STILLBACH O DELLA NOSTALGIA di Sabine Gruber, 2011

pubblicato da: Mirna - 27 Aprile, 2017 @ 5:12 pm

9788831718394_0_0_300_80Chi ha letto “Eva dorme” della Melandri può trovare in questo romanzo dell’altoatesina Gruber lo stesso modo di narrare storie che nel primo Novecento hanno toccato le popolazioni nate e vissute in Alto Adige.

Nata a Merano  ho sempre sentito con partecipazione  questa problematica di integrazione italiani-tedeschi anche quando andai a vivere in Emilia. A Merano rimanevano gli zii e molte estati le trascorrevo presso di loro vivendo i tempi delle bombe ai tralicci degli anni ’60

Clara nel presente, nel 2009, Ines nel 1978, Emma nel 1943 e negli anni precedenti lo scoppio della guerra- sono questi i tre filoni che si inseguono e si sovrappongono in Stillbach 0 della nostalgia.
Il romanzo che Ines ha scritto affonda nella storia: Ines si interessava a Priebke, l’ufficiale delle SS che spuntava i nomi delle vittime all’eccidio delle Fosse Ardeatine, eseguito per rappresaglia contro l’attentato partigiano in via Rasella. Perché il fidanzato altoatesino di Emma era morto in quell’attentato e non c’entrava proprio niente, non era un nazista. Se Johann non fosse morto, Emma non si sarebbe lasciata mettere incinta dal figlio del proprietario dell’albergo Manente, perché non era vero che era un’arrivista. Ed aveva pagato caro per quel figlio- l’ostracismo di Stillbach, la rottura con la sua famiglia che non voleva saperne di avere per parente un signor Cazzolini, come venivano chiamati gli italiani. In quel breve periodo come cameriera Ines aveva amoreggiato con un ospite dell’albergo, Paul Vogel che si pagava gli studi facendo la guida turistica. Ora, nel 2009, Ines aveva incontrato di nuovo Paul Vogel e Clara gli darà un appuntamento per sapere qualcosa di più sull’amica. Paul non ricorda nulla di una storia avuta con Ines nel 1978, un dettaglio importante. Quanto c’è di vero e quanto di romanzato nelle pagine scritte da Ines? Se Paul non era andato a letto con lei, allora forse non era neppure vero che un fantomatico Johann fosse morto in via Rasella. Ma a Stillbach qualcuno conosceva Johann…00520891_b

Fantasmi del passato, inimicizie mai sopite, il disagio nei rapporti tra altoatesini e italiani, tra chi ha vissuto come un sopruso il dover cambiare nome e lingua e identità nazionale e chi ha reclamato un territorio in base alla geografia, chi ha colonizzato l’Alto Adige con la stessa arroganza con cui ha messo piede in Abissinia”. (recensione di Marilia Piccone) 

Un romanzo nel romanzo e non solo,  verso la fine  appare la stessa autrice, Sabine Gruber, come  un deus ex machina per risistemare le scatole cinesi di questa storia vera o letteraturizzata? Certamente agganciata storicamente alla difficoltà degli abitanti dell’Alto Adige in bilico tra un’identità da salvare ed una nuova da accettare.

Stillbach, Rio silente tradotto in italiano come venne fatto per tutte le località altoatesine, è un luogo inventato, ma è il luogo dell’ origine.

L’ Itaca nella quale ognuno vorrebbe ritornare. Idealizzato, amato o odiato, il nostro luogo natio ci lascerà un segno permanente per tutto ciò che si è assorbito nei primi anni di vita. Il luogo d’origine non è solo un luogo geografico: è gran parte di ciò che saremo e se si nasce in un luogo di confine, di conflitti anche il nostro Io ne sarà nel bene e nel male contrassegnato.

imagesSabine Gruber, classe 1963, nata a Merano è una scrittrice tra le più note nel panorama di lingua tedesca. Oggi vive a Vienna, è autrice di prosa, poesia e teatro. Per le sue opere ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti letterari.

Share

1 commento
Lascia un commento »

  1. Recentemente ho fatto una pedalata assistita nel Burgraviato, un comprensorio pluricomunale intorno a Merano. “Assistita” non perché la mia fosse una bici elettrica, ma perché avevo una guida, un amico bilingue che ci ha spiegato molte cose. Che dire? Un esempio da imitare, in ogni senso, altro che criticare l’Alto Adige! Una per tutte: siccità? Da loro, irrigazione “a goccia”; da noi, “a pioggia”: stesso risultato con consumi multipli di acqua.