LA SPOSA GENTILE di Lia Levi

pubblicato da: Mirna - 29 dicembre, 2011 @ 4:07 pm

La Biblioteca di Trento mi attira spesso, benchè sui suoi tavoli nell’ingresso appaiano  libri non recentissimi .

  Ma tra questi l’altro giorno ho trovato  “La sposa gentile” di Lia Levi, edizioni e/o

Da parecchio tempo volevo leggere un romanzo di questa scrittrice che ha vinto molti premi letterari e che a Roma ha diretto per trent’anni il mensile ebraico Shalom.

Questa è  la storia  di una famiglia ebraica piemontese  e si snoda dall’inizio del ‘900 fino al 1938.

Appena iniziato a leggere ho dovuto riguardare l’anno della pubblicazione , il 2010, tanto lo stile mi sembrava quasi dannunziano e talvolta gozzaniano!

Lia Levi ci fa entrare in modo poetico nel  preciso tempo storico della vita dei personaggi.

C’è il giovane banchiere Amos Segre deciso a diventare una persona ricca e  sposare una brava ragazza ebrea per formare una solida famiglia patriarcale.  Riuscirà a conquistare un grande patrimonio, mentre il secondo progetto è parzialmente raggiunto perchè  sposerà, spinto da un’ irrefrenabile passione, una ragazza cattolica, una goyà, una gentile, una non ebrea. E’ la giovane contadina Teresa, bella e gioiosa che sempre lo legherà a sè  con la sua  spontaneità e una naturalezza  quasi pagana.

“E di nuovo Amos si vide davanti la dea Terra e Giunone “dalle bianche braccia” e disse un grazie alla Natura che aveva concentrato tutto il proprio vigore in quella creatura florida e boschiva dai denti smaglianti, di certo nati per mordere frutti staccati direttamente dall’albero

Teresa sembra l’antitesi dell’ebraismo, antitesi di quegli ebrei perseguitati e deprivati per secoli di quella “forza sgargiante e clamorosa”.

Si sposano, subiscono l’ostracismo della comunità, poi nascono i figli tra cui finalmente due maschi ed allora Amos e Teresa vengono riaccolti nel  seno della famiglia e della comunità, anche per la forza e la virtù di Teresa che  si adegua con entusiasmo ed amore alle regole della religione del marito.  Teresa studia la Torà, impara  tutti i riti ebraici e li adempie con precisione e solennità…insomma la sposa gentile  diventa una perfetta e virtuosa massaia ebrea.

Di  questa figura appassionata ci commuovono la vitalità, la forza e il grande amore per il marito. Risponde, ormai matura, a chi le chiede come ha fatto a mantenere un rapporto di coppia  così solido e amorevole :  è semplice, basta cercare di farsi contenti a vicenda.

 Ho  sempre amato leggere dei riti e delle usanze ebraiche (vedi i romanzi di Singer e altri) e quando  giovanissima  fui ospite alla pari presso una famiglia ebrea a Londra ne rimasi incantata. Osservavo ogni ritualità con interesse e curiosità:  la mezuzà attaccata agli stipiti della porta, l’accensione delle candele il venerdì sera, il riposo del sabato, la settimana in cui si mangiava solo pane azzimo, la mensa del Séder ricolma di cibi simbolici.

I miei ospiti erano osservanti, soprattutto il marito che puntualmente andava in sinagoga e pretendeva pasti rigorosamente Koscher,mentre sua moglie, di appena quattro anni più vecchia di me, qualche volta infrangeva le regole…soprattutto quando era con me in giro per l’East End a fare shopping…ci si fermava per il lunch in Oxford Street ed anche lei non resisteva a chips e a una pork sausage 

Non dirlo a mio marito” mi pregava ridendo con espressione colpevole!

Potenza dei libri di  far riemergere in noi lettori gli antichi ricordi…

 

 

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8 commenti
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  1. Alcuni matrimoni rimangono , per sempre , quando si può coltivare un profondo affetto che, in genere, si alimenta di stima dell’uno verso l’altro, di riconoscimento e accettazione reciproca della propria singolarità. Tuttavia questa pianta rara del vero grande amore mette radici lentamente. Ci vuole un lungo tempo in cui una delle due parti decida, con tutte le sue forze, di donare all’altra alcuni sacrifici senza voler nulla in cambio e senza sviluppare acredine o sensi di rivalsa. Appena la pianta rara dell’amore (se era una pianta rara dell’amore e non una qualsiasi altra pianta) appena ha messo forti e sane radici, allora e solo allora,la parte che si è sottomessa o adattata, può iniziare un continuo, lento recupero del terreno donato all’altro. Con gentile sapienza, allora, si può arrivare a qualcosa che se non è felicità le assomiglia moltissimo. Lia Levi , mi sembra, ci voglia dire che la strada della felicità a due è lunga . La vera pianta dell’amore vale sempre la penna di essere coltivata
    @ Raffaella . capisco benissimo il tuo amore per Murakami. Io mi ero innamorata persino dell’Horla di Maupassant (e lì siamo nel terrore) ma il pensiero magico mi era indispensabile. E la bellezza primaria della lettura è, sempre, la sua capacità di incantarci. Spero di vederti presto cara Raffaella.
    Io però ho letto la bambina di neve e qui si dovrebbe riaprire il discorso. Ciaociao

  2. Matrimonio, matrimonio: quanto se ne dovrebbe parlare essendo questo vincolo così importante nella nostra società. Sempre parte integrante del nostro vissuto è la ricerca del proprio stare bene che di riflesso fa star bene anche l’altro. Ma ognuno di noi, vuoi per esperienza personale, vuoi per riflessioni a lungo rivisitate giunge alla sua quasi verità. A me piacerebbe che chi coltiva con tanto ardore la fiamma della coppia donasse anche agl altri la tolleranza, l’attenzione, l’amore. Ne “La sposa gentile” di Lia Levi tutto il fervore della protagonista è per il marito, a scapito anche dei figli.
    Mi hanno sempre spaventato le donne “troppo” mogli! E per dirla tutta anche un po’ annoiato!

  3. A Mirna che ha tutte le ragioni mando un pezzettino di una poesia della Wislawa Szymborska: POSSIBILITA’ Preferisco il cinema//Preferisco le querce sul fiume Warta// Preferisco Dickens a Dostoevskij// Preferisco me che vuole bene alla gente/ a me che ama l’umanità. // Preferisco avere sottomano ago e filo// Preferisco il colore verde// Preferisco non affermare/ che l’intelletto ha la colpa di tutto//. Preferisco le eccezioni// Preferisco uscire prima.// Preferisco parlare con i medici d’altro.// Preferisco le vecchie illustrazioni a tratteggio.// Preferisco il ridicolo di scrivere poesie/al ridicolo di non scriverne.//Preferisco in amore gli anniversari non tondi, /da festeggiare ogni giorno.//Preferisco una bontà avveduta a una credulona//Preferisco avere delle riserve.// preferisco l’inferno del caos all’inferno dell’ordine. Preferisco le favole dei Grimm alle prime pagine.//Preferisco i cani con la coda non tagliata//Preferisco gli occhi chiari perchè li ho scuri// Preferisco i cassetti.//…………………………..Preferisco prendere in considerazione perfino la possibilità/che l’essere abbia una sua ragione.””

    Io preferisco farti tanti auguri di buon anno e che possa capitarti tutto quello che desideri. Preferisco fare tanti auguri veri , veri a tutti quelli che conosco.

  4. Da GIANFRANCO : CONSIGLI DI LETTURA
    vorrei segnalare LA MAPPA DEL DESTINO di Gleen Cooper che per la ricchezza di riscontri è talmente bello che viene la voglia di andare a verificare. sarebbe un bel viaggio . Auguri con il cuore di buon Anno 2012

    E’ il 1899 e siamo nel piccolo villaggio di Perigord: due giovani in gita entrano per caso in una grotta e si ritrovano loro malgrado davanti ad una entusiasmante scoperta. Euforici, si recano in paese per informare tutti della loro scoperta. La scelta si rivela fatale perché i due ragazzi verranno uccisi all’istante. Un segreto scottante che risale a più di trentamila anni prima è preservato tra gli strani abitanti di Perigord: tutti sono coinvolti e nessuno vuole che venga svelato. Glenn Cooper in sapienti salti temporali riporta il lettore ai giorni d’oggi e alla stessa grotta. Stavolta però è Luc Simars, un archeologo, a scoprire grazie ad un manoscritto quella caverna ricca di meravigliosi dipinti preistorici. Qual è allora il legame tra il libro risalente al 1307 e conservato in un monastero benedettino e la misteriosa grotta? Liberarsi di Simars non sarà altrettanto facile per gli ostili abitanti del paesino francese e il mistero della mappa si accinge ad essere pericolosamente svelato. Scoperte inspiegabili, colpi di scena. Glenn Cooper scrive un’altra storia noir-argheologica davvero avvincente che conduce senza fiato fino all’ultima pagina. Il romanzo attraversa la Storia, passando dagli enigmi mai del tutto svelati dei templari fino ad arrivare all’occupazione nazista nella Francia più recondita, e pian piano svela segreti e tormenti fino al completo palesamento del testo cifrato e scritto da un monaco di duecentoventi anni. Molti tasselli non tornano per Simars che da studioso colto e preciso cercherà di ricomporre come in un difficile puzzle. Libri e monasteri, da sempre abbinamento affascinante nella letteratura gialla e contemporanea, creano così in “La mappa del destino” una raggelante miscela di suspense e enigma.
    Gianfranco

  5. Da GRAZIA: Recentemente ho riletto “Agostino” di Moravia in una vecchia edizione economica di Bompiani. L’argomento, il passaggio di un ragazzino dalla fanciullezza all’età adulta, mi ha ricordato “I pesci non chiudono gli occhi” del quale Riccardo ha parlato di recente. Anche l’adolescente Agostino conosce, nel luogo di villeggiatura, al mare, una banda di ragazzini, lui è un ricco borghese, loro figli di pescatori. Certamente Moravia è un’altra tempra di scrittore, meno “poetico” di De Luca, mi cattura con la sua scrittura mentre analizza l’affetto del ragazzo per la madre, la gelosia che prova per lei, il distacco e la perdita di quell’essere perfetto della sua infanzia. Il suo malessere lo attira verso la banda dei ragazzi dai comportamenti brutali e plebei, fino al tentativo di entrare in una casa di prostitute. Il romanzo, breve, si legge in un momento e chiude ricordandoci i tormenti dell’adolescenza “Non era un uomo; e molto tempo infelice sarebbe passato prima che lo fosse.”

    Attualmente sto leggendo Lansdale, con un romanzo della serie delle avventure di Hap e Leonard, non penso che i raffinati frequentatori del blog li abbiano mai letti e non mi sento di consigliarli. Li apprezza il mio lato maschile, ci sono avventure, scazzottate, sparatorie e, ma queste mi danno più fastidio, parolacce. Di buono ci sono le intenzioni, le pessime azioni sono fatte a fin di bene e Hap, in lui si identifica l’autore, è progressista e vota per i democratici. E poi sono avventure che si svolgono nel Texas, luogo mitico della mia infanzia, dove ogni cosa è possibile.

  6. Ah Grazia che piacere sentire nominare Agostino di <moravia ( una delle letture della mia adolescenza) un poco sottovalutato e sicuramente superiore a tanti autori italiani contemporanei. In quanto a Lansdale sono stata costretta a leggerlo (qualche anno fa') dalle insistenze di mio figlio che ne andava matto e mi raccontava alcuni momenti dei romanzi accoppandosi dalle risate. Ed è proprio come dici tu Il bravo Lansdale , un grande nel suo genere. Io dicevo a mio figlio: basta, mi sono stufata di quei due rugantoni. e lui mi diceva che non capisco niente.

  7. AUGURI A TUTTI . @grazie Camilla che mi scrivi versi sulla “Possibilità“. E grazie a tutti quanti voi che leggete e scrivete di libri in questo piccolo spazio. Auguriamoci che “la grande corrente della vita continui a scorrere” sollecitandoci alle scoperte e alla meraviglia che la Hillesum aveva cercato dentro e fuori di sè. “Devo accogliere e nutrire il mondo esterno col mio mondo interno e viceversa” scriveva. “Vorrei vedere la saggezza dei secoli sublimata sugli scaffali lungo i muri, e con la vista che spazia sui campi di grano…lì vorrei sprofondarmi nei secoli, e in me stessa.”
    AUGURI, AUGURI

  8. ciao a tutti e a tutte e auguri, naturalmente.
    Leggendo la recensione al libro di Lia Levi mi è venuto in mente il grandissimo Gioco dei regni di Clara Sereni, la storia avventurosissima ma assolutamente vera di una famiglia ebrea, di un’epoca , anzi di molte epoche, e anche di un matrimonio, e che matrimonio! Un romanzo assolutamente stupefacente, ricco, pieno di sorprese sulla nostra storia, sulla storia europea e su quella del nostro partito comunista. Un romanzo meraviglioso.