84, CHARING CROSS ROAD, di Helene Hanff

pubblicato da: admin - 13 giugno, 2011 @ 9:12 am

scansione0003scansione0002 E sempre a proposito di films. Accade talvolta il contrario: non si va al cinema dopo aver letto il libro, ma si va alla ricerca del libro dopo aver visto un film.

E che film, questo 84, Charing Cross Road interpretato da due splendidi attori come Ann Bancroft e Antony Hopkins. Girato  negli anni Ottanta dopo la pubblicazione dell’epistolario intercorso tra Helene Hanff,  giovane e squattrinata scrittrice newyorkese e Frank Doel socio della libreria antiquaria  Marks & CO, Bookseller di Londra.

Suggeritomi da Camilla  (la nostra Guardiana del Faro della Letteratura e delle Cose belle) questo è un  film  che mi ha incantato. Ho guardato il Dvd due volte consecutive. Perchè? Perchè si parla di libri, dell’amore per i libri, del riconoscimento tra persone che amano i libri e …di Londra.

Ho scovato in Biblioteca il libretto con le lettere che i due si scono scambiati dal 5 ottobre 1949 al 16 ottobre 1968. Nel film ci sono tutte e la loro storia si arricchisce di immagini e di vitalità.

Helene cerca libri vecchi, che costino poco e rimane colpita dall’inserzione della Marks & Co che propone “libri antiquati”. Ordina e riceve per pochi dollari libri che la sciolgono dall’emozione . “…i libri sono arrivati sani e salvi, lo Stevenson è talmente bello da mettere in imbarazzo la mia libreria fatta con cassette per le arance. Abituata alla carta completamente bianca e alle copertine di cartone rigido dei libri americani, non mi ero mai resa conto che un libro rappresentasse un tale piacere al tatto.”

Mese dopo mese la corrispondenza si infittisce come la compravendita di libri e la conoscenza reciproca . E’ sempre  Frank Doel che cerca i testi per lei, talvolta suggerisce alcuni titoli, glieli spedisce e le racconta anche qualcosa di sè .

Helene ama i saggi, le storie vere, i diari, ” Ecco io sono una grande appassionata dei libri -io-ero-là“, ma ama anche i libri usati e letti da altri “Mi piacciono moltissimo i libri usati che si aprono alla pagina che l’ignoto proprietario precedente apriva più spesso. Quando è arrivato Hazlitt, il volume si è aperto proprio alla pagina che diceva “Odio leggere libri nuovi””

L’effervescente carattere di Helene che scrive scenaggiature per il cinema e che pian piano riuscirà a guadagnare in po’ di più colpiscono  il flemmatico Frank per il quale le lettere da New York diventano momenti di gioia e interesse.

Sullo sfondo l’America e l’Inghilterra del dopoguerra, il razionamento, le uova in polvere, la carne in scatola, i pacchi di generi alimentari che Helene riesce a spedire a tutti gli impiegati della libreria fino al 1953 quando finalmente nei negozi britannici la merce comincia a  riapparire.

Ma il loro legame così particolare continua sia per simpatia reciproca sia per quel culto dei libri che sembra farli diventare quasi  due sacerdoti custodi.

Quando Frank Doel viaggia per le antiche dimore inglesi in cerca di libri pensa ad Helene, alle sue richieste. In una certa primavera lei gli richiederà un libro di versi da leggere in Central Park,  “piccolo , che possa stare nelle tasche dei calzoni.”

Il grande desiderio di Helene è di poter andare finalmente a Londra, il paese delle sue letture. Scrive a Frank nel 1950 :” La prego, mi racconti di Londra, vivo nell’attesa del giorno in cui scenderò dal treno, dopo la traversata e sentirò i suoi sporchi marciapiedi sotto ai miei piedi. Voglio camminare in su per Berkeley Square e in giù per Wimpole Street e sostare a Sr.Paul dove John Donne tenne le sue prediche e sedermi sul gradino sul quale si sedette Elisabetta quando si rifiutò di entrare nella Torre di Londra…”Qualcuno le aveva detto che la gente  che va in Inghilterra trova esattamente quello che va a cercare. “Io gli ho risposto  che sarei andata per vedere l’Inghilterra della letteratura inglese, e lui annuendo rispose “E’ là“”

Quanto è vero. Il mio anno a Londra rimarrà per me il periodo più intenso nel quale sogno, immaginazione, letture e realtà si  sono saldate. Cercavo il quartiere di Bloomsbury dove le sorrelle Woolf hanno vissuto anni importanti, camminavo per stradine alla Dickens, incontravo personaggi-guide vestite da Jane Austen e Sherlock Holmes…

La scrittrice  riuscirà finalmente ad andare a Londra quando ormai Frank Doel non c’è più  e la libreria è già in via di smantellamento.  Essa ha infatti cessato l’attività nel dicembre del 1970.

Ma io c’ero nel 1967 e nel 1968 e sicuramente l’avrò vista. Perchè non sapevo questa storia? Chissà forse ci sarò entrata, le librerie mi hanno sempre attratta. Spero, spero di esserci entrata e di aver incrociato lo sguardo  chiario e pacato di Frank.!

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7 commenti
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  1. London, what a pity … my paradise lost! In fact in the beginning I was there when I was 22, working as barman (Picasso Restaurant, Kings Road, Chelsea), working I said from 7 a.m. until 11 p.m.. and living in Shepherd Bush (a very long way, every day). Someone told me that near my restaurant there was a river, the Thames i suppose … which I never had the possibility to see! One month, only one day free, which I spent just taking a little rest on the grass of Regents Park. One night I stopped working very soon (8 p.m.): I went to a disco pub. I had umbrella, tie, and waterproof, but there was no cloak room, of course: in fact I was the only one to be parodied in such a way! In following years I was there for work, but the result was the same, except I did not enter a disco pub more!
    So, what can I say? Innocent or guilty? Guilty, my friends … guilty!
    P.S.: When I came back home I reached my family in Genoa at 5 a.m.: my mother asked me what I would like to eat or drink: “A glass of good wine” I said!

  2. E’ vero, è vero, è vero: questo film è un salvavita. Io lo tengp sempre a portata di mano per i momenti dove la malinconia diventa troppo invadente. e allora mi rivedo questa piccola storia, elegantissima e raffinata,dove la gente è come la vorresti accanto anche tu. I protagonisti principali, così gentili e intelligenti, mi permettono sempre di saltare dentro di loro, di capire il loro modo delicato e sommesso di vivere la vita di ogni giorno, con una forma di magnifica dignità, piena di gioia di vivere, sommessa ma profonda.
    Mi ha appena mandato una mail la mia amica Amanda, da Londra: si felicita con l’Italia, che ama moltissimo, per i meravigliosi risultati elettorali. Ma non stiamo davvero tutti un po’ meglio’? E’ bello pensare di vivere in un Paese dove ben più della metà delle persone sono piene di dignità……che mi sembrava quasi del tutto schiacciata e, forse perduta in un mare di arroganza e volgarità. ma non à così. Evviva.

  3. Quanti importante è il polso della società che ci circonda. Sì, tutto sembra più bello e chiaro e trasparente. Finalmente! Certi momenti di malumore, grigiore e demotivazione spesso erano dovuti allo sgomento e alla frustrazione che la voce principale del paese fosse quella degli arroganti, dei prepotenti, dei gretti d’animo.
    Ah, che sollievo.
    Lunedì, nonostante la tonsillite, l’afonia, sono andata barcollante a votare – mai avrei voluto che anche un solo voto mancante inficiasse il risultato – e poi nel pomeriggio la vittoria delle persone di buon senso, stanche di personaggi che mettono l’Italia alla berlina…
    Evviva.

  4. My compliments to Riccardo… Your English is perfect! You must have had such an interesting life…
    Io ho appena fatto full immersion nella realtà statunitense per la breve ma intensa visita di una cugina dell Massachussets. Anche lei era felicissima per il risultato del referendum e dice che ci capisce perchè anche loro avevano Mr. Bush in casa…Che bella Londra e grazie a questo blog ci sono tornata con il pensiero …Devo assolutamente vedere il film che Camilla ama così tanto, la cercherò subito questa delizia…

  5. Be’ allora, se parliano dei referendum …. una cosa è essere disponibili alla collaborazione pubblico-privato (che io sostengo). Tutt’altra cosa era obbligare il pubblico a vendere entro una data fissa! E poi, l’azionista di minoranza (privato al 40%) si sarebbe fatto carico dgli investimenti sapendo che i suoi soldi sarebbero stati remunerati “a prescindere” !? Ma se abbiamo già oggi grossi problemi per la legislazione carente in materia di spa miste, vogliamo aggiungere problema a problema? Ma via … siamo seri, una buona volta! E poi, altro che “iniziativa privata”! Questa sarebbe stata una rendita vera e proria, “a prescindere”, un affare soprattutto per le imprese di costruzione. Sull’atomo, poi … ma mi faccia il piacere (Totò) … iniziamo a realizzare le decine di migliaia di micro (micro) centraline idorelettrice (a cominicare sulla Fersena) che il paese ci consente senza alcun sacrificio ambientale e vediamo un po’ quanta energia in più produciamo rispetto a 5 centrali nucleari! Legittimo impedimento? Ma vogliamo scherzare?
    Bene. Oltre 25 milioni di italiani hanno detto VA, SBARAK! Wir haben die nose full, ne abbiamo pieno il naso. dicono i tedeschi, …non è più questione di destra o di sinistra, ma di essere seri ed affrontare i veri problemi del paese: occupazione giovanile, disoccupazione in genere, assistenza sanitaria, integrazione degli immigrati, valorizzazone della cultura e delle risorse turistiche culturali e naturali: un esempio. Andarte nel delta del Po. Una meraviglia. Altro che Disneyland! Uno spettacolo senza pari. Ebbene: sporcizia dappertutto, scarse indioazioni, nessuna reclamizzazione a ivello inetrnazionale, strutture turistiche carenti ec.. Ma se lo Stato finanziase l’avvio (dico solo l’avvio) di un consorzio gestito da giovani per il rilancio di un prodotto turistico in grado di generare forti utili, che ne direste? Un altro esempio? Il figlio di un ex panettiere di Via Mazzini a Trento, velista mio mamico, fa il ricercatore, dove? Negli USA. Il re è nudo!
    P.S.: Il ponte sullo stretto? Ma mi faccia il piacere un’altra volta! Destiniamo quei fondi all’Italia che frana, quella geologica intendo ..l’altra ha cominciato a non franare più. Viva l’Italia, viva gli Elettori!

  6. Cara Mirna, sei guarita dalla tonsillite? Spero, spero. Ho visto che la nostra amata Maria Pia Veladiano, con il bellissimo romanzo “La vita accanto” è entrata nella cinquina del premio Strega. Hanno votato per lei, tra gli altri, le giurie dei giovani studenti. Mi fa piacere. forse, per una volta, un romanzo di livello internazionale, vincerà questo premio italiano, antico e ….decaduto. L’anno scorso mi ero sciroppata tutti i 12 finalisti delle Strega: volevo rendermi conto. Era stato un vero disastro, a mio parere. solo uno dei 12 era un bel libro, interessante, dignitoso, appassionato, a sfondo storico anche se questo fatto non limitava la grazia e densità del romanzo. Si tratta di ACCANTO ALLA TIGRE di Pavolini nipote. Ma vinse l’orribile canale mussolini. orribile. ciao.Cara Raffaella, Charing Cross vale la pena di essere guardato ogni 6 mesi, almeno.

  7. Dai libri alla musica e viceversa. Ieri pomeriggio, grazie alla segnalazione-invito dell’ ”Accademica delle Muse” Giovanna, nella sala della biblioteca Comunale di Trento abbiamo assistito al concerto per chitarra classica ad opera del musicista Carlo Fierens. Venticinque anni, savonese (evviva la Liguria!), bravissimo. Fra gli altri brani ha eseguito Bach (Sonata BWV 1001 in Sol minore); Fernando Sor (1778-1839), variazioni dal Flauto Magico di Mozart; Francisco Tarrega (1852-1909), fantasia su temi de La Traviata di Verdi; Paganini (ri evviva la Liguria!), capriccio n. 24, op.1v.
    In un paio di brevi intervalli Giovanna e una sua collega hanno letto due brani dal libro “Racconti musicali” ed. Einaudi a cura di Carlo Boccadoro. Trattasi di ventidue racconti e una poesia, da Musica per camaleonti di Truman Capote a Canto del cigno di Agatha Christie, da Teatro di Carlo Emilio Gadda a Musica di Vladimir Nabokov e a La ragazza di Ipanema, brano inedito di Murakami Haruki. Conclude il volume l’indimenticabile L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello di Oliver Sacks. Il primo brano che ci è stato magistralmente letto riguardava l’inserimento della creazione della musica all’interno della Creazione; il secondo brano, il raptus che rapiva gli ascoltatori alle esecuzioni di Paganini. First of all, I cannot help myself praising Carlo Fierens … innanzi tutto non posso fare a meno di elogiare Carlo Fierens per l’eccezionale bravura e la assoluta modestia (uso il termine in senso positivo, sia ben chiaro) con la quale ci ha letteralmente rapito (in particolare con Traviata e Paganini, pelle d’oca garantita!). Dopo di che, grazie agli organizzatori e a chi adesso, ben più musicalmente preparato di me, vorrà scrivere un post sul libro citato, disponibile presso la Biblioteca.
    Buona Musica e Buona Lettura a tutti!