LA MIA LAUREA IN LEGGE …
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 11 Febbraio, 2026 @ 2:18 pm …mi farà votare NO al referendum.
Correva l’anno 1968 a UniGenova.
Ancora oggi conservo gelosamente uno dei libri dell’esame di Filosofia del Diritto (di Hans Kelsen), la materia che più è rimasta impressa nella mente e nel cuore.
La filosofia: la ricerca e l’amore per il sapere, per la conoscenza della causa e della finalità di ogni legge … Io poi, sono innamorato di un grande filosofo, tale Socrate, per il suo “so di non sapere” ed allora mi dico:
“IO SO DI NON SAPERE perchè si dedica tempo ed energia a questa riforma e non ci si preoccupa invece di affrontare e risolvere i due più gravi problemi della Giustizia:
1) l’enorme durata dei processi;
2) la situazione disastrosa delle carceri italiani che tutto fanno tranne che adempiere alla prevista funzione rieducativa.
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REFERENDUM CONFERMATIVO DI MARZO 2026
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 11 Febbraio, 2026 @ 2:16 pmIo voterò NO.
Il Decreto del Presidente della Repubblica del 13 gennaio 2026 ha indetto per il 22-23 marzo 2026 il referendum popolare confermativo, volto a consentire agli elettori di decidere: se si vota SI, il testo della legge di revisione costituzionale viene approvata ed entrerà in vigore; se si vota NO, resteranno valide le norme costituzionali attualmente vigenti.Il quesito è stato modificato a seguito di D.P.R. 7 febbraio 2026 come segue:
«Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”?»
Sono stati inseriti in aggiunta gli articoli della Costituzione oggetto di modifica. Il quesito è cambiato a seguito dell’Ordinanza della Corte di Cassazione – Ufficio Centrale del Referendum del 6 febbraio scorso che ha ritenuto di accogliere la richiesta referendaria avanzata sulla stessa legge da 15 giuristi mediante la raccolta di firme di oltre cinquecentomila elettori.
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REFERENDUM si/NO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 11 Febbraio, 2026 @ 2:13 pmSenza quorum, quindi a maggior ragione andiamo tutti a votare! (io voterò NO).
Nella versione originariamente proposta dai SI-gnori propositori non era indicato che si trattava di modificare i seguenti articoli della nostra Costituzione:
87 poteri del Presidente della Repubblica, presidente del Csm
102 funzione giurisdizionale
104 autogoverno della magistratura – Csm
105 compiti del Csm
106 nomina di Consiglieri della Corte di cassazione
107 distinzione delle funzioni tra giudicante e requirente
110 funzione di organizzazione del servizio Giustizia da parte del ministero della Giustizia.
A seguito di oltre 500.000 firme, ora questi “numerini” saranno indicati sulla scheda. Tuttavia per la gente “comune”, quella “non studiata” non è semplice capire il perché del precedente silenzio e il significato di queste modifiche. A tutti io mi permetto di dire che “a pensar male si fa peccato ma si indovina” quindi nel dubbio votate NO.S
e poi dedicate tempo, in internet trovate lo schema delle modifiche: se ne comprendete il significato, votate NO. In caso contrario, ove non riusciate a comprenderlo, a maggior ragione votate NO.
Nel diritto romano si usava dire “Legem brevem esse oportet quo facilius ab imperitis teneatur”: è necessario che ogni legge sia sintetica affinchè possa essere subito compresa anche dai non addetti ai lavori.
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IO VOTERO’ “NO”
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 9 Febbraio, 2026 @ 2:08 pmA quelle già espresse aggiungo altre motivazioni che sono alla base della mia decisione. Chi voterà “SI” afferma che occorre superare una pretesa politicizzazione della magistratura, in quanto è divisa in correnti “politiche”. A loro sottopongo alcune sottolineature:
- Potere Legislativo. Quasi sempre è svuotato del suo ruolo istituzionale a causa dell’elevato utilizzo dei decreti; segue le indicazioni politiche della maggioranza politica; evita il dialogo parlamentare con le minoranze, il quale invece – a favore del l’intero paese – potrebbe arricchire di contenuti concreti ogni decisione, come dovrebbe accadere in una democrazia parlamentare tale non solo nella forma ma anche nella sostanza. Ai sostenitori del SI mi viene quindi da dire: “Medice, cura te ipsum”! (Medico, cura te stesso!).
- Potere Esecutivo: di fronte ad atti di violenza su cose e persone compiuti da gruppi di delinquenti, essendo stato vigliaccamente aggredito e ferito un poliziotto già a terra (!) la PcM ha affermato: “E’ tentato omicidio!” volendo suggerire politicamente alla magistratura il capo di imputazione. Inoltre, questa parte politica esige che sia posto il controllo sulla magistratura, ma cerca di alleggerire il controllo sulla propria azione oggi esercitato dalla Corte dei Conti: “Pondus et pondus” (due pesi, due misure, una per comprare, una per vendere).
- Potere Giurisdizionale – unico fra i tre poteri dello stato – è costituito da persone che hanno studiato, superato concorsi, maturato esperienze sul campo: verrebbe “controllato” dal voto determinante di persone che si trovano in quella posizione a seguito dei risultati di elezioni politiche, il che non garantisce che abbiamo la competenza per comprendere e tanto meno valutare l’operato degli specialisti che pretendono di controllare: Quis cutodiet ipsos custodies? Ma quelli, i controllori, chi li controllerà (se non la politica stessa. N.d.r.)? Così dopo oltre 2000 anni riscriverebbe Giovenale!
Mi sono riferito alla funzione “controllo” perché è il termine usato dallo stesso Ministro della Giustizia: “La magistratura oggi è senza nessuno che la controlli”, dimenticando che per la nostra Costituzione, quella oggi in vigore e che sarà tale anche al momento del voto sul referendum, prevede che la magistratura sia soggetta solo alla legge.
Riccardo Lucatti, Trento.
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SOTTO ATTACCO
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 8 Febbraio, 2026 @ 3:40 pm
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GUSTAVO ZAGREBELSKY E LA “RIFORMA” DELLA GIUSTIZIA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 8 Febbraio, 2026 @ 8:12 amSabato sera a TV7, ospite de Le parole, GUSTAVO ZAGREBELSKY, ex Presidente della Corte Costituzionale, ci fa notare alcuni “particolari” fondamentali.
- Il superministro della Giustizia Nordio ha affermato che “con la riforma, finalmente la magistratura sarà un potere anch’esso controllato”, laddove – commenta Zagrebelsky – la Costituzione stabilisce che “risponde solo alla legge”.
- La campagna promozionale della destra pro il SI al referendum era iniziata – anche da parte della Premier Meloni – sul piano “tecnico”, ovvero esaltando snellezza dei processi. Poi si sono accorti che avrebbero dovuto spiegare che la riforma comporta la modifica di ben sette articoli della Costituzione ed allora – per evitare ciò – la campagna promozionale è stata spostata sul piano politico, anche dalla Premier che sente che ci dovrà “mettere la faccia”.
- Chi è per il NO deve insistere sulla parola “Costituzione”, sul pericolo che comporta modificarne ben sette articoli e non solo per la pur grave cancellazione dell’indipendenza di uno dei tre poteri dello Stato, quello Giurisdizionale.
Di mio aggiungo: dopo che un altro potere, quello Legislativo (il Parlamento) di fatto è stato esautorato dalla “decretodemia”, una pandemia micidiale per la Democrazia Parlamentare, se dovesse vincere il SI alla riforma, a tutela di ciò che resta della Costituzione resterebbe solo la figura ed il ruolo del Presidente della Repubblica, almeno fin a quando non fosse eliminata dal premierato, prossima mossa di questo progetto assolutista.
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NECESSITA’ DELLA RIFORMA DEL RAPPORTO DI AUTONOMIA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO-COMUNI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 6 Febbraio, 2026 @ 12:00 pmOggi la Provincia reclama e trattiene per se’ l’Autonomia che reclama da Roma ma che poi nega ai suoi Comuni, enti che considera “suoi” in senso oggettivo (cioè di sua “proprietà” e che tratta con uguale approccio top-down) e non “suoi” in senso soggettivo, ovvero come gli enti che le danno vita. Ma procediamo con ordine.
Esistono rilevanti differenze “quantitative” nel numero di cittadini dei Comuni della Provincia (cifre non aggiornate e arrotondate):
Provincia 547.000
Trento, Città Capoluogo, di notte (residenti) 120.000
Trento, di giorno (con lavoratori pendolari) 240.000
Numero dei Comuni 166
5 Comuni maggiori (Trento, Rovereto Pergine, Riva d. G., Arco) 240.000
161 Comuni minori 307.000
Ciascun comune minore 2.000
Esiste poi anche la differenza “funzionale” soprattutto fra il Comune Capoluogo rispetto a tutti gli altri, differenza che appare dal rilevante se non altro dal numero di lavoratori pendolari che ogni giorno entrano in città. Al di là di questo pur importante aspetto, ancora recentemente si sono verificati interventi diretti della Provincia su temi e in materie che meglio dovrebbero/potrebbero essere gestiti dal Comune Capoluogo e/o quanto meno in pre-accordo con esso. Cito a titolo di esempio:
- gestione degli immigrati cittadini, loro formazione e integrazione, CPR;
- gestione dei senza tetto;
- asili nido;
- localizzazione dell’inceneritore e di una nuova scita autostradale cittadina;
- mobilità urbana;
- destinazione di vaste aree urbane abbandonate.
A testimonianza che si tratta di una esigenza avvertita, in una intervista del 6 febbraio sul quotidiano locale” ilT” a pag, 19 il Sindaco di Trento Franco Ianeselli definisce ben due volte questi interventi della Provincia con il termine “incursioni”.
Analoga esigenza di una maggiore autonomia esiste anche da parte dei Comuni minori, rispetto ai quali la Provincia deve passare dal sistema delle elargizioni (elettorali) finanziarie a pioggia ad essere prioritariamente – con propri uffici a ciò dedicati – strumento tecnico di iniziative (economiche e sociali) nate localmente, rispetto al cui realizzazione i piccoli Comuni il più delle volte non hanno strutture adeguate.
Le vie che teoricamente percorribili per arrivare alla Riforma che propongo, sono:
– continuare di volta in volta a cercare di ottenere dalla Provincia i necessari coinvolgimenti;
– reimpostare la riforma ad iniziare dal rapporto con Roma.
Io le escluderei entrambe e ne suggerisco una terza: che sia il Comune Capoluogo a porre localmente in modo esplicito e chiaro il problema come PROBLEMA CENTRALE, una sorta di STATUTO DI AUTONOMIA LOCALE INTEGRATIVO la cui soluzione sia indicata STRATEGICA (ovvero letteralmente “indispensabile e insostituibile”) per tutto il territorio. In tal modo – già nella fase della proposta – si raccoglierebbero consensi alla sua soluzione presso gli abitanti di tutti i Comuni.
Riccardo Lucatti – ItaliaViva Trento
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INCURSIONI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 6 Febbraio, 2026 @ 9:55 am(Quotidiano ilT di oggi, pag. 19)
Benissimo fa il Sindaco di Trento FRANCO IANESELLI a definire “incursioni” le decisioni della Provincia su territori altrui (comunali) e su materie soprattutto altrui (comunali), incursioni su
– Mobilità (Valdastico?)
– Integrazione (CPR?
– Rifiuti (Inceneritore?)
Da tempo e da molti post anche recenti propongo che si avvii il discorso sulla necessità della RIFORMA DEL RAPPORTO DI AUTONOMIA PROVINCIA-COMUNI, Comune Capoluogo in testa!
Riccardo Lucatti – Italia Viva Trento
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VI ASPETTIAMO!
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 5 Febbraio, 2026 @ 6:27 pm
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UN ESEMPIO DI PROGETTUALITÀ ULTRACOMUNALE DI TRENTO, CITTÀ CAPOLUOGO, A COPRIRE UN VUOTO PROGETTUALE ALTRUI
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 3 Febbraio, 2026 @ 5:54 pmSviluppo del ciclo Turismo e ciclo Escursionismo: vendita dei dislivelli non solo per lo sci o in Estate ma anche nelle Stagioni Belle: Primavera e Autunno.
Ormai moltissimi adottano le e-bike:
– nuovi turisti: i cicloturisti e ciclo escursionisti, fasce in numero crescente di persone non più giovanissime e dotate di una maggiore capacità di spesa.
– chi fa la spesa al supermercato;
– lavoratori e lavoratrici recarsi al lavoro;
– giovani che vogliono raggiungere traguardi altrimenti impossibili;
– persone “mature” che con la e-bike possono continuare a pedalare in quasi tutti i precedenti itinerari, soprattutto in salita.
Si parla molto dell’opportunità del completamento delle piste ciclabili urbane; molto meno di quello delle piste ciclabili extra urbane di fondo valle a livello provinciale,; per nulla di un circuito integrato di ciclo discese, realtà che invece l’Austria ha realizzato da anni con successo con il suo Tirol Bike Safari che ha messo in rete 750 km di ciclo discese attirando molto turismo in tre stagioni, Estate e nelle due Stagioni Belle: Primavera e Autunno, anche nella Zone Belle, cioè in quelle oggi cosiddette “minori” rispetto ai mesi ed alle zone classiche.
Prendendo le mosse dalla nuova cabinovia Trento – Monte Bondone, la Città Capoluogo può proporre di completare i tre diversi sistemi di piste e di metterli in rete e progettare il Trentino Bike Safari, inducendo la creazione dell’Alto Adige Bike Safari e il collegamento con il Tirol Bike Safari, per dare vita ad una EUREGIO BIKE SAFARI.
Per quanto riguarda la presenza delle biciclette in montagna si vedano i Quaderni di ciclo turismo e ciclo escursionismo editi dal CAI centrale e reperibili in internet: secondo il CAI la materia non va né ignorata né vietata, bensì regolamentata.
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