SUFFICIT di Nino Vetri

pubblicato da: Mirna - 13 Agosto, 2012 @ 8:34 pm

 

SUFFICIT di Nino Vetri

 

Ecco un altro piccolo libro della Sellerio editore Palermo che sembra adatto ai giorni quieti delle vacanze. E all’amore per la natura, per gli alberi che “sentono” come scrive Riccardo, per le passeggiate romantiche come ci racconta Gary.

Libretto che sicuramente Grazia (che me l’ha prestato) avra’ portato per un giorno o due in borsetta.

Da leggere con gusto, preferibilmete sotto un albero, all’aperto, in mezzo alla natura perche’ l’autore ci parla della sua vecchia casa  “sita in contrada Guadanella, parco delle Madonie”e perche’ ci sono un accorato amore  e una sottile nostalgia  per una vita che ha “assaggiato” e che vorrebbe ripetere per sempre…

Costruita da un bisnonno la casa si rivela un rudere contadino ma con ancora le antiche vestigia di ritratti di garibaldini, vecchi bauli militari e soprattutto con le cure affettuose  del contadino Nino, che in realta’ fa poco perche’ rispetta la naturale vita della casa e degli elementi che la circondano.

Di questo Nino, guardiano-ortolano, si conoscono tutti I pensieri e la sua filosofia saggia ed arcana, impariamo attraverso il suo buon senso che la natura ci puo’ offrire tutto cio’ di cui abbiamo bisogno .

Esilaranti I picnic che l’autore e Nino fanno talvolta portandosi appresso il baule militare che contiene seggiolini, tavolinetto ;  soprattutto sorridiamo per  la  scelta dei paesaggi che possono variare a seconda di cio’ che mangiano.

 

“Abbiamo scelto con cura il panorama. Alte montagne di roccia quasi bianca e brulle colline con boschi alle pendici. Mi sembrava di avere il Kurdistan di fronte”

 

Ma questo paesaggio sembra l’ideale per assaggiare la pancetta di Ugo.

“Ugo?”

“Il mio maiale.” precisa Nino “ Com’era simpatico…mi seguiva come un cane, Alla fine pesava 200 chili ed era diventato pure aggressivo. Si vede che sospettava qualcosa.”

 

Attorno si dipanano altre storie di personaggi minori, ma molto particolari e facenti parte di una realta’ un po’ assurda, ma affascinante , magica  e incantatrice.

 

Ed infatti questa Guadanella diventa per l’autore l’altrove sognato e desiderato per tutto cio’ che di diverso ha dai ritmi e dall’indifferenza cittadini.

Il silenzio, la pace, lo stretto necessario, il materno contatto con la natura che nutre e che ti invoglia ad abbandonarti a non far nulla. A vivere per vivere protetto e cullato come tra le braccia di una balia.

E Nino, il servitore, suo  omonimo ed alter ego e’ un lare custode di questa preziosa dimensione che altro non e’ che un’isola che non c’e’, o forse l’infanzia, quella nostra primigenia sensazione nella quale vorremmo tutti ritornare per non decidere, per non fare, per lasciarci cullare.

Tra I sorrisi e le amenita’ si giunge alfine al ripiegamento su se stessi.

 

Il nostro protagonista si accorge che la casa sta crollando e che Nino non ha piu’ voglia di vegliarla. Tutto finisce, I sogni, l’infanzia , la vita.

 

Quel giorno camminera’ fino nel centro del bosco della Pintorna.

 

“Ha cominciato a piovere e mi sono rannicchiato sotto un albero con le ginocchia tra le braccia.”

 

Pagine deliziose lette sotto il pruno. Ogni tanto alzavo lo sguardo e vedevo un cielo da cappella Sistina

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6 commenti
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  1. Julian Barnes IL SENSO DELLA FINE non ne avevo ancora parlato in questa estate sonnolenta ,ma è un romanzo eccezionale. ciaociao

  2. Da cercare e leggere senz’altro. Anche Farenheit lo suggerisce caldamente.
    A presto.

  3. Ti prego Camilla, parlaci di questo romanzo. Come Mirna, ne ho sentito parlare benissimo anche io… Sto leggendo La collina del Vento del mio ex collega Carmine Abate. Mi piace fin’ora.Magari riuscissi a farlo intervenire all’Angolo Papiro. Chissà… Un abbraccio e buon Ferragosto a tutti. Io l’ho passato in piscina con i nipotini!

  4. Caro Gary, devo dirti che il tuo ibsco oggi ha raggiunto una splendida fioritura: sei corolle aperte nel loro colore del sole. BELLISSIMO.
    Cara Raffa, ti penso sempre con affetto. Purtroppo no riesco a comunicare personalmente perche’ la mia Alice mail non si connette.
    Meno male che il Blog invece funziona sempre…con consigli e pareri di lettura.
    Sauti cari e caldssimi…a tutti.

  5. Cara Mirna, a proposito di IBISCO torno a consigliare L’IBISCO VIOLA di Chimamanda Ngozi Adichie ediz. ET Einaudi 2012 (scritto nel 2003).E’ l’opera di esordio di Adichie, un a scrittura classica , una storia africana dove si abbracciano i sentimenti identici di tutti i ragazzi del mondo ,un capolavoro che ci porta davvero dentro la storia e le storie.
    Cara Raffa, IL SENSO DI UNA FINE di julian Barnes è uno dei più interessanti romanzi di quest’anno.La memoria del nostro passato, quello che crediamo di ricordare, di sapere, che cosa è ? Una voce narrante che non permette di continuare a credere al castello di carte che ognuno di noi costruisce con tessere scombinate del proprio passato. Eppure si legge con una certa allegria, pare impossibile, con una grande curiosità perchè la storia di questi ragazzi è interessante e la voce narrante è irresistibile.Alla fine (una fine) si rimane increduli, divertiti, anche un poco impauriti di fronte al nostro castello di carte che ondeggia. Non è un romanzo di intrattenimento, è un romanzo per l’intelligenza non per la pancia.
    Un saluto a tutti, un abbraccio a Miki, Valeria e Emiliano. E a tutti i vacanzieri che da tempo non si affacciano al blog.

  6. @ per Gary: ho ricevuto la cartolina dal New Mexico, Bandelier, con un bellissimo paesaggio. Immagino che vedere Maometto II di Rossini all’aperto in cotal posto sia stato emozionante!
    @ per Camilla: mi intriga moltissimo Il senso della fine che cerchero’ appena tornata in Citta’. Grazie dei tuoi preziosi consigli. Qui sono un po’ fuori dal mondo – un piacevole angolo verde azzurro nel quale amo trascorrere il colmo dell’estate – ma c’e’ Grazia che mi rifornisce di libri di tutti i generi.
    Ci vedremo per la fine di Agosto, cara Camilla, e tu dovresti essere pronta per il Festival della Lettaratura di Mantova!
    A presto