YOU'RE IN LOVE CHARLIE BROWN, e la gioia dell'amore

pubblicato da: admin - 14 febbraio, 2010 @ 6:06 pm

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San Valentino.

Oggi si festeggia la giornata degli innamorati, ma non solo. Dagli Stati Uniti ci arriva la consuetudine di scambiare affettuosi pensieri anche fra amici cari.

Qualcuno non sopporta le imposizioni di trovare qualcosa da festeggiare ad ogni costo, altri parlano di consumismo pilotato, c’è chi invece semplicemente accetta di vivere in modo speciale questo giorno e di condividere coralmente fiori, auguri, bigliettini.

Voi che ne pensate?

Non sapevo di quali famosi innamorati parlare nel mio post: Romeo e Giuletta? Tristano e Isotta? Trascrivere i versi appassionati di Garcia Lorca o quelli retro di Paul Geraldy?

Scelgo di  parlare  invece di  Charlie Brown, il  bambino che rappresenta l’uomo medio, l’”uomo senza qualità”, il personaggio in cui più o meno ci ritroviamo.  Chi non ha  infatti bisogno di amore e di attenzioni?

In questo libretto americano, uno dei tanti ancora accatastati nello scaffale di mia figlia, Charlie Brown riceve un biglietto d’amore dalla ragazzina di cui è innamorato:

“I like you, Charlie Brown. Signed Little Red Haired Girl.”

E’ uno dei pochi momenti appaganti per il protagonista principale delle vignette di Charles M.Schultz ; egli infatti è un tipo impopolare, timido, mite, maldestro, solitario che incarna magistralmente le nostre nevrosi. E’ però parte integrante e portante del microcosmo in cui vive. Possiede un cane, il mitico Snoopy, tiranno, pigro, goloso ed esigente. Snoopy, conosce i limiti della sua natura canina, e tenta varie strade per evaderne: ora immagina di essere un avvoltoio o il Barone Rosso, pilota della I guerra mondiale, o scrittore. Incarna il simbolo dell’immaginazione, che non riesce a concretizzarsi per la sua accidia e la sua golosità .

Siamo in un mondo infantile che rispecchia il mondo reale in un preciso contesto storico, la società industriale occidentale dal 1950 in poi. E’ una comèdie humaine , dove in scala ridotta, sono evidenziate le nostre nevrosi, alienazioni, ansie, timori e speranze, i nostri miti e aspettative.

In chi ci ritroviamo?

 Nel deuteragonista Linus attaccato alla sua coperta per vincere l’ansia, il quale deve sempre far ricorso alle sue risorse intellettuali per sfuggire all’invadenza dispotica di sua sorella maggiore? O proprio nell’arcigna e autoritaria Lucy, che vuole sempre avere ragione, e si impegna a demolire il fratello o gli amici, strappando copertina o pallone? Charlie Brown , nonostante i dispetti e le umiliazioni subiti  come  – “Hai una faccia facciosa Charlie Brown!”  – continua a starle appresso o chiederle consigli psicoanalitici, per 2 cents.

“Sono sconcertata da questa tua idea sullo scopo della vita, Charlie Brown…”esclama Lucy,  poi continua

“ Tu dici che siamo qui sulla terra per far felici gli altri?”

“Esatto!”

“…E gli altri cosa ci stanno a fare?” conclude lei.

 

Solo due personaggi rifiutano di riconoscere l’autorità di Lucy: Snoopy che adotta nei suoi confronti un atteggiamento di sfida e dileggio, e Schroder tutto preso dal suo pianoforte e che rifiuta il suo amore.

Ci sono inoltre Sally, Frieda dai riccioli naturali, Piperita Patty, Pig-Pen a tanti altri, tutti intenti alla loro piccola vita e soprattutto ai rapporti interpersonali.

Il giorno di San Valentino diventa importante quindi per questa comunità: è il momento in cui ci si rende conto se si è accettati e amati.

Charlie Brown , questo tenero antieroe  che dà il nome all’opera di Schultz,si rialza sempre dopo le sconfitte o le delusioni perchè ha un cuore puro e disponibile. Scrive alla Compagnia dei fiocchi d’avena:

“Cara compagnia fiocchi d’avena Snicher Snack, apprezzo la vostra offerta di cento soldatini della guerra d’indipendenza per quindici cents. Tuttavia, poiché sono contro la violenza, non sono certo di desiderali. Al posto, potrei avere una serie di civili del tempo di pace?”

Queste Peanuts vengono definite, persino da Umberto Eco, un “fumetto lirico”

“ …se poesia vuol dire capacità di portare tenerezza, pietà, cattiveria a momenti di estrema trasparenza, come se vi passasse attraverso una luce e non si sapesse più di che pasta sian fatte le cose, allora Schultz è un poeta…”

Che sollievo ed empatia vedere finalmente in questo libretto, Charlie Brown felice del biglietto della ragazzina dai capelli rossi che se ne sta andando con l’autobus:

“Charlie Brown leaped into the air an danced all around the bus stop! He laughed and he shouted, and he jumped up an down…and danced around and around.”

Insomma salta in aria e balla tutto intorno alla fermata dell’autobus, ride, urla di gioia, salta su e giù, e balla, balla…

 

 

 

 

 

 

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8 commenti
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  1. Sono contenta che tu abbia parlato della serie “Peanuts”, che non solo e’ un fumetto lirico come dice Eco ma -oserei di piu’ – e’ un classico. Perche’… che cos’e’ un classico se non un’opera che affronta temi che si riconoscono universali? Anche se sotto forma di “strisce”, i “peanuts” sorprendono, divertono, rattristano, fanno pensare. Soprattutto intrattengono sul grande tema della nostra civilta’: l’incomunicabilita’. Incomunicabilita’ dichiarata fra adulti e bambini (l’adulto che mai compare-i bambini sempre lasciati soli nel loro mondo), fra bambino e bambino, fra bambini e animali.
    Il giorno di San Valentino, con l’aspettativa di qualcosa di nuovo, e’ capace di far sognare nuovamente Charlie Brown e tutti noi, spesso “scornati” dalle avversita’ della vita. Aspettiamo tutti i segni di un’effettiva comunicazione e “comunicabilita’ “godendo dell’attimo che la precede senza che si realizzi mai. Geniale e’ la trovata di Schulz su Linus che aspetta per notti intere il “grande cocomero”, praticamente una divinita’, un Godot beckettiano.
    Eh si’, alla fine questa e’ un’opera amara che pero’, come tutti i grandi classici, ci lascia con un sorriso appena accennato sulle labbra, la consapevolezza che la compagnia sta in mille solitudini vicine.

  2. Grazie alla citazione delle strisce di Schulz mi è sorto un sorriso, perchè i personaggi dei Peanuts così teneri nella loro umanità sono ormai rappresentanti di nevrosi che accompagnano il nostro io bambino.
    Mi sembra difficile pensare che si possa vivere senza amore. Ieri ho letto su un quotidiano locale un articolo su San Valentino dal titolo “Solo l’amore sgretola un cuore indurito”. Era una riflessione sulle relazioni che fra le altre cose diceva:
    “…Non occorre essere romantici per credere nell’amore. Basta sperimentare qualche volta nel proprio cuore un leggero smottamento di pietre, un piccolo movimento di frane interiori. ….catene che cadono, aria nuova che soffia e spalanca le finestre dell’anima…”
    Mi sento un po’ Charlie Brown e un po’ Lucy…

  3. Ho reso omaggio al post con l’acquisto di due nuovi libretti “Peanuts” della Baldini Castoldi alla FNAC di Genova!

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