FOTOBICIPOST

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 3 Agosto, 2020 @ 6:22 am

Detto altrimenti: quasi senza parole       (post 3973)

Chardonnay con antifurto
Ieri e oggi ad Appiano
Autunno un Valsugana
Baia di Sogno sul Garda
Bianco, rosso e verde
Borghetto all’Adige
Barbeque al Lago di Cavedine
Dialoghi a Toblino
Donne e motori
Il Lago di Tenno visto dall’altra parte
Intermodalità
Nel Ravennate
Al mare vabbè, ma non esageriamo!
Noi siam come le lucciole, pedaliamo nelle tenebre …

Tramonto a Malcesine
E’ l’Ora del Garda!
“Nonno, mi comperi questa?”
Terlago-Ranzo-Molveno e .. al ritorno, laggiù il Maso Limarò
Incontrarsi fra i fiori
IWO JMA in Val Concei
Fiab Bolzano e Trento sulla Ponale
Fondo, Val di Non: “Ma quella … non è la bici di Riccardo?”
Mission impossible
La bandiera sul campanile (di Pomposa)
Prima del Pordoi
Strada romana al passo del Ballino
Prezioni pezzi di antiquariato
Traversata del Lago di Cavedine
Verso Cortina

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TITOLI DI DEBITO O DI RENDITA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 2 Agosto, 2020 @ 6:25 am

Detto altrimenti: un articolo scritto da me due mesi fa … (post 3972)

Sono balzati recentemente alla ribalta i BOC-Buoni Ordinari Comunali e i Titoli Irredimibili di Rendita. Parliamone un po’. I BOC sono titoli di debito – ovvero redimibili – emessi dal Comune secondo l’art. 35 della L. 724 del 23.12.94 con durata non inferiore a cinque anni, il cui ricavato è utilizzabile solo per investimenti, aventi un rendimento per l’investitore fino ad 1 punto superiore al rendimento dei titoli di debito di Stato (quindi oggi potrebbero rendere 3,4%) ed un regime fiscale ridotto al 12,50%.

Questi titoli sono convertibili nelle azioni delle società di scopo pubblico-private create per la realizzazione dei relativi investimenti.

Questo strumento sarà oggetto della mia proposta quale candidato di Trento Viva alle prossime elezioni comunali, in quanto tende a trasformare il capitale privato degli investitori da capitale di credito in capitale di rischio, cioè in azioni di SpA e a convogliare verso investimenti anziché verso la spesa corrente di gestione le risorse finanziarie private raccolte dal settore pubblico.

Il problema non è indebitarsi si/no, ma come gestire la finanza disponibile e/o raccolta attraverso l’indebitamento. To be or non to be able … essere o non essere capaci … di fare fruttare il denaro. That is the question )

In parallelo si è molto discusso di un’altra caratteristica dei titoli pubblici, ovvero della loro possibile irredimibilità: sono titoli irredimibili quelli rispetto ai quali l’Ente emittente è impegnato solo al pagamento degli interessi ma non alla restituzione del capitale, rispetto al quale mantiene l’opzione al riscatto. Si tratta di uno swap, uno scambio: l’investitore riceve un rendimento maggiore (oggi potrebbe essere intorno al 4%, con formula rivedibile ad esempio ogni 5 anni) e in cambio concede che il rimborso del capitale non gli sia dovuto dall’ente emittente bensì dalla vendita dei suoi titoli nella borsa valori. Sono evidenti i vantaggi per le due parti in causa: l’una riceve una rendita maggiore; l’altra non è tenuta ai rilevanti esborsi in linea capitale ed inoltre può annoverare queste emissioni al di fuori del computo del livello del proprio indebitamento. I TIR-Titoli Irredimibili Rendita potrebbero iniziare ad essere emessi in Italia gradualmente, in sostituzione volontaria delle tranche di titoli redimibili in scadenza. Successivamente nuove emissioni potrebbero essere collocate tramite le banche, le quali percepirebbero una loro commissione ma soprattutto – contribuendo ad avviare la trattazione in borsa dei titoli in questione – potrebbero attivarsi   “sdebitandosi” verso il sistema pubblico degli aiuti ricevuti a sanatoria della loro mala finanza del recente passato.

Titoli patriottici, come missili Patriot lanciati contro chi li emette

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Recentemente sull’idea e sulla scia di cui sopra, riportata all’attenzione da un libro di De Marchi/Lucatti- “Ricostruire la Finanza – riflessioni e proposte sull’emergenza”, si è inserita una proposta diversa e assolutamente non condivisibile di far emettere dallo Stato Titoli prima a lunga scadenza (quindi redimibili) poi senza scadenza (irredimibili) con due particolarità: riservati agli investitori italiani (“patriottici”) ed esentasse. Al che osservo quanto segue:

  • la lunghissima scadenza non toglie al titolo la caratteristica di debito;
  • escludere gli investitori stranieri significherebbe rinunciare ad un importante flusso di investimenti esteri, e “scontentare” chi da anni e per anni ha contribuito al buon esito delle aste dei nostri titoli pubblici di debito; inoltre significa scavare un solco fra l’Italia e l’UE con una finanza che divide anzichè colmarlo con una finanza che unisca;
  • se poi queste emissioni riservate fossero per di più esentate da ogni forma di tassazione, esse rappresenterebbero un ingiusto regalo ad una fetta (ricca) della cittadinanza e attrarrebbero a sé i depositi bancari, mettendo in crisi il nostro sistema bancario.

A livello UE, ove questi titoli Rendita a livello UE fossero emessi anche solo da una parte degli stati, essi attrarrebbero a se’ gli investimenti della finanza privata anche degli stati non partecipanti all’emissione. Sarebbero quindi uno stimolo all’emissione di Bond UE irredimibili/redimibili da parte di tutti i paesi UE.

L’OBIETTIVO DELL’AGIRE E LA SUA RAGIONE

Le strisce! Mettiamole le strisce!

La conclusione: di ogni iniziativa occorre aver chiaro l’obiettivo dell’agire e la ratio, ovvero la ragione dell’agire. L’obiettivo è procurare agli Enti pubblici il denaro necessario alla realizzazione degli investimenti necessari a riconvertire lo sviluppo verso il nuovo modello che ci è imposto “anche” dal dopo pandemia; la ratio che induce ad utilizzare questi strumenti è duplice: 1) l’opportunità di attivare l’enorme disponibilità finanziaria privata (in Italia due volte superiore al livello del debito pubblico!) verso scopi pubblici senza imporre alcuna tassa patrimoniale, bensì su base volontaria e 2) la necessità di avvicinarci sempre di più all’UE anziché prenderne le distanze.

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ELETTORALE 22 – I SOGGETTI, I LUOGHI E DI TEMPI DEL PENSIERO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 31 Luglio, 2020 @ 7:57 am

Detto altrimenti: forse sbaglio a definire questi miei post “elettorali”: in realtà evidenziano problemi di sempre     (post 3971)

I soggetti. A 29 anni ero impiegato di banca, istruito in tutti i settori, con stipendio x; a 30 anni ero dirigente in un piccolo gruppo privato, con stipendio 2,5 x ; a 32 anni ero dirigente capo finanza in una grande finanziaria pubblica con stipendio 5 x.; a 34 anni tenevo conferenze alla Milano finanziaria. Perdonate questo antipatico riferimento personale, lo faccio solo per dire che … io ero sempre lo stesso, che le nozioni, le idee che avevo appreso durante i miei primi impieghi, applicate in ambiento sempre più grandi, mi consentirono di avere una visibilità molto maggiore e di produrre grandi risultati. Ma io ero sempre la stessa persona. Traduco: le grandi idee possono venire a chiunque, anche a chi non è sindaco o presidente della provincia. Solo che se hai una buona visibilità, le puoi diffondere e realizzare molto più facilmente.

In banca ho gestito il rischio di cambio di qualche cliente. Lo stesso ho fatto – fra le altre cose – nel piccolo gruppo privato. Nalla grande finanziaria pubblica – fra le altre cose – ho impostato e gestito il rischio di cambio del più grande gruppo finanziario e industriale delle telecomunicazioni e dell’elettronica del paese, comprendente decine di SpA controllate: la STET-Società Finanziaria Telefonica per Azioni, Torino/Roma. Ed io ero sempre la stessa persona.

I luoghi. Già parlando dei soggetti ho accennato ai luoghi del pensiero. Ora voglio concentrarmi sui luoghi amministrativi del pensiero, e cioè sulla catena degli enti pubblici Comune, Provincia, regione, Stato, UE. Spesso si pensa – erroneamente – che coloro che si occupano di un Comune debbano limitare il proprio pensiero ai problemi “comunali”: i marciapiedi, i servizi pubblici locali, etc.. Per farmi capire meglio, si pensa che debbano “pensare da sei” come quello studente non molto impegnato che dichiara di volere “studiare da sei”, così, tanto per raggiungere la sufficienza. Eppure ogni decisione assunta negli Enti Pubblici Successivi (che non definisco “superiori”: Provincia, Regione, Stato, UE) in ultima analisi producono effetti sulle persone cioè sui cittadini. Ecco che interviene il principio di sussidiarietà “Non faccia l’Ente “superiore” (io avrei scritto “successivo”) ciò che può fare (meglio) l’ente “inferiore” (io avrei scritto “anteriore”). Ma non basta stabilire l’ordine delle priorità e delle titolarità del “fare”: occorre stabilire anche l’ordine delle priorità e delle titolarità del “pensare”. Due esempi: si deve decidere se e come dotare l’Università del capoluogo di una nuova facoltà. I professori, gli studenti, gli addetti vivono e lavorano in città. Gli edifici sono urbani. La decisione chi la deve prendere: la città o la provincia? Io direi la città, anche se la provincia potrà-dovrà finanziare in buona parte l’operazione. Lo stesso ragionamento vale per una funivia che colleghi la città alla sua montagna. Lo stesso vale per la decisione di chiudere o meno i negozi la domenica o per dire se il capoluogo sia città turistica o meno. In altre parole, la città è il soggetto ma è anche il luogo del primo pensiero e della prima decisione.

I tempi. Il pensiero deve maturare sempre. Il problema è “quando renderlo pubblico” per evitare l’azione cappellificio. Cos’è questa azione? Quella di colui che è pronto a mettere il proprio cappello sull’idea altrui. Dice … ma tu caro blogger sei un malpensante! Ebbene sì, lo confesso, solo che a pensar male si fa peccato ma si indovina. E poi anch i nostri cugino spagnoli lo dicono: piensa mal y acertaras!

Alle prossime elezioni comunali grazie se crocetti questo simbolo e se a fianco scrivi: Riccardo Lucatti, Elisabetta Zanella, Roberto Sani.

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ELETTORALE 21 – SOGGETTI, LUOGHI E LINGUAGGI DELLA POLITICA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 30 Luglio, 2020 @ 3:45 pm

Detto altrimenti: i soggetti, luoghi e i linguaggi della politica       ( post 3970)

I soggetti. Politica, dal greco teknè politikà, tecnica di amministrazione della polis, della città stato, dello stato. Noi da tempo abbiamo sostantivato l’aggettivo e abbiamo perso per strada non solo la componente lessicale, ma spesso anche quella sostanziale. Cosa? Mi accusate di pensare e scrivere che molti “politici” non hanno teknè? Be’ … lo confesso, lo sto pensando e già che ci sono lo scrivo anche: d’altra parte se per “essere un politico” ad esempio un parlamentare, basta avere raccolto chessò 200-300 like su una rete web!  Dice … ma allora tu sei un classista elitario, un “aristocratico”. Ebbene, yes I am, aristocratico nel senso letterale: “il potere (politico) ai migliori”. Traduco: vi fareste mai operare di appendicite da uno che non fosse un chirurgo? Mettereste mai alla guida di un bus di linea una persona senza la patente del giusto grado e con la comprovata esperienza? Accettereste che a insegnare la matematica ai vostri figli fosse una persona digiuna della materia? O che a progettare la vostra casa fosse un sarto? No di certo! Come vedete, in questi casi occorre una laurea ed una specializzazione oppure tanta comprovata esperienza in materia. Insomma, non è sempre necessario “essere studiati” come si dice italianizzando una simpatica espressione dialettale trentina; in certi casi basterebbe almeno avere l’esperienza necessaria in materia.

Matteo Renzi e il nostro candidato sindaco Franco Ianeselli

I luoghi. Ora, parlando di una materia oggi all’ordine del giorno, e cioè la riapertura dei cantieri e il rilancio di opere pubbliche, occorre vedere quali debbano essere i luoghi dello studio, dell’approfondimento, della progettazione da un lato , e quali quelli della decisione dall’altro. Matteo Renzi spiega così il problema: “L’ingegnere progetta il ponte, la politica decide se e dove realizzarlo”. Un ponte o una una funivia: vi sono molte modalità tecniche e finanziarie per realizzare queste opere. Ebbene, sta all’ingegnere, al manager, all’esperto di finanza “aiutare” il politico nel senso di predisporre autonomamente tutte le possibili soluzioni e di sottoporle poi alla sua scelta politica. E guai se un campo invade l’altro: guai se il tecnico pretende di fare la scelta finale o se il politico pretende di trasformarsi in ingegnere, in manager, in esperto di finanza. Nel primo caso, il tecnico pretende di esercitare un potere che non possiede ne’ originariamente né come potere delegato; nel secondo caso, il politico, per competente che sia in materia egli stesso, conduce la discussione del problema in un ambiente (una commisione o un consiglio comunale, ad esempio) nel quale molto spesso solo una minoranza si è preparata sul tema specifico, mentre la maggioranza lo sosterrà o lo contrasterà solo su basi ideologiche e strumentali.

Matteo, classe 1974, dedica una copia del suo libro a me (classe 1944)

I linguaggi. Ve ne sono di tipi assai diversi. Innanzi tutto abbiamo il politichese, quel dico e non dico che dice tutto e il contrario di tutto, quello che nel caso migliore non sa andar oltre un’affermazione di principio. Poi vi è il tecnocratese, il linguaggio del tecnocrate, il quale, data la complessità della materia che egli tratta, anche se è in buona fede utilizza un linguaggio che – a differenza del politichese – ha sì dei contenuti, ma che risulta assolutamente incomprensibile da parte di chi dovrebbe controllarne l’operato che descrive, cioè da parte di Cittadini. Il che fa del tecnocrate un despota a sua insaputa. Vi è infine il  linguaggio giusto, pieno di contenuti e assolutamente comprensibile da parte di tutti. Ecco, questo dovrebbe essere il vero, l’unico linguaggio del politico e del tecnocrate. Esso si divide in due stili: quello della lingua scritta e quello della lingua parlata. Vanno bene entrambi.

Riccardo e Franco: attenti a quei due!

Alle prossime elezioni comunali di Trento, il 20 e 21 settembre 2020, grazie se crocettate il simbolo della lista +TRENTOVIVA (a sostegno del candidato sindaco FRANCO IANESELLI) e grazie se accanto scrivete tre nomi: Riccardo Lucatti, Elisabetta Zanella, Roberto Sani.

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ELETTORALE 20

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 29 Luglio, 2020 @ 6:52 am

Detto altrimenti: oggi manifesti strappati. A quando i manganelli?    (post 3969)

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Regime fascista: manifesti strappati, libri bruciati, censura totale. Tristi ricordi. Umberto Eco nel suo splendido breve ma fondamentale libro “Il fascismo eterno” (La Nave di Teseo ed. €5,00) ci avverte: “Non dobbiamo avere la pretesa di vedere sfilare plotoni di camice nere o sentire odore di olio di ricino per capire chi e cosa sta arrivando. Molti altri sono i segnali sotto traccia ma ugualmente puntuali premonitori del pericolo imminente”.

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E ieri una mia collega, Nusrat Jahan Khan candidata come me alle prossime elezioni provinciali, nata in estremo oriente e trentina da oltre trent’anni, ha sorpreso due ragazz(acc)i a strappare i nostri manifesti elettorali in via Fratelli Bronzetti, poco lontano dalla farmacia S. Giuseppe. Ha protestato fermamente e garbatamente, ma è stata insultata con epiteti razzisti (“Qui c’è posto solo per …! Torna al tuo paese, ….!) al punto che – pur spaventata – ha cercato di fotografarli ma i due “coraggiosi” sono scappati a gambe levate.

Noi sosteniamo Matteo Renzi e il candidato sindaco di Trento Franco Ianeselli. Quei tali un altro Matteo e un altro candidato sindaco.

Ah … scusate, dimenticavo: la razza è una sola, quella umana!

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ELETTORALE 19

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 28 Luglio, 2020 @ 6:59 am

Detto altrimenti: alle prossime elezioni comunali, andiamo tutti a votare!  (post 3968)

  • Il mio candidato sindaco: FRANCO IANESELLI
Riccardo è per Franco
  • La mia lista che lo sostiene: PIUTRENTOVIVA che si scrive anche così +TRENTOVIVA
  • A fianco del simbolo grazie se scrivetre tre nomi, purchè sia rispettato il genere diverso come segue, ovvero, una delle due seguenti terne:
  • Riccardo Lucatti, Elisabetta Zanella, Roberto Sani
  • Riccardo Lucatti, Elisabetta Zanella, Ileana Olivo.

Cosa voglio portare all’interno del Comune?

Alla scuola, non solo capacità ma anche conoscenza; all’ Università, un campus diffuso; al sociale: l’attenzione anche agli invisibili alle anagrafe; alla città: essere sempre più bella, sicura, turistica, montana, storica, regionale, euroregionale, UE; alla lira, di non tornare; all’Euro: di restare; al quartiere  Bondone: la funivia e il gas metano; alle SpA comunali: maggiore managerialità; alla finanza 1: di coinvolgere volontariamente la finanza privata; alla progettualità: di essere progettata bene così da essere finanziabile; alla finanza 2: di finanziare le buone progettazioni; al potere, essere sempre unito alla responsabilità; alla responsabilità, essere sempre unita al potere; alla burocrazia, non essere più un potere ma un dovere; al linguaggio, essere sempre comprensibile; al modo di fare politica: non essere retorica, demagogica, populista, sovranista; alla democrazia 1, essere sempre più vera e parlamentare-rappresentativa, non “diretta” da qualcuno; alla democrazia 2: di non essere il potere sul popolo; alla democrazia 3, di non essere lo strapotere delle reti; alle leggi: di essere semplici e veramente uguali per tutti; ai giovani, il frutto dell’esperienza della mia vita; agli anziani, la vicinanza dei giovani e delle istituzioni; alle RSA, l’indipendenza dalla Provincia; all’ordine delle priorità, essere continuamente aggiornato; ai disoccupati, il lavoro non i sussidi; alla Valdastico, l’intermodalità trentina; all’ intermodalità trentina, la Valdastico; alla mobilità urbana, le biciclette; al turismo, il cicloturismo, il ciclo escursionismo e i dislivelli anche in estate; al Comune, essere una fucina di pensiero; al pensiero, essere sempre più dialogante e diffuso; al rapporto Comune-Provincia, il principio di sussidiarietà; alla libertà, essere partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero      (stare semplicemente a guardare)
Non è neanche il volo di un moscone     (il pensiero di un leader)
La libertà non è uno spazio libero           (fare ciò che si vuole)        
Libertà è partecipazione                            è   partecipare al voto!

Ancora un pensiero

Il Comune è il luogo geometrico dei punti nel quale vivono i Cittadini, ovvero tutti e solo coloro sui quali ricadono gli effetti delle decisioni comunali, provinciali, regionali, euroregionali, statali, europee. Ecco che il nostro pensiero di Cittadini Comunali non può essere relegato a “pensare da sei”, come quell’alunno che si accontentava di “studiare da sei”, cioè di studiare solo quel tanto che bastasse a fargli prendere la sufficienza, bensì deve essere catalizzatore del pensiero e delle decisioni degli Enti Successivi (Provincia, Regione, etc.). Noterete che non a caso io non ho definito questi Enti come “Superiori”. E il principio di sussidiarietà che afferma che non deve fare l’ente superiore ciò che può fare (meglio) l’ente inferiore, a mio avviso può essere meglio tradotto come segue: “Non pensi l’ente successivo ciò che può pensare (meglio) l’ente che precede”.

Un esempio: la Provincia Autonoma di Trento ha decretato che i negozi di Trento e Rovereto devono restare chiusi la domenica. La provincia? E i due sindaci che ci stanno a fare? Via … siamo seri!

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ELETTORALE 18 – IMMOBILI DI ENTI PUBBLICI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 26 Luglio, 2020 @ 11:18 am

Detto altrimenti: una proposta per mettere a reddito molti di essi     (post 3967)

Lista +Trentoviva a sostegno del candidato Sindaco FRANCO IANESELLI
ALLE COMUNALI VOTATE ROBERTO SANI, ELISABETTA ZANELLA, RICCARDO LUCATTI
Matteo (Renzi, non l’altro, per carità!) mi dedica il suo libro

E’ stato calcolato che il patrimonio immobiliare dello Stato vale 250 miliardi. Ma … quale? Evidentemente quello non funzionale all’esercizio delle funzioni pubbliche. Lo Stato potrebbe creare un fondo immobiliare e mettere in vendita progressivamente, anno per anno, tranche di questi suoi bene immobili e immobilizzati, nel senso che oggi non fruttano alcun reddito.

La parte bella di Cesenatico
La vela della barca storica di un pescatore ciclista

Veniamo a qualche caso concreto di beni che potrebbero essere utilizzati anzichè abbandonati a loro stessi. Anche quest’anno mi sono concesso alcuni giorni di mare Adriatico, non tanto per il mare quanto per le pedalate nelle sue pinete e nelle prime colline del bellissimo entroterra. E pedalando pedalando che vedo? in Milano Marittima, Cervia e Cesenatico (ma quanti altri ve ne sono in Italia?)“scopro” che vi è una quantità di grandi edifici assolutamente abbandonati, disastrati, diroccati, ovviamente inutilizzati insieme ai grandi parchi che li circondano, aree recintate a meno di essere trasformate in parcheggi per le auto più o memo autorizzati.

Ecco uno dei tanti cantieri da aprire …

Si noti: edifici in aree preziose, a ridosso della spiaggia, di proprietà di … demanio militare, Comuni (ex loro case vacanze), demanio marittimo etc.: insomma, di enti pubblici. Ora queste rovine fanno bruttissima mostra di loro stesse e deturpano l’ambiente. Mi chiedo: il Comune nel cui territorio si trovano, non potrebbe intimare agli enti di risanare a riattivare tali strutture-brutture? In casi contrario potrebbe confiscarle e lanciare una gara pubblica per reperire il privato che le riceva in regalo contro un suo impegno – garantito da banche – di riattivarle secondo il piano urbanistico del Comune. Dice … ma la legge non lo prevede … la legge che difende la proprietà privata … Replico: la proprietà privata, appunto, non quella pubblica così sperperata inutilmente!

… un altro …

Dice, si, ma non esiste una legge che … Ah si? Non esiste? Sentite questa: il sindaco di Firenze Giorgio La Pira stava assegnando le case popolari secondo equità. I suoi gli fecero osservare che la legge prevedeva altri criteri. Lui rispose: “Io assegno le case. Voi andate a modificare la legge”.

… ancora uno, e tanti altri così!

Immaginate un po’ quanti cantieri si aprirebbero, quanti lavoratori sarebbero assunti, quanto ci guadagnerebbe il turismo e ogni tipo di indotto! Tutto a costo zero per l’Ente pubblico, ma semplicemente attivando volontariamente “fette” rilevanti della ricchezza finanziaria privata, che i Italia ammonta a 4500 miliardi! E allora, perchè no?

E se mi sbaglio, mi corigerete.

Grazie se crocetterete questo simbolo e a fianco scriverete quei tre nomi

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I SOCI FIAB RACCONTANO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 26 Luglio, 2020 @ 6:28 am

Detto altrimenti: una pedalata guidata dall’amico (locale) Stefano Mariotti     (post 3966)

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Il Ravennate. Le pinete famose, quelle che nascosero la fuga di Garibaldi e furono testimoni della morte della sua amata moglie Anita. Oggi sono (molto) meno estese di quelle di due secoli fa, eppure, a studiare un po’ i percorsi, ancora oggi è possibile fare lunghe pedalate fra pinete e strade poderali.  Un esempio. parto da Pinarella, a sud di Cervia. Una fascia di pineta fra la prima fila delle costruzioni e la duna costiera. Poi devo traversare il lungomare (senza pineta) di Cervia fino al porto canale, superato il quale riprendo vie cittadine alberate sino alla parrocchia Stella Maris di Milano Marittima. E sono circa 8 km. Qui entro in pineta per 3 km, esco a nord, poderali fino al Lido di Savio e oltre, supero il fiume Bevano e rientro in pineta che abbandono pochi km prima di raggiungere la Basilica di S. Apollinare in Classe. Totale 30 km.

Niente da fare: non ne hanno voglia!

Si prosegue per 3 km in ciclabile-pieno-sole in direzione nord e arrivati all’inizio di Ravenna si volta a destra (direzione est) e su ciclabile e strada poco frequentata si raggiunge il Lido di Dante. Qui una graditissima sorpresa: hanno rimboscato la pineta che era stata dolosamente incendiata e ne consentono l’attraversamento nei periodi di non-nidificazione. Una vera meraviglia! Si pedala su un fondo compatto di terra battuta fra gli abbracci del verde giovane dei nuovi pini!  Alla fine di questo paradiso con una breve deviazione a sinistra si raggiunge la sponda sinistra (orografica) della foce del Bevano. Anche qui il panorama è semplicemente stupendo. Tornando sui nostri passi, si ripassa il Bevano e si rifà la strada dell’andata, in senso opposto. Totale 60-70 km e secondo del computo o meno delle deviazioni.

Lo so, questa non è una relazione tecnica, ma solo una relazione-invito, scritta di getto da chi ha avuto la fortuna a pedali, oggi, di riempirsi gli occhi, i polmoni ed il cuore di autentica bellezza: i panorami, il silenzio, i fiumi, i profumi, gli incontri: daini, aironi, fenicotteri rosa, fagiani, gabbiani e … ciclisti!

Grazie, Stefano!

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POST ELETTORALE 17 – ALCUNI MIEI CONTENUTI OVE MI ELEGGESTE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 22 Luglio, 2020 @ 1:58 pm

Alle prossime elezioni comunali del 20 settembre 2020,  votate e fate votare ROBERTO SANI, ELISABETTA ZANELLA, RICCARDO LUCATTI della lista PIUTRENTIVIVA a sostegno del candidato sindaco FRANCO IANESELLI

Con il candidato sindaco Franco Ianeselli

Detto altrimenti: se uscissimo dall’Euro e altre storie     (post 3965)

E SE USCISSIMO DALL’EURO? DIO NON VOGLIA!

Il nostro coordinatore provinciale, comandante pilota del B52 Italia Viva Trento

Sovranisti, lend me your ears, datemi ascolto: uscire dall’Euro in una certa misura equivarrebbe per l’Italia a quando il nostro Paese fu privato della copertura dell’ombrello degli accordi di Bretton Woods.  Luglio 1944, le potenze ormai quasi vincitrici si riunirono in quella località (oggi stazione sciistica) USA e stabilirono il regime dei cambi fissi rispetto all’oro, a sua volta fissato a 35 dollari USA l’oncia. Questi accordi garantirono stabilità fino a quando non furono cancellati nel 1971 e ciò avvenne anche perché molti paesi acquistavano oro dagli USA a quel prezzo e lo rivendevano sui mercati ad un prezzo non calmierato, realizzando notevoli utili, mentre gli USA si impoverivano delle loro riserve auree.  E la lira?  Fino al 1971 un dollaro USA valeva 625 lire. Poi tutto cambiò, nel senso che emerse il vero valore (inferiore) della lira solitaria, abbandonata a se stessa e di fronte ai provvedimenti di legge restrittivi iniziò a dilagare l’arte italica di arrangiarsi.  Ma cominciamo dai provvedimenti:

  • forte svalutazione;
  • aumento dei tassi bancari a livello di usura (25-35% quale costo effettivo annuo);
  • divieto di possedere valuta estera, con l’obbligo di cessione entro sette giorni all’ Ufficio Italiano dei Cambi al minor tasso di cambio del periodo;
  • feroce stretta creditizia e valutaria;
  • obbligo per gli importatori di pagare all’estero le importazioni con fondi obbligatoriamente prelevati da conti debitori denominati “anticipi” in divisa estera e obbligo di versare alla Banca d’Italia in un conto infruttifero vincolato per sei mesi una somma pari alla metà del prezzo pagato all’estero.

Come cercarono di arrangiarsi gli Italiani?

I singoli privati diedero inizio ad una molteplicità di mini atti di evasione valutaria, acquistando regolarmente in banca quel minino di valuta estera che la legge consentiva loro  – acquisto registrato sul passaporto e che mi pare di ricordare fosse la contropartita di 500.000 lire  – per poi rivendere “in nero” quella valuta a cambiavalute compiacenti che in tal modo raccoglievano rilevanti quantità di banconote estere che poi contrabbandavano all’estero per conto di clientela facoltosa.

Fra le società ed i gruppi di società di maggior dimensioni solo pochissimi riuscirono a farsi concedere l’uso di “conti in divisa estera autorizzati” creando una ingiusta disparità di trattamento rispetto alla concorrenza in applicazione della massima che “la legge è uguale per tutti tranne le eccezioni di legge”.

E gli altri gruppi-società? Di fronte al proliferare delle posizioni debitorie in molte divise estere, dovettero organizzare un particolare sistema di controllo del rischio di cambio: uno fu quello di accendere le migliaia dei singoli conti anticipi debitori con scadenze compattate in modo da potere gestire masse omogenee di rinnovi e di rinegoziazioni (STET Società Finanziaria Telefonica per Azioni, Torino).

Di fronte alla stretta creditizia, proliferarono o le operazioni di concessione di crediti in pool: ovvero si organizzava un certo gruppo di banche coordinate da una banca capofila, ognuna di esse erogata una parte del credito e il gruppo industriale riceveva complessivamente un credito dimensionato rispetto alle proprie esigenze. Fra queste operazioni merita un cenno una in particolare, organizzata dalla citata STET, operazione denominata “Omnibus”: poiché le banche potevano prestare denaro  solo “a breve termine” mentre la STET aveva bisogno di un credito a medio termine, si ideò di raccogliere ogni mese un certo numero di quote di finanziamento con scadenza, ognuna, di sei mesi mentre la banca capofila, la Banca Popolare di Milano, per cinque anni garantiva (credito il suo al momento non per cassa e quindi non contingentato dalla legge) che sarebbe intervenuta per cassa al fine di garantire un livello predeterminato di concessione del credito. Al che la Stet classificava l’intero ammontare quale debito a medio termine.

Le banche poi idearono un ulteriore strumento per “arrangiarsi” nella erogazione di un credito altrimenti vietato: lanciarono lo strumento delle “accettazioni bancarie” ovvero accettarono tratte emesse su loro stesse, tratte che poi il cliente poteva scontarsi presso chi avesse una buona liquidità. Per dare l’immagine del fenomeno, una delle banche maggiori, la Banca Commerciale Italiana, decise di accettare e di rilasciare un plafond di 200 miliardi di lire di accettazioni che andarono “bruciate” in pochi giorni.

E il Tesoro, come reagì? Nella necessità continuare a collocare i propri titoli di debito pubblico, ne innalzò il rendimento al punto che ad un certo punto alle imprese convenne indebitarsi in banca e investire in titoli di stato, lucrando sulla differenza dei due tassi: in altre parole, usarono il denaro per fare denaro e non quale strumento della produzione industriale.

Quanto sopra esposto è storia vissuta in prima persona da chi scrive ed è solo una pallida immagine di ciò che potrebbe accadere se l’Italia uscisse dall’Euro. Quanti di chi oggi vorrebbero il ritorno alla lira hanno vissuto e/o conoscono e/o sono disponibili a studiare e riflettere su quanto avvenne? Storia maestra di vita … e di scelte di politica finanziaria ed economica!

Con la co-candidata Elisabetta Zanella

I VALORI DELLA FINANZA ITALIA E LA LORO MIGLIORE GESTIONE

Di cosa e di quanto stiamo parlando? Il PIL Prodotto Interno Lordo vale 1800 miliardi l’anno (e sta diminuendo). Il nostro debito pubblico ammonta a 2400 miliardi (e sta aumentando). Il nostro deficit finanziario annuo ammonta al 2,4% del PIL. La ricchezza finanziaria privata degli Italiani vale circa 4500 miliardi (il patrimonio immobiliare dello stato vale 250  miliardi e quello dei privati, un valore multiplo, ma in questa sede ci occupiamo di dati finanziario e non patrimoniali). Ora … si tratta di agire su due fronti: su quello dell’economia reale che produce un prodotto, un utile o una perdita e non è materia di questa trattazione; su quello della materia “finanza”, ovvero della disponibilità del denaro e del suo migliore utilizzo, e ci proveremo qui di seguito.

Innanzi tutto occorre ridurre il debito pubblico anche attraverso strumenti finanziari e ne abbiamo ampiamente discusso nel capitolo nel quale abbiamo illustrato i titoli irredimibili.

Poi occorre dare centralità al valore ed al significato delle particolari caratteristiche dei BOC-Buoni Ordinari Comunali (Provinciali, Regionali) di cui alla legge 23.12.1994 art. 35 (v. relativo capitolo) e cioè al fatto che non possono avere scadenza inferiore a cinque anni; che sono emessi solo a fronte di investimenti; che hanno un rendimento maggiore dei titoli di Stato; che hanno un trattamento fiscale interessante e soprattutto che  sono convertibili nelle azioni delle SpA di scopo create per realizzare l’investimento.

Infatti occorre condurre la disponibilità finanziaria dei privati a concorrere alle esigenze dello Stato senza l’applicazione di alcuna tassa patrimoniale. Ciò si può ottenere proprio con l’emissione di TIR-Titoli Irredimibili di Rendita il cui ricavato sia destinabile esclusivamente a investimenti. La loro emissione, inizialmente, potrebbe essere fatta in sostituzione volontaria di tranche di titolo redimibili in scadenza.

Agli scettici di questa sia pure parziale soluzione propongo: si dotino di una calcolatrice HP finanziaria tascabile del costo di circa €50,00 e calcolino di quanto i mancati flussi in uscita per mancati rimborsi di titoli redimibili siano enormemente superiori ai maggiori flussi in uscita per la corresponsione di interessi ad un tasso di rendimento più elevato.

Occorre però dare centralità ad un altro aspetto, alla denuncia dei “falsi irredimibili” proposti da una certa parte politica sulla scia dell’idea originaria, e cioè alla denuncia di quei pseudo irredimibili chiamati “titoli patriotici”. Si tratta di titoli a lunghissima scadenza, quindi di debito; riservati agli italiani e esentasse. Questi titoli sarebbero uno sgarbo per gli stranieri che ci hanno finanziato da decenni, quindi ci allontanerebbero dall’UE; escluderebbero l’apporto della finanza estera; drenerebbero i conti correnti bancari mettendo in crisi le nostre  banche; sono un regalo ai ricchi nostrani. Assolutamente da evitare sul piano finanziario e sul piano politico.

Occorre infine  fare un cenno a possibili TIR Semi-UE, ovvero a quegli Irredimibili “veri”  che potrebbero essere emessi solo da alcuni stati dell’UE: in tal caso, poiché il livello di rendimento sarebbe assai interessante, questi TIR-Semi UE sarebbero sottoscritti anche dalla finanza privata dei paesi non emittenti (ad esempio, in Germania i tioli di stato hanno un rendimento … negativo!) inducendoli a convincersi all’idea che tutto sommato converrebbe anche a loro partecipare a quelle emissioni: ed ecco che questi TIR semi UE diventerebbero TIR UE a tutti gli effetti e sarebbero un fattore di coesione del sistema finanziario di tutta l’UE e quindi dell’UE. Esattamente l’opposto di ogni sovranismo politico, economico e finanziario.

Pet completezza ed onestà di ragionamento v’è da dire che un paragrafo della normativa di bilancio UE definisce “debito” i titoli irredimibili. Questa norma è una “decisione di estetica contabile”, non rappresenta la realtà, è datata, non è funzionale alle crisi dei nostri tempi, è modificabile e deve essere modificata, evitando di fare confusione con fra costi e dati patrimoniali. Infatti se voi accendete un mutuo per acquistare un immobile per la vostra attività commerciale, nella vostra situazione patrimoniale avrete due voci: un bene immobile e un debito. Ma se quell’immobile lo prendete in affitto, nella situazione patrimoniale non avrete né l’immobile né il debito, bensì solo un costo mensile, il canone di affitto (voce del conto economico – finanziario e non dello stato patrimoniale). Sotto il profilo strettamente finanziario, il TIR è uno swap, uno scambio: l’investitore riceve una rendita maggiore rispetto ai titoli redimibili e in cambio consente che a restituirgli il capitale non sia più l’ente emittente bensì la borsa valori.

E chi è contrario per principio anche solo a sentire parlare di “debito pubblico”, di “gestione del debito pubblico” e/o di “miglioramento della struttura del debito” solo perché per fare tutto ciò occorre usare la parola “debito”, agisce sulla base di un principio (negazionista) e come tale tende a diventare un integralista.

E mentre scriviamo. oggi, 22 luglio 2020, apprendiamo che la Commissione UE a partire dal 2021 potrà emettere obbligazioni UE finanziandosi direttamente sui mercati con emissioni congiunte per finanziare la spesa corrente. Per finanziare gli investimenti resta la possibilità della proposta TIR, Titoli Irredimibili Rendita. Inoltre è stato varato il piano Recovery Fund che per l’Italia vale 82 miliardi a fondo perso (un vero e proprio regalo) e per 127 miliardi quale prestito a tasso vantaggioso. Uscire dall’UE? Ma chi lo dice?

SOCIETA’ MISTE PUBBLICO PRIVATE, DI SCOPO E DI GENERAL MANAGEMENT

La sen.ce Donatella Conzatti, ispiratrice e animatrice di TRENTOVIVA

La forma giuridica di società di capitali, tipicamente la SpA, Società per Azioni, è tipica del settore privato. Il suo obiettivo – fino a poco tempo fa – è stato quello di produrre il maggiore utile possibile: in altre parole, l’etica che “doveva” animare chi era a capo di quelle entità, era l’etica del risultato economico, con il risultato (scusate il gioco di parole) di trasformare il capo azienda in un cinico: occorre perseguire il massimo utile economico, costi quel che costi: ai dipendenti, alla società in genere.

Sul fronte opposto troviamo i sistemi comunisti che in ossequio al principio della negazione della proprietà privata e al (presunto) bene di tutta la collettività, sacrificavano la ricerca dell’utile economico. Operando in base all’etica dei principi, i capi di quel sistema tendevano a diventare integralisti.  Sullo stesso lato metodologico si collocano oggi quei servizi pubblici che “operiamo in base alle finanze djsponibili, poi chiudiamo bottega, cioè blocchiamo la nostra attività, anche se non abbiamo realizzato tutte le opere e fornito tutti i servizi necessari alla comunità e/o programmati”; come pure quagli altri settori pubblici nei quali si realizzano comunque opere e si prestano servizi senza la minima preoccupazione del costo finale (in termini di volume di risorse finanziaria impegnate e di perdite economiche causate al sistema).

Ed allora, che fare? In medio stat virtus, diceva quel tale: infatti occorre arrivare ad un compromesso e i compromessi – come ci ricorda Paolo Mieli in un capitolo del suo bel libro “I conti con la storia” – possono ben essere virtuosi come i tanti compromessi che “hanno fatto la storia”. In altri termini: occorre che la SpA privata si ponga sempre di più il perseguimento anche dell’utile sociale e che la SpA/servizio pubblico abbia più attenzione anche agli aspetti finanziari ed economici.

Ed ecco nascere le SpA miste con azionariato pubblico privato come pure le SpA cosiddette inhouse, cioè con forma giuridica privata. Orbene, sia nel caso di SpA miste che di Spa inhouse occorre che ognuna delle parti in causa – azionisti privati e pubblici nelle Spa miste; azionisti pubblici e manager societari, nelle SpA inhouse – riconosca e sia rispettoso dei legittimi interessi, del ruolo e della funzione della controparte. In altre parole: nelle SpA miste non deve accadere che il pubblico neghi la componente di interesse privata e viceversa; nelle SpA inhouse non deve accadere che il pubblico dia “ordini politici” al management societario che siano in contrasto con le finalità statutarie e/o con l’equilibrio funzionale, finanziario ed economico delle stesse.

Ma … come si programma all’interno di una SpA mista di scopo? Ogni programmazione che si rispetti ha un obiettivo statutario che poi si sviluppa in un piano triennale scorrevole, con ogni anno dotato di un budget. Orbene, all’interno di questo sistema si avviano i progetti. E qui “casca l’asino” perché spesso non si progetta bene perché non si è sicuri del successivo finanziamento; e spesso non si finanzia perché il progetto non è redatto in forma completa. Come si ovvia a tutto questo? Per le grandi opere – soprattutto pubbliche – occorre investire inizialmente su una società-start up-strumentale, la SpA di scopo che abbia l’obiettivo di organizzare e gestire il general management del progetto inquadrando tutte le sue componenti interne ed esterne, 1) per poi diventare essa stessa la SpA operatrice oppure 2)  per promuovere la società operatrice: ad esempio una SpA di Project Financing. Nel primo caso la Spa di scopo dovrà anche provvedere alla propria capitalizzazione per arrivare a finanziare essa stessa i propri investimenti. Nel secondo caso la finanza sarò fornita da chi interverrà come finanziatore, realizzatore e gestore dell’opera. In ogni caso, nella SpA di scopo di entrambi i tipi vanno fatte tassativamente confluire tutte le componenti di interesse e tutte le conoscenze relative al progetto che si vuole eseguire. Va da se’ poi che il Project Financing è applicabile sono nei casi in cui l’investimento sia previsto essere produttivo di utili economici.

E i BOC attuali, redimibili ma quasi già irredimibili visto che sono convertibili in azioni delle SpA di scopo? Io credo che siano un ottimo strumento per coinvolgere il capitale privato in opere pubbliche, senza dovere applicare alcuna tassa patrimoniale.

Un’ultima considerazione: essere indebitati non è una negatività, purchè le risorse finanziarie acquisite siano produttive. Quindi il problema non è impuntarsi a criticare chi cerca in ogni modo di migliorare il sistema finanziario, ma destinare ogni energia nella programmazione, nella gestione e nel controllo dell’impiego delle risorse finanziarie generate direttamente o acquisite attraverso l’indebitamento.

QUESTI SONO ALCUNI DEGLI APPORTI CHE VORREI REGALARE ALLA MIA COMUNITA’ OVE FOSSI ELETTO –VIVA ITALIA VIVA, VIVA TRENTO VIVA, VIVA L’UE!

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MATTEO RENZI A TRENTO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 21 Luglio, 2020 @ 5:31 am

(questo è il 16° post elettorale – Grazie se leggete anche i precedenti 15)

ALLE PROSSIME ELEZIONI COMUNALI DI TRENTO VOTATE ROBERTO SANI, ELISABETTA ZANELLA E RICCARDO LUCATTI, della lista PIUTRENTOVIVA, a sostegno del candidato sindaco FRANCO IANESELLI

Detto altrimenti: una ventata di ossigeno puro!     (post 3964)

MATTEO RENZI – Toscano DOC, pane al pane e vino al vino. Fuori di immagine: Matteo, figlio di una Terra, la Toscana, la quale ha conosciuto ben prima di noi l’Autonomia amministrativa con il Granduca Leopoldo che quel Granducato l’aveva ricevuto al posto della Lorena, ceduta dalla Moglie Maria Teresa d’Austria alla Francia e che quell’Autonomia usò, tanto per andare sul concreto, per bonificare la Maremma Grossetana scusate se è poco!

Linguaggio chiaro, assolutamente comprensibile, lontano mille miglia dal politichese e tecnocratese che scava un abisso fra il politico e l’amministratore che opera e chi lo dovrebbe valutare e controllare (il Cittadino). Chiaro nella forma e nei contenuti. Ieri al Muse di Trento abbiamo fatto il pieno: di gente e di ossigeno puro! Credo che l’evento segni la boa di bolina di una faticosa risalita contro il vento delle fake news diffamatorie sulla sua Persona e sul suo ruolo ed agire politico. Voglio riassumere Il Matteo Renzi di ieri (e di  sempre) di ieri in una sola riga:

visione chiara, concreta, coerente, prospettica, positiva, europeista, democratica, convincente.

Matteo Renzi e Donatella Conzatti: due Senatori

E quando, porgendogli per una dedica la mia copia del suo libro “La mossa del cavallo”, gli ho detto “Il mi’ babbo gli era di Montalcino”, in una frazione di secondo ha realizzato e ha scritto “Per Riccardo, viva il Brunello!” Riflessi da pilota di F1!

“Il tuo babbo è di Montalcino? Viva il Brunello!”

Grazie Matteo! E Grazie a Donatella Conzatti, Roberto Sani, Fabio Pipinato, Angelo Fasulo e a tutti gli altri amici che hanno lavorato per organizzare e  gestire l’evento.

Matteo Renzi con il nostro candidato Sindaco FRANCO IANESELLI
Grazie se vorrete fare una croce sul simbolo e a fianco scrivere quei tre nomi


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ELETTORALE 15

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 19 Luglio, 2020 @ 6:04 pm

Detto altrimenti: su quali basi chiedo il voto alle prossime “comunali”?     (post 3963)

(Post elettorale n. 15- Grazie se leggete anche i precedenti)

Alle prossime elezioni comunali di Trento, votate ROBERTO SANI, ELISABETTA ZANELLA, RICCARDO LUCATTI, della lista +TRENTOVIVA a sostegno della candidatura di FRANCO IANESELLI.

Riccardo & Franco: attenti a quei due!

Una vita da top manager, la mia. Scusate quel top, ma dopo un inizio da dirigente (lo ero a soli 30 anni), mi hanno promosso a quel livello. Ho lavorato in società e gruppi grandi e piccoli, italiani ed esteri, industriali, commerciali, bancari, finanziari, della mobilità e di engineering. Cosa? Se sono un ingegnere? No, raga, scialla, sono solo laureato in legge, ma quando per molti anni sei stato responsabile di una SpA di engineering e di una che realizza un grande parcheggio interrato, molti tuoi interlocutori cominciano a chiamarti così, pienamente convinti della cosa. Io per un po’ li lascio fare, mi pavoneggio, mi sparo le pose, “mappoi” confesso la verità!

Quali sono i miei possibili contributi al governo della città? Vi espongo alcune mie convinzioni. Elencate così come mi sono venute alla mente, in assoluto buon disordine:

  1. Le Spa pubbliche, private e miste non possono più avere come scopo principale l’utile economico, bensì devono contemperarlo con la ricerca dell’utile sociale. Per converso, gli Enti pubblici in una certa misura non possono trascurare l’aspetto economico.
  2. Il potere deve essere sempre unito alla responsabilità.
  3. Non esiste un sistema tanto grande da dover essere definito “ingovernabile”: pensate a quanti miliardi di variabili gestisce una qualsiasi società telefonica.
  4. Il primo fattore della produzione è la motivazione delle Persone; denaro e lavoro vengono dopo.
  5. Il Bene Comune è quello alla cui realizzazione hanno partecipato tutti, personalmente, sin dall’inizio. Una piazza, una scuola, una strada sono altra cosa: beni pubblici, collettivi.
  6. Chi segue solo l’etica dei principi tende a diventare integralista. Chi segue solo l’etica del risultato tende a diventare cinico. Occorre un compromesso.
  7. Il compromesso è un valore, a meno che sia “sordido”. I compromessi-non-sordidi- hanno fatto la storia.
  8. La grandi idee nascono sempre di più nelle periferie, là dove gli operativi sono a contatto con una realtà che cambia di continuo.
  9. Le idee “comunali” possono ben essere la scintilla di idee provinciali, statali, europee.
  10. L’intelligenza vincente è quella collettiva.
  11. Sono a favore dello sviluppo mindustriale, purchè non si tratti di cappellifici, perchè fabbricano i cappelli che alcuni cercano di mettere sul lavoro altrui.
  12. Sono lieto e disponibile di regalare il mio lavoro agli amici, ma non sono disposto a farmelo rubare.
  13. Se mi chiedono un aiuto, non dò un consiglio, bensì un aiuto concreto.
  14. Non strumentalizzo nessuno e non mi lascio strumentalizzare.
  15. In una Spa quello che conta è il funzionigramma, non l’organigramma.
  16. Una persona si conosce meglio dalla sua storia che non dal suo curriculum.
  17. Le fasi della progettazione sono: l’idea, la sua accettazione, la pre programmazione, la programmazione, l’esecuzione, il controllo, tutto gestito a livello di general management con SpA di progetto miste pubblico-private.
  18. Non basta l’informazione né la comunicazione: è necessario il dialogo.
  19. La democrazia è come la fede: non la si possiede mai del tutto, occorre ricercarla e perfezionarla continuamente.
  20. Sono favorevole alla democrazia parlamentare, non a quella “diretta” (diretta da chi, poi?).
  21. Nel sociale non possiamo dimenticare le persone invisibili alle anagrafi.
  22. Sono contrario alla paghetta a tutti, favorevole al lavoro a tutti.
  23. Sono europeista convinto: a quella nostra bella bandiera UE dobbiamo regalare le strisce.
  24. Pubblicherò un apposito post per ricordare cosa successe alla lira nel 1970 quando venne chiuso l’ombrello degli accordi di Bretton Woods (il che potrebbe ripetersi se uscissimo dall’euro).
  25. La finanza pubblica si divide i “fabbisogno” (quanto serve per …) e coperture (dove trovo le risorse per …): i due aspetti vanno curati e studiati in contemporanea.
  26. Non concordo con chi afferma: “Tanto ho, tanto spendo e il resto non lo realizzo”. Occorre realizzare ciò che serve e fare fruttare il denaro raccolto. Inoltre occorre attivare la ricchezza finanziaria dei privati senza ricorrere a tasse patrimoniali: gli strumenti finanziari ci sono.
  27. Ogni progetto deve essere un sistema; ogni sistema inserito entro un Sistema maggiore.
  28. Prodotti turistici trentini da valorizzare maggiormente: la bellezza delle nostre città; i nostri dislivelli anche in estate.
  29. Occorre superare campanilismi che – gelosi di quanto (poco) hanno – si oppongono di fatto allo sviluppo internazionale delle iniziative locali.
  30. Sono per la mobilità urbana sostenibile e per quale extra urbana a rete.
  31. Funivia a Trento? Deve essere la Bondone-Trento, per portare la montagna in città e non viceversa.
  32. L’intermodalità trentina deve esser rafforzata in vista del completamento della Valdastico.
  33. Trento può diventare, insieme a Bolzano, una delle due “capitali” di una regione Bikeland.
  34. Il comunismo e il liberismo sfrenato hanno fallito. Occorre un nuovo approccio: il liberismo sociale.
  35. Occorre rivedere e aggiornare l’ordine delle priorità di spesa, riesaminando anche le “gestioni separate” garantite per molti anni, a prescindere dall’andamento generale del sistema.
  36. Occorre dare piena attuazione di fatto alla nostra Carta Costituzionale.
  37. Non basta dire “Leggi più semplici, burocrazia più snella”: occorrono fatti concreti in quelle direzioni.
  38. Gli obiettivi “utopici” non sono irraggiungibili, bensì semplicemente non ancora raggiunti. E poi, nella vita, quai a non avere utopie!
  39. I miei filosofi preferiti? Emmanuel Levinas (il filosofo del volto: “Il Volto dell’altro ti guarda e si aspetta una risposta da te!”); Norberto Bobbio; Hans Kelsen; Lorenzo Guetti; Marcello Farina; Umberto Eco; Paolo Mieli (sono filosofi anche questi ultimi due!).
  40. La scuola deve dare non solo la capacità di eseguire i lavori dell’oggi ma anche e soprattutto conoscenza, ovvero la capacità di imparare ed eseguire i lavori del domani.
  41. La concertazione non può spingersi al punto da generare una sorta di inversione della titolarità di un provvedimento.
  42. Ce lo immaginiamo cosa accadrebbe se ogni nostra città fosse affidata ad un Sindaco eletto come il Presidente del Consiglio dei Ministri? E se invece fosse il Presidente del Consiglio dei Minsitri fad essere eletto (col sistema maggiorotario) come se fosse il Sindaco d’Italia?
  43. … (continua)
Fate una croce su questo simbolo e scrivete a fianco quei tre nomi che vi dicevo …

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INTERVALLO “GIALLO”

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 19 Luglio, 2020 @ 6:36 am

Detto altrimenti: da Camilleri a Mankell      (post 3962)

Un intervallo fra i miei post elettorali ci voleva proprio. “Ma però” andate a leggerli quei post … specialmente l’ultimo, dai, che ne vale la pena! Grazie

“Riccardino”? Grazie, Andrea!

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Un intervallo. Me ne dato l’estro la commemorazione del primo anno “senza Camilleri” che mi ha condotto a pensare ad un altro grande della giallistica interazionale, lo svedese Henning Mankell e ad un raffronto fra questi due giganti. Notate … per quanto mi riguarda, non si tratta di una gara, di vedere chi è il migliore, chi arriva primo nel mio giudizio o chi ha venduto più libri, bensì di fare alcune considerazioni.

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“Cca sugnu!”

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Camilleri si giova di alcuni atout che gli danno un certo vantaggio sulla presa: l’ambientazione e il dialetto siculo e le relative “maschere” (fra le quali primeggia l’ agente Catarella!), ambiente e maschere che ci hanno dilettato e interessato sin dai film quasi dialettali del dopoguerra. A ciò si aggiunge la disponibilità e l’uso sapiente dello strumento televisivo; la bravura di Zingaretti & Co; la creatività, l’umanità e la sensibilità dell’Autore.

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Henning Mankell, forse non altrettanto conosciuto qui da noi, meriterebbe di esserlo. Pensate un po’ mi è stato segnalato, suggerito e “prestato” dalla mia prof del Gruppo di lettura dei Classici Maria Lia Guardini, il che già di per sé è una garanzia! Mankell è un personaggio poliedrico, al pari di Camilleri, e fra i suoi numerosi libri spicca la serie del Commissario Kurt Wallander. E allora il confronto si sposta dai due Autori ai due Commissari Montalbano-Wallander. La particolarità che li distingue è che Wallander matura, cresce e invecchia romanzo dopo romanzo e che di volta in volta viene descritto e analizzato nel suo più intimo sentire: quasi un romanzo (psicologico) a puntate nei romanzi. Questo particolare ti ci fa affezionare e alla fine della serie senti che ti è venuto a mancare qualcosa anzi qualcuno: non l’Autore bensì il Personaggio. Mi permetto di suggerire a tutte e a tutti la lettura della serie Wallander, con l’accortezza di leggerla in ordine cronologico di pubblicazione.

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Resterebbe poi da fare un ragionamento anche su Simenon, ma ho letto i suoi libri troppo tempo fa: dovrei rileggerli ora, “da grande”, per capirne a fondo l’essenza. Ma chevvoletemai, mica si può pretendere tutto da un semplice blogger … mica si può!

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Una domanda a chi mi legge: qualcuno sa spiegare e a me, genovese cresciuto vicino a Boccadasse, come è venuta l’idea a Camilleri di fare abitare a Boccadasse la morosa di Montalbano?

Genova Bocca d’asino, Bucca d’ase, Boccadasse

Buona estate gialla a tutte e a tutti! E leggete i miei post “elettorali, grazie!

Una poesiola scritta tanti anni fa da mio figlio Edoardo:

BOCCADASSE

Degli anziani pescatori e di reti più ruvide, / appress’al varco uman / de l’abisso, / sottile serba l’eco antica / Boccadasse, e quell’innomato odor / d’anni votati alla pira. / Ti vidi in grazia di neve, / nell’abito scomodo pei tetti tuoi sorpresi. / Ti vidi quando i sassi balzellavo / sul blu che t’appaga. / E ti vedo adesso, anfiteatro sul tardo mover / de’ gozzi, / ti vedo. / Son l’alieno. / son io il mondo che, / pria del tempo, / pur fu. / Al freddo bagno di luce, / seguo l’onde a macchia fuggir / via via più scure; / d’intorno, / piangono secche sorti / quei legni traditi, or di raminghi felini / un soppalco. / Nel volger le spalle / al caro fraseggio de l’acque / saluto il guscio d’origine, / ma ‘l ligure mar a sua grand’arte / queta dei ciottoli gli spigoli, / e ‘l mio passo fa mesto.

  Io ne ho composta un’altra, per i gatti di Boccadasse                                      

GATTO DI MARE

Non insegui il Tempo / e grato / il Tempo / non ti rincorre. / Immobile sulla tela di un gozzo / assapori l’amico profumo di pesce / il caldo insperato del sole invernale / e mi osservi / col nobile sguardo / del marinaio antico / al quale ogni giorno tu presti la barca. / Voglio indossare / pantaloni di tela / colore del mare profondo / sfumati di bianco salino / sedere in silenzio al tuo fianco / su questo gradino / dal bordo ormai liso e rotondo / per non disturbare / segreti / ricordi / speranze / e tesori / dei gatti del posto / e dei pescatori.

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DOMENICA NEGOZI CHIUSI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 18 Luglio, 2020 @ 2:35 pm

Detto altrimenti: ipse dixit (post 3961)

(Post elettorale n. 14 – Grazie se leggete anche i precedenti 13)

Nella foto: io a sinistra, Franco Ianeselli alla mia sinistra

Alle prossime comunali votate ROBERTO SANI, ELISABETTA ZANELLA, RICCARDO LUCATTI nella lista PIUITALIAVIVA, a sostegno del candidato sindaco FRANCO IANESELLI

Tanto tuonò che piovve: mi hanno pubblicato su Il Trentino e su l’Adige. Qui sotto, l’Adige di oggi, e con quale commento! Grazie Direttore Faustini.

Crocettate questo simbolo e a fianco scrivete: Roberto Sani, Elisabetta zanella, Riccardo Lucatti.

Grazie a “tutti che mi hanno letto” !

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ELEZIONI, 13

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 18 Luglio, 2020 @ 6:53 am

Detto altrimenti: un mio contributo per “tutti che mi leggono” anche se sono di altri partiti    (post 3960)

(post elettorale n. 13 – Grazie se leggete anche i 12 precedenti)

Alle prossime elezioni comunali, votate ROBERTO SANI, ELISABETTA ZANELLA, RICCARDO LUCATTI, della lista PIUTRENTOVIVA a sostegno del candidato sindaco FRANCO IANESELLI

Riccardo e Franco: attenti a quei due!

La politica gridata, l’insulto, l’attacco personale, gli slogan ... fanno male innanzi tutto a chi pratica queste forme di aggressione ma soprattutto fanno male a tutti noi perché sottraggono attenzione ed energia ai problemi veri e alla sostanza delle cose e delle persone.

Ma non basta. I contenuti sono spesso soffocati dalla degenerazione della retorica, ovvero dall’ “arte” di usare le parole per le parole. Eppure, “le parole sono pietre”, scriveva Don Lorenzo Milani ad una professoressa …

Ma non basta. Poi ci si mette la demagogia: faccio ciò che il popolo richiede, anche se è dannoso per il richiedente. Per capirsi: un bimbo chiede tre gelati “a fila” al babbo e il babbo glie li dà, anche se poi gli faranno venire il mal di pancia.

Crocetta il simbolo e a fianco scrivi i tre nomi!

Contro la retorica, la demagogia, il populismo, il sovranismo, l’assistenzialismo. A favore dell’UE, della libertà di pensiero, di una programmazione e progettazione manageriale, della parità di genere, del principio di sussidiarietà, del sociale serio, della democrazia parlamentare.

Ma non basta. Poi arriva il populismo:Questa è la volontà del popolo, è il popolo che lo vuole!” Il populismo: il popolo considerato come una entità amorfa, completamente omogenea, esprimente un’unica volontà. Ora, poiché non è possibile che un così elevato numero di persone, prendiamo un numero a caso, 60 milioni, esprimano tutte la stessa volontà, ecco che quella è la volontà di una sola persona, del “democrator” di turno. Già, perché in origine “democrazia” significava potere “sul” popolo e il tiranno era chiamato “democrator”.

Who opened the door for the democrator? And how come he let in the market-conquistadors? Why is he acting as if he has something to hide? The privilege of the stupid is to be taken for a ride.

Chi ha aperto la porta al democrator? E come mai costui si è collocato nel gruppo dei conquistadores? Perché si sta comportando come chi ha qualcosa da nascondere? Il privilegio dello stupido è di farsi prendere in giro.

Democrator, democrazia. Successivamente il termine “democrazia” fu utilizzato a mo’ di un insulto: lo “strapotere arrogante del popolino al governo” , insultolanciato dalla parte politica dei ricchi esclusi dal potere. Solo oggi democrazia significa potere del popolo. Tuttavia una qual certa regressione l’abbiamo subita, nel senso che in parte siamo retrocessi allo strapotere delle reti dei like e dei media-a-prescindere-dai contenuti, per cui oggi siamo ad un bivio: tornare sulla retta via o distrarci e fare un ulteriore passo indietro verso un nuovo moderno democrator.

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Vedete che aveva ragione Don Lorenzo Milani quando scriveva che le parole sono pietre? Infatti possono servire per costruire o per demolire (la democrazia vera, quella parlamentare). Un’ultima annotazione sull’unanimità: Josif Brodskij, premio Nobel per la poesia sepolto a Venezia, nella prefazione del suo libro “Il canto del pendolo” (Adelphi) raccomanda ai giovani (cito a memoria): “Diffidate delle unanimità, delle folle osannanti … se non altro perché all’interno dei grandi numeri più facilmente può nascondersi il male. Male contro il quel potrete comunque vincere perché la vostra attenzione contro di esso è maggiore della sua contro di voi”. Ma torniamo alle nostre prossine “comunali”:

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Con Elisabetta Zanella: e chi ci ferma a noi due!?
E a noi tre, men che meno! Il nostro co-candidato, il coordinatore provinciale di ITALIA VIVA, ROBERTO SANI

Buona politica e buone elezioni a tutte e a tutti, anche a chi non ci voterà.

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UNA PEDALATA FRA UN COMIZIO E l’ALTRO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 16 Luglio, 2020 @ 3:00 pm

Detto altrimenti: non di sola politica vive l’uomo    (POST 3959)

(post elettorale n. 11, anche se dentro c’è molto altro!)

ALLE PROSSIME COMUNALI, VOTATE ROBERTO SANI, ELISABETTA ZANELLA, RICCARDO LUCATTI – Insieme per sostenere il candidato Sindaco FRANcO IANESELLI

Riccardo e Franco: attenti a quei due!

Certi convegni pallosi li fanno in zone balneari o sciistiche, a secondo della stagione, così “nei ritagli di tempo” i congressisti si rilassano a spese ditta. Evvabbè, tutto fa se serve a creare partecipazione e partecipazione è libertà, come cantava quel tale Giorgio Gaber. Ed allora mi sono detto: anche tu, i tuoi post elettorali … arricchiscili con qualche diversivo. Come? Ho pensato, se racconto loro la mia biciclettata standard, quella che la bici va da sola tanto conosce la strada, che io così nel frattempo io posso riflettere su come convincere i miei elettori? Detto, fatto.

La risalita del fiume Sarca

Riva del Garda, ore 08,30. E-mtb, percorro la ciclabile a lago da Riva alla foce del Sarca. Pochissima gente in giro. Aria pulita, fresca. Lago calmo, colori splendidi. Non attraverso il Sarca, proseguo lungo la ciclabile che costeggia la sua sponda destra orografica verso nord, con la brezza (ancora) notturna in faccia: il “Vento”, come noi chiamiamo il vento da nord. Da sud arriva l’Ora o la Vineza (Venezia), cioè la Bora che risale il lago da sud a nord.

Arco

Dopo 10,5 km ho superato Arco, imbocco la ciclabile Arco Ceniga (tot. 20 km) e dopo altri 2 km sono a Dro, nel cui centro storico riempio la borraccia. Indi cominciano le salitelle fino al bivio per Pietramurata.

Le cascate Iguazù nostrane!
A nord, a nord!

Salitelle tranne quella della centrale Fies che è al 20%. Mi fermo a cercare di prestare aiuto a due turisti tedeschi cui s’era incastrata la catena di una bici: inutile. ogni sforzo, ci vuole una chiave dell’8 e soprattutto un “estrattore”: suggerisco loro di scendere a Dro, dove esiste un  bikeshop.

Al bivio citato sono al capolinea: volto a destra verso sud est sud e al km 25 sono al bar Wind Valley degli amici Andrea e Davide Danielli.  

L’immissario del Lago di Cavedine
WIND VALLEY al Lago di cavedine: con Andrea Danielli (foto 2019, con mtb “muscolare”)

Breve sosta caffè, mi aggiornano sullo scempio che si sta perpetrando subito a settentrionale della loro concessione (una per tutte: durante il coprifuoco Covid quelle persone erano venute a spargere diserbante in riva al lago, ma sono state sorprese e multate!).

Per cercare di costruire uno stabilimento balneare con piscina e night!
Ma si può?

Faccio amicizia con due ciclisti veronesi che stanno facendo il giro del Ballino: suggerisco loro la deviazione per la vecchia strada romana da Fiavè al passo; all’albero del Lago di Tenno, la deviazione a sinistra verso Ville del Monte; subito dopo Castel Tenno, la deviazione a sinistra sulla stradella a mezza costa.

Dalla deviazione a sinistra, scendendo subito dopo Castel Tenno

Riparto, volo letteralmente fino a Dro, quindi sulla semi ciclabile lungo la destra Sarca raggiungo Arco, devio a destra, salgo fino a Varone, 3,5 km di ciclabile e sono a Riva. Tot. 50 km. Consumo elettrico 40% (mi sono trattato bene, non mi sono fatto mancare nulla!). Ho impiegato quattro ore, di cui tre per soste varie, fotografie comprese. Velocità media, 17 kmh. Velocità massima 51 kmh.

Fai una croce qui sopra e a fianco scrivi: Riccardo Lucatti

Ecco, ora che ti ho dilettato, caro lettore, “ricordati di me che son …. no, non sono la Pia de’ Tolomei, bensì Riccardo da Trento, candidato alle prossime elezioni comunali nella lista Piutrentoviva, a sostegno della candidatura del candidato Sindaco Franco Ianeselli. E allora, cosa di meglio che votare un candidato manager-ciclista?

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DEFICIT – PIL – DEBITO – RICCHEZZA FINANZIARIA PRIVATA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 16 Luglio, 2020 @ 5:54 am

Detto altrimenti: cerchiamo di avere una visione d’insieme dei quattro valori       (post 3958)

(11° post elettorale. Grazie se leggete anche i 10 precedenti)

Prossime elezioni comunali a Trento: votate ROBERTO SANI, ELISABETTA ZANELLA E RICCARDO LUCATTI

Riccardo per Franco Ianeselli Sindaco

Contro la dittatura di fatto della tecnocrazia, cioè del potere del tecnocrate che gestisce materie complesse, quasi incomprensibili da parte di chi lo dovrebbe controllare (il popolo) e che per questo fatto lo fanno diventare – a sua insaputa – un despota.

  • Deficit. Se io in un anno spendo più di quanto guadagno, avrò un deficit finanziario e mi creerò un debito o lo aumenterò, se già sono indebitato. Questo vale anche per lo Stato, al quale l’UE dice che il deficit non dovrebbe superare una certa % del PIL. ma tant’è …
  • PIL. Il prodotto interno lordo dell’Italia vale circa 1800 miliardi di euro l’anno e – purtroppo – è previsto in forte calo.
  • Debito pubblico. Oggi vale circa 2500 miliardi e purtroppo è previsto in aumento.
  • Ricchezza finanziaria privata: 4500 miliardi, di cui circa 1700 depositati in banca.
  • Patrimonio immobiliare privato: provo io a calcolarlo: 45 milioni di famiglie proprietarie di casa x 150.000 euro in media per ogni casa, quanto fa?
  • Patrimonio immobiliare pubblico: 250 miliardi, che potrebbe essere venduto, gradualmente, attracerso un fondo immobiliare. Ma tant’è …

Come si pone rimedio a questa situazione? Tutti noi Italiani siamo CT della Nazionale di Calcio e maghi della politica. Al bar, certo. Dice, ma tu … caro Riccardo, non è che stai facendo lo stesso? Può darsi, solo che non ho la pretesa di offrire la Verità, ma solo alcuni spunti di riflessione.

  • Semplicisticamente, una parte politica afferma: “Debito pubblico, ricchezza privata, dov’è il problema?” E invece il problema esiste, se non altro perché il cittadino povero non può più essere assistito dalla sanità pubblica se questa non è finanziata dallo Stato mentre il cittadino ricco va a curarsi nelle migliori cliniche private italiane ed estere. E ciò non va bene. E’ anche contro la nostra Costituzione.
  • Altri dicono: “Applichiamo una bella tassazione che colpisca il patrimonio”. Io sono contrario a tassare la casa di ogni Italiano, come pure a “prelievi” forzati dal mio conto corrente.
  • Altri ancora: “Sburocratizziamo, riduciamo la spesa pubblica”. Ottimi propositi. Propositi … appunto. Ma, nel frattempo?

Come uscirne? “A me mi” piace partire dai BOC, Buoni (di debito) Ordinari Comunali (ma possono essere anche Provinciali e Regionali). I BOC sono previsti dall’art.35 della Legge 724 del 23.12.94. Sono previsti con durata oltre i 5 anni, solo per realizzare investimenti, rendono 1% in più del rendimento dei titoli di Stato, scontano una tassazione ridotta (12,50%) e – udite udite! – sono convertibili in azioni della società di scopo pubblico privata costituita per la realizzazione dell’investimento pubblico. Mi piace il concetto che sta alla base di questo titolo: trasformare il capitale di debito in capitale di rischio (azioni di una SpA); coinvolgere ed attivare il capitale privato senza ricorrere ad una tassazione patrimoniale; trasformare il cittadino risparmiatore da creditore dell’Ente Pubblico in suo azionista.

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Il filosofo del diritto austriaco Hans Kelsen affermava che per verificare un ragionamento, occorre spingerlo alle sue estreme conseguenze. Ed allora lasciate che io provi a estremizzare il concetto che sta alla base dei BOC: così facendo arrivo ai TIR, Titoli Irredimibili di Rendita.

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Sono titoli che lo Stato non ha l’obbligo di rimborsare (non hanno quindi scadenza), non sono un debito, potrebbero essere remunerati ad un livello superiore a quello dei BOC, il cui ricavato può essere utilizzato solo per investimenti produttivi (v. BOC). Rappresentano uno swap finanziario, uno scambio: l’investitore riceve una rendita maggiore e in cambio concede che a rendergli il capitale non sia lo Stato bensì la Borsa Valori. Questi TIR potrebbero inizialmente essere emessi dallo Stato in sostituzione volontaria delle tranche di titoli di debito in scadenza. Su di essi l’Ente Emittente si riserva il diritto di riacquisto, ove le sue finanze diventassero floride.

Esercitate un’attività commerciale. Acqistate i locali accendendo un mutuo in banca. Nella situazione patrimoniale avrete da una parte un immobile, dall’altra un debito, voci che concorrono a formare il vostro patrimonio netto attivo o passivo. Se invece prendete in affitto l’immobile, non avrete un debito nella parte patrimoniale del bilancio, ma solo un costo mensile che vi incide sul risultato economico costi-ricavi. Si tratta di due situazioni totalmente diverse.

Le strisce! Mettiamole le strisce!

Da 40 anni io sono un europeista convinto. Anni ’70, ero a capo della Finanza Italia della STET-Società Finanziaria Telefonica per Azioni, Torino (la maggiore finanziaria del paese!). So bene cosa è successo alla lira quando in quegli anni sono cessati gli effetti degli accordi di Bretton Woods che stabilivano il regime dei cambi fissi: forte svalutazione;, tassi bancari al 25-30%; feroce stretta valutaria e creditizia; super tassazione delle importazioni. Dico questo per prendere le distanze da una certa parte politica che propone titoli di debito a lunga scadenza, riservati agli Italiani ed esentasse (i Titoli Patriottici): questi sì ci allontanano dall’UE; sono un regalo per i ricchi; scontentano gli investitori esteri; drenano i risparmi in conto corrente mettendo in crisi il sistema bancari, non sono Irredimibili veri, sottoscrivibili da chiunque, titoli non di debito (che contribuiscono invece a ridurre!), sono tassati, non aggredirebbero i risparmi in conto corrente, coinvolgerebbero anche capitali esteri creando una sorta di “azionariato” anche internazionale per finanziare i nostri investimenti (non la spesa corrente). 

Proviamo ad emetterli in sostituzione volontaria delle tranche di titoli redimibili! I TITOLI RENDITA IRREDIMIBILI non sono contro l’UE, non sono in alternativi ai fondi UE, non ci allontanano dall’UE, non sono una soluzione sovranista. Sono un tentativo di coinvolgere la finanza dei privati senza applicare tasse patrimoniali.
Almeno, proviamoci e … se mi sbaglio, mi corigerete.

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ELEZIONI COMUNALI A TRENTO: IL GENERAL MANAGEMENT

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 15 Luglio, 2020 @ 2:56 pm

Detto altrimenti: un mio contributo … (post 3957)

(10° post elettorale. Grazie se leggete anche i 9 precedenti)

Io candido nella lista +TRENTOVIVA a sostegno del candidato sindaco Franco Janeselli.

Grazie se votate ROBERTO SANI, ELISABETTA ZANELLA. RICCARDO LUCATTI

Oggi un contributo breve. I progetti complessi richiedo la “progettazione” di chi li progetta, ovvero la creazione di una SpA di scopo e di progetto che investa su di una fase seria di programmazione e progettazione. Non si può partire dal tipo di cabina da adottare per una nuova funivia, ma occorre dotarsi a monte di un “ente pensante professionalmente e managerialmente”: la SpA di scopo e di progetto, appunto, che con le tecniche del general management esamini e gestisca tutti gli aspetti del progetto e l’inserimento del progetto in un sistema territoriale ed economico ben più ampio: il contrario sarebbe improvvisazione. Infatti da anni i diversi sistemi si interfacciano, sono interdipendenti, interfunzionali: devono dialogare, collaborare, operare in modo sinergico. Il contrario è un isolamento negativo sotto ogni profilo.

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IL SERVIZIO PUBBLICO CONSIGLIA O RISPONDE? E’ SOLO EFFICIENTE O E’ ANCHE EFFICACE?

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 Luglio, 2020 @ 11:22 am

Detto altrimenti: piccole grandi domande che esigono risposta       (post 3956)

(Post elettorale n. 9 – Grazie se leggete anche gli 8 precedenti)

Riccardo sostiene Franco Ianeselli

Alle prossime “comunali” grazie se votate + TRENTOVIVA, lista a sostegno del candidato sindaco FRANCO IANESELLI  e grazie se indicate tre preferenze: ROBERTO SANI, ELISABETTA ZANELLA, RICCARDO LUCATTI.

Per capirsi subito. Se viene per strada uno sconosciuto vi ferma e vi dice che ha fame, non è sufficiente darli un consiglio (“Hai fame? Mangia!”). Occorre dargli una risposta concreta, un aiuto, la soluzione del problema (oppure, in questo caso specifico, potete ignorarlo, ma questa è un’altra storia). Ma veniamo a noi. Quando noi ci rivolgiamo ad un servizio pubblico, vogliamo una risposta, la soluzione del nostro problema, non un semplice consiglio. Ecco cosa mi ha scritto un amico:

Un paio di giorni fa con l’amico Fabrizio abbiamo imbastito un bel giro (quasi) del Brenta: da TN a Dimaro abbiamo barato, prendendo il trenino della Val di Non. Poi su a Passo Carlo Magno: e’ dura ma solo fino a Folgarida, poi e’ molto pedalabile.Discesa fino a Pinzolo dove abbiamo finalmente visto il cartello della “ciclabile”. Bellissima e molto varia la ciclabile lungo il Sarca. Abbiamo poi optato per il lato orografico sinistro: Ragoli, cascate del Rio Bianco, Stenico. A Stenico il progetto iniziale era di scendere verso Ponte Arche, ma se “giro del Brenta” deve essere, allora è stato piu’ corretto salire a Molveno, Andalo e rientrare da Mezzolombardo. Bellissimo giro.

Un punto che non so bene a chi riportare: il trenino della TN-Male’ non ha piu’ il vagone che trasporta una ventina di bici che avevo utilizzato in passato. Ha solo una 4 o 5 appendi bici dove d’inverno si mettono gli sci. Uno per vagone: totale max 10 bici per treno. E alla biglietteria a TN ci hanno chiesto se avevamo la prenotazione, che noi  che non avevamo. Ci hanno hanno caricato ugualmente. Si sono poi aggiunte altre due bici (e-bike) e il nostro treno era saturo. Alla fermata di Mezzocorona ferrovia si sono presentati altre due ciclisti, ma – non essendoci posto per le bici – li hanno rimandati “al prossimo treno se avra’ posto”. E se avessero avuto la prenotazione? Avrebbero fatto sbarcare noi per far posto a loro? O hanno modo di sapere prima della partenza se ci sono prenotazioni attive? (Ne dubito molto). Anche per il trasporto delle e-bike sulle corriere, ora Trentino Trasporti fa storie e non ti fa il biglietto ma poi: “Chieda all’autista che magari gliela prende”. Peccato che una provincia che vuol essere “bike-friendly” lo sia poi così poco!

Mi chiedo, anzi mi dico: questo modo di gestire un pubblico servizio deve essere modificato. Nell’era digitale, non ci vuole molto ad impostare un semplicissimo sistema on line che gestisca le prenotazioni, né un semplice ordine di servizio, chiaro ed inequivocabile, che non lasci alla discrezione o all’umore dell’autista se caricare la vostra bici o meno.

Altri casi

1) Noto che le luci stradali del viale sul quale c’è la mia abitazione sono accese di giorno. Segnalo la cosa al Comune. . Risponde: “L’ho già segnalato”. “Quando”, chiedo io. “Tre ore fa” risponde. Ed in tre ore non si è trovato il tempo di essere efficaci, cioè di arrivare al risultato, cioè di girare un interruttore.
2) Segnalo al Comune che un marciapiede è stato ridisegnato male, ha il bordo non in linea con l’asse della strada, è causa di incidenti. Mi si risponde: “Io non sono mica il geometra comunale”.
3) Bici nel Fersina: da mesi ho segnalato al Comune che un maleducato ha scaravemtato una vecchia bici nel greto del fiume Fersina. La bici è ancora lì. Tutto immutato.

“Chiare, fresche, dolci acque …”


4) Da mesi ho segnalato al Comune che la ringhiera che protegge i ciclisti in una ciclabile da eventuali cadute nella strada sottostante, con un dislivello di sette metri, è troppo bassa, e che quella pista ciclabile è affollata da pedoni e cagnolini che non usufruisono della vicina pista pedonale. Tutto immutato.
5) Segnalo al Comune che gli automobilisti che si immettono in una rotonda provenendo da una strada che prima della realizzazione della rotonda aveva diuritto di precedenza NON rispettano le regole di precedenza nelle rotonde. Non succede nulla.

Ecco un piccolo grande problema che mi propongo di affrontare e risolvere se sarò eletto alle prossime elezioni comunali: se al servizio pubblico chiediamo una soluzione, non ci basta un consiglio. Se chiediamo l’efficacia (il risultato) non ci basta l’efficienza. Se un addetto ad un servizio pubblico gestisce una fetta di potere, deve assumersi anche la sua fetta di responsabilità (del risultato).

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IO CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI PERCHE’ …

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 13 Luglio, 2020 @ 5:18 am

Detto altrimenti: contro il minaccioso estendersi delle minacce tecnocratiche      (post 3955)

(Post elettorale n. 8 – Grazie se leggete anche i 7 precedenti)

… perchè sostengo il candidato sindaco Franco Ianeselli!

Alle prossime comunali grazie se votate la lista +TRENTOVIVA a sostegno del candidato sindaco FRANCO IANESELLI, e grazie se indicate le tre preferenze ROBERTO SANI, ELISABETTA ZANELLA, RICCARDO LUCATTI

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… perchè nella mia lunga vita di lavoro mi sono occupato da top manager di SpA, quindi anche degli aspetti finanziari. Perchè recentemente, con la partecipazione dell’amico Gianluigi De Marchi – preoccupato di quanto la pandemia Covid19 stesse aggravando la già difficile situazione finanziaria del Paese, nel marzo scorso ho pubblicato il libro “Ricostruire la finanza.  Riflessioni e proposte sull’emergenza”.

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… perchè il desiderio di dare alla società questo mio  contributo, di sostenere il partito politico al quale sono iscritto, di contribuire all’elezione del candidato sindaco Franco Ianeselli, persona che conosco e stimo ed in particolare la volontà di continuare ad essere vicino alla Persona che localmente ha dato vita a tutto ciò, la Senatrice Donatella Conzatti, mi hanno convinto a candidarmi alle prossime elezioni comunali, proponendomi portatore di contributi manageriali, finanziari e di vera democrazia.

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… perchè qui è sorto un ulteriore motivo che mi ha rafforzato nell’idea che io stia facendo bene “ad esserci” e cioè che quando parlo di aspetti finanziari, molte persone mi dicono “Bene, cercherò finalmente di capirci qualcosa, sai … è una materia a me completamente sconosciuta”. Al che mi chiedo se sia giusto che molta gente sia stata tenuta all’oscuro da questi aspetti. “Sia stata” tenuta all’oscuro, questa è l’espressione giusta. E qui, per farmi capire, ricorro al pensiero di una persona enormemente ben più importante, colta, credibile di quanto io non possa mai essere, Norberto Bobbio, come è espresso nella prefazione di Marco Revelli a quel  suo prezioso libro “Democrazia e segreto”, G. Einaudi Ed. 2011, la quale, alle pagine XV e XVI, recita:

“ Preoccupava Bobbio, piuttosto, un’altra tendenza, propria della modernità stessa … e presente in tutte le democrazie contemporanee, costituita da pervasivo e minaccioso estendersi delle istanza tecnocratiche, del moltiplicarsi dei campi dell’esperienza umana caratterizzati da saperi tecnici così complessi ed “esclusivi” da creare di per se stessi un diaframma tra il luogo (e il soggetto o i soggetti) della decisione e il pubblico che ne è il destinatario e che dovrebbe esserne il controllore …  il che fa del tecnocrate – in quanto depositario di conoscenze che non sono accessibili alla massa – un moderno e involontario despota”.

… perchè si è rafforzato in me l’obiettivo di dare vita alla “finanza per tutti”, di illustrarne in modo semplice e comprensibile i concetti, di aiutare a comprendere il valore ed il significato specifico (il “peso specifico”) di ogni intervento, ovvero il suo valore percentuale rispetto al totale, evitando di ricercare i dettagli delle cifre ma preoccupato di trasmettere il loro valore relativo. Un esempio? PIL, debito pubblico, ricchezza finanziaria privata. Quanto “pesano” questi valori? Grosso modo così: PIL 1500 miliardi; debito pubblico 2500; ricchezza finanziaria privata 4500 miliardi. Queste cifre sono imprecise in assoluto, ma corrette nella loro relazione e descrivono bene la realtà. Sarebbe già molto se ce le ricordassimo così, per come sono: cifre “all’incirca” ma assolutamente significative.

Il coordinatore prov.le Italia Viva,
Roberto Sani, comandante pilota del nostro “B 52” elettorale ! 

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… perchè questo oscurantismo finanziario va superato ad ogni livello: comunale, provinciale, regionale, statale, UE.  E qui mi viene da osservare che questo superamento non sta avvenendo quando sentiamo parlare degli interventi finanziari del nostro attuale governo per fare fronte all’emergenza Covid19: elenchi, elenchi, elenchi … ma mi chiedo: il cittadino comune riesce a farsi un’idea complessiva di ciò che sta accadendo? Riesce ad avere una visione d’insieme degli interventi al di là delle molte percezioni sensoriali piacevoli o negative che ognuno di questi gli procura ? E’ messo nella condizione di esercitare il legittimo ruolo di controllore dell’operato di chi governa?

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Vota Riccardo Lucatti ed Elisabetta Zanella!

… perchè iniziando dal livello comunale questo sarà uno dei miei impegni: fare chiarezza finanziaria, economica e “democratica” assolutamente significativa e comprensibile da parte di ogni cittadino.

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NEGOZI CHIUSI LA DOMENICA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 12 Luglio, 2020 @ 4:16 pm

(post elettorale n. 7 – Grazie se leggete anche gli altri 6)

Detto altrimenti: la provincia ha deciso: negozi chiusi la domenica   (post 3954)

Elezioni comunali a Trento: io candido a sostegno del candidato sindaco Franco Ianeselli

Alle prossime comunali grazie se votate la lista +TRENTOVIVA a sostegno del candidato sindaco FRANCO IANESELLI, e grazie se indicate le tre preferenze ROBERTO SANI, ELISABETTA ZANELLA, RICCARDO LUCATTI

Ma dove? A Trento e Rovereto. Non altrove. Quindi chi ha assunto questa decisione ha espresso una valutazione specifica per ciascun tipo di territorio: l’uno, quello delle due maggiori città e l’altro, quello delle le valli e delle città minori. Ma allora ciò significa che ogni tipo di territorio deve essere governato in modo specifico. E se ciò è la premessa, la conseguenza avrebbe dovuto essere che – se non altro in applicazione del principio di sussidiarietà – a decidere per Trento e per Rovereto avrebbero dovuto essere i rispettivi sindaci.

Un “Buonconsiglio”? Visitate Trento in bicicletta!

E invece no, invece la “holding” provincia ha deciso al posto delle sue due maggiori “società” partecipate, arrogandosi il diritto a trasformarsi da “holding di partecipazioni pura”, in “holding operativa”. Traduco: da ente che reclama dallo Stato il trasferimento in loco del 90% delle imposte sul reddito locale, ovvero da semplice ente finanziario “passacarte” anzi, passabanconote”, in ente tutore non richiesto, in decisore paternalistico del tipo vieni qui che ti dico io quello che devi fare, in “amministratore di sostegno” di enti – i comuni – e dei relativi sindaci, giudicati incapaci e/o non legittimati a decidere del loro territorio.

Trento città: ma dov’è una città più bella?

Ma c’è di più. Il presidente della giunta provinciale ha motivato la sua decisione per Trento con un’affermazione incredibile: “Trento non è una città turistica, quindi cosa se ne fa dei negozi aperti la domenica?”

In dialetto trentino si dice che l’è sta pezo ‘l tacon del bus, cioè la pezza che ci ha voluto mettere è stata peggio del buco che si voleva rattoppare. Maccome? Mentre le forze politiche comunali stanno cercando in tutti i modi di fare emergere sempre di più l’aspetto esistente ed innegabile di Trento turistica; mentre si sta studiando come portare la montagna in città (e non viceversa) con la funivia Bondone-Trento, lui se ne esce con questa affermazione?

Trento, bellissima anche in controluce!

Ma … a chi vuol fare dispetto? Mi ricorda il marito che per fare dispetto alla moglie si mutilava quella certa parte del corpo così importante nei rapporti di coppia! Seriamente: per guidare un’auto, una moto o un’imbarcazione occorre la patente; per guidare una Provincia Autonoma no. Peccato. Ah … dimenticavo: il principio di sussidiarietà non significa “dare sussidi a chi ti vota” bensì “non faccia l’ente superiore ciò che può fare direttamente e meglio l’ente inferiore”. Così, tanto per essere sicuri di essere capiti. Senza nulla di personale, s’intende.

Con Elisabetta Zanella: e chi ci ferma a noi due?
(vota Riccardo Lucatti e Elisabetta Zanella)

E forse per farsi perdonare, ecco subito dopo l’elenco PAT delle opere pubbliche in cantiere: asfalto, gallerie etc. . Bene ma. Ma cosa? Ma … amici, asfaltar no es gobernar! Infatti occorre avere una “visione” di dove si vuole condurre la Provincia, non basta sbusar montagne e slargar strade per instradare la gente: è la Provincia che deve essere instradata verso un nuovo modello, verso una meta aggiornata ai tempi.

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IL PRIMO GAZEBO …

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 11 Luglio, 2020 @ 8:58 pm

Detto altrimenti: … non si scorda mai!      (post 3953)

(post elettorale n. 6 – Per favore, leggete anche i 5 precedenti, grazie)

Riccardo e Franco: attenti a quei due!

Alle prossime “comunali” grazie se votate + TRENTOVIVA, lista a sostegno del candidato sindaco FRANCO IANESELLI  e grazie se indicate tre preferenze: ROBERTO SANI, ELISABETTA ZANELLA, RICCARDO LUCATTI.

Elezioni comunali a Trento. Questa volta sono candidato. E’ la mia prima volta. Sono con Trento Viva, anzi con “+ Trento Viva” a supporto del candidato sindaco Franco Ianeselli. Sono in vacanza a Riva del Garda e spesso risalgo a Trento per doveri elettorali. 50 minuti di auto, non di più di quanto occorra ad un cittadino milanese o romano per muoversi nella sua città. Questa mattina a Riva diluviava. Parto fiducioso e a Trento … non diluviava più: buon auspicio!

Solo un piccolo drappello di noi presenti “a rotazione”

Montiamo il nostro primo gazebo in via Belenzani. Il gazebo, il primo della mia vita! E come tutti sanno, il primo gazebo non si scorda mai! Fermi i passanti: pochi ti ignorano; altri sorridono, ringraziano, accettano una copia del nostro programma e ci danno i loro riferimenti; qualcuno di dice che ha altre idee. E noi ci siamo, per tutti: insieme, un gruppo, un bel gruppo, la nostra è una “intelligenza di gruppo”, ci arricchiamo reciprocamente della storia e dell’esperienza di ognuno.

Esperienza ed energia: vota Riccardo Lucatti ed Elisabetta Zanella

I nostri valori? Democrazia, libertà, partecipazione, i giovani, il sociale, l’economia mista pubblico-privata, progetti che sono utopie ma solo nel senso di essere traguardi semplicemente “non ancora” raggiunti. E noi lì, presenti, orgogliosamente presenti, partecipi della nostra città, a invitare i passanti a joint us, unirci a noi, a diventare con noi costruttori del Bene Comune che non è una piazza, una strada, una scuola (questi sono beni pubblici, collettivi) bensì è il Bene alla cui costruzione hanno partecipato tutti, direttamente, sino dall’inizo: partecipato, partecipazione … e si sa, “libertà è partecipazione!”

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IO CANDIDATO PERCHE’ (+ IL MIO PROFILO)

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 10 Luglio, 2020 @ 7:05 am

Detto altrimenti: innanzi tutto lo spiego a me stesso     (post 3952)

(Post elettorale n. 5- Grazie se leggete anche i 4 precedenti)

Riccardo e Franco: attenti a quei due!

Alle prossime comunali grazie se votate la lista +TRENTOVIVA a sostegno del candidato sindaco FRANCO IANESELLI, e grazie se indicate le tre preferenze ROBERTO SANI, ELISABETTA ZANELLA, RICCARDO LUCATTI

Da anni sono in pensione. Prossime elezioni comunali? Mi sono detto: trasferisci ai più giovani le tue esperienze di vita e di lavoro; fai qualcosa per la tua città e per il partito politico al quale appartieni; aiuta il candidato sindaco che conosci e stimi, Franco Ianeselli. Ed eccomi, non solo “in politica” (c’ero da tempo) ma anche candidato al Consiglio comunale. A questo punto due novità:

  • mi devo fare un profilo Facebook, perché – mi dicono – oggi funziona così;
  • mi sono accorto che questo impegno mi sta trasformando, nel senso che ogni giorno sempre di più mi sembra di darmi da fare come se io mi stessi occupando della mia stessa casa, della mia famiglia: insomma, la città è diventata essa stessa la mia casa. E questo è molto bello.

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Il profilo Facebook, quello sì che è un problema! Mi farò aiutare da qualche giovane, chevvoletemai, io che da molti anni sono un blogger soddisfatto della rete dei miei lettori e delle mie lettrici, ora devo attivarmi sui media per crearmi un nuovo network. Evvabbè … Dice: innanzi tutto ci vuole una tua foto (eccola qui a fianco) e un tuo curriculum (eccolo qui sotto in allegato). E allora inizio a pubblicare qui entrambi, in attesa di trasferirli anche su FB. Che ne dite? Possono andare? Grazie per i vostri giudizi.

Buona Politica e buona Amministrazione a tutte e a tutti!

Riccardo Lucatti, Genova 1944 – Laurea in giurisprudenza – Da oltre trent’anni residente a Trento in Viale Trieste 13,  tel. 335 5487516 – tel./fax 0461 982454 – E mail riccardo.lucatti@hotmail.itwww.trentoblog.it/riccardolucatti. Sposato, una moglie, un figlio, una figlia, tre nipotine. Già aiuto istruttore sezionale di alpinismo CAI Sez. Ligure; Sten. di Cpl nella Brigata Alpina Tridentina (ora promosso Tenente!). Amo i fiori e gli animali. Leggo saggistica e scrivo poesie. Pratico sci, vela agonistica, ciclismo. Sono un accanito blogger. Esperienze lavorative? Eccole:

Gruppi diversi

Genova: Dirigente Gruppo Privato Commercio e Finanza – Consigliere di Amministrazione Ente Fiera di Genova e di Genova Parcheggi SpA. Bologna: Consulente Sisplan. Milano: Consulente Finanziaria Lazender – Amministratore Delegato Esterimprese SpA, Gruppo Banco di Sicilia. Torino: fondatore, azionista di maggioranza e Presidente Parsital SpA, joint venture italo iraniana.

Gruppo IRI STET

  • Banca Commerciale Italiana, in molte filiali e in Direzione Centrale a Milano.
  • Responsabile Finanza Italia Stet Società Finanziaria telefonica per Azioni, Torino.
  • Direttore Amministrazione Finanza e Controllo Siemens Data Spa, Milano.
  • Responsabile Finanza Raggruppamento Italtel, Milano.
  • Procuratore di Dataleasing (con Mediobanca), Milano.

In Regione Trentino Alto Adige

Passo del Tonale
– Fondatore e Presidente A.U. della Carosello Tonale SpA, a ristrutturazione e salvataggio dell’economia impiantistica trentina.

Bolzano
– Azionista e Consigliere di Amministrazione di ATT3 Alptrasfer Consulting Geie EWIV, Gruppo Economico di Interesse Europeo per il traforo del Brennero.

Trento
– Direttore ISA SpA, Istituto Atesino di Sviluppo.
– Vice Direttore Generale Marangoni Holding SpA.
– Vicepresidente Interporto SpA.
– Consulente Sodalia SpA.
– Consigliere di Amministrazione Credito Fondiario TAA; Caritro Servizi Finanziari SpA; Iste SpA;  Energeco SpA.

Rovereto
– Azionista promotore, fondatore e Amministratore Delegato di S&P, Sistema & Progetto Engineering SpA.
– Amministratore Unico Sitos Srl.

Riva del Garda
– Presidente, Amministratore Delegato, Direttore APM Altogarda Parcheggi e Mobilità SpA;
– Consigliere di Amministrazione di Aipark, Associazione Nazionale Imprese della Mobilità.

Autore di articoli e saggi in materia di privatizzazioni, economia mista, mobilità, finanza, banking, organizzazione aziendale, turismo e, con il contributo di Gianluigi De Marchi, nel marzo 2020 autore del libro: “Ricostruire la finanza – Riflessioni e proposte sull’emergenza”. In pensione dal settembre 2009, si occupa attivamente di volontariato e di associazioni culturali, artistiche, sportive e politiche, fra cui:

  • Riva del Garda
    • Presidente Probiviri Fraglia Vela Riva.
    • Tesoriere Associazione Amici della Musica.
  • Trento
    • Gruppi di lettura dei classici (Maria Lia Guardini) e Librincontri (Mirna Moretti).
    • Gruppo teatrale amatoriale “l’Allegra Compagnia dei Guitti”;
    • Fiab Federazione Italiana Amici della Bicicletta.
    • Vicepresidente Accademia delle Muse.
    • Presidente Associazione Restart Trentino.
    • Coordinatore del Gruppo di Lavoro “Trento intraprendente” di Trento Viva.

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Il simbolo da votare? Eccolo:
“+ TRENTO VIVA”

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LA MIA CAMPAGNA ELETTORALE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 9 Luglio, 2020 @ 6:20 am

Detto altrimenti: il mio apporto alla città      (post 3950)

(post elettorale n. 4 – V. anche i 3 precedenti)

Alle prossime comunali grazie se votate la lista +TRENTOVIVA a sostegno del candidato sindaco FRANCO IANESELLI, e grazie se indicate le tre preferenze ROBERTO SANI, ELISABETTA ZANELLA, RICCARDO LUCATTI

Il sociale, l’intraprendenza, la cultura urbana: i tre gruppi di idee e di azioni del nostro programma elettorale, il programma di “+ TRENTO VIVA” gruppo in appoggio al candidato sindaco Franco Ianeselli, nato dalla collaborazione fra “+ Europa” e “Italia Viva Trento”. Io ho lavorato una vita quale top manager e i contributi che io posso dare alla città, ove eletto, vanno in quella stessa direzione, direzione che sto già percorrendo all’intento del nostro partito quale Coordinatore del Gruppo di Lavoro Finanza ed Economia Mista, diventato ora Gruppo di Lavoro Trento Intraprendente.

1 – Il primo dei miei obiettivi oggetto della mia campagna elettorale è l’inserimento del progetto Funivia del Bondone all’interno di un progetto molto più ampio, e cioè quello che prevede di

Tirolo docet!
  • avviare una sua riformulazione formale secondo le migliori tecniche aziendali dei general management;
  • farne l’anello cardine e promotore di Trento Capitale di Bikeland, valorizzatrice del nuovo prodotto turistico “il dislivello” anche in estate, attivando un progetto provinciale e possibilmente regionale del tipo Tirol Bike safari, mettendo in rete funivie e piste ciclabili montane e di valle;
  • attivare nuovi strumenti di finanziamento, quali i BOC-Buoni ordinari Comunali sottoscrivibili da chiunque: residenti, turisti. Senza escludere l’emissione di BOP-Buoni Ordinari Provinciali;
  • operare attraverso una SpA di scopo mista pubblico privata;
  • capitalizzare questa Spa anche con il contributo proveniente da Bolzano e in contropartita conferire Trentino Mobilità per bilanciare quell’apporto.

2 – Un secondo punto del mio programma è quello cercare di trasferire all’interno di tutte le SpA partecipate dal Comune le migliori tecniche aziendali private di programmazione, gestionali e di controllo.

3 – Il terzo contributo che vorrò dare è il rafforzamento intermodale di Trento, ora che il Ministero delle Infrastrutture ha inserito la A31-Autostrada Valdastico nord fra le OOPP prioritarie.

4 – Il mio quarto obiettivo è quello di sensibilizzare gli Enti Pubblici di livello “superiore” a contribuire allo sviluppo di progetti che nascono “comunali” ma che non possono restare “solo” tali, nel senso che la Città di Trento, rispetto al “Centro Provincia di Trento”, rappresenta la “periferia” in assoluto più ricca di concentrazione di pensiero, di esperienze dirette, di rapporto diretto con i cittadini.

5 – Quinto obiettivo del mio programma: lanciare il concorso permanente “Trento bella”, coinvolgendo direttamente i cittadini, sul presupposto che la “bellezza” si vive e  si vende e genera qualità della vita e ricchezza economica.

6 – Il mio ultimo obiettivo non è economico-finanziario, bensì sociale: il riconoscimento delle Persone bisognose ma letteralmente e sostanzialmente “invisibili” ai servizi sociali.

E’ su queste basi che chiedo il voto a chi mi legge.

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IO CANDIDATO PERCHE’ …

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 8 Luglio, 2020 @ 6:30 am

Detto altrimenti: quel “perché” non seguito da un punto interrogativo     (post 3949)

(post elettorale n. 3 – V. anche i 2 precedenti)

Alle prossime comunali grazie se votate la lista +TRENTOVIVA a sostegno del candidato sindaco FRANCO IANESELLI, e grazie se indicate le tre preferenze ROBERTO SANI, ELISABETTA ZANELLA, RICCARDO LUCATTI

Ianeselli Sindaco

… io candidato alle prossime “comunali” perché nel luogo istituzionale più vicino alla persona, il Comune, a buona ragione può e deve nascere un pensiero che coinvolga tutti gli enti “superiori”, se non altro perché ogni decisione, per quanto “in alto” possa essere presa, alla fine produce effetti che ricadono sulle persone “del Comune”.

… io candidato alle prossime “comunali” perchè voglio sostenere il candidato sindaco Franco Ianeselli

… io candidato alle prossime “comunali” perché ho deciso di provare a lasciare in eredità agli Altri, ed in particolare alle generazioni più giovani, ciò che ho appreso da una numerosa serie di esperienze di lavoro e quindi anche di vita di alto livello. E non mi riferisco al livello della posizione ricoperta – che pure c’era – ma all’alto livello della complessità dei problemi con i quali ho dovuto confrontarmi…

Tirol Bike Safari: basta copiare!

Un esempio: quando si discute di come realizzare la funivia Trento-Bondone, mi sforzo innanzi tutto di trasformare il progetto in una funivia Bondone-Trento, nel senso che serva a portare la montagna in città e non viceversa. Ancora: insisto a che la struttura sia inserita in una progettazione di più ampio raggio, ovvero all’interno di un progetto che preveda la valorizzazione del prodotto turistico “dislivello” anche in estate (ampliamento del raggio temporale); anche in rapporto ad analoghi progetti del Sud Tirolo (ampliamento geografico); anche oltre una visione economica locale (ampliamento economico); anche oltre le consuete fonti di copertura del fabbisogno finanziario (ampliamento finanziario); anche oltre una gestione semplicemente propria, bensì unita a quella delle altre attività della mobilità, quale quella di Trentino Mobilità (ampliamento gestionale); anche oltre la critica che mi viene mossa, nel senso “si tratta di un progetto ambizioso ma molto complesso …” (ampliamento manageriale).

Altro esempio: il completamento dell’autostrada della Valdastico. Io non sono un ambientalista in senso stretto nel senso che non sono iscritto ad alcun partito verde, ma sono molto sensibile ai valori dlla natura. Ad esempio: sono contrario alla caccia indiscriminata; al consumo indiscriminato delle risorse naturali; vado in barca a vela non a motore; vado in bicicletta e non in motocicletta; mi sto battendo contro uno scempio ambientare lungo la sponda del lago di Cavedine; sono un ex istruttore sezionale di alpinismo; sono un ex campeggiatore (con tenda) anche fuori camping. Tuttavia prendo atto che certi interventi infrastrutturali sono necessari, come la Torino – Lione;  il traforo del Brennero; il completamento dell’autostrada Valdastico.

La Torino-Lione è solo una breve tratta di un percorso irrinunciabile, che dal Portogallo raggiunge l’est europeo, e come tale va valutata e realizzata.

Il traforo del Brennero. Proprio perché sono “anche” ambientalista, sono stato azionista e membro del Consiglio di Amministrazione del GEIE Gruppo Economico privato di Interesse Europeo   ATT3 Alptransfer Consulting Ewiv, Bolzano, (di cui al post del 10 maggio 2013, tag: geie del brennero) che aveva progettato e proposto un tunnel a tre canne unidirezionali per soli treni merci teleguidati, lasciando i treni passeggeri sul percorso attuale rimodernato, perché da parte dei passeggeri è preferibile godere dei paesaggi che si presentano durante il viaggio e non subire lo stress di un passaggio in un tunnel lungo 50 km; a loro non interessa arrivare a Innsbruck 50 minuti prima;  perché la costruzione delle canne unidirezionali è molto più rapida ed economica; perché alle merci non interessa arrivare prima bensì in orario; perché è pericoloso fare viaggiare sugli stessi binari treni veloci (passeggeri) e treni lenti (merci); perché i “nostri” treni merci avrebbero viaggiato guidati da telecomandi; perché nelle canne unidirezionali non è necessario installare sistemi di ricambio d’aria; etc.

La “famigerata” Valdastico. Distrugge una valle, mi si dice. Eppure molti tratti sarebbero in galleria. Eppure è scientificamente dimostrato che una rete ben strutturata non aumenta il traffico ma lo distribuisce fluidificandolo; perché … e non continuo con le motivazioni a favore, a fronte delle quali ve sono anche molte contrarie. Quello che non viene considerato dagli oppositori tout court è che la soluzione è necessariamente un compromesso fra i pro e i contro. Non si tratta infatti di vedere se devono vincere i favorevoli o i contrari, ma di valutare quali sarebbero le conseguenze positive e negative – nel tempo – sia sull’ambiente che sull’economia locale e come l’opera si inserisca o meno in ambiti ben più ampi, quale, ad esempio, l’aumento delle merci in arrivo ai porti dell’Adriatico dall’oriente e destinate al centro-nord Europa, merci che devono “fare intermodalità” due volte: 1)  nave- gomma (a Trieste o a Mestre) e 2) gomma-Treno a Verona oppure, se la Valdastico esistesse, anche a Rovereto/Trento, con le inerenti ricadute occupazionali e di potere di governo sui fatti che influiscono sulla gestione del territorio. Per non  parlare della fluidificazione autostradale del traffico leggero e dell’aumento del turismo.

Ecco, per questo post mi fermo qui, con una conclusione: non possiamo essere solo persone di soli principi del tipo “La Valdastico si fa/non su fa perché …” in quanto essere solo persone di soli principi (“la Valdastico NON si fa”) conduce  all’ etica dei principi cioè all’integralismo; essere solo persone di soli (altri) principi (“la Valdastico si fa”) conduce all’ etica del risultato cioè al cinismo. Occorre invece valutare tutti gli aspetti dell’opera e tutte le sue interrelazioni con le altre opere e situazioni circostanti. Da taluno si dice: “Esiste un comitato contrario, faremo un  referendum …”. Ben vengano i comitati d’ogni tipo, in quanto sono l’espressione della partecipazione, e “libertà è partecipazione”. Quanto al referendum popolare, io sono contrario alla democrazia diretta, perché quel “diretta” è il participio passato di un verbo della seconda coniugazione ed ha sempre significato passivo: orchestra diretta da …; riunione diretta da …; treno diretto da …; direzione aziendale diretta da …; democrazia diretta da .... Sono invece strenuo difensore della democrazia vera, cioè parlamentare statale o provinciale che sia.

E quando taluno mi accusa che difendendo la Valdastico io sarei schierato con l’attuale giunta provinciale, trovi costui un partito, una giunta, un governo nel quale egli possa  identificarsi o non identificarsi completamente. Infatti queste “identificazioni complete” ci sono state nella storia, ma sono state obbligatorie e si sono chiamate comunismo, fascismo, nazismo. Volontarie sono state invece le “opposizioni complete” a quei regimi. Ma questa e un’altra storia e comunque sia chiaro: io NON condivido l’attuale governo della Provincia Autonoma di Trento, anche se – per caso – vi può essere una coincidenza di vedute su un tema specifico.

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TIR- TITOLI IRREDIMIBILI DI RENDITA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 5 Luglio, 2020 @ 5:36 am

(v. post elettorale n 1, precedente)

Detto altrimenti: tanto tuonò che piovve!      (post elettorale n. 2, n. 3946)

Alle prossime comunali grazie se votate la lista +TRENTOVIVA a sostegno del candidato sindaco FRANCO IANESELLI, e grazie se indicate le tre preferenze ROBERTO SANI, ELISABETTA ZANELLA, RICCARDO LUCATTI

Io, candidato alle prossime “comunali” perchè voglio sostenere il candidato sindaco Franco Ianeselli.

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Da mesi, da parte di aderenti al nostro gruppo Trento Viva (v. il libro di Riccardo Lucatti al quale ha collaborato Gianluigi De Marchi : “Ricostruire la Finanza – Riflessioni e proposte per l’emergenza”) è stata lanciata l’idea che enti pubblici di ogni livello, locale, statale e UE possano ridare vita ad emissioni di Titoli Irredimibili di Rendita e non di Debito, sottoscrivibili da chiunque, con un rendimento rivedibile ad un  livello interessante, cioè ad un livello superiore a quello riservato ai BOC – Buoni Ordinario Comunali, i quali possono fruttare fino ad un punto oltre i titoli redimibili dello Stato. Fiscalmente i TIR dovrebbero essere soggetti ad una tassazione pari a quella oggi riservata ai BOC (12,50%).

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Su questa scia da parte di alcune forze politiche sono emerse alcune proposte a nostro avviso assolutamente non condivisibili, quale quella di emettere titoli irredimibili riservati a sottoscrittori italiani (“patriottici”) ed esentasse. Simili emissioni scontenterebbero i sottoscrittori stranieri, ridurrebbero il flusso dei sottoscrittori e, all’interno del paese, tenderebbero a prosciugare i conti correnti bancari mettendo in crisi il nostro sistema bancario.

Sull’argomento – fra le tante – sui TIR sono emerse altre due considerazioni: una – contraria – da parte di Maria Cammarata su la Voce del 23 giugno, che avverte che “secondo lo schema contabile UE ESA par. 5.90 e 5.96, questo titoli sono da considerarsi di debito” e quindi se emessi ad esempio in sostituzione volontaria di tranche di titoli redimibili, non comporterebbero la diminuzione del livello dell’indebitamento pubblico.

L’altra – favorevole – da parte dell’ ex ministro Tria che sul Foglio del 4 luglio  afferma come  “sia arrivato il momento di cambiare il modello stesso di finanziamento della spesa pubblica, basato esclusivamente sul debito … e che occorra che i cittadini entrino in partecipazione con lo stato per finanziarne l’attività … sottoscrivendo titoli irredimibili con cedole indicizzate al PIL nominale  invece che a tassi di rendimento fissi”.

Al che ci permettiamo di rispondere

– ad entrambi, che siamo lieti che la nostra iniziativa abbia aperto il dibattito su una tecnica che sembrava sopita ma che invece oggi merita la massima attenzione.
– A Maria Cammarata che panta rei, tutto scorre, e che se de iure condito questi titoli sarebbero di debito, nulla vieta che de iure condendo, alla luce delle nuove emergenze e necessità, possano ben essere riclassificati per quello che sono, cioè per un non-debito, trattandosi tecnicamente di uno swap finanziario: l’investitore riceve una rendita maggiore e in cambio concede che il capitale non sia recuperabile da parte dell’Ente pubblico emittente, bensì dal mercato, anche borsistico.
– All’ex Ministro Tria: noi stessi abbiamo sempre pensato a rendimenti rivedibili, quindi su questo principio siamo assolutamente d’accordo: il rendimento deve rimanere interessante nel tempo per entrambe le parti in causa.

La nostra conclusione? Che si dovrebbe proporre all’UE la modifica della classificazione ESA ed iniziare comunque ad emettere gradualmente  TIR-Titoli Irredimibili di Rendita sottoscrivibili da investitori italiani ed esteri, in sostituzione volontaria delle tranche di titoli di debito in scadenza, ad un rendimento rivedibile, parametrato ad un indice previsto in crescita.

Condividiamo poi totalmente il concetto sottolineato da Tria, e cioè che i cittadini – detentori di una ricchezza finanziaria tripla rispetto al nostro debito pubblico – debbano iniziare a “entrare in partecipazione con lo Stato …” senza bisogno di ricorrere ad alcuna patrimoniale, aggiungiamo noi.Infatti, il nostro Gruppo di Lavoro “Trento Intraprendente” sta elaborando la proposta di emissione di BOC da parte della città di Trento e/o di BOP – Buoni Ordinari Provinciali (da parte della Provincia) secondo la previsione dell’attuale L. 23.12.1994 n. 724 art. 35. con obbligazioni convertibili in azioni della costituenda SpA di scopo per la realizzazione della Funivia Trento-Bondone.

Riccardo Lucatti – Gianni Jacucci

Gianni Jacucci, Roma 1943, laureato in Fisica nel 1967 con 110 e lode presso l’Istituto Guglielmo Marconi dell’Universita’ degli Studi di Roma, ricercatore del CNR dal 1971 al 1986, con esperienza all’Università di Parigi e di Urbana Illinois USA, professore ordinario presso la Universita’ degli Studi di Trento dal 1986 al 2009, prima a Scienze cattedra in Fisica, poi a Ingegneria cattedra in Informatica, poi a Sociologia cattedra in Organizzazione; a Trento ha fondato assieme a colleghi il Laboratorio di Ingegneria Informatica, il Diploma Universitario in Ingegneria Informatica, la Laurea Specialistica in Lavoro Organizzazione e Sistemi Informativi, il Dottorato Internazionale in Information Systems and Organizations; ha coordinato e partecipato ad una ventina di progetti europei di ricerca ed altrettanti corsi di formazione del fondo sociale europeo; ha istituito e gestito per una decina d’anni uno sportello tecnologico per le imprese; ha pubblicato un centinaio di articoli su riviste specializzate; attualmente a riposo dall’Universita’, tiene tuttora un corso presso Scienze Cognitive a Rovereto, sull’Intervento organizzativo per l’adozione dei sistemi socio tecnici.

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LA MIA PRIMA VOLTA DA CANDIDATO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 2 Luglio, 2020 @ 10:54 am

Detto altrimenti: questo èil mio post elettorale n. 1 – ne seguono altri (post 3945)

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Alle prossime comunali grazie se votate la lista +TRENTOVIVA a sostegno del candidato sindaco FRANCO IANESELLI, e grazie se indicate le tre preferenze ROBERTO SANI, ELISABETTA ZANELLA, RICCARDO LUCATTI

Buongiorno amiche ed amici, ho deciso di candidarmi alle prossime elezioni comunali di Trento a fine settembre,perché
– desidero fornire alla comunità e ai giovani il contributo di esperienza di una vita spesa come top manager;
– voglio sostenere il candidato sindaco Franco Ianeselli.

La lista alla quale ho aderito  è “+ Trento Viva”, che raggruppa “Trento Viva” e “+ Europa” perché

  • localmente  fa riferimento ad una persona che ho visto impegnarsi per anni per il bene comune e con la quale ho “lavorato” per anni, oggi Sen.ce Donatella Conzatti;
  • a livello statale, fa capo ad una persona che ha fermato la marcia sovranista;
  • sono un europeista convinto;
  • il mio gruppo di appartenenza non mi ha mai chiesto di rinunciare alle mie idee: io sono un uomo libero;  “liberta è partecipazione”; quindi partecipo.

Le mie idee

  • sono laico (pluralista): accetto e rispetto le idee di tutti, purchè democratiche;
  • la democrazia in cui credo non è il potere dittatoriale di un moderno “democrator” (che due millenni fa esercitava il potere sul popolo), né lo strapotere del popolo (delle reti) al di fuori di una democrazia parlamentare;
  • sono contrario all’etica dei principi che conduce all’integralismo, come pure all’etica del risultato che conduce al cinismo;
  • sono favorevole ai compromessi virtuosi, quelli che per secoli hanno fatto la Storia;
  • sono contrario allo statalismo ed al liberismo sfrenati;
  • combatto la retorica strumentale, la demagogia, il populismo, il sovranismo;
  • sono favorevole al liberismo sociale, ovvero ad uno sviluppo che coinvolga e responsabilizzi il privato in un’ottica del superamento del semplice utile economico, bensì mirato al raggiungimento dell’utile sociale;
  • fornirò il mio contributo sulla base della mia esperienza umana e professionale, per avvicinare il settore pubblico e privato alla metodologia stile Adriano Olivetti – Pierluigi Celli e per trasformare la finanza e l’economia pubblica e privata in una finanza ed economia mista e soprattutto umana;
  • cerco di diffondere la cultura del potere unito sempre alla responsabilità;
  • da 40 anni credo e combatto in favore dell’Idea Europa, oggi più che mai indispensabile per essere uno degli Attori del mondo;
  • da anni opero nel sociale e pongo la Persona al di sopra di ogni altro valore;
  • sul lavoro, sono convinto che le persone si conoscano dalla loro storia più che dal loro curriculum, e che il primo fattore della produzione non sia il capitale né il lavoro, bensì la motivazione del lavoratore;
  • sono impegnato per la parità di genere;
  • difendo la natura e la bellezza;
  • dalla politica del futuro e del gerundio (farò, sto facendo) voglio che si passi alla Politica del presente e del passato prossimo (faccio, ho fatto);
  • mi batto per un linguaggio politico e di governo comprensibile da tutti e per una comunicazione per dati raggruppati e soprattutto significativi;
  • credo che l’ordine delle priorità debba essere costantemente aggiornato;
  • sono contrario alle “gestioni separate” degli investimenti, cioè a mantenere garantiti a certe specifiche destinazioni ricchi finanziamenti pluriennali a prescindere dal cambio delle priorità e dalla rarefazione delle risorse finanziarie..
Riccardo (classe ’44) A colloquio con Alexander Schuster (“classe” 42 anni di età!) di “+ Europa”: generazioni a confronto

Dice … ma votare chi? Ecco la mia storia: Genova 3 febbraio 1944, laurea in legge, sposato con Maria Teresa, due figli, tre spledide nipotine . Già istruttore sezionale di alpinismo, Sottotenente (ora Tenente!) nella Brigata Alpina Tridentina. Dirigente d’azienda a trent’anni, ho operato come top manager in aziende pubbliche e private, italiane, estere e trentine, industriali, commerciali, di servizi, ingegneristiche e finanziarie. Attualmente in pensione, sono attivo in associazioni sportive, culturali e del sociale. Sono Presidente dell’Associazione Restart Trentino; partecipo a gruppi di lettura, pratico la vela agonistica, lo sci da discesa, tanta bicicletta e sono un blogger instancabile. Amo i fiori e gli animali. Abito a Trento in Viale Trieste 13, scala D, terzo piano tel. e fax 0461 982454 – cell. 335 54875116 – riccardo.lucatti@hotmail.it – Presto aprirò un mio profilo su FB.

Dice … ma votare cosa? sì a Trento Funivia del Bondone, da realizzarsi con una SpA mista pubblico-privata, inserita in un progetto che faccia di Trento capoluogo Bikeland; sì a Trento città della Bellezza; sì a Trento sempre più intermodale, con una Valdastico completata ; sì a Trento Autonomia, che decida in prprio sugli investimenti su Trento; sì a Trento capitale del Concilio di ieri e Trento conciliatrice delle diversità di oggi; sì a Trento sociale accogliente verso tutti; sì a Trento cultura, città nella quale la scuola non dia solo capacità ma anche conoscenza; sì a Trento attraente per i giovani e assistente per gli anziani; sì a Trento anello interculturale fra nord e sud; sì a Trento città UE; sì a Trento parità di genere; sì a Trento little but great; sì a Trento “finanziaria”.

Per chiarimenti telefonatemi al 335 5487516 o scrivetemi a riccardo.lucatti@hotmail.it – A mia volta, per quanto possibile, cercherò di contattarvi io stesso singolarmente. Se condividete le mie idee, vi chiedo di votarmi. In ogni caso, parliamone. Molto presto aprirò un profilo su FB. Vi ringrazio.

Trento “finanziaria”, un approfondimento: oggi ho spedito questo mio intervento ad un quotidiano locale …

TITOLI DI DEBITO O DI RENDITA

Sono balzati recentemente alla ribalta i BOC-Buoni Ordinari Comunali e i Titoli Irredimibili di Rendita. Parliamone un po’. I BOC sono titoli di debito – ovvero redimibili – emessi dal Comune secondo l’art. 35 della L. 724 del 23.12.94 con durata non inferiore a cinque anni, il cui ricavato è utilizzabile solo per investimenti, aventi un rendimento per l’investitore fino ad 1 punto superiore al rendimento dei titoli di debito di Stato (quindi oggi potrebbero rendere 3,4%) ed un regime fiscale ridotto al 12,50%. Questi titoli sono convertibili nelle azioni delle società di scopo pubblico-private create per la realizzazione dei relativi investimenti. Questo strumento sarà oggetto della mia proposta quale candidato di Trento Viva alle prossime elezioni comunali, in quanto tende a trasformare il capitale privato degli investitori da capitale di credito in capitale di rischio, cioè in azioni di SpA e a convogliare le risorse finanziarie private raccolte dal settore pubblico verso investimenti anzichè verso la spesa corrente di geestione.

In parallelo si è molto discusso di un’altra caratteristica dei titoli pubblici, ovvero della loro possibile irredimibilità: sono titoli irredimibili quelli rispetto ai quali l’Ente emittente è impegnato solo al pagamento degli interessi ma non alla restituzione del capitale, mantenendo l’opzione al loro riscatto. Si tratta di uno swap, uno scambio: l’investitore riceve un rendimento maggiore (oggi potrebbe essere intorno al 4%, con formula rivedibile ad esempio ogni 5 anni) e in cambio concede che il rimborso del capitale non gli sia dovuto dall’ente emittente bensì dalla vendita dei suoi titoli nella borsa valori. Sono evidenti i vantaggi per le due parti in causa: l’una riceve una rendita maggiore; l’altra non è tenuta ai rilevanti esborsi in linea capitale ed inoltre può annoverare queste emissioni al di fuori del computo del livello del proprio indebitamento. I TIR-Titoli Irredimibili Rendita potrebbero iniziare ad essere emessi in Italia gradualmente, in sostituzione volontaria delle tranche di titoli redimibili in scadenza. Successivamente nuove emissioni potrebbero essere collocate tramite le banche, le quali percepirebbero una loro commissione ma soprattutto – contribuendo ad avviare la trattazione in borsa dei titoli in questione – si “sdebiterebbero” verso il sistema pubblico degli aiuti ricevuti a sanatoria della loro mala finanza del recente passato.

Recentemente su questa idea, riportata all’attenzione da un libro di Riccardo Lucatti, al quale ha collaborato Gianluigi De Marchi “Ricostruire la Finanza – Riflessioni e proposte sull’emergenza”, si è inserita la proposta di far emettere dallo Stato Titoli prima a lunga scadenza (quindi redimibili) poi senza scadenza (irredimibili) con due particolarità: riservati agli investitori italiani (“patriottici”) ed esentasse. Al che osservo quanto segue:

  • escludere gli investitori stranieri significherebbe rinunciare ad un importante flusso di investimenti esteri, e “scontentare” chi da anni e per anni ha contribuito al buon esito delle aste dei nostri titoli pubblici di debito; inoltre significa scavare un solco fra l’Italia e l’UE con una finanza che divide anzichè colmarlo con una finanza che unisce;
  • se poi queste emissioni riservate fossero per di più esentate da ogni forma di tassazione, esse attrarrebbero a sé i depositi bancari, mettendo in crisi il nostro sistema bancario.

A livello UE, ove questi titoli Rendita a livello UE fossero emessi anche solo da una parte degli stati, essi attrarrebbero a se’ gli investimenti della finanza privata anche degli stati non partecipanti all’emissione. Sarebbero quindi uno stimolo all’emissione di Bond UE (Irredimibili) da parte di tutti i paesi UE.

La conclusione: di ogni iniziativa occorre aver chiaro l’obiettivo dell’agire e la ratio, ovvero la ragione dell’agire. L’obiettivo è procurare agli Enti pubblici il denaro necessario alla realizzazione degli investimenti necessari a riconvertire lo sviluppo verso il nuovo modello che ci è imposto “anche” dal dopo pandemia, diminuendo al contempo il prprio debito; la ratio che induce ad utilizzare questi strumenti è l’opportunità di attivare l’enorme disponibilità finanziaria privata (in Italia tre volte superiore al livello del debito pubblico!) verso scopi pubblici senza imporre alcuna tassa patrimoniale, bensì su base volontaria e la necessità di avvicinarci sempre di più all’UE anziché prenderne le distanze.

Finisce

Al momento di andare in stampa di apprende …

Nato nel 1971, non ha potuto vivere il tempo della “lira funesta che infiniti addusse lutti agl’Italiani!

… che il sindaco di Verona starebbe per lanciare un referendum per “l’uscita della città dall’UE”. Al riguardo ricordo a tutte e a tutti cosa successe alla nostra lira negli anni ’70, dopo la cessazione degli accordi di Bretton Woods del 1945 che avevano istituito il sistema dei cambi fissi. Fino ad allora, il dollaro USA era agganciato all’oro (35 USDollari l’oncia e un dollaro ci costava 625 lire. Da quel monento in Italia ci fu una forte svalutazione; una rigida stretta creditizia e valutaria; i tassi bancari nominali supoerarono il 25% (costo effettivo annuo anche oltre il 35%); gli importatori dovevano pagare le loro importazioni obbligatoriamente a debito di conti di finanziamento in divisa estera e versare a Bankitalia in un conto infruttifero bloccato per sei mesi la metà di quegli importi. Ma … già, nel 1970 molti dei politici sovranisti attuali non erano ancora nati. Evvabbè, chissà che leggendo queste righe, non ci riflettano un po’ …

Nel frattempo, ci siamo incontrato con il “nostro” candidato sibdaco Franco Ianeselli. Così commenta il Dolomiti:

TRENTO. Mentre la destra ancora litiga sul tenere o meno come candidato sindaco Alessandro Baracetti e sono sempre più insistenti le voci che vedrebbero l’avvocato, sul quale aveva puntato Bisesti a inizio anno, scaricato anche dalla stessa Lega (comunque andrà a finire questa vicenda è stata davvero una brutta pagina di politica con una persona messa in discussione per mesi e ”colpita” ai fianchi da quelli che sarebbero dovuti essere i suoi stessi sostenitori) il centrosinistra prosegue il suo percorso per costruire un programma chiaro e condiviso da tutta la coalizione. 

Schuster, Sani, Ianeselli

E così ieri sera il candidato sindaco Franco Ianeselli ha incontrato i candidati di  +Trento Viva che gli ha consegnato il suo programma e spiegato principi e speranze. ”La nostra è una casa giovane, innovativa, femminista e attenta all’ambiente si legge nel documento stilato dal movimento – dove si lanciano idee per la città di Trento, la Provincia di Trento, il nostro stare in Europa nel prossimo decennio. Per una politica viva, fatta di passioni e di partecipazione. Donne e uomini devono avere in concreto eguali diritti e medesimi doveri. Per questo motivo ci vogliamo impegnare a promuovere costantemente sia i diritti delle donne che dei giovani nel lavoro, nella vita sociale e nella partecipazione politica. Ogni nostro organismo politico è costruito sul principio sia della parità di genere che di generazione”. 

‘Vogliamo – proseguono – che i giovani siano protagonisti delle scelte fondamentali del paese. Sentiamo la responsabilità di un patto tra generazioni. I nostri punti di riferimento sono la Costituzione repubblicana e antifascista, la Carta dei Diritti fondamentali dell’UE, la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e la consapevolezza scientifica della crisi climatica che sta sconvolgendo il pianeta. Poniamo, quindi, la persona al centro della nostra azione politica. Ci ispiriamo a un umanesimo integrale, fondato su rispetto, giustizia e uguaglianza e valorizzazione delle diversità. L’inviolabilità dell’identità, la tutela dei dati personali e la dignità delle persone sono il fondamento del patto di cittadinanza. Crediamo nel principio di solidarietà: nessuno deve rimanere solo di fronte alle sfide della vita e tutti devono poter sviluppare il proprio potenziale umano, valorizzando i meriti e garantendo pari opportunità”. 

Io sono fuori campo, ma a sinsitra quella mezza birra e la pizza che fanno capolino sono le mie!

+Trento Viva prosegue spiegando che l’impegno è quello di realizzare in concreto questi principi soprattutto per chi è più svantaggiato, a partire dalle persone con disabilità e da quelle che non si riconoscono nei canoni e nei ruoli della famiglia “tradizionale”, consapevoli che ciò è garanzia della piena cittadinanza per tutte e tutti. ”Non rinunceremo mai a difendere lo stato liberale – continuano – garante delle libertà di tutti e di ciascuno: stato laico, inclusivo e fondato sulla divisione dei poteri. Ci sentiamo parte di una comunità in cui i diritti vanno sempre associati ai doveri, nel solco dello spirito costituzionale. Responsabilità e impegno sono valori irrinunciabili. Ciascuno di noi deve contribuire al bene comune secondo le proprie possibilità e capacità. Sosteniamo l’innovazione, promuovendo l’adeguamento costante delle competenze individuali e proteggendo le persone con un sistema di welfare generativo, che aiuti gli individui e le famiglie, investa sulle nuove generazioni e dia sicurezze ai più indifesi, per una società solida e solidale. Crediamo nel valore dell’impegno solidaristico e nel principio di sussidiarietà. Contrastiamo il nazionalismo, il sovranismo, il protezionismo, l’assistenzialismo, la paura dell’altro”.

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