UN’USCITA AUTOSTRADALE A TRENTO SUD ALL’INSAPUTA DEL SINDACO.

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 3 Febbraio, 2026 @ 11:10 am

Mia lettera odierna al quotidiano trentino “ilT”

Egregio direttore, ci risiamo: sul  Suo giornale del 3 febbraio leggo che il potere continua ad essere separato dalla responsabilità e l’imposizione prevale sul confronto e sul dialogo: non è la prima volta che il nostro Sindaco Franco Ianeselli dichiara pubblicamente di “leggere dai giornali” queste decisioni: è un fatto che ha dell’incredibile e che va affrontato risalendo alla fonte e cioè alla necessità di una riforma del rapporto di autonomia fra la Provincia Autonoma e i comuni, Comune Capoluogo in testa: la Provincia non può negare soprattutto al Comune Capoluogo l’autonomia che essa reclama da Roma.
Come la Provincia riceve dallo Stato un cospicuo ristorno delle imposte, così la Città Capoluogo deve ricevere dalla Provincia risorse finanziarie pari ad una % di quel ristorno unitamente al riconoscimento (non all’attribuzione top down!) della titolarità di alcune funzioni, unendo il potere alla responsabilità.
Elenco alcune possibili funzioni di competenza del Capoluogo: accoglienza, integrazione e formazione immigrati;  conseguente formazione di nuova forza lavoro; gestione dei senzatetto; coinvolgimento preventivo sulla sicurezza cittadina; destinazione e programmazione ampie aree urbane non utilizzate; trasporto pubblico locale (parcheggi compresi); collegamenti alla viabilità autostradale; coordinamento del volontariato; progetti inizialmente comunali ma con potenziale forte valenza economica intercomunale, provinciale, regionale, interregionale quale quello che può derivare dalla nuova cabinovia Trento-Monte Bondone (creazione dell’Euregio Bike Safari per attrarre il cicloturismo e il ciclo escursionismo), soprattutto in assenza di una iniziativa provinciale; coinvolgimento da parte della Provincia  per il Servizio Sanitario Locale.
Il Comune Capoluogo inoltre potrebbe ristrutturare il sistema delle proprie SpA e successivamente realizzare opere pubbliche locali attivando la partecipazione finanziaria privata (locale e non) con l’emissione di BOC-Buoni Ordinari Comunali convertibili in azioni delle società di scopo.
Analogamente, si determini una quota di finanza e attribuzioni per le altre poche città di media dimensione (ad esempio, Riva del Garda in diverse circostanze ha reclamato funzioni e mezzi finanziari dalla Provincia).
Una quota di quel ristorno resta alla Provincia
– per funzioni istituzionali regionali per i rapporti “esteri” (Roma e Vienna in testa);
– per le opere di valenza provinciale che non siano soprattutto opere pubbliche del Capoluogo;
– per organizzare uffici strumentali rispetto alle iniziative dei tanti piccoli comuni e per il loro finanziamento.
La mia è sicuramente un’utopia, ma  l’utopia è un obiettivo molto ambizioso, semplicemente “non ancora” raggiunto: e poi, direttore, nella vita … guai a non avere utopie!

Riccardo Lucatti, Italia Viva Trento