TRENTO: CHIESA “DEMOCRATICA”.
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 7 Luglio, 2026 @ 6:16 amIl termine “democrazia” nei millenni ha assunto progressivamente significati diversi: potere sul popolo; potere delle classi più umili; potere del popolo.
Il “nostro” Parroco, Don Lino Zatelli, dopo 25 anni di permanenza, è stato trasferito e lascia la “nostra” parrocchia e la”nostra” chiesa che Don Lino riempiva, ogni fine settimana di 1200 persone in tre Eucarestie, oltre alle migliaia di collegati in streaming. E lascia anche la vita della comunità che aveva creato intorno alla Chiesa, ad iniziare da quella dei giovanissimi.
Ho usato le virgolette perchè io – come tanti altri – sono un parrocchiano “immigrato” (cioè attratto) da altra parrocchia, tanto era ciò che Don Lino sapeva creare. Per me, andare all’Eucarestia , da ragazzino era un obbligo (“Guai se salti la Messa!”); da adulto, un’abitudine; con Don Lino, un desiderio, un appuntamento desiderato e atteso, un arricchimento, un rafforzarsi nel percorso di ricerca della Fede, un sollievo, un desiderio di esserci, di ascoltare le sue parole, di vivere il Vangelo… che altro dire?
In Svizzera si è tornati alla Messa in latino con tanto di scomunica; qui da noi si è tornati al primo significato del termine “democrazia”: potere sul popolo (dei fedeli).

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DOLOMITI ENERGIA TRENTO: IERI, OGGI, DOMANI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 1 Luglio, 2026 @ 8:50 amIeri, oggi.
Ho apprezzato l’interessante editoriale “Energia, modelli a confronto” a pag. 3 de lT del 1° luglio a firma Gianfranco Postal: sintetica storia della gestione delle risorse energetiche nel tempo e nei territori , sin dal ruolo attribuito ai Comuni nei due Regni: astroungarico e d’Italia, per poi citare gli interventi dei nostri Comuni maggiori (Trento e Rovereto), dello Stato e delle Regioni. In chiusura dell’editoriale, Postal cita le società di gestione multiservizi. Al riguardo, io ricordo la recente normativa UE che per l’affidamento o il rinnovo delle concessioni prevede la gara europea salvo l’affidamento diretto a società di gestione a capitale interamente pubblico. La materia trattata è di grande attualità, stante il progetto di aumento di capitale di Dolomiti Energia in un asserito scontato necessario parallelo ad una quotazione in Borsa di detta società.
Domani.
Al riguardo provo a delineare con parole comprensibili anche dai non addetti ai lavori quello che a mio avviso potrebbe essere il progetto Dolomiti Energia del domani: il “Ritorno ai Comuni”:
– la Provincia dispone di una forte liquidità (€5 miliardi!): ne destini una parte proporzionalmente a tutti i suoi Comuni”;
– i Comuni costituiscano una nuova Srl;
– la Srl sottoscriva un forte aumento di capitale di Dolomiti Energia;
– la Srl e la Dolomiti Energia acquistino le azioni in mano ai soci privati;
– a scadenza Dolomiti Energia potrà ottenere il rinnovo diretto della concessione;
– per quanto possibile si adotti la forma gestionale della SpA pubblica multiservizi, con risparmi gestionali e notevoli recuperi fiscali.
Utopia, la mia? Certo, solo che l’utopia è un traguardo ambizioso semplicemente “non ancora” raggiunto. E poi, nella vita, guai a non nutrire utopie!
Riccardo Lucatti – Italia Viva Trento
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RICERCATORI A TRENTO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 29 Giugno, 2026 @ 5:28 amSono un ricercatore. Con centinaia di altri colleghi da anni siamo stati attratti da zone diverse a lavorare in un laboratorio di ricerca, il “S. Carlo”, facente parte di una Holding che possiede tanti altri analoghi centri di ricerca in tutte le zone della nostra area. La convergenza sul S. Carlo di tanti ricercatori è dovuta alla capacità del suo responsabile di rispettare il lavoro di ognuno di noi; di motivarci grazie al rapporto umano che sa instaurare; alla sua capacità di coinvolgere anche chi sta compiendo i primi passi nel suo lavoro sin dalla giovane età (v. foto).
Oltre a ciò, con uno stile di conduzione alla Adriano Olivetti, questo nostro responsabile ha fatto crescere il nostro centro di ricerca anche come centro di relazioni umane fra tutti noi colleghi, famiglie comprese, attraverso la promozione e organizzazione di momenti di incontro, di viaggi in comune, conviviali, di riflessione sui risultati raggiunti o non ancora tali: dando vita ad un “mondo” positivo, intendendo questo termine per quello che rappresenta letteralmente ovvero un positivo “insieme di relazioni umane”.
Un certo (brutto) giorno, il responsabile della Holding, all’interno di un processo di accorpamento e riorganizzazione di tutti i laboratori di ricerca del gruppo, trasferisce questo nostro responsabile in altro centro di ricerca (per di più come semplice collaboratore!?) trascurando alcuni particolari: i risultati raggiunti da quel responsabile, le ulteriori prospettive di crescita in termini di risultati della ricerca, le legittime aspettative della persona e, ciò che più conta, di quelle di tutti noi ricercatori.
Al che ci sentiamo di proporre che la pur ritenuta necessaria riorganizzazione potrebbe ben mantenere il “nostro” responsabile in quella stessa sede, magari ampliandone le funzioni di coordinamento e controllo di altri laboratori.
Riccardo Lucatti, ricercatore al laboratorio “S. Carlo”.

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SUORE SACERDOTE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 26 Giugno, 2026 @ 7:24 amCi accentra, decresce. Chi decresce, deve accentrare. Per crescere occorre decentrare. Chi decentra cresce.
La Chiesa trentina sta ristrutturando il sistema della parrocchie: le riaccorpa accentrandole per mancanza di sacerdoti.
Si rischia di perdere il rapporto dei fedeli con il loro parroco e … di perdere fedeli!
Occorrono molti sacerdoti in più.
Che possano diventare sacerdoti anche le suore!
Per segretarie infermiere, assistenti, pulizie etc. si assuma personale laico, anche non credente purchè lavorante.
“La Chiesa ci arriverà … ci arriverà … magari fra 500 anni ma ci arriverà …” era solito dire un Don molto mio amico …
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DUE SISTEMI RIORGANIZZATI DALL’ALTO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 25 Giugno, 2026 @ 5:03 pmIl Sistema Sanitario del Trentino è stato riorganizzato ed ha anche cambiato nome, da Azienda Sanitaria a ASUIT – Azienda Sanitaria Universitaria Integrata del Trentino. Anche il sistema delle parrocchie del Trentino è stato riorganizzato con accorpamenti di parrocchie e trasferimenti di parroci. Peccato che, in entrambi i casi, non si sia sempre tenuto conto delle esigenze della base:
- nel primo sistema, del fatto che i primi problemi da affrontare e risolvere sarebbero: organico e motivazione del personale; eccessiva lunghezza delle liste di attesa; riequilibrio fra l’attività medica da dipendente pubblico e quella privata infra moenia; uniformità di rapporti con le strutture private convenzionate;
- nel secondo caso, di quanto apprezzato, valutato e desiderato dalle “ecclesie” ovvero da ciascuna assemblea dei fedeli interessata dai cambiamenti.
E dire che in ogni ambito, le migliori innovazioni sono quelle che nascono “in periferia”.
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LETTERA APERTA AL SINDACO DI TRENTO FRANCO IANELSELLI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 25 Giugno, 2026 @ 6:24 amCaro Franco ti scrivo dopo avere “lavorato” come Italia Viva / SiTrento insieme a tanti altri per la tua elezione sei anni fa/rielezione un anno fa, ti scrivo.
Ho letto con interesse le due pagine sulla tua intervista su ilT di oggi, e mi permetto di sottoporre alla tua attenzione tre “suggestioni”, come si direbbe oggi con una pessima traduzione dall’inglese.
1) porre al centro il problema della riforma del rapporto di Autonomia Provincia Autonoma/ Comuni. Per i Comuni maggiori, in ordine alla redistribuzione di competenze e risorse finanziarie, riunendo il potere/dovere delle scelte alla responsabilità dei risultati. Inoltre, per i molti comuni minori, la creazione di uffici tecnici provinciali, strumentali alla realizzazione di iniziative nate e decise localmente.
2) Dolomiti Energia. Chiarire che un aumento di capitale non è necessariamente collegato alla quotazione in borsa. Invitare la Provincia a distribuire fra tutti i Comuni della Provincia uno dei cinque miliardi (!) che ha fermi in cassa (?), denaro che poi i comuni utilizzerebbero per capitalizzare una nuova Srl la quale a sua volta sottoscriverebbe l’aumento di capitale del Dolomiti Energia.
3) Con la nuova cabinovia al Monte Bondone, lanciare l’dea di un nuovo prodotto turistico, la vendita dei nostri “dislivelli” non solo in estate e inverno ma anche nelle due “Stagioni belle”, Primavera e Autunno, con la nascita del Trentino Bike Safari, sull’esempio dell’esistente Tirol Bike Safari, per arrivare – insieme ad un TAA Bike Safari – a dare vita ad una Euregio Bike Safari (“safari” significa “viaggio”, ovviamente in bicicletta!).
Sono solo idee, tre delle tante che mi frullano nella mente, ma da che mondo è mondo tutto è iniziato da idee nuove, ed io da buon velista Ligure Gardesano (i Ligures furono a prima signoria in Riva del Garda!) a produrre idee nuove ho imparato dal mio tris-tris avolo, il primo velista ad avere attraversato l’Atlantico, tale Cristoforo Colombo, skipper.
F.to Riccardo Lucatti, Italia Viva Trento/ SiTrento
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LETTERA APERTA AL VESCOVO DI TRENTO, MONSIGNOR LAURO TISI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 21 Giugno, 2026 @ 1:39 pmBuongiorno Eccellenza. Innanzi tutto mi presento: quarant’anni fa fui chiamato da Milano a Trento a fare il direttore della diocesana ISA SpA (Presidente Sen. Bruno Kessler) e risolsi alcuni gravosi problemi di sue società operative e finanziarie del gruppo.
Mi riferisco al trasferimento di Don Lino Zatelli dalla Chiesa di S. Carlo Borromeo e mi salta agli occhi un certo parallelismo fra la cessazione delle prediche di Don Marcello in Duomo (ero attratto dalle omelie di Don Marcello) e il trasferimento di Don Lino. Negli ultimi anni, ho percorso volentieri 40 km (a/r 80) per andare a Balbido all’Eucarestia celebrata da Don Marcello. Qui a Trento, dopo la chiusura della “mia” parrocchia (i frati in cima a Via Grazioli) e il trasferimento alla Parrocchia di Via S. Bernardino, ho conosciuto Don Lino e insieme a mia moglie siamo diventati suoi parrocchiani “immigrati”.
Io ho avuto il piacere di incontrarLa al pranzo per i 60 anni di sacerdozio di Don Marcello, a Balbido: con mia moglie eravamo in un nostro tavolino separato ma l’amico Don Marcello ci notato e ci ha voluti nella foto (siamo quelli a sinistra, io in ginocchio, mia moglie Maria Teresa dietro di me, in piedi, maglietta bianca). Poi, ancora, alle doppie esequie di Marcello, a Trento e a Balbido.
Immagino che alla base della Sua decisione sul trasferimento di Don Lino ci siano validissime ragioni. Tuttavia mi permetto di sottoporre alla Sua attenzione una sottolineatura: se la Diocesi ha la comprensibile necessità di adeguare la propria struttura organizzativa, niente impedisce di farlo senza allontanare Don Lino dai tanti “fedeli assidui ricercatori della fede” che vogliono bene a lui e a ciò che rappresenta, bensì coinvolgendolo direttamente come componente attiva della necessaria riorganizzazione.
La ringrazio per avermi letto.
Con osservanza
Riccardo Lucatti
V.le Trieste, 13
I 38122 Trento TN


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DON LINO ZATELLI, DEMOCRAZIA E PERIFERIE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 21 Giugno, 2026 @ 12:26 pmTrento – In crisi due Sistemi Sanitari: uno per la cura dei corpi, l’altro per quella delle anime. I migliori (medici) se ne vanno o vengono trasferiti (sacerdoti). Non si tiene conto del giudizio e dei bisogni delle periferie, cioè dei “pazienti” e dei fedeli.
Che ci sia, che di debba/possa essere o meno “democrazia” nella chiesa … non è questo il problema (in questa sede): in ogni caso occorre tener conto dei segnali che nascono “nelle periferie”, cioè nei pazienti e nei fedeli.
Mi pare che nei due sistemi sanitari citati il problema sia lo stesso: mancanza di medici, mancanza di sacerdoti. A maggior ragione, si cerchi di motivare quelli che ci sono, non li si demotivi tout court con decisioni top-down: e così ripassiamo le lingue straniere.
La risposta alle carenze dei medici e dei sacerdoti può essere contrastata con la loro maggiore motivazione, di quelli presenti in servizio e di quelli che possono venire attratti ad essere tali.
Per contrastare la carenza di ispirazioni al sacerdozio … anche le donne siamo siano ammesse a tale compito: lo diceva anche Don Marcello Farina: “La chiesa ci arriverà … ci vorranno quei 500 anni o giù di lì, ma ci arriverà …” Certo che se poi le stesse suore – aggiungo io – potessero diventare sacerdoti, sarebbe però necessario reperire e pagare personale di segreteria, di assistenza e per le pulizie …
Non parliamo poi di sacerdoti sposati! Non sono altrettanti facilmente trasferibili e poi, quanto costerebbe ad una parrocchia un parroco con moglie e figli che vanno a scuola? No … proprio non si può: per motivi che fondano le loro radici nel più profondo spirito cristiano …
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ADELE COBELLI, GIOVANISSIMA CICLISTA TRAVOLTA DA UN’AUTO.
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 21 Giugno, 2026 @ 5:27 am(continuazione dal post precedente)
Alle 19,00 di ieri, sabato 20 giugno 2026, ce ne ha dato notizia all’inizio dell’Eucarestia DON LINO ZATELLI (S. Carlo Borromeo): la nonna di Adele era stata Ministro della Comunione quando a ricevere il sacramento c’era la mamma di Don Lino, che poi è stato parroco per quella comunità.
Oltre due morti all’anno in Trentino travolti dalle auto.
Non basta l’attuale Codice della strada, scritto soprattutto per i mezzi a motore e che contiene anche qualcosa per pedoni, ciclisti e monopattinisti: a mio viso occorre
- estrarre quelle norme, arricchirle, completarle e creare capitoli separati per ogni categoria di utenti aventi, ognuno, pari rilevanza funzionale;
- creare per ciascun ambito, regole di “comportamento reciproco”. Mi spiego con alcuni esempi:
Nella parte alta della Via Grazioli a Trento, l’unica tratta nella quale la bella via cittadina è a senso unico in salita, c’’è uno Stop, superato di volata senza alcuna fermata da parte del 90% dell’utenza. Da qui in avanti, la Via Grazioli è a doppio senso di marcia. Io ciclista passo davanti a quel segnale, scendendo in discesa per girare a sinistra in Via Zara e mi tengo doverosamente sulla mia destra: talvolta subisco improperi da automobilisti che “ho costretto” a fermarsi a quello Stop (segnale che dovrebbe essere scritto anche sull’asfalto!), impropriamente inoltre anche perchè già ho la difficoltà nell’effettuare la curva pericolosa dalla Via Grazioli alla Via Zara, perché in quella curva spesso sono parcheggiate in modo illegale auto o furgoni e chi la percorre in senso inverso al mio si tiene molto, troppo alla sua sinistra, oppure si tiene doverosamente a destra rischiando un frontale con chi, scendendo da Via Grazioli volta a sinistra in Via Zara tenendosi tutto sulla sinistra! Questo perché molte auto che la percorrono nei due sensi la interpretano, ognuna, come se fosse una curva a senso unico di marcia; perché io ciclista mi devo guardare anche dalle auto che sbucano dalla Via dei Molini, “bruciando” il segnale di dare la precedenza, girano a sinistra e rischiano un frontale con chi gira a destra dopo avere “bruciato” il citato Stop o con me che sto girando a sinistra come sopra indicato.
Altri esempi di mancati “comportamenti reciproci”: pedoni assolutamente indisciplinati sulle piste ciclopedonali; pedoni e ciclisti che attraversano improvvisamente sulle strisce pedonali senza guardare se ci sia un’auto già troppo vicina all’attraversamento; ciclisti che percorrono zone pedonali a velocità troppo elevata; pedoni che ingombrano da fermi piste ciclopedonali o marciapiedi.
In estrema sintesi: per provocare un incidente – anche mortale – basta la leggerezza di un soggetto; per evitarlo occorre esser previdenti e prudenti in due.
Le norme per un migliore comportamento reciproco devono indurre una prudenza ed un’attenzione ben oltre all’ ”io procedo tanto il codice della strada mi darebbe ragione” come pure “io procedo violando le regole tanto non c’è nessuno che mi sanziona”.
Si tratterebbe di comportamenti di civiltà umana sulla strada. Civiltà, appunto … questo è il problema …
(Don Lino Zatelli? Democrazia e periferie… continua)
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LINO ZATELLI, DON.
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 20 Giugno, 2026 @ 8:54 pmDon Lino, un amico nostro e di Marcello Farina, quindi doppio. Un sacerdote che avvicina ai principi del Vangelo anche i non credenti.
Trento: per 24 anni parroco della chiesa S. Carlo Borromeo nella zona “Clarina”, tre Eucarestie festive, ogni volta 400 persone, almeno la metà delle quali da altre parrocchie, cappellano della Polizia di Stato, grande animatore della vita parrocchiale, molto attento ai giovani e ai bambini che gli vogliono molto bene, molto amico di Don Marcello Farina, il “prete senza parrocchia” che Lino aveva ospitato la San Carlo per molti anni e del quale qualche mese fa ha celebrato le esequie insieme al Vescovo.
“Andare a Messa”: da bambini quasi un “dovere”; poi quasi una consuetudine: con Marcello e Lino, un desiderio, un arricchimento: sempre!
Durante l’Euracrestia di poco fa Don Lino ha annunciato che a novembre sarà trasferito e non su sua richiesta. Tre lunghi applausi. Molta commozione: in lui e in noi.Fra qualche giorno sapremo dove andrà. Chi prenderà il suo posto avrà anche altre due parrocchie.
Trasferito, perchè? Sarebbe stato molto più “normale” lasciargli terminare la carriera (si dice così?) a S. Carlo, e/o chiedergli di rendersi disponibile anche per altre parrocchie.
Alle esequie di Marcello, il Vescovo Lauro gli ha chiesto “perdono” a Trento e “scusa” il giorno dopo a Balbido. A Don Lino noi tutti ora diciamo GRAZIE e cercheremo di essere presenti all’Eucarestia che celebrerai altrove.
Nel post precedente ho scritto che il general management del Servizio Sanitario trentino “è suscettibile di ulteriore miglioramento”. Mutatis mutandis, posso ripetere questa valutazione nei confronti di un altro “servizio”, quello reso dalla Curia ai Cercatori della Fede.
(CONTINUA)

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