Ricordando Maristella

pubblicato da: Mirna - 5 luglio, 2018 @ 5:15 pm

 

E’ facile e difficile lasciar correre i pensieri.IMG_20180627_121736

Facile se mi soffermo a guardare il volo delle farfalle sulla mia lavanda e lungo la scaletta di pietra che porta al glicine fiorito e alle altre piante liguri. Tutto sembra fluire in pace come se la vita non avesse interruzioni. Un panta rei fluido e ameno, l’estate sembra fermarti nell’hic et nunc, ti assopisce e obnubila un po’.

Difficile invece quando i pensieri incontrano i ricordi sassosi delle assenze ed allora ti senti fragile e più sola.

Ed ancora un’altra amica se n’è andata da poco, un’amica con la quale ho condiviso quarantotto anni della mia vita.

Maristella incontrata nel 1970 insieme con Marina e con mio marito Piero.

Tutti sulla stessa nave da crociera in un’estate di giovinezza e speranze .

Viaggio, avventura, amore, vita.

Ricordi di scali in nord Africa, a Madera,alle Canarie,  in Spagna, risate, emozioni.

Insieme abbiamo vissuto l’esperienza forte del naufragio della nave Fulvia C nel luglio 1970.

Poi ognuno ha continuato percorsi di vita diversi, ma sempre unite da progetti in comune.

Devo ringraziare Maristella se ho lavorato per Versace e non solo.

Incontri annuali e ultimamente- dopo l’inizio della sua malattia- semestrali.

Generosa, diretta, ospitale,autentica nei suoi pregi e difetti.

Stefania ed io siamo state invitate anche a Londra nell ‘appartamento suo e di suo marito, Arlington House, accanto a Green Park.

Ricordi di parties giovanili, di spettacoli alla Scala, di cene con Marina, di shopping e risate,IMG_20160417_160404

di battibecchi sui miei capelli che dovevo sistemare secondo i suoi consigli.

Sono andata a Milano lo scorso mercoledì per il suo funerale.

IMG_20180627_130303Poi sono tornata nella sua casa che so non vedrò mai più.

Ho chiesto di sdraiarmi sul suo letto, nella sua camera azzurra. E mi sono abbandonata senza difese al flusso di coscienza.

Troppe cose da dire, raccontare, ricordare.

Ma guardando ciò che lei ha guardato per tanti anni mi sono sentita lei stessa.

Ho percepito intensamente il gusto del bello che ha sempre permeato la sua vita, e  ciò che poteva provare negli ultimi tempi:

stupore di non essere più così energica, ma anche speranza di riappropriarsi della propria vita.

Ho ammirato i suoi quadri alle pareti, la marina azzurrata e il vecchio che  a Londra era  appeso IMG_20180627_130222sopra il camino.

Ho ritratto la poltrona blu dove spesso si sedeva ormai stanca ma sempre indomita a parlarmi dei suoi impegni e progetti.

Ho detto addio alla casa che conosco così bene, alle sue orchidee che mi sembravano già orfane.

Addio alle parole sospese tra lei e suo marito durante i pasti, alle nostre lunghe conversazioni sul nostro passato, sugli abiti, sull’arte, sulle amicizie comuni, su ciò che la vita ci ha offerto .

Mi sono lentamente congedata dalla sua essenza  in quella luce obliqua e azzurra, ricca dei suoi ultimi faticosi sorrisi.

2 Comments »

CRONACHE DI BORZONASCA. IL GIARDINO NELL’ANIMA

pubblicato da: Mirna - 20 giugno, 2018 @ 10:59 am

 

Luglio caldissimo 2015 001IL GIARDINO NELL’ANIMA

E’ sempre dentro di noi il desiderio di giardino, quel luogo circoscritto, sicuro, ancestrale, che ci accompagna daiIMG_20180613_204236 primordi dell’umanità quando nell’Eden eravamo felici.

C’è nell’infanzia di tutti un giardino dove erba, fiori, alberi erano nostri compagni e IMG_20180612_132340complici. Poteva essere segreto, non nostro, lontano, vicino, ma quando ci trovavamo accanto a cortecce, fili d’erba, fiorellini, farfalle, api ci sentivamo a casa.

Perchè un giardino è anche uno stato mentale nel quale ci si può spogliare dalle maschere, dai condizionamenti e tornare fiore che cresce, foglia che si muove senza regole umane.

Da bambina avevo un cortiletto piccolissimo, ma c’erano alcune alberelli, violaciocche e un amico al di del muretto. Luogo che IMG_20180611_182737sentivamo solo nostro. Non ricordo adulti, ma solo bambini.

Come nel bellissimo libro per ragazzi  “Il giardino segreto”

E poi intorno a noi c’era la campagna con fiordalisi e papaveri ai tempi delle spighe.

E lucciole e profumi di tiglio. Atmosfere magiche.

IMG_20180607_111935IMG_20160630_182842Ho molti libri che raccontano giardini.

Stupendo “Il giardino di Virginia Woolf”curato con maestria e cuore da suo marito Leonard.

Anche soltanto sfogliando le pagine ci si può immergere in visioni di fiori bianchi, gialli, i famosi “daffodils” (giacinti, di cui parla Woosdworth in una romantica poesia). Mi piace soltanto nominare i nomi di clematide, cerfoglio, viburno,euphorbia, anemoni, astri, nasturzi, delphinium (anche se alcuni non li conosco) per sentirmi in una zona franca dove regnano bellezza ed armonia.

Elizabeth von Arnim ha scritto “Il giardino di Elizabeth” che divenne la sua vera “home” dove scappare IMG_20180614_180126dal marito autoritario e dalla noia.

Un’ appendice postuma al suo racconto è un delizioso libretto “Il giardino perduto” che altro non è che il IMG_20160619_163446ricordo dell’infanzia quasi magica vissuta nella proprietà dei nonni.

Quando mio marito Piero volle ristrutturare questa vecchia casa con giardinetto a fasce sul retro feci un po’ di resistenza, ma a lavori ultimati e nonostante scale e scalette per accedere sia all’appartamento, alla mansarda e ai giardinetti rimasi affascinata.

Fu un amore a prima vista.

In quella lontana estate del 1996 potevate sentirmi declamare Montale “Meriggiare pallido e assorto”, vedermi in estasi di fronte agli allori, agli amareni, alle camelie, alle rosse rose antiche dette rose d’amore, comporre poesie dove dicevo “Soprattutto io amo possedere fiori d’amarene e di limoni, ecc”.

Pur essendo un giardino piccolo, verticale, scoprivo bellezze e sorprese: roselline rosa che si arrampicavano in IMG_20160624_201907alto dove edera, bosso nascondevano un altro piccolissimo camminamento che dà su un sentierino in alto, c’è addirittura un po’ d’uva.

Ci sono poi una palma, un nespolo, un pruno, un albero di cachi, un arancio selvatico e rosmarino, melissa, gelsomino che a sera, insieme ai tigli vicini, ci avvolgono in un profumo intenso.

Agosto, Borzone, varie 002Mi meraviglio sempre quando dopo aver goduto del sole accanto a ortensie, spadoni, belle di notte, mi affaccio dal balconcino del salotto e noto che presto fioriranno le dalie, le rose rosa stanno sbpcciando , il lillà freme, Mimilla è felice e vedo persino alcune lucciole brillare timidamente sulla porta del casotto e nell’orto del vicino.

E’ un microcosmo lo so, ma ogni fiore, ogni odore che sale nella notte calda , ogni garrito IMG_20180614_111556delle ultime rondini rappresentano il nostro mondo desiderato, mondo che possiamo sempre ricreare nel nostro cuore e nella nostra anima affidandoci alla Natura che procede nonostante tutto.

2 Comments »

LA FATTORIA DEI GELSOMINI di Elizabeth von Arnim

pubblicato da: Mirna - 15 giugno, 2018 @ 4:15 pm

 

LA FATTORIA DEI GELSOMINI

Da non perdere questo delizioso racconto di Elizabeth von Arnim.IMG_20180615_100914

Ottima romanziera, questa scrittrice nata nel 1866 in Australia, riesce a mantenere salda una trama colma di ironia sociale e  che fa divertire come un romanzo di Woodhouse.

Dalla residenza lussuosa di Lady Midhurst dove un troppo uso di uva spina nei menu causa malesseri e disagi tra gli ospiti fino a una casetta in Provenza.

La pura e casta vedova Daisy Midhurst adora la propria figlia Terry che sembra crescere con le stesse materne virtù vittoriane tra Londra e le residenze di campagna. Devotissima figlia non si decide però mai a sposarsi.

Ma che è successo nella lussuosa dimora tra una crostata e uno spumone all’uva spina?

Alcun ospiti giocano a scacchi, tra questi Andrew  l’amministratore della grande ricchezza di Lady Midhurst, altri corteggiano Rosy la giovane e attraente moglie di Andrew.

Rosy è di un altro ambiente sociale, l’unica cosa che le piace è farsi ammirare con i vestitini nuovi che la madre è riuscita a procurarle. Infatti generalmente non sa che dire e ripete spesso per non sbagliare “Scusi, diceva?”

La giovane virginale Terry, spesso vestita di bianco, non è però come la società pensa che sia.

Lei è moderna, anticonformista, detesta l’ipocrisia ed è fiera di essere l’amante di Andrew, il quasi sessantenne amministratore e… pure marito di un’altra.

Relazione che viene celata, pur amandosi, per non far soffrire l’adorata madre di lei.

Ma c’è un’altra madre, quella di Rosy, la formosa e vitale Mrs.de Lacy che vive con figlia e genero.

E che presto saprà della tresca…

che fare per poterne trarre vantaggio?

Circostanze e dialoghi divertenti, un allegro cinismo e un dileggio sia del conformismo dell’aristocrazia inglese sia dei parvenu;  però alla fine  un punto a favore va alla  poco raffinata ma sincera Mrs.de Lacey.

IMG_20180613_204236Le due dame saranno a confronto proprio in Provenza, nella fattoria dei gelsomini dove Mrs.Midhurst è fuggita per nascondersi dallo scandalo.

E questa parte del romanzo è veramente da gustare: due mondi antitetici a confronto con il  “contorno” di altri personaggi arrivati a sorpresa.

Da non tralasciare i due esterrefatti custodi, uno silenzioso, l’altra che commenta ogni accadimento con “Tiens”.

Comments Closed

CRONACHE DI BORZONASCA 2018

pubblicato da: Mirna - 10 giugno, 2018 @ 8:40 am

IMG_20180603_145815

CRONACHE DI BORZONASCA

Potremmo chiamarle “Transilvania, mon amour”: piovaschi, nuvole basse, sensazioni di IMG_20180607_111933autunni incipienti, non certo di estati folgoranti liguri e montaliane.

Ma è nella natura cercare la soluzione ottimale, n’est pas?

Ed allora troviamo meraviglie nelle piante rigogliose, godiamo della felicità di una gattina nera che osserva uccellini canterini dalla finestra IMG_20180609_120222della cucina, che si avventura tra erba rorida di pioggia di giugno , nell’arrivo di P1000431verdure freschissime dei miei vicini tutelari.

E poi la cara amica che arriva con libri e racconti ed insieme aggrediamo l’umidità andando a mangiare in trattorie collinari. Stoccafisso bianco a Cichero, baciocca ed altre leccornie liguri a Belpiano.

Località dai nomi suggestivi che ci rimandano a boschi e boschetti di latifoglie, a momenti di pace arcadica.

Ma già l’arrivo in questa mia seconda casa mi abbraccia con l’affetto di mio marito.IMG_20180603_173806

Tutto è stato scelto insieme: da dove arriva la luce, la disposizione delle poltroncine, dove sistemare i fiori del giardinetto. E quest’anno, IMG_20180609_111840meraviglia delle meraviglie, gigli profumatissimi.

IMG_20180608_183741Sempre salire le scalette delle tre fasce mi regala sorprese: le ortensie, i fiori degli spadoni -  mai visti – !, amarene pronte per essere gustate all’istante o per fare la marmellata.

Sensazioni diverse da quelle cittadine mi assalgono e stemperano l’abitudine della monotonia. Le sorprese sono tra l’era, tra melissa fiorente, rosmarino profumato, rose d’amore e cascate di roselline. I canti di certi uccellini queruli che disturbano Stefania mentre prova le polacche e i valzer di Chopin che suonerà a Postdam.

Predisponiamo l’animo e il corpo (le stanche membra come diceva Giuliana) a piaceri semplici di aria buona, IMG_20180608_184042pigri pomeriggi tra letture e tisane, a cercare di rimescolare la nostra vita alla luce di piccoli grandi  cambiamenti cercando di non farci suggestionare dalle nubi che qui a Borzonasca incombono sul monte Cucco , indicatore meteorologico di grande rilevanza, ma pensando che il sole è lì dietro pronto a splendere per farci rifiorire…

…noi e i fiori.

 

Comments Closed

PIZZA DI CLASSE PER IL LIBRINCONTRI E CONSIGLI DI LETTURA

pubblicato da: Mirna - 2 giugno, 2018 @ 6:50 am

IMG-20171206-WA0003Da Roberto Menestrina, IMG-20180601-WA0015

“Carissima Mirna

Come ti dicevo, di interessante in questo periodo ho letto il diario di Henry Morton Stanley “Come ho trovato il dottor Livingstone”.

I due protagonisti non emergono come figure impeccabili; il primo era un giornalista e avventuriero a caccia di notorietà e di finanziamenti. Livingstone, d’altra parte, era forse un missionario, ma soprattutto un cacciatore di notorietà tramite esplorazioni geografiche, sull’esempio di Richard Francis Burton, lo scopritore delle sorgenti del Nilo.

Il diario è piuttosto ingenuo, volto ad esaltare gli sforzi fatti nella missione, ma lascia trasparire qual’era l’atteggiamento comune relativamente alla conquista dell’Africa nell’ ‘800.

Gli occidentali, europei e americani, non ci fanno una gran bella figura, ma emerge anche il ruolo che hanno avuto arabi e indiani nelle vicende connesse alla tratta degli schiavi e al finanziamento delle guerre interne tribali. Il tutto molto poco “politically correct”.

A me ha ricordato “Cuore di tenebra”, un po’ gli stesi fatti ma visti con uno sguardo opposto a quello critico e addolorato di Conrad.

Ho letto un giallo di Connelly, tipicamente americano, senza troppe esagerazioni, buono per addormentarsi.

Ho letto un giallo di Indridason, tipicamente nordico, un po’ cupo e umido, ma si legge bene. Ne leggerò altri.

Mi ha un po’ deluso “Il giocatore occulto “ di Arturo Perez-Reverte.

Sono stato invogliato dall’autore: avevo letto “Il club Dumas” (vedi film “La nona porta”) e di “La tavola fiamminga”, due libri molto intriganti, ben congegnati e ben scritti. Il primo fra collezionisti di libri antichi e satanismo; il secondo con una memorabile partita di scacchi..

Ero già stato deluso dal ciclo del capitano Alatriste, veramente povero, secondo me scritto per far cassetta, e l’ho presto abbandonato dopo un volume.

Quest’ultimo romanzo è appena sufficiente, un brodino allungato sull’assedio di Cadice da parte dei napoleonici e una serie di efferati delitti.

Ho anche letto “Una pinta d’inchiostro irlandese” di Flann O’Brien. Narrativa d’avanguardia degli anni ’40. Ricorda Joyce, fortuna è più corto. Solo notevoli alcune pagine scritte a imitazione delle saghe nordiche . Vedi saga di Cuchulain.

Infine ho letto “Hotel Angleterre” di Nico Orengo. Purtroppo. Qualche notizia e qualche storia su Puskin. Ma quanto si ama questo scrittore, quanta gente famosa conosce, quanto sa scrivere elegante. Cala Trinchetto.

Volevo infine ringraziarti per i gentili inviti ricevuti e per le piacevoli riunioni a cui mi hai fatto partecipare. Con l’arrivo dell’estate mi trasferisco a Pozza di Fassa fino a settembre e non sarò pertanto presente. Spero ci rivedremo ad ottobre, dopo aver letto molti altri libri. Ti manderò qualche altro resoconto di libri, nel frattempo.”

Abbiamo concluso l’altra sera con la pizza di classe i nostri incontri al bar Città sempre in allegria e con voglia di parlare delle nostre ultime letture. Evviva. IMG_20180531_204336

Comments Closed

LA SAGA DEI CAZALET di Elizabeth Jane Howard

pubblicato da: Mirna - 2 giugno, 2018 @ 6:40 am

Cinque volumi di circa 600 pagine l’uno.Cazalet

Letti in un mese o poco più. Consumati per consolazione dopo l’addio della mia amica.Vicenza Novembre 2011 023

Siamo in Inghilterra, il luogo immaginifico e letteraturizzato che  ha fatto incontrare me e Giuliana. Luogo dei nostri desideri e del nostro immaginario. La lentezza, le tradizioni inglesi, il rito rassicurante  del tè delle cinque. Le storie della nostra adolescenza si svolgevano  a Londra e dintorni,tra cabine del telefono, cassette postali  e bus rossi, i Beatles erano in Abbey Road.

Già pronte, sebbene italiane provinciali, a vestirci in minigonna e indossare il basco di Mary Quant

Ci sentivamo libere eppure a casa perchè stavamo vivendo il nostro sogno. Gli anni più spensierati anche grazie alle nostre affinità, al nostro gusto per la vita e per le scoperte, al nostro sense of humour, sono stati quelli abroad. All’estero. .

Giuliana non ha letto la saga dei Cazalet. Troppo occupata ad accudire i gatti di Aquileia, ma non solo. Torte per tutti. E soprattutto  impegnata  a dispensare la sua arguzia intelligente e buona.

Avevo cominciato a parlarle di questi romanzi: la famiglia dell’alta borghesia industriale vissuta soprattutto  nell’arco delle due guerre.

Ho già descritto alcuni libri.Amarcord V 28 Aprile 18 003

L’albero genealogico campeggia nelle prime pagine. I capostipiti , i tre figli maschi, l’unica femmina Rachel che si scoprirà attratta dalle donne, Zoe la seconda moglie, ecc. . ,

E tutto ciò che può portare una vita matrimoniale. Amore, tradimenti, felicità, dolore,

E i giovani. Quante storie dunque.

Dove riconoscersi in parte perchè tutto ciò che accade a un essere umano può accadere ad un altro.

Sfondo storico le due guerre, le privazioni, la battaglia d’Inghilterra, il dopo guerra.Cazalet (2)

Romanzi più adatti a noi donne che amiamo rifugiarci spesso nelle piccole cose quotidiane che ci difendono, rilassano, ma danno sapore alla vita intera. Anzi ne sono il paradigma.

Libri che conserverò nella mia biblioteca, che rileggerò soprattutto in momenti difficili perchè potrò entrare di nascosto in altre vite che mi consoleranno e che mi porteranno in quell’Inghilterra divenuta per me ormai il luogo della fine estate 2016 + Giuly 012giovinezza, dell’allegria, delle scoperte.

E a Giuliana che mi manca come l’aria.

1 Comment »

COME CADE LA LUCE di Chaterine Dunne e PRIMA DI ME di Julian Barnes

pubblicato da: Mirna - 28 maggio, 2018 @ 10:42 am

IMG_20180519_091329Consigli di lettura agli amici che mi seguono.

Un romanzo soprattutto  per donne Come cade la luce perchè Catherine Dunne, l’autrice del fortunato La metà di niente, è bravissima ad indagare l’universo femminile, il suo modo di sentire e di vedere le cose.

Rimaniamo nell’universo domestico e seguiamo la vita di una famiglia cipriota costretta ad abbandonare Cipro  dopo il colpo di stato del 1974. Una famiglia composta di cinque persone trasferitesi in Irlanda . Seguiamo la storia , i dolori e le gioie dei personaggi secondo il punto di vista delle due sorelle Alexia e Melina.

La trama è ricca e forse un po’ ridondante, ma sicuramente  interessante.  Si parla di malattia, di matrimoni, di morte, di tradimenti  e di amore. Come nella vita di noi tutti.

Più adatto forse ai lettori uomini il romanzo trasgressivo di  PRIMA DI ME di Julian Barnes, ottimo scrittore inglese. Autore di Il senso di una fine, Il pappagallo di Flaubert, Il rumore del tempo che vi ho presentato già nel blog.

Il protagonista è Grahm Hendrick  un accademico, un marito annoiato, un padre distratto. Un uomo senza qualità.

All’improvviso dopo 18 anni di matrimonio incontra Ann, un’effervescente ex- attricetta, spontanea, franca, desiderabilissima.

Divorzia ed è convinto di iniziare una nuova vita di miele.

Ma la gelosia retrospettiva lo avvelenerà e il suo modo d’essere cambierà in modo surreale e paranoico.

Romanzo quasi comico, ma scabroso. Un trattato lucidissomo sull’amore, il sesso, la gelosia, l’indedeltà, e non ultimo, il potere dell’immaginazione malata

 

2 Comments »

PENELOPI…FOR EVER

pubblicato da: Mirna - 23 maggio, 2018 @ 4:55 pm

maggio 2018 032E poi a Maggio c’è la serata conclusiva della stagione delle Penelopi.

Chi mi legge conosce questo salotto musicale, artistico e colorato di Cristina.

Le Penelopi  sono ormai un’istituzione: fondata decenni or sono da Cristina, mamma e sorelle come incontri di maggio 2018 033ricamatrici  si  è trasformato con il tempo in raduni più artistici e goderecci.

Questo viene ricordato dal nostro inno penelopesco.

Un mondo incantato dunque: un mondo a parte nel quale, appena entrate, si riescono a dimenticare affanni e tristezze.

maggio 2018 006Cristina ci diletta al pianoforte, ci spiega e ci racconta, alcune di noi cantano, altre recitano poesie o leggono raccontini.

A Carnevale poi c’è un’apoteosi di creatività teatrale grazie ai costumi che Cristina, mamma e sorelle, hanno creato in tutti questi anni.

maggio 2018 008Insomma ognuna di noi è orgogliosa e felice di essere Penelope.

A maggio veniamo accolte da un giardino di azalee, gelsomini in fiore, da luci soffuse e poi entriamo nel salotto sorridente di questa bella signora bionda che ci ospita sempre con garbo e originalità.

Non dimentichiamo che una volta al mese ci accoglie anche nella sua Accademia delle Muse.

E’ bello rivedersi, aggiornarci.

Questa volta abbiamo ascoltato Cristina al pianoforte, Giovanna che maggio 2018 024maggio 2018 026cantava, Maria Teresa e Anita che recitavano poesie. Abbiamo cantato in coro  l’arrivederci amiche, una canzone che si ripete ogni anno e che ci dà la sicurezza della continuazione di questo nostro legame femminile.

Importante anzi importantissimo il momento delle libagioni. Si fa a gara nel portare torte salate e dolci ed è tutto un cicaleccio, uno scambio di ricette, ma non solo.

Si brinda, ci raccontiamo, balliamo, ridiamo.maggio 2018 034

Soprattutto ci sentiamo bene  avvolte come siamo da fiori, profumi, sorrisi, musica.

Grazie Cristina.

 

 

S

1 Comment »

IL CORO FEMMINILE DI CHILBURY di Jennifer Ryan, Feltrinelli

pubblicato da: Mirna - 23 maggio, 2018 @ 4:36 pm

Un delizioso romanzo epistolare.images[3]

Pagine di diari e di lettere scritte da vari personaggi che vivono in un villaggio del Kent durante la seconda guerra mondiale. Proprio a cavallo della Battaglia d’Inghilterra .

Le protagoniste principali sono Kitty, una tredicenne spigliata e Mrs. Tilling un’infermiera vedova dolce e altruista. Sono loro che daranno vigore e alternative alle vicende di Chilbury.

Sebbene Miss Prim sia la “fata” arrivata da lontano che  organizza il coro femminile.

Si può cantare anche senza uomini. E cantare sarà un po’ domenticare i bombardamenti, i lutti, i Nazisti che avanzano.

Kitty racconta di sè e di tutto ciò che avviene intorno a lei. Ha un padre terribile, il generaleWinthrop, una mamma mite e triste per la perdita del figlio maschio (fratello però non troppo amato perchè somigliante al cattivo papà) e una sorella maggiore, Venetia,  una bellezza vanesia e pericolosa.

Mrs Tallin ha un figlio nella RAF ed è costretta ad ospitare a casa sua un colonnello che deve lavorare lì vicino. Se sulle prime è seccata lentamente i sentimenti e gli accadimenti cambieranno. Anzi lei stessa da mite e arrendevole si trasforma in una donna forte e risolutrice dei molti problemi che si presenteranno.

Intanto Venetia si innamora e il suo carattere diventerà meno superficiale, il generale Wintroph  vuole a tutti i costi un figlio maschio dalla moglie che è già al nono mese. Altrimenti perderà Chilbury Manor.

Chiede aiuto  a  Edwina Paltry,  una  levatrice trafficona,  che impareremo a conoscere attraverso le lettere che invia a sua sorella.

Insomma riusciamo a conoscere un gruppo di donne indomite che tratteggiano un affresco di vita piena di verve e sorprese..

Con uno stile facile e chiaro Jennifer Ryan ispirandosi ai racconti della nonna e delle sue amiche che vissero gli anni della seconda guerra tra privazioni, tessere annonarie, rifugi antiaerei, ci diletta con una storia da gustare in pomeriggi pigri in cui non ci si vuole impegnare. .

 

 

 

Comments Closed

FIN QUI TUTTO BENE di Hendrick Groen

pubblicato da: Mirna - 21 maggio, 2018 @ 11:23 am

FIN QUI TUTTO BENE di Hendrik Groenimages[2]

E’ un diario di un ottancinquenne che vive in una comoda casa di riposo olandese e che deve fare i conti con l’invecchiamento che procede implacabile.

Ma ironia, autoironia e disincanto sono gli ingredienti che possono salvare dall’ineluttabilità del destino.

Gli acciacchi che peggiorano, gli amici che muoiono, le domande del futuro…ma il segreto è in ogni caso avere un progetto e cercare di carpire piccoli momenti di felicità.

Formare un gruppo di amici simpatici all’interno della struttura, (Vecchi – ma -mica morti) di organizzare qualche gita o uscite in ristoranti etnici e soprattutto essere tollerante con tutti .

Insomma cercare di sperimentare le piccole gioie che ci possono essere, come una bella chiacchierata con un amico, un bicchierino di cognac, una carezza ad una cara amica. E scrivere un diario perchè la scrittura fa capire meglio ciò che si sta vivendo sia la tristezza che la speranza.

Finchè c’è vita c’è speranza, dunque.

E Hendrik ha già qualche progetto per il nuovo anno che verrà.

Giorno dopo giorno conosciamo la vita di molti anziani ospiti di case di riposo dove sicuramente la mancanza più grande è quella degli affetti familiari e dove non sempre l’organizzazione è attenta alle esigenze delle persone anziane e malate.images[2] (2)

Ma Hendrik Groen che usa il suo pseudomino letterario per l’Io narrante è lucido e attento e vuole a tutti i costi carpire ciò che di piacevole può regalare ancora la vita.

Da leggere anche il suo precedente romanzo tenero ed esilarante “Piccoli esperimenti di felicità”

1 Comment »



Pagina 3 di 10012345...102030...Ultima »