QUANTO BLU

pubblicato da: Mirna - 19 Febbraio, 2021 @ 10:30 am

QUANTO BLU di Percival Everett, ed.La Nave di Teseo

Essere dentro ai colori. Perchè la vita è colore. E non solo per Kevin Pace che è un pittore perciò ogni sua emozione o sensazione o pensiero si identifica un colore.

Credo che possa accadere anche a noi, sicuramente per me lo è. Il colore, la luce, le ombre, i riflessi fanno rispecchiare il mio stato d’animo. Spesso arricchendolo ed esaltandolo. Sappiamo che i colori caldi rappresentano sentimenti appassionati, i pastelli sensazioni lievi, il blu malinconia e non solo.

E Kevin che sta dipingendo da anni nel suo atelier dove nessuno può entrare cerca di finire un quadro grandissimo dove campeggia il blu .

E’ un bel romanzo che racconta con registri diversi tre periodi salienti della vita del protagonista.

La vita attuale con Linda e i due figli, un amore di dieci anni prima vissuto intensamente a Parigi, un terribile viaggio in Salvador durante la guerra civile per aiutare un amico.

Tutti questi momenti importanti racchiudono un segreto che forse Kevin vuole dipanare nel suo grande quadro blu .

Prima deve comprenddere lui, poi si vedrà se condividerlo.

Percival Everett, classe 1956, autore e professore presso la Unversity of Southern California.

“Uno dei romanzi più eclettici ed originali mai scritti in America” Harper’s Magazine

Ve lo consiglio.

La vostra Bookblogger

Che vi ricorda che la nostra Carla Corradi ha scritto un libro “L’amore è un gatto blu?” che si spera presto ce lo possa ri-illustrare.

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I Consigli di Maria Grazia

pubblicato da: Mirna - 11 Febbraio, 2021 @ 5:32 pm

LETTURE DI FEBBRAIO 21

La presenza e l’assenza sembrano essere, in questo programma di letture, i temi principali del flusso narrativo che mi ha accompagnato in queste ultime settimane.

Un diario appassionato che ho letto con piacere è stato quello pubblicato da I. Allende in “ Donne dell’anima mia” in cui la scrittrice afferma “ Ho vissuto in un mare in tempesta con onde che mi portavano sulla cresta e poi mi facevano precipitare nel vuoto”: molti son i ricordi della fuga del padre, le sue peripezie per ribellarsi alla rigida struttura patriarcale e per sostenere il femminismo con la forza del “linguaggio che determina il nostro modo di pensare ove le parole son potenti”

Anche l’autore libico del libro “ Un punto di approdo” è alla ricerca di un punto di ripartenza dopo la reclusione del padre dal regime di Gheddafi e la sua successiva perdita. L’arte medievale senese incarnata dalle emozioni visive dello scrittore negli affreschi di D. di Boninsegna, S. Martini, A. Lorenzetti , aiuta H. Matar a riflettere sulle presenze ed assenze che han segnato il suo percorso di vita in quanto come si può leggere “ Un dipinto è un punto di approdo perché è il luogo dove andiamo a depositare le nostre curiosità, i nostri entusiasmi e un grande dipinto, così come un grande libro o una grande sinfonia possono fare da curatori per così dire alla nostra curiosità. Se trovi un appoggio stabile come quello che ti offre un’opera d’arte, per un istante ti senti più intelligente, senti di sentire più profondamente.

E sempre sullo svelamento della condizione umana e della presenza/ assenza come paradigma esistenziale si dispiega il racconto conradiano “ La follia di Almayer”. Nel Borneo l’europeo Almayer dedito a realizzare il tesoro per trasferire la figlia tanto amata in Europa , vede infrangersi il suo sogno quando la figlia e un principe di Bali, contrabbandiere di armi si dileguano innamorati su una nave.

Anche qui la forza dello spirito diventa un punto di approdo per misurarsi con l’assenza, testimoniato da queste parole “ Ci son le orme della figlia davanti a lui che vanno fino al mare. Ed allora lui, una a una, con le mani le copre, di sabbia, strisciando”.

Ripensando a questa scena in riva al mare, penso all’esperienza del sublime in Caspar David Friedrich ove l’essere umano è di spalle, di fronte a qualcosa di cui non fa parte integralmente e non sempre in grado di misurarsi con la presenza e con l’assenza.

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Elizabeth Jane Howard e i suoi romanzi

pubblicato da: Mirna - 8 Febbraio, 2021 @ 10:02 am

Conoscerete la bellissima saga dei Cazalet, cinque libri che raccontano le vicende di una famiglia aristocratica inglese. Una lettura avvincente che trascina naturalmente in un’altra realtà, in nostalgia di ciò che non si è vissuto ma che respira insieme alla nostra vita. Parlo ovviamente per me e altre (solo donne?) come me. Alle amanti della letteratura inglese da Jane Austen alle sorelle Bronte, a Virginia Woolf ecc. Alle amanti della monotona e pacata vita inglese, in città e in campagna.

Le mezze verità e Perdersi sono gli ultimi romanzi della Howard editi da Fazi editore.

Elizabeth Jane Howard, (1923-2014 ) autrice prolifica, testimone della sua epoca e della sua classe sociale, the high class, riesce a raccontare storie che attingono dalla sua complicata e spesso drammatica vita privata.

Storie avvincenti, talvolta ambigue, ma sempre verosimili.

Sempre il leit motif è l’amore frainteso, misconosciuto e… l’illusione di poter raggiungere attraverso un altro da sè la felicità.

Le mezze verità quasi un thriller, spesso venato da un humour veramente british, ci presenta personaggi al limite dell’incoscienza come la vedova con due figlie che sposa il dispostico colonnello desideroso soltanto di ottenere un’austera, vecchia, grande e decrepita casa vittoriana, comprata con i soldi della neo-moglie.

Deliziosamente ansiogeno aggirarsi fra le stanze della manor-house patendo il freddo ma riscaldati dalle immancabili tazze di tè.

Leggetelo, vi divertirete.

Perdersi è certamente più serio. Si rifà ad un’esperienza vissuta dall’autrice stessa. Un innamoramento in tarda età, vicino ai sixty, quando il desiderio di amore, la paura della solitudine, l’estrema sensibilità, ti offusca la mente e il cuore.

Tagliente la diversità tra uomo e donna nei desideri erotici e sentimentali, almeno in questa vicenda. Che però sappiamo sperimentata dall’autrice.

Mi considero fortunata, incosciente, libera e fiduciosa nell’aver vissuto la mia storia d’amore e convivenza con una persona che mi ha rispettato in ciò che ero e stavo per diventare, che mi ha sostenuto.

Soprattutto ammirato… e questa ammirazione è stata per me linfa vitale.

Piero, sei stato l’unico compagno che teneramente mi ha sopportato. E questo mia madre l’aveva capito. Prezioso amore.

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I consigli di Riccardo

pubblicato da: Mirna - 5 Febbraio, 2021 @ 8:48 am

LIBER = LIBRO, LIBERO
Dice, ma tu, Riccardo, scrivi solo o leggi anche? Dico: leggo, leggo care amiche e cari amici. Leggo e faccio parte di due gruppi di lettura:
1) Gruppo di Lettura dei Classici, gestito dalla carissima prof senza puntino Maria Lia Guardini in una sala della Biblioteca Comunale di Trento;
2) Gruppo Librincontri, gestito dalla mia “madrina” blogger Mirna Moretti, presso il Caffè Città di Piazza Italia, a Trento.
Purtroppo causa Covid i due Gruppi non si possono riunire: ci limitiamo a scambiarci suggerimenti ed esperienze via computer.
Ma … cosa ho letto durante la seconda ondata Covid? Cosa sto leggendo? Eccomi a voi:
1 – Norberto Bobbio, “Eguaglianza e libertà” (… libertà indica uno stato, uguaglianza un rapporto …”: breve, da non perdere! (Letto).
2 – “Quando penso che Beethoven è morto …” (… la musica di Beethoven ci regala una lezione: … la tragedia deve essere accettata, il dolore superato … non coltiviamo la tristezza … coltiviamo la gioia”. Per chi ama la Musica. (Letto).
3 – Luis Sepulveda, “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore”, per tutti. (Letto).
4 – “Passaggi ad oriente” di Fitzroy Maclean, un diplomatico inglese nella Russia e nell’Asia di Stalin, 700 pagine, sono a pag. 155. Un libro di avventure vere! (Lettura in corso).
5 – Matteo Renzi, “La mossa del cavallo”: quando l’autore me lo ha firmato, in onore del mi’ babbo che è di Montalcino ha scritto: “Per Riccardo, Viva il Brunello!” Per me, per tanti come me e per chi vuole documentarsi concretamente (letto).
6 – Aldo Cazzullo, “A rivedere le stelle”, che lo sanno tutti che sono un appassionato dantista! (Letto).
7 – Alessandro Barbero, “Caporetto”, impegnativa lettura di 600 pagine, mio figlio Edoardo mi ha messo alla prova con questo suo regalo di Natale! (Lettura in corso).
8 – Stefano Zamagni, “Laudata economia”: ottimo, in particolare per il capitolo sulla Donna e sulla Famiglia (lettura in corso).
Dice … ma tu leggi più libri “in parallelo”? Si, a secondo dell’ispirazione serale …
Ricordate che “liber” vuol dire “libro” ma vuol dire anche “LIBERO”!

Mentre Gianfranco Peterlini consiglia:

“L’ora buca” di Valerio Varesi

Buona lettura!

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L’ARMINUTA di Donatella di Pietrantonio

pubblicato da: Mirna - 18 Gennaio, 2021 @ 8:54 am

Si entra immediatamente in questa storia di ragazzina “frantumata” a tredici anni quando dalla sua famiglia adottiva viene rimandata alla famiglia naturale.

Storia di una ancora dura povertà nel sud Italia dove una famiglia con tanti figli ne cede una a una cugina sposata che non può averne.

La protagonista vede crollare così il suo mondo piccolo borghese fatto di benessere, tranquillità, tenero affetto per ritrovarsi in una realta più rozza, più povera, meno indulgente. La vera Madre è una donna stanca, dura, anafettiva che accudisce tre figli maschi, Adriana – un ‘undicenne che ancora bagna il letto – e l’ultimo nato che ha problemi di sviluppo.

Una cosa rifiutata e rimandata da dove era venuta . Ecco ciò che si sente la ragazzina da tutti chiamata ora l’Arminuta, la ritornata.

Sgretolata la sua identita, addolorata per essere stata abbandonata, timorosa che la mamma Adalgisa sia malata e forse morta. Nessuno le spiega perchè lei si ritrovi a dormire in una stanza con tre fratelli maschi adolescenti e Adriana.

Soltanto Adriana e Vincenzo, il più grande, quasi diciottenne le riservano attenzione e tenerezza. Dorme con Adriana in un lettino , Vincenzo di notte le si avvicina per accarezzarla .

Un’esate torbida, strana, piena di dolore. Ma almeno c’è la scuola: la mamma Adalgisa, chiamata zia ora, le paga le spese, le fa avere un letto a castello per lei e la sorella, vestiti, doni.

Ma l’amarezza e il dolore non scemano. Tanto più che Vincenzo , quel fratello che non sentiva fratello ma qualcosa di più intrigante, muore in un incidente.

L’Arminuta vuole scoprire il mistero del suo abbandono per accettarsi ed accettare.

E’ brava a scuola, frequenterà il Liceo nella città dove viveva con Adalgisa e il marito . Tutto è pagato.

Ma fin quando non saprà la verità non si sentirà “centrata”. Un doloroso romanzo di formazione che le fa scoprire un grande affetto per la sorellina minore verso la quale si erge a paladina e mentore.

Molto bello.

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TUTTO SARA’ PERFETTO DI LORENZO MARONE

pubblicato da: Mirna - 14 Gennaio, 2021 @ 3:23 pm

i Chi ha amato L’sola di Arturo sicuramente troverà analoghe atmosfere e suggestioni in questo bel romanzo di Marrone.

Perchè siamo a Procida, isola “incantata” non solo per la sua bellezza ma per la capacità di ogni isola-casa di rimescolare vita presente e passata.

Una storia che spesso fa sorridere per l’amaro senso dell’umorismo del protagonista che sta ancora cercando il suo posto nella vita e soprattutto nella considerazione del padre ormai malato.

L’occasione giunge qunado la sorella che assiste il padre deve assentarsi urgentemente per alcuni giorni.

Chiede al fratello , quarantenne fotografo di moda, di recarsi a casa sua,a Napoli , per stare vicino al padre, ex comandante marittimo, gli rimangono pochi mesi di vita ormai, perciò regole ferree : mangiare poco e sano, riposarsi tanto, assumere pillole.

E sorvegliare anche il bassotto Augusto.

Andrea, single, sensibile, ostinatamente immaturo, si sente oberato di una enorme responsabilità. Tanto più che il rapporto con il padre non è mai stato facile: non si è mai sentito apprezzato, ma piuttosto tiranneggiato in quanto , unico maschio della famigliola, quando il padre salpava per i lunghi viaggi in mare gli veniva chiesto di “badare” alla mamma fragile di nervi e alla sorellina minore.

Andrea confonde le regole , non sa che fare con il bassotto prepotente, il padre inizia la sua “tirannia”. Vuole essere portato a Procida nella loro vecchia casa.

Andrea ubbidisce in modo maldestro. Dimentica persino le medicine del padre.

Procida è un mondo profumato di mare, azzurro e rosa, di sole caldo, di ricordi importanti. Sono tanti anni che Andrea non ci ritorna. Lì è morta prematuramente la bella mamma bionda. Lì ha incontrato il primo amore importante, Ondina, mediterranea creatura che sembra vivere nell’acqua.

Lì l’infelicità, i rancori, le paure non sono riusciti ad amalgamarsi con evocative immagini di gioia, di epifanie: istanti di felicità che però Andrea riusciva a cogliere e a fermare soltanto con la sua macchina fotografica.

Sia con rullino che senza.

Perchè è proprio ciò che il padre gli disse una volta: l’importante è fermare l’atttimo e viverlo. Rendersi consapevole del momento magico. Con obiettivo o senza.

Due giorni intensi in cui il vecchio padre ormai stanco cerca una fine consolatoria alla sua vita. Due giorni in cui Andrea è costretto a rivedere il suo passato e le sue convinzioni. Dove incontra anche Ondina con la quale finalmente riesce ad avere una notte d’amore.

Tutto sembra precipitare quando il Comandante scompare. Ma tutto era in armonia con il suo sentire.

E forse il suo ultimo atto è stato anche un amorevole abbraccio al figlio che comincerà a conoscersi nel profondo.

Bel romanzo.

Da leggere

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2021: l’anno che verrà

pubblicato da: Mirna - 3 Gennaio, 2021 @ 11:39 am

Intanto nevica a fiocchi larghi e protettivi che ci danno l’illusione di antichi inverni.

Non è così e lo sappiamo tutti.

Siamo in trincea seppur vogliamo continuare a credere che la vita sia sempre quella a cui eravamo abituati: case calde, amici cari, serenità talvolta abitudinaria e quasi monotona.

Siano cambiati e forse non vogliamo accorgercene. E’ quasi un anno che fingiamo che sia tutto come prima.

E’ la nostra difesa.

Allora scherziamo, stiamo vicini in modo telematico, qualche volta de visus ma con distanze e mascherine. Ci agganciamo alla Spagnola, alla Peste del 1700, al colera di Napoli, ecc. ecc.
Ma non siamo abituati a questa Pandemia, noi figli del dopoguerra ormai alle spalle, e del Boom economico, del consumismo, dei Beatles, dei viaggi, delle vacanze, del tutto facile. E chissà, del tutto dovuto?

Allora, che facciano grazie ALLA TECNOLOGIA?

Pensiamo di cavarcela dalle nostre case confortevoli, dai nostri frigoriferi zeppi, dalla nostra abitudine alla serenità piacevole.

Ci scambiamo foto di ricche cenette , di barzellette, di canzoncine (io in primis) di foto allegre nel parco con ombrellini rossi e azzurri.

Poichè la vita corre avanti e abbiamo il dovere, visto che ci “siamo” a renderla sempre il dono che io sono convinta che sia.

DONO: perchè ciò che la Natura ci dona in Bellezza è un regalo spontaneo. Nel limitato spazio di un Parco trentino un’apoteosi di bianco, verde, azzurro, rosso, sospiri di fiocchi, parole di anatre, risate di madre e figlia, tende gialle di contadini intrepidi, voglia di buttare alle spalle mesi di ansie e timori.

E allora scrivere questo Blog di lettura nato nel 2010 ha ancora valore? Chissà! Ci leggiamo, ci ascoltiamo ancora? O la fretta superficiale ci ha fermato in momenti sospesi?

Blog di lettura. Libri come accompagnamento della propria vita. Con altre vite. Altri pensieri. Altre riflessioni. Per distaccarci dal nostro Ego incapsulato e aprirci all’Altro, agli Altri. Alle altre Vite.

Giorni di quasi clausura in cui i libri mi hanno accompagnato per molte ore durante il giorno. Romanzi per lo più, perchè io amo ascoltare la vita degli altri che chissà come mai fa sempre parte della nostra perchè l’animo umano è simile e fratello.

Dovrei darvi consigli di lettura, ma siano sommersi di informazioni di tutti i generi.

Forse siamo noi stessi i “libri” da leggere.

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I consigli di Maria Grazia

pubblicato da: Mirna - 29 Dicembre, 2020 @ 7:46 am

“ La vita non e’ che un’ombra in cammino ”cosi” il Macbeth shakespeariano ha ispirato i miei pensieri a conclusione di un annus horribilis da cui molti ce ne separeremo tra qualche giorno senza rimpianti…
Ho immaginato ombre susseguirsi in una nube incrostata dal tempo che inesorabilmente modella le nostre vite trasformando sovente in abitudini anche le nostre piu’intime speranze…
Proprio su questa tonalità mi si è presentato il libro scritto nel 1932 dall’ungherese L. Perutz, La neve di S. Pietro e il libro del madrileno J. Marias, Berta Isla.
Friedrich Amberg, protagonista de “La neve di S. Pietro”si sveglia in un letto di ospedale incapace di discernere tra passato e futuro. L’incontro con il barone von Malchin e il progetto di somministrare una droga chiamata “neve di S. Pietro”per riportare gli uomini al vaticinio della fede par salvifica, come evidenzia l’autore al termine del romanzo “ la neve iniziava a sciogliersi, fra le nuvole era spuntato il sole, l’acqua gocciolava dai tetti, l’aria era mite e sembrava che la primavera volesse arrivare quel giorno”.
Il protagonista ci fa vivere con il barone von Malchin una avvolgente dimensione onirica in un visionario progetto in grado di stravolgere ma salvare il mondo. “Cio’ che si possiede in sogno, nessun nemico al mondo può sottrarlo. Soltanto il risveglio avrebbe questo potere ma chi sarebbe mai così crudele da ridestare qualcuno dal suo sogno?” chiede Friedrich Amberg.
Un assolo di due anime in ombra che unisce liberta’ a sofferenza in un microcosmo particolare quello delineato da Marias in Berta Isla: il mondo dei Servizi Segreti a cui appartiene Tom ove un Dirigente spiega “ Siam qualcuno e non siam nessuno, ci siamo ma non esistiamo, esistiamo però non ci siamo, accadiamo semplicemente”. Due anime, Tom e Berta vivono nell’assenza e nell’attesa in quanto come si legge in conclusione del libro “ Questo è cio’ che avviene alle vite che, come la mia e come la sua, in realtà come tante e tante, stanno solo in attesa”.
Due letture avvolgenti che inducono a pensare alla riflessione di C. Chaplin “ Canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l’opera finisca priva di applausi”

Consiglio anch’io vivamente BERTA ISLA, un romanzo avvincente, intenso e ben strutturato. La mia precedente recensione:

Un romanzo ampio, ben congegnato e ben strutturato. La storia d’ amore fra Berta e Tòmas destinati da sempre a vivere insieme. Belli , giovani , e attraenti. Simili ma non simbiotici.

Il destino bloccherà il loro progetto di vita serena con bambini.

Tomàs è risucchiato nel mondo dello spionaggio a difesa del Regno. Adattissimo, lui metà spagnolo e metà inglese, ottimo conoscitore di lingue e dialetti a ricoprire quel ruolo.

Intrigante ed avvincente, ma intellettuale ed analitico questo romanzo si legge con attenzione e passione. Oltre all’intreccio delle vite di Tòmas e Isla costretti a non vederi per molti anni c’è lo sguardo sulla vita di ognuno di  noi, su chi siamo il tutto  suffragato dalle riflessioni dei grandi autori Shakespeare in primis, poi Eliot e tanti altri.

Berta Isla sa che Tòmas è meno introspettivo di lei, sempre stato restio a un’autoanalisi profonda e forse per questo così abile a trasformarsi in uno, nessuno, centomila. Lo sente diventare estraneo in questa lunga assenza come Ulisse che per appagare le sue avventure dimentica la sua Penelope e il figlio.

Ma lo stesso Tòmas che sente di esistere e non esistere, di agire e non agire si sente schiacciato dalle vite parallele che conduce<. quella che è costretto a fare e quella che sarebbe dovuta essre nei suoi progetti.

E’ un romanzo pluripremiato, un gran romanzo.

Da leggere.

E poi cercare le recensioni di Claudio Magris e altri scrittori che l’hanno apprezzato. Ma prima leggetelo voi per farvi la vostra opinione, come faccio sempre io.

Javier Maraìs è nato a Madrid nel 1951. Autore di numerosi romanzi di successo

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Inverno di libri

pubblicato da: Mirna - 27 Novembre, 2020 @ 11:50 am

UN INVERNO DI LIBRI

Succede ancora. Che i libri sostengano mesi difficili. E l’inverno che verrà. “L’inverno del nostro scontento

Io non amo il pieno inverno, non amo la piena estate. Sono una creatura di mezze stagioni, di non eccessi.. Di toni acquarellati da campagna inglese.

Ma sembra che il Fato mi voglia sempre destabilizzare: mi offre amori appassionati e difficili, prove di forza e coraggio, stravolgimenti del mio essere tendenzialmente da divano e libri, da tazzè di tè e di scones.

Il mio habitat sarebbe stato la provincia inglese verde e sonnolenta: passeggiate piane, raccolta di ranuncoli e daffodils, una vita a metà tra le Bronte e la Austen.

Ma, sempre il Fato, mi fa nascere a Merano, città tra due culture, mi catapulta nella sanguigna Emilia forte di profumi e sentimenti.

Non mi fa vivere l’ordine rodato che il mio essere credeva di volere: non scuole al tempo giusto – ma dopo aver provato a scrivere a macchina per qualche anno in uffici istituzionali (Pretura, Ospedale, Avvocati) – non un amore tranquillo con le visite del giovedì e del week end o con il classico anello di fidanzamento e tanti oh!oh!oh! Delle amiche.

No.

Io , potenziale lady inglese, magari di Pemberly, ho avuto tutto stravolto.

Incontro sul mare con la mia vera metà. O meglio, come diceva mia madre “L’unico che poteva trattenermi “senza farti tornare a casa con la valigia!”

Ma non facile. Distanze, impedimenti.

Eppure anni prima un medico che aveva auscultato la mia tachicardia aveva sentenziato

“Lei deve stare tranquilla, niente stress, niente viaggi o emozioni troppo forti, insomma una vita placida, tutta casa” e forse…chiesa?

Ma proprio alcuni mesi dopo io mi fiondai a Londra divertendomi e vivendo a più non posso e dimenticandomi della tachicardia e di un amore passeggero emiliano, troppo banale per ricordarlo fino in fondo.

E poi sulla nave. The Love Boat. Dove improvvisamente c’era Lui che mi ha amata, incoraggiata, stimata.

E che abbiamo curato una casa insieme. Sempre quella, questa dove c’è ancora lui anche esoltanto con i ricordi e il sospiro.

Allora , sempre improvvisamente, ma dopo nove mesi, nasce una deliziosa bambina.

Poi mi laureo. Poi viaggiamo per lavoro, progettiamo, costruiamo, ci amiamo.

Il tempo passa.

Gioie e dolori.

Ed ora siamo dentro una pandemia.

E timori.

E ….che dire…. angoscia?

Ma ecco i libri.. Le storie, le riflessioni, i viaggi dell’immaginazione e del cuore e del pensiero alto.

Quelli che durante l’adolescenza, mentre mi stancavo le spalle a forza di battere a macchina e vedevo le coetanee con i libri sotto il braccio andare al liceo, mi hannoi salvato con le vite altre.

Vite dove mi immergevo e condividevo.

E così faccio oggigiorno.

Mi tuffo nella bellissima biografia di Virginia Woolf giovinetta.

VIRGINIA

DI EMANUELLE FAVIER

E proseguo con qualche thriller di Mary Higgings Clarke, poi mi imbatto in un delizioso romanzo del prolifico Roddy Doyle.

LOVE

Un serrato dialogo di amici irlandesi nei pubs di Dublino: sessantenni alle prese con la vita che cambia uno di loro perchè ritrova un antico amore che, secondo lui, è quello che avrebbe dovuto stargli accanto. Anzi è come se avesse vissuto sempre con lei. Una vita in parallelo, quella reale, quella ideale e chisssà perchè più consona al suo essere.

Meno male che prima che le biblioteche chiudessero ho fatto incetta di libri.

Beh, insomma la vita talvolta colpisce a tradimento.

Dovrò rileggere

Diario di campagna di una signora inglese del primo Novecento.

Lo sfoglio spesso.

L’autrice Edith Holden, un po’solitaria se ne va spesso in bicicletta o a piedi per viottoli e boschetti in cerca di fiori e uccellini da ritrarre.

Come vorrei essere lei.

Però ….forse no…. sembra che sia morta cadendo in un fossato per raccogliere fiorellini.

Meno male che mi salva il senso dell’umorismo.

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I CONSIGLI DI MARIA GRAZIA

pubblicato da: Mirna - 9 Novembre, 2020 @ 10:49 am

LETTURE DI INIZIO AUTUNNO

In questo tempo in cui il distanziamento sociale impone di riformattare i cinque sensi, le voci e la musica restano gli strumenti più importanti per restare in contatto. I sensi son infatti i mezzi per conoscere il mondo; per esercitare il senso dello spazio nelle prime settimane di autunno ho deciso di affidarmi alla lettura.

Pochi intellettuali hanno saputo, come Antonio Gramsci ,mettere al centro del loro impegno la difesa della liberta’ e la dignità dell’uomo nella lotta perpetua della storia. Tra le “Lettere dal carcere”in quella del 1935 al figlio Delio, egli scrive” Io penso che la storia ti piace, come piaceva a me quando avevo la tua età, perché riguarda gli uomini viventi e tutto ciò che riguarda gli uomini, quanti più uomini è possibile, tutti gli uomini del mondo in quanto si uniscono tra loro in società e lavorano e lottano e migliorano se stessi non può non piacerti più di ogni altra cosa. Ma è così?”

Un altro libro che ha suscitato tutto il mio interesse è stato il testo di E. Morin, Cambiamo strada- 15 lezioni sul Coronavirus in cui la domanda “ Come vivi?” rappresenta il quesito fondamentale che tenta di alimentare in ciascuno una nuova autocoscienza anche perché nessun cambiamento è mai nato se non da una consapevolezza dei presupposti e delle conseguenze del nostro modo di vivere.

Pagine sospese in una atmosfera rarefatta di arte e musica son state invece quelle incentrate sul dialogo tra Riccardo Muti e Massimo Cacciari in “ Le sette parole di Cristo”: nella Crocifissione di Masaccio la pittura tende la mano alle sette sonate di Haydn, composte nel 1786: uno scambio di vedute tra i due interlocutori che dimostra come le immagini producano pensieri e la musica sia un crogiuolo di emozioni.

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