazia, nelle piccole come nelle grandi circostanze. Ora, la malattia è una stato che conduce alla guarigione, all’invalidità o alla morte: ed allora, coraggio! Sta a noi curarla fino alla sua guarigione!

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download (1)Nelle “piccole circostanze”: viviamo ed operiamo in associazioni e tolleriamo che in una assemblea elettiva si proceda al voto prima delle relazioni della presidenza uscente e della sua approvazione o meno da parte dei soci, perché “molti se ne devono andare”; in altro ambito, tolleriamo un regolamento dello Statuto che stravolge l’impostazione democratica del documento fondativo del sodalizio; ancora, operiamo in una Università e tolleriamo che l’assemblea che deve valutare e approvare una gestione sia per il 95 % del tempo dedicata alla esposizione dell’operato e solo per il 5% alla discussione pubblica; non basta: in molti casi la presidenza uscente organizza lei stessa la presidenza dell’assemblea che deve valutare il proprio operato; o ancora, il collegio dei probiviri controlla tutti tranne che il Direttivo che si controlla da se stesso (per dirla con Orazio, quis custodiet custodes ipsos?) Infine (ma l’elenco potrebbe continuare) in politica tolleriamo che i partecipanti ad una commissione elettorale, in violazione dello Statuto, siano candidati. Nel reagire a tutto ciò, dobbiamo diffidare delle unanimità, come ci insegna il premio Nobel russo – sepolto a Venezia – Josif Brodskij nel suo bel libo “Il canto del pendolo” (Ed. Adelphi), “se non altro perché nei grandi numeri più facilmente può nascondersi il male”.

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Ma veniamo alle “grandi circostanze”, ad esempio ad una tornata elettorale, anzi, alla prossima tornata elettorale nella Provincia Autonoma di Trento. Autonomia? Dall’esterno e del tutto superficialmente viene spesso definita come un privilegio. E invece, da quando è nata, Autonomia ha significato  libertà di pensiero, amore per la cultura locale, capacità di comunicazione, capacità di governo, assunzione diretta e personale di responsabilità.  Così la Cooperazione di Don Lorenzo Guetti: tutti siano corresponsabili sin dall’inizio per la costruzione di un bene che in tal modo è un Bene Comune: qui a fianco il libro di Marcello Farina su Don Guetti . Ma questa è un’altra storia. Veniamo al titolo di questo mio contributo.

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downloadNei millenni “Democrazia” ha assunto in successione tre significati diversi: 1) potere sul popolo (il democrator era il tiranno); 2) strapotere del popolo (così criticato dai nobili esclusi dal governo); 3) potere del popolo. Oggi siamo, anzi, eravamo al terzo significato, ma stiamo regrendendo verso il secondo, cioè verso lo strapotere del popolo “delle reti”, popolo gestito da poche persone che fanno passare per “volontà del popolo” la loro volontà personale (così già 20 anni fa Umberto Eco nel suo libro “Il fascismo eterno” ripubblicato oggi da La Nave di Teseo). Attraverso questo inganno, alcuni “diventano” forti e attraggono molti deboli: infatti, per dirla con Friedrich Nietzsche (“Così parlò Zarathustra – vittoria su se stessi”: “…il debole è indotto dalla sua volontà a servire il forte, volendo egli dominare su ciò che è ancora più debole … il debole si insinua nella roccaforte e nel cuore del potente e ne ruba potenza”.

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E invece dobbiamo muoverci verso un quarto significato di Democrazia, ovvero Democrazia come Autonomia. Infatti, quando al centro si manifestano tendenze autocratiche e antidemocratiche, tanto più sorgono in periferia spinte autonomistiche per la conservazione, almeno a livello locale, della Democrazia (così l’austriaco filosofo del diritto Hans Kelsen in “Teoria generale del diritto e dello Stato”). Da qui la mia conclusione: le nostre imminenti elezioni sono “Amministrative locali” e tali devono restare, evitando di essere ammaliati e letteralmente “irretiti dalle reti” di una certa politica nazionale, perseguendosi da parte nostra una Democrazia Locale Vera e non solo formale.

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downloadPer non cadere preda del richiamo delle sirene-fuochi-fatui-della-politica-centrale occorre poi fare un altro passo: quello di riconoscere “i sublimi” della politica per quello che sono, cioè personaggi veramente poco sublimi, i quali non si sono mai “distolti da loro stessi” incapaci come sono “di saltare oltre la propria stessa ombra” (parole di Nietzsche, op. citata). A costoro suggerisco la rilettura della favoletta “Il re è nudo” e ai loro seguaci l’altra, di Esopo, quella del leone, dell’asino e della volpe, da me citata nei post precedenti (1)

Buone favole ma soprattutto  buon voto a ottobre a tutte e a tutti !

(1) Una volpe e un asino incontrano un leone. La volpe offre al leone di intrappolare l’asino contro la propria salvezza. Il leone accetta. La volpe intrappola l’asino. Il leone corre a divorarsi la volpe e poi, con calma, va a mangiarsi l’asino bloccato nella trappola.

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IDEE E PROGETTI PER L’ALTOGARDA TRENTINO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 24 settembre, 2018 @ 10:53 am

Detto altrimenti: … hai visto mai che a forza di parlarne … (post 3331)

Idee e futuri possibili progetti per una continua ripartenza dell’Altogarda Trentino e del Trentino

downloadE’ di questi giorni il riaccendersi della contrapposizione fra i privati acquirenti dell’ Area ex Cattoi ed il Comune di Riva del Garda circa da destinazione urbanistica di quel terreno. I privati dicono che “Il Comune non sta facendo nulla”, il Comune completa la frase con “… nulla di quello che vorrebbero loro”. Sta di fatto che da molto, troppo tempo, quella zona così centrale, preziosa, strategica e potenzialmente molto funzionale al Sistema Riva è desolatamente abbandonata e offre alla vista dei turisti uno spettacolo sconcertante. Dico “dei turisti” perchè i locali ormai si sono purtroppo abituati ed assuefatti a quella vista, come accade quando a casa propria non si avverte più la stonatura di un tappeto sfilacciato o di un quadro storto, tanto ormai fa parte naturale del proprio abitat.

download (3)Pare tuttavia che questa assuefazione sia tipica di Riva del Garda: infatti vi sono altre situazioni analoghe, in pieno centro: gli edifici di un nuovo Bronx che si affacciano sul Piazza della Costituzione alias Terme Romane; il complesso albergo Vilpiano e villetta novecentesca sul Viale Roma; sempre sul Viale Roma la villa di fronte al Bar Roma; la villa all’angolo fra Viale Pilati e Viale Prati. Si tratta di beni privati, certo, ma recano disdoro alla località turistica più importante e gettonata dell’intera provincia e poiché Riva del Garda vive anche della propria bellezza, il Comune si attivi “per conto terzi” per trovare soluzioni strutturali e funzionali o quanto meno ne imponga una sistemazione anche solo estetica: infatti se quei beni sono privati, la bellezza è un bene pubblico, cioè di tutti; ma la bellezza  deve essere anche un bene comune, cioè realizzato con il contributo di tutti.

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download (2)Vi sono poi gli scavi “Terme Romane” la cui scoperta ha sottratto oltre 100 stalli all’omonimo parcheggio interrato (con un grave danno finanziario, economico e funzionale): questi scavi oggi sono assolutamente poco valorizzati. La proposta è di edificare sopra di essi una palazzina a due piani: con la vendita del secondo piano si finanzia l’intera opera, il Comune mantiene la proprietà del primo piano pavimentato in cristallo, creando in tal modo un “museo archeologico visitabile dall’alto”.

Veniamo ora alla zona lago, dalla quale ho preso le mosse. Oltre l’Area ex Cattoi, vi è il Parco Colonia Miralago con i suoi tanti edifici completamente abbandonati, immersi in un ampio parco sulla riva del lago. Mi chiedo: quale altra località turistica del Sud Tirolo e dell’Austria si permetterebbe di “sciupare” in tal modo una simile potenzialità?

Il Comune ha già ben dimostrato di cercare di valorizzare alcuni suoi edifici fronte lago: ad esempio nel Villino Campi prospiciente la spiaggia Sabbioni ha collocato fra l’altro la sede della sua società per la mobilità, l’APM. Tuttavia questa non sembra la migliore soluzione, sia perché edifici così prestigiosi possono essere utilizzati a fini turistici, sia perché essi – come sede dello  sportello di un servizio pubblico e luogo da cui gli operatori possono rapportarsi alle strutture del territorio  – sono troppo decentrati. Ma questa è un’altra storia e allora veniamo ad alcuni progetti concreti.

download (1)1 – Parco Miralago: può diventare la sede di una nuova Scuola Vela, la Trentanodi SpA – Scuola Superiore di Perfezionamento Velico Classe Crociera. Detto altrimenti: recuperiamo area e edifici e creiamo un centro internazionale, a metà strada “velica e geografica” fra la scuola vela di Caprera e i famosi Glenans francesi; traduciamo in chiave internazionale le capacità delle tante singole scuole vela dei circoli velici dell’Altogarda Trentino; sfruttiamo pienamente un avviamento già esistente, quello delle acque, del vento, delle regate internazionali e della bellezza della Riviera Trentina del Garda; portiamo a 12 mesi la già lunga stagione turistica anche ai mesi invernali.

2 – In parallelo organizziamo, primi e unici in Europa, il Film Festival Internazionale della Navigazione a Vela, così come Trento e Bolzano hanno il Film Festival della Montagna.

Per realizzare i due progetti, ricerchiamo innanzi tutti i Main-Sponsor delle due iniziative “vendendo” idee, progetti ed effetto marketing contro il loro cofinanziamento in ambito nazionale ma soprattutto internazionale allargato ai paesi che oggi hanno maggiori disponibilità finanziarie. E conferiamo centralità a questa ricerca.

Marocche giu 2012 (1)3 – Collegamenti ciclabili – In attesa del Grande Progetto (la Ciclabile de Garda), 1) con un investimento veramente minimo occorre illuminare le gallerie fra Riva del Garda e Malcesine, oggi molto pericolose per i ciclisti; 2) occorre collegare il sistema ciclabile dell’Altogarda Trentino con quello della Valle dell’Adige con pendenze accettabili, ad esempio sistemando la “strada romana” da Prato Saiano a Nago (qui a fianco una salita da Torbole, che definire ciclabile è un azzardo; esiste poi – è vero – anche la salita Busatte-Nago, ma anche qui, nonostante il fondo di cemento, le pendenze non sono da tutti); 3) occorre completare la pista ciclabile dal terminale ovest della ciclabile del Maso Limarò fino a Ponte Arche (si tratta di soli 1700 metri, molto pericolosi per i ciclisti).

Queste al momento sono solo alcune idee, ma i progetti partono sempre da un’idea. Ed è con nuove idee e nuovi progetti che parte, anzi che “riparte” il Trentino. E a chi dovesse considerare queste idee come utopie, mi permetto di ricordare che ogni utopia è un traguardo semplicemente non ancora realizzato.

Riccardo Lucatti – Presidente Associazione Restart Trentino

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ESOPO IN POLITICA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 22 settembre, 2018 @ 8:32 am

Detto altrimenti: attualissimo!   (post 3330)

Esopo, (Etiope (?) immigrato in Grecia, 620 a.C. circa – Delfi564 a.C.) è stato uno scrittore greco antico noto per le sue favole, ognuna delle quali terminava con la frase “O mùzos delòi …” la favola insegna che … e qui seguiva la morale.

downloadSentite questa: una volpe ed un asino sono spaventati dall’arrivo di un leone. La volpe gli si fa incontro e gli offre di far cadere in una trappola l’asino contro la propria salvezza. Il leone accetta. La volpe fa cadere l’asino in una trappola. Il leone corre a divorare la volpe e poi, con calma, va a mangiarsi l’asino.

O mùzos delòi … la favola insegna che quei partitelli che si stanno affannando a far parte della coalizione politica che pare vincente alle prossime elezioni ammnistrative trentine, prima contribuiranno alla sconfitta dei principali avversari di quella coalizione. Poi saranno divorati essi stessi. In altre parole: è pericoloso cercare di fare i furbi con i potenti!

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DEMOCRAZIA E PRASSSI (ANTIDEMOCRATICHE)

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 21 settembre, 2018 @ 7:35 am

Detto altrimenti: oltre alla forma occorre la sostanza!     (post 3329)

Università di (una città): all’interno di un convegno (“Democrazia e potere”) ho appena assistito ad una relazione “di denuncia” contro una prassi: Lo Statuto prevede che gli Organi Direttivi illustrino il già fatto e le nuove proposte e che poi l’Assemblea discuta, approvi o meno tutto ciò. L’ordine del giorno prevede relazioni degli amministratori per tre ore ed alla fine, in dieci minuti, “Discussione, conclusioni, chiusura della riunione”.

Associazionionismo. Devono rinnovare il Direttivo. I soci non sono messi in condizione di poter comunicare fra di loro per organizzare una politica comune. La loro Assemblea viene presieduta da una persona indicata dal Presidente dell’Associazione e non dai soci (?!). Molto tempo all’illustrazione del già fatto e dei programmi. Quasi nessuno spazio alla discussione. Approvazione all’unanimità da parte di soci distratti ma soprattutto non impegnati, soci che  la non-democrazia proprio se la cercano, l’importante è il buffet e si vabbè ma quando si va a casa?

Quo vadis, democrazia?

download (1)In altre parole: democrazia si, nell’operatività (lavorare tutti!)  ma non nel governo. Mi viene in mente una frase del ventennio “Qui si lavora, non si fa politica”. In alcuni miei post recenti ho citato più volte Umberto Eco e il suo libro più venduto in assoluto (“Il fascismo eterno”), nel quale fra l’altro Eco fa notare che  sarebbe troppo comodo aspettarsi che uno si alzi  la mattina ed inneggi apertamente alle camicie nere, al fascismo.  Invece certe spinte assolutamente anti-democratiche vivono e si alimentano di una linfa subliminale, sotto copertura, quasi fossero atteggiamenti normali. Ed ecco perché non dobbiamo abbassare la guardia mai, essere vigili, coscienti, attenti, reattivi anche di fronte a queste “piccole” situazioni, anche a costo di passare per “persone mai contente, con un caratteraccio”, di quelle che pensano sempre male.

Già, io penso male, ma a pensar male …

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CICLISTA ILLUMINATO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 21 settembre, 2018 @ 7:31 am

Detto altrimenti: idea! E se dotassi sempre di luci la mia bici, quando cala la notte?     (post 3328)

btyCartolina-ciclista-illuminato

Un’iniziativa del Comune di Trento (Corpo di Polizia Locale Trento – Momte Bondone) e della FIAB, Federazione Italiana Amici della Bicicletta. Organizzata da un Gruppo di Lavoro congiunto, previa prenotazione ci siamo ritrovati a Trento quando ancora c’era luce di fronte alla Palazzina Liberty di Piazza Dante, dove erano stati approntati due gazebi: uno della Polizia Locale ed uno “nostro”, della FIAB. Qui a fianco, il Presidente Fiab Trento, Guglielmo Duman.

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bdrPrima opportunità: una piccola ma efficiente officina mobile gestita da GIRALARUOTA ha controllato l’efficienza delle biciclette che si sono offerte alla verifica, una sorta di tagliando. Indi distribuzione di gadget e delle istruzioni e, scese le tenebre, divisi in tre gruppi di 25 ciclisti cadauno abbiamo iniziato a percorre tre diversi itinerari cittadini, scortati dalle nostre guide e accolti, in tre successive soste, da esperte guide turistiche che ci hanno illustrato frammenti di storia e di arte della nostra città. Il mio gruppo ha sostato al Quartiere della Albere, al quartiere Piè di Castello-S. Apollinare e in Piazza Duomo.

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btyIn rigorosa (quasi) fila indiana, tutti “illuminati”, abbiamo incuriosito la Trento by night, non avvezza a simili cortei. Perché abbiamo fatto questo? Per riappropriarci in una qualche misura della dimensione umana a pedali dello spazio e del tempo, anche di notte. Dello spazio ok, ma del tempo, direte voi …? Si, anche del tempo, perché vivere “a pedali” ti lascia il tempo di vedere ciò che guardi, di riflettere su ciò che stai facendo o ancora dovrai fare, di sorridere a chi incontri, di aiutare un collega in difficoltà: insomma, di vivere meglio che non al volante!

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bmdDice … si, vabbè … ma a piedi allora? Si, anche a piedi va bene, ma vuoi mettere quanto sia più “giusta” la velocità a pedali rispetto a quella a piedi? Quante cose in più ti permette di fare nello stesso arco di tempo? E poi … la solidarietà a piedi esiste sicuramente in montagna, ma in città andare “a piedi” non rappresenta alcuna sfida che ci accomuni con i colleghi “piedoni”, mentre in bici, dai … in bici è un’altra cosa: ci si sente tutti parte della stessa tribù, della stessa squadra, della serie noi si che ci capiamo, ci aiutiamo: nasce spontanea una nuova “civiltà della convivenza”, una nuova solidarietà, ben diversa da quella “al volante” che ci si guarda in faccia e all’incrocio chi è più uomo passa!

 

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Quindi, in sintesi, tutti in sella, accendere le luci al tramonto, mi raccomando! E … good bike & good Fiab everybody!

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E la mattina dopo, una pedalata sotto un sole e tra fiori di un caldo colore giallo Fiab che più giallo non si può!

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IN BICI A BORGHETTO ALL’ADIGE E OLTRE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 20 settembre, 2018 @ 5:25 am

Detto altrimenti: la bici unisce   (post 3327)

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    Claudio e Giovanni sulla via di … Borghetto!

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Andate a leggere il post del 29 aprile 2015 cliccando “Borghetto”. Se voi foste per strada, a passeggio in un paese che non conoscete, se fosse l’ora di pranzo e non ci fossero negozi e ristoranti aperti, probabilmente saltereste il pranzo. Ma se invece avete appena fatto una pedalata di 55 km, se avete con voi la bici … be’ … allora tutto cambierebbe e trovereste la soluzione, come la trovammo noi tre amici e come è descritta nel post che ho appena citato.

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btyDa quel giorno noi e tanti altri “da Trent” siamo soci della Pro Loco Borghetto all’Adige e amici del suo Presidente Adelio Amadori e dei sui soci locali; da quel giorno ci torniamo molto volentieri un paio di volte all’anno; da quel giorno, ogni anno, partecipiamo alla Festa della Bicicletta organizzata a Borghetto dai colleghi Fiabbini di Valpolicella. Ieri ho voluto condurre i miei due amici Claudio Colbacchini e Giovanni Soncini a vedere la pista ciclabile “oltre Borghetto”, ovvero quella che, superato Ceraino, si snoda a pochi metri dal corso sinuoso dell’Adige in un tratto di una bellezza “mozzafiato” (uso le virgolette perchè il termine non mi piace: tuttavia rende l’idea).

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Per farla breve, in 55 km (da casa) raggiungiamo Borghetto, dove Adelio era già ai fornelli per allestire una eccezionale spaghettata alle sarde. Mentre apparecchiamo, si avvicina a noi una coppia di ciclisti – marito e moglie – dallo sguardo spaesato, sperso e affamato: “Scusate … ma per mangiare? La trattoria è chiusa …”. “Un momento, dico io, lasciatemi vedere ..” Ne parlo ad Adelio ed è fatta: aggiungi due posti a tavola! Insomma, si è ripetuta la scena del 2015, quando gli affamati spaesati eravamo noi tre!

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Ma non finisce qui: parlando parlando vien fuori che i due nuovi amici Orlando Marchi e Claudia Valcanover sono Valsuganotti e amici del mio-loro amico comune Lino Beber, uno dei tre autori del bellissimo libro “La Fersina, antica Signora della Valle” (v. qualche post fa). Ma non basta: Claudia è cugina di una vecchia amica di Adelio! Quando si dice che la bici unisce! Per finire invito Claudia e Orlando a cercare su internet il sito Fiab Trento e ad iscriversi alla nostra associazione di ciclo-pedalatori urbani ed extraurbani. Spero che leggano questo mio post e lo facciano: “Amici, vi aspettiamo!”

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Dopo pranzo, Claudia e Orlando ripedalano alla volta di Rovereto dove hanno lasciato l’auto. Noi proseguiamo verso Domegliara-Verona “Via Dolcè” e arriveremo a Domegliara in tempo a prendere il treno delle 16,06, binario 3.

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Note tecniche

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    La settimana scorsa, FIAB Trento al Lago di Resia

    Tot. 85 KM casa-casa. Bici utilizzate: due e-bike (Claudio e Giovanni, poco allenati); io bici da corsa (ho 3000 km nelle gambe). Velocità media fino a  Borghetto: 20 kmh. Dopo, 15 kmh. Vento: favorevole per l’intero percorso.

  2. Le salitelle fra Trento e Borghetto sono leggere e conosciute. Fra Borghetto e Domegliara si incontrano alcuni saliscendi molto brevi anche se talvolta un po’ più ripidi: se non siete allenati occorre predisporre prima il rapporto da salita e superarli di slancio.
  3. Alla fine della ciclabile dopo Ceraino, la pista risale per 50 m a sinistra fino ad una chiesa. Indi vi trovereste sulla SP che usualmente avreste percorso verso sud per qualche km fino alla stazione FS. E invece le indicazioni vi fanno ritornare verso nord per 50 m sino ad un semaforo dove attraversate la strada, per seguire i cartelli ciclabili “Verona”. Praticamente vi conducono sulla “sinistra orografica” della SP un poco oltre la stazione FS che viene individuata da un piccolo cartello sulla destra: Qui un sterrato in leggera discesa di 30 metri alla fine del quale girate a destra e dopo 100 metri prendete a sinistra un sotto passo (manca cartello indicatore!), all’uscita del quale proseguite per 200 metri a destra in direzione nord ed arrivate sul piazzale della stazione.
  4. Biglietto FS  Domegliara – Trento: €6,35 +€3,5 per la bici, a testa. Attenzione: fate il biglietto alla macchinetta automatica, altrimenti in treno vi applicheranno un pesante sovrapprezzo!

 Joint FIAB, iscriviti alla Fiab, unisciti a noi! Good bike & good Fiab everybody!

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