ALDO MORO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 16 marzo, 2018 @ 12:03 pm

Detto altrimenti: il blog informa        (post 3116)

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Scrive Luigi Sardi: “Domani, sabato 17 marzo, il giornale l’Adige metterà in vendita il mio libro “Quei 55 giorni di Aldo Moro vissuti dal Trentino”, una pagina di storia che colpì profondamente anche la nostra terra dove il presidente della Dc era di casa. Pagine da leggere anche di fronte al cambiamento epocale della politica di casa nostra”.

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Credo che il migliore omaggio alla memoria dello statista trucidato sia il ricordo consapevole, il non dimenticare il passato per “imparare il futuro”. Il crimine che oggi ricordiamo in modo particolare mi richiama alla mente la domanda che si pose Cicerone in una sua arringa a difesa di un suo cliente: “Cui prodest? Cui bono?” Chi trasse vantaggio da quello scempio o almeno … chi si proponeva di trarne vantaggio?

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RESTART OR NOT RESTART, THAT IS THE QUESTION

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 16 marzo, 2018 @ 7:31 am

Detto altrimenti: dal Senatore Kessler alla Senatrice Conzatti

(Un destino senatoriale il mio, pare! Chiamato in Trentino oltre trent’anni a ristrutturare la finanziaria ISA SpA sotto la presidenza del Senatore Kessler, oggi mi ritrovo ad essere amico della Senatrice Conzatti).

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Evento Restart: Donatella Conzatti con la famiglia testimone

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Da un’idea di Donatella Conzatti, ora senatrice, nel febbraio 2017 nasceva Restart Trentino, associazione culturale di cui sono presidente. Qui sul blog trovate i post relativi ai temi pre-politici, trattati nel primo anno di attività: idee e futuro; parità di genere; imprenditoria giovanile; famiglie con bimbi affetti dalla sindrome di Down; autonomia. Gli amici ed i lettori del blog mi chiedono cosa farò io adesso, cosa farà Restart.

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IMG_0507 - CopiaDonatella mi ha ora chiesto di restare al mio posto. Io ho accettato, per continuare a sviluppare la sovra-politica, ovvero quei temi che stanno alla base del dialogo, della civile convivenza e di un sviluppo equilibrato quanto a equa distribuzione della cultura, delle risorse, della speranza, di futuro. Ci resterò in un ruolo personale più attivo rispetto al passato; ci resterò fedele ai miei ideali  di Democrazia, Autonomia, Europa; ci resterò promuovendo il contributo a-partitico di chi voglia contrastare l’antipolitica e l’anti-cultura sommersa o palese dell’ipse dixit di un singolo e/o di un gruppo; ci resterò operando in favore del pensiero libero, originario e autonomo di ognuno.

Grazie se continuerete a leggere i post che pubblicherò sulla nostra attività.

Firmato il vostro blogger (preferito, vero?), presidente di Restart

 

 

 

 

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ENSEMBLE AD MAIORA

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 15 marzo, 2018 @ 6:03 pm

Detto altrimenti: a seguito del pre-post n. 3105 dell’11 marzo scorso, al quale rimando affinchè lo rileggiate     (post 3114)

download (2)Musica corale e strumentale. L’avevo promesso ed eccomi qui con un post un po’ più completo anche se “post lunghetto vien poco letto”. Ma questo qui val la pena di leggerlo, eccome! Vale la pena perché l’ Ensemble Ad maiora è un gruppo giovane di giovani dai 15 ai 30 anni! Musica, cultura … vi pare poco? Io credo che prima dell’equa distribuzione delle risorse del mondo, occorrerebbe un’equa distribuzione della cultura, la quale altro non è che “l’insieme delle conoscenze”. E la cultura musicale, quella di chi la scrive, di chi la esegue, di chi la dirige, di chi la gusta fino a quella di chi semplicemente l’ascolta è una componente fondamentale per la maturazione della persona. Ed ecco cosa ho ricavato dall’incontro con il Maestro Alessandro Arnoldo (per la cui disponibilità ringrazio).

L’Ensemble Ad maiora, nato nel 2015 per iniziativa privata, ha radunato giovani che sono anche giovani talenti: studenti (di tutte le età e di tutti i settori della Scuola e dell’Università) e lavoratori (in musei, scuole, aziende, studi legali, di ingegneria e architettura, nella comunicazione). Tutte persone che si radunano bisettimanalmente per le loro prove. Purtroppo la sede è … mobile nel senso che il gruppo è alla ricerca di una sede propria (a buon mercato ovviamente!): chi fa un’offerta? Coraggio, lettrici e lettori dei miei post! Fatevi avanti!

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Il repertorio spazia dalla musica del ‘500 fino a quella contemporanea, sacra e profana, anche in collaborazione con diverse realtà corali del Trentino. La direzione artistica e musicale è del Maestro Alessandro Arnoldo primo fondatore dell’Ensemble.

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I concerti eseguiti: 

  • Missa Benedicite Gentes (quintetto d’archi e coro), di Cecilia Vettorazzi -Trento, dicembre 2015
  • Concerto di Primavera (con Corale Città di Trento – direttore R. Gianotti) – Rovereto, maggio 2016
  • Concerto per Itinerari Musicali d’Anaunia – Cavareno, agosto 2016
  • Concerti di Natale – Mezzolombardo e Trento, dicembre 2016
  • Petite Messe Solennelle di Gioachino Rossini – Festival di Musica Sacra di Trento e Bolzano – 46° edizione – Trento e Borgo Valsugana, maggio 2017
  • Corrispondenze (con Coro Polifonico Emerald – direttore M. Weiss) – Trento, novembre 2017
  • L’Angelo e la Stella di F.Conti (con Orchestra “I Filarmonici di Trento”) Bolognano d’Arco, Calavino e Mori, dicembre 2017.
  • I Concerti della Domenica – Stagione 2018 – Società Filarmonica di Trento

Copio qui la recensione che ho già pubblicato nel post dell’11 marzo:

Sala della Filarmonica di Trento, gremita di persone di tutte le età. Sul palco un elegante pianoforte a coda, uno schermo, quattro sedie e leggii. Veniamo accolti sulle note della celebre Aria sulla Quarta Corda di Bach, suonate da un giovanissimo quartetto d’archi. Applausi … ma noi ci aspettavamo un concerto corale, dove sta il coro? 

Eccoli spuntare i coristi, dai balconcini che – moderni matronei bisex – sovrastano la sala, eccoli con le loro fresche voci, dirette al pubblico e con gli attenti sguardi rivolti al Maestro … ma dove sta il Maestro? Altra sorpresa, il Maestro sta in platea, quasi a fianco della mia poltrona e dalla platea li dirige con passione.

E così sarà per tutto il concerto, in un susseguirsi di note e immagini, proiettate sullo schermo, che rappresentano la natura, i paesaggi, la bellezza quindi, interpretata e donata dalla voce delle ragazze e dei ragazzi del coro e dalle magnifiche foto di Cristina Geier, brani dei più significativi compositori di musica corale di questi tempi, come Esenvalds, Forbes, Whitacre, Lauridsen, Gjeilo, una piccola incursione nei brani tradizionali uno dedicato alle montagne, e l’altro, in sardo, dedicato all’amore (A Diosa). Per arrivare al finale che ha inizio sulle note della graffiante “Hallelujah” di Leonard Cohen, unite alla bodypercussion dell’ensemble, si sposta poi, come a voler strizzare l’occhio alle colonne portanti della musica leggera italiana, su Lucio Battisti e la sua canzone “Io vorrei…non vorrei…ma se vuoi” ed infine, inizia a “Volare” insieme a Modugno “Nel blu dipinto di blu”, celebrando così tutti insieme sul palco, il 60° anniversario dalla sua vittoria al Festival di Sanremo.

Bellissima la Musica, la sua scelta, armonizzazione, vocalizzazione, esecuzione e soprattutto bellissima la partecipazione di tanti giovani impegnati in quest’Arte! Brave ragazze, bravi ragazzi! Ho consegnato loro un mio biglietto da visita da blogger, chiedendo un appuntamento per un post più completo. Inoltre, nel mio ruolo di Tesoriere dell’Associazione Amici della Musica di Riva del Garda, li segnalerò per un eventuale loro concerto nella “Busa”.

Alcuni link:

  • Sito Web: http://admaiora.tn.it/
  • Pagina Facebook: https://www.facebook.com/ensemble.admaiora/
  • Canale Youtube: https://www.youtube.com/channel/UCtdJG2yLZ3HOd38OP_-7bGQ

Invito l’Ensemble a segnalarmi i loro prossimi impegni così che io possa farli inserire sulla Homepage di Trentoblog e … care lettrici e cari lettori delle mie sudate carte elettroniche: non vi fate scappare questi appuntamenti, ne vale la pena: parola di blogger!

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RIVOLUZIONE POLITICA E CRISI POLITICA – L’UOVO O LA GALLINA?

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 15 marzo, 2018 @ 3:10 pm

Detto altrimenti: quale la causa e quale l’effetto?   (post 3113)

downloadE’ nato prima l’uovo o la gallina? Questa da domanda provocatoria per bimbi a quesito che dobbiamo porci noi più grandicelli: l’attuale rivoluzione dell’indirizzo dei votanti ha generato la crisi della precedente politica o è una politica in crisi che ha partorito la rivoluzione del voto? Io propendo per la seconda soluzione. Io sono homo aziendalis (sapines o insipiens giudiuchino gli altri) da sempre, non homo politicus, ma credo che talvolta sarebbe bene applicare alla politica i criteri aziendali di valutazione dei risultati e dei manager. Il primo manager che io conobbi fu mia madre. Insegnante di scuola media, un giorno la vidi triste: Cosa c’è mamma? Ai prossimi esami tre mie alunne saranno bocciate. Ed io: Ma tu sei tranquilla, hai fatto il tuo dovere. Già, ma quello che conta è il risultato ed in questi tre casi io non l’ho raggiunto.

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               USA … o cara!

Ecco, e nel caso della politica sono mancati due risultati: quello elettorale, ed è facile rilevarlo. Ma poi ve ne è un altro, a monte, quello di avere perseguito e fornito obiettivi e risultati “in valore assoluto” e non in valore relativo. Mi spiego: “Abbiamo stanziato 65 milioni di euro l’anno per la difesa idrogeologica” è un’affermazione e uno stanziamento in valore assoluto. Se ci avessero però anche detto che la stessa cifra “al giorno” era ed è stanziata per gli acquisti dei costosi ed inutili cacciabombardieri F35, quella sarebbe stata una dichiarazione (ed un investimento) in valore relativo. Orbene, forse sarebbe stata da ricercare un nuovo ordine delle priorità dell’intera gamma di interventi senza gestioni (mentali o di denaro) separate, senza diritti acquisiti per alcuni e per altri no. Occorreva a questo punto operare con la tecnica aziendale dello zero base budget, ovvero azzerare la valorizzazione di tutti i bisogni e di tutte le disponibilità e rifare un nuovo elenco di priorità.

download (1)Dice … bravo tu a parlare! Eh no, raga, scialla … calma ragazzi! Io ho “anche lavorato” e ve lo dimostro. Siemens Data Milano, 650 dipendenti, società joint venture fra i due gruppi Siemens e Stet. Io ero Direttore a capo di Amministrazione, Finanza e Controllo. Sotto di me alcuni dirigenti: uno di questi a capo del SOM-Servizio Organizzazione e Metodi con sette dipendenti. Loro compito era quello di automatizzare le procedure di tutti i settori. Il dirigente veniva spesso da me lamentandosi che “tutti i settori volevano tutto e subito, cioè troppo”. Io convocai una riunione dei Direttori miei colleghi e chiesi loro di inviarmi, prima della riunione, l’elenco delle proprie priorità di automazione. Feci quindi valorizzare dal mio dirigente le prime due richieste di ogni elenco in termini di ore-uomo. In riunione dissi che l’automazione delle due prime urgenze di ognuno avrebbe occupato quel mio servizio per due anni e che quindi da un lato si astenessero da avanzare ulteriori richieste prima di quel termine e dall’altro che avrei chiesto al Consiglio di Amministrazione di raddoppiare l’organico di quel servizio.

Dice … la fai facile tu … raddoppiare l’organico! Ma come si fa a raddoppiare le disponibilità finanziarie del paese? Be’ amici, lasciatemi fare come fanno i Gesuiti che ad una domanda rispondono con una domanda (D: “Padre … è vero questo che si dice di voi?” R:“Chi te lo ha detto?”): chi mi sa dire come mai sia in crisi la compagnia aerea di bandiera di uno dei primi Paesi al mondo quanto a mix di arte, storia, cultura, bellezze naturali, enogastronomia, e chi più ne ha più ne metta? Dopo ne riparliamo.

Fine

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TONALE TODAY

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 15 marzo, 2018 @ 7:24 am

Detto altrimenti: Passo del Tonale oggi        (post 3112)

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downloadUna volta era Tonale-Ponte di Legno, ora è Ponte di Legno-Tonale e si può capire il perché: Ponte di Legno ha circa 25.000 posti letto e il Passo solo 5000 … e il turismo vive di chi la sera in quei posti letto ci dorme. Ci dorme dopo avere sciato dai 3000 metri del Presena ai 1000 di Temù. Ieri ho sciato al Tonale  con il mio amico noneso (“da” Taio) Walter Rollandini (sua vel. max cronometrata: 100 kmh!). Al Tonal l’era ‘n pez che no ghe nevo … salo … era un bel po’ che non ci andavo sapete, ma tant’è … la forza dei ricordi! Già perchè trent’anni fa io, Presidente delle società impiantistiche trentine del passo  e la finanziaria di cui ero direttore (ISA SpA, Trento, proprietaria delle stesse) costituimmo l’attuale Carosello Tonale (nome che mi inventai io stesso). Il perché di questa iniziativa lo trovate scorrendo qui sul blog i post “Progetto Tonale”.

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Giuseppe Panizza sul Bleis: da qui una nuova pista verso la stazione intermedia che sale da Ponte.

Oggi voglio parlare di un aspetto particolare e cioè che nelle ultime tre settimane ben tre coppie di persone hanno passato la notte all’addiaccio a 3000 metri di quota per avere sbagliato strada con gli sci. Per fortuna che di notte faceva caldo (“solo” 10 gradi sotto zero) e se la sono cavata. Ma come è possibile che accadano queste cose? Facciamo un breve ragionamento. Una volta a quota 3000 arrivava solo gente esperta, attrezzata e preparata. Oggi le funivie portano in quota chiunque. Se poi scende la nebbia o la notte … peggio mi dice!

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         Ghiacciaio del Mandrone

Ieri, stazione a monte della cabinovia, quota 2999 (peccato per quel metro!). Una rete subito dietro gli sci qui nella foto accanto, chiude il passo a chi per errore stesse per scendere verso il ghiacciaio del Mandrone. Di lato un cartello “Ghiacciaio Presena” che invece potrebbe ingannare il turista inesperto nel senso che il ghiacciaio Presena (ed una delle relative piste sciistiche di discesa) stesse proprio  lì dietro. Inoltre ho visto sciatori che, con gli scarponi da sci ai piedi, si arrampicavano sul pendio che conduce alla vetta della Cima Presena (m. 3068). Ho pensato: si scivola pericolosamente  anche in una giornata di sole e senza vento. Pe fortuna è andata bene a tutti quegli “scalatori di 69 metri”.

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               Ghiacciaio Presena 

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Mi dispiace non avere scattato le foto relative al mio racconto ma ero sballottato dalla mini folla che riempiva i pochi metri quadrati della piazzola nevosa ricavata a cavallo dei due ghiacciai (Presena e Mandrone). Spostatomi, ho fatto uno scatto (un shadow-selfie) alla discesa verso il Passo Paradiso   (m 2580), arrivo della funivia che sale dal Passo del Tonale (m 1882).

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     Dal Tonale in … Paradiso!

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Presto ci sarà la cerimonia commemorativa del Trentennale Carosello. Anticipo qui i contenuti del mio intervento: 1) riunificazione di tutte le società impiantistice del Passo; 2) nuova funivia dalla stazione intermedia risalente da Ponte, fino alla cima Bleis, con nuova pista di cui alla foto di Giuseppe Panizza; 3) collegamento Val Albiolo-Bleis con le due seggiovie ex Bleis; 4) predisposizione di piste ciclabili verso il Trentino e verso la Lombardia: 5) sovrappasso sciistico sopra la strada del Passo a unire i due versanti; 6) migliore attraversabilità sciistica del versante del passo esposto a sud; 7) eliminazione del fango da certi posteggi (v. Alto Adige).

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                         Val Albiolo

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La neve migliore ieri? In Val Albiolo (qui a destra nella foto)  e dal Passo Paradiso in su e da quel Passo in giù al Passo del Tonale. Belle anche le piste per Temù, quasi tutte rosse”,  qualche tratto di “nera”.  In qualche punto un po’ “dure” data la stagione (non ghiaccio, però). E dalla Presena, contando le risalite intermedie, vi fate una discesa di circa 3000 metri di dislivello!

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Piste ciclabili: con i collegamenti sopra accennati, si collega Ponte di Legno e il Tonale con il sistema delle Piste Ciclabili Trentine, fino a Merano, Resia, Bolzano, Brennero, Dobbiaco,  Bassano del Grappa, Verona, Lago di Garda. Scusate se è poco! (Da mettere sul piatto della bilancia delle trattative di riunificazione delle società impiantistiche).

Buon Passo del Tonale a tutte e a tutti, in ogni stagione (con sicurezza)!

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LETTURA DEI CLASSICI A TRENTO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 13 marzo, 2018 @ 1:15 pm

Detto altrimenti: la “Lisistrata” di Aristofane con la Prof Maria Lia Guardini     (post 3111)

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Il tebano Cinesia durante le prove della Compagnia dei Guitti

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Il 6 febbraio scorso ho pubblicato un post sulla rappresentazione più che amatoriale (Compagnia dei Guitti) della Lisitrata di Aristofane. Oggi si è parlato (in modo serio) della commedia nel corso delle consuete riunioni presso la Biblioteca Comunale di Trento.

La guerra (del Peloponneso) fatta per fare i soldi (che mancavano) per fare le guerre fatte per fare i soldi etc… Atene non aveva un sistema fiscale, incassava “regali spontanei” dalle isolette alleate (rectius: sottomesse); ricavava un po’ di risorse dalle miniere di argento e dai dazi portuali. Fine. E allora … guerra, come quella contro Siracusa (415) ed Egitto, entrambi perse. Ora (411 a. C.) si stava accingendo a perdere quella micidiale contro Sparta. Nel frattempo Pericle aveva introdotto la paga per i politici (mannaggia a lui …!).

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La gente andava a teatro, pagata dallo Stato (2 oboli a testa): alle tragedie, per essere educata alla politica; alle commedie, per essere educata al libero spirito critico: “Ed io di questa politica me ne rido!”. Solo che era un riso amaro quello degli Ateniesi in quell’anno! Del resto, lo stesso Platone affermava che per i ragazzi c’era il maestro, per gli adulti il teatro: le tragedie di Eschilo, ad esempio, esaltazione delle virtù pubbliche (l’oplita, il potere della Città).

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Aristofane si è dato da fare: con la guerra, che analizza con una visione panelleica, quasi “mondiale” per l’epoca; verso le donne, che da donne oggetto trasforma in donne soggetto; con il linguaggio, turpiloquio se si vuole, ma niente di più o di meno di quello parlato dalla gente. Dicevo le donne: non solo scioperanti del sesso; politiche attive (contro la guerra); decise attiviste (ad occupare l’Acropoli). Le donne, dai nomi parlanti come Lisistrata, colei che scioglie gli eserciti; le donne che sanno dire ai propri mariti arrapati un no politicamente corretto (Mirrina al marito Cinesia).

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Attuale più che mai, oggi, la Lisistrata! Questo e molto altro ci siamo detti, ma si sa, “post lunghetto vien poco letto”!

Prossimo appuntamento: martedì 27 marzo, ore 10,00 Biblioteca Comuna di trento, piano terra, sala Multilingue: L’”Euboico” di Dione di Prusa (1-80)

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VA MALE? MA …

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 12 marzo, 2018 @ 9:20 pm

Detto altrimenti: … E IL RESTO ? Il resto tutto bene, grazie!        (post 3110)

 

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Friedrich Nietzsche, “Così parlò Zarathustra” … lo sto leggendo lentamente, faticosamente, a piccole dosi, l’unico modo per me per cercare di capirlo, cosa che ogni tanto accade. Poi getto lo sguardo su un’altra sua opera, “Considerazioni inattuali” e mi colpisce un’affermazione: “L’uomo invidia l’animale che subito dimentica … che vive in un mondo non storico … che si risolve nel presente”. L’uomo invece “resiste” sotto il grande e sempre più grande carico del passato … da cui deriva una utilizzazione impropria del passato e del sentimento di “credito” nei confronti della storia, sentimento che può far durare i conflitti e generare nuovi cicli di violenza.

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imagesUn esempio: Nelson Mandela, liberato e salito al potere in Sud Africa, nonostante la dura oppressione e a lunghissima detenzione, rinunciò ad una strategia violenta e vendicativa contro gli ex aguzzini della sua gente, in favore di un processo di riconciliazione e pacificazione. Ecco, potrebbe essere pericoloso individuare un punto del passato come nostro elemento costitutivo del nostro presente, sia perchè il ricordo può essere impreciso, sia perché questo ancoraggio ci impedisce di pensare adeguatamente alla (diversa) realtà del presente. Oggi poi … anche perché, data l’enorme espansione dei media, noi “ricordiamo” ciò che altri scelgono per noi che noi si ricordi. Anche nella valutazione della politica (mutatis mutandis), anche di fronte a improvvise “rivoluzioni” politiche, occorre considerare quanto sopra, non come “verità” ma almeno come “possibile parziale verità”.

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download (1)Sunk fund, dicono gli anglosassoni. Se alla borsa valori hai acquistato in passato azioni che poi sono scese di prezzo, non comperarne altre a quel secondo (minor) prezzo con lo scopo di abbassare il costo medio dei tuoi acquisti. I primi denari spesi sono sunk fund, soldi affondati, persi. Lasciali andare. Il passato è passato. Decidi invece in quel momento presente per e sul futuro, con un ragionamento sul probabile andamento futuro del loro prezzo attuale. Parti da qui, dunque, con la storia, la politica, la finanza, etc.. Ovvero: riparti da dove sei e valorizza le tue forze residue, il denaro che “ti resta”, riparti “dal resto” per costruirti il futuro.

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download (2)Il sociologo De Rita racconta un dialogo fra due amici:

  •  Come va?
  •  Famiglia, salute e lavoro non bene, purtroppo.
  •  E il resto?
  • Il resto tutto bene, grazie.
  • E allora, coraggio, riparti dal resto!

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UN TORNANTE TRENTINO

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 12 marzo, 2018 @ 12:25 pm

Detto altrimenti: una svolta secca, non segnalata ….. (post 3109)

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            Molto ben segnalati, questi sì …

Questo non è un post politico, bensì “sociale” che cerca di capire il perché il Trentino sia incappato in un “tornante” peggiore di quelli del Passo della Mendola (peggiore perché non segnalato). Nella recente tornata elettorale politica, in Trentino hanno prevalso correnti politiche che promettevano di rompere con il passato. La maggioranza dei votanti le ha accolte con entusiasmo quali liberatrici da una sorta di incubi prodotti dall’immobilismo su molti fronti e ha scelto il nuovo. E’ un po’ come accade all’interno di casa propria, quando ci si abitua ad un quadro storto, ad un mobile sbrecciato e non si fa nulla perché ormai quelle storture non le si vedono più, fanno parte di noi. Solo che quando facciamo anche solo un trasloco, immediatamente ci rendiamo conto di quelle imperfezioni e le sistemiamo una buona volta. Lo stesso in una Associazione sportiva: il magazzino, la cala vele è un caos, da anni … sarà solo un nuovo Direttivo a “vedere” ciò che gli altri “guardavano” soltanto.

Da quanto sopra discende che il “cambiamento” può essere un fattore positivo. Tuttavia occorre fare anche una considerazione di verso opposto e cioè occorre vedere ex post se alla prova dei fatti il nuovo Consiglio Direttivo avrà avuto la capacità e la forza di “sistemare una buona volta la cala vele e il magazzino”. Infatti non si possono confrontare le pere con le mele: fuori dalle metafore della cala vele e della frutta, le pere sarebbero il governo che ha comunque governato e le mele quello che promette (promette) di fare meglio: fatti contro promesse. Non confrontabili.

Le correnti politiche superate lamentano l’oblio dell’elettorato di fronte ai tanti benefici ricevuti (“Irriconoscenti!”) ma, si sa, la riconoscenza è la speranza di avere nuovi favori (questa è di un amico che non nomino per via della privacy, n.d.r.). A parte la battuta, la questione è più ampia, nel senso che le vecchie ideologie sono state prima affiancate e poi superate da nuove dottrine e nuovi radicalismi: e se prima si trattava di elaborare la migliore tecnica di discesa per vincere una gara di sci, oggi quei campioni, così molto bene addestrati sulla neve, si sono trovati a dovere sostenere un torneo di tennis: tutt’altra questione (e ci risiamo con le metafore!).

Fatti contro promesse, dicevo. Entrambi sostenuti da una retorica che in alcuni casi è diventata arte oratoria, soprattutto quando si tratta di promesse populiste, impossibili da realizzare, ma “bellissime da essere credute”. Presto qui da noi avremo le “amministrative” e la probabilità è che il numero dei combattenti (amministrativi) per le “bellissime promesse” si ingigantisca a … vittoria (politica) già avvenuta.

Politica-Apolitica-Antipolitica-Politica. Oratoria usata come arma. Perché affermo questo? Perché “prima” stavamo assistendo al dilagare di passaggi successivi:

  1. dalla politica all’apolitica (io no politica);
  2. dall’apolitica (io no politica) all’anti-politica (io si politica ma da solo);
  3. dall’anti politica (io si  politica ma da solo) alla politica in cerca dei numeri per governare.

Colpa dell’arma oratoria?  Si, infatti mi sorprende la velocità di maturazione del passaggio n. 2 (insomma, è credibile che che così tante persone abbiamo improvvisamente ragionato così profondamente?).

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         What were you been doing? Sleeping?

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Personalmente mi rammarico di un fatto: che la “politica di prima” non abbia saputo gestire una (necessaria) successione graduale, un (salutare) rinnovamento graduale di se stessa e degli obiettivi: ed allora è intervenuta la natura la quale, se di solito non facit saltus, questa volta un bel gran  saltum lo ha fatto e come!

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Vedremo.

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KATHARSIS

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 11 marzo, 2018 @ 7:38 pm

Detto altrimenti: Musica Purificazione         (post 3108)

Sala della SOSAT-Trento. Ieri ha ospitato l’Assemblea della FIAB, oggi il concerto della Stagione Katharsis di musiche classiche, contemporanee, jazz, per la direzione artistica di Edoardo Bruni (pianista compositore), grazie alla disponibilità dell’amico socio FIAB-SOSAT Tino Sangiorgi (grazie Tino!). Organizza Associazione Ars Modi.

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           Dalla Libera e Bruni

Musica Katharsis, un sorta di purificazione dagli eccessi della musica troppo moderna degli ultimi dieci anni e da quella “di reazione” troppo minimalista (ma si può essere “poco” minimalisti? Non lo so). Uno sforzo, quello di Bruni, di traghettare con continuità il passato al presente ed al futuro: un sorta di ponte di spazi, tempi, modi …

Oggi è stata la volta del pianista Giacomo Dalla Libera, classe 1979, pluri diplomato e pluri perfezionato, vincitore di molti premi nazionali ed internazionali. Il concerto odierno è stato “Between Italy and America”. Dopo l’Opening di Phil Glass (193), Dalla Libera ha eseguito Bach, Suite Francese n. 3 in si minore; Debussy, Suite Bergamasque. Quindi brani di Edoardo Bruni (1975); Bernardino Beggio (1953); Matteo Segafreddo (1961); John Cage (1912-1992); Alan Hovhaness (1911-2000), William Neil (1954). Per me, ignorantone musicale, il più arduo da comprendere è stato “Ozono” di Segafreddo, brevissima denuncia della violenza della civiltà (o inciviltà?) moderna. Dalla Libera ci ha poi regalato un secondo Debussy: il preludio moderato “Menestrelli”. Grazie Giacomo! Chissà se riusciremo ad organizzare un tuo concerto a Riva del Garda (Associazione Amici della Musica) … Alles kann sein …

Che dire infine se non un sentito apprezzamento e grazie per l’eccezionale esecuzione, l’ottima scelta dei brani e la soffice accoglienza della sala SOSAT?

Alle prossime

Domenica 25 marzo 2018, stessa sala, ore 17,00: “Concerto Jazz” dell’Ensemble Gernerama (E. Bruni, pianoforte; F. Crivellari, flauto; P.Lanziner, contrabbasso).

Domenica 15 aprile 2018, ore 17,00, Villa De Mersi a Villazzano (TN): “Poesia, Mitologia, Musica” – Francesca Tirale, arpa; Antonia Dalpiaz, voce recitante; musiche di Edoardo Bruni.

(Ingresso gratuito con offerta libera)

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MAI PASSARE ALLE ARMI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 11 marzo, 2018 @ 7:02 pm

Detto altrimenti: innanzi tutto a quelle del confronto, della politica ovvero I TRE LIVELLI (v. foto)                    (post 3107)

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Lui mi ha detto … e allora io … e allora lui … e allora io …

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Due tesi opposte, due ideali opposti? Discutiamone. Ma se uno dei due “passa alle armi” ovvero è assolutista, allora la conseguenza è la sua “necessità” di giustificare a posteriori questo passaggio: ed ecco che nascono le estremizzazioni delle posizioni iniziali ideali – sia pure diverse dalle nostre – sulle quali invece si sarebbe potuto aprire un confronto. A quel punto infatti non si riconoscono più nemmeno le posizioni ragionevoli della controparte. Si cade in una micidiale semplificazione: la programmatica esaltazione del non-dialogo.

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Si, vabbè …però sono obbligatorie giacca e cravatta, vuoi mettere?

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Assolutismo che in molti ambiti (riunioni condominiali, di Associazioni, politiche, etc.) si manifesta nel mancato rispetto delle regole, ad esempio degli Statuti; dell’ordine del giorno; nel non dare la parola a chi la richiede; nell’interrompere chi sta parlando; nell’alzare la voce; nel gridare, nel non rispondere a domande precise; nel generalizzare, nel provocare un superficiale quanto micidiale “furor di popolo” (non pensante, n.d.r.); nell’affermazione “mai con quelli lì”.

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Chi mi saprà dire il nome di due politici trentini che in sede UE e in Italia hanno firmato a favore del nucleare, vincerà … un abbonamento al mio blog!

Ecco perché – fra l’altro – temo, disapprovo e combatto l’ ipse dixit che chiude ogni discussione, da qualsiasi parte provenga, perché “dopo” ci si dimentica della “causa” e si discute come avere ragione sulla valutazione degli effetti, salvo poi avere ragione o torto sugli effetti di una causa (il “prima”) comunque perversa. Un mio amico, F.P., già negoziatore in Africa, mi dice: “Che ognuna delle due parti provi ad elencare cinque “cose” fatte bene dall’altra. Questo è già un buon inizio”. A maggior ragione non condivido il ricorso alle altre armi (quelle degli eserciti), proprio perché, dopo, non si riconoscono più nemmeno le posizioni ragionevoli della controparte. Si cade in una micidiale semplificazione: la programmatica esaltazione del non-dialogo (v. prima).

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