LO SPAZIO CULTURALE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 15 febbraio, 2018 @ 6:38 am

Detto altrimenti: quanti lo ricercano? Quanti lo capiscono?           (post 3068)

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La monocultura come la monocoltura: per anni ti dà molti frutti, ma alla lunga inaridisce il terreno …

Una vita monoculturale, la mia, fino a qualche anno fa. Il lavoro, il lavoro, il lavoro. Direte: è cultura anche quella. Si, cultura è insieme di conoscenze e se lavori molto, conoscenze ne acquisisci, molte. Si, però sono sempre le stesse: di lavoro! Sai cheppalle … cheppalle anche se varietas delectat, anche se plurale è bello, anche se nella mia vita ho lavorato in ambiti molto diversi,  sempre a livelli molto elevati. Ma ecco la pensione. Dicono che il pensionamento può condurre all’esaurimento nervoso: “Tu semmai lo fai venire agli altri … a starti dietro” dice mia moglie. In effetti io fermo (e zitto) non ci so stare, fisicamente (bicicletta, vela e sci) e intellettualmente. Ed allora ecco i libri, ecco le associazioni culturali, sportive, letterarie, i gruppi di lettura, la storia, i classici, la filosofia, le brevi lettere alla stampa locale, la partecipazione a convegni,  etc. etc.. : di volta in volta (e di luogo in luogo) da semplice associato, vicepresidente, uditore, segretario, presidente, lettore, gost writer, scrittore, tesoriere, ragazzo di fatica,  … insomma, alla come viene viene. Basta esserci e l’arricchimento (non di denaro!!) è assicurato.

E poi – ma mica tanto poi – dal 2011 c’è il mio blog, una sorta di diario-non-segreto, un colloquio costante con 100-150 persone al giorno, il 25% delle quali – ovvero di voi, lettrici e lettori – nuove ogni giorno. In sei anni appena compiuti ho scritto oltre 3000 post-articoli chiamateli come volete che per me va bene in ogni caso. Ho scritto … anzi … sto scrivendo un po’ di tutto, il mio editore mi lascia libero, non mi ha mai “ripreso”, grazie Andrea alias Ing. Andrea Bianchi: grazie anche perché questi miei post sono il mio più attivo Spazio Culturale.

Cosa? Dite che sto omettendo un aspetto della mia vita? Quello politico? Be’ … si, lo confesso, non avrei voluto parlarvene … anche perché non ho fatto e non faccio politica (non sono candidato a nessuna posizione di partito o altro), bensì pre-politica, cioè cerco di approfondire temi di carattere generale, come quando, nell’ultimo Evento dello scorso anno, con gli amici ci siamo occupati dell’Autonomia. A me, presidente dell’associazione organizzatrice (che non nomino per via della privacy), loro hanno lasciato l’apertura del convegno, tutto lo spazio che volevo, diciamo … cinque minuti (begli amici! Direte voi …)! Ed io a parlare del senso trascendente dell’Autonomia, ovvero di ciò che proviamo quando ne godiamo i frutti, cioè i risultati della sua applicazione pratica. Ma soprattutto a parlare del senso immanente dell’Autonomia, ovvero di come la viviamo giorno per giorno, minuto per minuto, di come la percepiamo “nel durante” (non “prima” né “dopo”) e quindi – a mio sommesso avviso – dell’Autonomia innanzi tutto come caratteristica del libero pensiero di ognuno: autonomo, appunto. Ma tant’è, la stampa riferendo del mio intervento ha scritto che io avevo parlato del senso trascendente e del senso “imminente” dell’Autonomia! Ah si? Ed io nel mio blog di spazio immanente ne ho quanto ne voglio: scrivo, mi scavo, disegno, costruisco e difendo questo mio spazio culturale (e anche quello trascendente).

I miei prossimi AP-Argomenti Preferiti? Ne ho alcuni  in lavorazione mentale:

  • La lunghezza della democrazia
  • …………………..
  • La democrazia e la storia del suo significato nei millenni, ovvero successivamente potere sul popolo; strapotere del popolo; potere del popolo.
  • ………..
  • La catena (o l’albero) di trasmissione della democrazia.
  • …………..
  • La violenza delle eccezioni e delle violazioni di legge.
  • …………..
  • I simboli al potere e il potere dei simboli.
  • …………….
  • L’aggiornamento delle priorità.
  • …………….
  • La lotta ai cappellifici, ovvero alla moda di mettere il cappello sul lavoro altrui.
  • ……………..
  • Pluralità e molteplicità.
  • …………..
  • Laicità, grazie a Dio.
  • …………….
  • Autorità e autorevolezza.

Insomma, ecco il mio spazio culturale, anzi i miei spazi culturali, sentieri che in una qualche misura ho già percorso in post precedenti ma che sento la necessità di ricalcare, dando loro una particolare e specifica centralità. Grazie che mi avete letto, che mi state leggendo e ancor più se continuerete a leggermi. E intervenite, dai, con i vostri commenti! Buona lettura, buoni commenti e buon pensiero libero e autonomo a tutte e a tutti!

P.S.: Cosa? Mi chiedete cosa significano tutte quelle righe “a puntini”? Semplice, raga: significa che fra tanti post seriosi troverete anche post relax, di sport, turismo, costume etc.. Insomma, troverete di che rilassarvi.

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14 FEBBRAIO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 febbraio, 2018 @ 1:12 pm

Detto altrimenti: San Valentino                        (post 3067)

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Primi alla prima … risalita. Dopo due ore qui è pieno di sciatori

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.Sveglia presto. Alle 08,30 Claudio ed io siamo sulla prima cabinovia ad Andalo: la Cima Paganella ci aspetta. Due ore di sciate fa-vo-lo-se su piste “a specchio” e deserte-semideserte-(ancora) poco affollate. Ore 11,00: affollamento. Il mio amico ed io andiamo all’auto, per oggi basta. Mentre armeggio al mio portabagagli, un signore:

  • “Lei è del posto?”
  • “Dica”
  • “Qui, sotto la neve … c’è forse il segnale di stallo riservato alle persone diversamente abili?”
  • “Si … ma se aspetta pochi minuti, le lascio il mio posto, io sto andando via”
  • “Grazie”
  • “Prego, si figuri”.
  • .

Si avvicina la moglie del tizio, sorridendo … ed io: “Sa, vado a comperare dei fiori per mia moglie”. E lei, scurendosi in volto: “Oh, mi dispiace, condoglianze …”. “Ma … signora … oggi è S. Valentino!” “Oh … mi perdoni, che gaffe, scusi tanto … veramente …”. La racconto al mio amico: una risatona a tutto tondo. Dico: andiamo a comperare i fiori. Dice: macchè fiori, andiamo alla pasticceria di Lavis e comperiamo delle ottime paste. Detto fatto.

Buon e dolce S. Valentino a tutte e a tutti!

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VARIE ED EVENTUALI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 13 febbraio, 2018 @ 6:07 am

Detto altrimenti? Svarioni mica tanto eventuali!                  (post 3066)

Sicurezza sulle piste da sci

download (1)Piste molto ben battute, levigate a specchio e molto affollate. Sci velocissimi. Molti incidenti, addirittura mortali. Piste chiuse per inadempienza delle norme di sicurezza passive (reti di protezione mancanti). Io sono un pensionato “molto sciatore”. Ieri ho sciato benissimo fino alle 10,00. Dopo no. Arriva la folla e molti turisti sciatori – spesso stranieri – non rispettano le regole minime del comportamento: velocità eccessiva spesso accompagnata dalla mancanza di controllo dello sci; ingombro dell’intera pista anche dietro i dossi e dietro una curva. Ieri un amico, addetto ad un impianto di risalita, mi ha detto “Mai visti tanti incidenti come oggi”. Ecco, mi sento di suggerire che insieme al titolo di risalita impianti sia venduta allo sciatore l’assicurazione obbligatoria RCS-Responsabilità Civile Sciatore; sia consegnato un foglietto riportante le principali regole da seguire durate l’esercizio dello sci (e le relative sanzioni per la loro inadempienza) redatto in molte lingue e che sulle piste siano maggiormente presenti in modo visibile la Polizia e i Carabinieri per prevenire ogni abuso e sanzionare chi viola pericolosamente le regole del Codice della Strada Innevata.

Priorità della politica

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L’economista Paul Samuelson ieri : “Burro o cannoni”. Noi oggi : “Aranci o F35″.

Siccità in Sicilia. A rischio la produzione di aranci dell’annata. A rischio la sopravvivenza stessa degli aranceti. Per salvare le piante occorrono investimenti per 40 milioni di euro. Ieri ero in Paganella a sciare. In seggiovia, accanto a me, due primi ufficiali di una importante compagnia aerea discutevano di problemi occupazionali. Chiedo permesso e mi inserisco nei loro discorsi. Chiedo loro quanto costa uno dei loro Boeing 747. “300 milioni di euro” mi rispondono. Chiedo loro quale sia il costo di un cacciabombardiere F35. “10-12 milioni” è la risposta. Io replico che il costo di un F35 è dai 130 milioni di euro in su. Campagna elettorale. Promesse di spesa di ogni tipo. Manca l’investimento per salvare gli aranceti siciliani. I fondi? Acquistare un  F35 in meno e diffondere la giusta consapevolezza di quanto ci costi mantenere un tal genere di priorità. Se non altro per egoismo, perché questi buoni aranci siciliani piace anche a noi del nord mangiarli … o no?

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Incongruenze burocratiche

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Tizio è canadese. Si trasferisce in Italia. Per alcuni mesi la sua patente auto viene accettata come “buona”. Dopo “scade”:  Tizio deve superare gli esami di guida, viene considerato neo patentato, per un certo periodo non può guidare auto oltre una certa cilindrata né guidare in autostrada. Tizio, in Canada. È maestro di sci. In Italia non può esercitare. Prima deve … (v. sopra).

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11 FEBBRAIO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 11 febbraio, 2018 @ 6:59 am

Detto altrimenti: 1929 – 1984 – 2018, i Patti ed i piatti …                    (post 3065)

I Patti Lateranensi (fra Stato e Chiesa): chi non li conosce ne legga in internet (è inutile che io ne scopiazzi qui alcuni passaggi). Nel 1929 un UDD – Uomo del Destino li firmò per il Regno d’Italia. Nel 1984 li ha rinnovati un altro aspirante UDD, ma ha cannato per tre giorni perché li ha firmati il 14 febbraio, che poi è San Valentino, la festa degli innamorati. Si vede che questo aspirante UDD si era innamorato (del potere, n.d.r.).

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I “piatti” di Papa Francesco, in coda alla mensa della Città del Vaticano

Oggi io credo che ci sia un UDD, ma finalmente uno vero. E’ un Capo di Stato che in campo internazionale si batte per l’affermazione di principi e di regole di base, strategiche (= indispensabili e insostituibili) per la convivenza pacifica e lo sviluppo del genere umano, per il rispetto e l’accettazione dell’Altro. Ah … dimenticavo, scusate … questo UDD è anche un capo religioso, laico nel senso che è guida per  i seguaci della propria religione ed allo stesso tempo non combatte anzi accetta il pluralismo religioso.

Il nome di quei due UDD fasulli e di quello vero? Ma no … dai che è facile, dai che lo conoscete! Ecchè, vi debbo dire tutto io? Quando mai!?

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SAN MARCO – MARCO (TN)

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 10 febbraio, 2018 @ 11:30 pm

Detto altrimenti: oggi come ieri                             (post 3064)

San Marco Evangelista (1, 40-45). Gesù guarisce un lebbroso il quale, purificato, rientra nella città. Gesù no, perché avendolo toccato – sia pure per guarirlo – è diventato impuro. Non può entrare più in città, deve stare fuori in luoghi appartati. Questo 2000 anni fa. Oggi escludiamo:

  • per l’aspetto fisico: tu non hai il mio aspetto;
  • per i diritti: io li ho tu no;
  • per il pensiero: il tuo è diverso dal mio.

Un inciso: Marco (TN), un paese, immigrati come sardine nei container. Levico (TN), tre operai immigrati, tre anni sottopagati e stipati in una roulotte. La città, quelle città, quei luoghi, luoghi che escludono, luoghi che creano ghetti di “impuri”.

“Che fai? Non mi saluti nemmeno? Mica ho la lebbra io”. Ecco, a livello subconscio siamo rimasti a quel livello storico: isolavamo chi aveva la lebbra malattia, ieri; isoliamo oggi chi ha la lebbra di una pelle diversa, di un diritto diverso e soprattutto chi la lebbra di un pensiero diverso e autonomo.

Si, isoliamo anche il pensiero. Il pensiero diverso e autonomo – anche se migliore – è isolato dalla massa degli allineati. Anzi, se quella massa se ne accorge in tempo, esclude quel pensiero già nella sua fase potenziale, quando non è  ancora stato espresso. Per questo gli “ipse dixit” si circondano di masse pensanti alla stessa maniera, pensanti come lui, anzi, che adottano il suo pensiero, cioè non pensanti in proprio, cioè proprio non pensanti.

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Ed allora coloro che pensano in proprio si dividono in tre gruppi; !) coloro che insistono a difendere il pluralismo del pensiero  all’interno della città del pensiero omologato; 2) coloro che ne escono e continuano la loro azione dall’esterno; 3) coloro che si omologano (quest’ultimo di certo non è il caso mio: io sto decidendo fra i primi due).

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Buon libero e autonomo pensiero a tutte e a tutti!

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ALESSANDRO HABER …

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 10 febbraio, 2018 @ 8:08 am

Detto altrimenti: … al Teatro Sociale di Trento a mettere in scena  “IL PADRE”     (post 3063)

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         Haber nel ciclone …

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Haber, un Attore, uno strano cognome, quasi tedesco che senza quell’ “H” sarebbe “aber”, cioè “ma”. Attore cinematografico (chi non ricorda l’impresario delle ballerine di flamenco ne “Il ciclone” di Pieraccioni, del 1996?) “ma” (ecco quell’ aber!) anche di Teatro: “Non ho mai saltato una stagione teatrale”, afferma.  E allora, se le cose stanno così … Attore di Teatro “ma” anche di Cinema? Glielo chiederò. Oggi ha 71 anni “ben portati e se mi taglio la barba, 61!” Nel ’96 erano solo 49 anni reali. Ben portati anche quelli.

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Trento, il “Sociale”, il suo foyer. Qui gli Attori – con il coordinamento di  Francesca Lorandini – incontrano il pubblico prima e dopo le loro rappresentazioni. Ingresso gratuito anche se non hai acquistato o non acquisterai il biglietto dello spettacolo. Ne vale la pena (di acquistare il biglietto e anche di salire al foyer). Si sale (in ascensore) all’ultimo piano, indi una rampa metallica e ci si ritrova in una sala “sotto tetto travi a vista” ricavata sopra l’alta volta del teatro stesso.

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images“Il Padre”, pièce teatrale di Florian Zeller. Sull’autore e il suo lavoro trovate molto in internet, è inutile che io scopiazzi qui qualche passaggio. Piuttosto mi permetto di sottoporre all’attenzione delle lettrici e dei lettori alcune considerazioni maturate nel corso dell’incontro con gli attori, ieri pomeriggio, quando abbiamo incontrato Alessandro Haber, David Sebasti, Daniela Scarlatti, Ilaria Genatiempo, Riccardo Floris. Assente giustificata Lucrezia Lante Della Rovere.

Le mie considerazioni

  • L’Attore e il personaggio. Il personaggio è la rappresentazione di una Persona. E’ una Persona. L’Attore “guarda”, “vede”, “studia” i tanti Personaggi, i tanti “Altri”, il modo di essere di tanti “Altri”. E matura come Attore e come Persona lui stesso. E qui non posso fare a meno di citare Emmanuel Lévinas, il filosofo del Volto: “Il volto dell’Altro ti guarda, si aspetta una risposta da te”. E l’Attore dà questa risposta: la dà al personaggio, al suo Autore, a se stesso, a noi spettatori. Ecco, di questo avrei voluto parlare brevemente con Alessandro. Alla fine del suo intervento, quando si stava uscendo, mi sono avvicinato a lui insieme ad altre cinque o sei persone con analogo desiderio, ma l’Attore è stato monopolizzato da una di queste, una signora (che evidentemente Signora non era) che lo ha intrattenuto a lungo, troppo a lungo, ignorando che vi erano Altri in attesa (le lettere maiuscole e minuscole non sono utilizzate a caso). Evvabbè …
  • La Musica e la Prosa. Io ho abbonamenti alla Musica e al Teatro. Amo la Musica che scrivo sempre con la lettera maiuscola, ne sono affascinato, l’ “aiuto” nel senso che sono tesoriere dell’Associazione Amici della Musica di Riva del Garda; seguo l’orchestra Haydn, … aber… ma. Ma cosa? Ma sono solo un musicofilo non un musicologo, per via della mancanza di una maturata cultura musicale di base. Quella cultura che invece in parte ho – grazie agli studi classici fatti – in materia di prosa, di poesia, di letteratura in genere. E questo substrato culturale mi aiuta a “dialogare” meglio con il Teatro di Prosa, più di quanto non riesca a fare con il Teatro della Musica. Un esempio? L’altra sera concerto della Haydn: Schubert e Brahms. Compreso e gustato il primo, faticosamente cercato di capire il secondo (ma ci arriverò, vedrete … prima o poi ci arriverò). Ma torniamo la “Padre”.

Le considerazioni di  …

  • … di Alessandro. “In ogni sport, in ogni lavoro, in ogni attività se ti senti male, se sei stanco … ti prendi un giorno di riposo. Nella nostra arte no: si recita anche con la febbre, anche se è mancato tuo padre mentre “giravi” una scena in Libia (io) o se ti è mancata la mamma (Lucrezia).
  • … di Alessandro. Cinema e teatro, due “cose” diverse. Cinema: si gira la scena, magari più volte, ma poi  ciò che viene proiettato è sempre la stessa ripresa, quella “buona la prima, la terza … “ ovvero quella che il regista ha scelto, quella che il montatore ha adattato, quella inserita nell’edizione definitiva. L’Attore si rivede da spettatore e può osservare “che sì, va bene, però, ripensandoci, avrei potuto fare un po’ diversamente, calcare di meno, di più un aspetto”. Nel teatro no, ogni rappresentazione è un “film” nuovo, una nuova interpretazione del personaggio, della scena: l’Attore e il personaggio maturano ogni volta.
  • … di una delle attrici presenti (mi scuserà se non ho compreso chi fra le  presenti stava parlando, ma ero seduto in posizione arretrata). Siamo stati invitati ad andare a teatro anche se il titolo dell’opera, il suo autore e gli interpreti non sono (ancora) conosciuti. Condivido pienamente. Infatti il Teatro deve nascere, crescere, vivere e non morire con i suoi Attori/Autori del momento. Panta rei, tutto scorre, diceva quel tale, ed anche nel Teatro, come nel Lavoro, nella Politica, nella Vita, a fronte di chi matura ci deve essere spazio per chi germoglia.

Insomma, le rappresentazioni teatrali sono due: una in teatro (e qui deve acquistare il biglietto) ed una nel foyer (gratuita): ma se fai un esame di coscienza, vedrai che quel biglietto devi acquistarlo! Diceva quel tale: “Se ho pochi soldi, mi compro libri. Con quel che resta, cibo”. Lo stesso a mio avviso vale per il Teatro. Domani andrò ad assistere alla rappresentazione. Calato il sipario, andrò a cercare Alessandro e gli segnalerò questo mio post, chiedendogli di farmi l’onore di un suo commento.

…………….

Riprendo ora, domenica 11 febbraio sera, dopo avere assistito alla rappresentazione pomeridiana.

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Il “padre” con la figlia Anna (Lucrezia Lante Della Rovere)

Non voglio togliere nulla agli altri Attori … mi perdoneranno se io, semplice blogger-non-critico-teatrale, vile-meccanico-ex manager-di-SpA mi limito a scrivere qualche riga solo su Alessandro Haber (certo è che la sua prestazione è valida anche per il loro ottimo apporto!). Detto questo, Haber recita con le parole e ugualmente con i silenzi, si esprime con il corpo, cattura l’uditorio che applaude spesso e soprattutto con i suoi assoluti silenzi. La materia è tremendamente seria (l’Alzheimer), il copione semplice se vogliamo, ma la drammaturgia – assolutamente moderna- e la recitazione di Haber, di Lucrezia e dei loro colleghi di scena riempiono questi “vuoti voluti”. Multa paucis, dicevano i Latini, e qui una testimonianza di ciò: abbiamo ricevuto molto dal poco (così mi piace tradurre quelle parole), grazie all’Autore, alla Regia, agli Attori ed al tema trattato. Il teatro era pieno, pieno in un pomeriggio di sole trentino, il che già la dice lunga. Dicevo dal “poco” … poco si fa per dire: non è certo “poco” l’idea, il testo, la decisione di rappresentarlo, il successo della rappresentazione. Una sfida che tutti gli “Au-Attori” hanno voluto raccogliere e saputo vincere. Alla grande.

Dopo il lunghissimo applauso finale, scappo su per le scale: i palchi, i camerini. Chiedo: “Sì viene subito, è molto rapido nel vestirsi”. Esce, lo saluto, un breve “complimenti, sa, sono un blogger di Trentoblog …  ho già pubblicato un post a seguito della presentazione, questa sera lo integro, grazie, questo è il mio biglietto”. Poche parole e via. Via per non ripetere l’errore della signora che nel post-presentazione (v. sopra) lo aveva monopolizzato. Scusami Ale e grazie se mi scrivi due righe di commento a queste mie sudate carte elettroniche!

 Il Padre”, di Florian Zeller – Presentato da Goldenart Production – Regia Piero Maccarinelli – Musiche Antonio Di Pofi – Costumi Alessandro Lai – Scene Gianluca Amodio – Luci Umile Vainieri – blogpost  Riccardo Lucatti.

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ALLE URNE, ALLE URNE!

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 7 febbraio, 2018 @ 8:25 am

Detto altrimenti: sembra il grido di “All’armi, all’armi!”    (post 3062)

Alle urne? Certo, tutti, mi raccomando! Dice … ma che … ti sei messo a fare politica? Dico: si, raga, nel senso che mi occupo dei problemi di noi tutti che poi dentro ci sono anche miei che poi i miei non sono “solo” miei ma comuni a quelli di tutti e così via.

Dice … ok, andiamo a votare … ma per chi? Eh no raga, non potete pretendere che vi risponda, né farò come quel parroco di 60 anni fa che dal pulpito diceva: “Cari fedeli, si avvicinano le elezioni, noi preti non possiamo fare propaganda politica: solo vi raccomando di votare per un partito che sia allo stesso tempo democratico e cristiano”. E le vecchiette giù a pensare quale potesse essere quel partito e quindi come dare retta al parroco, o se invece dovessero seguire il consiglio di quel tale che il giorno prima le aveva invitate a votare per il partito Madonna Santissima Immacolata: MSI.

Dice … ma tu blogger, che ragionamento fai? Ecco, ve lo dico.

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    Tommaso Moro, autore di Utopia, fatto Santo nel 1935.

    Prima delle PP (= Promesse/Programmi) cerco di vedere se è rispettata la democrazia nel metodo del funzionamento di ogni partito, la democrazia quella vera, quella che è innanzi tutto rispetto delle regole generali approvate dalla maggioranza del popolo, e non quella finta basata sul potere di taluno di stabilire le eccezioni alle regole generali e/o di trasformare una violazione della regola generale in una sua eccezione e/o di superare le regole di livello superiore (ad esempio quelle dello Statuto) con delibere di organi inferiori. Cioè, il partito che fra i tre significati storici del termine “democrazia” (potere sul popolo; strapotere del popolo; potere del popolo), adottasse il terzo.

  • Poi, il “mio” partito deve essere fortemente europeista, altrimenti non se ne fa nulla.
  • Ancora, il mio partito deve essere doppiamente “laico”, cioè ammettere il pluralismo nei confronti altrui (quindi non totalitario) e al suo stesso interno (quindi senza nessun Mister Ipse Dixit)Nel merito, mi piacerebbe un partito che aggiornasse due elenchi di priorità: quello delle priorità dei “temi minori” e quello delle priorità dei “temi maggiori”, evitando di confonderci le idee con la giostra dei temi minori trascurando i maggiori o viceversa e comunque non aggiornando le priorità, accampando il sistema delle “somme vincolate per decenni a mio favore e gli altri si arrangino” o delle “gestione separata della mia superpensione e gli altri si arrangino”.
  • Ancora, voterei il partito che facesse distinzione fra diritti acquisiti e privilegi acquisiti e che poi raffrontasse i cosiddetti privilegi acquisiti con i diritti che dovrebbero essere acquisiti ai sensi della Costituzione.
  • Non basta: mi convincerebbe il partito che ci presentasse le cifre nel loro valore relativo e non assoluto. Mi spiego: non mi interessa il partito che mi dice che si spendono all’anno 65 milioni di euro pre la difesa idrogeologica senza aggiungere che si spende la stessa somma al giorno per la Difesa (armamenti).
  • Inoltre, preferirei un partito nel quale i dirigenti “di età e di esperienza” lavorassero al fianco di dirigenti “giovani e di esperienza”.
  • Vorrei poi un partito che conoscesse la storia e che la riconoscesse come magistra vitae.

Dice … ma la tua, caro blogger, è un’utopia! Dico: si, è vero, un’utopia, ovvero un traguardo semplicemente non ancora raggiunto. E poi … nella vita … guai a non avere utopie cui tendere!

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ACCADEMIA DELLE MUSE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 6 febbraio, 2018 @ 5:46 am

Detto altrimenti: da Arbore ad Aristofane!                (post 3061)

sdrRaga, ieri sera ci siamo superati! Tanto … chi siamo lo potete leggere nei molto post sulla nostra Associazione, la quale è molto, molto attiva ormai da dieci anni! Ieri sera, prima parte della serata, alcune delle più popolari canzoni di Renzo Arbore. Preceduti dalla lettura del suo fa-vo-lo-so curriculum artistico, Cristina (pianoforte), Giovanna (voce) e Patrik (chitarra e voce) hanno eseguito: Si la vita è tutto un quiz; Ma la notte no; Il Materasso; Sfigato mambo; Grazie dei fiori bis; Il clarinetto; Cacao meravigliao , canzoni tutte accompagnate dal coro del pubblico che ha intonato i relativi ritornelli e segnato il ritmo con tamburelli e maracas.  Il Clarinetto, dedicato allusivamente, al compleanno di uno di noi; con i fiori bis poi Giovanna ha cantato lanciando fiori al pubblico! Al ritmo di Cacao infine ballo spontaneo di mamma Anna , a festeggiare il suo 95° compleanno! Auguri e complimenti, Anna!

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Lisistrata (in rosso) fa giurare (da sinistra)  a Lampitò, Mirrina e Cleonice l’impegno a scioperare

E’ seguito il consueto angolo delle anteprime, con l’annuncio degli eventi che trovate inseriti nel post agenda o scadenziere che dir si voglia. E poi … poi mentre il “pubblico” si deliziava e stappava bollicine per il consueto intervallo eno-astronomico (!) gli Attori della Compagnia dei Guitti si sono ritirati nei loro camerini per indossare i costumi della commedia “Bel colpo Lisistrata” secondo il copione liberamente tratto da Maria Teresa dalla Lisistrata (lisis-statos, colei che liquida gli eserciti) di Aristofane (411 a. C.). Durante la Guerra del Peloponneso le donne vogliono entrare in politica (l’attualità!) per far cessare la politica dei signori uomini cioè la guerra (l’attualità!). Per ottenere ciò bloccano l’accesso al tesoro della Lega che veniva utilizzato per l’acquisto delle armi e proclamano lo sciopero del sesso fino a convincere gli uomini a deporre le armi.

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Personaggi ed interpreti, i Guitti: Filurgo, ateniese, alto magistrato (pròbulo) e custode del tesoro della Lega, Maria Teresa Perasso; Arciere, al servizio di Filurgo, Mirna Moretti; Lisistrata, donna ateniese, Alfonso Masi; Cleonice, donna ateniese, Gianfranco Peterlini; Mirrina, donna tebana, Giovanni Soncini; Lampitò, donna spartana, Paolo Consiglio; Cinesia, guerriero, marito tebano di Mirrina, blogger Riccardo, Araldo di Sparta, Giovanna Laudadio.

Coreuti e cori: le donne greche in “E noi non la daremo” e “Quella cosina che vi piace tanto” –  Armi: arco con frecce modello F35; spada; scudo e lancia, gentilmente concesse dall’Armeria “Di Cartone” di Viale Trieste 13, Trento –  Costumista: Cristina –  Trucco: Atelier Antonella Peterlini –  Colonna sonora: Giovanna – Scelta dei brani musicali: Giovanna e Alfonso – Tecnico del suono: Stefano – Riduzione drammaturgica: Maria Teresa – Regia: Maria Teresa e Alfonso – Fotografia: Alfonso e tanti altri – Riprese filmate: Bruno Bruni.

Le donne in politica, la pace e non la guerra: temi attualissimi tutti, come si intuisce facilmente. Prossimi appuntamenti dell’Accademia? Anche questi nel già citato post agenda-scadenziere. Buona Accademia a tutte e a tutti, dunque!

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SENZA VINCOLO DI MANDATO?

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 4 febbraio, 2018 @ 10:38 am

Detto altrimenti: con o senza vincolo, comunque sempre con il punto interrogativo       (post 3060)

  • La Costituzione stabilisce che i parlamentari operano senza vincolo di mandato, nel senso che, eletti dagli elettori, operano sulla base di un mandato fiduciario. La cosa può essere discutibile, ma questa è un’altra storia.
  • Oggi i parlamentari sono “eletti” dalle segreterie dei partiti. Continuano a non avere vincolo di mandato.
  • I parlamentari eletti/nominati in un particolare partito, devono firmare un impegno a rispettare un vincolo, pena una multa di 100.000 euro, ma anche questa è un’altra storia.

downloadInsomma, il cittadino “elegge” chi viene proposto/imposto dai partiti. L’eletto poi fa quello che vuole lui o quello che vuole il suo partito, non quello che vuole il suo elettore. Mi chiedo: che fine fa la “catena della trasmissione/distribuzione  della volontà democratica popolare”? Prima di porci la domanda con/senza, chiediamoci chi è il mandante di quel mandato!  Se in un’automobile si rompe la catena di distribuzione, si rompe l’intero motore.

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UNO DI CUNEO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 4 febbraio, 2018 @ 10:36 am

Detto altrimenti: per carità, non se ne abbiano a male, ogni città ha il suo … (post 3059)

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Ogni città ha il suo riferimento da criticare, da prendere come esempio negativo. A Genova dicevamo “chi nel pesce mette il limun (limone) o è di Cuneo o è un belinun (“scemo”). Nel senso che i veri intenditori di pesce (appena pescato) vogliono gustare il sapore del mare, non quello del limone. Quelli di Cuneo – chissà perché- … noi ce l’avevamo con loro. Eppure, in questi giorni uno di loro, il presidente dell’Associazione industriali: “Gente, non fate studiare i vostri figli, fatene operai specializzati, presto ne occorreranno 40.000 qui in zona, altro che laureati disoccupati!”

(qui a fianco: pesce fresco, senza limone, pe caitè … per carità, ghe disgian a Zena, dicono a Genova)

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Cuneo, tutta una retta fino a Borgo San Dalmazzo

E bravo presidente! Ma la scuola non forma solo operai e laureati, forma anche cittadini! Vede caro presidente, ho molti amici con forti disponibilità finanziarie: tutti costoro stanno facendo studiare i figli nelle migliori scuole, college e facoltà universitarie (a pagamento) dell’estero, stanno facendo fare loro stage anche annuali in paesi lontani: questi ragazzi si preparano, conoscono (veramente) le lingue, conoscono il mondo. E gli altri? Gli altri che stiano al loro posto, cribbio! Meritocrazia ci vuole altro che balle!

download (2)Vede, caro presidente, secondo me lei dovrebbe andare un po’ alla scuola di Barbiana, da Don Lorenzo Milani. Cosa? Mi chiede chi sia questo tale? Cosa? … le sue segretarie le dicono che fra l’altro nel frattempo quel tale è morto? Si, è morto, ma il suo insegnamento vive ancora: si vede che lei non è preparato. Ecco perché ci deve andare in quella scuola, là dove si insegnava che è più meritevole (ecco la meritocrazia “giusta”) il figlio di un montanaro della Toscana che prende un 3 del figlio di un professionista di Firenze che prende un 9; là dove si insegnava a leggere e capire anche le pagine della politica e dell’economia e non solo quelle dello sport. Buon lavoro, presidente, e auguri per la sua impresa soprattutto se e quando – come è probabile – avrà bisogno di essere affiancato anche da persone pensanti “in più” oltre ai suoi figli pensanti.

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