IL NUOVO SINDACO DI TRENTO, FRANCO IANESELLI, AL CONSIGLIO COMUNALE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 8 Ottobre, 2020 @ 6:39 am

post 4038

Ho letto e condiviso il discorso di saluto al Consiglio Comunale del nostro nuovo sindaco di Trento, Franco Ianeselli. Franco, noi di PiuTrentoViva siamo orgogliosi di avere contribuito alla tua elezione e siamo pronti a continuare a fornire il nostro contributo professionale su singoli progetti. Da sperimentato manager, presidente e amministratore delegato di SpA mi permetto di osservare che tu hai tutto cià che occorre per avere successo: la visione del futuro; la visione d’insieme del sistema e dei sistemi; l’onestà intellettuale; la capacità di coinvolgimento; il coraggio; l’entusiasmo; la determinazione; la credibilità.  Buon lavoro, Franco!

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POESIE A VELA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 7 Ottobre, 2020 @ 7:22 am

Detto altrimenti: tre poesiole per la mia barca, un monotipo da regata di sette metri, un Fun di nome Whisper, numero velico ITA 526. La prima, mia, scritta poco dopo il suo acquisto; la seconda, scritta da Whisper, di adesso che dopo 30 anni la sto usando molto meno. Infine, la terza, ancora mia, una poesia per tutte le Vele Rivane. (post 4037)

WHISPER

S’illumina al sole
ti aspetta.
La prendi
la porti nel vento
rspira il tuo stesso respiro
sussulta
lei freme
sospira.

FUNFRALENUVOLE

Nuvole amiche del ciel vagabonde
che non restate mai ferme un momento
onde d’un lago ch’è privo di sponde
madrine dell’Ora e figlie del Vento;

nuvole dolci se il sole v’irrora
voi sempre riuscite ad essere nuove
calde la tramonto più fredde all’aurora
liete col bello e un po’ tristi se piove;
nuvole diafane ai raggi solari
che v’arricchite di porpora e d’oro
e nel chiaror di regate lunari
fate del cielo un cangiante traforo;

nuvole buone che ‘l Garda ombreggiate
e che lenite l’arsura de’ campi
del Nastro Azzurro oppur corrucciate
dell’Intervela fra fulmini e lampi;

nuvole alte dai bianchi contorni
diademi regali a cime rivane
nuvole sparse in cui volano storni
nido incantato di cigni e poiane;

di tutte voi dal meriggio allorquando
io nacqui sul lago mi innamorai
da molti anni ormai sto veleggiando
senza potere raggiungervi mai!

E la mia randa io sempre l’ho indosso
la tuga consumo al sole ed al gelo,
ma in Fraglia Vela star fermo non posso:
non voglio aver altro ormeggio che il cielo!

Rotte fra i monti io vo’ percorrendo
e in questo un poco ci assomigliamo:
nulla vi chiedo io nulla pretendo
se non poter dire quanto vi amo.

Eterna meta di tutta la vita
è il vostro porto che mai ho raggiunto,
è questa dura bolina infinita
che mi sospinge pur sempre a quel punto.

Quando dall’alto del monte Brione
la vela mia bordeggiar non vedrete
ed intonar questa alata canzone
voce planante di Fun non udrete,

amiche nuvole non lacrimate
poiché veliero del ciel diverrò
fra Dolomiti di neve imbiancate
prora di nuvole e cielo sarò.

VELE RIVANE

Il cielo è pulito, fa freddo.
Il Vento del nord respinge la nebbia.
Le palme e gli ulivi son scossi e muovon le foglie
qual ali che voglian migrare.
C’è Vento sul Lago da giorni.
Le cime nevose dei monti
dipingono l’aria di candidi sbuffi.

Nel porto un’orchestra.
Ascolta
tintinna di magico timpano
sartia d’acciaio
e insieme a folate impetuose
dà fiato ad un oboe solenne.
E l’onda, smorzata dal molo, applaude il concerto
lambendo gli scafi seduti in poltrona
nel proprio teatro di luci e di suoni.
In alto un gabbiano galleggia nel fiume sospeso.
Sull’acqua reali due cigni attendono il tempo.

Dal seno materno del porto si stacca una prora:
s’avanza invelata e scruta l’invito del vento.
Dapprima procede più lenta
poi prende vigore sull’onda che s’apre e l’accoglie
nell’umido abbraccio d’amante in attesa.
Carena sussulta si slancia
respira lo stesso respiro del cielo
e all’acqua regala la forma.

Le creste dell’onde s’uniscono all’aere in spume rapite.
Lo scafo ormai vola: e mentre ti portan sue ali
Lo senti vibrare, gioire e chiederti: “Ancòra!”.
Ma devi tornare
e volti la rotta in faccia alla furia che avverti più vera.
Non lotta con l’onda la prora che s’alza:
l’affronta, ricerca un’intesa, la trova, procede,

la senti che parla di te con l’acqua e col vento.

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VELE SENZA PAROLE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 6 Ottobre, 2020 @ 2:59 pm

Detto altrimenti: amarcord …      (post 4036)

1 – Due FUN, barche uguali, vele di prua diverse: Whisper stringe di più il vento. Se si va al contatto Whisper ha la precedenza perchè è sottovento

2 – Barche e vele di prua uguali
3 – Doppiata la boa di bolina, si issa lo spinnaker per la poppa
4 – Inizia il bordo di poppa
5 – Sulla linea del traguardo
6 – Whisper da sola
7 – Whisper inclinata
8 – Linee
9 – Ospiti svizzeri a bordo
10 – Incroci gardesani
11- Controluce al tramonto sul mare, verso la Corsica
12 – Dal mio Whisper, in solitaria, nelle Bocche di Bonifacio
13 – Finite le ferie, si rientra: Palau- Corsica, qui verso la Toscana
14 – E chi le sposta queste due folaghe?
15 – Anche se cadesse …
16 – Malcesine
17 – Da Riva del Garda, a cena a Malcesine con moglie e figlio
18 – Controluce dalla Fraglia Vela Riva
19 – Vela d’inverno a Riva del Garda
20 – Sotto la neve il Fun

Note tecniche

Foto 1 e 2: si nota la mia tendenza a tesare un po’ troppo le sartie volanti anche con vento debole ( = albero troppo flesso, la penna della randa perde un po’ di potenza) e a portare la barca un po’ (troppo) inclinata (= si aumenta un po’ lo scarroccio). Questo modo di portare la barca deriva dall’essere io abituato a veleggiare nei ventoni dell’Altogarda, il che richiede regolazioni “energiche”; la barca con cui è ingaggiato Whisper, dallo scafo bianco e rosso, dell’amico Alcide Morani, “vive” nel basso lago ed è abituata a venti meno violenti, e ugualmente il suo timoniere.
foto 4: Whisper è davanti!
Foto 2: il punto di scotta del fiocco di Whisper è più chiuso, più centrato rispetto a quello del concorrente: con poca onda ciò conferisce maggior angolo di bolina. Da evitare con onda perchè ad angolo più chiuso, corrisponde una spinta minore e la barca sarebbe frenata dalle onde.
Si tratta di piccole sfumature che però, trattandosi di una regata fra barche rigorosamente uguali (= monotipi), fanno la differenza.
Foto 3: la bandiera rossa a poppa significa che abbiamo elevato “protesta” contro un concorrente che ci ha danneggiato (ad esempio: che non ci ha concesso una precedenza dovuta, non ricordo). Deciderà la giuria di gara.

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DEMOCRAZIA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 6 Ottobre, 2020 @ 2:39 pm

Detto altrimenti: repetita juvant, ripetere il concetto giova!   (post 4035)

IL SIGNIFICATO DEL TERMINE. Il termine “democrazia” nei millenni ha assunto in successione tre significati diversi: 1) potere sul popolo (il democrator era il dittatore); 2) strapotere del popolo (oggi del popolo delle reti); potere del popolo.

Who opened the door for the democrator? / And how come he let in the market-conquistadors? / Why is he acting as if he has something to hide? / The privilege of the stupid is to be taken for a ride. – Chi ha spalancato la porta al democrator? E com’è che costui si è collocato nel novero dei conquistadores? Perché si sta comportando come se avesse qualcosa da nascondere? Il privilegio dello stupido è di farsi prendere in giro.

Farsi prendere in giro, oggi? Regredire dal terzo al secondo significato e poi al primo.

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LA DEMOCRAZIA IMPERFETTA – Un anonimo di Atene, conosciuto come l’anonimo ateniese appunto, da esule scrisse un piccolo trattato spiegando come mai la democrazia ateniese, nonostante tutti i suoi molti difetti, durasse così a lungo: proprio perché c’era chi la voleva difettosa per farle e fare (ad altri) violenza destreggiandosi con uno slalom fra i suoi paletti. E oggi qui fra di noi c’è chi vorrebbe fare uno “slalom speciale” fra i paletti della nostra democrazia parlamentare e cioè utilizzare i metodi democratici per trasformarla in una democrazia diretta da poche persone, cioè in una oligarchia.

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LA DEMOCRAZIA MALATA – La malattia è uno stato che conduce alla guarigione, all’invalidità o alla morte. Noi vogliamo che conduca alla guarigione. Altri vogliono diversamente.

I pericoli della rete

LA DEMOCRAZIA VIRTUALE – La pandemia ha indebolito il mondo, cioè le relazioni umane. Anche quelle politiche. La democrazia è come la fede, alla continua ricerca di se stessa. Orbene, anzi or-male, alla ricerca diretta e personale si stava sostituendo la ricerca attraverso la rete che tende ad offrirci una democrazia virtuale, cioè non vera. La pandemia, con il distanziamento fisico che comporta, ha accentuato questa degenerazione. Ecco perchè i capi rete non vogliono i partiti, non li vogliono in quanto centri di potere democratico che soppianterebbero il loro potere di capi di una democrazia virtuale diretta … diretta da loro stessi. Occorre fare sempre i collegamenti.

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DEMOCRAZIA E SEGRETO – Titolo di un piccolo grande libro di Norberto Bobbio: democrazia come “regime del potere visibile”, incompatibile – e qui il concetto continua ad essere suo ma le parole sono mie – con piani, strategie e ragionamenti invisibili, come sono quelli di chi vuole trasformare la democrazia parlamentare in una democrazia diretta (diretta da chi, poi!) cioè in una oligarchia. Il modo migliore per combattere questo virus micidiale è pensar male, perchè … si indovina! E rendere palese alla luce del sole ciò che viene simulato o dissimulato.

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ADDIO MONTI? NO … A PRESTO!

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 5 Ottobre, 2020 @ 3:32 pm

Detto altrimenti: 50 giorni all’alba!       (post 4034)

Tot giorni all’alba. Espressione del gergo della naja per indicare i giorni che mancano al congedo. Io la utilizzo a indicare quanti giorni mancano alla ripresa dello sci. Si, vabbè, anche per me, ma soprattutto per l’economia montana di tutte le zone alpine. Nel marzo scorso: impianti di risalita improvvisamente fermati causa virus e noi allontanati dalle  piste da sci. E dire che c’era ancora tanta neve! E nemmeno si poteva fare sci alpinismo, bloccati in casa com’eravamo dal coprifuoco. All’epoca io pubblicai il mio “Addio monti”:

Marzo 2020 in Paganella

“Addio, monti sorgenti dall’acque, ed elevati al cielo; cime inuguali, note a chi ha sciato tra voi, e impresse nella sua mente, non meno che lo sia l’aspetto de’ suoi più familiari; nevi, delle quali distingue il fruscio, come il suono delle voci domestiche; piste sparse e biancheggianti sul pendìo, come file di pecore pascenti; addio! Quanto è tristo il passo di chi, costretto da un virus, se ne allontana!” 

Chissà, il Manzoni … si starà rigirando nella tomba: evvabbè, se ne farà una ragione. Ora siamo ansiosi di vedere se e come potrà ricominciare la stagione sciistica, per i (due) motivi sopra adombrati. 2019, la prima neve, abbondante, a fine novembre. Impianti ancora chiusi, salii in Bondone in auto a farmi registrare le lamine degli sci da un amico maestro di sci,  Davide Danielli, che ancora ringrazio. Oggi, 2020, sci ampiamente collaudati, a quando la prima nevicata seria?

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BLOCKCHAIN

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 5 Ottobre, 2020 @ 11:04 am

Detto altrimenti: un problema per i miei lettori      (post 4033)

PROBLEMA

2018 – Due contropartite commerciali si scambiano e-mail, alla fine concludono un contratto. Orbene, la blockchain, letteralmente blocco-catena o catena con blocco, è una nuova procedura software che consente di creare, in coda a un primo documento (ad esempio la prima offerta del venditore) una serie di documenti “bloccati”: una catena ad accesso multiplo di documenti inamovibili e non più modificabili. In tal modo l’intero iter dell’interlocuzione scritta fra i soggetti è certificata quanto a originarietà e autenticità dei contenuti. Procedura prevedibilmente utilizzabile nella registrazione delle fasi della produzione industriale, alimentare, nelle registrazioni catastali, nei contratti, nella pubblica amministrazione, nella finanza, nella banca, etc.. Nel settore, si stimano investimenti per 9,5 miliardi di euro dal 2018 al 2021. Il governo ha stanziato in finanziaria 15 milioni l’anno di contributi e ha fatto dirottare dal CIPE 100 milioni dalle reti telefoniche alla blockchain. Una società milanese che gestisce una piattaforma web, a organizzato un convegno a Milano (frequentatissimo dai nomi più big dei settori interessati: IBM, Unicredit, Banca Intesa, Sia, Amazon, Tim, Trussardi etc.) proponendosi come consulente per l’accesso a questi fondi.

DICA IL LETTORE:

  1. Quale governo ha stanziato quei contributi?
  2. Qual è la società di consulenza che si è proposta per farli avere agli interessati?

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FRATELLI TUTTI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 5 Ottobre, 2020 @ 6:06 am

Detto altrimenti: in attesa di leggere con attenzione l’intero testo       (post 4032)

Francesco Bergoglio, Presidente e Capo di un governo, ci sta indicando la via per la salvezza del Mondo ( = l’insieme delle relazioni umane) e della Terra ( = il pianeta). Fra i tanti, due concetti: pensiero di livello e ampio, “di sistema”: occorre avere sempre la visione d’insieme entro la quale inserire ogni nostra azione, come l’ha del mare chi lo guarda dall’alto di una scogliera e non si preoccupa di non averne la percezione sensoriale. Invece noi oggi troppo spesso nuotiamo nel mare delle percezioni sensoriali senza aver la visione d’insieme del mare dei problemi. In ogni ambito del nostro agire.

Lo so, ben altri e (molto più) alti sono i contenuti del suo messaggio, ma intanto ho voluto prendere le mosse da questi. Bergoglio, Papa della nostra Chiesa, Ma Uomo di tutti e per tutti che interpreta la “chiesa” semplicemente come “adunanza” . Di tutti. La sua non è “religione morale”. La religione infatti non “è” la morale, bensì semplicemente “ha” una morale. La sua è una “morale” anche indipendente dalla religione, è una morale laica, ovvero valida per tutti. Ecco, mi permetto di definire così il nostro Papa: un Papa Laico.

Completo queste mie (povere e poche) osservazioni citando due Autori: Norberto Bobbio e Emmanuel Levinas. Bobbio: “L’etica dei principi conduce all’integralismo; l’etica dei risultati conduce al cinismo” . Levinas: “Il Volto dell’Altro ti guarda e si aspetta una risposta da te”.

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700 ANNI DALLA MORTE DI DANTE, 2

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 4 Ottobre, 2020 @ 4:12 pm

Detto altrimenti: la nascita dell’Ora del Garda    (post 4031)

L’Ora è una brezza termica che spira dal lago di Garda (da sud) verso la costa trentina del lago (verso nord). Si forma regolarmente in assenza di perturbazioni bariche verso le undici del mattino, preannunciata dal formarsi di nuvoloni bianchi sulla catena del monte Baldo. Il secondo segnale è l’apparire di una striscia più scura lontana sull’acqua, a sud, segno che la superficie del lago laggiù è già increspata. Indi arriva lucente e sberluccicante a Riva del Garda, quasi rimbalzando sull’acqua e segnandola un po’ qua un po’ là, fin a quando non si distende completamente.


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Dante è in barca a vela con Virgilio e i due aspettano l’arrivo dell’Ora per essere tratti fuori dall’Inferno. Hanno issato lo spinnaker (colore rosso, l’unico disponibile alla Veleria Inferno, vedi foto) , tipica vela da vento in poppa. La barca prende l’Ora, accelera, plana ed entra a vele spiegate nella galleria Adige-Garda, quella usata per sventare il pericolo di inondazione quando la Valle dell’Adige fosse esposta a tale a rischio a causa delle troppe piogge. Virgilio è al timone e Dante regola le vele manovrando le relative scotte. Sanno che all’uscita del tunnel li attende il Paradiso. In Purgatorio andranno dopo (licenza poetica, n.d.r.).

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“E come lo Benaco ampio e lucente / da lungi prima tigne suo orizzonte / d’onda più scura, e attira umana mente / a discovrir del suo ‘n crespar la fonte; / quinci scintilla d’argentina trama  / le  chiare squame che nessun ha conte;  / e infin impregna di ventosa lama / fertile vela sì che non sia tesa / per ricovrarla ove nocchiero brama / lieve sì come cosa che non pesa, / così noi fora da le triste rotte / fummo sospinti dopo lunga attesa / lo Duca mio al timon ed io a le scotte. / E l’Ora fea planar carena alata / verso polar da dove oscure grotte / d’onda atesina avrebbero inondata / de Torbolan la manca, se la piova / perigliosa rendesse sua vallata. / E ’l Duca mi parlò: Che tu non mova / la scotta de la randa né te stesso / sin quando nostra via la luce nova / vedrà suso all’uscir e fatto fesso / lo periglioso andar, il nostro legno / di vita ricca a noi diventi messo. / Sì disse. Ed orzando sino al segno / dall’angolo del vento consentito / strallò lo spi e consegnocci in pegno / all’antro oscuro omai d’acqua empinito”.

Si domanda: a quale canto della … Divina Commedia appartengono questi versi?

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Ci stiamo preparando a celebrare i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri: 1331 – 2021

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 4 Ottobre, 2020 @ 3:11 pm

Detto altrimenti:  DANTE E IL TRENTINO. Inf. XII vv.1 e sgg – Inf. XX, vv 61-78. Andate a leggerli, sono bellissimi. Ora una sfida: in quali altri canti della Divina Commedia si trovano i seguenti versi?    (post 4030)

“Bruma leggera possedea le calli / ancora addormentate nel mattino / della beata Urbe e le sue valli./ E tacito aspirai quell’aere fino / volto lo viso in suso a nova luce / come a scrutar lo ciel fa ‘l contadino. / Dorata era la trama che ricuce / la notte al dì e dolce risvegliava / lo campanile me ed il mio duce. / E sanza ponzo il domo alta stagliava / la torre sua ergente sovra i tetti /qual dolomite che lo sol baciava.”

(foto mia)

E quest’altro passo:

“Venne sera e la luna col suo opale / chiaror d’argento sostituiva il sole / che lento iva all’ingiù per le sue scale / del Bondone a dormir dietro la mole. / E poi ch’alcun momenti ebbimo conti / la luce disparì come far suole. / La notte quinci scese giù da’ monti / con quattro cime che le fean corona / sovra Tridento, assieme a li suoi ponti / addormentati al par de la padrona”.

(foto Dante Alighieri)

E ancora:

“E appena che al mattin passato il sonno / lo sol scavalca il monte per lo qual / i Rivani veder Mori non ponno …”

Alla prossima puntata vi sfiderò ad individuare un altro passo: la descrizione che Dante fa della nascita dell’Ora, la famosa brezza gardesana. Coraggio, dantisti di aria, di terra e di lago: datevi da fare!

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VINZU’

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 4 Ottobre, 2020 @ 7:13 am

Una poesia scritta in (tentativo di) dialetto trentino da un Genovese che vive a Trento da 35 anni. Per chi no l’è dei nossi, per quei de fora, Franco è Franco Ianeselli, il “nostro” sindaco appena eletto e Donatela è Donatella Conzatti, la “mia” senatrice, quella che mi ha voluto sin dalla fondazione alla Presidenza dell’Associazione Restart Trentino, quella che ha fondato TrentoViva, quella che ha portato Matteo Renzi a Trento, quella che fossero tutti così i parlamentari, preparati, impegnati, dedicati, laboriosi: altro che estratti a sorte!

VINZU’

’Sta volta avem propi vinzù!
Son tut content
me sent pù vif
perché ‘l nos grupo
col Franco
ancoi l’è sta’ tut riunì.
Ma sora de tut
dovem dir grazie
a chi l’ha pensada
de nar ‘nsema a quel de Firenze.
Pertant rinfrancadi disem
un grazie sinzer, Donatela
per ‘sta nova adunada
sì bela.
E ora liberi e fier
scominzierem la rincorsa
con mente Pù Viva
per far provinzial ‘l suces
del nos pensier
e pù bel ‘l futur
del Trentin.
Amizi al lavor, tuti ‘nsema!
E tegneghe dur!
Cin …cin!!

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