PLURIPOST

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 30 Ottobre, 2026 @ 5:43 am

1 – Violenze di teppisti (da condannare!) e reazione delle forze dell’ordine? Occorre indagare e agire sulle cause. Scuola Diaz, ICI USA, Milano: si va contro lo stato di diritto. Per Milano, oscurano ed ostacolano la libertà di manifestare pacificamente.

2 – Ghiacciai trentini e DE- Dolomiti Energia.
Cara Provincia ti scrivo. I nostri ghiacciai sono in via di estinzione: ragione di più per trattenere il controllo di Dolomiti Energia: la Provincia trasferisca ai Comuni la finanza necessaria a costituire una loro Srl che sottoscriva l’aumento di capitale della società. DE deve restare trentina. Altro che quotarla in borsa e subire una OPA da parte dei giganti del settore che sposterebbe gli utili da investimenti locali ad altre destinazioni.

3 – Sanità trentina intramoenia
Cara Provincia ti scrivo. IlT oggi pubblica i redditi pubblici e privati dei medici. Il limite % dell’inframoenia deve essere calcolato singolarmente su ciascun medico e non rispetto al reparto/settore o altro agglomerato.

4 – Caporalato
Cara Provincia ti scrivo. Il quotidiano ilT di oggi informa su un gravissimo episodio di caporalato/schiavismo . Il caporale acquista auto, moto e ristoranti. Da anni! Come pagava? E l’imprenditore agricolo, quanto ha “guadagnato”? Occorre un esame su tutta la Provincia/Regione/Italia. Il caporalato/schiavismo in Trentino è anche conseguenza della non-politica di accoglienza e formazione della Provincia. Altro che CPR!

5 – Utilizzo della forte liquidità della Provincia.
Cara Provincia ti scrivo. Innanzi tutto la liquidità miliardaria va utilizzata per quanto sub 2) e sub 3). Non devono trarci in inganno le elargizioncine a pioggierella di €200.000 (Lavis) o di 23 milioni (Borgo Valsugana).

Riccardo Lucatti – Italia Viva – SiTrento – Trento

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STET SPA; PAT.

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 27 Ottobre, 2026 @ 8:42 am

STET Società Finanziaria Telefonica per Azioni (Gruppo IRI) – Telecomunicazioni ed elettronica (civile e militare): la finanziaria più grande dell’intero paese. Negli anni ’70 per un quinquennio sono stato il responsabile della Finanza Italia, cioè trattavo direttamente con il top di tutte le banche presenti in Italia. Fra l’altro inventai il sistema di controllo del rischio di cambio del gruppo e la conciliazione del denaro a breve con quello a medio lungo termine. La STET possedeva società molto grandi (la maggiore era la SIP) e via via di dimensioni gradualmente più ridotte: Elsag (Genova); Italtel (Milano); Selenia (Roma); etc. fino alla più piccola: Cselt (Torino).
Nei confronto della SIP (P, AD, Dg: Ing. Perrone) operavamo come finanziaria operativa nel senso che le procuravamo la copertura finanziaria dei suoi programmi e investimenti. Dal punto di vista organizzativo, progettuale, della pianificazione, operativo etc, la SIP era totalmente libera e autonoma.

PAT Provincia Autonoma di Trento. Nei confronti del suo maggior Comune, la Città Capoluogo Trento, dovrebbe fare come la STET faceva verso la SIP.
E invece …-
– ritardi della Trentino Trasporti (SpA della Provincia) nella formazione del personale che consenta l’attivazione di una nuova opera pubblica (l’ascensore per Mesiano) appena realizzata dal Comune di Trento;
– ripensamenti della Provincia circa l’avvio della nuova stazione di bus di Trentino Trasporti, opera realizzata nel Comune di Trento con fondi del PNRR (il Sindaco di Trento è contrario a due capolinea);
– il ponte di Ravina sul territorio del Comune di Trento: realizzato dalla Provincia;- l’area Music Arena sul territorio del Comune di Trento: organizzata e gestita dalla Provincia;
– l’utilizzo delle aree ex militari sul territorio del Comune di Trento: chi ne tratta la destinazione con lo Stato?
– Il traffico urbano (con le fortissime punte dei pendolari “metropolitani”) nel territorio del Comune di Trento: gestito da una società della Provincia;
– le espropriazioni e i risarcimenti per le demolizioni sul territorio del Comune di Trento a causa dell’interramento della ferrovia: gestiti da una società della Provincia;
– su decisione della Provincia, la concentrazione sul territorio del Comune di Trento di tutti gli immigrati prima sparsi nelle valli, all’opposto del sistema integrativo-formativo decentrato, attuato con successo dalla Provincia di Bolzano.

A quando la riforma del rapporto di Autonomia PAT/Comuni?

Riccardo Lucatti, Italia Viva/SiTrento

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“NON CI RESTA CHE …”

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 27 Ottobre, 2026 @ 7:04 am

No, non “che piangere” bensì … che scrivere per avviare il dialogo, la riflessione, il confronto su temi fondamentali per il futuro di tutti noi e non solo. Un esempio: armi all’Ucraina, si/no?
“Burro o cannoni”: l’economista Pail Samuelson sintetizzava così il dilemma. (perdonerete l’auto citazione, ma sui testi del premio Nobel Samuelson negli anni ‘60.ci presi un bel 30 all’esame di Economia Politica a UniGE). La metafora è un classico esempio della sua teoria economica esposta nel suo celebre manuale Economics per spiegare il concetto di scarsità e di Frontiera delle Possibilità Produttive. Il suo significato:

  • Il burro rappresenta i beni e le spese civili (consumi, servizi sociali, benessere della popolazione).
  • I cannoni rappresentano i beni e le spese militari (difesa, armamenti).

Poiché le risorse di un Paese (materie prime, lavoro, capitale, tecnologia) sono limitate, una nazione non può produrre una quantità infinita di entrambi.

Io non voglio dire se sono per il si o per il no. Dico solo che la motivazione “abbiamo preso impegni in UE, con la Nato, etc.” è una risposta semplicistica la quale copre l’inerzia (o peggio, la volontà) di chi non vuole affrontare seriamente i problemi interni: economici, sociali, del lavoro, della scuola, generazionali e sanitari che stanno devastando il nostro paese, colpendo soprattutto le classi più deboli: i giovani e gli anziani.

Dire si/no alle armi è facile. Difficile è dire si/no ma allo stesso tempo affrontare anche i problemi ai quali ho fatto cenno: il che è molto difficile, ma da parte di chi governa è doveroso.

Ugualmente, la dovuta repressione dei gruppetti di giovani devastatori e ladri non può e non deve esaurire l’argomento: occorre indagare sulle cause di questo crimine, su come prevenirlo ma soprattutto non permettere che questo dibattito annulli il ragionamento sulla componente pacifica dei cortei.

Dice … ma la coperta è corta, mancano i soldi, non possiamo aumentare l’indebitamento etc. Ma … dico io, un piano alternativo esiste:

– intanto, rivedere l’ordine delle priorità (ad esempio, al “Burro o cannoni” del Samuelson oggi si potrebbe sostituire “Sanità e scuola pubblica o ponte sullo Stretto).
– poi, ricercare la partecipazione volontaria del capitale privato italiano ed estero alle esigenze della nostra finanza pubblica. Come? Sono anni che ho proposto di affrontare il tema dei Titoli pubblici Irredimibili rendita non di debito. Che almeno se ne discutesse …

Riccardo Lucatti, Italia Viva / SiTrento

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TRENTINO: NECESSITA’ DELLA RIFORMA DEL RAPPORTO DI AUTONOMIA PROVINCIA/COMUNI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 25 Ottobre, 2026 @ 9:00 am

Questa necessità emerge soprattutto nei confronti dei Comuni maggiori della Provincia ad iniziare dalla Città Capoluogo la quale è già di fatto una Città Metropolitana. Mi spiego. La nostra Autonomia Speciale Amministrativa è composta da due generi di “funzioni”: il genere finanziario, legislativo e di governo, da un lato; quello amministrativo in senso gestionale dell’esistente, dall’altro. Chiarito ciò, la sensazione che se ne trae è che il potere (politico) progettuale, operativo e finanziario e quindi decisionale sia soprattutto in capo alla Provincia (primo “Ente Successivo”), mentre la responsabilità (gestionale) dei risultati (spesso non del tutto soddisfacenti) sulla qualità dei servizi e sulla vita giornaliera dei cittadini di fatto sia lasciata ricadere sui Comuni (“Enti Originari”) con buona pace del fondamentale principio di sussidiarietà. E ciò, mentre in ogni ambito pubblico o privato il potere e la responsabilità devono sempre far capo allo stesso soggetto.

Parlo di “sensazione” in quanto la stragrande maggioranza della popolazione purtroppo non ha tempo/capacità/amore per approfondire i “meccanismi” di una Politica con la “P” maiuscola e quindi giudica e vota sulla base di sensazioni: singole esperienze personali dirette o indirette e/o le decisioni di una politica con la “p” minuscola: ad esempio, di una politica “a pioggia pre-elettorale”.

Al riguardo sto conducendo un esperimento (provate anche voi): man mano che incontro amici e conoscenti, chiedo se siano a conoscenza dell’esistenza del “tesoretto” della Provincia (disponibilità liquida depositata presso la Banca d’Italia): mi dicono di no. Io dico loro che tale liquidità esiste e sulla sua consistenza suggerisco io stesso la risposta con le cinque dita della mano aperta: una sola volta mi hanno (erroneamente) risposto “milioni”. Tutte le altre volte, la risposta è stata a sua volta una domanda incredula: “Miliardi”?

Questo “tesoretto” si è formato con gli avanzi finanziari dei bilanci annuali della Provincia l’ultimo dei quali di ben 1.200 milioni! Il suo utilizzo è disciplinato dall’articolo 187 del TUEL(Testo Unico Entrate Locali, D. Lgs. 267/2000), modificato dalla Legge di Bilancio 2026, la quale garantisce a chi governa maggiore elasticità nell’utilizzo di tali somme, restando obbligatorie tassativamente solo due priorità: la copertura dei debiti fuori bilancio e i provvedimenti per la salvaguardia degli equilibri di bilancio. Al netto di ciò, l’ente può destinare le risorse a spese di investimento, spese correnti non permanenti o estinzione anticipata di prestiti senza alcun ulteriore vincolo.

Anche alla luce di questa nuova libertà concessa, penso che non sia condivisibile l’esistenza della sproporzione fra il tesoretto PAT (5000 milioni) e, solo per fare alcuni raffronti,
– le carenze di organico del servizio sanitario provinciale pubblico;
– gli 0,7 milioni di perdita annuale nel bilancio di previsione dei prossimi due esercizi della Città Capoluogo Trento;
– la difficoltà di molti comuni intermedi a realizzare le loro idee (ad esempio nella Busa del Garda in materia di viabilità);
– quella di molti comuni minori, “semplicemente” a quadrare il bilancio: se Cristo si è fermato ad Eboli, l’Autonomia non può fermarsi in Provincia. Occorre quindi dare vita ad una Nuova Età dei Comuni: di tutti i Comuni: Capoluogo, intermedi, minori. Esistono inoltre anche motivazioni di fondo che inducono il decentramento dell’Autonomia:
– i migliori stimoli allo sviluppo ed alla crescita nascono nelle “periferie”;
– chi decentra può crescere; chi cresce deve decentrare; all’opposto, chi accentra decresce; chi decresce è portato ad accentrare.

Per essere concreti ed immediati: come primo atto concreto di questa riforma, la Provincia – a titolo di “finanza finalizzata” – trasferisca proporzionalmente ai Comuni le somme necessarie alla creazione di una loro Srl per la sottoscrizione dell’aumento di capitale di DE-Dolomiti Energia: ben altro quindi rispetto ad una quotazione in borsa di DE che esporrebbe la società ad un’OPA-Offerta Pubblica di Acquisto da parte di un colosso del settore, con il dirottamento degli utili da investimenti sul nostro territorio in favore di una politica di dividendi azionari.

Lasciando da parte questi ragionamenti, leggiamo i giornali e usciamo a passeggio per strada e riscontriamo (cito solo alcuni casi):

  • Ritardi della Trentino Trasporti (SpA della Provincia) nella formazione del personale che consenta l’attivazione di una nuova opera pubblica (l’ascensore per Mesiano) appena realizzata dal Comune di Trento;
  • ripensamenti della Provincia circa l’avvio della nuova stazione di bus di Trentino Trasporti, opera realizzata nel Comune di Trento con fondi del PNRR (il Sindaco di Trento è contrario a due capolinea);
  • il ponte di Ravina sul territorio del Comune di Trento: realizzato dalla Provincia;
  • l’area Music Arena sul territorio del Comune di Trento: organizzata e gestita dalla Provincia;
  • l’utilizzo delle aree ex militari sul territorio del Comune di Trento: chi ne tratta la destinazione con lo Stato?
  • Il traffico urbano (con le fortissime punte dei pendolari “metropolitani”) nel territorio del Comune di Trento: gestito da una società della Provincia;
  • le espropriazioni e i risarcimenti per le demolizioni sul territorio del Comune di Trento a causa dell’interramento della ferrovia: gestiti da una società della Provincia;
  • su decisione della Provincia, la concentrazione sul territorio del Comune di Trento di tutti gli immigrati prima sparsi nelle valli, all’opposto del sistema integrativo-formativo decentrato, attuato con successo dalla Provincia di Bolzano;
  • la Provincia trafora il Passo S. Giovanni senza avere prima valutato insieme al Comune di Rovereto e ai Comuni della Busa del Garda se non fosse più conveniente riattivare la ferrovia a scartamento ridotto Rovereto-Riva del Garda (prolungabile fino a Trento!); senza considerare come gli sbancamenti del nuovo traforo avrebbero comunque reso assai problematico la riattivazione del vecchio percorso ferroviario; senza avere prima concordato con quei Comuni come organizzare la nuova viabilità e gestire il nuovo impatto del traffico automobilistico generato dal nuovo traforo.

A mio avviso, la Provincia dovrebbe invece sviluppare progetti a rete quali la rete dei propri turisti, potenziali co-finanziatori di intraprese miste pubblico-private; la rete delle ferrovie cosiddette minori; quelle delle piste ciclabili di fondo valle e quella sui dislivelli; la rete per l’accoglienza diffusa degli immigrati. Inoltre dovrebbe curare maggiormente i rapporti con le categorie economiche e sociali; quelli con e fra le Comunità di Valle; con la Provincia di Bolzano, la Regione, lo Stato, l’Euregio.

Una sottolineatura “politica”: mi pare che da parte dell’attuale governo della Provincia tutto rientri in un disegno unitario ovviamente inespresso (a mio avviso a valenza potenzialmente negativa per la popolazione) strumentale alle successive scadenze elettorali.
Per contro, mi sembra che il sistema delle minoranze/opposizioni non stia riconducendo alla necessaria unità le numerose concrete proposte quali componenti di un disegno opposto, questo a valenza positiva, tenendo conto del fatto che le tornate elettorali ormai non si dividono più in politiche e amministrative in quanto tutte sono contemporaneamente tali, bensì si dividono in locali, nazionali, europee.

Mi si potrà forse dire che sto forzando il ragionamento, ma è solo esasperando al massimo un concetto che se ne può valutare la bontà o meno: così affermava il filosofo del diritto Hans Kelsen. Comunque: “se mi sbaglio mi corigerete”.

Riccardo Lucatti, ItaliaViva-SiTrento (fra l’altro, già capo azienda e responsabile di funzioni finanziarie delle maggiori società finanziarie miste di partecipazione ed operative, nazionali e locali).

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LUCIO CHIRICOZZI, 86 anni.

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 23 Ottobre, 2026 @ 6:02 am

Apprendo della sua morte. E’ mancato un amico. Per anni sono stato membro del Consiglio di Amministrazione del Credito Fondiario Trentino Alto Adige di cui Lucio era Presidente. Lucio, competente, concreto, aperto al dialogo, attento gli aspetti umani di ogni situazione. L’essere cresciuto a Colle Val d’Elsa, poco a nord di Monteriggioni (Siena) gli aveva lasciato l’impronta toscana nel carattere e nell’eloquio: quando mi rivolgeva la parola, io per lui ero Luhatti, con quella tipica “c” aspirata, uguale a quella del mi’ babbo, nato e Cresciuto a Montalcino: forse anche per questo eravamo diventati amici.
Buon viaggio, Lucio e grazie: averti conosciuto è stato un arricchimento.

Riccardo Lucatti

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TRENTINO: PROVINCIA RICCA, COMUNI POVERI?

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 22 Ottobre, 2026 @ 2:09 pm

“L’avanzo di amministrazione è il risultato finanziario conclusivo della gestione degli enti locali (comuni, province e città metropolitane), disciplinato dall’articolo 187 del TUEL (Testo Unico Entrate Locali, D.Lgs. 267/2000).In base alle modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 (modifica dell’art. 187 del TUEL), è stata garantita maggiore elasticità di spesa eliminando il precedente rigido ordine di priorità per le fasi finali; restano obbligatorie tassativamente solo le prime due priorità: 1. Copertura dei debiti fuori bilancio; 2. Provvedimenti necessari per la salvaguardia degli equilibri di bilancio. Al netto di queste due finalità prioritarie, l’ente può destinare le risorse a spese di investimento, spese correnti non permanenti o estinzione anticipata di prestiti senza i vecchi vincoli di sequenza rigida.”

Anche per questa nuova “libertà” (arbitrio) “ceterum censeo …” alla fine penso che è inaccettabile la sproporzione fra il tesorone PAT (5000 milioni) e gli 0,7 milioni di previsione di perdita del bilancio della città capoluogo Trento. Per non parlare di tanti altri Comuni …

Occorre riformare il RAPPORTO di AUTONOMIA FINANZIARIA PAT/COMUNI: se Cristo si è fermato ad Eboli, la finanza non può fermarsi in provincia!

Riccardo Lucatti, Italia Viva Trento/SiTrento

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GIOVANI VIOLENTI OGGI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 22 Ottobre, 2026 @ 6:47 am

1996: lo scrittore svedese Henning Manhell, alle pagine 295/296 del romanzo giallo “La quinta donna” così faceva dire al commissario Wallander alla propria figlia Linda:

“A volte ho pensato che è tutta colpa del fatto che abbiamo smesso di rammendare le nostre calze. Nella Svezia in cui sono cresciuto, la gente rammendava ancora le calze. Ce lo insegnavano a scuola. Un giorno, d’improvviso, era finita. Le calze bucate si buttavano via. Nessuno più rammenda le calze di lana fatte a mano. Tutta la società si è trasformata. Usa e getta è diventata la regola universale per tutti. C’erano persone che resistevano continuando a rammendare le proprie calze. Ma erano talmente in minoranza che nessuno le prendeva in considerazione.
Finchè si è trattato solo di calze, il cambiamento in sè non era così marcato. Ma l’usa e getta si è rapidamente diffuso a tutto. Alla fine è diventato una filosofia, una sorta di morale invisibile ma molto presente nella mente della gente.
Io credo che abbia cambiato il nostro senso per quello che è giusto e quello che è sbagliato, quello che si può fare al nostro prossimo e quello che non si può. La vita è diventata molto più dura.
Sempre più le persone, e i giovani come te in special modo, si sentono inutili e persino sgraditi nel proprio paese. E come reagiscono? Con aggressività e disprezzo. La cosa che mi fa più paura è che credo che siamo arrivati all’inizio di qualcosa che ci sta portando a un ulteriore peggioramento. La generazione che sta crescendo oggi, quelli più giovani di te, reagiranno in modo ancor più violento.
E nel loro bagaglio di ricordi i tempi in cui si rammendavano le calze non esistono proprio. I tempi in cui non si buttavano via né calze né esseri umani”.

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IL TRENTINO CHE VORREI (alcuni spunti per la riflessione)

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 21 Ottobre, 2026 @ 12:49 pm

SANITÀ

  • Si investa sul primo fattore della produzione: la motivazione di chi lavora;
  • il rispetto del limite percentuale dell’attività privata intramoenia sia calcolato individualmente su ciascun singolo medico e non più a livello di reparto/settore;
  • si investa nel settore una parte della rilevantissima disponibilità finanziaria miliardaria della Provincia, denaro che – modificando l’art. 187 del TUEL – la L. finanziaria 2026 ha reso quasi del tutto spendibile discrezionalmente;
  • le procedure organizzative e gestionali, in essere ormai da anni, siano adeguate all’evoluzione della medicina.

POLITICA E FINANZA

  • la politica locale non sia a rimorchio di quella centralista statale;
  • il potere politico sia sempre unito alla responsabilità dei risultati;
  • la politica non “faccia salti” e impegni ogni cittadino dalla sistemazione di un marciapiede alla costituzione di una UE politica;
  • anche la finanza non “faccia salti” e stimoli lo Stato ad emettere titoli irredimibili di risparmio non di debito;
  • gli avanzi di bilancio della provincia ed il loro utilizzo siano oggetto di discussione politica e pubblica;
  • si riformi il rapporto di autonomia finanziaria Provincia-Comuni.

ECONOMIA E OOPP

  • si progetti strategicamente il futuro;
  • si operi secondo priorità aggiornate con progetti aventi la dovuta centralità.
  • i capi progetto-general manager siano scelti sulla base di un funzionigramma e non di un organigramma;
  • si trattengano in Provincia la gestione dell’A22 e la proprietà pubblica della società DE-Dolomiti Energia;
  • si operi per sistemi di reti (ferrovie minori; piste ciclabili orizzontali e verticali; etc.);
  • per le OOPP economiche si coinvolgano anche capitali privati attraverso i titoli di debito/azionari BOR, BOP, BOC da emettere ex art. 35 della L.724 del 23 12 94;
  • il PIL non sia più così inferiore a quello dell’Alto Adige.

LAVORO

  • si trattengano le persone che si sono attratte, formate e/o laureate;
  • si accolgano e formino le PPII- Persone Immigrate, futura legale forza lavoro.

SOCIALE

  •  Si sviluppino i seguenti progetti
    • giovani
    • anziani
    • cooperazione internazionale
    • povertà
    • senzatetto

Dice … Riccardo … ma il tuo elenco non è completo e poi, le tue sono utopie …

Rispondo:
– non ho espressamente citato artigianato, agricoltura, agricoltura e ricerca per lasciare spazio ad altri;
– utopie le mie? Certo, cioè obiettivi ambiziosi semplicemente “non ancora” raggiunti: infatti guai a non avere utopie nella vita!

Riccardo Lucatti – Italia Viva Trento / SiTrento

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VIOLENZE AL NORD, SCIOPERI AL SUD

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 19 Ottobre, 2026 @ 6:19 am

Al nord: danni, saccheggi, violenze anche da parte di giovanissimi.
Al sud: sciopero degli autotrasportatori, manca il cibo nei supermercati. Per ora al sud …

Sulle violenze mi chiedo:
– forse sono anche il frutto degli esempi di violenze internazionali (guerre di aggressione in corso)?
– Non è possibile ricercarne i promotori e prevenirle, intervenendo sui social attraverso i quali si organizzano?
– Fra i tanti, non si dovrebbe forse inserire un’ulteriore fattispecie penale: il reato di precondizionalità, e cioè ricercare chi ha creato le precondizioni a che tutto ciò avvenga, ed in particolare punire (con il voto!) chi fa funzionare l’ascensore sociale soprattutto in discesa?

Sugli scioperi degli autotrasportatori:
– non dal solo costo del trasporto nasce la perdita del settore, ma dalla squilibrata distribuzione dell’utile dell’intera catena: dalla fascia minima di guadagno (i raccoglitori immigrati), via via a quelle maggiori e massime dei grossisti e dei rivenditori finali (grandi supermercati).

Ricordiamo che nel 1929 la speculazione (in quel caso azionaria) e l’insufficiente distribuzione della produzione di generi alimentari creò in USA deflazione, disoccupazione, riduzione del tenore di vita che generò sommosse sociale e che in Europa aprì la strada al nazismo e al fascismo.

Collego alcuni fatti:
– miei amici o conoscenti dotati di buoni mezzi finanziari, da anni hanno mandato i figli a studiare all’estero;
– un tale che incontro a passeggio in un viale cittadino con un cagnolino al guinzaglio, lamenta che i figli lo conttatino poco: uno lavora negli USA, l’aLtro in Svizzera.

QUO VADIS, ITALIA?
Riccardo Lucatti – Italia Viva Trento/ SiTrento

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AVANZI E DISAVANZI FINANZIARI DI ENTI PUBBLICI TERRITORIALI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 Ottobre, 2026 @ 5:36 am

Ieri, 13 ottobre: ho chiesto ad una giovane se ha idea a quanto ammonti quello del suo Ente Pubblico Territoriale Provincia.
Non lo sa.
Le mostro la mia mano con le dita aperte “a cinque”.
“Cinque milioni!” mi dice.
Esatto, dico io, solo che sono miliardi.

Oggi 14 ottobre il “mio” giornale “ilT” quotidiano del Trentino: il bilancio della città capoluogo Trento chiude in rosso.
Il Sindaco: “La Provincia deve tener conto di … etc.”
Mi permetto di dire: si impone la riforma del rapporto di autonomia finanziaria Provincia- Comuni: se Cristo si è fermato ad Eboli, l’autonomia finanziaria non può fermarsi in provincia.

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