Inverno di libri

pubblicato da: Mirna - 27 Novembre, 2020 @ 11:50 am

UN INVERNO DI LIBRI

Succede ancora. Che i libri sostengano mesi difficili. E l’inverno che verrà. “L’inverno del nostro scontento

Io non amo il pieno inverno, non amo la piena estate. Sono una creatura di mezze stagioni, di non eccessi.. Di toni acquarellati da campagna inglese.

Ma sembra che il Fato mi voglia sempre destabilizzare: mi offre amori appassionati e difficili, prove di forza e coraggio, stravolgimenti del mio essere tendenzialmente da divano e libri, da tazzè di tè e di scones.

Il mio habitat sarebbe stato la provincia inglese verde e sonnolenta: passeggiate piane, raccolta di ranuncoli e daffodils, una vita a metà tra le Bronte e la Austen.

Ma, sempre il Fato, mi fa nascere a Merano, città tra due culture, mi catapulta nella sanguigna Emilia forte di profumi e sentimenti.

Non mi fa vivere l’ordine rodato che il mio essere credeva di volere: non scuole al tempo giusto – ma dopo aver provato a scrivere a macchina per qualche anno in uffici istituzionali (Pretura, Ospedale, Avvocati) – non un amore tranquillo con le visite del giovedì e del week end o con il classico anello di fidanzamento e tanti oh!oh!oh! Delle amiche.

No.

Io , potenziale lady inglese, magari di Pemberly, ho avuto tutto stravolto.

Incontro sul mare con la mia vera metà. O meglio, come diceva mia madre “L’unico che poteva trattenermi “senza farti tornare a casa con la valigia!”

Ma non facile. Distanze, impedimenti.

Eppure anni prima un medico che aveva auscultato la mia tachicardia aveva sentenziato

“Lei deve stare tranquilla, niente stress, niente viaggi o emozioni troppo forti, insomma una vita placida, tutta casa” e forse…chiesa?

Ma proprio alcuni mesi dopo io mi fiondai a Londra divertendomi e vivendo a più non posso e dimenticandomi della tachicardia e di un amore passeggero emiliano, troppo banale per ricordarlo fino in fondo.

E poi sulla nave. The Love Boat. Dove improvvisamente c’era Lui che mi ha amata, incoraggiata, stimata.

E che abbiamo curato una casa insieme. Sempre quella, questa dove c’è ancora lui anche esoltanto con i ricordi e il sospiro.

Allora , sempre improvvisamente, ma dopo nove mesi, nasce una deliziosa bambina.

Poi mi laureo. Poi viaggiamo per lavoro, progettiamo, costruiamo, ci amiamo.

Il tempo passa.

Gioie e dolori.

Ed ora siamo dentro una pandemia.

E timori.

E ….che dire…. angoscia?

Ma ecco i libri.. Le storie, le riflessioni, i viaggi dell’immaginazione e del cuore e del pensiero alto.

Quelli che durante l’adolescenza, mentre mi stancavo le spalle a forza di battere a macchina e vedevo le coetanee con i libri sotto il braccio andare al liceo, mi hannoi salvato con le vite altre.

Vite dove mi immergevo e condividevo.

E così faccio oggigiorno.

Mi tuffo nella bellissima biografia di Virginia Woolf giovinetta.

VIRGINIA

DI EMANUELLE FAVIER

E proseguo con qualche thriller di Mary Higgings Clarke, poi mi imbatto in un delizioso romanzo del prolifico Roddy Doyle.

LOVE

Un serrato dialogo di amici irlandesi nei pubs di Dublino: sessantenni alle prese con la vita che cambia uno di loro perchè ritrova un antico amore che, secondo lui, è quello che avrebbe dovuto stargli accanto. Anzi è come se avesse vissuto sempre con lei. Una vita in parallelo, quella reale, quella ideale e chisssà perchè più consona al suo essere.

Meno male che prima che le biblioteche chiudessero ho fatto incetta di libri.

Beh, insomma la vita talvolta colpisce a tradimento.

Dovrò rileggere

Diario di campagna di una signora inglese del primo Novecento.

Lo sfoglio spesso.

L’autrice Edith Holden, un po’solitaria se ne va spesso in bicicletta o a piedi per viottoli e boschetti in cerca di fiori e uccellini da ritrarre.

Come vorrei essere lei.

Però ….forse no…. sembra che sia morta cadendo in un fossato per raccogliere fiorellini.

Meno male che mi salva il senso dell’umorismo.

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I CONSIGLI DI MARIA GRAZIA

pubblicato da: Mirna - 9 Novembre, 2020 @ 10:49 am

LETTURE DI INIZIO AUTUNNO

In questo tempo in cui il distanziamento sociale impone di riformattare i cinque sensi, le voci e la musica restano gli strumenti più importanti per restare in contatto. I sensi son infatti i mezzi per conoscere il mondo; per esercitare il senso dello spazio nelle prime settimane di autunno ho deciso di affidarmi alla lettura.

Pochi intellettuali hanno saputo, come Antonio Gramsci ,mettere al centro del loro impegno la difesa della liberta’ e la dignità dell’uomo nella lotta perpetua della storia. Tra le “Lettere dal carcere”in quella del 1935 al figlio Delio, egli scrive” Io penso che la storia ti piace, come piaceva a me quando avevo la tua età, perché riguarda gli uomini viventi e tutto ciò che riguarda gli uomini, quanti più uomini è possibile, tutti gli uomini del mondo in quanto si uniscono tra loro in società e lavorano e lottano e migliorano se stessi non può non piacerti più di ogni altra cosa. Ma è così?”

Un altro libro che ha suscitato tutto il mio interesse è stato il testo di E. Morin, Cambiamo strada- 15 lezioni sul Coronavirus in cui la domanda “ Come vivi?” rappresenta il quesito fondamentale che tenta di alimentare in ciascuno una nuova autocoscienza anche perché nessun cambiamento è mai nato se non da una consapevolezza dei presupposti e delle conseguenze del nostro modo di vivere.

Pagine sospese in una atmosfera rarefatta di arte e musica son state invece quelle incentrate sul dialogo tra Riccardo Muti e Massimo Cacciari in “ Le sette parole di Cristo”: nella Crocifissione di Masaccio la pittura tende la mano alle sette sonate di Haydn, composte nel 1786: uno scambio di vedute tra i due interlocutori che dimostra come le immagini producano pensieri e la musica sia un crogiuolo di emozioni.

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DIETRO LA MASCHERINA…NIENTE ?

pubblicato da: Mirna - 19 Ottobre, 2020 @ 9:12 am

Dietro la mascherina non sorrido…soltanto qualche rapido incontro al sole con amiche per una pausa caffè mi fa IMG-20200220-WA0037riprendere  la letizia. E naturalmente in casa, zona franca e sana.

In tre esseri viventi che si confidano, mangiano, talvolta ridono.

Credo lo facccia anche Mimilla.IMG_20161012_154640

Dico sempre: meno male che ci sono i libri. Altre vite, altre riflessioni. E in questi tempi ho trovato romanzi avvincenti ed interessanti. Sempre nella super Biblioteca di Trento.

QUELLO CHE MANCA  di Michael Frank che parla del desiderio frustrato di maternità e si addentra nell’odissea delle fecondazioni assistite. Intreccio corposo che avvince. Piacere di ritrovarsi nella  bellezza di Firenze ad ammirare le Annunciazioni di San Marco, poi a New York in autunno tra agganci liguri mangerecci.

Oppure in un giallo avvincente della brava Charlotte Link, LA PALUDE.

Chissà se l’avrò letto due anni fa, data dell’edizione italiana? Ma non lo ricordo, così mi passo alcune ore pomeridiane pensando ad altro intrecciata ai isteri inglesi di rapoimenti e assassinii.

Non penso a questa seconda impennata di Covid che minaccia gli anziani, i malati, i più fragili e molti altri. E penso che se tutti avessimo buon senso e rispetto per gli altri riusciremmo a superarlo in modo non traumatico.

Rifletto a quante cose non vogliamo rinunciare e a quanto siamo diventati individualisti. Sembra che solo glia “altri” debbano cautelarsi , ma non l’Io suprematista.

Guardo ai giovani, proclamati da tutti “untori” e che in realtà un po’ lo sono. Perchè non si può evitare gli aperitivi? Perchè?

Ma noi parliamo con essi, li coinvolgiamo? O li riteniuamo una parte della popolazione viziata e incosciente? Se sì, corriamo ai ripari.

Mamme, papà, insegnanti, ecc. Ricordate loro  dei ragazzi del ’99…

Un po’ di sacrificio evitando il superfluo può fare la differenza.

Ora si può non essere isolati grazie alla tecnologIa, e poi ci sono i LIBRI…grandi compagni di viaggi anche nei tempi bui.

Leggete Eterno amore di Igor Sibaldi, filosofo, teologo, regista e riflettert su quanto è forte la nostra vita un-angelo-sibaldi-librointeriore e di quante dimensioni ci possono essere nello spazio e nel tempo.

Romanzo di formazione che si trasforma in una junghiana ricerca delle possibilità della nostra mente e della vita.

Bellissimo, da assaporare.  Un aiuto per aprire nuove finestre in noi.

E Amore, un motore potente.

 

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LA MEMORIA DELL’ALBERO di Tina Vallès

pubblicato da: Mirna - 2 Ottobre, 2020 @ 10:00 am

“Joan e Jan, nonno e nipote, sono legati da un filo indissolubile. Per questo Jan fa salti di gioia quando viene a la memoria dell'alnberosapere che i nonni lasceranno Vilaverd per trasferirsi a Barcellona, a casa sua. Ma, con i sensi acuti tipici dell’infanzia, non tarda a capire che qualcosa non va. Il nonno non è più lo stesso. ..”

Questa in breve la trama.

Ma è troppo semplicistico scrivere  ciò per un racconto che alla fine è come se  mi avesse… lavato il cuore.

L’ho letto d’un fiato : caratteri grandi, capitoletti brevi per descrivere sentimenti semplici e profondi. L’amore per gli altri e per la natura.

L’Io narrante è un bambino di 10 anni che si chiama Jon e che ama la sua famiglia, particolarmente il  nonno che si chiama Joan, con una o in più, dettaglio importante perchè il nonno glielo vuole regalare.

Una O che rappresenta anche il suo lavoro, infatti è un orologiaio, ma certamente anche la circolarità del tempo e della vita. Una O che circonda e che dovrebbe trattenere anche la memoria. Ma la memoria del nonno se ne sta lentamente andando. Come fare per trattenerla circoscritta in questa magica O?

Facendogli raccontare del suo amore per gli alberi, per  le loro ombre che sempre ti possono salvare, per il salice piangente della  minuscola piazzetta di Vilaverd che fu colpito a morte da un fulmine, ma che riuscì con gli ultimi rami, battendo alla finestra del nonno bambino ammalato, a salvargli la vita.

E’ una storia “piccola” ma che ti fa fermare un po’ in questa corsa esacerbata di paure e aggressività che stiamo  vivendo.

E’ una storia che ci fa riflettere su ciò che eravamo “prima”, prima di che? prima di ciò che ci mette in ansia e che ci fa correre forse senza meta.

IMG_20180603_145815Fermiamoci sotto un albero, accarezziamolo, ascoltiamolo, assaporiamo il tempo lento che ci mette per crescere ed osserviamo  ciò che accade.

Ripassiamo il rispetto e l’attenzione. E l’amore.

Mi fa piacere riprendere a scrivere il blog dopo tanto tempo –  questi tempi difficili – parlando soprattutto di alberi. Perchè il breve mese  trascorso a Borzonasca in questo anno anomalo mi ha fatto osservare a lungo gli alberi del mio giardinetto.  Gli amareni e il nespolo e il pruno senza ormai più frutti. Chi li avrà mangiati? Spero i vicini, ma penso soprattutto quegli uccellini canterini  qui soprannominati “ballerine”. Che siano le cinciallegre?

Ma il caco invece ha continuato a fruttificare. Alcuni cachi  arancione li abbiamo portati a Trento. Almeno IMG_20160624_201907assaggiamo il sole dell’esatate ligure dimezzata.

Piero diceva sempre che l’ombra del nostro caco era particolare.  Che intendeva? Troppo fresca? Per questo mi aveva fatto costruire  un sedile e un tavolino d’ardesia proprio sotto la sua ombra  circolare. Ed io l’avevo abbracciato riconoscente.

Amavamo  entrambi gli alberi.

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ANCHE NOI L’AMERICA di Cristina Henriquez

pubblicato da: Mirna - 25 Agosto, 2020 @ 4:05 pm

Bellissimo romanzo pubblicato nel 2016 da NNE.anche noi l america

Io l’ho trovato in Biblioteca, ma sono certa che si potrà reperire ovunque.

cristina enriquezCristina Henriquez è un’autrice conosciutissima negli USA e non solo.

Già il titolo originale  The Book of  Unknowen Americans ci introduce in una comunità di persone “non importanti”, di persone semplici, povere che cercano di migliorare la propria condizione inseguendo il famigerato “sogno americano” e nuove possibilità.

La scrittrice ci racconta la vita di alcuni latino-americani che si incontrano in un condominio di una cittadina del Delaware .

Ognuno di essi fugge da una realtà di povertà,  di violenza e  di guerre  dal Panama, dal Guatemala, dal Nicaragua  e dal Messico.

Ma soprattuto conosciamo la storia dei Rivera che sono arrivati negli USA  dopo un lungo viaggio dal Messico per poter far frequentare una scuola speciale alla loro figlia adolescente, la bellissima Maribel, vittima di un incidente che l’ha cambiata.

Le pagine raccontate in prima persona da Alma, la madre, ci commuovono e ci fanno partecipare al suo sogno di dare nuove possibilità alla figlia.

Un’altra famiglia si intreccia con la loro storia: quella dei Toro e  del loro figlio  Mayor, un  timido adolescente che si innamora immediatamente della bella e particolare Maribel. Ed è proprio lui che riuscirà ad  entrare in sintonia con lei  e a farle tornare il sorriso.

Indimenticabile il  pomeriggio della prima neve quando lui “ruba” l’auto al padre per andare a prendere   Maribel a scuola  e portarla sull’oceano.

Le voci di Mayor e Alma si alternano con quelle dei vicini : uomini e donne alle prese con la  lotta  per conquistare un nuovo presente.

Un romanzo di speranze e sogni, di possibilità e desideri racccontato con dolcezza e straordinaria empatia.

Anche noi l’America è una narrazione potente, ammaliante, devastante e, per tutti questi motivi, incredibilmente vera. L’autrice riesce, in poco più di 300 pagine, a far percepire al lettore le gioie e i dolori che una famiglia si trova, inevitabilmente, a provare, analizzando alcuni personaggi in maniera dettagliata, rendendo il celebre verso di Walt Whitman … [we are] large, [we] contain multitudes … Assolutamente calzante e concreto.

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Quanti libri!

pubblicato da: Mirna - 18 Agosto, 2020 @ 10:37 am

Non saprei dire i libri che ho letto tra lockdown trentina e afa in questa estate anomala per me che non ho ancora assaggiato la magia del mio  giardinetto ligure.

Grazie all’e-book durante la chiusura della Biblioteca ho scoperto un eccezionale scrittore di gialli: Hakan Nesser

è uno scrittore svedese di romanzi polizieschi.hakan nesser

Ha insegnato lettere in un liceo e dopo il successo ottenuto dai suoi primi romanzi si è dedicato interamente alla letteratura. Molti dei suoi gialli hanno come protagonista il commissario Van Veeteren che vive nell’immaginaria città di Maardam, ubicata in un paese del nord Europa, verosimilmente la Svezia anche se il gulden, la valuta locale, e alcuni nomi potrebbero far pensare ai Paesi Bassi. L’altra sua serie di successo vede come protagonista l’ispettore svedese di origini italiane Gunnar Barbarotti che lavora nell’immaginaria cittadina di Kymlinge, in Svezia. I suoi libri sono stati tradotti in molte lingue, tra cui l’italiano, e da alcuni di essi sono stati tratti film o serie televisive.

Nel 2000 ha vinto con Carambole il premio Glasnyckeln (“Chiave di vetro”) per il miglior romanzo poliziesco scandinavo.

I suoi romanzi dall’impianto narrativo e stilistico solido  arricchiscono con profonde riflessioni filosofiche e psicologiche.

Li  consiglieri  tutti.

il circolo delle invincibili sognatriciUn  romanzo di altro genere ma assai bello è Il circolo delle invincibili sognatrici di Ana B.Nieto. Immaginifico, scorrevole, onirico.

Un club del libro clandestino, un gruppo di donne speciali che il giovane protagonista riveste di magia come le Nereidi.

Il raccondo di una vita leggendaria tra realtà e fantasia. Da leggere . Romanzo salani

 

Forsese ci sentiremo presto da Borzonasca e le sue cronache

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Consigli di Grazia -letture ferragostane

pubblicato da: Mirna - 18 Agosto, 2020 @ 10:17 am

“Scrivere è un atto di amore, se non lo è non è che calligrafia”, così afferma J. Cocteau nelle pagine de “La difficoltà di essere “ dedicate a “I buoni costumi”.
Leggendo questo florilegio di temi universali e di racconti autobiografici ho pensato all’autore che con capacità di intus legere dona occhi per scorgere potenzialità e crea ponti in grado di tenere uniti, con l’aura della delicatezza ed arguzia, tutte le parti che compongono il libro.
E proprio quella sete talora sopita di guardare con curiosita’ alle scoperte della vita e quella voglia talora affievolita di documentarsi in un viaggio onirico nella Parigi dei primi decenni del Novecento, sono state le sorgenti da cui ha preso abbrivio la lettura di un altro libro curato da M. Mari dal titolo “Tutto il ferro della torre Eiffel “ ove il filosofo W. Benjamin e lo storico M. Bloch son alla ricerca di feticci letterari su un piano che intreccia il reale e l’immaginario. La loro ossessione metafisica esaltata dalla magia della scrittura vibra ad un ritmo diverso da quello del ferro della torre Eiffel che come forza positiva dissolve le tenebre e domina i toni delle divagazioni letterarie e del viaggio onirico cadenzando i brani di vita immaginaria di grandi scrittori.
E come J. Cocteau afferma che “ogni uomo è una notte e il compito dell’artista è di mettere questa notte in piena luce” , così M. Mari invita a cogliere in ogni viaggio metafisico un silenzio “bianco” che è sintesi di tutti i colori delle parole.

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Consigli di Maria Grazia

pubblicato da: Mirna - 21 Luglio, 2020 @ 12:43 pm

I libri son parte fondamentale della mia vita anche in vacanza e provo sensazioni bellissime ogni volta che mi posso dedicare alla lettura di un libro perche’ mi pare di potermi prendere cura dell’anima del mondo.

E davanti ad un mare che propone riflessi mutevoli dell’anima a chi lo ammira sottoponendo ciascuno di noi a puntiformi interrogativi, ho selezionato due libri che mi han lasciato qualcosa di profondo in quanto han contribuito a smerigliare le asperita’ di questo tempo di continua allerta sanitaria e distanziamento fisico.

Due libri surreali ma allo stesso tempo realistici ed attuali in grado di stimolare la fantasia e non solo….

In Flatlandia del teologo inglese E. Abbott troviam una società divisa gerarchicamente, ove chi ha piu’ lati occupa i ranghi piu’elevati, solo i poligoni regolari han diritto alla vita comune ed il protagonista, un quadrato regolare che vive in un mondo bidimensionale va alla ricerca di un piano tridimensionale incontrando una sfera ed il mondo in cui ella vive. Nella scoperta di ogni pagina ho visto profilarsi un viaggio oltre i limiti della ragione e ho apprezzato la critica arguta della società, colpevole di essere nata senza alcuna possibilità di ergere lo sguardo all’infinito…

Un altro romanzo di critica avvolto da un mantello di ironia è stato Saggio sulla lucidità del portoghese J. Saramago: ogni parola e’ un granello di sabbia che ho tentato di strappare al vento e che l’autore tiene unita in un’aura che sa emanare luce e stupore sulla sfiducia verso il potere costituito, sulla natura della democrazia liberale rappresentativa ove più dell’80% dei cittadini della capitale ha votato scheda bianca alle elezioni governative. Pagina dopo pagina il libro si arricchisce di riflessioni intorno al governo che vacilla nell’incertezza contro la lucidità che taluni cittadini adottano a detrimento dei loro interessi. La lucidita’ appare essere l’unica ancora di salvezza della democrazia la cui tesi di fondo si basa sul rapporto utopico tra politica, giustizia, informazione e società.

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IL BUIO NON CONSOLA di Emma Healey

pubblicato da: Mirna - 9 Luglio, 2020 @ 3:47 pm

Peccato non commentare di questo romanzo, anche se sarei tentata di continuare la siesta “messicana” sul mio 20200709_174145(1)divano!

L’ho terminato poco fa e devo scrivere qualcosa non solo per la sua trama , ma per tutte le suggestioni, i sentimenti, le connessioni che sempre un libro fa vibrare in noi.

L’autrice nel 2014 ha vinto il Costa Book Award con Elizabeth è scomparsa. Dovrò cercarlo, se il caldo non mi obnubilerà i progetti.

Qui Emma Haley parla di un’adolescente, Lana,  che soffre di depressione e che sparisce per quattro giorni in un punto della campagna inglese piena di grotte e anfratti.

Viene ritrovata ferita e senza memoria di ciò che le è successo. Se il padre è sollevato e fiducioso, la madre che si sente in rapporto simbiotico con lei, non si capacita, vuole sapere,vuole capire, ma si ritrova davanti ad un muro ostile e silenzioso. Lentamente anch’essa sprofonda in una sorta di torpore fatto di allucinazioni e tentativi di capire. Si sente in colpa, ma insiste con commovente tenacia per proteggere anche chi non vuole esserlo.

Un thriller psicologico che ci porta nel buio di una caverna infida e pericolosa che però non può proteggerti o consolarti o annullarti.

Perchè la vita è fuori sotto il sole.

Quindi non posso fare a meno di pensare a questo periodo di Covid, alle difficoltà per uscire dai cunicoli oscuri e pericolosi che potrebbero frenarti o farti desiderare di arrenderti.

Un romanzo  sul controverso rapporto madre-figlia, sul senso di colpa, la paura, la speranza e l’amore.

 

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CRONACHE…ESTIVE + TEMPO VARIABILE di Jenny Offill

pubblicato da: Mirna - 6 Luglio, 2020 @ 10:41 am

Sono molti anni ormai che non trascorro l’inizio dell’estate calda a Trento…perchè partivo presto per la fresca IMG_20190628_204736Borzonasca.

Quest’anno, complice il Covid e vari impegni inderogabili, mi ritrovo qui nel mio appartamento- forno.

Cemento e acciaio…e sempre mi sovviene il film con Jack Lemmon “Prigioniero della 20200408_120305seconda strada” perchè in un certo senso sono …prigioniera anch’io.

O esco molto presto il mattino a bere  un caffè shakerato al Parco vicino o devo trincerarmi qui con l’aria condizionata – per fortuna! – a leggere, scrivere, guardare TV.

Stefania deve pure lavorare con lo smart working.

Ma luglio è appena iniziato e i gradi aumentano ogni giorno.

Che fare?

Ieri siamo andate a Pinè, stamani sono uscita prima delle otto fino al piccolo parco San Marco.

Sorpresa: due persone erano sedute al fresco a leggere.

Credo che farò così anch’io.

Leggere è una compagnia preziosa.

Naturalmente ho letto tantissimi romanzi in questo periodo spaziando da quelli gialli a quelli filosofici, dagli autori inglesi, ai giapponesi.

Posso consigliarvi un particolare racconto, che è piaciuto molto anche a Stefania :

Tempo variabile di Jenny jenny offillOffill.

Per chi ama l’umorismo yiddish, lo spirito Zen e tanto altro. Scritto in modo leggero: pensieri, immagini, vicissitudini di una quarantenne bibliotecaria alla prese con il suo ménage familiare (marito e un figlio), con un fratello amato ma fragilissimo e una mamma sprovveduta.

Lizzie, questo il nome della protagonista, accetta un ulteriore lavoretto da una sua amica: deve rispondere alle mail degli ascoltatori del suo podcast”Cascasse il mondo“. Ecco arrivare dunque messaggi allarmati sulla fine dell’umanità, sul controllo globale,  su come sopravvivere.

Le sue preoccupazioni si amplificano fino a mettere in dubbio ogni certezza, ma  Lizzie resiste, opponendosi alla deriva dei sentimenti, alla paura del futuro con un umorismo asciutto e irresistibile.

IMG-20200606-WA0001Ci possiamo riconoscere in questo momento di stravolgimenti e di una pandemia non ancora giunta al momento della stesura del romanzo e come lei possiamo soffermarci a scovare qualcosa a cui aggrapparsi.

Fossero anche soltanto i sogni.

Il Covid ha veramente cambiato molti  aspetti della vita non solo individuale, ma collettiva. Si esce meno, ci si tiene a debita distanza, si mettono le soffocanti mascherine.

E il nostro percorso sembra più irto e pesante tanto più che quella parvenza di sicurezza effimera che avevamo  è svanita.

Day by day, giorno per giorno. Stamattina al parco, Stefy ed io, sentivamno il fresco delle fontanelle dello stagno, la IMG_20191118_083707frescura degli alberi a guardavamo sorridendo le piccole paperette nate da poco che seguivano fiduciose la loro mamma e la luce riflessa dall’acqua e dal sole.

Bellezza.

Un abbraccio dalla…prigioniera di Via Vannetti

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