LETTURE D’ESTATE

pubblicato da: Mirna - 20 luglio, 2018 @ 10:34 am

Distesa estate, recitava Cardarelli .IMG_20180603_145815

Odio l’estate, cantava Bruno Martino.

Anche Pavese non amava l’estate.

Una stagione in cui essere forti perchè si è più trasparenti e vulnerabili.

Se il tempo e le amicizie sono luminose è una stagione breve e tutta da godere come il mare celestino del Golfo del Tigullio.

Se qualche pensiero triste come nuvole grigie attraversano il nostro cielo c’è il rimedio consolatorio della lettura.IMG_20180702_095428

Di Rebecca West consiglio La Famiglia Aubrey, una saga familiare che ci fa entrare e partecipare alla vita di personaggi stravaganti ma colmi di ricchezza interiore.

In tre volumi sapremo tutto dei ragazzi Aubrey: le gemelle talentuose che adorano la musica, Cordelia che non vedeva l’ora di fuggire da una famiglia sempre sull’orlo della miseria, e di Richard Quin il più giovane, ma dotato di una saggezza filosofica che lo fa vivere in gioia come i gigli che crescono nel campo.

“.Vorrei poter stare seduto tutta la notte a osservare il movimento lento delle costellazioni..non l’ho mai fatto .Il problema che anche dormire è bello…Le cose belle del mondo sono troppe. Anche quando si gode di una cosa ce n’è qualcun’altra che ci sta sfuggendo”

Versione romanzata dell’infanzia della stessa autrice che fu attrice di teatro, femminista antelitteram, socialista e suffragetta allo scoppio della prima guerra mondiale.

Si tratta di una trilogia dal titolo originale “The Fountain Overflows” che vorrebbe ripercorrere cento anni di storia.

Una lettura piacevole, soprattutto femminile, ed io immagino signore e signorine sotto pergolati fioriti con in IMG_20180630_200314mano uno dei volumi della West e tornare con essa nella Londra di fine Ottocento e oltre.

Interessante per gli amanti della musica e per tutti coloro che vogliono conoscere vite altre da sé.

Personaggi indimenticabili come la madre che regge e fa scorrere gli ingranaggi difficili della famiglia.

Sempre e soprattutto di animo femminile parla il romanzo breve di Cristina Comencini e

Da soli” sebbene i punti di vista vengano espressi anche dagli uomini.

Due coppie amiche che si separano.

In una decide il marito, nell’altra decide la moglie.

Sessantenni che cercano di capire chi sono veramente e che cosa vogliono da un matrimonio.

E un dilemma nuovo che appare in questo inizio secolo:stiamo meglio da soli o con qualcuno accanto notte e giorno? Ci vuole coraggio per capirsi e scegliere la vita a noi più confacente.

Potrebbe interessare anche i miei amici uomini.

Per non dare sempre tutto per scontato.

IMG_20180629_183742Ed infine per analizzarci fino al midollo…ovviamente “Sul lettino di Freud” di Irvin Yalom dove possiamo scandagliare ogni sussulto del nostro animo, però in chiave un po’ dissacratoria. E con tanto di storie di psicoanalisti sull’orlo di una crisi di nervi. Divertente alla fine. Con sempre qualcosa che ci riguarda. Da non tralasciare mai indagini sul nostro percorso passato e presente.

Cogito ergo sum.

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RESTO QUI di Marco Balzano, ed. Einaudi

pubblicato da: Mirna - 11 luglio, 2018 @ 4:35 pm

IMG_20180711_173942Ora capisco perchè mio padre era così affascinato da Curon Venosta e da quel campanile che emerge dall’acqua come un fantasma.

Ci passavamo spesso poi negli anni Sessanta – come turisti – ma sono certa ci avrà raccontato la storia dell’allagamento del paese perchè a quel tempo vivevamo ancora a Merano.

I miei genitori avranno seguito dunque con partecipazione tutto ciò che avvenne a quei due paesini della val Venosta: la costruzione della diga con la distruzione di tante casette e masi.

Per questo ho letto avidamente il romanzo di Marco Balzano che seppur in chiave romanzata ci racconta la storia degli anni travagliati del fascismo, dell’arrivo degli italiani in sud-Tirolo (e fra questi la famiglia di mia madre), le difficoltà e le sofferenze per gli altoatesini.

Si parla della coesistenza dolorosa di due popolazioni che hanno subito la prepotenza e la violenza politica dei tempi e che oggi speriamo di non dover più rivivere.

Seguiamo le vicende di Trina, diplomata maestra, ma che per le leggi fasciste non può insegnare tedesco. Per alcuni anni fa la maestra clandestina. Poi sposa un contadino che ama la sua terra di pascoli e fiori.

Nascono due figli.

Marica è l’attesissima secondogenita che a 10 anni nel tourbillon del Nazismo incombente fugge con gli zii in Germania senza lasciare traccia di sè.

Un dolore immenso attanaglia i genitori, e se il padre tenta di fermare in disegni il ricordo della figlia, Trina le scrive una lunga lettera per raccontare il suo amore e tutti gli anni di sofferenza .

Il titolo dunque è importante, non soltanto per ricordare la scelta di molti contadini che decisero di rimanere accanto alla diga in casette prefabbricate pur di non lasciare la propria terra e la propria identità, ma anche come “rimprovero” verso la figlia amatissima che preferì andarsene.

Da leggere

Marco Balzano è nato a Milano nel 1978, dove vive e insegna.

Ha vinto numerosi premi tra i quali il Campiello nel 2015

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Ricordando Maristella

pubblicato da: Mirna - 5 luglio, 2018 @ 5:15 pm

 

E’ facile e difficile lasciar correre i pensieri.IMG_20180627_121736

Facile se mi soffermo a guardare il volo delle farfalle sulla mia lavanda e lungo la scaletta di pietra che porta al glicine fiorito e alle altre piante liguri. Tutto sembra fluire in pace come se la vita non avesse interruzioni. Un panta rei fluido e ameno, l’estate sembra fermarti nell’hic et nunc, ti assopisce e obnubila un po’.

Difficile invece quando i pensieri incontrano i ricordi sassosi delle assenze ed allora ti senti fragile e più sola.

Ed ancora un’altra amica se n’è andata da poco, un’amica con la quale ho condiviso quarantotto anni della mia vita.

Maristella incontrata nel 1970 insieme con Marina e con mio marito Piero.

Tutti sulla stessa nave da crociera in un’estate di giovinezza e speranze .

Viaggio, avventura, amore, vita.

Ricordi di scali in nord Africa, a Madera,alle Canarie,  in Spagna, risate, emozioni.

Insieme abbiamo vissuto l’esperienza forte del naufragio della nave Fulvia C nel luglio 1970.

Poi ognuno ha continuato percorsi di vita diversi, ma sempre unite da progetti in comune.

Devo ringraziare Maristella se ho lavorato per Versace e non solo.

Incontri annuali e ultimamente- dopo l’inizio della sua malattia- semestrali.

Generosa, diretta, ospitale,autentica nei suoi pregi e difetti.

Stefania ed io siamo state invitate anche a Londra nell ‘appartamento suo e di suo marito, Arlington House, accanto a Green Park.

Ricordi di parties giovanili, di spettacoli alla Scala, di cene con Marina, di shopping e risate,IMG_20160417_160404

di battibecchi sui miei capelli che dovevo sistemare secondo i suoi consigli.

Sono andata a Milano lo scorso mercoledì per il suo funerale.

IMG_20180627_130303Poi sono tornata nella sua casa che so non vedrò mai più.

Ho chiesto di sdraiarmi sul suo letto, nella sua camera azzurra. E mi sono abbandonata senza difese al flusso di coscienza.

Troppe cose da dire, raccontare, ricordare.

Ma guardando ciò che lei ha guardato per tanti anni mi sono sentita lei stessa.

Ho percepito intensamente il gusto del bello che ha sempre permeato la sua vita, e  ciò che poteva provare negli ultimi tempi:

stupore di non essere più così energica, ma anche speranza di riappropriarsi della propria vita.

Ho ammirato i suoi quadri alle pareti, la marina azzurrata e il vecchio che  a Londra era  appeso IMG_20180627_130222sopra il camino.

Ho ritratto la poltrona blu dove spesso si sedeva ormai stanca ma sempre indomita a parlarmi dei suoi impegni e progetti.

Ho detto addio alla casa che conosco così bene, alle sue orchidee che mi sembravano già orfane.

Addio alle parole sospese tra lei e suo marito durante i pasti, alle nostre lunghe conversazioni sul nostro passato, sugli abiti, sull’arte, sulle amicizie comuni, su ciò che la vita ci ha offerto .

Mi sono lentamente congedata dalla sua essenza  in quella luce obliqua e azzurra, ricca dei suoi ultimi faticosi sorrisi.

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CRONACHE DI BORZONASCA. IL GIARDINO NELL’ANIMA

pubblicato da: Mirna - 20 giugno, 2018 @ 10:59 am

 

Luglio caldissimo 2015 001IL GIARDINO NELL’ANIMA

E’ sempre dentro di noi il desiderio di giardino, quel luogo circoscritto, sicuro, ancestrale, che ci accompagna daiIMG_20180613_204236 primordi dell’umanità quando nell’Eden eravamo felici.

C’è nell’infanzia di tutti un giardino dove erba, fiori, alberi erano nostri compagni e IMG_20180612_132340complici. Poteva essere segreto, non nostro, lontano, vicino, ma quando ci trovavamo accanto a cortecce, fili d’erba, fiorellini, farfalle, api ci sentivamo a casa.

Perchè un giardino è anche uno stato mentale nel quale ci si può spogliare dalle maschere, dai condizionamenti e tornare fiore che cresce, foglia che si muove senza regole umane.

Da bambina avevo un cortiletto piccolissimo, ma c’erano alcune alberelli, violaciocche e un amico al di del muretto. Luogo che IMG_20180611_182737sentivamo solo nostro. Non ricordo adulti, ma solo bambini.

Come nel bellissimo libro per ragazzi  “Il giardino segreto”

E poi intorno a noi c’era la campagna con fiordalisi e papaveri ai tempi delle spighe.

E lucciole e profumi di tiglio. Atmosfere magiche.

IMG_20180607_111935IMG_20160630_182842Ho molti libri che raccontano giardini.

Stupendo “Il giardino di Virginia Woolf”curato con maestria e cuore da suo marito Leonard.

Anche soltanto sfogliando le pagine ci si può immergere in visioni di fiori bianchi, gialli, i famosi “daffodils” (giacinti, di cui parla Woosdworth in una romantica poesia). Mi piace soltanto nominare i nomi di clematide, cerfoglio, viburno,euphorbia, anemoni, astri, nasturzi, delphinium (anche se alcuni non li conosco) per sentirmi in una zona franca dove regnano bellezza ed armonia.

Elizabeth von Arnim ha scritto “Il giardino di Elizabeth” che divenne la sua vera “home” dove scappare IMG_20180614_180126dal marito autoritario e dalla noia.

Un’ appendice postuma al suo racconto è un delizioso libretto “Il giardino perduto” che altro non è che il IMG_20160619_163446ricordo dell’infanzia quasi magica vissuta nella proprietà dei nonni.

Quando mio marito Piero volle ristrutturare questa vecchia casa con giardinetto a fasce sul retro feci un po’ di resistenza, ma a lavori ultimati e nonostante scale e scalette per accedere sia all’appartamento, alla mansarda e ai giardinetti rimasi affascinata.

Fu un amore a prima vista.

In quella lontana estate del 1996 potevate sentirmi declamare Montale “Meriggiare pallido e assorto”, vedermi in estasi di fronte agli allori, agli amareni, alle camelie, alle rosse rose antiche dette rose d’amore, comporre poesie dove dicevo “Soprattutto io amo possedere fiori d’amarene e di limoni, ecc”.

Pur essendo un giardino piccolo, verticale, scoprivo bellezze e sorprese: roselline rosa che si arrampicavano in IMG_20160624_201907alto dove edera, bosso nascondevano un altro piccolissimo camminamento che dà su un sentierino in alto, c’è addirittura un po’ d’uva.

Ci sono poi una palma, un nespolo, un pruno, un albero di cachi, un arancio selvatico e rosmarino, melissa, gelsomino che a sera, insieme ai tigli vicini, ci avvolgono in un profumo intenso.

Agosto, Borzone, varie 002Mi meraviglio sempre quando dopo aver goduto del sole accanto a ortensie, spadoni, belle di notte, mi affaccio dal balconcino del salotto e noto che presto fioriranno le dalie, le rose rosa stanno sbpcciando , il lillà freme, Mimilla è felice e vedo persino alcune lucciole brillare timidamente sulla porta del casotto e nell’orto del vicino.

E’ un microcosmo lo so, ma ogni fiore, ogni odore che sale nella notte calda , ogni garrito IMG_20180614_111556delle ultime rondini rappresentano il nostro mondo desiderato, mondo che possiamo sempre ricreare nel nostro cuore e nella nostra anima affidandoci alla Natura che procede nonostante tutto.

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LA FATTORIA DEI GELSOMINI di Elizabeth von Arnim

pubblicato da: Mirna - 15 giugno, 2018 @ 4:15 pm

 

LA FATTORIA DEI GELSOMINI

Da non perdere questo delizioso racconto di Elizabeth von Arnim.IMG_20180615_100914

Ottima romanziera, questa scrittrice nata nel 1866 in Australia, riesce a mantenere salda una trama colma di ironia sociale e  che fa divertire come un romanzo di Woodhouse.

Dalla residenza lussuosa di Lady Midhurst dove un troppo uso di uva spina nei menu causa malesseri e disagi tra gli ospiti fino a una casetta in Provenza.

La pura e casta vedova Daisy Midhurst adora la propria figlia Terry che sembra crescere con le stesse materne virtù vittoriane tra Londra e le residenze di campagna. Devotissima figlia non si decide però mai a sposarsi.

Ma che è successo nella lussuosa dimora tra una crostata e uno spumone all’uva spina?

Alcun ospiti giocano a scacchi, tra questi Andrew  l’amministratore della grande ricchezza di Lady Midhurst, altri corteggiano Rosy la giovane e attraente moglie di Andrew.

Rosy è di un altro ambiente sociale, l’unica cosa che le piace è farsi ammirare con i vestitini nuovi che la madre è riuscita a procurarle. Infatti generalmente non sa che dire e ripete spesso per non sbagliare “Scusi, diceva?

La giovane virginale Terry, spesso vestita di bianco, non è però come la società pensa che sia.

Lei è moderna, anticonformista, detesta l’ipocrisia ed è fiera di essere l’amante di Andrew, il quasi sessantenne amministratore e… pure marito di un’altra.

Relazione che viene celata, pur amandosi, per non far soffrire l’adorata madre di lei.

Ma c’è un’altra madre, quella di Rosy, la formosa e vitale Mrs.de Lacy che vive con figlia e genero.

E che presto saprà della tresca…

che fare per poterne trarre vantaggio?

Circostanze e dialoghi divertenti, un allegro cinismo e un dileggio sia del conformismo dell’aristocrazia inglese sia dei parvenu;  però alla fine  un punto a favore va alla  poco raffinata ma sincera Mrs.de Lacey.

IMG_20180613_204236Le due dame saranno a confronto proprio in Provenza, nella fattoria dei gelsomini dove Mrs.Midhurst è fuggita per nascondersi dallo scandalo.

E questa parte del romanzo è veramente da gustare: due mondi antitetici a confronto con il  “contorno” di altri personaggi arrivati a sorpresa.

Da non tralasciare i due esterrefatti custodi, uno silenzioso, l’altra che commenta ogni accadimento con “Tiens”.

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CRONACHE DI BORZONASCA 2018

pubblicato da: Mirna - 10 giugno, 2018 @ 8:40 am

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CRONACHE DI BORZONASCA

Potremmo chiamarle “Transilvania, mon amour”: piovaschi, nuvole basse, sensazioni di IMG_20180607_111933autunni incipienti, non certo di estati folgoranti liguri e montaliane.

Ma è nella natura cercare la soluzione ottimale, n’est pas?

Ed allora troviamo meraviglie nelle piante rigogliose, godiamo della felicità di una gattina nera che osserva uccellini canterini dalla finestra IMG_20180609_120222della cucina, che si avventura tra erba rorida di pioggia di giugno , nell’arrivo di P1000431verdure freschissime dei miei vicini tutelari.

E poi la cara amica che arriva con libri e racconti ed insieme aggrediamo l’umidità andando a mangiare in trattorie collinari. Stoccafisso bianco a Cichero, baciocca ed altre leccornie liguri a Belpiano.

Località dai nomi suggestivi che ci rimandano a boschi e boschetti di latifoglie, a momenti di pace arcadica.

Ma già l’arrivo in questa mia seconda casa mi abbraccia con l’affetto di mio marito.IMG_20180603_173806

Tutto è stato scelto insieme: da dove arriva la luce, la disposizione delle poltroncine, dove sistemare i fiori del giardinetto. E quest’anno, IMG_20180609_111840meraviglia delle meraviglie, gigli profumatissimi.

IMG_20180608_183741Sempre salire le scalette delle tre fasce mi regala sorprese: le ortensie, i fiori degli spadoni –  mai visti – !, amarene pronte per essere gustate all’istante o per fare la marmellata.

Sensazioni diverse da quelle cittadine mi assalgono e stemperano l’abitudine della monotonia. Le sorprese sono tra l’era, tra melissa fiorente, rosmarino profumato, rose d’amore e cascate di roselline. I canti di certi uccellini queruli che disturbano Stefania mentre prova le polacche e i valzer di Chopin che suonerà a Postdam.

Predisponiamo l’animo e il corpo (le stanche membra come diceva Giuliana) a piaceri semplici di aria buona, IMG_20180608_184042pigri pomeriggi tra letture e tisane, a cercare di rimescolare la nostra vita alla luce di piccoli grandi  cambiamenti cercando di non farci suggestionare dalle nubi che qui a Borzonasca incombono sul monte Cucco , indicatore meteorologico di grande rilevanza, ma pensando che il sole è lì dietro pronto a splendere per farci rifiorire…

…noi e i fiori.

 

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PIZZA DI CLASSE PER IL LIBRINCONTRI E CONSIGLI DI LETTURA

pubblicato da: Mirna - 2 giugno, 2018 @ 6:50 am

IMG-20171206-WA0003Da Roberto Menestrina, IMG-20180601-WA0015

“Carissima Mirna

Come ti dicevo, di interessante in questo periodo ho letto il diario di Henry Morton StanleyCome ho trovato il dottor Livingstone”.

I due protagonisti non emergono come figure impeccabili; il primo era un giornalista e avventuriero a caccia di notorietà e di finanziamenti. Livingstone, d’altra parte, era forse un missionario, ma soprattutto un cacciatore di notorietà tramite esplorazioni geografiche, sull’esempio di Richard Francis Burton, lo scopritore delle sorgenti del Nilo.

Il diario è piuttosto ingenuo, volto ad esaltare gli sforzi fatti nella missione, ma lascia trasparire qual’era l’atteggiamento comune relativamente alla conquista dell’Africa nell’ ‘800.

Gli occidentali, europei e americani, non ci fanno una gran bella figura, ma emerge anche il ruolo che hanno avuto arabi e indiani nelle vicende connesse alla tratta degli schiavi e al finanziamento delle guerre interne tribali. Il tutto molto poco “politically correct”.

A me ha ricordato “Cuore di tenebra”, un po’ gli stesi fatti ma visti con uno sguardo opposto a quello critico e addolorato di Conrad.

Ho letto un giallo di Connelly, tipicamente americano, senza troppe esagerazioni, buono per addormentarsi.

Ho letto un giallo di Indridason, tipicamente nordico, un po’ cupo e umido, ma si legge bene. Ne leggerò altri.

Mi ha un po’ deluso “Il giocatore occulto “ di Arturo Perez-Reverte.

Sono stato invogliato dall’autore: avevo letto “Il club Dumas” (vedi film “La nona porta”) e di “La tavola fiamminga”, due libri molto intriganti, ben congegnati e ben scritti. Il primo fra collezionisti di libri antichi e satanismo; il secondo con una memorabile partita di scacchi..

Ero già stato deluso dal ciclo del capitano Alatriste, veramente povero, secondo me scritto per far cassetta, e l’ho presto abbandonato dopo un volume.

Quest’ultimo romanzo è appena sufficiente, un brodino allungato sull’assedio di Cadice da parte dei napoleonici e una serie di efferati delitti.

Ho anche letto “Una pinta d’inchiostro irlandese” di Flann O’Brien. Narrativa d’avanguardia degli anni ’40. Ricorda Joyce, fortuna è più corto. Solo notevoli alcune pagine scritte a imitazione delle saghe nordiche . Vedi saga di Cuchulain.

Infine ho letto “Hotel Angleterre” di Nico Orengo. Purtroppo. Qualche notizia e qualche storia su Puskin. Ma quanto si ama questo scrittore, quanta gente famosa conosce, quanto sa scrivere elegante. Cala Trinchetto.

Volevo infine ringraziarti per i gentili inviti ricevuti e per le piacevoli riunioni a cui mi hai fatto partecipare. Con l’arrivo dell’estate mi trasferisco a Pozza di Fassa fino a settembre e non sarò pertanto presente. Spero ci rivedremo ad ottobre, dopo aver letto molti altri libri. Ti manderò qualche altro resoconto di libri, nel frattempo.”

Abbiamo concluso l’altra sera con la pizza di classe i nostri incontri al bar Città sempre in allegria e con voglia di parlare delle nostre ultime letture. Evviva. IMG_20180531_204336

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LA SAGA DEI CAZALET di Elizabeth Jane Howard

pubblicato da: Mirna - 2 giugno, 2018 @ 6:40 am

Cinque volumi di circa 600 pagine l’uno.Cazalet

Letti in un mese o poco più. Consumati per consolazione dopo l’addio della mia amica.Vicenza Novembre 2011 023

Siamo in Inghilterra, il luogo immaginifico e letteraturizzato che  ha fatto incontrare me e Giuliana. Luogo dei nostri desideri e del nostro immaginario. La lentezza, le tradizioni inglesi, il rito rassicurante  del tè delle cinque. Le storie della nostra adolescenza si svolgevano  a Londra e dintorni,tra cabine del telefono, cassette postali  e bus rossi, i Beatles erano in Abbey Road.

Già pronte, sebbene italiane provinciali, a vestirci in minigonna e indossare il basco di Mary Quant

Ci sentivamo libere eppure a casa perchè stavamo vivendo il nostro sogno. Gli anni più spensierati anche grazie alle nostre affinità, al nostro gusto per la vita e per le scoperte, al nostro sense of humour, sono stati quelli abroad. All’estero. .

Giuliana non ha letto la saga dei Cazalet. Troppo occupata ad accudire i gatti di Aquileia, ma non solo. Torte per tutti. E soprattutto  impegnata  a dispensare la sua arguzia intelligente e buona.

Avevo cominciato a parlarle di questi romanzi: la famiglia dell’alta borghesia industriale vissuta soprattutto  nell’arco delle due guerre.

Ho già descritto alcuni libri.Amarcord V 28 Aprile 18 003

L’albero genealogico campeggia nelle prime pagine. I capostipiti , i tre figli maschi, l’unica femmina Rachel che si scoprirà attratta dalle donne, Zoe la seconda moglie, ecc. . ,

E tutto ciò che può portare una vita matrimoniale. Amore, tradimenti, felicità, dolore,

E i giovani. Quante storie dunque.

Dove riconoscersi in parte perchè tutto ciò che accade a un essere umano può accadere ad un altro.

Sfondo storico le due guerre, le privazioni, la battaglia d’Inghilterra, il dopo guerra.Cazalet (2)

Romanzi più adatti a noi donne che amiamo rifugiarci spesso nelle piccole cose quotidiane che ci difendono, rilassano, ma danno sapore alla vita intera. Anzi ne sono il paradigma.

Libri che conserverò nella mia biblioteca, che rileggerò soprattutto in momenti difficili perchè potrò entrare di nascosto in altre vite che mi consoleranno e che mi porteranno in quell’Inghilterra divenuta per me ormai il luogo della fine estate 2016 + Giuly 012giovinezza, dell’allegria, delle scoperte.

E a Giuliana che mi manca come l’aria.

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COME CADE LA LUCE di Chaterine Dunne e PRIMA DI ME di Julian Barnes

pubblicato da: Mirna - 28 maggio, 2018 @ 10:42 am

IMG_20180519_091329Consigli di lettura agli amici che mi seguono.

Un romanzo soprattutto  per donne Come cade la luce perchè Catherine Dunne, l’autrice del fortunato La metà di niente, è bravissima ad indagare l’universo femminile, il suo modo di sentire e di vedere le cose.

Rimaniamo nell’universo domestico e seguiamo la vita di una famiglia cipriota costretta ad abbandonare Cipro  dopo il colpo di stato del 1974. Una famiglia composta di cinque persone trasferitesi in Irlanda . Seguiamo la storia , i dolori e le gioie dei personaggi secondo il punto di vista delle due sorelle Alexia e Melina.

La trama è ricca e forse un po’ ridondante, ma sicuramente  interessante.  Si parla di malattia, di matrimoni, di morte, di tradimenti  e di amore. Come nella vita di noi tutti.

Più adatto forse ai lettori uomini il romanzo trasgressivo di  PRIMA DI ME di Julian Barnes, ottimo scrittore inglese. Autore di Il senso di una fine, Il pappagallo di Flaubert, Il rumore del tempo che vi ho presentato già nel blog.

Il protagonista è Grahm Hendrick  un accademico, un marito annoiato, un padre distratto. Un uomo senza qualità.

All’improvviso dopo 18 anni di matrimonio incontra Ann, un’effervescente ex- attricetta, spontanea, franca, desiderabilissima.

Divorzia ed è convinto di iniziare una nuova vita di miele.

Ma la gelosia retrospettiva lo avvelenerà e il suo modo d’essere cambierà in modo surreale e paranoico.

Romanzo quasi comico, ma scabroso. Un trattato lucidissomo sull’amore, il sesso, la gelosia, l’indedeltà, e non ultimo, il potere dell’immaginazione malata

 

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PENELOPI…FOR EVER

pubblicato da: Mirna - 23 maggio, 2018 @ 4:55 pm

maggio 2018 032E poi a Maggio c’è la serata conclusiva della stagione delle Penelopi.

Chi mi legge conosce questo salotto musicale, artistico e colorato di Cristina.

Le Penelopi  sono ormai un’istituzione: fondata decenni or sono da Cristina, mamma e sorelle come incontri di maggio 2018 033ricamatrici  si  è trasformato con il tempo in raduni più artistici e goderecci.

Questo viene ricordato dal nostro inno penelopesco.

Un mondo incantato dunque: un mondo a parte nel quale, appena entrate, si riescono a dimenticare affanni e tristezze.

maggio 2018 006Cristina ci diletta al pianoforte, ci spiega e ci racconta, alcune di noi cantano, altre recitano poesie o leggono raccontini.

A Carnevale poi c’è un’apoteosi di creatività teatrale grazie ai costumi che Cristina, mamma e sorelle, hanno creato in tutti questi anni.

maggio 2018 008Insomma ognuna di noi è orgogliosa e felice di essere Penelope.

A maggio veniamo accolte da un giardino di azalee, gelsomini in fiore, da luci soffuse e poi entriamo nel salotto sorridente di questa bella signora bionda che ci ospita sempre con garbo e originalità.

Non dimentichiamo che una volta al mese ci accoglie anche nella sua Accademia delle Muse.

E’ bello rivedersi, aggiornarci.

Questa volta abbiamo ascoltato Cristina al pianoforte, Giovanna che maggio 2018 024maggio 2018 026cantava, Maria Teresa e Anita che recitavano poesie. Abbiamo cantato in coro  l’arrivederci amiche, una canzone che si ripete ogni anno e che ci dà la sicurezza della continuazione di questo nostro legame femminile.

Importante anzi importantissimo il momento delle libagioni. Si fa a gara nel portare torte salate e dolci ed è tutto un cicaleccio, uno scambio di ricette, ma non solo.

Si brinda, ci raccontiamo, balliamo, ridiamo.maggio 2018 034

Soprattutto ci sentiamo bene  avvolte come siamo da fiori, profumi, sorrisi, musica.

Grazie Cristina.

 

 

S

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