“LA FINE DEI VANDALISMI” E ” VERA”, da leggere

pubblicato da: Mirna - 24 agosto, 2018 @ 3:34 pm

 

CONSIGLI DI LETTURA,

LA FINE DEI VANDALISMI di Tom Drury NNE 2017

VERA di Elizabeth von Arnim ed. Tea 2010

Un autore e un’autrice entrambi dell’area anglosassone

TOM DRURY è uno scrittore americano molto noto e premiato negli Usa. Ma credo che anche nel resto del mondo sarà apprezzato. Il IMG_20180808_171924suo modo di narrare piano e chiaro ci fa entrare in un mondo della provincia americana che può assomigliare a tantissime altri insediamenti dove la vita quotidiana è osservata e accettata come qualcosa di ingovernabile.

Piccoli e grandi accadimenti leggeri, malinconici, allegri, tristi come è la vita piccola di quasi tutti noi.. Ci troviamo in un immaginario Midwest, a Grouse County e seguiamo la vita del tranquillo sceriffo Dan che si innamnora di Louise che ha appena divorziato da Tiny, un personaggio piuttosto trasgressivo quasi l’alter ego di Dan.

Se leggere narrativa è vivere di più, anche in questa lettura noi viviamo le esperienze di Dan che appena sposato a Luoise, pur amandola, non riesce più a dormire. Qalcuno dovrà dunque dormire nella roulotte fuori dalla casetta.

E Tiny metterà la testa a posto o rimpiangerà sempre la sua ex-moglie?

Gli inverni sono freddi in Minnesota tanto che ci sembra persino di sentire il gelo penetrarci nelle ossa…beh, con questo caldo aiuta.

Descrizioni lunghe, accurate per un lettore che non ha fretta ma che vuole veramente immergersi in una vita altra.

IMG_20180808_171943VERA

Assai diverso questo romanzo della von Arnim che lei stessa giudicava il suo migliore.

Una storia che ti fa scalpitare perchè vorresti entrare nel contesto e dare suggerimenti.

E’ la storia di un matrimonio, ma soprattutto della violenza psicologica , in questo caso come in tanti altri, perpetrata dal marito nei confronti della moglie succube.

Lucy ha appena ventidue anni ed ha perso da poco il padre quando incontra Everard un bell’uomo maturo e sicuro di sé che la conforta e la coccola. Ma guarda caso anch’egli è in lutto per la morte di sua moglie Vera precipitata da una finestra della loro villa di campagna. Qualcuno sospetta sia stato un suicidio.

Lucy si innamora profondamente di quest’uomo che sembra padre e madre e a niente servono le perplessità della gentile zia zitella che cerca di frenare il suo entusiasmo.

Siamo nel 1920 ma quante donne abdicano pur di sentirsi amate, protette e guidate in tutto e per tutto.

Ma nella casa di campagna dove andranno a vivere e dove è morta Vera tutto apparirà come è veramente.

Ewerard è un despota, anzi peggio… La dolce e saggia zia cerca di intervenire e corre al capezzale di Lucy che ha un grande raffreddore. Cerca di capire, forse di aprirle gli occhi.

Ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

E’ una situazione datata? Ne siamo certi?

Quante donne pur di non rimanere sole accettano condizionamenti pesanti da un uomo!

Sono dell’opinione che per essere liberi occorra essere dotati di coraggio e ottimismo perchè …meglio soli che male accompagnati.

Elizabeth von Arnim non delude mai.

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UNA VITA DA LIBRAIO di Shaun Bythell

pubblicato da: Mirna - 16 agosto, 2018 @ 2:58 pm

 

UNA VITA DA LIBRAIO di Shaun BythellIMG_20180804_190335

Per i lettori che amano i libri e non possono vivere un giorno senza averne uno pronto all’uso ecco una lettura gradevolissima.

Perchè è il librario Shaun Bythell che ci racconta la sua vita quotidiana nell’arco di un anno, giorno dopo giorno, ci fa conoscere non solo letttori di tutti i generi ma ci fa entrare nel mondo ormai in “pericolo di vita” di una libreria  perdipiù di libri usati. Sì, quelli antichi o soltanto vecchi, più o meno sciupati che recano spesso incisi i nomi di chi li ha letti o dentro i quali si trovano letterine o biglietti dimenticati. Doppia storia dunque : del romanzo o del saggio  e di chi li ha letti.

E a proposito di narrativa o saggistica, come spesso disquisiamo nel nostro LibrIncontri, non è vero che soltanto le donne prediligono i roamnzi; molti maschietti leggono volentieri belle storie per evadere dal mondo contingente. E lo stesso nostro libraio sostenuto dalle riflessioni di George Orwell ( che lavorò per un certo periodo come libraio ) scrive che la lettura dei saggi è talvolta più faticosa mentre “niente come un buon romanzo ha la straordinaria capacità di coinvolgerti e trasportarti in un altro mondo”

In realtà questo libro non è un vero e proprio romanzo- ma neppure un saggio – è bensì una piacevolissima partecipazione alla vita di un libraio felice.

Mi ricorda Andrea Mattei che ha appena aperto con la sua socia una nuova libreria a Pergine e sicuramente, come già faceva al Papiro, organizzerà eventi e dibattiti. Da visitare e da godere. “Libreria Athena, P.zza Garbari 12, Pergine

La libreria di Shaun Bythell si trova invece a Wigtown nel Galloway, regione del sud-ovest della Scozia, tra colline moreniche, all’estremità della penisola Machars, dal gaelico machair che indica le pianure erbose delle coste scozzesi e irlandesi.

Chissà che fresco ora…da andarci.  Vorrei proprio andare a visitare questa grande libreria che è uguale al disegno della copertina.

64 km di paesaggi diversi e incantevoli: spiagge di sabbia, coste alte e rocciose, grotte. Wigtown era famosa anche per la distilleria di whisky Bladnoch.

Da visitare, soprattutto dopo aver letto ciò che vi  avviene giorno dopo giorno. Conosciamo un campionario umano variegato e divertente, piccoli accadimenti che fanno sorridere. E conosciamo la realtà del mondo editoriale e dell’eventuale destino delle librerie a cospetto di giganti come Amazon.

Bythell non solo ci racconta di ciò che fa: comprare tanti libri da persone che se ne vogliono disfare, vendere via Internet, organizzare eventi letterari, ma ci parla anche della sua vita privata, della pésca al salmone con il padre e gli amici, della sua compagna e spessissimo della sua collaboratrice Nicky, un poersonaggio stravagante e deciso, irriverente ed esilarante.

Conosceremo attraverso le pagine giornaliere del diario di questo libraio la gioia della scoperta di libri rari e il rapporto persone-libri, un rapporto unico, prezioso che allarga e dà sapore alla vita.

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CONCERTO DI STEFANIA dal blog di Riccardo Lucatti

pubblicato da: Mirna - 10 agosto, 2018 @ 8:40 am

VIAGGIO IN ITALIA

pubblicato da: Riccardo Lucatti – 10 agosto, 2018 @ 8:15 am

Detto altrimenti: di Stefania Neonato (post 3283)

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davIl concerto è nel Cortile Maggiore del palazzo Ducale, prestigiosa sede che si affaccia sulla centralissima Piazza de Ferrari, il cuore pulsante della città , per le 22,00, ma alle 21,30 tutti i 300 posti a sedere erano occupati. Le altre circa 100 persone si sono accomodate per terra, contro le colonne

I notturni en plein air, quarta edizione. E’ la seconda volta che Stefania suona in questa rassegna. Ed ogni volta  il pienone!

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Le previsioni del tempo davano un temporalone alle 23,00  e noi tutti ogni tanto ad inseguire con lo sguardo le note che salivano in altro, verso quelle nuvole  e invece no: il vento dell’armonia ha richiamato un altro vento, quello da nord ovest, che ha spinto il temporale verso il mare salvando il concerto. Qui a fianco, la bandiera sulla torre del palazzo che io  da velista qual sono  studiavo per capire come girasse il vento.

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dav Genova ¦ come è cambiata da quando io l’ho vissuta, dal 1944 al 1976, quando la lasciai per Torino, Milano, Roma, Trento ¦ per motivi di lavoro. La metropolitana, il centro storico da luogo della malavita (contrabbando, prostituzione, droga) a luogo della movida cittadina, il traffico (aumentato, ovviamente) ¦ angoli prima dimenticati ora rivalutati ¦ insomma: Genova, sei più bella: ora sei una bellissima città  turistica. Noi stessi, cinque amici, prima del concerto, una focacciata al formaggio alla Tortuga, subito dietro la Porta Soprana, subito dietro la casa di Cristoforo (Colombo, of course!).

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davMa veniamo al concerto: preceduto da una chiara illustrazione di Stefania ¦ Chopin non ha mai avuto un pubblico così¬ numeroso!): 3 Mazurkas op. 50,  Scherzo in mi maggiore op. 54,  2 Nockturnes op. 62, 3  Ecossaises op. 72 . Grande valse brillante in mi bemolle maggiore op. 18  Andante spianato et Grande polonaise brillante op. 22. Vicino a me, due file dietro, un tale  evidentemente musicista anch’egli anticipava a voce le battute e alla fina applaudiva a squarciagola. Mi dispiace non essere un musicologo bensì¬ un semplice musicofilo, perchè in tal caso meglio saprei esprimere ciò che musicalmente significava la pelle d’oca mi assaliva  Si, è vero, devo confessarlo, Stefania è innanzi tutto una carissima amica, come pure sua madre Mirna Moretti, la mia madrina blogger, la persona che mi ha indotto a diventare un blogger  ma ciò nulla toglie all’elogio che tributo ad entrambe, figlia e madre, figlia musicista, madre grande lettrice, poetessa, artista dei sentimenti.

Viaggio in Italia, dunque, per tutti i presenti e anche per voi, care lettrici e cari lettori, che avete avuto la compiacenza di leggere queste mie semplici sudate carte elettroniche!

Trento, dove Stefania vive quando è in Italia, il 3 dicembre prossimo, insieme al soprano Maria Letizia Grosselli, sarà  in concerto presso la nostra Associazione privata Accademia delle Muse: un privilegio raro! Grazie anche per questo, Stefania! E grazie a te, Maria Letizia!

P.S.: qui sul blog e ovviamente in internet troverete molto su Stefania e Maria Letizia  ed anche sulla nostra Accademia.

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Consigli di lettura di Maria Grazia

pubblicato da: Mirna - 8 agosto, 2018 @ 3:35 pm

 

“Carissima Mirna, mi felicito per le piacevoli pagine dal diario di Borzonasca e ti invio alcune righe relative a tre letture che han accompagnato le mie giornate di inizio estate.
Ho trovato sorprendente il modo in cui K. Ishiguro in “Non lasciarmi”,
M.Robinson in ” Le cure domestiche”
e W.G.Sebald in “Austerlitz”,
tre autori appartenenti ad orizzonti temporali e spaziali diversi  ed operanti  su piani letterari diversificati sian riusciti ad avvicinare gradualmente il racconto ad una sorta di metafisica della storia in cui il ricordo pareva tornare ancora una volta a vivere e riecheggiare poi dentro di me a lettura conclusa.
Jacques Austerlitz non sa nulla della sua infanzia e della sua famiglia biologica e quanto piu’ rintraccia il filo della memoria, tanto piu’ si rende consapevole che il tempo non esista ma che esistano soltanto ‘spazi differenti, incastrati gli uni negli altri in base a una superiore stereometria fra i quali i vivi e i morti possono entrare ed uscire a seconda della loro disposizione d’animo’.
Anche la prosa evocativa   di K. Ishiguro in ‘Non lasciarmi’ gemma con grande forza espressiva un racconto splendido di tre fanciulli, Kathy, Tommy e Ruth, uniti da una grande amicizia, nata nel collegio inglese di Hailsham e scalfita da fragilità continue e da entita’ ‘prigioniere’.
Da una cornice di dolore e di ricordi sfumati  emerge in tutta la sua intensità  in ‘Le cure domestiche’di M.Robinson la narrazione di   due sorelle, Ruth eLucille, orfane a causa di un incidente della mamma che tentano di allargare la maglia dei pensieri per conquistare un senso di libertà che possa assumere  una valenza morale, anche se il segreto del loro mondo appare al lettore e a loro stesse come un enigma irrisolvibile.
Un augurio iridescente di felici giorni di estate in un abbraccio davvero caro, Maria Grazia”
Consiglio caldamente anch’io Cure domestiche di cui ho già parlato nel blog.
Grazie carissima amica!  Ci vedremo a Settembre. Un abbraccio.

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CRONACHE DI BORZONASCA – AGOSTO 2018

pubblicato da: Mirna - 4 agosto, 2018 @ 10:02 am

 

CRONACHE DI BORZONASCA AGOSTO 2018IMG_20180613_204236

ho sempre parlato di questo paese letteraturizzando ogni suo aspetto e certamente continuerò a farlo…altrimenti si rischia di banalizzare un’altra estate calda.

Così la parola scritta può modificare, colorare, abbellire un altrove che talvolta è troppo altrove o non lo è per niente nel senso che ci si sente un po’ canne al vento e ci deve ancorare al principio di realtà.

E poi sappiamo che tutto è dentro di noi, nei nostri pensieri e suggestioni.

Chi mi legge sa delle epifanie che provo soprattutto nel mio giardinetto montaliano pieno di alberi e cespugli mediterranei, emozioni _20180802_161253che ricerco in questo torrido agosto anche di sera nonostante le zanzare cattive.

Le giornate spesso respirate all’interno della casa dai muri spessi sono tollerabili grazie ai libri e al mio letto blu. E a Mimilla fedele compagna delle mie ore in cui cerco di trasfigurare questo lembo di verde in un giardino di meraviglie immaginando un tempo fluido e circolare in cui fatti avvenuti sembrano futuri e viceversa, dove certi sospiri della casa mi svegliano e mi fanno sentire la presenza del legno che si dilata e contrae o altri IMG_20180730_120226palpiti.

Se il caldo mi impone di stare ferma la mia fantasia può invece correre a prendere un tè con il Cappellaio Matto di cui spesso parlavo con Giuliana, il fatto di immaginarlo lo fa sentire vero.

Quindi anche il coniglio bianco IMG_20180618_180443potrebbe essere nascosto dietro al mio reale cespuglio di ortensie rosa.

Mi sdraio sulla terrazza con il libro in mano e i miei vicini tutelari – che non letteraturizzano niente – anzi mi porgono pomodori maturi come il sole, zucchine fiorite, pezzi caldi di torte di riso, fiori ed erba Luigia.

Ho IMG_20180719_114433detto loro “Mi mantenete voi “IMG_20180701_100448

Un po’ mi vergogno del mio spleen, ma ho sempre la scusa del mal di schiena, del male alla spalla per cui io mi abbandono alla pigrizia estiva certa delle mie scelte.

Ma la narrazione dov’è?

Dopo più di quarant’anni che vengo in questo paese non so che raccontare: delle signore che invecchiano ma sono sempre pimpanti? Del gruppo del bar Macera che parla e stride ogni mattina come un pollaio?

Tanti avvenimenti accadono come in ogni parte del mondo, alcuni brutti, altri gradevoli.

Ciò che ho notato in questa estate 2018 è un decadimento del paese un tempo frizzante e popoloso. Negozietti chiusi, in certe ore poca gente per la strada, non c’è neppure più il Parroco.

Emerge una tendenza all’individualismo, al solipsismo, quel coinvolgimento ciarliero un po’ pettegolo sembra smorzato…qualche raro incontro nella piazzetta del carruggio a mangiar farinata, o intorno a un tavolo di tartine offerte dai Carabinieri.P1000879

Colpa delle relazioni virtuali o di un cambiamento epocale?Per fortuna ci sono sempre le stelle e in queste notti calde si possono vedere quelle cadenti.

Mimilla è però felice, guarda alla scaletta delle piane come se guardasse alla porta del Paradiso, luogo di odori e tortore, farfalle e talpe. Anzi una piccola talpa deliziosa mi è stata portata in dono una mattina all’alba…naturalmente l’ho portata fuori .

Ho avuto un incontro ravvicinato con un geco adolescente…anch’esso si è convinto ad uscire.

IMG_20180719_172302Ma oltre alla diletta figlia che sta preparandosi per il concerto del 9 agosto a Palazzo Ducale a Genova (Chopin) ho anche amicizie umane: in primis la cara Grazia, compagna di caffè , sigarette (ahimè), tisane, passeggiate, riflessioni e tanti libri. E poi la bella Maria Rosa dalla casa sul mare di Zoagli e con un giardino incantato.

Un attimo di sospensione in tre l’altra sera dopo aver ascoltato le prove di Stefania,. Lungomare di Chiavari al IMG_20180731_201113tramonto rosa, aperitivo, per me un mojito.

Non voglio neppure dimenticare il fratello ritrovato con il quale sto scoprendo affinità e ricordi interessanti.IMG_20180626_103552

L’altrove è ovunque.

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LETTURE D’ESTATE

pubblicato da: Mirna - 20 luglio, 2018 @ 10:34 am

Distesa estate, recitava Cardarelli .IMG_20180603_145815

Odio l’estate, cantava Bruno Martino.

Anche Pavese non amava l’estate.

Una stagione in cui essere forti perchè si è più trasparenti e vulnerabili.

Se il tempo e le amicizie sono luminose è una stagione breve e tutta da godere come il mare celestino del Golfo del Tigullio.

Se qualche pensiero triste come nuvole grigie attraversano il nostro cielo c’è il rimedio consolatorio della lettura.IMG_20180702_095428

Di Rebecca West consiglio La Famiglia Aubrey, una saga familiare che ci fa entrare e partecipare alla vita di personaggi stravaganti ma colmi di ricchezza interiore.

In tre volumi sapremo tutto dei ragazzi Aubrey: le gemelle talentuose che adorano la musica, Cordelia che non vedeva l’ora di fuggire da una famiglia sempre sull’orlo della miseria, e di Richard Quin il più giovane, ma dotato di una saggezza filosofica che lo fa vivere in gioia come i gigli che crescono nel campo.

“.Vorrei poter stare seduto tutta la notte a osservare il movimento lento delle costellazioni..non l’ho mai fatto .Il problema che anche dormire è bello…Le cose belle del mondo sono troppe. Anche quando si gode di una cosa ce n’è qualcun’altra che ci sta sfuggendo”

Versione romanzata dell’infanzia della stessa autrice che fu attrice di teatro, femminista antelitteram, socialista e suffragetta allo scoppio della prima guerra mondiale.

Si tratta di una trilogia dal titolo originale “The Fountain Overflows” che vorrebbe ripercorrere cento anni di storia.

Una lettura piacevole, soprattutto femminile, ed io immagino signore e signorine sotto pergolati fioriti con in IMG_20180630_200314mano uno dei volumi della West e tornare con essa nella Londra di fine Ottocento e oltre.

Interessante per gli amanti della musica e per tutti coloro che vogliono conoscere vite altre da sé.

Personaggi indimenticabili come la madre che regge e fa scorrere gli ingranaggi difficili della famiglia.

Sempre e soprattutto di animo femminile parla il romanzo breve di Cristina Comencini e

“Da soli” sebbene i punti di vista vengano espressi anche dagli uomini.

Due coppie amiche che si separano.

In una decide il marito, nell’altra decide la moglie.

Sessantenni che cercano di capire chi sono veramente e che cosa vogliono da un matrimonio.

E un dilemma nuovo che appare in questo inizio secolo:stiamo meglio da soli o con qualcuno accanto notte e giorno? Ci vuole coraggio per capirsi e scegliere la vita a noi più confacente.

Potrebbe interessare anche i miei amici uomini.

Per non dare sempre tutto per scontato.

IMG_20180629_183742Ed infine per analizzarci fino al midollo…ovviamente “Sul lettino di Freud” di Irvin Yalom dove possiamo scandagliare ogni sussulto del nostro animo, però in chiave un po’ dissacratoria. E con tanto di storie di psicoanalisti sull’orlo di una crisi di nervi. Divertente alla fine. Con sempre qualcosa che ci riguarda. Da non tralasciare mai indagini sul nostro percorso passato e presente.

Cogito ergo sum.

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RESTO QUI di Marco Balzano, ed. Einaudi

pubblicato da: Mirna - 11 luglio, 2018 @ 4:35 pm

IMG_20180711_173942Ora capisco perchè mio padre era così affascinato da Curon Venosta e da quel campanile che emerge dall’acqua come un fantasma.

Ci passavamo spesso poi negli anni Sessanta – come turisti – ma sono certa ci avrà raccontato la storia dell’allagamento del paese perchè a quel tempo vivevamo ancora a Merano.

I miei genitori avranno seguito dunque con partecipazione tutto ciò che avvenne a quei due paesini della val Venosta: la costruzione della diga con la distruzione di tante casette e masi.

Per questo ho letto avidamente il romanzo di Marco Balzano che seppur in chiave romanzata ci racconta la storia degli anni travagliati del fascismo, dell’arrivo degli italiani in sud-Tirolo (e fra questi la famiglia di mia madre), le difficoltà e le sofferenze per gli altoatesini.

Si parla della coesistenza dolorosa di due popolazioni che hanno subito la prepotenza e la violenza politica dei tempi e che oggi speriamo di non dover più rivivere.

Seguiamo le vicende di Trina, diplomata maestra, ma che per le leggi fasciste non può insegnare tedesco. Per alcuni anni fa la maestra clandestina. Poi sposa un contadino che ama la sua terra di pascoli e fiori.

Nascono due figli.

Marica è l’attesissima secondogenita che a 10 anni nel tourbillon del Nazismo incombente fugge con gli zii in Germania senza lasciare traccia di sè.

Un dolore immenso attanaglia i genitori, e se il padre tenta di fermare in disegni il ricordo della figlia, Trina le scrive una lunga lettera per raccontare il suo amore e tutti gli anni di sofferenza .

Il titolo dunque è importante, non soltanto per ricordare la scelta di molti contadini che decisero di rimanere accanto alla diga in casette prefabbricate pur di non lasciare la propria terra e la propria identità, ma anche come “rimprovero” verso la figlia amatissima che preferì andarsene.

Da leggere

Marco Balzano è nato a Milano nel 1978, dove vive e insegna.

Ha vinto numerosi premi tra i quali il Campiello nel 2015

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Ricordando Maristella

pubblicato da: Mirna - 5 luglio, 2018 @ 5:15 pm

 

E’ facile e difficile lasciar correre i pensieri.IMG_20180627_121736

Facile se mi soffermo a guardare il volo delle farfalle sulla mia lavanda e lungo la scaletta di pietra che porta al glicine fiorito e alle altre piante liguri. Tutto sembra fluire in pace come se la vita non avesse interruzioni. Un panta rei fluido e ameno, l’estate sembra fermarti nell’hic et nunc, ti assopisce e obnubila un po’.

Difficile invece quando i pensieri incontrano i ricordi sassosi delle assenze ed allora ti senti fragile e più sola.

Ed ancora un’altra amica se n’è andata da poco, un’amica con la quale ho condiviso quarantotto anni della mia vita.

Maristella incontrata nel 1970 insieme con Marina e con mio marito Piero.

Tutti sulla stessa nave da crociera in un’estate di giovinezza e speranze .

Viaggio, avventura, amore, vita.

Ricordi di scali in nord Africa, a Madera,alle Canarie,  in Spagna, risate, emozioni.

Insieme abbiamo vissuto l’esperienza forte del naufragio della nave Fulvia C nel luglio 1970.

Poi ognuno ha continuato percorsi di vita diversi, ma sempre unite da progetti in comune.

Devo ringraziare Maristella se ho lavorato per Versace e non solo.

Incontri annuali e ultimamente- dopo l’inizio della sua malattia- semestrali.

Generosa, diretta, ospitale,autentica nei suoi pregi e difetti.

Stefania ed io siamo state invitate anche a Londra nell ‘appartamento suo e di suo marito, Arlington House, accanto a Green Park.

Ricordi di parties giovanili, di spettacoli alla Scala, di cene con Marina, di shopping e risate,IMG_20160417_160404

di battibecchi sui miei capelli che dovevo sistemare secondo i suoi consigli.

Sono andata a Milano lo scorso mercoledì per il suo funerale.

IMG_20180627_130303Poi sono tornata nella sua casa che so non vedrò mai più.

Ho chiesto di sdraiarmi sul suo letto, nella sua camera azzurra. E mi sono abbandonata senza difese al flusso di coscienza.

Troppe cose da dire, raccontare, ricordare.

Ma guardando ciò che lei ha guardato per tanti anni mi sono sentita lei stessa.

Ho percepito intensamente il gusto del bello che ha sempre permeato la sua vita, e  ciò che poteva provare negli ultimi tempi:

stupore di non essere più così energica, ma anche speranza di riappropriarsi della propria vita.

Ho ammirato i suoi quadri alle pareti, la marina azzurrata e il vecchio che  a Londra era  appeso IMG_20180627_130222sopra il camino.

Ho ritratto la poltrona blu dove spesso si sedeva ormai stanca ma sempre indomita a parlarmi dei suoi impegni e progetti.

Ho detto addio alla casa che conosco così bene, alle sue orchidee che mi sembravano già orfane.

Addio alle parole sospese tra lei e suo marito durante i pasti, alle nostre lunghe conversazioni sul nostro passato, sugli abiti, sull’arte, sulle amicizie comuni, su ciò che la vita ci ha offerto .

Mi sono lentamente congedata dalla sua essenza  in quella luce obliqua e azzurra, ricca dei suoi ultimi faticosi sorrisi.

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CRONACHE DI BORZONASCA. IL GIARDINO NELL’ANIMA

pubblicato da: Mirna - 20 giugno, 2018 @ 10:59 am

 

Luglio caldissimo 2015 001IL GIARDINO NELL’ANIMA

E’ sempre dentro di noi il desiderio di giardino, quel luogo circoscritto, sicuro, ancestrale, che ci accompagna daiIMG_20180613_204236 primordi dell’umanità quando nell’Eden eravamo felici.

C’è nell’infanzia di tutti un giardino dove erba, fiori, alberi erano nostri compagni e IMG_20180612_132340complici. Poteva essere segreto, non nostro, lontano, vicino, ma quando ci trovavamo accanto a cortecce, fili d’erba, fiorellini, farfalle, api ci sentivamo a casa.

Perchè un giardino è anche uno stato mentale nel quale ci si può spogliare dalle maschere, dai condizionamenti e tornare fiore che cresce, foglia che si muove senza regole umane.

Da bambina avevo un cortiletto piccolissimo, ma c’erano alcune alberelli, violaciocche e un amico al di del muretto. Luogo che IMG_20180611_182737sentivamo solo nostro. Non ricordo adulti, ma solo bambini.

Come nel bellissimo libro per ragazzi  “Il giardino segreto”

E poi intorno a noi c’era la campagna con fiordalisi e papaveri ai tempi delle spighe.

E lucciole e profumi di tiglio. Atmosfere magiche.

IMG_20180607_111935IMG_20160630_182842Ho molti libri che raccontano giardini.

Stupendo “Il giardino di Virginia Woolf”curato con maestria e cuore da suo marito Leonard.

Anche soltanto sfogliando le pagine ci si può immergere in visioni di fiori bianchi, gialli, i famosi “daffodils” (giacinti, di cui parla Woosdworth in una romantica poesia). Mi piace soltanto nominare i nomi di clematide, cerfoglio, viburno,euphorbia, anemoni, astri, nasturzi, delphinium (anche se alcuni non li conosco) per sentirmi in una zona franca dove regnano bellezza ed armonia.

Elizabeth von Arnim ha scritto “Il giardino di Elizabeth” che divenne la sua vera “home” dove scappare IMG_20180614_180126dal marito autoritario e dalla noia.

Un’ appendice postuma al suo racconto è un delizioso libretto “Il giardino perduto” che altro non è che il IMG_20160619_163446ricordo dell’infanzia quasi magica vissuta nella proprietà dei nonni.

Quando mio marito Piero volle ristrutturare questa vecchia casa con giardinetto a fasce sul retro feci un po’ di resistenza, ma a lavori ultimati e nonostante scale e scalette per accedere sia all’appartamento, alla mansarda e ai giardinetti rimasi affascinata.

Fu un amore a prima vista.

In quella lontana estate del 1996 potevate sentirmi declamare Montale “Meriggiare pallido e assorto”, vedermi in estasi di fronte agli allori, agli amareni, alle camelie, alle rosse rose antiche dette rose d’amore, comporre poesie dove dicevo “Soprattutto io amo possedere fiori d’amarene e di limoni, ecc”.

Pur essendo un giardino piccolo, verticale, scoprivo bellezze e sorprese: roselline rosa che si arrampicavano in IMG_20160624_201907alto dove edera, bosso nascondevano un altro piccolissimo camminamento che dà su un sentierino in alto, c’è addirittura un po’ d’uva.

Ci sono poi una palma, un nespolo, un pruno, un albero di cachi, un arancio selvatico e rosmarino, melissa, gelsomino che a sera, insieme ai tigli vicini, ci avvolgono in un profumo intenso.

Agosto, Borzone, varie 002Mi meraviglio sempre quando dopo aver goduto del sole accanto a ortensie, spadoni, belle di notte, mi affaccio dal balconcino del salotto e noto che presto fioriranno le dalie, le rose rosa stanno sbpcciando , il lillà freme, Mimilla è felice e vedo persino alcune lucciole brillare timidamente sulla porta del casotto e nell’orto del vicino.

E’ un microcosmo lo so, ma ogni fiore, ogni odore che sale nella notte calda , ogni garrito IMG_20180614_111556delle ultime rondini rappresentano il nostro mondo desiderato, mondo che possiamo sempre ricreare nel nostro cuore e nella nostra anima affidandoci alla Natura che procede nonostante tutto.

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LA FATTORIA DEI GELSOMINI di Elizabeth von Arnim

pubblicato da: Mirna - 15 giugno, 2018 @ 4:15 pm

 

LA FATTORIA DEI GELSOMINI

Da non perdere questo delizioso racconto di Elizabeth von Arnim.IMG_20180615_100914

Ottima romanziera, questa scrittrice nata nel 1866 in Australia, riesce a mantenere salda una trama colma di ironia sociale e  che fa divertire come un romanzo di Woodhouse.

Dalla residenza lussuosa di Lady Midhurst dove un troppo uso di uva spina nei menu causa malesseri e disagi tra gli ospiti fino a una casetta in Provenza.

La pura e casta vedova Daisy Midhurst adora la propria figlia Terry che sembra crescere con le stesse materne virtù vittoriane tra Londra e le residenze di campagna. Devotissima figlia non si decide però mai a sposarsi.

Ma che è successo nella lussuosa dimora tra una crostata e uno spumone all’uva spina?

Alcun ospiti giocano a scacchi, tra questi Andrew  l’amministratore della grande ricchezza di Lady Midhurst, altri corteggiano Rosy la giovane e attraente moglie di Andrew.

Rosy è di un altro ambiente sociale, l’unica cosa che le piace è farsi ammirare con i vestitini nuovi che la madre è riuscita a procurarle. Infatti generalmente non sa che dire e ripete spesso per non sbagliare “Scusi, diceva?”

La giovane virginale Terry, spesso vestita di bianco, non è però come la società pensa che sia.

Lei è moderna, anticonformista, detesta l’ipocrisia ed è fiera di essere l’amante di Andrew, il quasi sessantenne amministratore e… pure marito di un’altra.

Relazione che viene celata, pur amandosi, per non far soffrire l’adorata madre di lei.

Ma c’è un’altra madre, quella di Rosy, la formosa e vitale Mrs.de Lacy che vive con figlia e genero.

E che presto saprà della tresca…

che fare per poterne trarre vantaggio?

Circostanze e dialoghi divertenti, un allegro cinismo e un dileggio sia del conformismo dell’aristocrazia inglese sia dei parvenu;  però alla fine  un punto a favore va alla  poco raffinata ma sincera Mrs.de Lacey.

IMG_20180613_204236Le due dame saranno a confronto proprio in Provenza, nella fattoria dei gelsomini dove Mrs.Midhurst è fuggita per nascondersi dallo scandalo.

E questa parte del romanzo è veramente da gustare: due mondi antitetici a confronto con il  “contorno” di altri personaggi arrivati a sorpresa.

Da non tralasciare i due esterrefatti custodi, uno silenzioso, l’altra che commenta ogni accadimento con “Tiens”.

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