RIFLESSIONI DA BORZONASCA

pubblicato da: Mirna - 12 agosto, 2015 @ 10:49 am

 

RIFLESSIONI BORZONASCHINE

Luglio caldissimo 2015 005Eh sì, ci sono giornate in cui si ha voglia di fermarsi a riflettere tanto più quando sul calendario  si confonde un giorno per un altro e ci si trova in un LAVAGNA E ABITI AGOSTO 15 035luogo  sospeso come i miei giardinetti.

E’ ancora caldo, ma mi sono accorta che siamo oltre la metà dell’estate.  Un giorno solo con se stessi dunque è necessario   per assaporare i bei momenti vissuti, elaborare le preoccupazioni, progettare i giorni a venire ancora caldi, ancora azzurri.

Riflettere perché siamo diventate così, cercare di capire ciò che ci piace , ciò che ci fa star bene.

Mi meraviglio per esempio  del mio rapporto con certi animaletti, un tempo avrei strillato e sarei fuggita, ora mi ritrovo a prendere in mano un piccolo geco ed ammirare la sua perfezione, a guardare una farfalla notturna che si riposa sulla parete della mansarda, ad accettare stoicamente che Mimilla giochi a palla con uno scarabeo ormai defunto quando io  pensavo fosse un legnetto.

Agosto, Borzone, varie 038E poi il diverso approccio davanti a una giornata senza impegni.

Non panico, ma ricchezza di inventare nuove coordinate esistenziali. Piccole cose (riguarderò i due nuovi abitini comprati con Grazia; leggerò sulla terrazza ) o pensieri importanti (traslocherò?), (Stefy negli States piena di soddisfazioni artistiche)

Mi spiace ovviamente che l’amica di Recco abbia spostato la sua visita e cheLAVAGNA E ABITI AGOSTO 15 032 oggi sarò sola…ma il pomeriggio sarà una pagina bianca da dipingere (tanto per fare un po’ di retorica).

Intanto scrivo, poi leggerò,innaffierò quelle povere surfinie assetate,   assaporerò in pieno questa calda estate lasciando che il sole con la sua luce inondi tutto fino a sera quando forse nel buio voleranno stelle cadenti.

E poi qualche telefonata, qualche mail,  una visitina su Facebook …questo nuovo grande palinsesto della comunicazione.

E a tal proposito, penso che  forse lo stesso blog stia diventando obsoleto: occorre tempo per leggere una paginetta e motivazioni particolari per Luglio caldissimo 2015 002interagire a tono. Molto più veloce il saluto, la frase riassuntiva di un momento, l’immagine in tempo reale che troviamo su FB.

E’ il nuovo modo per stare insieme, per condividere  all’istante emozioni, sensazioni, pensieri.

Anche questo secolo continua, come il precedente, ad essere quello dell’ansia – come scriveva uno  psicologo -. In fondo siamo sempre come Eva che vuole cogliere subito il frutto maturo per poi  farlo assaggiare a chi ci piace..

 

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LEGGERE MODIANO…DORA BRUDER

pubblicato da: Mirna - 9 agosto, 2015 @ 10:24 am

 

LEGGERE MODIANO …

Leggere Patrick Modiano in questa lunga estate calda è una garanzia e un abbandonarsi al suo vagabondare nei meandri della memoria, del tempo e dello spazio.

E’ quasi rinfrescante tornare nella Parigi meno conosciuta alla ricerca di persone che hanno tutto il diritto di non essere dimenticate.  E’ quello che ci dice Modiano in DORA BRUDER, un piccolo grande romanzo pluripremiatoLAVAGNA E ABITI AGOSTO 15 044 che  lo ha reso famoso  anche in Italia un po’ prima del Nobel.

I pensieri  dell’ Io narrante sono turbati ed affascinati  da un articolo di Paris Soir del 31 dicembre 1941. Trovato per caso tanti anni dopo.

“Dora Bruder, 15 anni è sparita”

Abitava nei pressi di Clignancourt, un quartiere in cui chi scrive ha abitato.  Ed ecco che un imperativo categorico spinge  quest’uomo ormai maturo a cercare le sue tracce. Inizia un viaggio a ritroso per riportare alla luce ciò che la vita e la storia hanno cancellato.

Ritrova una foto della quindicenne  e scopre che era stata mandata in un istituto cattolico, lei ebrea. Forse per salvarla dai nazisti? Siamo già in tempo di occupazione. O forse per un suo probabile carattere ribelle che ha bisogno di disciplina ferrea ?’ Quante domande si pone questo io narrante che incrocia gli stessi luoghi della ragazzina che fatalmente infine sarà catturata dai tedeschi.

Modiano non vuole far cancellare nessuno, desidera quasi dipingere un affresco di tutta l’umanità , un’umanità che è presente sempre perché per ritrovare persone ormai scomparse basta infilarsi nelle fessure del tempo quasi che egli lo vedesse sfilacciato e volesse sentirsene dentro . Certamente i meandri  di Parigi sono metafora dei meandri della mente, la città  si presta alla ricerca di persone che hanno percorso le stesse strade, osservato gli stessi monumenti o addirittura visto lo stesso film.

E qui Modiano è ineguagliabile: rivede un film del 1941, “Primo appuntamento”, una storia leggera, d’amore, e lui è  sicuro che anche Dora lo avrà visto, forse fantasticando di una fuga romantica?  Lui sente che il film è impregnato degli sguardi degli spettatori tanto che sembra che la sostanza della pellicola sia modificata. .

Ho iniziato un altro suo libro “BIJOU” che mi cattura:  qui c’è la ricerca della madre creduta morta ma che riappare sul Metro, sarà lei?  E siamo ancora nella brulicante Parigi, nelle stazioni del Metro , precisamente sul tapis roulant di Chatelet (che io ricordo perfettamente)

I viaggi, le stazioni, le rincorse, l’andirivieni della folla, ogni persona una storia,  le riflessioni sulla vita, i ricordi, la propria vita. Quella donna dal cappotto giallo è sua madre? Una foto datata riporta a  quel volto.

E l’osservare sempre un po’ in disparte per capire a fondo ciò che è accaduto e ciò che si rimescola dentro di sé è un timoroso partecipare agli accadimenti.

Sento che anche questa storia mi piacerà.

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LE GIOIE DELLA VILLEGGIATURA DI…MIMILLA

pubblicato da: Mirna - 3 agosto, 2015 @ 12:40 pm

 

DAL DIARIO DI…MIMILLABorzonasca giugno 15 056

 

Sì, lo ammetto, mi piace trascorrere alcuni mesi in questo paese nonostante il viaggio di cinque ore rinchiusa in gabbietta. Anch’io ho voglia di aria aperta, di odori, di vedere qualcosa che non sia il solito appartamento di città.

Riconosco sempre sia le stanze che il giardinetto di Borzonasca  e soprattutto riconosco il vicino che mi piace tanto. E’ tranquillo ed ha l’orto molto più curato del nostro: terra vangata dove rotolarmi, piante di lamponi in cui nascondermi, prato profumato di maggiorana, timo e rosmarino. E poi lui mi chiama “Micia”.

Invece la mia adorata  Tata mi ha trovato questo nome un po’ altisonante eEspressionismo a Genova 025 devo dire che un po’ mi imbarazza quando mi chiama a squarciagola  “Mimilla! Amore! Vieni a mangiare la pappa! Vieni a fare la nanna!”

Vabbè lei mi vuole molto bene – amore reciproco s’intende – ma mi tratta un po’ da bebè.

Ed io la accontento rispondendo quasi sempre ai suoi richiami.

Lei d’altronde mi vizia: scatolette prelibate, bistecchine di pollo, salmone affumicato e poi non dimenticherò mai la sua pazienza amorevole quando mi ha risollevato dalla grande depressione della  mia prima infanzia.

Caucaso luglio n15 010Così faccio buon viso a cattivo gioco. Quando passeggio a sera sui tetti del vicino e guardo la luna piena  corro al suo richiamo –sono certa che vuole compagnia mentre guarda la TV – mentre io me ne starei a caccia di gechi o cavallette. E di notte gli odori sono incantevoli…

Per fortuna durante il giorno ho molta libertà, mi lascia persino aperta la porta finestra mentre lei se ne esce con la sua amica, ed allora…libertà…ricncorro grilli e lucertole, mi affilo le unghie sui tronchi o semplicemente me ne sto al sole ad osservare le farfalle e gli uccellini.

E a proposito di lucertole…se c’è lei –  la mia amata Tata – non posso giocare perché si mette a strillare”  Mimilla,  NO. La lucertola no” E si arma di scopa e paletta per spostare quello strano  animaletto . Però tempo fa ho conosciuto una certa Lucrezia -Lucertola furba. (Questo l’ho capito ascoltando i discorsi della Tata .  non  fa che parlare di me e di libri, qualche volta anche di Stefy). Ebbene questa lucertola si è finta morta, per ben due volte… io non mi diverto se non si muove. Che gusto c’è? E lei, la mia amata Tata, a esaltare quel coso per la sua intelligenza!

Portiamo pazienza, pensate che mi ha strappato da sotto il naso un fiore cheLuglio caldissimo 2015 005 conteneva una farfallona grassa che succhiava il nettare ed era rimasto incastrata! Che goduria vederla dimenare il sederino, volevo giocare un po’, ma lei..”NO,  Mi milla, salviamola” Così butta il fiore in un angolo e quella – la farfalla- se ne vola  via alla svelta per poi ritornare più tardi a farsi beffe di me.

E stamattina? Voleva andare al mare in automobile (so che lei non guida volentieri)…ebbene un melodramma. Mi guardava con angoscia e avrebbe voluto che entrassi in casa…con una mattinata splendida di azzurro e di  verde fremente? Mi baciava come fosse l’ultima volta e poi telefona a Grazia e le dice “Se non tornassi fa da madre  a Mimilla!!!”

L’ho guardata un po’ sconcertata (lei poi ha detto che avevo uno sguardo disperato!) Ma perchè non diventa un po più ZEN come me ? Almeno Stefania ci prova.

Luglio caldissimo 2015 016Però, però, mi piace essere coccolata, accarezzata, pulita, baciata; mi piace parlare con Lei, la mia Tata, quasi mamma (la mia  mi ha abbandonata alla nascita! Sigh) . Comunichiamo anche telepaticamente, talvolta io entro nei suoi sogni e lei entra nei  miei.

E’ un amore assoluto. Altro che “La donna di Gilles”

 

 

 

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Le divertenti avventure di AGATHA RAISIN di M.C.Beaton

pubblicato da: Mirna - 31 luglio, 2015 @ 4:33 pm

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LE AVVENTURE DI AGATHA RAISIN di  M.C.Beaton, ed.AstoriaLuglio caldissimo 2015 036

Che fortuna che Grazia abbia tutta la serie di questa investigatrice dilettante , donna di mezza età con le le caratteristiche delle persone normali, pregi e difetti.

La casa editrice Astoria sta pubblicando con successo romanzi di scrittrici inglesi . Questi libretti rossi sono diventati sinonimo di intrattenimento gradevole. Scrittura buona, storie intriganti.

Alla fine ci saranno 25 romanzi su Agatha, ma per ora sto leggendo in ordine le sue prime avventure e devo confessare che mi piacciono tutte per quel certo non so che di leggero e di consolatorio. Come avrei fatto a superare i caldissimi pomeriggi di luglio senza tuffarmi nella campagna  inglese, precisamente a Carsely nei Cotswolds? Paesaggi  riportati dai dipinti di Constable e Gainsborough e che fanno parte del mio immaginario o meglio del mio universo parallelo, quello dove avrei voluto vivere – in England. –  Ma il bello è che Agatha stessa  vede il villaggio dove si è rintanata dopo una precoce pensione ancora come il desiderio di esso e non come il raggiungimento del suo sogno.

Agatha  paradigma della self made woman , della donna libera che ha ancora voglia di vivere e di amare.

E poi ci sono le storie “gialle” da risolvere. Quanti omicidi  avvengono nei villaggi inglesi”dove  vivevano anche   Miss Marple, Poirot, Barnaby ,Jack Frost ,sembra  proprio che la quiete campagnola solleciti intrighi ed assassini.

Così ci ritroviamo con un “Veterinario crudele”, con una “Giardiniera inavasata” con una “Strega…” Un mago…, Una fonte…insomma leggere queste storie è fare un viaggio tra le debolezze e le meschinità di taluni e la bontà e luminosità di altri. Come non pensare alla signora Bloxy la saggia e generosa moglie del pastore ?

In questo genere letterario oltre che alla  trama mistery ci piace ritrovare gli stessi personaggi, gli stessi ambienti.

Berci una birra e un gin tonic al pub Leone Rosso o andare in Canonica con le Dame di Carsely, qualche volta fare un salto a Londra per incontrare il giovane ambizioso ed ambiguo Roy, ex dipendente di Agatha.

E che dire di  Bill Wong  il dolce poliziotto euroasiatico che ammira Agatha nonostante il suo carattere difficile?

Li8bri e varie 022E poi ci sono i suoi due gatti…ogni cottage inglese deve averne  almeno uno.

Ed infine il suo amore tormentato e altalenante  per il bel  vicino di casa James Lacey. Anch’egli ultracinquantenne ed ovviamente con il suo modus vivendi.

Amano investigare insieme, hanno ceduto alla passione, si piacciono, ma bisticciano e  spesso si ritirano nella loro sfera privata, soprattutto lui…

Perché leggerli?

Perchè divertono, ci fanno sentire in compagnia di personaggi simili a noi, perché c’è sempre quella suspence investigativa, e perché in estate abbiamo voglia di viaggiare senza muoverci!

Sarebbe raccomandabili leggerli in sequenza come la preziosa Grazia mi sta facendo fare:

Iniziate con “La quiche letale”…

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LE CRONACHE DI BORZONASCA DOPO IL GRAN CALDO

pubblicato da: Mirna - 28 luglio, 2015 @ 10:05 am

 

LE CRONACHE DII BORZONASCA… DOPO

Luglio caldissimo 2015 013LA PRIMA ONDATA DI CALDO

Si respira un po’ di più stamattina: l’aria è frizzantina e il cielo sembra promettere meno afa. Anche ieri sera sulla terrazza ci siamo godute un crepuscolo chiaro di luna crescente, addirittura con lo scialle sulle spalle.

Mi ritrovo un po’ più di energia sia per la temperatura accettabile sia anche per il riappropriarmi della casa  per il momento di nuovo vuota: Stefania è  in volo per gli States, il nostro giovane amico  trentino venutoci a trovare in…bicicletta è già ripartito.

Che cosa  c’è di più congeniale per una blogger se non quello di scrivere appenaLuglio caldissimo 2015 002 alzata con i pensieri ancora nebulosi ma vagamente e forse più acutamente  ricettivi, pronti a delinearsi  per ripercorrere i giorni passati e per riflettere sul presente?

Un’altra fetta di estate è stata caratterizzata dal caldo feroce che ci lasciava storditi e abbacinati di luce, sole, sensazioni sfilacciate. In un certo senso  ci scusava della mancanza di operosità. Tutta la nostra energia rivolta alla sopravvivenza e alla difesa dal caldo…al mattino presto potevo fare una breve passeggiata, poi un rapido caffè al bar per poi risalire con Grazia sulla terrazza ancora in ombra. E poi rifugio in cucina ancora fresca e ore ore distesa a leggere sul mio letto blu. Anche Mimilla lasciava la scaletta cocente e si rifugiava in fondo ai miei piedi o sul pianoforte..

Dopo le 17.00 mi  affacciavo alla terrazza ancora bollente per via del montaliano “rovente muro d’orto” ma  dovevo aspettare ancora un’oretta per riprendere qualche attività, le chiacchiere con il vicino, la cura delle surfinie, lavoretti vari. Ma l’attività  meno faticosa e la più gradevole rimane sempre la Luglio caldissimo 2015 029lettura. Sto leggendo tutti i romanzetti di Agatha Raisin, leggeri, accattivanti, deliziosi. Sfoglio la biografia della poetessa polacca premio nobel  Wislawa Szymborska  e pregusto altri romanzi ben impilati sul cassettone.

Racchiuderò questo mese di luglio languido, sereno nel mio personale album della vita senza dimenticare le passeggiate che siamo riuscite a fare, le tre brevi mattinate al mare dentro l’acqua, la pizza con Grazia, il pesce da Luchin con Stefania, le conversazioni, leLuglio caldissimo 2015 041 telefonate con gli  amici alle prese anch’essi con il loro Luglio.

Ed ora un leggero cambiamento, già si percepisce nelle giornate più corte, nella luce fragrante  del mezzogiorno e i nuovi pensieri si accompagneranno ad altri piccoli e grandi accadimenti.

Un po’ di solitudine produttiva non fa che accompagnare il fluire della nostra vita che può essere placida se possiamo o lo desideriamo.

 

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VIVIANE ELISABETH FAUVILLE di Julia Deck, ed. Adelphi

pubblicato da: Mirna - 25 luglio, 2015 @ 4:15 pm

 

Luglio caldissimo 2015 006Un bel racconto noir, opera prima di una giovane francese. L’ha scoperto Grazia nella sua libreria di Camogli e me lo ha prestato assieme a tanti altri libri.

Ancora letteratura femminile che a me piace perchè sempre il narrare femminile è profondo, complesso, acceso di mille sfumature.

Molto moderno e interessante il modo di scrivere di Julia Deck che  inizia il racconto  dal tempo presente in cui il narratore si rivolge alla protagonista “fermata” in una scena memorabile: nella stanza vuota , sopra una sedia a dondolo mentre culla una neonata. Sappiamo da subito del malessere di Viviane Elisabeth scissa , come i due nomi che porta, in due dimensioni della realtà.

Ha quarantadue anni, un lavoro prestigioso, si è appena separata dopo  la nascita della sua bambina ed ora deve far fronte a una situazione complicata. Ha bisogno di pensare e nello stesso tempo di agire.

E’ appena stato ucciso il suo psicoanalista e lei cerca di far riaffiorare alla memoria che vaga tra passato e presente la sua ultima seduta con lui. Che cosa si erano detti?  Sempre le solite cose e cioè che lei doveva capire  a fondo l’ origine del suo malessere e di quei  terribili improvvisi mancamenti?

Ovviamente anche lei sarà interrogata dalla polizia, ma le risposte che dà appaiono confuse all’ispettore  – che assomiglia a Yul  Brinner –  e a lei stessa.

Ci troviamo con questa bambina in braccio e ci chiediamo da dove sia spuntata” inizia il sesto capitolo, in una sorta di io collettivo o  di doppia personalità per poi giungere  ad un io narrante determinato  che vuole andare a fondo da sola all’omicidio del terapeuta. Riesce a conoscere le persone legate all’assassinato e si presenta talvolta come Elisabeth, altre come Viviane.

Si vuole sapere che cosa è veramente successo, perché Viviane Elisabeth sta così male. Si vuole conoscere il rapporto con il marito, con la madre che ogni tanto ritorna nelle sue frasi e nei suoi pensieri. (Beh, la madre c’entra sempre nei casi di turbamenti psicologici!!!)

La lettura mi cattura, lo leggo in un pomeriggio. Adoro i “gialli”, la psicoanalisi, la “follia” come unica ancora di salvezza.

Grazia ed io lo consigliamo caldamente!

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STRANE CREATURE di Tracy Chevalier

pubblicato da: Mirna - 18 luglio, 2015 @ 6:55 am

 

Espressionismo a Genova 023 Espressionismo a Genova 023STRANE CREATURE di Tracy Chevalier, ed. Neri Pozza

Un’estate torrida? Andate nel Dorsetshire, precisamente a Lyme Regis  e passeggiate sulla spiaggia piena di rocce e di temperature più che fresche. Come?

Leggendo l’ultimo romanzo di Tracy Chevalier, l’autrice de “La ragazza con l’orecchino di perla”.

Anche in questo bel racconto siamo in un’epoca diversa dalla nostra e conosciamo personaggi particolari realmente esistiti.

Siamo nella prima metà dell’Ottocento ed entriamo nel mondo di una creatura speciale, a remarquable creature, Mary Anning che si stacca da ogni catalogazione sociale. Figlia di un ebanista  pieno di debiti cresce nell’insicurezza economica.   E’ sopravvissuta  ancora poppante  ad un fulmine che invece  colpì a morte le due ragazze accanto a lei diventando (forse per questo evento?)  una bambina vivacissima   e attenta. <Si appassiona alla raccolta di fossili  che pullulano sulle costa di Lyme Regis.  Anzi la sua vita sarà dedicata alla ricerca  dei fantastici “ciottoli”, come li chiamava lei, fino alla scoperta del cranio del primo ittiosauro vissuto migliaia di anni fa.  Creatura libera, strana come le creature imprigionate nella roccia che lei scopre e fa “rivivere” , darà con le sue scoperte una svolta importante negli studi sull’evoluzione della specie.

Mary conosce un’altra donna, un po’ strana come lei  perché  dissociata anch’essa  dal modus vivendi delle donne dell’epoca. Elizabeth Philpot giunta con sue due sorelle nel piccolo paese marittimo ama la ricerca dei  fossili di pesce. Non le interessa il matrimonio come unica possibilità di realizzazione della donna,  si sente orgogliosa del suo status di donna sola, libera e istruita.

Tra lei e Mary è nasce dunque un’amicizia complice e profonda che le porterà a vivere ugualmente con soddisfazione la loro vita di ricerca e conoscenza scientifiche non assoggettandosi alle ottuse convenzioni dell’epoca.

Un racconto avvincente che piacerà soprattutto a chi ama letture interessanti e meticolose.

Si scopre lentamente insieme a Mary e ad Elizabeth nientemeno che l’ittiosauro e il plesiosauro dal lungo collo e ti viene voglia di vedere il loro scheletro pietrificato nel Museo londinese di Scienze naturali.  E scoprire ancor di più di queste donne pioniere che hanno dedicato la loro vita a cercare sulle coste spazzate dal vento del Dorsetshire il mistero delle origini del nostro mondo.

Grazie RINA di questo be l regalo.  Ha  rinfrescato questi giorni torridi facendomi “viaggiare” nel tempo e nello spazio .

 

 

 

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DA BORZONASCA …al Caucaso passando per Turghenev

pubblicato da: Mirna - 14 luglio, 2015 @ 3:54 pm

 

CRONACHE DI BORZONASCA  2015

Il caldo perdura, ci sfibra, ci fa sobbollire pensieri, sensazioni, nuovi accadimenti  che saranno poi da riordinare  nell’album dei  ricordi di una nuova estate.

Borzonasca è la parentesi  che mi fa staccare dalla routine trentina e  si riallaccia  alla storia delle mie estati precedenti,  per la maggior parte ormai legate a questo paesino dai due fiumi e a questa mia particolare casa piena di scale e scalette.

Se il casotto della prima fascia è terminato rimarrebbero ancora tanti lavoretti da fare. Bruciare l’erba, togliere le erbacce, potare le rose, ma io mi limito ad innaffiare le surfinie, la lavanda che sta crescendo bene e a godere il fresco rosato della sera mentre Mimilla gironzola un po’ sul tetto del vicino. (Ho il sospetto che vada a spiarlo dal lucernario!)

Borzonasca giugno 15 042Cerchiamo di passeggiare Grazia ed io, domenica siamo andate a Borzone, una salita di tre chilometri  just in time  per le campane che suonavano per la messa. Al ritorno sotto il sole del cocente mezzogiorno  eravamo un po’ provate, ma almeno sono riuscita a prendere tre ortensie da quegli enormi cespugli abbandonati.

Ma la gita per me eccezionale è stata quella al CAUCASO!

Caucaso luglio n15 059 Sì, proprio questo nome per un monte di 1200 mt dalla cui cima si ammirano il Monviso e altri monti e la baia di Portofino. Bellissima escursione tra boschi magici di luci ed ombre e sentierini assolati di margherite e fiori azzurri. Tre ragazze con lo zaino (Grazia, Maria Rosa ed io) felici della camminata e delle risate che giunte al rifugio mangiano polenta e tagliere di salumi. E’ il colmo!

 Una trentina che scala un monte e va al rifugio in Liguria!Caucaso luglio n15 036

E così lentamente il caldissimo luglio è giunto alla metà: la mia terrazza è sempre  una “terrazza Martini”, viene Grazia, sale Alketa,  si parla da lì con il vicino. Con Francesco, durante i lavori, nella pausa dell’aperitivo si parlava di libri.

 Io lo chiamavo “L’ussaro sul tetto” e da questo nacque l’indagine sulle sue letture. Il mio ancor giovane muratore, gran lavoratore, legge i russi!  Sta leggendo “Il maestro e Margherita” che gli piace tantissimo, ha letto quasi tutto Dostojevsky,  da” I fratelli Karamazov” a “Delitto e castigo”, adora Turghienev soprattutto “Memorie di un cacciatore”. Insomma  è un lettore con L maiuscola. Caucaso luglio n15 003Decido di regalargli l’enciclopedia dei personaggi famosi del Novecento che lui apprezzerà sicuramente.

Facciamo una foto con il primo volume che mi è capitato tra le mani: Trostky! Ca va sans dire.

 

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LA DONNA DI GILLES

pubblicato da: Mirna - 10 luglio, 2015 @ 11:10 am

la_donna_di_gillesLA DONNA DI GILLES di Madaleine Bourdouxe, ed. Adelphi

Ho letto d’un  fiato questo racconto  apparso nel 1937 dibattendomi tra rabbia e ammirazione per Elisa , la moglie di Gilles che vive esclusivamente dell’amore che prova per il suo uomo. Anzi la sua ragion d’essere è lui e il suo amore. Lei esiste per lui, persino i suoi tre figli sono più che altro la prosecuzione vivente del suo amore. Per lei non esiste amor proprio,  tutta la sua vita dipende da lui.

Eppure a lui, quando lei scoprirà il  suo tradimento, dirà tutt’altra cosa che i suoi veri sentimenti. E’ come se la sua vita esteriore fosse dissociata da quella interiore. Vuol provare , pur soffrendo , a riportare  in seno alla sua famiglia o meglio alla sua vita di coppia il marito fedifrago il quale invece (non capendo nulla)  le racconta tutta la sua passione proprio per la sorella Victorine.

Masochista Elisa?

Certamente per raggiungere il suo scopo si finge un’altra,  ma  non la si può definire calcolatrice perché tutto il suo essere è istinto femminile ancestrale. Mi sembra un’icona della donna che da sola non riesce a vivere. Deve farlo avvinghiata  come l’edera al suo uomo.

La sua immagine finale con i lunghi capelli neri sciolti sulle spalle e sul seno gonfio dell’ultima maternità ne fanno quasi un’eroina medioevale, una donna da raffigurare in un arazzo ferma nel tempo e fermamente intrecciata ai tanti modi di immolarsi per un uomo. E generalmente gli arazzi sono proprio tessuti da donne!

E’ una sua scelta dunque immolarsi perchè per lei non esiste altra Caucaso luglio n15 054strada per vivere. Lei è esclusivamente la donna di Gilles.

Nella postfazione di Faith Evans questo racconto scarno di personaggi ( – Gilles, bello, alto e biondo, Elisa pesante di  amore  e sua sorella Victorine, dai riccioli seducenti   e  labbra rosse ) viene paragonato a una tragedia di Racine, un po’ atemporale, sebbene siamo  nell’industriale Belgio, esattamente nella Liegi dalle ciminiere degli altiforni.

Simone de Beauvoir lodò questo racconto, lei stessa aveva scritto di un ménage a trois (pensando al suo Sartre e a  una giovanissima allieva) e si incontrò spesso con Madeleine Bourdouxhe che nonostante il successo di questo libro scritto appena trentenne non divenne famosa. Ora però si ristamperanno altri suoi scritti.

Perché leggere questo  libro?

Perché è scritto benissimo e il personaggio non ha sbavature- Elisa è così dall’inizio alla fine – non sarebbe potuta essere diversa…  e perché se ne può discutere  come stiamo facendo Grazia ed io davanti alle nostre tisane.

Amore assoluto, dice lei

Masochista e quasi idolatra (certo avere una o uno  così accanto  sarebbe molto impegnativo!)

Dissentiamo anche leggermente sul finale…ma ne parleremo…

 

 

 

 

 

 

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FILOSOFEGGIARE A…BORZONASCA

pubblicato da: Mirna - 7 luglio, 2015 @ 3:00 pm

 

Espressionismo a Genova 013E il momento più adatto ed epifanico per filosofeggiare” è durante…”la gloria del disteso mezzogiorno”.

Le campane suonano le dodici, la famigliola urlante del piano di sotto s’acquieta, i vicini sono con “le gambe sotto a toa (tavola)” ed io rimango sola a tu per tu con un sole allo zenith, il profumo intenso dei gelsomini che mi circondano, uno sguardo complice a  una surfinia bianca di fronte a me e una  vitale sensazione di benessere.

(I vicini sono tanti, a volte mi sembra di essere in  una versione rurale del film di Hitchcok “La finestra sul cortile”)

La mia terrazza è appena fuori dalla cucina, alle spalle c’è un muro montalianoEspressionismo a Genova 012 di pietre antiche, sopra i due giardinetti con la lavanda piantata dal mio vicino Giancarlo  accanto allo steccato azzurro, il casotto aggiustato da Francesco sotto il caco,ancora più in alto gli amareni, il nespolo, la palma ecc.

Mi sorprende possedere alberi, mi piace. Mi dà una sensazione di immanentismo.

Caucaso luglio n15 009Obnubilata dal sole cocente seppur sotto l’ombrellone a righe bianche e gialle penso  a questi momenti di felicità  preziosi che si immagazzinano in me come un conto nella banca dell’esistenza,  e mi dico  che sono fortunata  non tanto nel possedere questa mia unica casa o il cespuglio di rosmarino, ma per essere in grado di abbandonarmi e “naufragare” in questo“mare” di sensazioni  .

Certamente l’estate vera aiuta il mio bien etre fisico e  psichico , poi pensavo che  questa casa semplice, (certamente non quattro stelle!)  ma  particolare – (terzo piano, quarto mansardato) terrazza, terrazzino,giardinetti pensili ha la sua ragion d’essere  – per me – proprio in questa stagione.

Mentre fuori il solleone brucia l’ibisco e la scaletta di pietra, io salgo e scendoCaucaso luglio n15 072 tra cucina,camere e salottini  consapevole  che fuori c’è ancora spazio verde per  una lucciola serotina, alcuni  aironi nel cielo alto e certi uccelletti dorati che fanno clic clac.

Ricordo che mentre  mio marito si era buttato nell’ impresa di ristrutturazione di questa  sua vecchia casa del carrugio, io un po’ in ansia circa l’esito , facevo ricorrenti  sogni di  stanze e stanzette che salivano verso l’alto e che finivano sempre all’aperto in una sorta di fuga e contatto con il cielo.

L’estate calda mi regala questi ricordi, questa voglia di vivere appieno le giornate lunghe. di osservare e di dilatare il tempo a mio piacimento. Sensazione di libertà, di ricca solitudine o meglio di interazione con se stessi.

 

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