ALL'ITALIA…cercasi commenti per il grande anniversario

pubblicato da: admin - 17 marzo, 2011 @ 8:55 am

Sono contenta che Cristina tra il  suo ricco “guardaroba carnevalesco” abbia confezionato anche un costume-bandiera italiana perchè durante la serata delle Penelopi, dopo il cabaret,  mi sono affrettata ad indossarlo. Penelopi carnevale 2011 037

E’ stato emozionante perchè mentre scendevo le scale (come facciamo  ad ogni cambio di costume) tutte abbiamo intonato “Fratelli d’Italia”.L’abbiamo cantato con convinzione, trepidazione, passione, fino alla fine. Una Penelope storica, ultraottantenne, ha detto che tutti dovremmo cantarlo, diffondere questo amor patrio ormai scolorito e spesso svalorizzato. E aveva le lacrime agli occhi. “Anche noi in Trentino” ha aggiunto ” sentiamo questo grande anniversario”.

Quanti libri sarebbero da citare oggi, 17 marzo 2011, dopo 150 anni dell’Unità d’Italia. Aspetto da voi…

  Nel pomeriggio accetterò l’invito di Brunella Clementel e andrò a sentire:

 

“Lo storico Nicola Tranfaglia a Trento in occasione del 150° dell’Unità d’Italia 

“Di fronte  al difficile compleanno che l’Italia celebra ricordando l’insediamento del primo parlamento italiano il 17 marzo 1861 a Torino centocinquant’anni fa nella memoria dei trentini si staglia il ricordo di due eroi che hanno segnato la memoria storica di queste contrade. Pensiamo a Cesare Battisti, il giovane socialista che il 12 luglio 1916 venne impiccato al Castello del Buon Consiglio perché amava l’Italia e voleva che il Trentino ne facesse parte. E a Giuseppe Garibaldi che trovò nella penisola mille giovani disposti a rischiare la vita per liberare la Sicilia e l’Italia borbonica da quei re  Borbone che erano diventati ” la negazione di Dio”.

Con queste parole il professor Nicola Tranfaglia anticipa il suo arrivo a Trento, per incontrare la cittadinanza trentina alle

ore 15.00

di giovedì 17 marzo  

alla Sala Rosa del Palazzo della Regione

.

Ordinario di Storia Contemporanea della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino, Editorialista de L’Espresso, Repubblica, Il Fatto Quotidiano, scrittore di numerosi saggi storici e storico- politici, Responsabile Dipartimento Cultura di Italia dei Valori, Nicola Tranfaglia è uno degli storici più accreditati del panorama accademico italiano. L’incontro di Trento sarà dedicato a due figure cardine,  che hanno costruito l’Unità d’Italia,  Cesare Battisti e  prima di lui Giuseppe Garibaldi, titolo dell’incontro, al quale parteciperanno anche il segretario regionale Salvatore Smeraglia e il consigliere regionale Bruno Firmani:

150

ANNI DELL’UNITA’ D’ITALIA

MEMORIA STORICA E ANOMALIA GEO-POLITICA

Le ragioni identitarie di una terra di mezzo e i protagonisti della

nascita di uno Stato da Giuseppe Garibaldi a Cesare Battisti

Che cosa accadde tra il 1860 e il 1900 in Trentino?

Quali furono le influenze, le ripercussioni nel nostro territorio di montagna delle guerre d’Indipendenza, combattute a due passi da noi e dove i nostri soldati combatterono dalla  parte degli austriaci?

Ed ancora,  come nacque in Cesare Battisti e negli altri irredentisti delle così dette “terre di mezzo”,  il sentimento di appartenenza che sfociò in azioni contro il Parlamento di Vienna e riempirono di motivazioni e contenuti un’azione di lotta  politica tanto strenua e determinata da mettere a repentaglio le proprie vite?

Di tutto questo si parlerà giovedì alla Sala Rosa, giovedì pomeriggio, un’occasione per stare insieme, rileggere la storia, senza infingimenti, lontano dalle lenti distorte di  ideologie preconcette e nazionalismi, ma per il puro piacere di contribuire alla crescita di una comunità libera, informata e consapevole. 
 
Brunella Clementel
brunella.clementel@gmail.com
http://lareteinrosa.wordpress.com ”

A me vengono in mente alcuni versi di Leopardi che mio marito recitava spesso

O patria mia, vedo le mura e gli archi 

 e le colonne e i simulacri e l’èrme 

 torri degli avi nostri

…ma la gloria non vedo…”

Io scriverò presto l’elenco per cui amo essere italiana, anche se in questi ultimi tempi neppure io ne  veda la gloria …

E voi?

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  1. “Mia faccia, mia razza” … un’unica faccia, un’unica razza …. così dicono i Greci moderni parlando di loro stessi e degli Italiani per indicare la comune origine culturale dei due popoli. A me piacerebbe però che innanzi tutto quest’affermazione valesse per noi Italiani. Infatti non tutti – purtroppo – stanno oggi partecipando alle celebrazioni … eppure proprio negli Stati Federali (USA, CH) il sentimento di patria è fortissimo. Ed allora a costoro chiedo: come la mettiamo?
    Un popolo senza memoria unitaria del suo passato non ha futuro. Coltiviamo quindi la nostra comune memoria e agiamo nel presente per costruire un futuro migliore.
    Io credo che oggi la miglior cosa che noi possiamo fare per celebrare noi stessi è non interrompere il “Risorgimento”. Dobbiamo infatti “risorgere” soprattutto mettendo ordine nella scala dei valori, nel riequilibrio della distribuzione della ricchezza, nella politica per i giovani, nella riabilitazione della cultura dal ghetto nel quale è relegata (la cultura si mangia, e come!), nella scuola e nella ricerca, nella priorità degli investimenti, nelle scelte energetiche (cito solo alcuni campi di intervento).
    Non voglio “fare politica”: solo che la politica “si fa da sola”, cosa volete che vi dica …
    La scala dei valori? 1) la condivisione e non l’arroccamento egoistico; 2) la moralità e non l’immoralità o peggio l’amoralità; 3) la tolleranza e non l’intolleranza; 4) la diversità come ricchezza e non l’uniformità per forza; 5) l’intelligenza e non la furbizia, 6) l’ascolto e non la predicazione; 7) la politica come servizio ai cittadini e non viceversa; 8) il valore ed il significato reale delle parole che usiamo, parole che sonno macigni devastanti se mal utilizzate; etc. etc…eccetera altrimenti vi stanco …
    Concludo: partecipai a Italia ’61, il centenario: allora c’era la crescita economica, io avevo solo 17 anni, le cose erano molto diverse … soprattutto la mia consapevolezza era assolutamente inferiore a quella odierna. Ricordo, si, lo ricordo davvero, c’era un maggiore entusiasmo, una maggiore fiducia nel futuro. Oggi, purtroppo, la nostra ripartenza è più difficile … ma proprio per questo il nostro impegno deve essere maggiore.
    “Coraggio”, Italia, che ce la fai, “coraggio” …(“forza” Italia lo grido solo allo stadio, ai mondiali di calcio).

    Riccardo

  2. Nel 1961, centenario dell’unità d’Italia, vivevo a Torino, avevo 16 anni e ricordo bene l’atmosfera di quell’evento: festa, festa, festa. Se anche allora c’erano polemiche, non me ne sono accorta, data la mia giovane età. Addirittura è stato costruito quasi in riva al Po un intero quartiere, denominato proprio “Italia ’61”: giardini, viali, palazzi per esposizioni e manifestazioni anche sportive, un laghetto con una monorotaia che ci passava sopra. E’ a Torino sud, verso Moncalieri, sulla sponda sinistra del Po.
    Pochi anni dopo mi sono trasferita a Genova, città di origine di mio padre. Lì ho conosciuto mio marito, mi sono sposata ed è nata la nostra prima figlia, Valentina. Nel 1976 con la mia nuova famiglia mi sono ritrasferita a Torino e… dove siamo andati ad abitare? In via Ventimiglia, esattamente di fronte a Italia ’61!
    Per questi motivi privati e per ragioni più di pubblica attualità oggi sono felice di dire “W i 150 anni dell’unità d’Italia!”
    Ricordo anche che nei primi anni ’60 una sigla di Canzonissima fatta da Dario Fo e moglie, un po’ ironicamente diceva “Chi canta è un uomo libero… da qualsivoglia ragionamento…” E’ la leggerezza di certa musica, compreso quasi sempre il Festival di Sanremo. Ma ho notato che quest’anno, almeno per una parte di una serata che ho seguito, anche questo festival si è un po’ riscattato dalla vacuità ed ha proposto qualcosa di un certo spessore.
    Bene, W questo centocinquantenario allora!

  3. Non ricordo i festeggiamenti del ’61 e me ne dispiace. Devo dire però che neanche quelli del 2011 sono stati da me particolarmente partecipati, forse perchè non amo molto le commemorazioni, che mi fanno pensare a qualcosa di morto e finito.
    Naturalmente non faccio testo e ben vengano le celebrazioni di questo nostro meraviglioso, ma anche bastonato Paese a cui, nonostante tutto, sono fiera di appartenere per i poeti, scrittori, musicisti e altra umanità che altrove ci invidiano, ma anche per le bellezze naturali e per i suoi tesori d’arte. Purtroppo la gloria, come diceva la profetica poesia di Leopardi, non è ancora riaffiorata, anche se alcuni momenti hanno dato onore alla Patria come appunto il Risorgimento. Adesso si può solo sperare che la nostra Nazione recuperi almeno un po’ dell’antica dignità.

  4. Ciao a tutti! Ieri incursione in libreria, il mio modo per festeggiare l’Unità d’Italia. Dove ho comprato l’ultimo di Saviano, Mercedes Rodoreda, Raymond Carver, Catherine Dunne ( questi ultimi due in inglese). Un festeggiamento un pò egoistico se vogliamo, ho pensato a me stessa… Ma mi ci voleva, io che penso sempre e troppo agli altri ( Mirna ne sa qualcosa…).Comunque ho “sentito” la festa e ho appeso una mini bandiera al poggiolo. L’unica della mia via…Sono orgogliosa di essere italiana ma nell’ultimo periodo forse un pò meno… Qualche politico me ne ha fatto vergognare un pò…

  5. Buongiorno carissime e carissimo, e buongiorno Italia (in guerra con la Libia??? )
    Io vi ammiro tutti e devo limitare il tempo di scrittura prima che si stacchi il collegamento. Lista ultimi libri letti : J.C.Oates “Uccellino del paradiso” – per la prima volta sono molto delusa , troppo ossessivo, troppo macchinoso questo ultimo romanzo. Ho faticato senza molto piacere. Mariapia Veladiano “Una vita accanto” stupendo! Paul Harding “L’ultimo inverno” lirico, elegiaco, complesso, , commovente.Un meritatissimo premio Pulitzer 2010.E per divertirmi l’ultima elizabeth von Armin “La fattoria dei gelsomini” piacere puro e sorrisi a cascatella. Un abbraccio a tutte. Buone le scelte di Raffaella in libreria, olto diverse tra loro, come si conviene.condivido sull’Italia attuale, cara raffaella, condivido in pieno.

  6. La Storia avanza nel bene e nel male. Quanti sentimenti controversi in ognuno di noi! Due giorni fa mi sono commossa nel vedere Riccardo Muti che dirigeva il pubblico nella ripetizione del Va’ pensiero e scrivevo a Renata, in lacrime anch’essa, vari sms di commenti. Poi empatia ed ammirazione sconfinata per quei giapponesi composti e coraggiosi che cercano di frenare, rischiando sicuramente la vita, la fuoriuscita della radioattività dalla centrale nucleare a pezzi.
    E poi la Libia, altri venti di guerra. Ricordo il cugino di mamma, Serse, che aveva un’orificeria a Tripoli e che quando veniva a trovarci a Carpi mi portava borsettine di pelle e datteri. E i cugini di mio padre che si chiamavano Bengasi, Asmara e Adua, simboli viventi dell’orgoglio colonialista ritardato del nostro paese.
    Meno male che ci sono i libri che ci sorreggono, consolano e che diluiscono la nostra vita e la nostra storia, perchè sempre di ciò si parla, frapponendosi con storie-altre che pur rispecchiando la nostra ci fanno da paravento.
    Allora vado in biblioteca e se non vedo gli ultimi arrivi mi infilo tra gli scaffali e trovo una Margaret Atwood d’annata “Tornare a galla”, un Roberto Cotroneo di cui ricordo un magnifico “Otranto”, Diana Athill, su consiglio di Camilla, e Michael Collins “I risorti”. E poi, preziosi, da assaggiare alla fine del “pasto” letterario i libri nuovi regalatimi dalle care amiche e figlia.
    Il 21 marzo sarà la giornata dedicata alla Poesia e in Biblioteca alle 17.30 ci sarà una lettura di testi dei lirici greci, e il 24 marzo Giornata della Lettura.
    Che meraviglia! “Abbuffiamoci” e consoliamoci!

  7. Carissima Mirna,
    ti ringrazio molto per aver ‘aperto’ il mio invito a tutti i lettori del tuo blog, che so essere molti…
    Complimenti per lo splendido vestito da ‘Sorella d’Italia’ ti sta … divinamente…. come ad una novella Garbo ….

    Ti diro’ che i festeggiamenti del 150° anniversario sono stati molti, interessanti, per quel poco che abbiamo visto, io son riuscita a seguire il Nabucco ed il suo stupendo coro, cui e’ stato addirittura chiesto il bis…
    In varie citta’, Torino, Milano e Roma… hanno addirittura fatto la ‘notte bianca’ e una fiumana di gente si e’ precipitata nelle strade… bellissimo spettacolo che sembrava pareggiare la partecipazione al ‘se non ora quando’ del 13 febbraio.
    Io son stata sicuramente partecipe con l’animo ai festeggiamenti, ma con alcune remore, mi e’ parso mancassero alcune cose… un accenno al Giappone ed alla sua tragedia… un monito ed un invito di ragionevolezza alla Libia…
    A parte questo, che forse avrebbe turbato l’aria di orgogliosa contentezza, ti diro’ che anch’io avrei messo la bandiera a mezz’asta o con un fiocchetto nero di lutto come a Lampedusa, ma non certo pero’ per lo stesso motivo.
    Certo siamo italiani, certo siamo contenti di esserlo… purtuttavia, come dice Raffaella… e’ da troppo tempo che siamo costretti a vergognarci per come siamo guidati e di chi ci rappresenta!
    Il popolo italiano ha, da sempre, sopportato molti oppressori, ma poi ci auguravamo di esserne venuti fuori come nazione e popolo uniti, in un solo spirito. Mi ricollego al commento di Riccardo… e dico con lui che abbiamo molto da imparare dagli USA e dalla CH…
    Gli americani il loro inno lo cantano da sempre con la mano sul cuore e le lacrime agli occhi….a noi, due ottimi Presidenti della Repubblica, Ciampi e Napolitano, hanno avuto la lungimiranza di rispolverare l’Inno e la Dignita’ Nazionale… sfociate nella manifestazione del 17 marzo. Speriamo che il tempo porti consiglio e ci porti altri Ciampi e Napolitano che hanno saputo e sanno parlare alle corde nel nostro cuore di Italiani….
    Consiglio che non ha portato alla Libia che ora si sente in guerra con il mondo intero… Parole gravi di un visionario, che in questa mattina soleggiata di San Giuseppe che sembra proprio dar inizio ad una splendida primavera, sembrerebbero del tutto anacronistiche… ma come si dice… la storia non insegna….
    Coraggio Italia… (io per fortuna non vado allo stadio… per cui ‘forza’ Italia non sono costretta a gridarlo).. ma soprattutto … coraggio italiani…. dite la vostra senza timori e senza remore, riprendiamoci la nostra Patria e facciamole fare un salto di qualita’.
    Brunella

    P.S.: Mirna… mi dici qualcosa in piu’ sul 24 marzo Giornata della Lettura? Mi farebbe piacere partecipare…
    a presto!

  8. Sconvolta dalla bellezza della poetessa tricolore rimango senza parole. Tu sì che sei una vera autentica patriota (come Wanda Osiris che scendeva sempre dalle scale, grande soubrette)!!!!! Maristella

    Un saluto anche da me, da una Milano visitata dal nostro presidente Napolitano proprio oggi. E’ tornato il sole e mi accingo a rimettermi in strada verso Cremona e poi Chiavari. Un saluto a tutti gli amici del Blog. Stefania

  9. Ho esposto la bandiera. Coraggio, dunque, diciamo quello che pensiamo e sentiamo. Una minoranza all’interno di una maggioranza che poi è una minoranza reale del Paese (considerate le opposizioni e i non votanti) non partecipa alla festa nazionale?Federalismo, dicono, e si richiamano al Carroccio dimenticando che il motivo che spinse i Comuni ad unirsi fu semplicemente fiscale contro le imposte del Barbarossa. Infatti … a pensar male si fa peccato ma si indovina … Noi genovesi (Riccardo, nato a Genova e ivi residente a Trento, Viale Trieste, 13 , la battuta non è mia, cfr. La donna della domenica di Fruttero e Lucentini) ci limitammo ad edificare una triplice cinta di mura, e il Barbarossa, da gran politico, ci “esentò” dal pagamento delle imposte, bontà sua … anche perchè non aveva una flotta … nel frattempo il Vescono Jacopo da Varagine (Varazze) aveva teorizzato l’origine del potere della Superba direttanente da Dio, saltando papato ed impero. Figo! Ci voleva ben altro che un Barba …bossi… diremmo oggi!
    Un federalismo affrettato, antistorico, improvvisato, prodromo della sessione, imposto all’interno stesso della maggioranza, senza la condivisione da parte deli enti locali, tendente a separare il potere dalla responsabiltà, che di fatto aumenterà la pressione fiscale … via, siamo seri! Sarebbe bastato applicare il principio di sussidiarietà, che non vuol dire – come purtroppo anche qualche nostro illuminato politico ha affermato in TV e se l’hanno detto alla televisione … – “diamo sussidi a Tizio e a Caio”, bensì “non faccia l’organo e l’istituzione di livello superiore ciò che può esere fatto dall’organo e dalla isituzione di livello inferiore”. Scriveva quel tale Padre Dante: “Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiero in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!”
    Gran tempesta? La guerra in Libia, può bastare? Pensiamoci prima, gente, a chi dare fiducia, con chi trattare, a chi baciare la mano e a chi no … ed ora qualcuno aveva in mente che l’Italia potesse essere in coordinatore dell’azione militare … ma se prima “non volevamo distubare” … ora però “ci auguriamo che quel tale si ravveda, faccia marcia indietro” … ma quando mai!? Noi organizzare? Sapete, il Paradiso è il luogo dove il cuoco è francese, l’ingegnere è tedesco, l’amante è italiano, il poliziotto è inglese, tutto organizzato dagli Svizzeri. L’inferno è il posto dove il cuoco è inglese, l’ingegnere è francese, il poliziotto è tedesco, l’amante è svizzero, tutto organizzato dagli Italiani! Ed allora proviamo una buona volta a smentire questa nomea, facciamo i collegamenti fra i vari atti della situazione e raduniamoli in un quadro organico … Coraggio Italia, ricorda che i Siciliani dicono (ma io non ero genovese?) che “o bono tempo e o malo tempo non dura tutto o tempo”! E coraggio Popolo Libico e coraggio Giappone!

  10. Today, I went to the beach front with my children. I found a sea shell and gave it to my 4 year old daughter and said “You can hear the ocean if you put this to your ear.” She put the shell to her ear and screamed. There was a hermit crab inside and it pinched her ear. She never wants to go back! LoL I know this is entirely off topic but I had to tell someone!