IL TRENO PER TALLINN di Arno Saar, Mondadori

pubblicato da: Mirna - 16 dicembre, 2017 @ 10:03 am

Un bel thriller dalla copertina gialla che ricorda i vecchi polizieschi.IMG_20171120_092606

Ambientazione affascinante tra Estonia e Russia con le loro problematiche politiche e storiche. E rigorosamente in inverno che avvolge Tallinn e dintorni.  Entriamo nei vicoli della città vecchia, i locali alla moda delle ex zone industriali e gli squallidi quartieri dell’architettura sovietica.

Le ferite dei soprusi russi  sono ancora aperte anche in Marko Kurismaa il commissario cinquantenne che deve indagare su un omicidio avvenuto sul treno che da  San Pietroburgo giunge quotidianamente  a Tallinn.

La vitima è un uomo d’affari russi, Semenov, avvelenato durante il viaggio. Ma come e da chi?

Dalla giovanissima e bella moglie? Da ambigui amici con i quali tratta loschi affari?

Marko Kurismaa è un uomo tormentato  che con fatica si è fatto da solo, che ha livore verso un paese che fino a pochi anni prima dominava l’Estonia. Ma ha  anche la capacità di intuire chi mente e non.

Una nuova e bella figura di investigatore che , spero,  ci farà compagnia in altre storie nordiche.

Ideato da  Arno Saar che conosce molto bene i paesi baltici tanto da sembrare uno di loro.

Ma non lo  è…sappiamo soltanto che Arno Saar è lo pseudonimo di un importante scrittore italiano.

Chi sarà?

 

 

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IL LAMENTO DEL PREPUZIO di Shalom Auslander

pubblicato da: Mirna - 13 dicembre, 2017 @ 3:12 pm

IMG_20171203_094225Convinto che Dio ce l’abbia con lui da sempre il giovane Shalom cresce tra mille ossessioni, dubbi, ansietà. Troppo infarcito  di dogmi della Torah e di raccomandazioni dei   genitori ebrei molto ortodossi il ragazzo pensa che Dio non solo guardi tutto ciò che   fa il popolo eletto, ma soprattutto che guardi cosa fa lui.

Shalom Auslander ci racconta la sua formazione di ebreo  che cerca di staccarsi da un’identità culturale che vorrebbe (ma ci riuscirà?) rifiutare.

Con umorismo spietato e irriverente seguiamo gli anni difficile di un adolescente americano vissuti tra sinagoghe e ammalianti Mc Donalds.

Se fin dall’asilo i sonnellini post pranzo erano agitati per via delle letture di vendette e punizioni divine per chi trasgrediva solamente le regole kosher, da ragazzo le cose diventano più complicate.

Che cosa si può fare o meglio non fare riguardo il sesso?

Che cosa si può mangiare?

Che cosa si deve non fare durante lo shabbat?

Con esilarante lucidità il protagonista, come un adolescente nei confronti dell’autorità genitoriale, critica ogni precetto, trasgredisce le regole,  ma si sente perennemente in colpa e in attesa di un castigo .

Un’ossessione continua, una sfida e una lotta angosciosa.

Se mangio carne di maiale mia madre morirà? pensa

Però lo fa ugualmente nel tentativo di mettere questo Dio alla prova.

Incisa nella sua mente la canzoncina dell’asilo “Dio è qui. Dio è lì. Dio è ovunque /in ogni dì”

Vuole liberarsene, ma non ci riesce. Una sorte di sindrome di Stoccolma. non ce la fa a non pensare e ammirare il suo carceriere.

E’ in un continuo dialogo con lui:

lo chiama Mr. Vendetta, Mr. Diluvio universale, Mr. Olocausto. Perchè ha permesso tutto  ciò?

E poi come si fa a “promettere” a Mosè la Terra promessa e dopo quarant’anni soltanto per un peccatuccio non farlo entrare?

Ma quando sta per diventare padre i nodi vengono al pettine…trasgredire o non trasgredire le regole della circoncisione?

Avrebbe preferito una femmina, non avrebbe dovuto decidere se togliere o meno questo “cavolo di prepuzio”.

Sarà riuscito a mediare con il suo divino antagonista una sorta di serenità per poter far crescere il suo bambino sano e libero dai sensi di colpa?

Spassosissime le sue trasgressioni in fatto di cibo: in casa sua, nel vicinato tutto era kosher. Utensili e lavandini separati per carne e latticini, carne macellata da macellai kosher, naturalmente niente maiale.

Il rabbino aveva detto che Dio aveva detto che “colui che mangia cibi proibiti non potrà mai essere purificato”…ma lui lo sfida e ordina due hot dog…

Da leggere. Guanda editori 2009. In Biblioteca si troverà  sicuramente.

 

 

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QUANDO FINISCE L’INVERNO di Guadalupe Nettel, ed.Einaudi

pubblicato da: Mirna - 7 dicembre, 2017 @ 2:12 pm

Io leggo molto, lo sapete. Guai se non avessi sempre un’altra storia accanto alla mia.  O un saggio interessante . Ma è soprattutto la narrativa, quindi le vite di altri, vere o immaginate che mi fanno compagnia durante la mia di vita.

Da sempre.

IMG_20171127_114610Da ragazzina, durante periodi difficili, io potevo entrare in altre vicissitudini che mi aiutavano, rallegravano, confortavano. Ricordo quando IMG_20171127_114203lavoravo, ancora minorenne, presso un avvocato di Carpi non facevo altro che  leggere, leggere.

Quando talvolta  il mio “povero” titolare mi chiamava per dettarmi una lettera io emergevo come in trance dalle brughiere dello Yorkshire o da altre ambientazioni e lo guardavo con occhi truci.

I personaggi  letterari, gli autori fanno parte della mia “famiglia”.

Ancor oggi se ho accanto  un libro che mi piace la giornata è già positiva. Quando mi sveglio so che  posso entrare, dopo il caffè, nella vita di donne e uomini che affrontano l’esistenza in svariati modi. Mentre passeggio  o faccio  le faccende domestiche quasi sempre ripenso al personaggio di cui sto leggendo gli accadimenti. E che bello sapere che quando andrò a letto potrò  essere ancora con lui/lei e vagare in un altro ambiente.

A voi succede così?

Anche con questo ultimo romanzo molto avvincente della scrittrice messicana GUADALUPE  NETTEL, classe m 1973 io sono tornata  a NewYork e a Parigi.

Ma non solo.  Anche dentro le loro riflessioni, il loro modo di affrontare l’esistenza. Dissociandomene  in gran parte…ma è proprio questo che ti fa conoscere meglio gli altri e te stesso.

Claudio è un cubano quarantenne pieno di manie ossessive per l’ordine che dovrebbe in qualche modo porre un limite ai ricordi impietosi di un’infanzia e prima giovinezza difficili. Il suo appartamentino è quasi una prigione-bastione difensivo  confortante e la liason con la “tardona” (così IMG_20171127_110936la chiama lui) di 15 anni più vecchia  lo aiuta a superar gli ultimi rigurgiti di passioni, desideri, paranoie.

Dall’altra parte dell’Atlantico c’è Cecilia, giovane messicana introversa, che non riesce a trovare amichevole la Parigi (che io amo).

E…vive di fronte al cimitero di Pére Lachaise. Un suo vicino Tom, malato gravemente, ha un’ossessione maggiore della sua per i cimiteri. Si intendono, si fanno compagnia, si ameranno.

Cìè  un’incontro casuale tra Claudio e Cecilia che non porterà a nulla fra di loro, se non  la consapevolezza che ognuno sembra avere il proprio destino.

Père Lachaise: come Cecilia anch’io ne ero attratta.

Filippi 001Un giorno, mentre il mio gruppo di turisti era altrove, con un taxi mi sono fatta portare al cimitero che ospita personaggi illustri come Chopin, Colette, il violinista Kreutzer, Oscar Wilde, Simone Signoret…ma prima di entrare, come la protagonista, mi sono gustata una omelette ai funghi. E poi …bellezza, emozioni.

Quando finisce l’inverno è un romanzo vincitore  di un prestigioso premio letterario.

Ma non solo.  Despues del invierno è un tratto del cammino di ognuno di noi. Quel tempo in cui ci sentiamo soli, al freddo, e non sappiamo ancora  come superare i dolori e le sconfitte. Quando non sappiamo ancora chi siamo veramente.

Da leggere.

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MEMORIA DI RAGAZZA, di Annie Ernaux

pubblicato da: Mirna - 30 novembre, 2017 @ 8:50 am

contentUltimo romanzo di questa straordinaria scrittrice, oggi 77 enne, vincitrice del Premio Strega Europeo del 2016 con Gli anni.

Annie Ernaux già da ragazza iniziò a fare di se stessa un essere letterario, qualcuno che viveva le cose come se un giorno dovessero essere scritte.

Una vera scrittrice dunque che ha  fatto della sua autobiografia letteraturizzata uno strumento acuminato di indagine sociale, psicologica, storica.

E il nodo  tra il suo essere reale ed essere poi scrittrice si snoda in questo forte  e non indulgente “Memoria di ragazzaAnnie Ernaux

Non è un caso che il periodo topico dei suoi 17- 20 anni non fossero stati analizzati precedentemente fino in fondo. C’era qualcosi di nascosto, forse “vergognoso” secondo la morale corrente di quegli anni.

Ora è il momento per Annie Ernaux: ora che ha davanti a sè quasi tutto l’arazzo della sua esistenza.

Torniamo all’estate del 1958, quando Annie ha quasi 18 anni e si sente imprigionata nella piccola città in cui vive, controllata dai genitori bigotti che possiedono un bar-drogheria  di cui  per tanto tempo si vergogna.

giovane annie ernauxUn’adolescente alla ricerca della libertà. dei piaceri del sesso, di “io” diversi come quelli che conosce passando da un libro all’altro.

Ha l’occasi0ne di fare l’educatrice in una Colonia Sanatorio…finalmente da sola, lontano dai genitori amorevolmente oppressivi.  Sente che sta per vivere un momento esaltante e si butta a capofitto in ciò che crede di essere – o forse per lei lo è veramente – la libertà, la gioia, il piacere. Si sente un’avanguardista del “piacere sessuale” ancor prima di aver letto Il secondo sesso di Simone de Beauvoir.

Ma è troppo “ingorda ” di vita, di ebbrezza per essere serena o equilibrata. E’ un’adolescente che vuole scoprire i piaceri del sesso.

Ma le sue occasioni sono frustranti ed umilianti. Forse per questo la Ernaux riesce a scriverne solo ora.

A me dà l’impressione che nel suo “agitarsi” nel desiderare H (che assomiglia vagamente a un pesante Marlon Brando) ci sia soprattutto un contorcersi per cercare veramente ciò che vuole dalla vita.

Un semestre a Londra come ragazza alla pari prima di capire che lei ama solo la letteratura e vuole diventare scrittrice.

Ed ora finalmente la necessità di svelare quel periodo di turbamenti, disordini alimentari, angosce. Un periodo proibito in cui sicuramente è germogliata la sua vocazione.

Ciò che conta non è quel che succede, è ciò che si fa di ciò che succede.

 

 

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LA PIU’ AMATA di Teresa Ciabatti, ed.Mondadori

pubblicato da: Mirna - 26 novembre, 2017 @ 6:58 am

IMG_20171123_115836E’ un n romanzo autobiografico questo  scandagliare la propria vita che Teresa Ciabatti ci regala? Sicuramente gli elementi della veridicità della storia ci sono. Ambienti collegati alla Massoneria, agli uomini politici  del secondo Novecento, la ricchezza , le famiglie intoccabili. Odore di mafia, di corruzione, di Loggia P2?

Questo il contesto sociale e storico nel quale si muove “senza grazia” la nostra protagonista.

Si sente Principessa perchè figlia del ricchissimo Primario di Orbetello, perchè ha una stupenda villa con piscina accanto a quella degli Agnelli, perchè tutti venerano il Professore, ma  si sente anche sola, nonostante il fratello gemello, perchè il padre non le fa mai una carezza, perchè la madre per un anno sembra morta (fa la cura del sonno), un anno proprio mentre i bambini di 6 anni vorrebbero condividere la scoperta della vita.

Teresa Ciabatti 44 anni, dalla bocca generosa, bei capelli, sempre in lotta con la bilancia e con il conformismo si racconta.

E la storia della sua vita finora sembra un treno in corsa con deragliamenti, sussulti, incidenti, ma  sempre in cerca di una stazione, di un porto in cui fermarsi per capire e perdonare.

Uno stile svelto, nervoso che ha il preciso scopo di sezionare come il bisturi del padre famoso il suo vissuto. E soprattutto scoprire chi era veramente suo padre. Se le nostre radici non sono chiare come può l’alberello crescere rigoglioso?

Del padre dice che era calcolatore, vendicativo, amante del potere, ma quanto desiderava essere protetta ed amata da lui!

E’ rancorosa anche verso la madre che anteponeva  ai figli il suo orgoglio ferito trovando scappatoie come la cura del sonno per un anno intero.

Finalista al premio Strega questo romanzo forte, feroce, incredibile ci parla di risentimento e amore di una famiglia.

Ripercorriamo con Teresa l’inizio dell’amore tra il padre e la madre, giovane anestesista femminista, che lentamente si farà schiacciare ed annullare da una forza ambigua più grande di lei.

Ascolteremo l’infanzia dissociata di Teresa che si sente grassa e inadeguata ma che con tutta la sua forza urla che lei è figlia del prof. Ciabatti.

Chiara, vera, coraggiosa l’autrice si dichiara un’adulta incompiuta

Mi chiamo Teresa Ciabatti. ho quarantaquattro anni e non trovo pace. Voglio scoprire perchè sono questo tipo di adulto, deve esserci un’origine, ricordo collego. Deve essere successo qualcosa. Qualcuno mi ha fatto del male. Ricordo , collego, invento. Cosa ha generato questa donna incompiuta?”

E la scrittura è la sua salvezza e la sua compagna che sopisce questa urgenza di sviscerare ricordi ed emozioni lontani, sopiti e forse non compresi ancora completamente.

Bel libro.

 

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TUTTE LE DONNE DI, di Caterina Bonvicini, ed.Garzanti

pubblicato da: Mirna - 23 novembre, 2017 @ 11:02 am

Un bel racconto strutturato in modo chiaro e scorrevole.IMG_20171112_090158

L’autrice bolognese, poco più che quarantenne,  ha già vinto numerosi premi con i precedenti romanzi  da leggere sicuramente.

Tutte le donne di…sono le sette donne più care di Vittorio, scrittore sessantenne che non si presenta alla cena della vigilia  Natale dove tutta la sua famiglia allargata lo sta aspettando.

La madre, una ex-moglie, moglie attuale, due figlie , una sorella e la giovane amica del cuore.

Arriva un enigmatico messaggio alla madre, ma Vittorio non si presenterà.

Panico totale per queste donne per le quali Vittorio è il centro del mondo seppure ovviamente in modo diverso. Tutte vengono assalite da una sensazione di squilibrio e poco conta appoggiarsi  a un gentile agente di polizia  che piano  piano viene attratto da questo gineceo complicato e contorto.

L’autrice dà la voce ad ognuna di esse che lentamente intraprenderanno un cammino di cambiamento e conoscenza reciproca. Anzi arriveranno a farlo insieme per una necessità profonda di appoggiarsi le une con le altre.

Si avvicinano persino a Camilla, la giovane amante di Vittorio che era stata invitata da Cristina, la seconda moglie per una sorta di  dispetto malevolo.

Dalle parole di una e dell’altra  capiremo sia la vita di Vittorio, sia la vita e i sentimenti di ognuna di loro.

Divertenti le paginette di Giulia la figlia minore che si esprime con simboli e gergo giovanili e racconta dei vari rapporti fra queste donne, rapporti che continueranno anche a Pasqua, a Ferragosto modificandosi lentamente nel tempo.

L’anziana madre Lucrezia, famoso architetto ancora in auge , è smaliziata, distaccata e ci fa regala un affresco della borghesia milanese con le sue luci e le sue ombre.

Paoletta la figlia della prima moglie si è sempre sentita messa in disparte dal padere che sembra avere più dialogo con Giulia

Ada ,ex-moglie, che  si ritiene la più cara amica di Vittorio comincia  a farsi delle domande. Ma chi sono veramente tutti quanti? Ci si conosce a fondo?

Francesca la sorella vedova, anafettiva, “rompiballe” come la definiscono tutti  chi è veramente? E Cristina la seconda moglie che ha anche l’amante? E la giovane Camilla, chi è?

Insomma la sparizione di Vittorio smussa astio e rancori fra le sette donne sempre all’erta per avere più amore, più attenzione, più soldi da lui,

l’uomo della famiglia,  il fulcro da dove tutto parte e tutto ritorna.

Nessuna di loro può averne l’amore assoluto e questa consapevolezza le fa appoggiare l’una all’altra.

La conquista della libertà necessita di consapevolezza, elasticità e rottura di sovrastrutture sociali.

E Vittorio l’avrà fatto?

Da leggere.

 

E a

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LA CASA DEI FANTASMI di John Boyne, Rizzoli

pubblicato da: Mirna - 19 novembre, 2017 @ 6:21 am

IMG_20171108_120613Vi piacciono le storie di fantasmi? A me sì, sin da quando la nonna, le sere d’inverno ci raccontava storie inquietanti di personaggi che si aggiravano per cimiteri o boscaglie.

E poi la lettura di Henry James con il Giro di vite,  le Bronte, Dickens , Willis con la sua Signora in bianco e il film The Others...

Insomma si può anche non crederci, ma entrare in racconti da brivido come se ci credessimo e rimanere avvinti da accadimenti è un puro piacere, specialmente nei pomeriggi uggiosi di novembre.

Che delizioso questo racconto un po’ Jane Eyre, un po’ Giro di vite e altre citazioni letterarie.

E bravo John Boyne, classe 1971 (l’autore di quel Il bambino con i pigiama a righe dal quale fu tratto il fortunato film)

La storia di Eliza, ventunenne orfana che è costretta a fare l’istitutrice in un maniero misterioso inglese, ricorda ovviamente Jane Eyre.

E i due bambini speciali vestiti  spesso di bianco  riportano a James.

Forze misteriose vogliono farle del male e presto Eliza, pur confortata dall’amicizia del dottore e di sua moglie e dell’avvocato che cura le sostanze della famiglia che l’ha assunta comprende una verità terribile.

Qualcuno la vuole uccidere? Venti impetuosi, cani all’improvviso feroci, tegole che piovono dai tetti, acqua bollente… E che, se non la madre dei bambini, la splendida donna spagnola impiccata per omicidio un anno prima?

E dove si trova il padre dei bambini?

Eliza è pratica, coraggiosa, pronta a combattere per aiutare i due orfanelli nonostante le ferite e i colpi che le arrivano all’improvviso.

Sente però  che oltre l’entità malvagia ne esiste una che la protegge .

Una ghost story in stile classico raccontato con gusto tipico inglese che regala ciò che ci si aspetta da questo genere.

Da leggere…prteferibilmente al lume di candela?!!

Brividi assicurati!

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I CONSIGLI DI LETTURA DEL LIBRINCONTRI

pubblicato da: Mirna - 14 novembre, 2017 @ 9:02 am

luciano de crescebnRileggere “La storia della filosofia greca di Luciano de Crescenzo perchè si  conoscono Aristarco ed Ipparco e le gruppo lettura 22.2.17 010loro scoperte astronomiche . Con il metodo scientifico ante litteram: osservazione e sperimentazione. Giovanni ce lo racconta con entusiasmo. Pensate che Ipparco aveva quasi indovinato la distanza tra terra e luna e qualcun altro la circonferenza della terra. Osservando luce ed ombre.

Riccardo sta terminando un saggio politico “Nel nome dell’Umanità” di Riccardo Petrella. Si parla della base della nostra esistenza: semi, acqua, conoscenza.

Finalista al Premio Strega Teresa Ciabatti con La più amata. Sarà  un monologo interiore autobiografico?

Maria Teresa se lo domanda e poi me lo presta. Sono curiosa. Sicuramente si parlerà di rapporti familiari.

Ian McEwanNel guscio”. parla un bambino ancora nel ventre materno. Quello che “sente” intorno a sè non è sempre allegro.

Maria Grazia ci sorprende sempre con le sue scelte particolari di lettura. Questa volta ci racconta  un pezzo di teatro di Friedrich Durenmatt “Romolo il grande“.  Sembra che si dedicasse alla pollicoltura

Santo consiglia La banalità del male di Hanna Arendt, famoso saggio scritto dopo il processo ad Eichmann. Un testo che tutti dovremmo leggere.

librincontri-caffe-citta-0tt-2016-003Luca Canali  “Potresti averli già incontrati a una fermata d’autobus” del 2004luca canali

Canali ha conosciuto da vicino decine di situazioni diverse e migliaia di persone. In questo libro è raccolto un campionario efficace: racconti che, uno di seguito all’altro, compongono una sorta di “romanzo esistenziale totale”: dal patrigno studioso dell’incesto, allo stunt men, all’amico dei gatti, all’innamorato di una lesbica, all’amante di studentesse vessate in diverse e perverse prestazioni sessuali, al politico che diventa vivaista per disgusto della politica ma poi alla politica ritorna, al giovane omosessuale che vorrebbe tornare normale senza mai riuscirci. Un dolce e spietato romanzo in racconti di varia umanità.

Alfonso ci presenta il suo prossimo recital che parlerà di Cesare Pavese. Sceglierà le parti che preannunciano il suicidio “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi”

Lucia ha letto l’ultimo romanzo di Susanna Tamaro “Ogni angelo è tremendo”  e Paola Still Alice che parla del morbo di Alzheimer. Da quest’ultimo romanzo è stato tratto un film molto bello e toccante.

Insomma tante letture intense , interessanti e gradevoli.

Da non dimenticare un altro libro su Van Gogh consigliato da Enza “Il valzer degli alberi e del cielo” di Jean-Michel Guenassia,ed.Salani. Voglio leggere anche questo!

LibrIncontri 18.10.17 (2)Infine Claudio parla de Il peso della farfalla di Erri de Luca. Storia di un rivoluzionario che diventa bracconiere, il tutto incentrato sul rapporto  uomo-montagna.

Un gruppo numeroso, vivace che sta bene insieme. Carla ci propone un sito per gli amanti della lettura.

In questo mese sto leggendo moltissimo, sono già pronte alcune recensioni di libri belli . Ma non posso aggiungere che ho trovato un libro di narrativa svedese molto brutto. Ho voluto terminarlo per curiosità:trama gialla, psicologica molto intricata. “Scomparsi” di Caroline Eriksson. Un guazzabuglio…che brutto! Almeno per me!

Ci si incontrerà mercoledì 22 novembre al solito bar?

Vi avviserò in tempo perchè vi chiederemo di anticipare alle 16.30

 

 

 

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A PIEDI NUDI di Andrea Bianchi

pubblicato da: Mirna - 12 novembre, 2017 @ 3:39 pm

IMG_20171111_182642Il cammino silenzioso dalla A alla Zeta

Interessantissima la presentazione dell’ultimo libro di Andrea Bianchi, editore di Trento Blog e  già autore di testi di riflessione, ricerca, meditazione.

Camminare a piedi nudi in alta montagna, praticare ciò che gli americani chiamano barefoot hiking, cioè  fare escursionismo …scalzi.

Si può? Certamente e se ne possono trarre benefici.

Andrea ci racconta come nacque in lui questo desiderio di  mettersi a contatto diretto con la terra. Da una prima lieta esperienza con la suaIMG_20171111_174858 figlioletta a un cammino – è il caso di dirlo – sempre più ampio e strutturato.

Cominciata dunque in forma privata questa esperienza ha aperto nuove dimensioni di conoscenza. Questo  percorso personale di prove, interrogativi ha portato  Andrea  alla consapevolezza di stare vivendo un atto di libertà senza preparazioni particolari e senza il filtro delle scarpe.

Da questioni tecniche fino a questioni emozionali, e  interiori. Da esperienza sensoriale, come il contatto con il suolo, le foglie, i sassi, l’acqua di un ruscello fino a esperienza spirituale di connessione diretta con la natura e il suo afflato.

Provare per credere. Con buon senso, ci raccomanda Andrea, con attenzione che fa aumentare la concentrazione e percepire meglio ciò che ci circonda. Soprattutto un silenzio interiore.

Il piede non è più bloccato dalla scarpa e così sembrano pure i nostri pensieri. Ci si integra con il terreno rispettandolo maggiormente. Aumenta anche la memoria del percorso e il legame con il terreno diventa sempre più stretto.

E’ un ritorno al nostro camminare primigenio, una ricerca di centratura, equilibrio esistenziale  e di silenzio .IMG_20171111_182957

Il concetto BIOFILIA di Eric Fromm si basa proprio sull’innata tendenza dell’individuo verso le forme naturali. Sembra vengono riattivate strutture psichiche antiche e ormai dimenticate.

Andrea da ingegnere bio-chimico ci tiene a precisare che non si tratta di filosofia new-age ma di prove scientifiche per cui il benessere del contatto della nostra pelle con il suolo ci dona più energia..
Leggete il libro e tutte le voci dalla A alla Z.

In sostanza uscire dalla zona-confort del conosciuto per approcciare l’incognito o il meno noto non è altro che conoscenza.

Mettiamoci alla prova.

Alla fine della presentazione  nella bella saletta della Libreria Mondadori, Andrea ci propone  di  metterci a piedi nudi e a camminare insieme…divertente, bello, piacevole.

 

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RITORNO AL FUTURO . Amarcord IV

pubblicato da: Mirna - 5 novembre, 2017 @ 7:42 am

Ormai i nostri incontri ravvicinati nella  dolce Carpi materna  dell’infanzia e prima giovinezza si stanno evolvendo: da un Amarcord del passato di compagni di strada in un desiderio di futuro per conoscerci meglio da ciò che eravamo a 10, a 15, a 20 anni.

Amarcord IV Carpi Nov.17 009Se con Vincenzo la conoscenza si è allargata grazia alle mail e  a Skype con gli altri tutto si intreccia e cresce  nel momento dell’incontro, come i  vari ricordi di scuole, di strada, di feste, il  nostro presente e futuro.

Ciò che siamo diventati ora  delimita con gioia e conforto  ogni semestre di rimpatriate in una terra dove molti ci vivono ancora, altri non la dimenticano perchè parte integrante della loro storia.

Da coltivare come un giardino delicato questo ritrovarsi perchè tutto sembra prezioso proprio per la fragilità dei tempi. degli anni a venire, degli accadimenti.

E se Corrado si “fa investire” sulle strisce pedonali e non può partecipare ci fa  però sentire la sua mancanza. Quindi aspetteremo primavera perAmarcord IV Carpi Nov.17 004 ritrovarci e perchè no per allargarci anche al di fuori di Cantarana, la strada  mia, di Vincenzo, di Brunella e  di Claudia.

Luogo e spazio delimitati ma che si dilatano con gli amici di uno o dell’altra o di tutti.

E così anche questo Amarcord novembrino è stato bello e dolce e “sospiroso”.

Carpi era risplendente di ocra, giallo e azzurro e suoni di voci liete. Brusii di sapori, profumi di chiacchiere. Scusate le sinestesie, è più forte di me quando scrivo!

Come ricordo lontanissimo ammiriamo in Duomo le reliquie di vari santi:   ossa,  femori, crani rivestiti d’oro. Incredibile quella parte di altare  che Amarcord IV Carpi Nov.17 006verrà poi ricoperta per il resto dell’anno!

Io cerco un amico al Bar Dorando della piazza. Senza timidezze o ritrosie ne parlo con titolari e avventori. Qui ci si sente in una famiglia sempre ben disposta ad accoglierti. Purtroppo Romano non c’è più. Mi sarebbe piaciuto rivederlo e invitarlo ai nostri prossimi convivi.

Ci attende la campagna lieve, colorata, dolcissima che ti entra nel cuore quasi con malinconia perchè vorresti che quella bellezza non ti abbandonasse, ma facesse sempre parte di te.

Pioppi, foglie gialle, rosse, arancione, celestino del cielo,Amarcord IV Carpi Nov.17 017 profumi di terra buona e amica.

E poi ci ritroviamo dietro consiglio-ordine di Gianni Bonasi  (come dice Brunella) al Lago dei Sogni, località  Migliarina, dove ci serviranno prelibatezze emiliane Amarcord IV Carpi Nov.17 029Amarcord IV Carpi Nov.17 012rigorosamente fatte in casa con prodotti chilometro zero. E’ un Agritur ed intorno ci sono asinelli, vitelli, galletti , laghetto scintillante di canne al vento..

Magia? Sogno?

Beh, le portate ci risvegliano e ci riportano terre à terre;  ci “buttiamo” sul cibo: gnocco fritto e salumi, fra cui i ciccioli di  montagna, tortellini in brodo, tortelloni di zucca, cotechino, spezzatino, purè, polenta, dolci con creme, vini amichevoli e leggeri, liquori….

Per il caffè finalmente arriva anche Claudia con Barbara. Noi tre “ragazze” di strada ci facciamo fotografare.

Il tempo è fermo o è fluttuante tra ciòAmarcord IV Carpi Nov.17 014 che eravamo, ciò che siamo e ciò che saremo? Dentro di noi ci sono ancora le ragazzine che giocavano a nascondino in Cantarana o andavano a caccia di lucciole in quelle lunghe estati calde?

Brunella dallo sguardo attento e dal senso dell’umorismo pratico è stata , come sempre,  l’organizzatrice perfetta. Era Amarcord IV Carpi Nov.17 025persino andata in Duomo a chiedere di aprire il reliquiario…per noi!???

E’ quasi commossa e noi pure lo siamo perchè l’energia positiva volta al benessere, alla convivialità, alla generosità ci appaga e ci ammorbidisce.

Anche  Carla Pedrielli è finalmente con noi,  ci sono Marisa, Federico e Stefania (i  due giovani figli autisti – ma felici Amarcord IV Carpi Nov.17 028anch’essi- quanta stria  mangiano in attesa del pranzo!) , Gabriella Leporati compagna di classe, bellissima come sempre , Rosanna e Gianni Bonasi dalla simpatia straripante.

I nuovi amici …ma mancavano Corrado, Donatella, Luisa e chissà qualcun altro attirati da questo nostro canto delle sirene…

Alla prossima.

 

 

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