ASTRAZIONE OGGETTIVA e degustazione preziosa

pubblicato da: Mirna - 6 maggio, 2015 @ 4:48 pm

Un’oretta magica, ieri alla Galleria Civica di via Belenzani: Giovanna Nicoletti, esperta d’arte ci ha illustrato questa significativa mostra che varie di Maggio 15 023chiuderà fra qualche giorno.

Ricerca del colore, dell’astrazione dal soggettivismo, delle linee pure, di analisi del nuovo. Il gruppo dei sei artisti trentini con l’obiettivo comune di indagare e sperimentare le relazioni tra linea e colore per ottenere una percezione varie di Maggio 15 029visiva innovativa dello spazio pittorico sottoscrivono nel 1976 un manifesto teorico del loro metodo e della loro Weltanschauung artistica.  .

Consiglio caldamente la visita sia per la  mostra sia per lo  spazio di questa  succursale del Mart.

Essenzialità,  eleganza e piacere …anzi ieri  piaceri multipli.

Non solo la spiegazione di Giovanna Nicoletti  ( che ho seguito spesso nelle sue lezioni all’UTEDT dove  ha spiegato l’arte moderna in un modo intrigante ) davanti alle bellissime opere di Schmidt, Senesi, Mazzonelli, Pellegrini, Wenter Marini e al presente Cappelletti , ma un accostamento sinestetico della vista al gusto e all’olfatto .

Sì, perchè l’entusiasta  Italo Maffei ci ha introdotto alla varie di Maggio 15 017degustazione consapevole di parecchi ottimi vini. Con un’attenzione sempre centrata sulla profondità del colore, sulla  luce, sulle  sensazioni e  percezioni. Ad ogni gruppo di lavori un abbinamento perfetto: possiamo dire che riuscivamo, grazie alle spiegazioni di Giovanna e di Italo, a “bere” i colori e le linee!

varie di Maggio 15 009Dallo Spritz, tipico aperitivo degli anni Settanta, ricco, profumato , colorato a certi bianchi vorticosi di sapore e profumo, ad altri lineari e sorprendenti.

Fino ai tre Pinot bianco, rosa, rosso (ne ho assaggiato solo uno però!)  per concludere con un dolce Grechetto strepitoso …che vorrei bere ancora.

Non so se alla fine eravamo tutti prede della Sindrome di Stendhal o da una dolcissima euforia alcolica, fatto sta che i lavori  di questo gruppo di artisti è stata apprezzatissima. Colori primari, certi azzurri incredibili, la bidimensionalità trasformata in una tridimensionalità dello spazio.varie di Maggio 15 014

Ripeto i piaceri accumulati per i nostri sensi e per il nostro desiderio di Arte e Bellezza, di Luce e di Colore sono stati tanti.

Ed infine la condivisione.

L’arte ci regala da sempre un’alternativa.

 

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IL TARLO DI RUTH di Rocco Sestito consigliato da “Il Giardino delle Arti”

pubblicato da: Mirna - 1 maggio, 2015 @ 6:33 am

cop[1] (4)La fantasia mette in rapporto il mondo interno della psiche col mondo esterno della realtà e costruisce un ponte tra ciò che  si crede sia e che forse non è. E’ sempre un attraversare uno specchio per ricercare mondi paralleli e possibili a quello contingente, ma sappiamo che è dal nostro preconscio che si forgiano le fantasie che possono essere di prova o preparatorie alla vita presente.

Intrigante questo romanzo di Rocco Sestito in cui la malattia di Ruth, la protagonista narrante, altro non è che una fervida immaginazione , quindi un susseguirsi di estraniamenti da sè, una ricerca di alternative, di identificazioni estreme da esseri umani ad animali per provare l’emozione di un Tutto vivente. E’ quasi sentirsi in possesso di poteri divini e soprattutto una ricerca di emozioni complete.

Ruth  si presenta così “Mi chiamo Ruth. Ho trentasei anni. Sono malata. Cioè, penso di avere una malattia rara, e d’altronde non saprei come definirla: sono una visionaria. Ogni persona che incontro e che abbia un qualcosa, anche di insignificante, che attiri la mia attenzione, stimola la mia immaginazione e mi fa inventare delle storie. Anzi, più che inventare, le vivo , letteralmente.”

Il libro di Sestito scrive della scrittura e immagina l’immaginazione tanto è ricco e articolato per cui questo  libretto di 120 pagine è in realtà molto più spesso perchè le storie raccontate sono tantissime.  Possiamo leggere alcune pagine trovandoci in una storia d’amore tra una bellissima mora e un timido impiegato per poi ritrovarci nelle vesti o meglio nella pelle di un generoso cane. E tutto questo grazie a Ruth che con il suo occhio attento riesce a penetrare nella vita delle persone e a creargliela ex novo.

Il tarlo di Ruth si legge con golosità e nello stesso tempo a spicchi , sì come gli spicchi  di un caleidoscopio che forma la sua immagine colorata per poi lentamente crearne un’altra.

Ne escono racconti veri e propri oppure brevi parentesi di esistenze talvolta tristi, talvolta allegri come “Contando sotto la pioggia” dove la protagonista inizia a voler contare le gocce di pioggia per finire poi a contare le monetine cadute nel suo ombrellino riverso. Ma attenzione non è Ruth che racconta questa storia , ma una sua amica che le ha dato un suo scritto da leggere. (Sappiamo che Ruth lavora in una casa editrice).

E qui sta la grande abilità di Rocco Sestito, autore di cortometraggi di fiction, drammaturgo e regista, perchè ci propone storie checropped-cropped-img_446111[1] sembrano scaturire da una teoria di scatole cinesi.
Un giorno accanto a Ruth su una panchina si siede un barbone che le racconta  di come ha trovato fogli sparsi ricolmi di riflessioni e poesie che gli hanno fatto cambiare vita.  Quindi una storia dentro una storia e così via.

Insomma un libro da leggere come un affresco: non si sa se sotto esiste un altro dipinto, non si sa se è compiuto o meno. Da leggere sicuramente con calma, un po’ alla volta perchè la ricchezza è tanta, l’immaginazione è galoppante.

Da non trascurare certamente i monologhi sui colori rubati da Ruth a un attore antipatico nel suo camerino. Si mescolano persino i generi, da pagine diaristiche, a poesie, a fiabe, a racconti veri e propri.

Rocco Sestito ci regala un’antologia  che ci fa  gustare le fantasie di Ruth e proprie  senza sensi di colpa perchè l’immaginazione dà  voce ai nostri desideri, e come scrive Ethel S. Person nel suo “Sogni ad occhi aperti”senza immaginazione, la coscienza sarebbe imprigionata nel presente dei sensi o nel passato dei ricordi e si negherebbe la contemplazione di infinite alternative e possibilità…”

Devo ringraziare Il Giardino delle Arti che mi ha permesso la conoscenza di questo autore e la possibilità di introdurlo  anche nel  mio gruppo di lettura.

Rocco Sestito sarà nostro ospite al Café de la Paix lunedì 11 maggio, alle ore 17.00

 

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Andar per castelli con il gruppo degli Accademici

pubblicato da: Mirna - 27 aprile, 2015 @ 8:59 am

Ed in Trentino è facile.

Castel Toblino si raggiunge in poco meno di mezz’ora da Trento e sempre, in qualsiasi stagione e con qualsiasi tipo di Il castelloluce ti incanta.

Perché è romanticamente disteso su uno specchio d’acqua che si colora e trascolora a seconda di nebbiolina, pioggia, sole, ombre. Intorno i monti rocciosi ci regalano quel tanto di mistero che aleggia nelle sue sale antiche. Sembra vi circolino almeno cinque fantasmi. Due coppie di amanti e un religioso. Ma tutti  conoscerete le sue Toblino accad 006leggende.

Certo è che per me  sta per diventare  una meta di caffè  domenicali mattutini sulla terrazza che guarda il lago e gli aironi cinerini e il verde…

Ma non solo…  ieri con il gruppo dell’Accademia di Cristina abbiamo unito l’util-culturale al dilettevole. Il tutto organizzato dalla splendida  Francesca Endrizzi. Verena ci ha poi  spiegato la struttura del castello, l’importanza della vinificazione, ci ha mostrato il lavoro importante che l’attuale proprietario sta compiendo per riportare alla luce delicati e bellissimi affreschi alcuni attribuiti al Fogolino accompagnandoci per scale, scalette, cantine.

E noi ci siamo aggirati in stanze grandi e piccole cercando di capire che cosa mai avrà provato Claudia Particella mentre aspettava il suo Toblino accad 019amante , il Cardinale Madruzzo, in una piccola saletta tutta affrescata.  Pensate che  ne era stato intrigato persino Benito Mussolini, ospite per un po’ nel castello,  che nel 1910 scrisse un romanzo “L’amante del Cardinale.Claudia Particella”. E così abbiam parlato di libri sebbene l’autore non mi piaccia.

Scale, scalette più o meno ripide e poi il giardino con il rosmarino in fiore, la salvia profumata, le peonie,  i corbezzoli.

Terrazzini, cappella, Toblino accad 054mura merlate e sempre l’acqua intorno a noi.  Credo che sia proprio per questo che Castel Toblino sembri un castello magico, fiabesco, misterioso, un luogo che all’esterno ci regala sensazioni di dolcezza e desiderio di abbandono e all’interno ci riporta alla durezza della realtà  e forti emozioni come le sue prigioni e le sue pietre.

Una bella domenica mattina culminata alla Cantina Hosteria Toblino dove ci aspettavano un piatto goloso di ravioli e filetto in crosta e un corposo vino rosso.

Toblino accad 065

 

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LibrIncontri al Café de la Paix

pubblicato da: Mirna - 23 aprile, 2015 @ 2:59 pm

GIORNATA MONDIALE DEL LIBRO

22 aprile Gruppo lettura 010Leggere fa bene e questo la sappiamo da sempre. Leggere fa crescere, fa viaggiare, fa pensare.  Se poi se ne discute insieme tutto si 22 aprile Gruppo lettura 004arricchisce e si completa. Certo la lettura non è sostitutiva della vita ma ne è un integratore necessario.

Anche ieri il nostro gruppo si è riunito nella bella atmosfera del Café de la Paix  che rimpiangeremo amaramente. Fra l’altro il pomeriggio d’aprile ci regalava un’atmosfera verde e tranquilla: le tisane e i caffè sul tavolo, i libri sfogliati e letti. I titoli nuovi e vecchi che si rincorrevano sulle nostre labbra.

9788898713080[1]Dai libretti rossi di Astoria che pubblica dimenticate scrittrici inglesi:  questa volta ho parlato de La perfida madrina di M.C.Beaton regalatomi da Camilla, una deliziosa storia ambientata nella Londra vittoriana dove i pettegolezzi e le maldicenze possono rovinare una persona.

Alla rilettura de Il giovane Holden da parte di Santo.

Si parla di libri di viaggio come MANI di Fermor, della Turchia magica e misteriosa “Come farfalle nell’ambra” “, di  Alev Croutier, di  romanzi divertenti ma non solo, come quelli di Claudia Schreiber  : Io scrissi già nel blog  di La felicità di Emma, ma proprio Emma Pandini ci suggerisce di leggere “Dolce come le amarene”.

Riccardo passa da Ippolito di Euripide a Bobo, i   fumetti di Sergio Staino.

Scaturiscono consigli di lettura validi e credo condivisibili. Da non dimenticare il consiglio di Camilla “Cassandra al matrimonio” di Dorothy Baker.cop[3] (2)

È un’estate dei primi anni Sessanta e Cassandra Edwards è in viaggio verso il ranch di famiglia. Partita da Berkeley, sta andando al matrimonio della sorella gemella, Judith, ma non sa come comportarsi perché non ha proprio voglia di conoscere il cognato, né di gioire dell’evento. Cosa succede nel cuore di un fratello gemello quando l’altra metà decide di andare via, di iniziare una vita propria da condividere con un estraneo? Accade di arrivare nella casa paterna e di aver voglia di tuffarsi subito in piscina, dove la testa si libera dai pensieri e nell’acqua ci si dimentica quasi di essere mai nati; di stringere tra le braccia la nonna, ancora affilata nei giudizi eppure così spudoratamente di parte nei confronti delle nipoti; accade poi di parlare con il proprio padre, in un’infilata di brandy che aiuterà a sfogare la propria tristezza e le paure. La casa degli Edwards è un piccolo mondo distante, e fiero di esserlo, dalla società americana degli anni Sessanta; è un ambiente colto e progressista dove il capofamiglia è un professore di filosofia in pensione le cui figlie ricordano con grande fierezza l’educazione libera e tesa alla curiosità che gli ha impartito; ed è una casa dove manca una madre da qualche anno. Il weekend che accompagna il racconto di Cassandra al matrimonio è quasi lo scampolo di una storia familiare idilliaca, l’ultimo colpo d’occhio di una giovane donna che sta per volgere lo sguardo altrove. Postfazione di Peter Cameron.

22 aprile Gruppo lettura 002E Carla Corradi fa leggere ad Alfonso alcuni intense paginette  del suo libro di racconti “Un caffè macchiato freddo” ed Anna Maria Ercilli ci regala l’ascolto di alcune sue bellissime poesie tratte da “La stanza del colore provvisorio” 

Ieri mancava Nadia Ioriatti, ma i consigli di letture possono essere inviati al blog.

Ci incontreremo ancora qui al Cafè de la Paix lunedì 11 maggio, sempre alle 17.00 quando Rocco Sestito ci presenterà il suo romanzo “Il tarlo di Ruth”. Ne scriverò fra pochi giorni.

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DESTINO? In cerca di Laura M.

pubblicato da: Mirna - 19 aprile, 2015 @ 1:33 pm

Non posso fare a meno di pensare a Laura in questi momenti drammatici che la Libia sta attraversando.

Pensavo comunque spesso a lei da Levico, domernica d'aprile 030sempre. In fondo le nostre nonne erano sorelle. La mia adorata nonna Bianca (la più grande nella foto) era la sorella più forte, solare, allegra, l’altra, la prozia Corinna, era  più debole fisicamente e malata di cuore.

Ma quando lasciammo definitivamente Merano ci ospitò nella sua casa di Carpi, la mitica Cantarana.

Suo figlio Serse si era da poco  trasferito con la famiglia  a Tripoli  dove aveva aperto una gioielleria.

A noi  concedeva l’ospitalità a Carpi  in cambio di compagnia alla sua mamma e a suo fratello Perfetto  che, ironia della sorte e del nome, era ritardato.

Prima del nostro trasloco ci era venuto  a salutare a Merano dove  io strinsi per la prima e ultima volta la mano a sua figlia, questa  lontana cugina un po’ più grande di me. Serse tornò  a Carpi  altre volte per trovare i suoi cari e portarci  datteri a volontà e  regalini per me. Una borsetta con le frange, un cammello, un servizietto da tè in bachelite.

Levico, domernica d'aprile 029Prima della caduta di Ghedaffi erà già tornato in Italia con la moglie.

Ma Laura, Laura Malvezzi, era rimasta a Tripoli. So che era poliglotta e che aveva un lavoro di prestigio. Non so quale. So che si era sposata. Ma con chi? Con un italiano? Con un arabo? Avrà avuto figli?

Ed ora? Sarà ancora viva o starà vivendo il dramma del suo paese di adozione ? Non riesco a rintracciarla.

Mi rimane di lei questa foto in bianco e nero:  siamo a Merano, io ho due anni e credo mi sentissi fiera di tenere la mano a questa cuginetta più grande e bella e bionda.

Forse  ne avrà una copia anche lei? Ripenserà a quel lontano giorno con le nostre nonne?

E che  cosa avrà fatto oggi, giornata tragica per tanti fuggitivi dalla Libia, mentre io con le mie amiche “allodole” passeggiavo felice sulle spondeLevico, domernica d'aprile 027 WP_20150419_016del lago di Levico e raccoglievo un mazzolino di fiori?

Come sarà stato il suo destino?

La vita di ognuno di noi dipende dal Caso, dalle Scelte, da noi?

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Cafè de la Paix? No, grazie non fa per Trento

pubblicato da: Mirna - 17 aprile, 2015 @ 4:16 pm

TOBLINO E VARIE April 15 007Che amarezza e delusione sentire da Francesca Quadrelli la decisione delle istituzioni di chiudere un luogo in cui si fa soprattutto cultura emattinate di primavera 15 019 non solo happy hours come in gran parte dei bar del centro.

Sempre piacevole passare attraverso quel passaggio e vederlo vivo  di persone sorridenti che parlano, ascoltano un po’ di musica, parlano di libri  e altri argomenti interessanti.

Il nostro gruppo di lettura ci si è sempre trovato bene, i miei aperitivi con amiche accompagnate da tapas sempre gustosi.

L’amicizia si fa con facilità in un ambiente così colorato e gaio , ci si sente aperti, liberi, un po’ alternativi alla chiusura tipica di luoghi piccoli provinciali . Insomma una ventata di aria fresca e leggermente metropolitana.

E la si vuol chiudere?

TOBLINO E VARIE April 15 008

Che dite amici di LibrIncontri ci possiamo riunire mercoledì 22 alle ore 17.00 per parlarne insieme?

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LA SIGNORA SCOMPARE di Ethel Lina White, ed. Polillo

pubblicato da: Mirna - 16 aprile, 2015 @ 4:37 pm

cop[1] Credo che tutti conoscano la storia della signora che scompare durante un lungo viaggio che da un remoto paese del centro Europa deve arrivare a Londra.  Ben due film sono stati girati, il primo da Hitchcok.

Ma leggere il libro è provare  una tensione elettrizzante.

Iris, scombinata e ricca giovane donna sale sul   treno per tornare in patria dopo aver lasciato partire il giorno prima il suo gruppo di amici chiassosi. Si ritrova così con gli ultimi clienti dell’hotel dove ha soggiornato, alcuni tipici rappresentati del mondo inglese, e molti strani personaggi del paese che sta lasciando. Nel suo scompartimento si trova appunto un’arcigna baronessa, una famigliola del luogo , ma  fortunatamente una deliziosa zitella inglese, Miss Froy  che le alleggerisce un po’ sia il mal di testa  sia un cocente malumore.   Anzi vanno a bere il tè insieme salutando i loro connazionali : le due sorelle snob, un professore e il suo giovane amico Hare assai interessato alla bellezza di Iris, la coppia di sposini –  o amanti?  – il pastore e sua moglie. Intravvedono passando anche il misterioso medico che deve portare a Trieste una persona malata  completamente bendata.

Il mal di testa di Iris – forse si è presa un colpo di sole mentre aspettava il treno? –  non passa, ma la gentile Miss Froy le dà un’aspirina che la fa addormentare.

Al suo risveglio non trova più Miss Froy. Aspetta e la cerca. Tuti dicono che non si è mai vista, soprattutto, con le dovute traduzioni, gli occupanti del suo scompartimento. Ma  Iris  sa che è stata fatta  scomparire…

Hare la aiuterà soltanto dopo essersi convinto da alcune prove a crederle.

Raccontato meravigliosamente, si deve assolutamente leggere.

E’ stato inserito nella lista dei 100 migliori gialli di sempre. Scritto nel 1936

Ethel Lina White (1876-1944)  è anche autrice  del celeberrimo The spiral staircase (La scala a chiocciola)th[2]

Capacità inventiva e dedizione quasi assoluta alla scrittura. Super.

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Via delle Botteghe Oscure di Patrick Modiano

pubblicato da: Mirna - 10 aprile, 2015 @ 11:03 am

cop[1] (3)Mi sono ripromessa di conoscere meglio l’ autore premio Nobel per la letteratura  perciò mi sembra giusto continuare con questo romanzo che  nel 1978 vinse un meritatissimo Premio Goncourt.

Mi affascina la sua ricerca del passato e della propria identità che evidentemente sono strettamente correlati. Senza memoria non esistiamo completamente.

Ma il suo tempo perduto rincorso è l’antitesi di quello proustiano. Non c’è fluidità serena come quella che può dare una marea che va e che viene, c’è bensì il timore che i ricordi spezzettati rivelino dolore e negazione dello stesso.

Qui tutto ciò che si è vissuto sembra oscuro e irrisolto. Da una foto in bianco e nero l’io narrante che esordisce con “Non sono nulla: Soltanto una sagoma chiara, quella sera, seduta all’esterno di un caffè” investiga per sapere chi tra i personaggi ritratti è se stesso. E’ Pedro McAvoy o Ster? E chi sono le due giovani donne accanto a lui e a un altro personaggio?

Con pazienza quasi ritrosa  ci si inoltra in un mondo inquietante e quasi onirico dell’occupazione tedesca, in una Parigi quasi sempre notturna che dà sensazioni di estraniamento e di Tempo dai contorni mai netti. Incontriamo un’atmosfera di un “demi-monde” di emigrati russi, ballerine modelle, avventurieri, diplomatici sudamericani che sembrano sfuggire a una catalogazione come in effetti sembra essere il Tempo per Modiano che egli  ha bisogno spesso nei suoi romanzi di fermare su un taccuino nero, tipo Moleskine.

Ne ho già iniziato un altro “L’Orizzonte” e mi piace perchè tutta la “materia oscura” del nostro passato è da rileggere, riascoltare, rivedere.cop[2] I brandelli del passato sono sospesi come piccole vite a sè stanti, sempre presenti in noi, nella nostra storia che prosegue, ma misteriosi nella loro completezza.

Mi piace come mi piace Proust. L’esaminare profondamente e nello stesso tempo in modo distaccato il nostro Tempo,  la nostra Storia personale mi fa sentire la ricchezza di una Vita individuale, nel bene e nel male e il suo accostarsi ritroso  alle vite degli altri.

Ne L’Orizzonte c’è una ragazza che fugge, c’è la Parigi misteriosa del IX e X arrondissement, un gangster, un torero e sempre una minaccia ossessiva del Tempo che passa.

Leggere Modiano è esorcizzare un po’ le nostre paure, è un modo catartico di accettare l’ineluttabile.

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UN INCANTEVOLE APRILE di Elizabeth von Arnim

pubblicato da: Mirna - 6 aprile, 2015 @ 7:14 am

Aprile è un mese particolare, un po’ ambiguo, un mese che ti può stremare o far rinascere. Eliot scriveva che April is the cruellest  month, il mese più crudele perchè genera fiori da una terra morta e confonde memory and desire. Si risvegliano tristi radici in questo mese trasparente e impietoso. Winter kept us  warm, l’inverno ci tiene caldi e protetti e vagamente inconsapevoli. La primavera ti incita a mostrarti, a rinnovarti, a rinascere.

Aprile 001Aprile 002Per Robert Browning all’estero Aprile coincideva con una grande nostalgia per la sua patria dolce e verde “Oh, to be in England, now that April’s there”. Per me amante della sua terra  condividevo e recitavo  i suoi  versi e poi – finalmente – per ben due volte mi sono trovata là sotto il suo cielo variabile, i fiorellini timidi, il verde dei prati e il giallo dei narcisi.

Anche ora vorrei esserci ben diversamente dalle quattro protagoniste del delizioso romanzo di Elizabeth von Arnim che consiglio di leggere proprio in questo mese, tanto più se si incappa in qualche giornata di pioggia.

Londra è spesso piovosa e può esserci un mese freddo e grigio e può essere che Lottie Wilkins  e la sua amica Rose  desiderino ardentemente rispondere a un annuncio che offre un castello in Italia, circondato da glicine e mare. L’affitto è un po’ costoso ma le spese si possono dividere con altre due signore.

Ed ecco che dopo vari ripensamenti non si può fare a meno di partire. Il marito di Lottie è arcigno e noioso, quello di Rose assente. Serpeggia in loro una depressione dovuta sicuramente al tempo, ma soprattutto alla noia e alla incapacità di rinnovarsi e cercare in se stesse motivazioni per essere liete.

La promessa di glicine e  di sole le porta dunque in un angolo ligure che rappresenta la voglia di vivere, l’abbandonarsi alla natura in fioritura.cop[3] La storia è indubbiamente semplice: siamo alle prese con due  annoiate signore della borghesia britannica più  un’anziana e rigida vedova e una giovane aristocratica viziata alla ricerca di un po’ di pace e di senso da dare alla sua vita frivola..

estate 2011 002Le descrizioni dell’ambiente sono accattivanti.  Elizabeth von Arnim che aveva curato un suo bellissimo giardino scrivendone un delizioso libro, ci porta in un tripudio di fiori e piante.  Come resistere ai gigli in cui tuffare i piedi, alle rose, ai lillà profumati e in fondo allo scintillìo del mare?  Ecco che la natura diventa la metafora dello schiudersi di nuovi pensieri,  una nuova visione del mondo, più tollerante.

E’ Lottie il motore di questa nuova affettività e capacità di abbandono al fluire del tempo . E’ lei che si trasforma per estate 2011 001prima avendo capito che la primavera può essere sempre dentro di te a prescindere dal tempo metereologico. Ed ecco che lentamente la vecchia signora si addolcisce, l’aristocratica viziata comincia a ridere, Rose soffre meno e in un crescendo di probabili e improbabili avvenimenti il cerchio si chiude con l’arrivo dei mariti di Lottie e Rose.

Una lettura primaverile, gradevolissima.

 

 

 

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IL PAPPAGALLO DI FLAUBERT di Julian Barnes

pubblicato da: Mirna - 1 aprile, 2015 @ 6:23 am

cop[1]Una briosa e diversa biografia su Gustave Flaubert, non pedissequa ma articolata in gruppi  tematici: famiglia, amori, idiosincrasie. Il tutto raccontatoci da un altro protagonista, alter-ego dell’autore: Geoffrey Braithwaite un medico, sensibile amante delle lettere che  viaggia tra Inghilterra e Francia per scrivere un saggio sull’amore di Flaubert e la poetessa Louise Colet.

Una biografia inusuale perchè ci si sofferma a lungo sul significato che può aver avuto un pappagallo sulla creatività dell’autore francese.  Partendo dall’analisi del racconto Un cuore semplice (Un coeur simple)  in cui la protagonista Felicité possiede un pappagallo chiamato Loulou, Barnes-Braithwaite ci spiega il grottesco flaubertiano. Ci sono analogie, spiegano i critici, tra lui e Felicité: la solitudine, tante perdite e l’importanza per il linguaggio del quale il  pappagallo è portatore! Nel racconto Felicité non riesce ad esprimersi, al suo posto lo fa Loulou. Interessante pensare che Flaubert abbia il carattere della donna e la voce del pappagallo.!

Mi piace questo biogrago-filosofo che disserta sulle visioni delle cose, sul passato, sulle convenzioni specialmente durante le molte traversate della Manica.

Naturalmente ci addentriamo con lui nella vita e nel mondo di Gustave, nella sua amicizia con George Sand che diceva dell’amico che se lei era la consolazione dei lettori lui ne era soprattutto la desolazione perchè diceva la verità.

Senza la sottile noia delle biografie cronologiche rimaniamo intrigati da tutti gli elementi e le citazioni  che ci fanno intravvedere quasi completamente la figura particolare di questo grande scrittore. Senza mai dimenticare la sua Madame Bovary.

Ci è stato consigliato da Raffaella  perciò  spero voglia aggiungere le sue impressioni a proposito.LibrIncontri  23 febbraio 2015 021

 

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