E TI HO SPOSATO di Lily Tuck

pubblicato da: Mirna - 31 Marzo, 2012 @ 10:12 am

La storia di un matrimonio felice con soltanto qualche punto  irrisolto  riaffiora interamente come un mare di nubi portate da un urugano la notte che Philip muore per un attacco cardiaco.

Una sera come tutte le altre Nina  aspetta il marito  con la cena già pronta, ma lui appena rientrato  si sente stanco e si va a coricare un attimo.

Sono soli in casa, la figlia ultratrentenne è in un altro stato. Nina va a chiamarlo e scopre che Philip è morto. Chiama il vicino, un medico che  le suggerisce di rivolgersi al suo medico per il certificato.

Ma Nina non lo fa, aspetterà l’indomani e si prepara alla sua ultima notte con l’uomo che ha sposato, con l’uomo che ama per avere con lui un ultimo intimissimo e sincero dialogo -monologo.

Un’intensa veglia funebre che Nina  vorrebbe vivere come  fanno certe donne mediterranee che urlano, si lacerano le vesti, si gettano in terra…no lei vuole stare sola e in silenzio per accettare lentamente il dolore, assorbirlo goccia per goccia, farlo penetrare nel suo cuore per tenerlo per sempre;  in fondo, ed io lo so per esperienza analoga, quel dolore è ancora una parte viva di lui.

I ricordi vanno e vengono alla rinfusa: dal loro primo incontro a Parigi al viaggio di nozze in Messico per ammirare distese infinite di  coloratissime farfalle monarca.

Riaffiorano particolari dimenticati, sorgono interrogativi mai risolti. Chi era Iris, la ragazza che morì in un incidente automoblistico con Philip e della quale lui parla pochissimo?

Torna indietro, torna indietro” sussurra Nina a Plilip stringendogli la mano ormai fredda.

Philip il bravo docente che spiegava le formule matematiche e i calcoli  delle probabilità, che le chiede di sposarlo su una spiaggia della Normandia, nudo e in ginocchio.

Quarantadue anni di matrimonio, una vita insieme. Ma l’epilogo è così per tutti. Qualcuno mancherà prima dell’altro, ma ciò che si è vissuto è presente seppur passato. E di nuovo riaffiora  la teoria del Tempo che Philip spiega alla moglie e alla figlia Louise.

Non è un racconto triste, è un racconto d’amore realistico con i suoi piccoli segreti che riemergono mentre Nina  accompagna dolcemente  suo marito cheper Louise  -che per ora  non sa nulla –  è ancora vivo.

Beve vino rosso, guarda dalla finestra la notte incupita da qualche tuono, apre gli armadi e accarezza gli abiti di Philip. Vorrebbe urlare, buttarsi a terra , ma indossa invece la sua   vecchia giacca a vento, quella gialla  che lui amava particolarmente.

Se la stringe attorno, si abbraccia con essa.  

Una accettazione  incredula di ciò che è avvenuto, il pensiero di ciò che sarà domani…chi poterà le rose? come sarà la sua vita senza di lui?

Infine giunge l’ora prima dell’alba. L’heure bleue. Quella che i Romani chiamavano l’ora del lupo. L’ora in cui i demoni sono più potenti che mai, e in cui gran parte della gente muore, oppure nasce.

E’ l’ora in cui ti senti vacillare e non sai se ciò che accade sia reale o irreale, è un momento di sospensione che sembra toglierti o immetterti le souffle de vie, ma  sai  che poi tutto rienttrerà nell’ingranaggio  della Vita quotidiana con i suoi riti, i suoi dolori, le sue consolazioni.

Da leggere parecchie pagine alla volta.

 

Edizioni Bollati Boringhieri.

 

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6 commenti
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  1. A proposito di BLOG. Leggendo le riflessioni di Christa Wolf ne “La citta degli Angeli” si viene spinti – ed è così che la lettura procede pari passo con i tuoi pensieri – a fermarsi un po’ e capire dove si è. Sempre troppa fretta a spingere il Tempo avanti , tanto che talvolta non si riesce ad assaporare i doni e la luce della Vita,. Ed ecco che questo Blog, che potremmo chiamare incontro di pensieri e sensazioni, ci consiglia, per voce di Stefania e Murakami di “Dance, dance, dance” e abbandonarsi. Ricordo la danza dei Dervisci nel libro “Le quaranta porte”.
    E le amiche che leggono e riappaiono come Cinzia mi danno soddisfazione e legittimano questo mio “lavoro” piacevole e impegnativo.
    Che onore che anche Patrizia Traverso autrice con Surdich di “Genova ch’è tutto dire” si sia affacciata a questa finestra, come pure le Melusine.
    Leggere, scrivere e parlare di libri risistema il nostro Sentire, la nostra empatia, la nostra visione del mondo.
    E poi c’è L’Angolo-Papiro: incontri motivati, frizzanti , interessanti. Presto vi racconterò di quello del 26 marzo…

  2. “E ti ho sposato” sembra un libro che merita silenzio e rispetto. Un libro coraggioso (a suo modo, nell’interiorita’) che hai ritratto efficacemente, come sempre. Grazie, a volte mi sembra di aver letto tutti i libri di cui hai parlato!

  3. E’ un libro che mi piacerebbe leggere questo…Mi ha fatto venire in mente un altro romanzo, mai tradotto in italiano, che ho avuto la fortuna di leggere in spagnolo, Cinco horas con Mario di Miguel Delibes, autore spagnolo morto lo scorso anno ( Camilla, lo conosci? ). Un libro amaro, in cui la moglie fa un lungo soliloquio davanti al cadavere del marito Mario, passando con lui cinco horas , cinque ore, nelle quali ella sfoga la sua rabbia, la sua frustrazione nei confronti di una marito inetto, di sinistra nella Spagna franchista, poco arrivista , che pensa solo alla cultura e poco al benessere della famiglia. Una donna molto lontana da quella descritta da Mirna. Ma il romanzo è ben scritto, a tratti ironico e divertente , a tratti amaro, e triste.Non è un racconto d’amore, la vedova di Mario forse non ne ha mai provato.

  4. sono d’accordo con Mirna sull’azione “stabilizzante” che ci offrono i libri nell’insensatezza della vita quotidiana e anche con Jules Renard che afferma “quando penso a tutti i libri che mi rimangono da leggere, ho la certezza di essere ancora felice”. questa è una delle citazioni che ho “rubato” per commentare una delle mie foto del libro di fotoparole che ho realizzato in omaggio al piacere della lettura, dal titolo “preferisco leggere” (ed. Tea).
    Il libro di cui hai parlato (è vero, sembra un po’ di averlo già letto)(“E ti ho sposato di Lily Tuck) mi ha colpito molto. è un argomento tosto. la mia sensibilità è affine a quella della protagonista del romanzo, mi è stato impossibile manifestare il dolore per la perdita di una persona cara, il dolore va consumato e digerito lentamente, con tutta la montagna di non cose non dette che pesano come macigni… vedrò di leggerlo

  5. Ho voluto leggere questo libro perchè celebra l’amore di un matrimonio, forse come il mio, dopo 33 anni di vita in comune con mio marito che amo e adoro nonostante tutto!

    Come è stato descritto calza perfettamente con la mia sensazione una volta chiusa l’ultima pagina.
    Dolce e violento insieme.

  6. Un libro meraviglioso, poetico, profondo, ben scritto ( e in inglese ancora piu’ bello) avrebbe meritato molto piu’ successo di quello che ha avuto. Lo raccomanderei a chiunque.E’ il romanzo di Lily Tuck “E ti ho sposato” (v.post in archivio)