“ACQUA!”

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 2 Agosto, 2026 @ 2:31 pm

Mi riferisco al pezzo a firma di Simone Casciano in merito all’intervento della Consigliera provinciale del PD, Michela Cascià a pagina 16 de ilT di domenica 2 agosto dal titolo “Prima delle concessioni viene il piano acque”.

“Acqua!” è il grido lanciato agli altri regatanti dal timoniere che – secondo le leggi della navigazione e della regata – ha il diritto di mantenere la propria rotta e “Acqua!” pare che gridi la consigliera provinciale del PD quando ha fatto approvare da quel Consiglio l’impegno per la Giunta ad aggiornare il PGUAP-Piano Generale di Utilizzo delle Acque Pubbliche, fermo al 2006, anno nel quale fu redatto e approvato.

Infatti, prima di discutere se quotare in borsa o meno Dolomiti Energia – soprattutto alla luce del cambiamento climatico in corso – è necessario aggiornare il fabbisogno idrico e la sua copertura, con la stessa tecnica utilizzata quando si tratta di ragionare sul fabbisogno finanziario e la sua relativa copertura.

Da “capo azienda” qual sono stato per una vita, concordo in pieno con l’approccio della Consigliera provinciale Cascià e mi permetto di aggiungere che – in parallelo – occorre che la società che gestisce l’acqua pubblica necessaria a soddisfare le esigenze (pubbliche e private) energetiche, agricole, ambientali e civili diventi totalmente pubblica e che la sua proprietà sia estesa a tutti i Comuni della Provincia, attraverso il conferimento proporzionale agli stessi – da parte del governo provinciale – dei fondi necessari a capitalizzare una loro nuova Srl la quale sottoscriva ogni necessario aumento di capitale. Concetto questo che sto formulando ormai da alcuni mesi.
Riccardo Lucatti – Italia Viva Trento.

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DINAMICA DEI FLUIDI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 29 Luglio, 2026 @ 2:12 pm

Premessa: l’uomo scopre e studia le regole che Qualcuno ha precedentemente stabilito. Non per niente Einstein diceva: Vorrei conoscere il pensiero di Dio: il resto sono dettagli”.

Ecco alcune regole:

  1. In un fluido a maggiore velocità c’è minore pressione.
  2. Un fluido intuisce con un certo anticipo l’esistenza di un ostacolo e cerca di evitarlo.
  3. Un fluido che incontra una superfice, ci aderisce parzialmente.
  4. In natura non esiste il vuoto.
  5. Ad ogni fazione corrisponde una reazione contraria.

L’uomo ha scoperto queste ed altre regole ed un uomo i nel nostro caso io stesso – può cercare di spiegare come un aeroplano può volare ed una barca a vela risalire il vento (bolinare).

  1. Osservate la capote di una spider a 120 kmh: non è schiacciata, anzi è rigonfiata verso l’esterno.
  2. Se spargete semi di pepe nero in una vasca piena d’acqua e da una sua estremità fate avanzare lentamente una spatolina in legno, vedrete che o chicchi già molto prima dell’arrivo della tavoletta, si aprono.
  3. Se immergete la mano nell’acqua, la mano esce bagnata (questa forza si chiama aderenza o portanza).
  4. Per realizzare il vuoto occorre un intervento meccanico (una pompa aspirante. ad esempio).
  5. L’azione del vento sulla vela genera una reazione: il movimento della barca.

Ora possiamo cominciare: per semplificarmi il discorso, allego un mio disegnino. Se non comprendete qualche particolare, chiedetemi pure!

Buon Vento a tutte e a tutti!

F.to Riccardo, velista regatante dell’Alto Garda Trentino.

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“ACCADEMIA DELLE MUSE, Trento” – FESTA DI MEZZ’ESTATE – 27 luglio 2026

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 28 Luglio, 2026 @ 4:54 am

Circolo culturale privato “open” per chi vuole partecipare. La Festa di Mezz’Estate segna la fine della diciottesima stagione e l’inizio della diciannovesima! Presidente fondatrice Cristina Endrizzi. Quali Muse sono coinvolte nella nostra Associazione? Tutte, dalla musica, al canto, al teatro etc. etc.! La festa coincide con il compleanno della Presidente e si svolge nel suo bel giardino di casa. Usualmente accompagno un nostro regalino con una poesiola: quest’anno ho preferito cambiare e “farmi sostituire” da un mio scritto firmato da tutti noi, messaggio che ho pregato l’amico Alfonso Masi di leggere con la sua bella voce baritonale:

AUGURI, CRISTINA!
C’era una volta un tale che ci provava con i versi, ma forse è un po’ fuori allenamento ed allora ci siamo detti: vediamo se ci riusciamo tutti noi insieme, magari in prosa!
Il Mondo è l’insieme delle relazioni umane e con la sua iniziativa Cristina 18 anni fa ha creato un piccolo grande mondo e cioè l’insieme delle nostre relazioni culturali e soprattutto umane: grazie, Cristina!
Piccolo grande mondo, importantissimo il nostro perché è aperto ad ogni ulteriore relazione artistica e soprattutto umana: un “mondo” inclusivo dunque, non un circolo che esclude chi “non è iscritto”.
Ed è questo “mondo” che oggi festeggia l’onomastico di Cristina (festeggiare i compleanni di una signora non è da gentleman!) e insieme a lei, la nostra Mezz’Estate.
Cosa auguriamo a Cris e a tutti noi? Che il suo/nostro piccolo grande mondo continui a crescere grazie alle sue iniziative ad all’apporto – anche diretto – di ognuno di noi.
Un forte abbraccio, quindi, tanti auguri, Cris e … grazie!
F.to tutti noi

La serata è stata allietata dalla musica del terzetto di “due chitarre (Gianni e Daniela) e un’armonica (Luciano) con voci” e da due sonate al “pianoforte notturno” eseguite dalla stessa Presidente. Non è mancata la pausa eno-gastro-astronomica con bollicine freschissime e prelibatezze salate e dolci.

Le foto, molte: al momento il sistema software non sta riuscendo a trasferirle sul computer. Provederò ad aggiungerle appena la situazione si sarà sbloccata.

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FILOSOFIA DELLA DEMOCRAZIA E DELL’AUTONOMIA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 22 Luglio, 2026 @ 3:28 pm

Filosofia, amore della conoscenza e del perché delle cose. Non sono un filosofo ma – abituato da sempre a ricercare il perché di ogni cosa – mi sono scoperto “socratico” cioè come persona che “sa di non sapere”.
– Un esempio: so di non sapere perché l’attuale governo romano vuole una nuova legge elettorale che preveda un forte “premio maggioranza” e quindi mi sono domandato il perché. La risposta mi è arrivata da un famoso giurista filosofo del diritto, Hans Kelsen, per il quale un sistema democratico si fonda necessariamente su una legge elettorale proporzionale. Al fine di valutare qualsiasi proposta (ad esempio: lo stravolgimento di tale legge, n.d.r.), Kelsen suggerisce di adottare un metodo: enfatizzare alla massima potenza gli effetti di una legge elettorale fortemente maggioritaria. L’ho fatto e la mia “convinzione democratica proporzionale” ne è uscita rafforzata.

Quanto all’Autonomia (Speciale Amministrativa) riservata alle Regioni ed alle Provincie a statuto speciale mi sono posto una analoga domanda, anche questa di metodo: perché l’Autonomia (con le relative risorse finanziarie) si è fermata in capo alla Provincia di Trento la quale chiude il bilancio annuale con un forte avanzo finanziario che incrementa ulteriormente il già elevato saldo del suo conto bancario, mentre molti “suoi” Comuni fanno fatica a soddisfare le proprie esigenze o addirittura chiudono il bilancio in rosso? La risposta è semplice: questa particolarità è dovuta alla mancanza di una diffusa “filosofia dell’Autonomia”, carenza questa che non fa insorgere la popolazione contro un fatto aberrante: la separazione del potere finanziario (che resta in capo alla Provincia) dalla responsabilità (dei risultati non raggiunti) che viene lasciata “scivolare” sulle spalle dei Sindaci dei comuni.
– Un primo esempio: la sicurezza nelle città viene richiesta ai Sindaci, mentre fa capo istituzionalmente allo Stato e all’Ente locale che con lo Stato interloquisce, cioè alla Provincia.
– Un secondo esempio: si discute se quotare in borsa Dolomiti Energia SpA, mentre si dovrebbe discutere di tutt’altro argomento, cioè come realizzare un suo importante aumento di capitale attraverso i Comuni, ai quali la Provincia deve fornire la finanza necessaria a tal fine.

Chiudo con una considerazione che mi auguro possa aiutare la comprensione del ragionamento che sto cercando di esporre: se Cristo si è fermato ad Eboli, l’Autonomia (Speciale Amministrativa) non può e non deve fermarsi in Provincia: occorre quindi una evoluzione del pensiero autonomistico: la Riforma del Rapporto di Autonomia Provincia/Comuni.

Riccardo Lucatti – Italia Viva Trento

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DOLOMITI ENERGIA: ERRATA CORRIGE!

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 22 Luglio, 2026 @ 5:16 am

Nei miei recenti post su DOLOMITI ENERGIA ho commesso un errore e ne faccio venia: ho erroneamente scritto che sta alla Provincia il merito/demerito di fornire/non fornire proporzionalmente a tutti i comuni i mezzi finanziari per capitalizzare una loro nuova Srl la quale sottoscriva l’aumento di capitale necessario allo sviluppo di Dolomiti Energia.

Mi correggo: infatti sta ai Comuni reclamare a gran voce l’attribuzione di quei fondi da parte di una Provincia che in questo caso deve operare semplicemente come Holding Finanziaria pura , limitandosi a fungere da tramite necessario di flussi di denaro altrui.

Vogliate scusare la mia precedente imprecisione.

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DE DOLOMITI ENERGIA, Trento

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 18 Luglio, 2026 @ 6:21 am

Quotazione in borsa, aumento di capitale, piano industriale: sulla stampa si scrive molto ma non tutti i lettori hanno la preparazione necessaria per comprendere appieno il problema, anche perché viene trattato su piani e a livelli diversi, per di più con sintesi enigmatiche (terza, quarta, quinta via, via francese?). Provo ad elencarli:

  • piano politico provinciale: pare che la Provincia sia in attesa di capire quale sia la decisione da assumere più utile dal punto di vista politico-partitico;
  • piano amministrativo comunale: i Comuni maggiori sono propensi alla quotazione in borsa perché la interpretano come necessariamente collegata ad un aumento di capitale che porrebbe generare un incremento nelle loro stringate entrate finanziarie;
  • piano supertecnico settoriale: comprende le prese di posizione di validissimi esponenti culturali in ambiti specialistici (bilancisti, fiscalisti, esperti e “storici” del nostro diritto amministrativo autonomistico).

Al riguardo, mi permetto di aggiungere le considerazioni del mio piano e del mio livello, quello aziendale, cioè di chi per anni è stato capo di aziende importanti e di funzioni centrali di holding “miste” (ovvero finanziarie e allo stesso tempo semi operative), fra le quali per cinque anni quella che al che al tempo (anni ’70) era la più grande finanziaria dell’intero paese, la STET SpA, Torino/Roma, operante nel settore delle comunicazioni e dell’elettronica civile e militare e, dopo, a Trento, l’ISA SpA sotto la presidenza di Bruno Kessler e la Holding Marangoni Presidente Mario Marangoni. E vengo alle mie considerazioni.

Un piano industriale innovativo è sicuramente necessario per adeguare DE ai mutamenti delle fonti e delle necessità energetiche. Esso richiede la disponibilità di nuovi capitali ed ecco la necessità di aumento del capitale sociale, per la cui attuazione tuttavia non è necessaria la quotazione in borsa di DE!

La quotazione in borsa, molto onerosa sotto il profilo gestionale, potrebbe aiutare l’adesione di nuovi soci anche privati ed anche locali, il che però allontanerebbe sempre di più DE dal modello di SpA “in house” ovvero a capitale interamente pubblico, situazione ottimale per ricevere direttamente, alla loro scadenza, il rinnovo delle concessioni.

La quotazione in borsa, in un abbastanza immediato secondo momento potrebbe produrre un ulteriore pesante effetto negativo: un’ OPA-Offerta Pubblica di Acquisto (di azioni DE) da parte di un colosso del settore, ad un prezzo molto interessante sia per i privati che già ora detengono una quota del capitale sociale della società , sia per i nuovi azionisti dell’ultima ora, azionisti tutti che farebbero un affare: ottimo per loro ma pessimo per l’Autonomia della Provincia che inizierebbe a perdere uno dei due pilasti sui quali si regge: la gestione delle fonti energetiche (l’altro è la gestione dell’A22).

Vengo alla mia proposta: la Provincia

– a valere del suo elevatissimo fondo cassa, trasferisca proporzionalmente a tutti i Comuni la finanza necessaria a capitalizzare una loro nuova Srl la quale sottoscriva l’aumento di capitale di DE;
– faccia un’interessante offerta di acquisto delle azioni attualmente in mano agli attuali azionisti privati: in tal modo DE diventerebbe una SpA ben capitalizzata a capitale diffuso (fra i Comuni!)  e interamente pubblico (in house);
– allontani lo spettro del mancato rinnovo delle concessioni;
– ponga i presupposti per la migliore cura delle necessità energetiche (e non solo tali!) locali.

La Provincia ha la posizione ed i mezzi per fare/non fare ciò: si assuma il merito/la responsabilità delle proprie decisioni.

Riccardo Lucatti – Italia Viva Trento

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NO BICI DAY

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 16 Luglio, 2026 @ 8:25 am

Leggo il giornale e … no raga, questa mattina non posso andare a pedalare: devo restare qui a scrivere! Infatti leggo “articoloni” (quante parole, quanto spazio editoriale …) di chi è contrario/favorevole alla quotazione in borsa della nostra DE-Dolomiti Energia! Poi ci sono riportate le “altre vie”, come la via francese: tante parole, “multa paucis” molte parole per i pochi che le sanno interpretare.
La soluzione che mi permetto di riproporre (reperita iuvant, v. post precedente) è anch’essa “multa paucis”, ma in altro senso: molte cose con poche parole.

– La Provincia ha una fortissima liquidità. Fornisca proporzionalmente ai Comuni i fondi necessari a capitalizzare una loro Srl la quale sottoscriverà l’aumento di capitale di DE.
– Dopo di vedrà se e come recuperare le azioni in mano ai soci privati di minoranza, in funzione del rinnovo delle concessioni.

La quotazione in borsa attirerebbe gli appetiti dei grandi gruppi che potrebbero farsi avanti con le loro OPA-Offerta Pubblica di Acquisto a prezzi elevati, inducendo gli azionisti privati – quelli oggi già esistenti e quelli nuovi- a vendere con forte guadagno loro le azioni in loro possesso: sarebbe però l’inizio della perdita di controllo di una parte sostanziale della nostra Autonomia.
Quotare in borsa DE? “Cui prodest, cui bono”? Chi ci guadagna, A chi vien bene? si domanderebbe Cicerone …

Repetita iuvant, multa paucis, cui prodest, cui bono … e poi dicono che il latinorum non serve!

Riccardo Lucatti – Italia Viva Trento

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DE/DOLOMITI ENERGIA SpA, Trento

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 15 Luglio, 2026 @ 4:17 pm

– Servirebbe un aumento di capitale.
– Taluno vorrebbe quotarla in Borsa, altri no.
– I cittadini sono portati a credere che i due interventi siano necessariamente connessi (cosa che non è!).
– Nei quotidiani si sentono proporre diverse soluzioni; la terza, quarta, quinta via …
– Non sono molti i cittadini che leggono i giornali, ancora di meno quelli che sono in grado di comprendere e valutare le diverse possibili “vie”.

Io mi permetto di rimandare al mio post precedente e aggiungo:

se si quotasse in borsa DE e si offrisse la possibilità ai residenti di sottoscrivere le azioni (ad esempio a 100), dopo potrebbe arrivare dall’esterno una OPA Offerta Pubblica di Acquisto a 150 ed allora i privati che avevano già azioni e quelli che le avevano sottoscritte in occasione dell’aumento di capitale, sarebbero ben felici di vendere realizzando un ottimo utile, senza preoccuparsi che in tal modo le azioni passerebbero in mani non trentine a la nostra Provincia potrebbe avviarsi a perdere uno dei pilastri sui quali si regge la nostra Autonomia Speciale Amministrativa (un altro pilastro è la gestione dell’A22).

Videant consules ne quid detrimenti res publica capiat! Ci pensi chi è al governo della Provincia a che non sia danneggiata!
Buona Dolomiti Energia a tutte e a tutti!

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DOLOMITI ENERGIA SpA, Trento

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 12 Luglio, 2026 @ 2:50 am

Sul futuro di DE-Dolomiti Energia ilT di sabato 11 luglio riporta il contributo di Flavio Mosconi, il quale auspica che la Provincia prenda una posizione chiara scegliendo una struttura societaria interamente pubblica, ai fini di un affidamento diretto delle concessioni alla loro scadenza e di una gestione mirata innanzitutto alle esigenze del territorio ed alla sua Autonomia. A mio avviso, gli aspetti dei quali tener conto contemporaneamente sono molteplici:

  • l’ammontare dell’aumento di capitale oggi ritenuto necessario per DE e la previsione degli ulteriori fabbisogni e coperture finanziarie;
  • la partecipazione dei comuni, in particolare dei due principali Trento e Rovereto alla politica di bilancio di DE;
  • DE a capitale interamente pubblico (SpA in house) o a capitale misto pubblico-privato;
  • aspetti relativi al rinnovo della concessione;
  • vantaggi e rischi della eventuale quotazione in borsa di DE;
  • la difesa della nostra Autonomia.

In merito al problema sono già intervenuto più volte, da ultimo su ilT del 10 luglio, proponendo che innanzitutto – a valere sull’ampia disponibilità finanziaria della quale dispone – la Provincia doti proporzionalmente tutti i Comuni della finanza necessaria a capitalizzare una loro nuova Srl che possa sottoscrivere l’aumento di capitale necessario a DE.

Dopo, si potrà valutare se e come procedere all’acquisto delle azioni societarie oggi in mano alla componente privata.

Infine, quanto alla eventuale quotazione in borsa di DE, occorre considerare che con essa la società sarebbe esposta alle “OPA – Offerte Pubbliche di Acquisto” da parte di colossi del settore, il che esporrebbe il Trentino al rischio della perdita di uno strumento fondamentale per l’esercizio della propria Autonomia Speciale Amministrativa.

Una soluzione completa in tutti i suoi aspetti come quella sopra delineata soddisferebbe ogni aspetto del problema.

Riccardo Lucatti, Italia Viva Trento – Fra l’altro, già responsabile della Finanza Italia della finanziaria STET SpA, Torino/Roma; già direttore della finanziaria ISA SpA, Trento.

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TRENTINO: NUOVO RAPPORTO DI AUTONOMIA PROVINCIA/COMUNI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 9 Luglio, 2026 @ 6:21 am

Alla pagina 10 di ilT quotidiano trentino del 9 luglio 2026 leggo che il Consiglio delle Autonomie locali ha raggiunto un accordo con la Provincia per integrare il Protocollo d’intesa per il 2025 che definisce il trasferimento di risorse dalla provincia ai Comuni. Al riguardo, preliminarmente osservo che non è facile per il cittadino comune comprendere la portata dei diversi “protocolli”, delle diverse “intese”, degli “assestamenti di bilancio” e del valore della loro diversa tempistica (questa peraltro sottolineata dal Sindaco Ianeselli).

Sta di fatto che la Provincia ha un “fondo cassa” molto elevato (€5 miliardi); chiude il bilancio annuale con un fortissimo ulteriore avanzo finanziario; riserva molte (troppe) risorse finanziarie al proprio “assestamento di bilancio”, anziché impiegarle nella programmazione ordinaria di bilancio; che solo dopo concorda con i comuni integrazioni nella loro dotazione finanziaria; che da tempo i Comuni reclamano di essere messi in grado per tempo si redigere piani strategici di medio-lungo periodo.

Io credo che occorra risalire all’origine di quest’insieme di complicazioni ed arrivare alla riforma del Rapporto di Autonomia Provincia-Comuni, nel senso che la Provincia non può continuare a negare ai Comuni l’Autonomia che riceve da Roma quanto a tempistica, automatismo e volume di risorse trasferite.

Un esempio pratico: si discute se e come i Comuni maggiori possano/debbano partecipare in misura maggiore al capitale, alle decisioni ed ai dividendi di Dolomiti Energia. Orbene, sulla base del citato necessario Nuovo Rapporto di Autonomia, la Provincia potrebbe/dovrebbe trasferire proporzionalmente a tutti i Comuni quanto meno una parte consistente di quel suo elevato fondo cassa, con il quale tutti i Comuni potrebbero capitalizzare una loro nuova Srl la quale sottoscriverebbe l’aumento di capitale della citata Dolomiti Energia.

Riccardo Lucatti, Italia Viva Trento

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