PENSIERI SPARSI…IN BORSETTA

pubblicato da: Mirna - 24 marzo, 2017 @ 6:21 pm

roma febbr 17 025 (3)La lettura della biografia romanzata di Daphne du Maurier mi ha ricordato quanto anch’io  – soprattutto da adolescente –  fossi immersa spesso nel vivere-sogno. Non solo per sfuggire una realtà pesante ma per entrare a modo mio in un mondo immaginifico e  letterario.

Certi sogni ad occhi aperti mi sembrano ancor oggi reali. E questa mia capacità immaginativa mi fa vivere in modo ricco e duraturo  sia i momenti dell’esserci dentro sia i momenti riletti  a posteriori .

I pensieri vanno e vengono come i ricordi.

Momenti che vengono riassaporati dopo averli vissuti  – come Proust ci insegna – con calma e sotto una diversa luce, sia della metacognizione sia roma febbr 17 005 (3)quella delle emozioni sedimentate.

E così che le mie ultime vacanze romane con Nicoletta sono ora riassestate, ampliate di particolari che sul momento erano fugaci come i gabbiani che vedevamo, ma che ora si sono arricchite di colori, sensazioni, emozioni  particolari.

Certamente si ricordano i luoghi, i musei, gli accadimenti , ma chiudendo gli occhi si ritrova l’atmosfera della città, il rumore dei nostri passi sui sanpietrini,   il  calore del sole, il gorgogliare  delle fontane, il piacere della compagnia, dei sorrisi, delle parole tra noi leggere nel bel salotto colorato.

roma febbr 17 002 (4)I fiori del  rosmarino sembrano ancora sfavillanti d’azzurro nel ripensarli e villa Adriana è ferma tra i mandorli fioriti e la sensazione di abbandono primaverile.

Ogni giorno la vita ci offre doni che sta a noi riconoscere.

Come un’amicizia importante e simpatica. Affinità attraverso le quali sorridere e riflettere.IMG-20170309-WA0010

E la primavera risveglia i cuori e sembra che sensazioni ed emozioni rifioriscano dando un sapore nuovo alla vita che non dimentichiamo si deve assaggiare, sognare, bere come un bicchiere di champagne.

 

 

 

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GLI IMPROBABILI SPOSI

pubblicato da: Mirna - 19 marzo, 2017 @ 6:32 pm

marzo 17. varie 006Enrico Fuochi ci regala sempre il suo punto di…obiettivo intrecciando la fotografia con il  moto dei pensieri e delle emozioni.

Ecco dunque un’interessantissima mostra fotografica al Polo Culturale e Museale Mart di Rovereto.

Precisamente nella marzo 17. varie 003Biblioteca civica “G.Tartarotti”.

Aperta fino al 2 aprile 2017.

Come sono nate queste foto?

Enrico ci spiega che la rilettura del grande romanzo di Manzoni gli ha sollecitato idee, prospettive, sensazioni che ha voluto riversare in immagini raccontando la stessa storia, gli stessi personaggi ma con un occhio –  in questo caso anche l’obiettivo –  diversi.

Eppure, ci ha spiegato ieri durante l’inaugurazione,  tutto si può riportare e ricollegare al presente, a noi, alla nostra umanità, al nostro sentire.

LibrIncontri 8 marzo 17 003I promessi sposi, don Abbondio, la monaca di Monza , l’Innominato sono riconducibili a tutt’oggi a miserie e ricchezze umane, a peculiarità del vivere.

Don Abbondio il curato fragile e codardo che si trova in balia di eventi più forti di lui viene proposto alla mercè di una tempesta o in un immagine di tessere da puzzle che suggeriscono un’identità frantumata.

marzo 17. varie 004Alfonso Masi che ha interpretato don Abbondio nelle foto  ieri ci ha letto alcuni brani tratti dalla parodia dei Promessi Sposi di Guido da Verona.

Davanti ad ogni foto che reca in calce frasi tratte dal romanzo possiamo trovare molte chiavi di lettura.

La foto di Lucia in desabilleè e con il volto dentro a una cornice ci riporta sicuramente alla bellezza guerriera descrittaci dal Manzoni; i Bravi  vengono riproposti come omaccioni tatuati, e l’Innominato un’ombra.

Coinvolgente la Monaca di Monza su un letto stracciato con in mano una bambolina vestita da suora. Struggente come Fuochi ricorda la madre di Cecilia.

Da vedere sicuramente  cercando  di allacciarci al sentire dell’artista e a ciò che ci vuole suggerire.marzo 17. varie 007

Dietro ad ogni immagine c’è sempre  ricerca, pensiero e immaginazione .

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LA MAGIA DELLE COSE PERSE E RITROVATE, di Brooke Davies

pubblicato da: Mirna - 15 marzo, 2017 @ 5:56 pm

la-magia-delle-cose-perse-e-ritrovate[1]Mi piace maggiormente il titolo originale Lost & Found perchè dà più autorevolezza a questo romanzo molto bello.

Una storia profonda che si addentra nel mistero della morte e dell’abbandono vissuto da Millie una bambina di sette anni. Ma filtrato da personaggi al limite del surreale.

Un testo ideale per il teatro, a mio parere.

Certi dialoghi “strampalati” ci ricordano talvolta il teatro dell’assurdo, ma   assurdità  non ce n’è perchè tutti noi ci facciamo domande sul senso della vita e spesso vorremmo comportarci con più libertà e verità.

A Millie è morto il papà e ciò la spinge a vedere intorno la deperibilità di tutto e tutti. Tiene il quaderno delle cose morte e fa domande a tutti.

E  poi improvvisamente la mamma la lascia al centro commerciale e sparisce.

Che cosa le rimane?

I suoi stivali rossi, il quaderno e una curiosità e bontà infinite. E la volontà di ritrovarla.

Passa alcune notti accanto a un manichino  che sembra proteggerla, ma presto la sua strada si intreccia con Karl un  ultraottantenne fuggito dalla casa di riposo. Era un dattilografo e adora battere a “macchina” sui tavoli, su se stesso parole d’amore per la sua Evie ormai morta da tempo.

Si “riconoscono” e cercheranno di camminare insieme per ritrovare la mamma.

Tornano alla casa vuota e qui si inserisce il terzo personaggio, la dirimpettaia  Agatha, ottantenne che rimasta vedova da cinque anni  si è rinchiusa in casa senza voler più vedere nessuno.  Ama scrivere  sul diario  i test di vecchiaia.

Ogni giorno misura con righelli quanti cedimenti nota nelle gote, nel seno e quante nuove rughe appaiono.

Ma la dolce disperata caparbietà di Millie smuove persino Agatha e in una serie di esilaranti avventure attraverso l’Australia  troviamo i tre personaggi impegnati a rintracciare questa mamma perduta.

Sul treno che va verso Melbourne ne succedono di tutti colori, ad un certo punto dall’altoparlante si sentirà Millie dire “Un giorno morirete tutti“.

Che brava questa  Brooke Davis trentasettenne australiana  cresciuta in mezzo ai libri e che fa anche la libraia.5541614-3x2-340x227[1]

Ha scritto una storia piena di fantasia facendoci sorridere e pensare  che non è mai troppo tardi per vivere appieno la vita e se si perdono delle cose sappiamo che c’è sempre un modo per ritrovarle.

Romanzo edito da Garzanti nel 2015.

Libro sfavillante.

Da assaporare e giudicare in modo non affrettato. Delizioso.

 

 

 

 

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LIBRINCONTRI… e il piacere di condividere

pubblicato da: Mirna - 13 marzo, 2017 @ 8:06 am

LibrIncontri 8 marzo 17 002NOVE VITE di Bernice Rubens, elliot ed.LibrIncontri 8 marzo 17 001 (2)

Una gloriosa commedia noir…Per dirla in tre parole: meravigliosa, meravigliosa, meravigliosa” Cos’ scrive The Daily mail

Infatti questo racconto si legge con piacere e curiosità. Sebbene si parli di omicidi  – addirittura nove – tutto si snoda  con un humour tranquillo e accattivante.

Nove psicoterapeuti devono essere uccisi da uno dei tre protagonisti per una sua personale missione che verrà svelata pagina dopo pagina.

Tutti strangolati con una corda di chitarra. Perchè?

E perchè questo tenero marito, pensa la seconda protagonista, sua moglie Verin, si dichiara innocente pur ammettendo di essere stato lui a “garottare” quelle persone>?

Seguiamo così anche i pensieri di Verrin che ogni qundici giorni va a trovare, rosa dai dubbi,  il suo Donald in prigione.

E poi c’è l’ispettore  Wilkins che vuole smascherare l’assassino…

Pubblicato in Italia due anni fa è subito diventato un best seller per gli amanti dei thriller psicologici.LibrIncontri 8 marzo 17 002 (2)

LibrIncontri 8 marzo 17 001Bernice Rubens (1928-2004)  nata a Cardiff e figlia di padre ebreo lituano e madre polacca, visse in una famiglia colta e amante della musica. I fratelli Harold e Cyril divennero celebri violinisti. E’ stata la prima donna a vincere il Man Booker Prize nel 1970. Certamente è un’autrice da conoscere meglio. Altro  suo romanzo da leggere “Mia cara sconosciuta”

RUMORE DI MAMMA DI LAURA TANGORRA, classe 1963 e affetta da malattia degenerativa.  Ma una mamma amorevole, attenta e fiera dei suoi bambini,

Questo breve racconto è un inno alla maternità e a tutte le gioie, le scoperte e  l’amore che lega per sempre madre e figli. Un’attentissima analisi di ogni sfumatura, percezione, sorriso, lacrima che possono intercorrere tra i figli e la persona che li ha tenuti in grembo per nove mesi iniziando così un legame eterno.

LibrIncontri 8 marzo 17 003 (2)Di questi e altri libri si è parlato durante il nostro LibrIncontri dell’8 marzo con la piacevole sorpresa del ritorno di Nadia Ioriatti e la presenza di due nuovi amici.

E rametti  di mimosa e cioccolatini per noi donne.

Emma è entusiasta de La vedova Van Gogh di Camilo Sanchez: è la cognata del celebre pittore che racconta .

Alfonso ci parla de I Promessi Sposi in vista della mostra fotografica di Enrico Fuochi che si inaugurerà sabato 18 marzo alle ore 17.30 alla Biblioteca del Polo Culturale e Museale Mart. Rovereto.

In quell’occasione Alfonso reciterà alcune pagine tratte da Guido da Verona e non solo. Lo vedremo come modello nei panni di don Abbondio.LibrIncontri 8 marzo 17 003

Ma come sempre Enrico Fuochi ci darà una sua interpretazione personale dei noti personaggi e delle loro vicende, Tant’è che la  mostra è intitotolata  GLI IMPROBABILI SPOSI.

Da visitare sicuramente.

 

 

 

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DAPHNE di Tatiana De Rosnay, ed. Neri Pozza

pubblicato da: Mirna - 4 marzo, 2017 @ 6:08 pm

Sognare-vero” e ciò che ha fatto per tutta la vita la scrittrice Daphne du Maurier famosa in tutto il mondo soprattutto  per il romanzo 9788854512375_0_0_300_80[1]Rebecca, la prima moglie”.

Eppure Daphne ha cominciato a scrivere molto giovane e ha continuato per tutta la vita  perchè soltanto nella scrittura riusciva ad essere appagata e libera.

La  scrittura è il suo rifugio, l’immaginazione la sua vera vita:  è l’isola che non c’è  quel luogo della fantasia che tanto l’aveva sedotta nel racconto dell’amico di famiglia J.Matthew  Barry.

Daphne è bella, bionda, con gli occhi azzurri, riservata e scontrosa, ma con uno speciale sense of humour. E’ la prediletta thCASC9UBKdi suo padre Gerald famoso attore teatrale della Londra inizio Novecento.

E per il suo amore vorrebbe tanto essere il maschio da lui desiderato dopo due femmine;  preferisce vestirsi da ragazzo, tagliarsi i capelli , comportarsi in modo rude. E poi adora le sue origini francesi e il nonno paterno scrittore. Legge i suoi due romanzi e vi si immerge trasognata. Sicuramente le trame un po’ noir del nonno influenzeranno le sue trame.

La sua vita è un romanzo. Come sicuramente tutte le vite, ma la sua è speciale.

E Tatiana de Rosnay ce  ne  dà un memorabile ritratto:  Daphne una  donna libera, ribelle, completa e autonoma.

Persino dopo il matrimonio con il bel militare Browing e la nascita di tre figli lei continuerà la sua vita indipendente cercando  e creandosi una ricca AVT_Daphne-Du-Maurier_2637[1]solitudine necessaria per scrivere e partorire storie su storie in cui immergersi.

Le farà da cornice la Cornovaglia che lei adora. Dapprima Fowey, la casa direttamente sul mare, poi la casa nel bosco  Menabilly.

Sono queste case che ispireranno  Manderley la dimora di Rebecca de  Winter.

Una vita lunga quella di Daphne du Maurier.

Nata nel 1907, morta nel 1989. Quasi un secolo, un Novecento che lei ha cavalcato in modo parallelo tutta presa dal suo mondo immaginario, ma non per questo meno reale.

Tantissimi romanzi da Jamaica Inn, Rebecca,  Mia cugina Rachele a racconti come Gli  uccelli  sono diventati films famosi.

Una vita per la scrittura  e per il “sognare-vero ” .

Impossibile imprigionare un visionario, sa varcare i muri, togliere i chiavistelli alla porte, cacciar via il peso degli anni.”

Ed è per questo che si può azzardare che Daphne ha vissuto tantissime vite con la libertà assoluta di calarsi in ognuna di esse.

Da leggere.

 

 

 

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CARNEVALE 2017 nel salotto di Cristina

pubblicato da: Mirna - 28 febbraio, 2017 @ 8:54 am

Penelopi 2017 012Il Tempo, come un mazzo di carte da gioco, si può rimescolare a piacimento, definirlo, etichettarlo. Lo facciamo da secoli gruppo lettura 22.2.17 001seguendo parallelamente i ritmi della Natura.

Finito il periodo Natalizio, abbiamo iniziato quello Carnevalesco attribuendogli nostri desideri, aspetattive, sensazioni. E soprattutto la voglia di “spingere avanti” l’inverno ancora buio e freddo. Come? Radunandoci in convivi di vario genere  per attingere colori, luce e conforto.

E che cosa meglio di risate, complicità e trasformazione in altro da sè?

Gennaio 2017 e Menecmi 019Maria Teresa che ama il teatro e che riesce con estrema bravura a ridurre  vari testi, quest’anno ha proposto a noi, La Compagnia degli Allegri Guitti, I MENECMI di Plauto. Un lavoro di limatura, rifacimento di alcune battute  soprattutto con  l’abilità di rendere il tutto armonico e divertente per noi e il pubblico.

E con  la brillante idea dello scambio dei generi. Se i due Menecmi, gemelli perduti sin dall’infanzia, dovevano per forza essere uomini (Gianfranco e Riccardo), le varie mogli e cortigiane sono state interpretate da Alfonso, Giovanni, Paolo…tutte, senza farlo Gennaio 2017 e Menecmi 024apposta, con barbe!

Ma si sa …donna barbuta donna piaciuta.

Noi signore invece  in vesti maschili:  io Messenione lo schiavo, Maria Tersa il cuoco Cilindro, Giovanna il parassita Spazzola, Barbara il medico.

Erozia (l’amante di Menecmo !), Aglavia (la sua ancella)  e Teopula (moglie di Menecmo 1) ….bravissime (i) …e risate a Gennaio 2017 e Menecmi 029crepapelle.

Gli uomini quando possono calarsi in vesti femminili diventano allegrissimi, esilaranti, al di sopra delle righe. E sembra loro di poter dar sfogo maggiore  alla loro esuberanza. Mistero del cambiamento di  ruolo!

Quante prove e quanti incontri tutti coordinati da Maria Teresa che ci offriva spesso e volentieri tè e pasticcini o  cenette Menecmi e Restart febbr 17 096gustose.

Per le prove generali siamo stati da Cristina, nel suo salotto accogliente testimone di tantissime serate cultural-mondane. E che cena luculliana ha offerto alla Compagnia dei Guitti stremati! (polenta, crauti, salsicce, pesce, dolci e vino a volontà)

La sera dell’Accademia, dopo il bellissimo numero di Cristina, Giovanna , Letizia e Stefano dedicato alle canzoni tratte dai film di Walt Disney…la Menecmi e Restart febbr 17 057nostra performance…vabbè quasi tutti con gli occhiali e spesso con la parte da leggere in mano, ma quanto bravi siamo stati!!! E che risate! Inutile dire che le star sono state le tre eroine…barbute.

E così l’inverno lentamente si stava dissolvendo in giornate più chiare, in timidi raggi tiepidi di sole…ma noi  Penelopi imperterrite abbiamo dovuto recitare ancora. Complice sempre la nostra Cristina e la sua macchina teatrale che ogni anno si arricchisce di costumi e di esibizioni. Penelopi 2017 014 Divertente la performance della padrona di casa , ma soprattutto bravissima…ha fatto la nonna- ventriloqua con un bel pupazzetto nipotino.

E tanti altri pezzi cantati e recitati. Sempre verso la fine ci siamo però noi le TWIN SISTERS: Maria Teresa ed io che dai tempi delle indimenticabili Gemelle Kessler cercano di stupire, interessare e divertire il pubblico “penelopesco”

Maria Teresa/Ellen dopo una ricerca capillare tra vecchie Domeniche del Corriere ha trovato slogan pubblicitari fine Penelopi 2017 021Ottocento , primi Novecento  assai curiosi e  interessanti. Una carrellata di come erano i nostri nonni e genitori, come vivevano, che cosa compravano. Un excursus storico-sociale dell’Italia di quel tempo.

Abbiamo scelto gli slogan un po’ osé (si fa per dire) come il prodotto MARMOR per avere un seno turgido e marmoreo o Penelopi 2017 033l’ELETTRO VIGOR per sollecitare la forza amatoria nell’uomo. Tutto suggerito in forma velata e divertentissima .

Intervallando poi alcuni ritornelli cantati a “cappella” (stonata?) da noi due come Balocchi e Profumi, Pippo non lo sa e Il mio amore è un centrattacco….il successo è assicurato.Penelopi 2017 027

Pronte per la tourneée?…

Finito il Carnevale aspettiamo ora  la Primavera.

 

 

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ANATOMIA…DI UN GRUPPO DI LETTURA

pubblicato da: Mirna - 24 febbraio, 2017 @ 6:21 pm

gruppo lettura 22.2.17 005Ci sono tanti gruppi di lettura in giro per il mondo.

Ho letto anche molti racconti che descrivono le loro caratteristiche, gliIMG-20170223-WA0001 autori presi in esame, l’organizzazione.

 

Ma  nostro LibrIncontri ormai in auge da qualche anno  sembra diverso perchè ha una peculiare  caratteristica: non ci sono regole precise e si nota un grande  affiatamento fra i suoi membri.

Da sottolineare l’importanza  della presenza maschile; molto spesso i gruppi-lettura sono formati da sole donne più o gruppo lettura 22.2.17 001meno della stessa età. Nel nostro abbiamo anche presenze molto giovani.

Il numero dei partecipanti varia da un minimo di sei- otto a un massimo di quindici persone. E come si svolgerà è …un happening.

Sì, d’accordo sono la pseudo-coordinatrice, ma le idee, le riflessioni sui libri letti si espandono come un fuoco artificiale da tutti i presenti..

E se dapprima ci concediamo una tazza di cioccolata o di caffè o una cup of tea speciale subito dopo  inizia la girandola di titoli.

Da “Cecità“ di Saramago in cui si parla di un morbo diffuso in un luogo indefinito e che è in realtà la metafora gruppo lettura 22.2.17 003dell’indifferenza verso gli altri  si arriva “Nel paese dei ciechi” di H.G.Wells :  in una comunità di ciechi arriva un vedente. Ma il vero “cieco”  – si scoprirà  – è lui.

Pronta e corale fiorisce la disquisizione sul vedere e sul guardare. Si cita  Eugenio Borgna, lo psicologo. E’ ovvio nel nostro gruppo ci sono tre tra psichiatri e psicoterapeuti!

Ed è piacevolissimo ascoltare i nostri pensieri.

Lucia ha letto “Una sconfinata giovinezza” di Pupi Avati da cui è stato tratto un bellissimo film.  Si parla dell’Emilia: nel gruppo siamo  quattro emiliani: Lucia di Ferrara, Giovanni di Modena, io di Carpi, Alfonso di Bologna. Perciò si ricordanoIMG-20170223-WA0002 gli artisti emiliani, partendo dai cantanti come Guccini, Ligabue, I Nomadi.  E Lucio Dalla che Emma si ricorda bene  quando frequentava l’università di Bologna. E la magia della città intrecciata  con la giovinezza.

gruppo lettura 22.2.17 010I nostri quattro uomini si sono messi vicini ma sono allegri, spiritosi. Riccardo ci parla della lettura di Nietzsche “Divieni ciò che sei”  e dell’associazione culturale Restart.

Alfonso è impegnato con la lettura del Vangelo secondo Marco che poi reciterà.

Tanti altri titoli e autori si susseguono.

Io prima di te  di Jojo Moyes,

Roberto Alaimo  “Carne mia” .

Conrad Lorenz e tanto tanto ancora.

Quasi due ore di conversazione interessante e simpatica.

Poi all’uscita dal bar una sigaretta per far compagnia a Santo con la pipa.  Naturalmente di radica.

 

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LA TENTAZIONE DI ESSERE FELICI di Lorenzo Marone, ed.Longanesi

pubblicato da: Mirna - 21 febbraio, 2017 @ 6:18 pm

th[4]Un titolo ammiccante non c’è che dire. Essere felici non è una cosa facile. Bisogna volerlo. O almeno tentare. ..pensando a tutte le cose che ci piacciono:

mi piace quando un libro mi attende sul comodino, il borbottio della caffettiera sul fuoco, i viali alberati, il profumo dei capelli delle donne, mi piacciono le strade che raggiungono il mare, i sorrisi dei miei figli, mi piace chi combatte ogni giorno per essere felice…”

e così via per due facciate, le ultime a conclusione di un racconto che si legge con piacere ed empatia.

Come non partecipare con simpatia della vita di Cesare Annunziata, un settantasettenne un po’ egoista, un po’ burbero, irritabile ma sincero fino al midollo?

E bravo questo giovane autore Lorenzo Marone che è riuscito a calarsi in un un uomo anziano  con tutte le sue manie, fobie, rimpianti senza fare retorica.  Anzi.

Beffardamente ironico il monologo di questo Cesare che vive solo, contento  di fare ciò che vuole e con tutte le intenzioni di godersi la vita, nonostante gli acciacchi.

Ha due figli, Sveva con la quale litiga sempre – perchè hanno lo stesso carattere  e Dante omosessuale  “Lui lo sa. Io lo so. Eppure non me l’ha mai confessato:” Questo è l’incipit di una lunga serie di fraintendimenti, piccoli rancori e incomprensioni con i figli.

Ma ci sono altri personaggi: una simpatica e dolce prostituta con la quale ha incontri abbastanza frequenti (complice un buon farmaco blu) , ha gli amici del condominio: Marino che è più di là che di  qua, ma  è tanto buono e caro,  la signora Vitagliano che è ormai diventata una gattara e che si porta sempre appresso un fetore insopportabile di gatti.  C’è persino Belzebù il gatto nero che sfugge dall’oppressiva protezione della Vitagliano per andare a stare un po’ con lui e mangiargli prosciutto e sottilette.

Ed infine nel condominio c’è  Emma, la giovane moglie maltrattata dal marito.  Lui, Marino, la Vitagliano vorrebbero proteggerla.

Cesare ci mette il cuore per  aiutarla e i loro incontri sono di una delicatezza ed  un’efficacia indimenticabili.

Ogni giorno dunque la vita ci dà qualcosa di nuovo, ci fa capire che cosa dobbiamo fare, ci ricorda gli sbagli commessi e ci incita a ritrovare ottimismo.

Ogni piccolo o grande accadimento ci rivolta e  di riflesso ci cambia.

Ecco il mio ultimo  consiglio di lettura anche per gli amici del LibrIncontri  ( che ci sarà domani alle 17.00, sempre al caffè Città. )

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ROMA…for ever

pubblicato da: Mirna - 17 febbraio, 2017 @ 6:06 pm

roma febbr 17 035 - CopiaCome si fa a star lontani da Roma?

Sapere che in questo momento mentre al nord  il buio ci avvolge laggiù ci sono mille sfumature di colori che ti stremano e ti fanno scintillare la vita?

Non resisto e complici due mostre intriganti come quella di Edward Hopper e Artemisia Gentileschi ho accettato il roma febbr 17 030caloroso invito di Nicoletta e sono scesa come una freccia nel cuore della capitale.

Mi immergo nella sua atmosfera e mi sembra di riallacciare sensazioni ed emozioni che fanno parte del mio DNA: quel gusto ancestrale di morbidezza e bellezza, quel canticchiare del cuore mentre ci si aggira tra piazze luminose di fontane  o stradine lastricate di sanpientrini, quell’esigenza di abbandonarsi a un tepore mediterraneo quasi ebbro di stridii di gabbiani e di rondini.

roma febbr 17 031Non la conoscerò mai completamente, ma mi piace scoprire ogni volta i suoi mille tesori.

L’isola Tiberina.

Tre Caravaggio in una Chiesa, roma febbr 17 013la tomba del Beato Angelico in un’altra, Michelangelo, Bernini e Borromini…l

.

E la sua mitica prospettiva.

Armonia, maestria, fascino.

I pensieri si adeguano alla bellezza di ogni angolo: diventano garruli come i pappagallini verdi  visti in un  chiaro cortile accanto a a Palazzo Venezia.

E’ del poeta il fin la meraviglia.

E qui in questa città eterna se ne prova ad ogni passo.

roma febbr 17 012Nicoletta mi porte a Villa Spada dunque, a Palazzo Corsini e mi mostra e mi spiega.roma febbr 17 017

Io sono incantata e capisco che questo mio sentire è terapeutico e galvanizzante.

Roma incantatrice.

E poi Villa Adriana. Dopo Tivoli. Si può ridere o urlare di gioia?

Perchè no?

Lo spazio scelto dall’Imperatore Adriano è già sbocciato di primavera: mandorli fioriti, margheritine sui prati, roma febbr 17 035 (2)rosmarino azzurro e ulivi  e poi …

il Canopo.

roma febbr 17 028Io so che potrei essere preda della sindrome di Stendhal e cadere nell’acqua che riflette le statue, ma resisto , forse perchè ho mangiato i tonnarelli cacio e pepe e perchè ripenso ai carciofi alla Giudia.

Non so che cosa mi trattiene dall’abbracciare statue, colonne, forse il pensiero del passato? Del desiderio di rileggere Memorie di Adriano della Yourcenar? Forse la consapevolezza che la Bellezza è imprendibile, vaga, ma che tu puoi ripeterla  nel ricordo.

E poi c’è la casa di Nicoletta nel cuore di Roma, piena di colori, terrazzini di limoni, tetti caldi sotto un cielo pervinca. Ci aspettano un aperitivo e roma febbr 17 004tante risate.

roma febbr 17 002C’è la sua speciale scaletta a chiocciola che porta sul secondo terrazzino segreto  dominante  una parte di Roma pulsante diroma febbr 17 006 vitalità e misteri. Una Roma che ti entra nel sangue e che vorresti vedere ogni giorno.

Ci sono i nostri aperitivi serotini mentre  la luce sfuma  lentamente in viola , rosso e arancione,  e noi ripercorriamo ciò che abbiamo visto e condiviso, facendo del nostro stare insieme  un altro piacere .

 

 

 

 

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LA STANZA DEI PENSIERI IMPRIGIONATI, Annalisa Filippi

pubblicato da: Mirna - 10 febbraio, 2017 @ 5:28 pm

Filippi 001Da non perdere questa personale di ANNALISA FILIPPI nella Sala Thun Torre Mirana, via Belenzani 3 Trento.

Dal 4 al 17 febbraio 2017.Filippi 004

Una mostra evocativa, intrigante, immaginifica.

Come tutto ciò che riguarda il percorso dei nostri pensieri.

Ma in questa ” stanza delle meraviglie ” i pensieri non sono sparsi o scalzi o fugaci come le nuvole e le rondini.

Qui sono imprigionati.

Una prigione colorata, avvolgente, corporea eppure  in cerca di fuga.

Pensieri accuditi come un bambino, un gatto, un desiderio inconfessato.

Un’esplosione di colori caldi dall’ocra al verde all’oro,  che fanno percepire un’intensità di sensazioni che spesso fuggono dalla loro gabbia per continuare Filippi 005oltre lo spazio della tela. Filippi 010

E del nostro sentire. Della nostra volontà.

I confini ci sono: sono sicuramente il nostro corpo e la nostra mente, sono i confini dell’Umano che anela all’infinito  e che  si rende conto dei propri limiti.

E cosa c’è meglio del‘Arte a dar voce con parole, suoni,  linee e colori  a questa nostra intima contraddizione?

Ho incontrato l’autrice e le ho fatto molte domande sulle sue opere , ma  ho lasciato poi alla mia “fruizione” di spettatrice Filippi 013la libertà di aderire al suo segno rotondo e  avvolgente e lasciarmi andare a ciò che mi faceva vibrare nell’intimo:

un’emozione calda, di conosciuto, di “battaglie” che si combattono ogni giorno, di consapevolezza di forza necessaria, di vitalità ancestrale  e di desiderio di …affidarsi, di abbandono. A un abbraccio.

Nel cerchio magico del Cosmo. Individuale e Universale.

Da non perdere assolutamente.

 

 

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