PANEM ET CIRCENSES (Festival di Sanremo o Referendum?)
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 25 Febbraio, 2026 @ 8:09 amTIMEO DANAOS ET DONA FERENTES (temo il “dono” del SI!)
“Quel tanto di cibo e i giochi del circo”: primo secolo d. C., Roma, il poeta satirico Giovenale così scriveva nella sua Satira X°: “per tenere a bada il popolo basta dargli “panem et circenses”.
Lo so che il Festival di Sanremo è una tradizione irrinunciabile ma “a me mi” è venuto spontaneo pensare a quanto spazio gli è dato proprio nei giorni nei quali si sta delineando un arrivo al foto finish fra l’ex vantaggiatissimo SI e il crescente NO all’imminente tornata elettorale referendaria. Quindi ho preferito cambiare canale e ho guardato quanto trasmesso sull’argomento da TV7 (In favore del NO).
Avrei apprezzato che al confronto fra SI e NO sulle TV di stato fosse dato uno spazio non inferiore a quello dato al confronto fra cantanti.
Infatti da parte dei proponenti il SI, in caso di vittoria, con una partecipazione di singole volontà di cittadini che risulterebbe comunque esigua stante la scarsa affluenza alle urne e la mancanza del quorum, si vuole modificare il testo di una Costituzione frutto del lavoro e dell’accordo (questo è il punto!) di tutte (tutte!) le forze politiche “di allora”.
Scrivo “di allora” perchè oggi, gli eredi di una di quelle parti politiche, hanno evitato che le modifiche fossero discusse in parlamento. Non solo, ma nella sua formulazione originaria, il testo del quesito referendario non citava nemmeno che si trattava di una modifica della Costituzione!
Dice … ma la vittoria del SI migliora il sistema, perchè rifiutare questa occasione?
Rispondo riprendendo l’antica lingua latina: “Timeo Danaos et dona ferentes” … temo quella gente anche quando mi offre regali … Così Laocoonte cercava di indurre i suoi concittadini Troiani a non introdurre in città quel grande cavallo di legno che i Greci (Danai) avevano lasciato loro in dono … (Virgilio, Eneide II-49).
Ecco, quel SI mi sembra il moderno cavallo di legno per conquistare e distruggere la Città Costituzione!
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LA NOSTRA GINNOCICLISTA EDA MAISTRELLI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 23 Febbraio, 2026 @ 11:27 amCittà Trento – Organizzazione ACLI – Palestra:oratorio del Duomo – Corso:per persone “mature” – Istruttrice Eda Maistrelli.
Eda, puntualissima, arriva in e-bike qualsiasi tempo neve compresa, abbigliamento adeguato, due ampi cestini corredano il mezzo e denunciano il suo utilizzo giornaliero in città (“è la mia auto”, dice). Eda parla (anche) un perfetto inglese con (perfetto) accento americano (she was born in New York …): dei movimenti di ogni singolo esercizio talvolta tiene sempre il conto, talvolta in inglese: “one, two, … eight … cambio!”
Sono contento che mia moglie Maria Teresa – sua allieva da anni, per me invece this year è la first time – mi abbia convinto a seguirla a questo corso twice a week, condotto from a such complete instructor!
Eda …
– ottima conoscenza delle tante, lunghe, complete serie di esercizi, ogni giorno con un attrezzo nuovo (corpo libero; pesi; cerchio; bastone; palla; elastico; parete);
– ogni singolo esercizio è accompagnato da una chiara spiegazione sui muscoli attivati e sulla finalità del movimento;
– l’ora di ginnastica è accompagnata da una specifica colonna sonora della musica diffusa dal suo telefonino: si fa ginnastica a tempo di musica!
– grande capacità relazionale: Eda stabilisce un ottimo rapporto umano con ognuno di noi;
– grande memoria, Eda: ricorda il nome di ognuno di noi! E dire che in media siamo una ventina e non sempre gli stessi!
– precisa nel calibrare i tempi e nel rispettare gli orari delle lezioni.
The north wind does blow and today we have the snow! Soffia il vento del nord, ha incrociato la perturbazione in arrivo da ovest e oggi, giovedì 19 Febbraio, qui a Trento nevica. Mentre questa mattina stavamo facendo ginnastica, Maria Teresa ha dato la notizia: dalle finestre della palestra si vedevano i fiocchi bianchi … ma noi, imperterriti: ginnastica sotto la neve, anzi in una palestra ben riscaldata, coperta da un tetto coperto di neve!
Thanks a lot, Eda! My wife and I cannot help ourselves telling you our satisfaction having such a friendly professional teacher!
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A22 – FINANZA ED ECONOMIA MISTA NELLE SOCIETÀ PUBBLICHE “TOTALITARIE” O “MISTE”
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 19 Febbraio, 2026 @ 12:45 pmDa anni Italia Viva ha dedicato a questa materia un apposito Tavolo di Lavoro, in quanto l’unione delle componenti pubbliche e private, finanziarie ed economiche è da sempre attuale. Soprattutto in ambito delle SpA.
Inizialmente il partenariato pubblico-privato era ricercato dall’Ente pubblico per assicurare alle proprie SpA la managerialità gestionale tipica del settore privato e/o per far prestare ai soci privati di minoranza le “prestazioni accessorie” necessarie alla società di cui all’art. 2345 del Codice Civile.
Nel tempo, la motivazione che ha indotto questo tipo di partecipazioni private ha invertito il “senso di marcia” in quanto ormai nasce in ambito privato, di volta in volta orientata alla ricerca del dividendo di competenza e/o alla possibilità di influire sulla politica societaria e/ o all’acquisizione del pacchetto di maggioranza della SpA in oggetto (direttamente o attraverso soggetti “terzi” che poi terzi non sono, quali posso essere fondi comuni esteri ai quali i privati in discorso partecipano) e/o all’ingresso nel capitale sociale di altri Enti pubblici di diversa area politica.
Un esempio attuale rispetto al quale si può cercare di applicare in tutto o in parte i ragionamenti sin qui svolti è dato da quanto sta succedendo in merito al rinnovo o meno della concessione della gestione dell’A22 in capo all’attuale gestore. Trattasi di una società pubblica locale “mista” sia pure in misura ridotta per la presenza di quote minime di azionariato privato, il che tuttavia ne impedirebbe l’affidamento diretto, in quanto società non inhouse. La società gestore, inoltre, ha un capitale sociale “misto” anche in quanto in parte posseduto da alcuni enti pubblici territoriali di una regione (Veneto) diversa da quella sulla quale (Trentino Alto Adige) si snoda la quasi totalità del tracciato autostradale. Enti che però possiedono una SpA autostradale inhouse, cioè a capitale totalmente pubblico, e che – in quanto tale – può ricevere direttamente (senza gara) gestioni pubbliche.
La gestione “locale” dell’A22 tuttavia, in quanto autostrada costruita “dal” territorio, è strategica per il “suo” territorio che attraversa per l’80% dell’intero tracciato. Territorio che meglio di chiunque altro può garantire una corretta gestione: della sua ottima e testimoniata qualità gestionale e della relativa politica di investimenti, si avvantaggia l’intero sistema dei trasporti e della mobilità in genere: nazionale e internazionale. Inoltre
l’attuale gestione genera utili e disponibilità finanziarie (il cosiddetto suo “tesoretto” ammonta a 800 milioni) ed è destinato a ulteriori investimenti, tutti locali lungo l’asse del Brennero e non altrove. Mentre scrivo, il gestore attuale Autobrennero SpA ha annunciato la prossima attivazione di altri quattro centri idrogeno lungo l’A22 e di successivi ulteriori quattro, al fine di incrementare la diffusione di veicoli ad emissione zero, con vantaggi per l’intero territorio attraversato ed ottimo esempio per i gestori delle altre autostrade nazionali.
Da parte di una forza politica locale si è recentemente rinnovato l’invito a trasformare la società locale attuale gestrice in società inhouse, il che ha sollevato la critica di pretestuosità proprio da parte di un ente pubblico locale co-azionista, in quanto si tratterebbe di una proposta “da bordo campo” (sic) cioè avanzata da chi non è giocatore sul campo di una difficile partita: e ciò da causa delle difficoltà che oggi si frappongono al raggiungimento di questo risultato. Tutto questo ad oggi.
Oggi. Ma … ieri? Ieri, cioè cinque anni fa, la Senatrice Donatella Conzatti e la deputata Lella Paita (entrambe di Italia Viva) avevano ottenuto che il Ministero dei Trasporti lanciasse la gara per il rinnovo di quella concessione con il sistema del Project Financing, il quale prevedeva la prelazione per il gestore in scadenza. Prelazione che non è stata contestata dall’UE per anni e anni, ovvero per tutti gli anni nei quali il Ministero dei Trasporti ha inspiegabilmente omesso di lanciare quel bando. Oggi, l’UE, avrebbe maturato la decisione che la prelazione non possa essere concessa ed il rinnovo andrebbe messo a gara: l’attuale gestione locale sarebbe a rischio.
Cambio ambito, “esco” dall’A22 al casello di Trento Centro e parlo di un’altra realtà, quella delle SpA pubbliche locali è che operano nel settore dell’energia idroelettrica. Anche in queste società troviamo partecipazioni azionarie molto articolate. A loro, sin d’ora e cioè in tempo utile e non sospetto, va dedicata una analoga, tempestiva attenzione, in quanto la proprietà e/o gestione delle fonti locali di energia idroelettrica e delle acque in generale è e deve rimanere in capo agli enti pubblici locali.
Un’osservazione in generale: in ogni ambito societario, privato, pubblico e soprattutto misto, occorre che l’Ente pubblico che detiene la maggioranza di una o più SpA le gestisca in modo chiaro e comprensibile da tutti, anche se non addetti ai lavori. Infatti, di queste SpA deve essere chiaro per tutti i cittadini-azionisti “l’essere e il dover essere” (“l’ist e il soll” per dirla in tedesco) e cioè come è ma soprattutto dove sta andando ogni loro SpA. Al riguardo, è pregevole quanto ha fatto il Comune Capoluogo Trento, pubblicando sulle proprie società annualmente un libro contenente ogni informazione necessaria alla loro comprensione e valutazione: una per una e nel complesso.
Last but not least, ove l’Ente pubblico Comune possieda più SpA, di servizio, alcune in utile ed altre in perdita, conviene che le riunisca in un’unica SpA multiservizi, recuperando alle esigenze locali le imposte altrimenti versate allo Stato.
Riccardo Lucatti – Italia Viva Trento
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SUE – STATI UNITI D’EUROPA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 14 Febbraio, 2026 @ 8:46 amIo sono di Italia Viva. Ovviamente sono andato all’evento nel quale il nostro Senatore Enrico Borghi ha raccontato il suo libro “Sotto attacco” con chiare sottolineature fra le quali evidenzio:
– la contemporaneità e la velocità delle evo-rivo-luzioni in corso (valori democratici; ambiente; energia; tecnologia; sicurezza);
– lo strapotere dell’utilizzo strumentale delle info e dei media;
– lo spostamento dall’oceano Atlantico a quello Pacifico del centro di alleanze e/o di contrapposizioni economiche e strategiche;
– in attesa di creare gli SUE, la necessità di dare vita ad un esercito comune.
Un esercito comune con effetto deterrente e di difesa, non solo per sopperire al disimegno USA, ma anche in considerazione che la Germania si sta armando in modo poderoso, per cui occorre inserirla in un sistema di difesa comune per due ragioni: inserla in un sistema che possieda il “tetto atomico” oggi in dotazione solo alla GB e alla Francia; evitare un uso “particolare” di quel suo armamento ove al governo di quel paese andasse un partito di estrema destra. Da qui alla finanza: occorrono Eurobond europei per finanziare il riarmo europeo.
Ottimi gli interventi del Sen. Marco Boato e la sua citazione di Alcide De Gasperi sulla CED-Comunità Europea di Difesa e quello del consigliere comunale Roberto Sani.
Da qui (e questa è farina del mio sacco: ci anche ho scritto un libro) una considerazione: il nostro indebitamento pubblico è elevato ed è in crescita: dobbiamo quindi attrarre volontariamente la ricca finanza privata (italiana e perchè no anche estera) verso il nostro settore pubblico senza aunentare anzi riducendo tale debito. Si può fare con l’emissione di Titoli Irredimibili Rendita non di debito in sostituzione di tranche di titoli di debito in scadenza (riduzione del debito senza diminuzione della liquidità) e con la emissione di nuove trance di tali titoli (aumento della liquidità senza aumento del debito). Titoli Irredimibili escludenti il diritto al loro riscatto non sono titoli di debito. Ove il Tesoro volesse ridurne il volume, si presenterebbe quale semplice acquirente in Borsa. Il loro tasso di rendimento: in parte fisso, in parte variabile manterrebbe il valore nominale vicino al valore di emissione. Quanto prima saranno emessi questi titoli, tanto più avvantaggeranno chi li avrà emessi.
Mi scuso con il Prof. Abdolmohammadi, iraniano insegnante a UniTrento, se non intervengo su quanto lui ha esposto, ma sua sulla materia oggi non sono aggiornato, pur avendo creato – come ho avuto occasione di dirgli nel breve saluto che gli ho rivolto – tanti anni fa (1975) al tempo dello Scià, l’unica Spa italo-iraniana a maggioranza italiana, il che mi aveva procurato i complimenti dell’allora nostro ambasciatore a Teheran, Cottafavi.
Complimenti e grazie alla preziosa introduttrice Rita Zambanini, responsabile di Italia Viva Trento ed ed alla bravissima giornalista Linda Pisani, catalizzatrice degli interventi.




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Domani!
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 12 Febbraio, 2026 @ 2:16 pm
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SPA E FINANZA ITALIA-ESTERO-ITALIA e “TRENO SOCIALE”
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 12 Febbraio, 2026 @ 11:57 amDa persone di area di governo sento dire alla TV che
- Sono molto aumentati gli investimenti esteri in Italia;
- è aumentato il potere di acquisto delle famiglie italiane.
Le due affermazioni mi sembrano retoriche e vuote di contenuti sostanziali.
Sulla prima osservo che esiste una prassi particolare: fare sottoscrivere aumenti di capitale in nostre SpA da fondi esteri, magari partecipati anche da nostri stessi connazionali azionisti di quelle stesse SpA. Ora, questi investimenti non dovrebbero essere cumulati in un unico conto insieme a quelli “veri”, che invece mi pare siano in fase di contrazione. Vi sono poi anche imprenditori che delocalizzano la loro SpA all’estero o che la vendono direttamente a soggetti esteri veri. E che dire di molti casi come quello della grande “fabbrica (solo) promessa” da Stellantis in Molise? A questo punto, la prima affermazione andrebbe documentata e integrata con le cifre delle entrate vere, cioè al netto delle uscite vere.
Sulla seconda, osservo che organizzazioni come la Caritas affermano che è in crescita il numero di chi, pur avendo un lavoro, si reca presso di loro per ricevere generi alimentari. A questo punto mi viene da dire (maliziosamente, lo ammetto, ma a pensar male …) che “E’ aumentato il potere di acquisto delle famiglie che possono acquistare”, cioè che si è ampliata quella che ho battezzato “Forbice Ferroviaria”: dalla “seconda classe” poche persone sono passate alla “prima classe” e molte alla “terza classe”, se non addirittura – e sono in numero crescente! – da ex passeggeri che sono stati fatti scendere dal treno perché non possono acquistare nemmeno quel biglietto. In altre parole, alla rottura dell’ “Ascensore Sociale” si è affiancata una diversa composizione del Treno Sociale composto solo da carrozze di due classi: di prima e di terza.
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LA MIA LAUREA IN LEGGE …
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 11 Febbraio, 2026 @ 2:18 pm …mi farà votare NO al referendum.
Correva l’anno 1968 a UniGenova.
Ancora oggi conservo gelosamente uno dei libri dell’esame di Filosofia del Diritto (di Hans Kelsen), la materia che più è rimasta impressa nella mente e nel cuore.
La filosofia: la ricerca e l’amore per il sapere, per la conoscenza della causa e della finalità di ogni legge … Io poi, sono innamorato di un grande filosofo, tale Socrate, per il suo “so di non sapere” ed allora mi dico:
“IO SO DI NON SAPERE perchè si dedica tempo ed energia a questa riforma e non ci si preoccupa invece di affrontare e risolvere i due più gravi problemi della Giustizia:
1) l’enorme durata dei processi;
2) la situazione disastrosa delle carceri italiani che tutto fanno tranne che adempiere alla prevista funzione rieducativa.
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REFERENDUM CONFERMATIVO DI MARZO 2026
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 11 Febbraio, 2026 @ 2:16 pmIo voterò NO.
Il Decreto del Presidente della Repubblica del 13 gennaio 2026 ha indetto per il 22-23 marzo 2026 il referendum popolare confermativo, volto a consentire agli elettori di decidere: se si vota SI, il testo della legge di revisione costituzionale viene approvata ed entrerà in vigore; se si vota NO, resteranno valide le norme costituzionali attualmente vigenti.Il quesito è stato modificato a seguito di D.P.R. 7 febbraio 2026 come segue:
«Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”?»
Sono stati inseriti in aggiunta gli articoli della Costituzione oggetto di modifica. Il quesito è cambiato a seguito dell’Ordinanza della Corte di Cassazione – Ufficio Centrale del Referendum del 6 febbraio scorso che ha ritenuto di accogliere la richiesta referendaria avanzata sulla stessa legge da 15 giuristi mediante la raccolta di firme di oltre cinquecentomila elettori.
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REFERENDUM si/NO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 11 Febbraio, 2026 @ 2:13 pmSenza quorum, quindi a maggior ragione andiamo tutti a votare! (io voterò NO).
Nella versione originariamente proposta dai SI-gnori propositori non era indicato che si trattava di modificare i seguenti articoli della nostra Costituzione:
87 poteri del Presidente della Repubblica, presidente del Csm
102 funzione giurisdizionale
104 autogoverno della magistratura – Csm
105 compiti del Csm
106 nomina di Consiglieri della Corte di cassazione
107 distinzione delle funzioni tra giudicante e requirente
110 funzione di organizzazione del servizio Giustizia da parte del ministero della Giustizia.
A seguito di oltre 500.000 firme, ora questi “numerini” saranno indicati sulla scheda. Tuttavia per la gente “comune”, quella “non studiata” non è semplice capire il perché del precedente silenzio e il significato di queste modifiche. A tutti io mi permetto di dire che “a pensar male si fa peccato ma si indovina” quindi nel dubbio votate NO.S
e poi dedicate tempo, in internet trovate lo schema delle modifiche: se ne comprendete il significato, votate NO. In caso contrario, ove non riusciate a comprenderlo, a maggior ragione votate NO.
Nel diritto romano si usava dire “Legem brevem esse oportet quo facilius ab imperitis teneatur”: è necessario che ogni legge sia sintetica affinchè possa essere subito compresa anche dai non addetti ai lavori.
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IO VOTERO’ “NO”
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 9 Febbraio, 2026 @ 2:08 pmA quelle già espresse aggiungo altre motivazioni che sono alla base della mia decisione. Chi voterà “SI” afferma che occorre superare una pretesa politicizzazione della magistratura, in quanto è divisa in correnti “politiche”. A loro sottopongo alcune sottolineature:
- Potere Legislativo. Quasi sempre è svuotato del suo ruolo istituzionale a causa dell’elevato utilizzo dei decreti; segue le indicazioni politiche della maggioranza politica; evita il dialogo parlamentare con le minoranze, il quale invece – a favore del l’intero paese – potrebbe arricchire di contenuti concreti ogni decisione, come dovrebbe accadere in una democrazia parlamentare tale non solo nella forma ma anche nella sostanza. Ai sostenitori del SI mi viene quindi da dire: “Medice, cura te ipsum”! (Medico, cura te stesso!).
- Potere Esecutivo: di fronte ad atti di violenza su cose e persone compiuti da gruppi di delinquenti, essendo stato vigliaccamente aggredito e ferito un poliziotto già a terra (!) la PcM ha affermato: “E’ tentato omicidio!” volendo suggerire politicamente alla magistratura il capo di imputazione. Inoltre, questa parte politica esige che sia posto il controllo sulla magistratura, ma cerca di alleggerire il controllo sulla propria azione oggi esercitato dalla Corte dei Conti: “Pondus et pondus” (due pesi, due misure, una per comprare, una per vendere).
- Potere Giurisdizionale – unico fra i tre poteri dello stato – è costituito da persone che hanno studiato, superato concorsi, maturato esperienze sul campo: verrebbe “controllato” dal voto determinante di persone che si trovano in quella posizione a seguito dei risultati di elezioni politiche, il che non garantisce che abbiamo la competenza per comprendere e tanto meno valutare l’operato degli specialisti che pretendono di controllare: Quis cutodiet ipsos custodies? Ma quelli, i controllori, chi li controllerà (se non la politica stessa. N.d.r.)? Così dopo oltre 2000 anni riscriverebbe Giovenale!
Mi sono riferito alla funzione “controllo” perché è il termine usato dallo stesso Ministro della Giustizia: “La magistratura oggi è senza nessuno che la controlli”, dimenticando che per la nostra Costituzione, quella oggi in vigore e che sarà tale anche al momento del voto sul referendum, prevede che la magistratura sia soggetta solo alla legge.
Riccardo Lucatti, Trento.
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