L’ANALFABETA CHE SAPEVA CONTARE di Jonas Jonasson,ed. Bompiani

pubblicato da: Mirna - 1 febbraio, 2015 @ 8:23 am

cop[2]Che dire di questo romanzo? Per me godibilissimo! Non solo si ripercorrono con dissacrante ironia  le tappe storiche di paesi come il Sud Africa, Svezia e Cina con le problematiche degli armamenti nucleari, clima e  diritti civili, ma si conoscono personaggi surreali, esilaranti, deliziosi.

Soporattutto conosciamo Nombeko la piccola geniale  sudafricana che da pulitrice di latrine di Soweto diventerà alla fine ambasciatrice svedese in Sud Africa.

La storia è lunga e complessa ma tutta imperniata attorno alla ragazzina  che non sa ancora nè leggere nè scrivere, ma che ha un’innata abilità con i numeri e le equazioni più complesse. E soprattutto ha coraggio, buon senso e conoscenza delle altrui debolezze.

Per un caso del destino si ritrova confinata come inserviente presso la base nucleare sudafricana dove deve sottostare all’ingegnere alcolista responsabile delle testate nucleari sudafricane.  Ma oltre a pulire  pavimenti e  consigliare-salvare  l’ingegnere, impara a leggere e a parlare  cinese grazie alle altre tre inservienti di Shangai ed infine per complicatissime circostanze è costretta   a nascondere la settima bomba atomica di cui nessuno era a conoscenza. Insomma Nombeko cerca di risolvere  un pasticcio creato  dello stolto e sempre ubriaco ingegnere.

Parallelamente si racconta la storia di due gemelli svedesi nati da un padre mentecatto che odia la monarchia e che vuole instaurare la repubblica dopo aver offeso a dovere il monarca. Purtroppo uno dei due non viene registrato all’anagrafe quindi ci troviamo di fronte a  Holger 1 e Holger 2,quest’ultimo inesistente per lo stato civile.

Ovvio che Nombeko e Holster 2 il più savio dei gemelli si incontrassero, si amassero e cercassero insieme di risolvere la faccenda-bomba arrivata in Svezia invece che  in Israele, come doveva essere..

E che dire del ceramista americano che vive nel terrore della Cia o di Celestine che odia tutti, soprattutto la borghesia, la monarchia, la famiglia ecc. tranne Holster 1?

Spassoso ritrovarsi ad un certo punto in campagna con la nonna di Celestine che sa di essere discendente di un Conte a mangiare pollo in 220px-Jonas_Jonasson_Koeln_Mrz12fricassea con il Primo ministro e il re di Svezia!

Le risate sono obbligatorie.

Umorismo intelligente, scrittura piena di energia.

Jonas Jonasson, nato nel 1961, è autore del best seller “Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve“. Dovrò leggerlo se voglio divertirmi e svagarmi! Qualcuno di voi l’ha già letto?

 

 

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3 commenti
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  1. Il tuo J.Jonasson sembra godibilissimo, mi riprometto anche questa volta di approfondirli questi scandinavi, che hanno tanto da dare con quell’ l’ironia schietta con cui tessono le parole, ripenso alla bellezza in Arto Paasilinna.
    Tempo fa ti scrissi di Nick Hornby col suo” Fanny Girl”, perchè leggendo qualcosina di questo suo libro mi sei venuta in mente subito, per quel gusto “so british”. Aspetto le tue impressioni.

    Miki

  2. Sarà il mio prossimo acquisto. Ho la tendenza a leggere prevalentemente saggi, interessantissimi, ma manca quell’atmosfera del romanzo che riesce a coinvolgere ed emozionare e che rappresenta un vero e proprio nutrimento per l’anima.
    Grazie per le tue belle ed appassionate recensioni.

  3. Ho letto Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve l’anno scorso durante un’influenza. Ricordo che mi aveva divertito ed intrigato anche se preferisco Paasilina, che cita anche Miki. Sono due generi diversi ,ma entrambi da leggere. Purtroppo non ci sarò domani al gruppo di lettura , avrò scrutini.Mi sto perdendo cose bellissime che leggo sul blog e vorrei partecipare anche di persona. Non vedo l’ora di poterlo fare. un abbraccio a tutti