LA CICLABILE DEL GARDA 1

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 27 gennaio, 2018 @ 8:13 am

 

Detto altrimenti: a forza d parlarne … eppur si muove!     (post 3048)

Locandina ciclabileDelegato da Fiab Trento ( http://www.fiab-trento.it/) ieri sera sono stato nella “mia” Riva del Garda, dove ho la seconda casa e la prima e ultima barca a vela; dove ho lavorato per anni per realizzare il Parcheggio Interrato Terme Romane. Ci sono stato mandato da Trento e invitato da Riva, dall’amico ex Sindaco Paolo Matteotti, organizzatore dell’incontro sulla pista ciclabile del Garda. Incontro convegno dal titolo ”Ciclabile del Garda – Come tutelate il paesaggio?”

Relatori: Paolo Matteotti (Dottore in Scienze Forestali); Fulvio Zezza (Professore di Geologia tecnica); Filippo Prosser (Botanico). Si è discusso solo di alcune tratte dell’intero percorso: Tratta del Comune di limone e tratta trentina. Splendide le foto del fotografo Stefano Salvi, realizzate grazie alla disponibilità dei gommoni della Fraglia Vela Riva. Moderatore del successivo dibattito: Beppo Toffolon, architetto, Presidente Italia nostra, Trentino.

Comune di Limone: ha accelerato i tempi con pista a sbalzo dalle rocce sull’acqua, soluzione deturpante, non accettata dal Trentino anche per un secondo motivo: non avrà la larghezza prevista di 4,5 metri, dovendo essere una ciclopedonale.

Dilemma

            Vengo anch’io ..

Tratta trentina: sarà realizzata con modalità diverse a seconda delle singole sotto-tratte: in alcuni punti a sbalzo a fianco della strada, in altri in nuove gallerie, in altre in gallerie vecchie, in altre a sbalzo a ridosso della roccia. Sempre con la massima attenzione a non deturpare il paesaggio e la flora. Una eventuale soluzione temporanea e ancora teorica: trasbordo su battelli elettrici.

Mie osservazioni personali e riservate (non espresse al convegno): sembra mancare un coordinamento temporale e sulla qualità del manufatto. Concordo con un intervento sulla problematicità dell’attraversamento di Riva e di Torbole (di mio aggiungo: e degli altri paesi, da Malcesine in giù).

Invitato a parlare, molto brevemente ho

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    Past President Manuela Demattè, Presidente Guglielmo Duman

    presentato Fiab e la sua sensibilità per gli aspetti ambientali e paesaggistici;

  • illustrato e consegnato all’Assessore comunale Zanoni il depliant dei “Comuni ciclabili”, annuario promosso da Fiab:http://www.comuniciclabili.it
  • fornito i dati sulla ciclabilità turistica tedesca, la durata della permanenza di ogni cicloturista, la sua spesa giornaliera;
  • segnalata la necessità di illuminare le gallerie a sud di Torbole e di attivare la ciclabile (strada romana) da Prato Saiano (Arco) fino a Nago;
  • segnalato lo stato della attuale quasi-ciclopedonale fra Capo Tempesta e Bardolino;
  • assicurato che avrei trasferito a Fiab Trento le sensibilità naturalistiche e paesaggistiche emerse nella riunione.

 Good Garda Lake Bike everybody!

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           Verso Malcesine

P.S.: RIFLESSIONI DEL GIORNO DOPO. La natura e il paesaggio, due cose differenti. L’ambito naturale è quello nel quale l’uomo non è intervenuto. Il paesaggio è quello nel quale è intervenuto l’uomo. Naturali erano le sponde del Lago di Garda prima che l’uomo non intervenisse. Da anni quelle sponde sono in parte natura, in parte paesaggio. L’idea della “natura intatta” e sempre validissima, ma in zone già molte antropizzate – come quelle del Lago di Garda – si può parlare di preservazione della natura residua e miglioramento del paesaggio.

Io amo il Trentino. Io amo Riva del Garda, sono un ciclista (anche velista e sciatore, ma questa è un’altra storia).

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         Verso la catena del Baldo

La popolazione invecchia. Il cicloturismo fa bene alla salute e all’economia. Si stanno diffondendo le e-bike che mantengono in servizio pedalatori altrimenti uscenti e ne attraggono nuovi altrimenti non-entranti. Il turismo del Trentino ha bisogno di adeguarsi, nel massimo rispetto della natura che è il nostro primo patrimonio. Si può intervenite con iniziative che regolamentano un’attività, anziché limitarsi a vietarla o a consentirla deregolamentata. Un esempio: il CAI Centrale ha edito i Quaderni del Ciclo escursionismo reperibili in internet. Si veda l’Austria con il suo Mountain Bike Tirol Safari: 17 funivie in rete, 700 km di discese da un capo all’altro del paese su percorsi delimitati e attrezzati! Si veda la sola Dobbiaco-Lienz quanto successo riscontra!

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        Saluti da Borghetto all’Adige

Trentino Bikeland, mi piace pensare e scrivere: una funivia che porti in ciclisti in quota su Bondone o in Paganella con discese rigorosamente entro i percorsi attrezzati (evitandosi il vagabondare inquinante per ogni dove); collegamenti fra i diversi spezzoni della quasi rete ciclabile trentina (quasi rete perché mancano i collegamenti Trento-Valli dei Laghi; Trento-Valsugana; Sarche-Ponte Arche-Ragoli; Nago-Arco). E quindi occorre fare sistema una buona volta e vedere la Ciclabile del Garda inserita in questo contesto organico che sarebbe unico al mondo! Dice … ci sarà affollamento! Certo, ma meglio di biciclette che di automobili!

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       Fiab in Fi…la!

La FIAB-FEDERAZIONE ITALIANA AMICI DELLA BICICLETTA … siamo decine di migliaia in Italia, oltre 250 in Regione, ci occupiamo innanzi tutto della ciclabilità sostenibile urbana,  sulla scia dell’azione pluridecennale della nostra Past President Manuela Demattè. Poi anche di quella extra urbana. Non siamo aderenti al CONI, non serve certificato medico per farvi parte. “Festina lente”, ci diciamo l’un l’altro, affrettati lentamente. Organizziamo molte gite all’anno – le trovate nel nostro sito – e in coda al drappello c’è sempre chi aspetta i ritardatari o chi avesse forato o altro. E nessuno degli gli altri protesta. Le nostre uscite (di uno, due, tre o più giorni) sono sempre anche culturali e naturalistiche. Joint us, unitevi a noi, iscrivetevi alla FIAB di Trento o della vostra città: ci trovate in internet, non ci sono scuse!

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IL MIO GIORNALE 3

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 26 gennaio, 2018 @ 4:51 pm

(a seguito dei due recenti post “Il mio giornale 1 e 2″)

Detto altrimenti: Il simbolo di un partito, da elemento di unione a fattore di divisione (post 3047)

Oggi ho inviato questa lettera ai tre quotidiani locali:

Inizia

D.C. lascia l’… Lo lascia dopo esserne stata segretaria, averne raddoppiato il numero degli iscritti, averne azzerato il debito. Lo lascia dopo avere reintrodotto la democrazia reale al suo interno e soprattutto dopo avere riavvicinato molta gente alla Politica. Lo lascia perché la sua azione di Persona nuova e di Donna che “pretendeva” di fare Politica non poteva essere accettata dalla casta dei politici a vita e al maschile. D. C., come tanti altri, si era riconosciuta nel simbolo … e non solo in quello grafico, ma in ciò che esso rappresentava. Simbolo che come tutti i simboli non appartiene a nessuno singolarmente bensì collettivamente a tutti coloro che vi si identificano. Ora, bene evidenzia Gustavo Zagrebelsky nel suo prezioso libro “Simboli al potere”, quando taluno – foss’anche il suo stesso ideatore – vuole far diventare un simbolo sua proprietà privata, esso da elemento di unione diventa fattore di divisione. Così è accaduto per il simbolo …, sin da quando gli si è voluto affiancare il simbolo “…/2” come strumento per iniziare a (ri)farne una proprietà privata. Ed ecco la prima divisione: “io …/2″, “tu …/1”. Adesso è maturata la seconda divisione, anzi una lacerazione: esce dall’… una Persona che lo aveva amato, che aveva investito tanto tempo e denaro (sottratti alla sua professione e alla sua famiglia), che aveva dedicato autentica passione in quell’idea e che aveva conseguito importanti risultati. Risultati, si noti, in favore di tutta la Politica: quelli contro l’antipolitica. D. C. esce e con lei tanti altri, ognuno per la sua strada.

Peccato. Peccato perché immaginate quale diverso successo avrebbe avuto l’Idea … e l’intera Politica se la vecchia guardia … avesse accettato di sostenere chi aveva vinto al congresso; se costoro avessero accettato di contribuire con la propria esperienza alla vitalità di una generazione più giovane, di un genere diverso (il femminile) portatrice di idee nuove, più aggiornate, di una democrazia più vera e soprattutto fondata sulla libera e autonoma maturazione del pensiero di ognuno, non più a rimorchio dell’ ipse dixit di turno. Peccato.

Si obietta che all’interno dell’… (residuo, n.d.r.) vi è unanimità nel valutare questa uscita. Ebbene, io diffido dell’unanimità, dei grandi numeri, se non altro perché – per dirla con il Premio Nobel  Josif Brodskij (“Il canto del pendolo”), “all’interno dei grandi numeri più facilmente può nascondersi il male”. Oggi l’UPT (residuo) può celebrare una vera e propria sconfitta, non una vittoria.

Finisce

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SCIARE IN PAGANELLA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 25 gennaio, 2018 @ 4:13 pm

Detto altrimenti: una … palestra di sci, un salotto …     (post 3046)

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Da Cima Paganella: pronti, al posto, via!

Ormai lo sapete, sono un V.I.P.-Vecchietto in Pensione ed allora perché no? Spesso in questa stagione mi trovate – la mattina presto – in Paganella a sciare. Spesso con un amico, talvolta da solo tanto solo ci resto i primi cinque minuti, dice mia moglie! E’ vero … Ma veniamo a questa mattina. Ero solo, partenza da Trento alle 07,30, arrivo ad Andalo alle 08,10, alla funivia alle 08,20, inizio della salita 08,30, prima corsa! Già, le prime corse … noi vecioti delle prime discese, gli strazapiste, ci chiamano gli addetti agli impianti di risalita… le prime discese, su piste deserte o quasi, neve ben battuta, compatta, immacolata … si vola! Oggi in programma: allenamento, ovvero discesa Cima Paganella (m. 2125) ad Andalo (m. 1040) senza sosta e ripetuta quattro volte. Detto, fatto. Pista Cima Paganella “rossa”; Olimpionica “nera”; terzo tratto, “rossa”. Tempo impiegato fra la risalita dei due impianti (funivia e seggiovia) e le tre discese in sequenza: 30 minuti. Alla quinta risalita coda all’impianto. Ma tanto l’allenamento è finito. Risalgo senza fretta.

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                      Le piste facili

Alla stazione intermedia della funivia una giovane signora sta per salire anzi no … i miei sci … grida no, quelli non sono i suoi … risale in cabina preoccupata: un’altra sciatrice per errore ha preso i suoi sci ed è salita su una cabina precedente. Alla signora non resta che prendere quelli della tizia distratta. Arrivati in cima la vedo disorientata, guardarsi intorno per cercare l’altra … non la trova … vedo che non sa cosa fare … mi avvicino … scusi signora … non si preoccupi … i suoi sci erano noleggiati? Si? Bene, anche questi lo sono, vede l’etichetta? Li provi … se le vanno bene scii tranquillamente … l’altra signora li porterà al negozio e lei farà lo stesso … alla fine i conti quadreranno … si goda la giornata. Detto fatto. Gli sci vanno bene ai suoi scarponi. Sto per lasciarla … mi dice se le so indicare le piste più facili … venga che gliele indico. Insomma eccomi trasformato in anfitrione-quasi maestro. Piacere Riccardo, piacere …. (per la privacy non ne scrivo il nome). E’ ad Andalo per il congresso dei veterinari. Mi dice anche la città dove lavora (per la privacy … v. sopra). La conosco benissimo, è vicina alla cittadina natale di mia moglie. Rientrato a casa, clicco quei due dati e trovo il suo studio di veterinaria … Ah … internet!

Cosa: Mi chiedete come scia? Dunque … vediamo … è molto bene impostata, ha poco esercizio (è la prima sciata dopo due anni), curva a sci uniti. Le segnalo qualche correzione: braccia larghe (per compensare quegli sci uniti) e in avanti; busto sempre a valle, flettersi dopo ogni curva. Recepisce bene. Io devo andare, sono atteso da mia moglie a casa per pranzo. Le lascio il mio bigliettino di blogger: chissà, forse leggerà i miei post … forse ho una lettrice in più!

Domani? Domani mattina di nuovo in Paganella con il mio amico Claudio. Buona Paganella a tutte e a tutti!

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IL MIO GIORNALE 2

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 25 gennaio, 2018 @ 3:31 pm

downloadDetto altrimenti: un editoriale del suo direttore, cronista, inviato speciale, addetto unico cioè … mio!   (post 3045)

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Un libro, “Simboli al potere” di Gustavo Zagrebelsky. Fra le tante mi ha colpito una sua affermazione: il simbolo è elemento di unione per tutti coloro che ci si riconoscono. Ma se taluno, foss’anche il suo ideatore, se ne vuole appropriare, esso diventa strumento di divisione e di guerra. E’ quello che è successo in quest’ultimo anno a Trento, in un partito politico che non nomino (siamo sotto elezioni … la par condicio!).

Più corto di così un post … si muore!

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BLOGGER O PRESIDENTE DI RESTART?

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 24 gennaio, 2018 @ 12:25 pm

Detto altrimenti: entrambe le cose …. (post 3044)

IMG_4682 - CopiaDice … ma tu, caro il mio blogger, che biglietti da visita utilizzi? Rispondo: scialla, raga … calma: premesso che io sono un V.I.P.-Vecchietto In Pensione, il mio editore mi passa bellissimi biglietti da visita, molto eleganti … me ne fornisce una buona quantità semi industriale ma io ne consumo dosi industriali! Ed allora, dovendo farmi stampare i biglietti dell’Associazione Culturale Restart di cui sono presidente, da buon genovese (trentino ciapà co’ sciop) oculato nella spesa, … sapete cosa ho fatto? Nei biglietti Restart ho fatto inserire anche i dati del blog! Ne è risultato un biglietto un po’ pesantuccio, ma volete mettere il risparmio? E poi, il marketing “incrociato” non lo vogliamo considerare? Io parlo del blog e reclamizzo anche Restart e viceversa.

IMG_4683 - CopiaOggi poi, sono appena tornato da una visita di controllo (ad una certa età è bene fare regolari tagliandi) e ne ho subito dato uno (Restart + …, qui a fianco) al mio medico specialistico, l’ottimo Fausto R. (dell’Ospedale S. Chiara di Trento). Chissà se andrà a leggere questo post: se lo farà sappia che lo ringrazio molto per la disponibilità, l’attenzione e la professionalità con la quale mi ha “tagliandato”. Grazie, dottore! Lei scia? Magari ci incontriamo in Paganella …

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Cosa? Mi chiedete cos’è Restart? Ma via, basta che navighiate un po’ fra i miei posts (con la “s” finale, è un plurale! Ah …ah …!). Il prossimo Evento Restart? Sarà sulla Informazione-Comunicazione, sul passaggio dall’IT all’ICT ovvero dall’Information Technology alla Information Communication Technology, ed alle “deviazioni” dell’informazione. Al riguardo, se volete avvantaggiarvi e “portarvi avanti” leggetevi il libro di cui alla foto accanto: un bel romanzo, si legge bene, non vi “spaventi” il nome del suo (impegnativo) autore!

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EDIZIONE SPECIALE …

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 22 gennaio, 2018 @ 8:28 pm

Detto altrimenti: … del mio giornale:  FORUM ECONOMICO MONDIALE DI DAVOS     (post 3043)

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Davos, Grigioni, CH, al confine con la Germania – Si scia dai 1500 ai 2800 metri, il dislivello che grosso modo c’è fra San Sicario Vecchio e il Monte Fraiteve (Via Lattea, TO), solo che la diversa esposizione a cavallo delle Alpi e la diversa latitudine ne fanno una delle stazioni sciistiche più famose al mondo. Vi si tengono anche congressi mondiali, quale il FORUM ECONOMICO. In quello che inizia domani emergerà che l’1% della popolazione mondiale detiene il 99% della ricchezza mondiale.

download (1)Che si voglia o no, questi “Mr. Unpercento” sono i Paperon de Paperoni del mondo che condizionano l’economia, la finanza e … anche la politica. Il che è un vulnus, una ferita per la democrazia, sistema già di per sé semplicemente il migliore fra i peggiori, nel senso che non è mai stato un sistema perfetto, al cui suo interno si distinguono due categorie di “democratici”: quelli che fra le sue imperfezioni “ci marciano” e quelli che tali imperfezioni si sforzano di eliminarle. Orbene, i “marciatori”, coloro che ci marciano, sono una grandissima minoranza numerica, ma hanno il massimo potere sulla maggioranza, proprio a scapito della democrazia, termine che sta tornando ad assumere il suo primo significato storico: “potere sul popolo”. Tale significato, nei secoli, si trasformò da “potere sul popolo” in “strapotere del popolo” per arrivare sino a noi come “potere del popolo”. Ora, la regressione del significato odierno  da “potere del popolo” a “potere sul popolo”  è un doppio salto all’indietro che sta generando una miriade di piccole rivoluzioni, guerre, tensioni, violente contrapposizioni, sulla spinta di chi quel privilegio lo vuole difendere ad ogni costo e di chi lo vuole conquistare ad ogni costo. Nel frattempo le masse ne restano stritolate.

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IL MIO GIORNALE 1

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 22 gennaio, 2018 @ 2:10 pm

Detto altrimenti: visto che non ne ho uno mio “vero” me ne costruisco uno mio “finto”, il mio blog … (post 3042)

  • Elezioni politiche. Scrivo ad un quotidiano locale una lettera con la quale insisto per l’applicazione della parità di genere nelle candidature politiche. Senza fare nomi.
  • Il Direttore del giornale la pubblica.
  • Ne sono contento.
  • Proseguo la lettura del giornale. Leggo un  lungo intervento del direttore del giornale sulla mancanza di candidati validi, di spessore. Cita nomi del passato (come esempi positivi) e del presente (come esempi negativi). Tutti uomini. Alla fine conclude “qui da noi oggi pare che tutto il problema sia candidato uomo o donna”.
  • Condivido tutto tranne le ultime righe delle quali non sono contento.
  • Scrivo una seconda lettera a quel giornale:

Buonasera Direttore. La ringrazio per avere pubblicato la mia lettera sull’edizione di domenica 21 gennaio circa la parità di genere. Sullo stesso giornale ho letto, apprezzato e condiviso il Suo articolo “Candidature fragili, Trentino debole” sulle cui ultime due righe – là dove si critica chi ricercasse una candidata a prescindere – mi permetto di sottoporLe una sottolineatura, proprio in relazione al contenuto della mia citata lettera.

La validità delle candidature e il rispetto della parità di genere sono esigenze/aspettative legittime/diritti non in contrasto fra di loro, soprattutto se esistono – come esistono – donne politicamente capaci.

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          C’è  chi la vuole così …

Nel suo intervento Lei ha fatto nomi. Ne faccio uno anch’io, quello di …. vincitrice ai congressi ma poi ostacolata dalle cordate dei maschi. La … nel periodo in cui è stata segretaria del suo partito, ha raddoppiato il numero degli iscritti; azzerato il debito del partito; rafforzato i rapporti con il Sud Tirolo e il partito autonomista locale; guadagnato una propria credibilità anche a Roma, ma soprattutto ha ripristinato la piena democrazia reale all’interno del partito e verso la gente, trasformando l’informazione unidirezionale in ascolto e comunicazione bidirezionale. Last but not least la sua politica rappresenta un rinnovo di genere e generazionale. E’ chiaro a tutti gli addetti ai lavori che nella mia lettera alludevo a lei anche se non facevo nomi. Quindi, concordo con Lei, direttore, che l’obiettivo non è “una donna purchè sia”: questo io non l’ho mai pensato. Grazie per avermi letto – Cordiali saluti 

Ecco, mi sono sfogato, ora sto meglio …

P.S. del 23 gennaio: oggi quel giornale ha pubblicato la mia lettera. Grazie.

P.S. del 24 gennaio: oggi quel giornale porta articolone foto di e su quella persona (….) come possibile candidata contesa da alcuni partiti … visto che il suo sembra snobbarla. Posso dire che ci avevo visto giusto.

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COMUNICAZIONE DI SERVIZIO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 21 gennaio, 2018 @ 9:33 am

Detto altrimenti: si avvisano i Sigg. Viaggiatori (fra i miei post) …     (post 3041)

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“Stazione di TrentoBlog – Si avvisano i Signori Viaggiatori …”

… che il vostro blogger (blogger “preferito”, vero?) alla sua tenera età di 3040 post pubblicati in sei anni, ogni tanto va a rileggersi qualche vecchia puntata del suo giornale elettronico e … udite udite … gli capita di constatare che alcuni vecchi articoli sono attuali anche oggi. Ed allora che fare? Ricopiarli e ripubblicarli? No, è più semplice avvalersi di una funzionalità della procedura dell’editing che consente di far apparire qualsiasi post fra le prime posizioni . Ed ecco che da oggi potrete rileggere vecchi post, ove io li abbia ricollocati  nelle prime “pagine”, vicini agli ultimi  pubblicati Nelle prime posizioni trovate anche il post Remember, con le nostre scadenze. Che ne dite? Se po’ fa? Massì dai che sepoffà …

Buona domenica a tutte e a tutti!

 

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I DUE PIANI DELLA VITA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 20 gennaio, 2018 @ 8:02 pm

Detto altrimenti: un po’ di filosofia spicciola, molto, molto spicciola ….   (post 3040)

Friedrich Nietzsche, in un passaggio del suo “Così parlò Zarathustra”, mette in guardia contro chi parlando del divino (“volando alto”) distrae l’attenzione dai problemi della vita d’ogni giorno. Condivido questa sua cautela ma con un distinguo. Infatti la storia dell’uomo è stata sempre una dialettica, una contrapposizione (Hegel) una lotta di classe (Marx). Per contro il rapporto fra umano e divino è diverso, nel senso che il divino non nega l’umano, non gli si contrappone, bensì gli si sovrappone arricchendolo già in questa vita  (1)

La stessa cosa dovrebbe accadere nel rapporto fra la politica e la gente. Non dovrebbe esserci una contrapposizione, un allontanamento della politica dalla gente (mi occupo delle prossime elezioni e non delle prossime generazioni) e della gente dalla politica (non vado a votare), bensì la Politica dovrebbe sovrapporsi alla vita d’ogni giorno, arricchendola: arricchendo la vita d’ogni giorno di molti … anzi di tutti i cittadini intendo, non altre …

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(1) In questa vita … “Hic Rhodus hic salta” …. Qui è il Colosso di Rodi, qui salta, dimostraci ora e qui cosa sai fare, tu – atleta sbruffone –  che affermi di avere fatto un salto da uno all’altro dei piedi del Colosso di Rodi. Una favola di Esopo. A me piace interpretare la frase in modo più ampio e  più completo: questa è la vita, vivila pienamente, misurati con essa, meritatela … già questo può essere il tuo (primo) paradiso

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Non sono quelli del Colosso, ma i miei piedi immersi nel mare di Tilos …

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Il colosso di Rodi, una statua di 32 metri edificata dai Rodiesi per celebrare la sconfitta dell’assalitore Demetrio (successore di Alessandro Magno), nel 305 a. C. – Rodi, isola greca vicina alla Turchia. Via Rodi a Genova, dove ho trascorso la mia giovinezza. Rodi, scalo per l’isoletta di Tilos, dove sono stato in vacanza due estati fa (2016) … le coincidenze!

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IL MIO VOTO PER UN PIATTO DI LENTICCHIE? MAI!

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 20 gennaio, 2018 @ 5:22 pm

Detto altrimenti: ma chi era qual tale che s’era venduto tutto per quattro lenticchie?     (post 3739)

downloadNella Genesi Esaù cede al fratello minore Giacobbe la primogenitura in cambio di un piatto di lenticchie. Oggi ci chiedono il voto a fronte dell’azzeramento di

  • bollo auto
  • tasse sulla casa
  • tasse universitarie
  • canone RAI TV
  • ……

Ecco, il mio voto, l’espressione più intensa della democrazia, dell’esercizio della democrazia, il diritto primario del vivere civile … mi viene chiesto a fronte dell’equivalente di quelle famose lenticchie? Giammai! Attendo altre motivazioni.

IMG-20180120-WA0006Dice … ma a votare ci vai tu, blogger? Si che ci vado, eccome! A questo punto prendo a prestito una vignetta che gira in internet … nella quale si vede un uomo inginocchiato, con la testa interamente nella sabbia. La didascalia? “Non andare a votare è come mettere la testa nella sabbia. Ma  attenzione! Il sedere rimane fuori!”

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