UN FUTURO PROGETTUALE TERRITORIALE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 4 Aprile, 2026 @ 1:48 pm

Sulla necessità di trasformare la nostra Autonomia in una Autonomia Progettuale, mi rifaccio ai miei numerosi recenti miei interventi sul ilT che in parte qui riprendo, mirati tutti a sollecitare lo sviluppo di una progettualità territoriale autonoma, ad ogni livello. Mi riferisco poi a quanto affermato dall’ex Presidente della Provincia Lorenzo Dellai nell’intervista su ilT del 2 aprile e all’opinione dall’ex sindaco di Aldeno Nicola Fioretti sull’edizione del 4 aprile dello stesso quotidiano in merito alla funzione (a mio avviso strategica, cioè indispensabile e insostituibile) di una progettualità territoriale e nuova rispetto al passato. Su detta materia, noi di Italia Viva da anni insistiamo in analoga direzione affrontando il problema – fra i tanti – da due punti di partenza diversi ma assolutamente concreti e convergenti: 1) la necessità di riformare il Rapporto di Autonomia fra la Provincia e i Comuni; 2) l’opportunità di trasformare un Progetto Locale (un caso per tutti: la nuova cabinovia Trento-Monte Bondone) in un Progetto Interregionale, il che comporta la necessità di inserire nel progetto di riforma dell’Autonomia di cui al precedente n, 1 anche il soggetto Regione. Siamo ben lontani, quindi, dalla riduzione dell’Ente Regione a terreno di spartizione di un potere politico avulso di contenuti.

Sul primo punto, quello “comunale”, occorre riunire in capo allo stesso soggetto il potere (e la disponibilità finanziaria, oggi soprattutto in capo alla Provincia) alla responsabilità (della gestione e dei risultati, oggi troppo spesso ricadente in capo ai Comuni) in particolar modo in presenza di una Provincia che ha chiuso il bilancio annuale con un forte avanzo finanziario. Occorre infatti passare dalla politica comunale che prende le mosse dalle coperture finanziarie (con quello che riceve dalla Provincia, quante sono le esigenze il Comune riesca a soddisfare) a quella che inizia dai fabbisogni (a fronte di tutte le esigenze del Comune, quante risorse – tramite la Provincia – competano al Comune): infatti, se Cristo si è fermato ad Eboli, l’Autonomia non può fermarsi il Provincia! Ciò vale soprattutto per Trento, il Comune Capoluogo il quale, a parte la concentrazione di iniziative e istituzioni fondamentali per l’intera provincia, di giorno raddoppia il numero di presenze per l’ingresso dei lavoratori pendolari. Vi sono poi Comuni capoluogo delle Comunità di Valle, (fra i quali cito quello che detiene il primato provinciale di presenze turistiche: Riva del Garda): questi Comuni hanno necessità particolari di gestione e di accoglienza che altri Comuni non hanno, quale, ad esempio, la fornitura di alloggi accessibili per i molti lavoratori pendolari indispensabili alla stagione agricola o turistica. Infine, per i Comuni minori occorre passare dalla “politica con il cappello in mano” a quella di uffici provinciali tecnici strumentali rispetto alle iniziative progettuali nate nella periferia dell’attuale potere centrale provinciale, ovviamente dallo stesso finanziate in funzione anch’essa strumentale e non di governo top-down. Una considerazione di carattere generale: crescita e decrescita sono al contempo causa o effetto rispettivamente di decentramento e accentramento. Semplificando: chi vuole crescere, deve decentrare; chi decentra, cresce. Analogamente, all’opposto, operano accentramento e decrescita.

Sul secondo punto, quello “interregionale”, sempre rimanendo sul piano della concretezza che contraddistingue il nostro modo di “essere nella Politica”, da anni stiamo suggerendo l’idea che la nuova cabinovia Trento-Monte Bondone sia la prima pietra di un nuovo prodotto turistico/economico, il Trentino Bike Safari, in analogia a quanto attuato da anni in Austria con il Tirol Bike Safari, progetto che ha messo in rete 750 km di ciclo discese, attirando masse di ciclo turisti e ciclo escursionisti anche nelle due Stagioni Belle, cioè in Primavera e Autunno. Il Progetto Trentino dovrebbe quindi allacciarsi ad un analogo Progetto Alto Atesino, dando vita al Trentino Alto Adige Bike Safari io quale si dovrebbe collegare all’esistente Tirol Bike Safari dando vita ad una Euregio Bike Safari! Questo progetto allargato comporta necessariamente l’attivazione dell’Ente Regione, sulla base dell’individuazione di nuove specifiche competenze anche operative soprattutto in ambito relazionale operativo. Anche in questo caso si tratterebbe di “crescita per decentramento” (di un progetto).

So che ci sono ben altri temi sui quali ragionare e che ben più profondo deve essere l’approfondimento delle idee sopra accennate, ma questo nostro modo di concepire, progettare, diffondere e sollecitare una nuova, diversa e concreta progettualità fa anch’esso parte del nostro citato modo di ”essere nella politica” in quanto ci sentiamo soggetti attivi per la realizzazione del Bene Comune che, secondo la definizione di Don Lorenzo Guetti, è quello “alla cui realizzazione tutti hanno contribuito personalmente sin dall’inizio”. Questo nuovo modo di sviluppare singoli progetti può essere attuato immediatamente e costituire la base sulla quale riformare i Rapporti di Autonomia fra gli Enti Pubblici Territoriali interessati: prima (del tutto legittimamente) di fatto e dopo legislativamente anche sotto il profilo formale. Queste mie idee sono un’utopia? Certo, solo che l’utopia è un progetto molto ambizioso semplicemente “non ancora” raggiunto.

Riccardo Lucatti, SiTrento / Responsabile Tavolo di Lavoro Finanza ed Economia mista Italia Viva Trento – 4 Aprile 2026

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“TRENTO AL BIVIO”

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 2 Aprile, 2026 @ 2:42 pm

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SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE IN TRENTINO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 27 Marzo, 2026 @ 7:15 am

Ottimi medici, ottimi infermieri: buoni ma pochi. Molti se ne vanno in altre regioni o nel settore privato. Pochi gli “immigrati” del settore. Perché? Se quando io ero a capo di una delle mie numerose SpA avessi auto un organico di dirigenti inferiore al necessario i miei azionisti me ne avrebbero chiesto subito ragione. Gestione politica e gestione organizzativa del sistema “non del tutto condivisibili” (per usare un eufemismo.

Disponiamo di ottimi singoli centri specialistici utilizzati anche da pazienti di fuori regione; ci si preoccupa di costruire un grandioso ospedale nuovo (si commettono “incertezze” nei bandi pubblici che ne ritardano la realizzazione); si adotta l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale ma si creano problemi nel sistema di prenotazione CUP-Centro Unico di Prenotazione; si cerca di diminuire l’enorme lunghezza delle liste di attesa con artifici “particolari” quali limitare la validità temporale delle prescrizioni (chi ha bisogno “veramente” di quella visita od esame si farà ben carico di farsi rifare una prescrizione aggiornata!); si spostano gli “attendenti medici” (coloro che le telefoniste hanno inserito in una data certa – sia pure molto lontana – per una visita o di un esame) da quella lista ad una nuova lista: quella deli “attendenti telefonici” cioè quella di chi sarà richiamato dalle centraliniste telefoniche (quando non si sa, e così magari quella prescrizione può scadere!).

In compenso i medici specialisti dipendenti pubblici che per visite private intra moenia incassano una somma maggiore del loro stipendio pubblico, sono quelli che hanno le liste di attesa pubbliche più lunghe.

Se poi il paziente necessita di visite ed esami diversi da effettuarsi presso specialità e/o strutture diverse, piò accadere che, quand’anche abbia avuto fissate le varie date, venga a mancare la necessaria contestualità della raccolta delle risultanze e/o della valutazione complessiva.

Il “bello” (bello si fa per dire) è che queste circostanze non emergono da speciali indagini svolte da ispettori pubblici o da denunce dell’utenza, ma sono “tranquillamente” riportate sulla stampa locale. “Tranquillamente” ecco il dramma! Manca una azione (da parte della politica locale) ed una reazione da parte dell’utenza alla quale “non resta che piangere” o non resta che scrivere come sto facendo io e soprattutto non resterà che votare in un certo modo (diverso) alle prossime elezioni provinciali e politiche.

Riccardo Lucatti, ITALIA VIVA TRENTO, (im)paziente in alcune liste di attesa telefoniche alla “sarà richiamato”.

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LE RIFORME MANCANTI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 26 Marzo, 2026 @ 5:56 am

Fra le tante necessarie ne indico alcune.

1 – A livello nazionale, giustizia.

Giustizia: il governo ci diceva che la separazione delle carriere era “la riforma della giustizia”. A mio avviso era un approccio parziale sbagliato non approvato, così come sarebbe stato un approccio parziale sbagliato anche se fosse Stato approvato. In altre parole. L’approvazione o la non approvazione dell’iniziativa governativa non cambia la sostanza (inadatta allo scopo) dell’iniziativa.
Adesso da componenti di una delle componenti della coalizione governativa sento dire che “la riforma della giustizia è molto più complessa: un tassello è stato stoppato, ma ciò non toglie che il governo proceda con gli altri interventi necessari: un modo per “salvarsi in angolo”. In ogni caso mi auguro che i primi degli ulteriori tasselli siano la riduzione della durata dei processi; il completamento degli organici; la dotazione di sistemi SW e HW.
Mi restano due pesanti dubbi: le intercettazioni potranno ritornare nella disponibilità dei magistrati o purtroppo resteranno in quella dei generali delle forze armate? La Polizia Giudiziaria, resterà giustamente nella disponibilità dei magistrati o purtroppo passerà in quella delle predette forze armate?

2 – A livello locale, sanità.

Sanità pubblica, ovvero la necessaria riduzione delle liste di attesa. Non sono condivisibili gli attuali parziali interventi di facciata, quale quello della limitata durata delle prescrizioni che oltre tot mesi “scadono” per vedere se il paziente ha “veramente” bisogno della cura; al pari di quella di non fissare la visita richiesta dicendo al paziente che “sarà richiamato” (quando?); ugualmente, quella di passare – senza avvertire i pazienti – dal sistema della conferme e/o richiamate telefoniche a quella dell’attivazione delle prenotazioni attraverso avanzati sistemi computerizzati il cui utilizzo non è alla portata di tutti, soprattutto delle sempre più numerose persone sempre più anziane.

3 – A livello locale, autonomia (ilT, 25  marzo 2026, pag.6)

“Leggo a pagina 19 del “mio” quotidiano ilT del 18 marzo: “Comuni trentini in forte sofferenza:” denuncia avanzata dal Presidente delle Autonomie Locali, Michele Cereghini; dibattito concluso da Francesco Valduga.
Si parla di tutti i comuni trentini, infatti “non esistono quelli di seria A e quelli di serie B … tutti sono carenti di personale e di adeguati modelli organizzativi … una fragilità che di manifesta soprattutto nei Comuni di piccole dimensioni”, cioè, aggiungo io, nel 90% dei casi, compresi “60 Comuni in difficoltà finanziaria”.
Per superare questa situazione, a mio avviso occorre riformare il Rapporto di Autonomia Provincia-Comuni, unendo il potere (e la disponibilità finanziaria) alla responsabilità (della gestione e dei risultati) soprattutto in presenza di una Provincia che ha chiuso il bilancio annuale con un forte avanzo finanziario.
Occorre infatti passare dalla politica che prende le mosse dalle coperture finanziarie (con quello che riceve dalla Provincia vediamo quante esigenze il Comune riesce a soddisfare) a quella che inizia dai fabbisogni (a fronte di tutte le esigenze del Comune, quanto la Provincia gli deve dare).
Che poi è impreciso dire che la Provincia “debba dare”, bensì è meglio riformare il ragionamento e dire: a fronte del totale incassato dalla Provincia, la quota che spetta al Comune è quella necessaria al soddisfacimento di tutte le sue esigenze.
Infine, se la “divisione in classi” dei Comuni non è in linea di principio condivisibile, tuttavia è indiscutibile che alcuni Comuni siano “diversi” dagli altri: cito innanzi tutto Trento, il Comune Capoluogo il quale, a parte la concentrazione di iniziative e istituzioni fondamentali per l’intera provincia, di notte ha 120.000 abitanti e di giorno ne raddoppia il numero per l’ingresso dei lavoratori pendolari. Vi sono poi Comuni capoluogo delle Comunità di Valle, (fra i quali citto quello che detiene il primato provinciale di presenze turistiche: Riva del Garda): questi Comuni hanno necessità particolari di gestione e di accoglienza che altri Comuni non hanno, quale, ad esempio, la fornitura di alloggi accessibili per i molti lavoratori pendolari indispensabili alla stagione agricola o turistica.
Riccardo Lucatti – Italia Via Trento”.

Riccardo Lucatti, ITALIA VIVA TRENTINO

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LA FALSA PROPAGANDA DEL SÌ, PUNTO PER PUNTO:

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 19 Marzo, 2026 @ 10:29 am

1) Bisogna separare le carriere per rendere il giudice terzo.
FALSO!
Il giudice italiano è già terzo perché non ha condotto le indagini e non ha già valutato quel fatto. In quasi la metà dei processi il giudice decide in modo diverso dal PM, quindi non ha alcun problema a dargli torto (e viceversa il PM, che impugna le sentenze dei giudici).

2) La giustizia disciplinare non funziona perché si proteggono tra loro.
FALSO!
I dati (non le chiacchiere) dimostrano che in Italia, nei confronti dei magistrati, vengono irrogate il sestuplo delle condanne disciplinari rispetto alla Francia, il quintuplo rispetto alla Spagna e rispetto a quelle irrogate agli avvocati italiani dai loro stessi organi disciplinari.

3) L’arbitro non può portare la stessa casacca di una delle squadre.
FALSO!
Il processo italiano non è una partita di calcio dove si scontrano due antagonisti. Il PM non deve cercare la condanna a tutti i costi. Deve fare (e fa ogni giorno) indagini anche a favore. Deve chiedere l’assoluzione se l’imputato risulta innocente. Non ci guadagna nulla in caso di condanna. Il PM non vince se l’imputato viene condannato. I giuristi che usano questo argomento sanno di mentire. Chiedete loro perché mentono.

4) Bisogna spezzare il sistema delle correnti attraverso il sorteggio.
FALSO!
Le correnti e l’ANM continueranno ad esistere esattamente come oggi (come esistono i sindacati con le loro sigle). Verranno sorteggiate persone molto probabilmente iscritte o comunque vicine ad una delle correnti. Gli scandali del 2019 sono solo una scusa per colpire la magistratura perché chi sostiene il Sì sa benissimo che furono altri magistrati ad accertare quei fatti. Chi sostiene il SÌ sa pure che i soggetti coinvolti hanno avuto procedimenti disciplinari e, in alcuni casi, penali. Alcuni hanno lasciato la magistratura o sono stati destituiti. Dal 2019 sono cambiate le regole che il CSM usa per decidere, è stato riformato lo statuto dell’ANM e alcune correnti sono state rifondate. È solo una strumentalizzazione.

5) La riforma renderà la giustizia più giusta ed efficiente.
FALSO!
La riforma non incide sul funzionamento della giustizia.
I cittadini comuni non trarranno alcun beneficio dalla riforma.
Quanto agli errori giudiziari, i dati dimostrano che l’Italia ha percentuali di errori ben più basse dei Paesi dove le carriere sono separate (ma questo non ve lo dicono).
In ogni caso la riforma non c’entra nulla con Enzo Tortora, con Garlasco, con i poliziotti aggrediti, con la famiglia del bosco.
È falsa propaganda.

6) La riforma farà pagare i giudici che sbagliano.
FALSO!
La riforma non incide sulla responsabilità civile dei magistrati che esiste già dal 1988, basta leggere la legge.

7) Anche i laici verranno sorteggiati.
FALSO!
I laici verranno sorteggiati da un elenco di persone scelte dal Parlamento. Potrà succedere che la politica, ad esempio, ne scelga 11 per sorteggiarne 10. Il sorteggio di fatto è solo per i togati, ossia per i magistrati.

8) La Magistratura rimarrà indipendente.
FALSO!
La riforma offre la possibilità alla legge ordinaria, quindi alla maggioranza di turno, di ridurre in concreto l’autonomia della magistratura. Una norma costituzionale non deve affidare le tutele alla legge ordinaria, ma deve porre limiti chiari e certi, cosa che la riforma non fa.

9) L’unità delle carriere risale ad una legge fascista. Il NO difende il fascismo.
FALSO e incredibile!
L’unità delle carriere risale allo Stato liberale (al 1865 e al 1907) quindi a molto prima del Fascismo. La Costituzione (repubblicana e antifascista) ha ribadito l’unità delle carriere, garantendo però in concreto l’indipendenza della Magistratura dalla politica attraverso l’unico CSM eletto, ossia ciò che ora si vuole eliminare.

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REFERENDUM

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 11 Marzo, 2026 @ 6:55 am

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QUALE STATUS PER LA CITTA’ DI TRENTO.

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 10 Marzo, 2026 @ 7:49 am


Titola così l’editoriale odierno su ilT quotidiano, un importante e assolutamente pregevole intervento di un amico molto qualificato ed esperto in materia, su un tema che sta molto a cuore anche a me personalmente e che ho trattato spesso, utilizzando un linguaggio assai più elementare: occorre riunire su un unico soggetto il potere (troppo concentrato sulla provincia) e la responsabilità (spesso ricondotta in capo ai comuni ad iniziare dal Comune Capoluogo) all’interno della necessaria RIFORMA DEL RAPPORTO DI AUTONOMIA PROVINCIA-COMUNI una riforma che prima che essere “di legge” può ben essere “di fatto”.
Infatti, quanto alla distribuzione delle risorse finanziarie, non si comprende perché l’automatismo della loro attribuzione si fermi al loro “arrivo” in Provincia ed invece non possa proseguire, per una parte adeguata, verso i Comuni, ad iniziare dal Comune Capoluogo, soprattutto in presenza di forti avanzi del bilancio provinciale.
Se Cristo si è fermato ad Eboli, l’Autonomia si è fermata alla Provincia. Occorre provvedere.

Riccardo Lucatti, Tavolo di Lavoro Finanza ed Economia mista ITALIA VIVA TRENTO.

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FERROVIA DELL’AVISIO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 9 Marzo, 2026 @ 12:40 pm

Ho letto con interesse l’articolo a firma Gilberto Bonani sul ilT dell’8 marzo in merito alla Ferrovia dell’Avisio e i contributi di Massimo Girardi, Presidente dell’Associazione Transdolomites, contributi da me totalmente condivisi e che mi hanno suscitato alcune riflessioni.

OCCORRE UNA RISPOSTA ADEGUATA AI TEMPI – Taluno afferma che il progetto sostenuto dall’Associazione Transdolomites costi troppo. Argomentazione inaccettabile se avanzata da chi ha la responsabilità di governare un territorio soprattutto in presenza di prospettive future molto incerti e mutevoli. Quanto meno infatti  occorre ampliare lo sguardo su ciò che sta accadendo localmente: numero chiuso delle auto sui passi dolomitici; controllo degli accessi delle auto per un nostro famoso piccolo, bellissimo  lago; stazioni sciistiche nelle quali un turista non riesce nemmeno a parcheggiare l’auto e se ne torna a casa, sci sul tetto; fortissimo incremento di un nuovo turismo: il cicloturismo anche “ferroviario”, di pari passo con il forte sviluppo delle biciclette a pedalata assistita, bici usate sempre di più da un’utenza più avanzata in età e dotata di maggiore capacità di spesa;  necessità di contingentare il turismo in Estate e Inverno e di incrementarlo nelle due Stagioni  Belle (Primavera e Autunno);  guerre che nascono  come funghi e fanno raddoppiare il costo dell’energia; cambiamenti dei flussi turistici; etc.. Sono segnali da tenere nel dovuto conto.

IL FINANZIAMENTO DEL PROGETTO. Il progetto della ferrovia in discorso deve essere affrontato iniziando dalla individuazione del soggetto giuridico che se ne faccia carico: a mio avviso potrebbe essere una Spa pre-progettuale, di scopo, mista pubblico-privata, la quale coinvolga gli operatori economici e gli enti pubblici dell’area interessata, per la costituzione di un primo capitale proprio. Questa SpA inoltre, attraverso la politica locale, dovrebbe attivare da parte dello Stato l’emissione di TIR-Titoli pubblici Irredimibili di Risparmio Emissione Speciale finalizzata al finanziamento della ferrovia in discorso attraverso il proprio Ente Ferrovie: si tratta di titoli pubblici molto appetibili anche dalla ricca finanza privata italiana ed estera i quali escludono espressamente il diritto del loro riscatto e conseguentemente non sono titoli di debito bensì di risparmio e aumentano la liquidità del Tesoro senza aumentare il debito pubblico!  Ove il Tesoro volesse ridurne l’ammontare in circolazione, si presenterebbe come acquirente in Borsa. Ciò potrebbe valere come test di prova da parte del Tesoro per il varo di successive maggiori emissioni di tale specie, quest’ultime non vincolate a specifici progetti: e sappiamo quanto forte sia oggi sia la necessità di ridurre il debito pubblico ed al contempo disporre di maggiore liquidità!
Una emissione del genere è stata fatta il 25 agosto 2020 da una primaria banca italiana la quale, a fronte di 1,5 miliardi di suoi titoli emessi, ha ricevuto richieste di acquisto per ben 6,5 miliardi: e gli irredimibili pubblici sarebbero tassati la metà di quelli privati bancari!
Inoltre, i moltissimi turisti che già frequentano la zona attraversata dalla nuova ferrovia e  gli imprenditori economici che operano lungo l’area attraversata dalla ferrovia, sono potenziali finanziatori dell’opera in qualità di acquirenti di BOC-BOP Buoni Ordinati Comunali/Provinciali ex art. 35 della L. n. 724 del 23.12.94 remunerati ad un punto oltre il rendimento dei titoli di Stato, con durata minima cinque anni e convertibili in azioni della SpA di scopo.

 IL SISTEMA DELLE RETI. Il collegamento in rete dei vari aspetti del progetto: societario, ingegneristico, turistico, finanziario, economico e prospettico, sarà un contributo di metodo che questa ferrovia darà ad un Nuovo Sistema Trentino: una Grande Rete  composta da tante singole “piccole” reti che devono essere  completate o realizzate  e, loro volta,  messe  reciprocamente in connessione: non solo l’ auspicata rete delle ferrovie a scartamento ridotto, bensì anche quella (esistente e ampliabile) degli impianti di risalita; quella (da completare) delle  piste ciclabili di fondo valle; quella (da realizzare) delle ciclo discese del Trentino (sull’esempio di quanto realizzato da anni in Austria con il Tirol Bike Safari, con i suoi 750 km di ciclo discese): il “Trentino Bike Safari” avviabile  – come sto insistendo da molti anni –  da Trento  con la realizzazione della cabinovia Trento-Monte Bondone e via via sino a creare una Euregio Bike Safari.

UN SUGGERIMENTO – Occorre sin d’ora evitare che i previsti interventi di sistemazione e integrazione dell’attuale viabilità ordinaria distruggano irrevocabilmente tratti della auspicata linea ferroviaria, come invece purtroppo è accaduto in occasione della nuova galleria stradale del Passo San Giovanni nella tratta Alto Garda-Valle dell’Adige, dove gli interventi effettuati rendono impossibile il ripristino di quella tratta ferroviaria se non a costi enormi anche dal punto di vista ambientale. Lo stesso è accaduto per la tratta ferroviaria cha da Ora saliva verso il passo San Lugano o per quella Bolzano-Appiano: se ne accorge chi – come me – oggi percorre in bicicletta tutti quegli itinerari. Infatti, ove ciò avvenisse, dopo sarebbe anche troppo facile replicare che il ripristino della ferrovia voluta dall’Associazione Transdolomites sarebbe impossibile se non altro per questo “ovvio e palese” motivo.

Riccardo Lucatti, Tavolo di Lavoro Finanza ed Economia mista (pubblico-privata) ITALIA VIVA Trentino.

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In memoria di RUGGERO POLITO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 5 Marzo, 2026 @ 1:37 pm

Così scrive Antonio Vicentini, l’attuale Presidente dell’Associazione Amici della Musica di Riva del Garda:

Inizia
“Per ricordare il compianto dottor Ruggero Polito (mancato il 18 marzo 2014) presidente dell’associazione Amici della Musica di Riva del Garda per più di quarant’anni .L’Associazione ogni anno dedica alla sua memoria un concerto per duo Violino e Pianoforte. Il perchè di questo organico: il dottor Polito, già Presidente del Tribunale di Rovereto, era appassionato musicista dilettante praticante nel violino giungendo a frequentare da pensionato il Conservatorio di Riva del Garda la classe di violino fino all’8° anno di corso, e componente della Camerata musicale di Arco fin dalla sua fondazione. Inoltre si dilettava privatamente e per amici come pianista allietando i suoi incontri con il repertorio pianistico più popolare. Ecco il concerto dedicato alla sua memoria per onorare chi ama ascoltare la musica e chi la pratica nel proprio tempo libero da impegni di lavoro”.
Finisce.

Per molti anni io sono stato Tesoriere di quell’Associazione, chiamato a ricoprire il ruolo da Ruggero, subito diventato un carissimo e prezioso amico: persona piena di curiosità, attenzione, entusiasmo , disponibilità all’ascolto, generoso ed ospitale … una Persona che lascia un vuoto colmabile solo parzialmente dal ricordo che ha lascito in tutti noi!

Di Ruggero, una per tutte. Un giorno si trovava a pranzo in un ristorante a Trento, insieme ad amici musicofili. Il gestore lo riconosce e gli dice che il cameriere ventitreenne che lo sta servendo a tavola studia violino al conservatorio di Bolzano. Detto, fatto! Ruggero lo vuole conoscere. Lo invita a casa sua a Riva del Garda. Apprende che da anni il giovane, un Albanese giunto a Bari all’ età di 18 anni e dopo due anni trasferitosi a Trento, dorme quattro ore per notte per conciliare lavoro e studio del violino. Apprende che il giovanotto ha già vinto un concorso e come premio ha ricevuto l’uso di un violino per quattro anni. Apprende che i quattro anni stanno scadendo. Quindi gli presta prima uno, poi due dei suoi preziosi violini (fra i quali un modello Tononi del 1728), da restituirsi “quando ti sarà possibile”. Da anni, quel giovanotto, Xhoan (Gioan) Shkreli è nei primi violini alla Fenice di Venezia, ed è venuto a Riva del Garda per suonare nella Messa funebre di Ruggero (esequie celebrate da Don Marcello Farina).

CONCERTO PER VIOLINO E PIANOFORTE, SABATO 14 MARZO ORE 17,30 PRESSO LA SALA DELL’AUDITORIUM DI RIVA DEL GARDA.

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BRAVISSIMA ITALIAVIVA!

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 5 Marzo, 2026 @ 11:38 am

Diciamo meglio: il Senato – questa è una notizia vera – ha approvato la proposta di ITALIA VIVA per una nuova commissione d’inchiesta, quella sulle fake news!

Si tratta di un intervento importantissimo, perché si deve combattere la prassi della diffusione a piene mani di notizie non vere, semplicemente strumentali a “particolari” idee di fondo, diffusione che genera una nuova epidemia, l’infodemia, ovvero l’incapacità della massa della popolazione distinguere il vero dal falso, il che agevola la nascita dell’infocrazia, cioè di un potere anche politico basato su bugie, apparenza, promesse, nessuna sostanza, nessuna visione del futuro.

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