UNA NUOVA PROGETTUALITA’ DELL’AUTONOMIA TRENTINA.
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 8 Settembre, 2026 @ 2:28 pm(mia lettera odierna al quotidiano trentino ilT)
Egregio Direttore, a pag. 31 de ilT dell’8 settembre (2026) leggo con soddisfazione della nuova ciclopedonale Vermiglio-Passo del Tonale. Sono molto legato a quella zona, dove quarant’anni fa, quale direttore dell’azionista finanziaria ISA SpA di Trento e presidente delle sue società di risalita ivi possedute (SIRT e GFPP), creai – anche con elevati recuperi fiscali – la società “Carosello Tonale” della quale inventai il nome, razionalizzando il sistema degli impianti trentini di risalita e ponendo le basi per il mantenimento sciistico – cioè economico – dell’intera area.
In questi ultimi anni, a causa dei mutamenti climatici che stanno mettendo in crisi lo sci (in particolare sul ghiacciaio Presena), ho suggerito agli amici locali di differenziare l’offerta turistica, attivando una pista ciclabile dal Tonale al sistema di piste esistente in Val di Sole fino a Mostizzolo; chiedendo di sistemare e attivare la traccia ciclabile – oggi assai poco conosciuta! – che da Mostizzolo sale sino al Passo delle Palade (da Mostizzolo a Cles la pista ciclabile è già finanziata).
Tutto ciò come risposta ai sistemi ciclabili già attivi sul fronte lombardo del Passo, e soprattutto quale tassello di un progetto maggiore: la creazione del Trentino Bike Safari (“safari” significa viaggio) sull’esempio dell’Austria che con il suo Tirol Bike Safari da anni ha messo in rete ben 750 km di ciclo discese!
Da anni infatti sto proponendo che questo progetto sia avviato in occasione della realizzazione della cabinovia Trento-Monte Bondone e delle numerose, separate iniziative di alcune nostre località montane le quali stanno organizzando la vendita dei loro dislivelli non solo a piedi e in sci ma anche con mezzi meccanici (in primis biciclette) soprattutto nelle due “stagioni belle”, Primavera e Autunno, le sole che possono ricevere un aumento delle presenze turistiche.
Si tratta di dare centralità e di avviare una programmazione e progettazione unitaria – coordinata innanzi tutto a livello provinciale – sia delle tratte ciclabili in discesa, sia di quelle di fondo valle, peraltro da ultimare, per arrivare a dare vita al nostro Trentino Bike Safari; invitare Bolzano a fare altrettanto; collegarsi con il Tirol Bike Safari; dare vita all’Euregio Bike Safari; attirare una clientela medio-alta quanto ad età e capacità di spesa, grazie alla fortissima diffusione delle e-bike. In parallelo occorrerà adottare una analoga pianificazione per un’altra rete, quella “a stella” delle ferrovie a scartamento ridotto da Trento verso Riva del Garda, Bassano del Grappa, Passo del Tonale e Valli dell’Avisio.
Ciascun progetto a mio avviso deve essere affidato ad una società di general management pubblico-privata a maggioranza pubblica, con gli azionisti privati tenuti a fornire le prestazioni accessorie previste all’art. 2345 del codice civile che consisterebbero nella progettazione del relativo sistema coinvolto e – a seguito di un adeguato aumento di capitale da parte degli azionisti pubblici – nella sua realizzazione.
La politica provinciale e locale avrà importanti ritorni in termini di consenso a seguito delle decisioni assunte/non assunte al riguardo. I progetti che propongo sono strategici (cioè letteralmente: indispensabili e insostituibili) rispetto ai cambiamenti climatici e a quelli delle economie interne ed esterne alla nostra regione: un esempio per tutti, si veda l’enorme successo turistico del circuito ciclistico l’Eroica in Toscana. Inoltre, saranno una fortissima testimonianza del valore della nostra Autonomia.
A chi dovesse dire che questi progetti sono utopie, rispondo che l’utopia è un progetto molto ambizioso solo “non ancora” raggiunto: e poi, nella vita, guai a non nutrire utopie cui tendere!
Riccardo Lucatti, Tavolo di Lavoro Finanza ed Economia mista ITALIA VIVA TRENTO
Comments Closed
IERI IN TRENTINO ALTO ADIGE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 6 Settembre, 2026 @ 3:02 pm5 Settembre, la Giornata dell’Autonomia in TAA-Trentino Alto Adige, una Regione con due Province a Statuto Speciale. Si chiama autonomia speciale amministrativa e non politica: ma si badi bene che il termine “politica” è un aggettivo sostantivato dal greco teknè politikà, e cioè tecnica nella amministrazione della polis: la città stato in allora, quella dai Comuni in su, oggi.
Ecco perchè io non condivido la distinzione fra elezioni politiche e amministrative: infatti tutte sono entrambi contemporaneamente tali. Mi basterebbe definirle sulla base degli ambiti territoriali: comunali, provinciali, regionali, statali, continentali.
Io non sono un politico, ma ho fatto anche molta politica: la politica aziendale, durante una vita a capo di aziende o di funzioni centrali di grandi holding. Le posizioni che ricoprivo mi davano potere e responsabilità: innanzi tutto in merito alla motivazione e formazione del personale e poi quanto agli obiettivi che altri mi ponevano o che io stesso mi ponevo.
Ma veniamo alla ricorrenza di ieri. La nostra Autonomia provinciale ha bisogno di alcuni necessari interventi:
– la Riforma del Rapporto di Autonomia (innanzi tutto finanziaria) Provincia-Comuni e la riunione del potere alla responsabilità;
– ad ogni livello, il Riordino delle Priorità;
– la messa in campo di Idee e Progetti nuovi di fronte ad un mondo nuovissimo;
– applicare alla gestione la tecnica del General Management;
– una più organica integrazione a livello Euregio;
– uno sguardo al passato, al presente e soprattutto al futuro.
E soprattutto non mi interessa che mi si venga a spiegare perchè il PIL del Trentino è pari alla media nazionale, inferiore a quello del sud Italia e quasi la metà di quello di Bolzano: mi interessa che coloro che si sono dimostrati incapaci, escano di scena e altri si assumano impegni concreti per risalire la china! The rest are details …
Riccardo Lucatti, Tavolo di Lavoro Finanza ed Economia mista, Italia Viva Trento.
Comments Closed
TRENTINO: DAL QUOTIDIANO iLT DI OGGI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 5 Settembre, 2026 @ 6:18 am5 Settembre, giornata dell’Autonomia.
Sono sempre di più le località che investono sulle bicidiscese. Ma allora, in previsione della cabinovia Trento-Monte Bondone, lanciare il Trentino Bike Safari sull’esempio del Tirol Bike Safari che ne ha messo in rete 750 km; invitare Bolzano a fare altrettanto, collegarsi con il Tirolo e dare vita all’EUREGIO BIKE SAFARI.
ENERGIA, in Trentino. UE: Le centraline idroelettrIche non vanno messe a gara perchè sono funzionali ai loro territori. Dall’EUREGIO si ipotizza una migliore integrazione dei due sistemi interregionali. Ed allora ancora un forte “NO!” alla quotazione in borsa di Dolomiti Energia, la SpA trentina del settore e un forte “SI!” al trasferimento dalla Provincia ai Comuni della finanza necessaria a costituire una loro Srl che sottoscriva il necessario aumento di capitale di Dolomiti Energia.
Riccardo Lucatti – Tavolo di lavoro Finanza ed Economia mista ITALIA VIVA TRENTO
Comments Closed
TOSCANA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 4 Settembre, 2026 @ 2:22 pmSono per “du’ sgiorni” nel paesello natìo dei nonni e del mi’ babbo: S. Angelo in Colle (Montalcino, SI). Ho ripescato tre mie vecchie poesiole:
LA CASA DEI NONNI
Profuma il colore
di pietra toscana
colorata dal giallo del sole
dal rosso dell’uva matura
danzante
al canto di una cicala
che un pergolato difende
da mani voraci bambine.
E dal fondo valle
salendo
tu scruti ogni ombra
del dolce profilo del Colle
diadema prezioso
intorno al prezioso ricordo.
LA MIA AFRICA
Disegni a fumetti
sogni tascabili
in bianco ed in nero
poemi infantili
riletti più volte.
Vola tra le folte liane
spinta altalena
in un dondolìo
che cela e che svela
infiniti confini
sopra muretti
di cinta a giardini
e a campanili
di chiese lontane.
Ossa di pollo od umane
spilloni preziosi
trattengon le chiome
di nonna e del capo tribù.
Guerrieri mai dòmi
orde difese da scudi
di rami intrecciati
stuoie toscane usate
per stendere i fichi al sole
a seccare.
Lance appuntite per meglio colpire
canne recise nell’orto vicino
con la zagaglia da tasca
comprata alla fiera
a tre cento lire d’un tempo.
Zittite le piagge assolate
caldo il silenzio
striato soltanto:
profumo di Terra Maremma,
il canto di antiche cicale la sera,
la tigre di casa a forma di gatto
in cerca dell’ombra dietro le scale
in questo meriggio silente
che vivi in attesa.
Ed ecco
…..
appare improvviso allo sguardo
dell’esploratore bambino
il calabrone che vola
armato del nero suo spillo
e feroce la testa
d’un lucertolone
spacciato agli amici
per un coccodrillo neonato.
Colori di Siena
scolpiti dal tratto
dell’acqua de’ fossi,
etrusca e preziosa
linfa africana,
culla a girini
e a una rana.
E sogni anche tu
di vivere ancora domani
questa avventura lontana.
Invece
ti svegli invecchiato
e scopri di non correr più
le strade imbiancate de’ buoi maremmani
che lenti trascinano il carro
e spingono avanti pazienti
il loro orizzonte profilo d’un colle
e che l’ossatura di legno
di un molle divano
ormai è la casa
di sogni per sempre finiti
all’ombra di un fico
non tanto convinto
nel recitare il ruolo un po’ stanco
di finto
e sempre immaturo
banano.
CAMPAGNA TOSCANA
La luce accecante
sprigiona profumo di terra
da zolle rimosse ne’ campi.
Le pietre a contorno son ricche
di more spinose e di fichi:
in siepi sinuose costeggiano il bianco tratturo
che porta ad antico podere.
Ascolti cicale.
Sull’aia
un popolo gaio rincorre il mangime.
All’ombra d’un fitto pagliaio sonnecchiano cani.
C’è acqua nel pozzo
e lunga catena stridente vi cala una brocca di rame.
Profumano i pani appena sfornati
e ‘l fuoco rallegra la propria fascina.
Un fiasco di vino sul desco richiuso con foglie seccate.
Nell’aria le mosche.
La stalla è vicina:
giumente imponenti frantuman pannocchie,
corone regali sovrastano candidi corpi giganti
e gran carri stanchi riposan le ruote dal duro lavoro.
Filari frequenti ed ulivi
perforan la coltre del grano.
Colori:
la terra di Siena
il giallo del sole
il verde d’olivo.
Prezioso convivio
cullture scomparse,
memorie scolpite per sempre da tratti d’amore.
Comments Closed
IL CORAGGIO DI CAMBIARE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 2 Settembre, 2026 @ 8:15 amMia lettera odierna a ilT quotidiano del Trentino
Egregio direttore, prendo lo spunto dal ricco intervento di Roberto Sani “L’Autonomia e il coraggio di cambiare” a pagina 3 de ilT del 1° settembre e mi provo a sviluppare con tre casi concreti il filo conduttore del suo ragionamento: da una provincia che distribuisce ad una che organizza.
Da anni, insieme a Sani e ad altri amici, stiamo proponendo che la nuova cabinovia Trento-Monte Boldone dia il via alla realizzazione di quanto in Tirolo è già stato creato da anni con il Tirol Bike Safari che ha messo in rete oltre 700 km di ciclo discese: il Trentino Bike Safari, iniziativa che potrà essere seguita dall’Alto Adige Bike Safari e collegarsi con il Tirolo dando vita all’Euregio Bike Safari. Ciò consentirà di aumentare nell’intera euroregione il turismo e l’economia nelle sole due stagioni che possono sopportare questo incremento e cioè Primavera e Autunno, le “Stagioni Belle”. Per la gestione delle bici in montagna si vedano i Quaderni di Cicloturismo e Ciclo Escursionismo pubblicati dal CAI Centrale e reperibili in internet.
Secondo caso, Dolomiti Energia. Il necessario aumento di capitale non richiede alcuna quotazione in Borsa. Nell’ambito del “coraggio di cambiare”, la Provincia accetti di riformare il rapporto di Autonomia con i Comuni e destini proporzionalmente parte del suo ricco “tesoretto” ai Comuni, i quali creino una loro Srl che sottoscriva l’aumento di capitale, attribuendo loro, pro quota potere e responsabilità. Anche perché, una quotazione in borsa susciterebbe l’appetito dei giganti del settore che poco dopo potrebbero lanciare su Dolomiti Energia un’OPA-Offerta pubblica di Acquisto ad un prezzo superiore, inducendo gli azionisti privati, grandi e piccoli, a vendere le proprie azioni con un utile privato per loro ma indebolendo il potere pubblico locale di governo Autonomo del settore.
Terzo caso, la rete delle ferrovie minori. Si abbia il coraggio di cambiare per investire in un progetto unitario a livello quanto meno provinciale, a vantaggio della qualità della vita, della mobilità e del turismo: propongo che non si parli più di Ferrovia dell’Avisio si/no, ma che si discuta del progetto unitario provinciale Rete Ferroviaria minore del Trentino si/no.
Riccardo Lucatti, Tavolo di Lavoro Finanza ed Economia mista Italia Viva Trento.
Comments Closed
Oggi su ilT quotidiano trentino.
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 2 Settembre, 2026 @ 5:50 amTutte le sigle sindacali dei medici del Trentino in assemblea contro la non-gestione e l’inefficacia della gestione del settore da parte della Giunta Provinciale. La Sanità pubblica trentina va male.
– Il PIL del Trentino va male.
– Crisi degli affitti non-brevi
– Mancano posti letto per i/le senzatetto
– Mancano insegnanti
– Mancano lavoratori
– Universitari qui da noi: li attiriamo per laurearsi “in vacanza”: dopo la laurea se ne vanno.
– Nel capoluogo, mobilità in affanno
– Sicurezza … “suscettibile di miglioramento”
– Quale è la tua posizione sul rischio OPA -OPAS (rischio di perdere uno dei due pilastri della nostra Autonomia, insieme all’A22) dopo una eventuale, micidiale quotazione in borsa di Dolomiti Energia?
– (spazio disponibile)
– …………………….
– ………………………..
Presidente, quali sono i necessari, grandi progetti avviati da tempo? O … peggio mi dice … non ce ne sono? E chiudi i bilanci aumentando la già rilevante “scorta” della liquidità? Cosa ci racconterai il 15 settembre alla Giornata dell’Autonomia? Io credo che dovremo contestarti l’ “Autonomia del tirare a campare” in attesa di vedere se resti sino alla fine del mandato o vai a Roma … Te pudeat, si dice in latino!
Riccardo Lucatti – Italia Viva Trento.
Comments Closed
TRENTO: DOLOMITI ENERGIA IN BORSA? NO, GRAZIE!
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 29 Agosto, 2026 @ 7:17 amSono stato per anni a capo della finanza Italia della più grande SpA finanziaria del paese. Successivamente, direttore della maggiore finanziaria della provincia. Dico questo solo perchè posso “testimoniare” per esperienze vissute che ogni volta che si parla di quotare in borsa una SpA occorre chiedersi “cui prodest, cui bono” (a chi vien bene, chi ci guadagna).- A mio avviso una iniziativa simile che inizia a girare sui giornali per iniziativa dei suoi amministratori, non può prescindere da “indicazioni” degli azionisti, siano essi di maggioranza che di minoranza.
- Gli azionisti che la “suggeriscono” non possono non prevedere che – dopo – potrebbe arrivare un’OPA da parte di terzi (giganti del settore) per il riacquisto delle loro azioni ad un prezzo superiore.
- A mio avviso un aumento di capitale si può benissimo fare anche senza quotare in borsa la società.
- Da tempo propongo che la Provincia doti proporzionalmente tutti i Comuni della finanza necessaria a costituire una loro Srl che sottoscriva il necessario aumento di capitale di Dolomiti Energia.
- Successivamente, si proveda al riacquisto della azioni oggi in mano ai privati e di trasformi DE in società inhouse, ovvero a capitale sociale interamente pubblico.
- Why not? Per favore, che qualcuno me lo spieghi, grazie.
Riccardo Lucatti – Tavolo di Lavoro Finanza ed Economia mista ITALIA VIVA TRENTO.
Comments Closed
RAPPORTO DI AUTONOMIA PAT/COMUNI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 27 Agosto, 2026 @ 9:41 am(mia lettera odierna al ilT quotidiano del Trentino)
Egregio direttore, ho molto apprezzato i contenuti e l’evidenza grafica dell’intervista di Tommaso Di Giannantonio a Michele Cereghini, Sindaco di Pinzolo e Presidente del Consiglio delle Autonomie Locali, a pagina 14 de ilT odierno dal titolo “Emergenza, casa, energia, urbanistica: i Comuni vogliono contare di più”.
Sta per arrivare il 5 settembre, la Giornata dell’Autonomia e la necessaria riforma del Rapporto di Autonomia (innanzi tutto finanziaria) ed il ruolo “politico” dei Comuni è un tema sul quale sono intervenuto molte volte anche sul Suo giornale (risparmio a Lei ed ai lettori la citazione dei tanti interventi). In sintesi il punto è che se “Cristo di è fermato ad Eboli”, l’autonomia (innanzitutto finanziaria) non può fermarsi in Provincia, a maggior ragione in presenza di una Provincia fortemente liquida e di molti Comuni in difficoltà finanziarie. Ma c’è una ragione di più per affrontare e risolvere questo problema: la necessità di riunire il potere, troppo concentrato sulla Provincia, alla responsabilità, quasi sempre lasciata ricadere sui Comuni.
L’intervista alla quale mi riferisco si chiude con una domanda, restata di fatto senza risposta, in merito alla posizione dei Comuni sull’eventuale quotazione in Borsa di Dolomiti Energia: “Come CAL non siamo stati ancora coinvolti”. Al riguardo, la Provincia, azionista di maggioranza della società in questione, al momento semplicisticamente tace rispetto ad una alternativa fuorviante e cioè che alla società occorra un aumento di capitale “unito” alla sua collocazione alla Borsa valori, la quale aumenterebbe la presenza dei privati nel capitale sociale.
Sulla presenza dei privati nelle società energetiche, due sere fa al TG3 regionale il direttore di Alperia, la società idroelettrica bolzanina a capitale interamente pubblico, risponde ai privati che vogliono entrare nel settore, sollecitano le gare per le concessioni ad una società mista pubblico privata contro l’attuale affidamento diretto ad una società interamente pubblica o – peggio – una gara fra la spa pubblica e le tante private. Ecco la risposta del Direttore:”La SpA pubblica reinveste gli utili in favore di tutti i cittadini; i privati vogliono incassare dividendi”.
Premesso quindi che si può ben dar corso ad un aumento di capitale anche in assenza della quotazione in borsa, resta il fatto (negativo!) che i Comuni, primi responsabili del rapporto con i cittadini, sembrano esclusi dall’avere “voce in capitolo”.
C’è da aggiungere che la quotazione in Borsa farebbe presto sorgere l’appetito di qualche gigante del settore che potrebbe lanciare un’OPA, Offerta Pubblica di Acquisto delle azioni in mano ai cittadini nuovi azionisti, offrendo loro un prezzo superiore a quanto essi hanno speso per l’acquisto: ciò rappresenterebbe un arricchimento per i tanti singoli cittadini ma un pericoloso indebolimento della funzione di controllo della società da parte dell’ente pubblico locale!
Ove invece si attuasse l’auspicata revisione del citato rapporto di autonomia, la Provincia dovrebbe trasferire proporzionalmente a tutti i Comuni una parte del suo ricchissimo “tesoretto” per consentire loro di costituire una Srl la quale sottoscrivesse l’aumento di capitale della citata società. La gestione “pluricomunale” dell’energia funziona già positivamente nella confinante provincia di Bolzano, con la sua citata società a capitale totalmente pubblico Alperia, che gestisce decine di impianti. E già con questo veniamo ad una delle possibili cause della superiorità economica bolzanina rispetto al Trentino.
Inoltre, una simile operazione sarebbe prodroma all’acquisizione da parte degli enti pubblici delle azioni attualmente in mano a privati, trasformando così anche la nostra Dolomiti Energia in una società in house, cioè a capitale sociale totalmente pubblico: il che le consentirebbe di ottenere il rinnovo diretto delle concessioni in corso.
Quanto sopra sia ai fini degli aspetti energetici, sia per una gestione locale di una risorsa fondamentale, l’acqua, che gli attuali cambiamenti climatici stanno evidenziando essere sempre di più “strategico”, ovvero letteralmente “indispensabile e insostituibile”. Inoltre, la gestione sopra delineata trasformerebbe un “bene pubblico” ovvero che è a disposizione di tutti in un “bene comune”, ovvero – letteralmente – in un bene alla cui difesa e gestione partecipano tutti (i Comuni).
Last but non least, una soluzione negativa – data l’emergenza climatica in corso – sarebbe affidare la gestione di alcuni impianti idroelettrici ad un diverso settore economico privato, allo scopo di risanarne i bilanci: infatti, al vantaggio di quel singolo settore corrisponderebbe il venir meno di una politica pubblica unitaria nella gestione delle acque: cosa che è già avvenuta in provincie terze confinanti con la nostra regione.
Riccardo Lucatti – Tavolo di lavoro Finanza ed Economia mista Italia Viva Trento
Comments Closed
L’IDROELETTRICO IN TRENTINO ALTO ADIGE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 26 Agosto, 2026 @ 6:48 amL’acqua, sempre più bene “strategico” cioè letteralmente “indispensabile e insostituibile”.
Ieri sera al TG3 regionale il direttore di Alperia, la società idroelettrica bolzanina a capitale interamente pubblico, risponde ai privati che vogliono entrare nel settore, sollecitano le gare per le concessioni ad una una società mista pubblico privata contro l’attuale affidamento diretto ad una società interamente pubblica o – peggio – una gara fra la spa pubblica e le tante private.
Ecco la risposta del Direttore: “La SpA pubblica reinveste gli utili in favore di tutti i cittadini; i privati vogliono la distribuzione di dividendi”.
A Trento si discute se quotare o meno in borsa la nostra Dolomiti Energia”, aumentando la presenza dei privati ed esponendo la società ad una OPA da parte dei colossi del settore: ma si può? Piuttosto, che la Provincia dia ai Comuni la finanza necessaria a costituire una loro Srl che sottoscriva un aumento di capitale di Dolomiti Energia; si acquistino le azioni oggi in mano ad alcuni privati,; si reinvestano gli utili; si ottenga il rinnovo della concessione per affidamento diretto alla società inhouse cioè a capitale interamente pubblico.
Riccardo Lucatti – ItaliaViva Trento
Comments Closed
TRENTINO: UNA PROVINCIA “SQUILIBRATA”
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 21 Agosto, 2026 @ 7:04 amUn filosofo austriaco del diritto, Hans Kelsen, affermava che per verificare la validità di un ragionamento occorre immaginare di spingerlo alle estreme conseguenze. Io mi permetto di adottare questa preziosa lente interpretativa nella valutazione di alcuni rapporti interni alla nostra provincia sino a definirne alcuni “squilibrati”.
Il primo squilibrio (questo peraltro assolutamente “naturale”) si riscontra innanzi tutto nella distribuzione degli abitanti (dati arrotondati) che rendono la nostra provincia assolutamente disomogenea: il capoluogo Trento, 120.000 abitanti di notte, 240.000 di giorno a causa dei lavoratori pendolari / Rovereto, 40.000 / Pergine, 20.000 / Arco, 20.000 / Riva del Garda, 20.000 / Gli altri 161 comuni, complessivamente 330.000 in media circa 2.000 abitanti ciascuno. La Provincia di Trento, in totale 550.000.
Già da qui appare evidente l’esigenza di una prima diversificazione del rapporto Provincia-singoli Comuni che tenga conto del loro diverso “peso specifico”.
Uno secondo “squilibrio” (questo però “artificiale”) si riscontra nei bilanci: quello provinciale chiude con un forte avanzo finanziario ed elevatissime rimanenze di cassa; molti comuni fanno fatica a chiudere in pareggio; altri chiudono con un disavanzo.
Altro squilibrio “artificiale” si riscontra nella distribuzione del potere, molto concentrato sulla Provincia rispetto alla responsabilità, troppo spesso ricondotta in capo ai Comuni.
Sta di fatto che da un recente raffronto con la Provincia di Bolzano, emerge che il Trentino è economicamente perdente: se non altro per questa risultanza, è chiaro che occorre intervenire. Come? Orbene, è ampiamente riprovato che chi vuole crescere deve decentrare; chi decentra cresce. Al contrario, accentramento e decrescita vanno di pari passo. E il primo “decentramento” da effettuare è quello del potere e della finanza: se Cristo si è fermato ad Eboli, l’Autonomia e il potere finanziario non possono e non devono fermarsi in Provincia.
A mio avviso quindi occorre una riforma del rapporto di autonomia (innanzi tutto finanziaria) Provincia/Comuni ad iniziare con il Comune Capoluogo e via via proporzionalmente con tutti gli altri.
Per passare dal discorso teorico ai fatti, cito il caso di Dolomiti Energia, il cui azionista di maggioranza, la Provincia, al momento semplicisticamente tace rispetto ad una alternativa fuorviante e cioè che alla società occorra un aumento di capitale unito alla sua collocazione alla Borsa valori.
Premesso che si può ben dar corso ad un aumento di capitale anche in assenza della quotazione in borsa, resta il fatto (negativo!) che i Comuni, primi responsabili del rapporto con i cittadini, sembrano esclusi dall’avere “voce in capitolo”.
Inoltre, la quotazione in Borsa farebbe presto sorgere l’appetito di qualche gigante del settore che potrebbe lanciare un’OPA, Offerta Pubblica di Acquisto delle azioni in mano ai cittadini nuovi azionisti, offrendo loro un prezzo superiore a quanto essi hanno speso per l’acquisto: ciò rappresenterebbe un arricchimento per i tanti singoli cittadini ma un pericoloso indebolimento della funzione di controllo della società da parte dell’ente pubblico locale!
Ove invece si attuasse l’auspicata revisione del citato rapporto di autonomia, la Provincia dovrebbe trasferire proporzionalmente a tutti i Comuni una parte del suo ricchissimo “tesoretto” per consentire loro di costituire una Srl la quale sottoscrivesse l’aumento di capitate della citata società. La gestione “pluricomunale” dell’energia funziona già positivamente nella confinante provincia di Bolzano, con la sua società pluricomunale a capitale totalmente pubblico Alperia, che gestisce decine di impianti. E già con questo veniamo ad una delle possibili cause della superiorità economica bolzanina rispetto al Trentino.
Inoltre, una simile operazione sarebbe prodroma all’acquisizione da parte degli enti pubblici delle azioni attualmente in mano a privati, trasformando così anche la nostra Dolomiti Energia in una società in house, cioè a capitale sociale totalmente pubblico: il che le consentirebbe di ottenere il rinnovo diretto delle concessioni in corso.
Quanto sopra sia ai fini degli aspetti energetici, sia per una gestione locale di una risorsa fondamentale, l’acqua, che gli attuali cambiamenti climatici stanno evidenziando essere sempre di più “strategico”, ovvero letteralmente “indispensabile e insostituibile”. Inoltre, la gestione sopra delineata trasformerebbe un “bene pubblico” ovvero che è a disposizione di tutti in un “bene comune”, ovvero – letteralmente – in un bene alla cui difesa e gestione partecipano tutti (i Comuni).
Last but non least, una soluzione negativa – data l’emergenza climatica in corso – sarebbe affidare la gestione di alcuni impianti idroelettrici ad un diverso settore economico privato, allo scopo di risanarne i bilanci: infatti, al vantaggio di quel singolo settore corrisponderebbe il venir meno di una politica pubblica unitaria nella gestione delle acque: cosa che è già avvenuta in provincie terze confinanti con la nostra regione.
Riccardo Lucatti – Già a capo di funzioni finanziarie centrali in importanti holding e Responsabile del Tavolo di Lavoro Finanza ed Economia mista Italia Viva Trento
Comments Closed




















