LETTERA APERTA A GIANNI BATTAIOLA, PRESIDENTE ASAT E TRENTINO MARKETING
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 1 Giugno, 2026 @ 10:54 am(pubblicata su ilT quotidiano del 3 giugno 2026, pag. 5)
“Buongiorno Presidente! Nell’articolo a pagina 14 del quotidiano ilT del 30 maggio a firma di Daniele Bonfanti, apprendo che lei è originario della Val di Sole ed io, in quella valle, 39 anni fa, in quanto Direttore Generale del loro azionista ISA SpA (Presidente Bruno Kessler), fui nominato presidente delle società di risalita del passo del Tonale, le ristrutturai e creai l’attuale Carosello Tonale! Da quei giorni ho operato in tante altre posizioni apicali della regione, in settori diversificati.
E vengo al tema centrale del mio intervento. L’industria del Turismo Trentino deve tener conto degli effetti di tutte le grandi rivoluzioni in corso (climatiche e geopolitiche) e in genere dell’evoluzione dei tempi. La reazione consiste nell’incremento del turismo nelle stagioni che ancora lo possono accettare in quanto non già sature: la Primavera e l’Autunno, le due “Stagioni Belle”.
Per raggiungere questo nuovo obiettivo, ai potenziali nuovi turisti occorre offrire prodotti turistici nuovi quale, ad esempio, quello che io ho riproposto – da ultimo – nel corso delle “Primarie trentine delle idee” del 29 maggio, il quale mira ad attrarre le crescenti masse di ciclo turisti e ciclo escursionisti. Infatti, ho preso lo spunto dalla programmata cabinovia Trento-Monte Bondone perché con essa si utilizzi il sistema di risalite meccaniche per creare il Trentino Bike Safari (“safari” significa viaggio) e cioè un sistema di ciclo discese analogo all’esistente Tirol Bike Safari che da anni ha messo in rete ben 750 km di ciclo discese, attirando folle di ciclo turisti in tre stagioni su quattro, effettuando quindi la vendita dei dislivelli durante tutto l’arco dell’anno!
Si tratterà poi di sollecitare analogo intervento anche da parte della provincia di Bolzano per collegarsi all’esistente sistema del Tirolo e creare una Euregio Bike Safari con fortissime ricadute di immagine e soprattutto economiche in tutta l’area.
Sulla gestione delle bicilette in montagna suggerisco la lettura dei quaderni di Ciclo Turismo e Ciclo Escursionismo editi dal CAI Centrale, reperibili in internet, secondo cui il fenomeno non va ignorato né vietato, bensì regolamentato.
Questo nuovo sistema di ciclo discese in rete sarà a sua volta collegato alla rete delle piste ciclabili di fondo valle, in via di necessario completamento. L’idea potrebbe diventare un vero e proprio progetto ad opera di una Spa di progetto/di scopo mista pubblico-privata interprovinciale (e interregionale?) creata con una parte minima degli investimenti da Lei richiesti nel citato articolo e via via alimentata dalle parcelle dalla stessa emesse a carico degli enti pubblici che le avranno commissionato l’incarico.
La sua realizzazione potrebbe essere cofinanziata dalla emissione di BOC, BOP, BOR Buoni Ordinari Comunali, Provinciali e Regionali ex art. 35 della L. 23.12.1994 n. 724, convertibili in azioni della Spa di scopo.
Torno ora al “nostro” Passo del Tonale: mi auguro che sia presto terminata la sistemazione della pista ciclabile che dal passo conduce al sistema delle piste ciclabili di fondo valle già esistenti sino a Mostizzolo; che sia realizzata la già prevista pista ciclabile Mostizzolo-Cles; che sia realizzata la sistemazione dell’importante e purtroppo ancora assai poco conosciuta traccia ciclabile che da Mostizzolo sale fino al Passo delle Palade e, last but not least, che sia completata la rete delle ferrovie provinciali a scartamento ridotto, ad iniziare dalla riapertura della linea della Valsugana, dalla ricostruzione della linea Rovereto-Riva del Garda e dalla realizzazione della auspicata ferrovia della Val di Fiemme.
Utopie, le mie? Certo, ma si badi: l’utopia è un obiettivo ambizioso semplicemente “non ancora” realizzato: e poi, guai nella vita a non nutrire utopie!
Riccardo Lucatti, Tavolo di lavoro Finanza ed Economia mista Italia Viva Trento
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Il segno e la memoria perché le fasce bianche di Prijedor parlano alle guerredi oggi”di Maurizio Camin (Presidente Farete)
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 31 Maggio, 2026 @ 6:49 am“Ci sono date che non possono e non devono, scivolare via nella distrazione del calendario o nella saturazione informativa in cui siamo quotidianamente immersi e il 31 maggio è una di queste. Scegliere di indossare una fascia bianca al braccio in questa occasione non risponde a un assolvimento rituale, né a un esercizio di sterile solidarietà. Si tratta, al contrario, di un atto di svelamento e di profonda denuncia civile. Significa ricordare il momento esatto in cui l’Europa, poco più di trent’anni fa, ha reintrodotto la categorizzazione burocratica dell’essere umano come preludio al suo annientamento, e riconoscere in modo lucido come quegli stessi identici meccanismi di esclusione stiano colonizzando il nostro presente globale.
Per comprendere la radice profonda di questa mobilitazione è necessario tornare al maggio del 1992 a Prijedor, nella Bosnia nord-occidentale. Attraverso la radio locale, le autorità serbo-bosniache emanarono un ordine che squarciò drammaticamente la modernità europea: tutti i cittadini non serbi – in grande maggioranza bosniaci musulmani e croati – dovevano contrassegnare le proprie case stendendo lenzuoli bianchi alle finestre e circolare per strada esibendo una fascia bianca al braccio. Dai tempi della stella gialla nazista non si assisteva sul suolo europeo a una catalogazione visiva di massa così chirurgica e spietata.Quel segno serviva a dividere visivamente e preventivamente chi aveva diritto alla vita da chi era invece destinato ai campi di concentramento o alle fosse comuni.Il bilancio finale di quella pulizia etnica fu di 3.173 civili uccisi, tra cui 102 bambini a cui il negazionismo delle istituzioni locali nega ancora oggi la costruzione di un monumento.
Come Farete, alcune straordinarie associazioni sono attive da decenni nei Balcani per ricostruire quel tessuto sociali e civile lacerati dal conflitto, sappiamo bene che la Bosnia non rappresenta affatto un capitolo chiuso della storia. È, al contrario, il codice genetico delle guerre contemporanee. La logica della catalogazione discriminatoria, dello sradicamento e della disumanizzazione dell’altro ha semplicemente cambiato coordinate geografichenell’atlante della nostra attualità.Oggi quel filo ideale legato alla fascia bianca appare drammaticamente teso sul nostro pianeta, congiungendo i teatri di crisi più feroci del momento. Emerge chiaramente nell’aggressione all’Ucraina, dove l’identità stessa di un intero popolo viene negata per giustificarne la sottomissione geopolitica e la distruzione sistematica dei centri urbani. Si palesa nella tragedia incessante di Gaza, dove la logica dell’assedio totale, la privazione dei beni di prima necessità e la cancellazione delle infrastrutture civili trasformano la sopravvivenza stessa in una scommessa quotidiana. E si ritrova anche in Iran, un territorio stretto in una morsa spietata di violenze incrociate, da un lato, un regime teocratico che scheda, persegue e reprime nel sangue le donne e i giovani che invocano libertà; dall’altro, la sofferenza di una popolazione civile colpita dai devastanti bombardamenti aerei e missilistici a guida statunitense, dove gli ordigni finiscono per sventrare non solo obiettivi strategici ma anche quartieri residenziali e scuole.Ma la geografia del dolore non si esaurisce sotto i riflettori dei grandi media.Quella stessa fascia bianca invisibile avvolge le troppe, e troppo spesso dimenticate, guerre civili e geopolitiche che squarciano l’Africa, l’Asia e l’America Latina. Pensiamo ai conflitti silenti in Sudan, nella Repubblica Democratica del Congo, in Myanmar o nello Yemen, dove l’assenza di telecamere occidentali condanna milioni di persone a un’esistenza di violenze sistematiche, stupri etnici e migrazioni forzate. Sono le guerre che non vogliamo vedere, i conflitti declassati a cronache di seconda linea che producono una moltitudine di vittime senza nome, senza volto e senza speranza di giustizia internazionale. In ognuno di questi scenari, la distinzione cardine del diritto internazionale umanitario tra combattenti e civili viene sacrificata sull’altare della polarizzazione globale o, peggio, dell’indifferenza economica e commerciale.
Davanti a questo scenario, la memoria di Prijedor rischia di restare un’emozione passeggera se non viene trasformata immediatamente in una postura civile e in una mobilitazione permanente che guidi le nostre scelte quotidiane. Non bastapiù la semplice testimonianza; occorre che il ricordo diventi un manifesto operativo e un primo passo consiste nel rompere l’indifferenza proprio attraverso la visibilità del simbolo, portando la fascia bianca nei luoghi di lavoro, nelle scuole e nelle piazze il 31 maggio, trasformandola in una domanda aperta capace di scuotere le coscienze, squarciare l’oblio delle guerre dimenticate e sottrarre lo spazio pubblico alla propaganda unilaterale.Questa consapevolezza deve poi tradursi in un sostegno concreto alla diplomazia dal basso e alla cooperazione internazionale.
Sostenere attivamentei comitati dei familiari delle vittime nei Balcani che ancora lottano per la verità, così come le reti di soccorso e difesa dei diritti umani che operano direttamente a Gaza, in Ucraina, nei territori africani e asiatici o a supporto dei dissidenti iraniani, significa praticare una solidarietà politica transnazionale che scavalca i blocchi contrapposti e restituisce dignità alle vittime senza voce. Al contempo, diventa imprescindibile esercitare il nostro ruolo di cittadini per pretendere dalle istituzioni nazionali ed europee una netta inversione di rotta, l’Europa deve smettere di essere spettatrice o complice delle retoriche belliciste, esigendoinvece l’istituzione di corridoi umanitari permanenti, il blocco dell’esportazione di armi verso i regimi oppressivi e l’applicazione rigorosa dei trattati.
Infine, questo sforzo richiede di disarmare i linguaggi d’odio all’interno delle nostre stesse comunità. I meccanismi di selezione e separazione iniziano infatti nel nostro quotidiano, ogni volta che accettiamo passivamente che un migrante, un richiedente asilo o una minoranza vengano ridotti a una minaccia statistica o culturale. Rifiutare la stigmatizzazione dell’altro nelle nostre parole e nelle nostre pratiche è il primo, fondamentale passo per disinnescare la violenza strutturale prima che si trasformi in tragedia.La fascia bianca non è un emblema di resa o di lutto passivo, ma una vera e propria bussola etica. Ci impone di rifiutare l’assuefazione all’orrore che scorre sui nostri schermi e l’egoismo di ignorare le guerre invisibili. Ci ricorda, infine, che i diritti umani o sono universali, difesi ovunque e per chiunque, o si riducono asemplici privilegi concessi ai vincitori del momento. Soltanto trasformando la testimonianza in azione coerente e quotidiana potremo sperare di spezzare la catena dei nazionalismi e costruire ponti di dialogo capaci di resistere alla furia della storia”.
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LE PRIMARIE DELLE IDEE IN TRENTINO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 29 Maggio, 2026 @ 2:22 pmSuccesso di pubblico ma soprattutto di idee all’incontro pubblico “le primarie delle idee” che ha avuto luogo a Trento presso l’Auditorium di via Giusti, 35.
- Idee utili al Comune di Trento dove gli studenti universitari hanno chiesto alloggi in co-housing, gli abitanti di Gardolo hanno proposto soluzioni per unire i due quartieri divisi da via Bolzano.
- Idee utili per la Provincia Autonoma dove si è riproposta l’accoglienza diffusa in tutti i comuni del Trentino e dove si è sottolineata l’importanza di un confronto continuo con il corpo docente.
- Dove si è ipotizzato il Trentino Bike Safari su modello tirolese.
- Idea della riforma del rapporto di Autonomia Provincia-Comuni.
- Idee utili e attenzione sollevata da alcuni medici rispetto ai “baroni” presenti nelle Università italiane adesso che abbiamo l’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata del Trentino, ex APSS. Forse il modello austriaco è più meritocratico.
- Idee per dare un luogo di accoglienza e cura per le molte badanti presenti in Trentino.
- Idee per la Regione Trentino Alto Adige a supporto dell’ottima iniziativa d’integrazione pensionistica.
- Idee per l’Italia che necessita di titoli irredimibili non di debito. Idea colta favorevolmente dal Sen. Patton presente all’incontro.
- L’Italia necessita di un interscambio aziende / CFP (centri Formazione Professionale) per la formazione aggiornata sia degli insegnanti che dei manager. Non solo studenti, quindi.
- Idee er aumentare la sicurezza attraverso l’empowerment delle donne e l’abitare i luoghi pubblici.
- Idee sono arrivate anche per l’Europa e le sue regioni transfrontaliere.
- Ed infine idee per il mondo dove i ricercatori ma anche manager italiani sono stimati ma la burocrazia statuale è impressionante.
- Anche un’idea per l’ONU che dovrebbe vietare l’applicazione dell’Intelligenza Artificiale negli armamenti.
Insomma, un primo laboratorio brain storming che ha inchiodato una numerosa platea per tre ore di confronto. Ora tutte le idee sono state registrate e verranno indirizzate ai politici “riformisti” di Comune/Provincia/Regione/Italia/Europa. Saranno in seguito caricate sulla piattaforma leprimariedelleidee.it che ha già centinaia di interventi originali e che vede la partecipazione di migliaia di persone da tutta Italia. Contribuiranno a redigere i programmi elettorali a diversi livelli. Tutti possono intervenire sulla piattaforma e dare il proprio contributo da casa. Anche se questi incontri di persona e lo scambio dal vivo, come dimostrato, aiuta non poco a costruire comunità.




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PRIMARIE DELLE IDEE – Trento, 28 Maggio 2026
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 29 Maggio, 2026 @ 5:43 amContributi di mia moglie Maria Teresa Perasso (1) e miei (2 e 3)
1 – “Prendo lo spunto dalla recente revisione dello Statuto di Autonomia per proporre la REVISIONE DEL RAPPORTO DI AUTONOMIA FRA LA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO E I SUOI COMUNI al fine di riconoscere ad ogni Comune (in termini di competenze e disponibilità finanziarie) il POTERE adeguato alle necessità di ciascun territorio comunale, unito alla RESPONSABILITÀ dei risultati. La necessità di questa revisione è palese innanzi tutto per il Comune Capoluogo, nel quale, fra l’altro- è concentrata la maggior parte delle funzioni “collettive” e dei grandi eventi;- è concentrata giornalmente una rilevante massa di lavoratori e studenti pendolari;- esistono ampie aree edificabili dismesse e oggi in gran parte inutilizzate;- sono presenti persone alle quali non è stato ancora offerto un percorso di formazione e integrazione. Si può iniziare raffrontando competenze e bilanci annuali del Comune Capoluogo e della Provincia. Per i molti comuni minori, la riforma deve produrre il passaggio da una politica di contributi a pioggia a quella della fornitura di servizi tecnici e risorse finanziarie che siano strumentali rispetto ad iniziative nate, decise e sviluppate localmente”.
Maria Teresa Perasso, Italia Viva Trento
2 – “Propongo che IL TESORO EMETTA TITOLI PUBBLICI IRREDIMIBILI – cioè senza scadenza di rimborso – che in quanto escludono espressamente il diritto del Tesoro al loro riscatto, non sono titoli di debito. Si tratta di uno swap finanziario: il Tesoro incassa un capitale e cede una rendita superiore a quella dei titoli di debito.Finanziariamente, il maggior esborso per interessi è più che compensato dai cessati esborsi in linea capitale. Il tasso di rendimento in parte fisso e in parte variabile, mantiene adeguato il livello del valore nominale. II Tesoro può ridurre il volume degli Irredimibili in circolazione presentandosi loro acquirente alla borsa valori.Con gli irredimibili si attrae volontariamente la ricca finanza privata italiana ed estera verso il nostro settore pubblico. Gli irredimibili emessi in sostituzione di titoli di debito in scadenza, riducono il debito pubblico senza diminuire la disponibilità finanziaria del Tesoro; ogni ulteriore emissione aumenta la disponibilità finanziaria del Tesoro senza aumentare il debito pubblico.In parallelo si vara un corrispondente piano di investimenti in servizi pubblici e in iniziative produttive pubbliche e private.Il 25 agosto 2020 Banca Intesa Sanpaolo ha emesso due tranche di propri Irredimibili di 750 milioni cadauna con rendimento 5,5 tassati al 26,00% (gli irredimibili pubblici sono tassati la metà) Le richieste di acquisto sono state per ben 6,5 miliardi”.
Riccardo Lucatti – Italia Viva Trento
3 – “Prendo lo spunto dalla programmata nuova cabinovia Trento-Monte Bondone perché con essa si dia il via alla messa in rete del sistema di risalite meccaniche per dare vita al TRENTINO BIKE SAFARI, un sistema di ciclo discese analogo all’esistente Tirol Bike Safari che ha messo in rete 750 km di ciclo discese, attirando folle di cicloturisti anche nelle due stagioni belle (Primavera e Autunno). Si tratta quindi di sollecitare analogo intervento nella Provincia di Bolzano per collegarsi al sistema del Tirolo e creare una EUREGIO BIKE SAFARI con forti ricadute di immagine ed economiche in ogni settore economici locale.Questo nuovo sistema a rete di ciclo discese sarà a sua volta collegato ai sistemi di piste ciclabili di fondo valle, in via di completamento. L’idea deve diventare presto un vero e proprio progetto affidato ad una SpA di Progetto mista pubblico-privata interprovinciale e interregionale, alimentata dalle parcelle via via dalla stessa emesse paritariamente a carico degli Enti Pubblici che le hanno commissionato il progetto”.
Riccardo Lucatti, Italia Viva Trento.

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PIZZA SOCIALE DI FINE CORSO ……
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 28 Maggio, 2026 @ 7:03 am… degli atleti della palestra ACLI guidati dalla prof.ssa Eda Maistrelli. Nell’occasione si scopre che quel famoso incipit della Divina Commedia era stato scritto da Dante per l’ingresso in Paradiso (PAT – Paradiso Autonomo di Trento), non nell’Inferno!
LA TRENTINA COMMEDIA (Paradiso, I)
E appena che al mattin passato il sonno
lo sol scavalca il monte per lo quale
i Trentini veder Perzen non ponno
giungemmo ad un porton chiuso totale
e al suo campanel volgemmo ‘l viso
che ci facesse ir per quelle scale.
Calcai ‘l botton ed ecco all’improvviso
lieve s’aprì ‘l cancel ed al sapiente
duca ed a me apparve quest’avviso:
“Per me si va fra palestranda gente
ampio lo spazio e alte le vetrate
ove musica dolce ognuno sente:
lasciate ogni pigrizia o voi ch’entrate!”
E’ bionda, bella e di gentile aspetto
colei che insegna pose figurate:
tener dentro la pancia e fuori il petto!
Or usa lo baston, or carca il braccio
con resistenze al peso più d’un etto,
or lastico li lega all’avambraccio,
or tutti alla parete accovacciati
fin che dello stuoin non fanno straccio
e a nova posizion sono chiamati.
Colei li move con suo verbo strano
Uan, tu, fri, for … ed alla fin contati
otto dovrebbe esser l’agir sano!
Ma ella ognor rallenta suo loquire
per cui finir lo sforzo par lontano
ed altri otto ancor lei fa eseguire!
Eda si chiama quella che li appella,
sapendo di ciascuno il nome dire
sanza commetter mai una cappella
quando s’accuccia per segnar presenza.
E come li pianeti ad una stella,
tutti si movon sanza una dolenza
seguendo li percorsi programmati
d’Eda tracciati con sua grande scienza.
E poi che i mesi sono terminati,
giran per Trento ogni mattin bonora
chè li muscoli tutti han rilassati
dicendo a lei “C’iscriverem ancora!”
Riccardante Lucattieri

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SUL LAGO DI LEVICO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 17 Maggio, 2026 @ 11:31 amDi solito, da Trento, il giro dei tre laghi (Caldonazzo, Levico, Canzolino) lo faccio in bici (47 km). Oggi no, con mia moglie siamo partiti da Trento alle 10,00 … in auto.
Levico, ampi parcheggi … non abbiamo le monete: entro in un Hotel (FLORIDA HOTEL) e chiedo di cambiare: non hanno moneta, una gentile signora mi offre di parcheggiare nei loro posteggi: gentilissima! Se tanto mi da tanto, mi sento di raccomandare a tutti quest’hotel!
Quindi, passeggiata splendida lungolago, ancora più bella per la neve sulla Vigolana (all’andata, v. foto) e su Cima 12 al ritorno.
La rifarò presto, lunedì o martedì, includendola nel giro citato, questa volta in bici.

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UN POST” MULTA PAUCIS”, cioè CHE DICE MOLTE COSE CON POCHE PAROLE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 17 Maggio, 2026 @ 5:34 am1) Legge elettorale maggioritaria: per attribuire ad una parte politica il premio di maggioranza si deve illegittimamente sottrarre un numero di parlamentari a chi li ha legittimamente ottenuti secondo il dettato della Costituzione: è una sottrazione alle minoranze che viola il dettato costituzionale (firmato: Gustavo Zagrebelsky).
2) Quali sono vantaggi concreti per l’utenza locale e per l’ Autonomia Speciale della Provincia che derivano dalla quotazione in borsa di una SpA pubblica del settore energetico?
3) Quali sono i contenuti concreti dell’attuale revisione del rapporto di Autonomia fra Stato e Provincia?
4) Ad essa non sta facendo seguito la necessaria revisione del rapporto di Autonomia Provincia-Comuni. Infatti la Provincia:
– ha forti disponibilità finanziarie;
– continua a chiudere il bilancio con ulteriori forti avanzi finanziari;
– non finanzia a sufficienza la sanità pubblica e il trasporto pubblico locale;
– impone al Comune Capoluogo un CPR che il Comune non vuole;
– ha attuato una politica di respingimento immigrati, quella forza lavoro che ora tutte le categorie economiche reclamano;
– gestisce autonomamente importanti aree cittadine sottraendole alle necessarie destinazioni scelte dal Comune.
Se Cristo si è fermato ad Eboli, l’Autonomia non può fermarsi in Provincia! Quo usque tandem Provincia abuteris patientia nostra? Fino a quando, Provincia, abuserai della nostra capacità di sopportazione?
Riccardo Lucatti – ItaliaViva Trento
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LA NECESSITA’ DI FARE POLITICA: LOCALE, STATALE, EUROPEA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 17 Maggio, 2026 @ 5:30 amChiunque “amministra” nello stesso tempo “fa politica”: infatti, ogni atto amministrativo/di gestione rientra in una “politica”: in una SpA come negli Enti Locali Territoriali, nello Stato, nell’UE. Anche il commesso di un negozio di capi di abbigliamento mentre vende “fa politica” cercando di orientare la clientela secondo gli indirizzi ricevuti, ovvero secondo la politica commerciale della sua direzione.
La distinzione delle lezioni in Politiche e Amministrative induce in errore: infatti si tratta sempre di “scelte politiche” dell’elettore: sarebbe meglio definire quei passaggi semplicemente elezioni comunali, provinciali, regionali, statali, europee.
Chiarito ciò, veniamo al rapporto fra elettori ed eletti, cioè fra gli amministrati e gli amministratori. Le materie gestite sono molte, molti i temi tutti complessi: non ogni elettore è in grado di seguire tutti i passaggi dell’azione di governo, per mancanza di tempo, ad esempio perchè è in piena attività lavorativa o per la incolpevole mancanza di una sufficiente cultura di base.
Un esempio: come può la grande massa dei cittadini essere in grado di valutare se la quotazione in borsa di una importante società pubblica sia un fatto positivo o negativo?A questo punto intervengono i partiti politici che hanno il dovere di indirizzare e controllare l’azione del governo e di renderla immediatamente comprensibile da parte di tutta la popolazione.
Per questo motivo non è condivisibile la posizione di chi afferma “Ah … io … la politica … per carità … lungi da me!”
Il toscano Piero Calamandrei, uno dei padri della nostra Costituzione, così diceva ad una classe di scolari: “Sapete, non occuparsi della cosa pubblica è come quel passeggero di una nave che sta affondando il quale, al capitano che lancia l’allarme, risponde: La nave affonda? O che m’importa … un è mica mia!”
Oggi, una nave che non deve affondare è l’UNIONE EUROPEA.Riccardo Lucatti – Italia Viva Trento.
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SINNER/FELTRI: 6-0; 6-0; 6-0
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 11 Maggio, 2026 @ 2:25 pmÈ SOLO UN TENNISTA.” Questo è ciò che Vittorio Feltri ha detto, pochi istanti prima che Jannik Sinner lasciasse tutti in studio sbalorditi con una risposta calma ma devastante in diretta televisiva. Tutto è iniziato quando Sinner ha parlato con passione delle difficoltà economiche che molte famiglie italiane stanno affrontando. Ma invece di rispondere seriamente, Feltri, a quanto pare, ha sorriso beffardo e lo ha liquidato con un commento sarcastico. “Pensa solo al tennis, Jannik”, ha detto. “Probabilmente è meglio lasciare le questioni economiche complesse a chi le capisce davvero.”
Qualche risata nervosa ha echeggiato in studio. Molti si aspettavano che Sinner si limitasse a mantenere la calma e a passare oltre. Ma la stella italiana non ha battuto ciglio. Il sorriso è svanito dal suo volto mentre si sporgeva lentamente in avanti, incrociando lo sguardo con Feltri prima di rispondere con tono calmo e glaciale:
“Credi davvero che gli atleti non capiscano la vita reale solo perché hanno una racchetta in mano?”
In un istante, in studio è calato il silenzio. «Sono cresciuto in mezzo alla gente che lavora», continuò Sinner. «Vedo famiglie che lottano ogni singolo giorno. Vedo genitori che fanno più lavori solo per mettere il cibo in tavola».
L’espressione di Feltri cambiò all’istante.
«Nel tennis», disse Sinner, «proveniamo da ogni tipo di contesto immaginabile. Alcuni giocatori sono cresciuti con dei privilegi. Altri sono cresciuti lottando solo per riuscire a finire la scuola o aiutare i genitori a pagare le bollette».
Nessuno lo interruppe.
«E onestamente», aggiunse, «alcune delle persone più forti e intelligenti che abbia mai conosciuto non si sono mai sedute dietro una scrivania televisiva a giudicare gli altri».
Nella stanza calò il silenzio.
«Essere leader non significa parlare con superiorità alle persone», disse Sinner lentamente. «Significa comprenderle».
Quando ebbe finito, l’intera atmosfera nello studio era completamente cambiata. Nessuna risposta sarcastica. Nessuna interruzione. Solo silenzio.
Nel giro di pochi minuti, i video dello scambio di battute si diffondono sui social media, con i fan che elogiano Jannik Sinner per aver dato una delle risposte più calme e potenti mai viste da una superstar del tennis in diretta televisiva.

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LE PRIMARIE DELLE IDEE A TRENTO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 6 Maggio, 2026 @ 4:56 pm METTIAMO IN RETE IDEE COMPETENZE E PUNTI DI VISTA DI OGNUNO!
Sulla piattaforma “Le primarie delle idee” trovate due spazi: lo Spazio Idee e lo Spazio Eventi.
– Nello Spazio Idee si possono vedere le proposte pubblicate e chi le ha avanzate, esplorarle per argomento, aderire, commentare, farle crescere.
– Nello Spazio Eventi si può scoprire e organizzare incontri – online o sul territorio – per discutere le proposte e portarle avanti.
Questo vale per le idee di ognuno. Pubblicatele, condividetele, difendetele, miglioratele, fatele conoscere, anche sui vostri canali social. Per chi non è lontano da Trento, ci incontriamo il 28 maggio, come qui sotto indicato.

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