TRENTO DA…LEGGERE

pubblicato da: Mirna - 26 settembre, 2012 @ 7:54 am

Angolo-Papiro quasi blu nella luce del tardo pomeriggio piovoso, e, come dice Andrea, isola felice che dà “un senso al piacere della lettura”perchè se ne discute .

Una cioccolata calda e poi tuffarsi tra gli scaffali in cerca dei libri di cui parleremo. E quante riflessioni sia  sul modo di leggere e recepire,  sia sui vari commenti agli ultimi libri recensiti.

Il senso della fine” , l’avvincente romanzo di Barnes, ha tenuto spazio sia per quanto riguarda la tematica  della MEMORIA autobiografica che spesso viene da noi stessi inconsciamente  modificata per renderci forse più sereni e meno colpevoli di fronte a situazioni lontane… sia per il concetto di CAPOLAVORO.  

Che cos’è un Capolavoro? E’ quel libro che rimarrà per sempre come punto fermo nella storia della Letteratura? Un libro che si vorrà rileggere di tanto in tanto? Uno scritto che ci dirà sempre qualcosa di importante ed universale?

Per Riccardo capolavoro assoluto sono I Promessi Sposi, affresco completo di storia, descrizioni paesaggistiche poetiche, turbamenti dell’animo intensi. Daria concorda ed aggiunge Iliade, Odissea… ed allora la Divina Commedia e Shakespeare ecc.

Ma attualmente? Andrea trova che un capolavoro –  se così si può chiamare – è un libro che si aggancia alle nuove problematiche della società, che corrisponde  al mutamento del nostro vivere tanto da divenire testimonianza della nostra evoluzione ( o involuzione?) . Ci ricorda anche  che Camilleri, suo maestro di di scrittura creativa anni fa a Roma, soleva diffidare dello scrittore  che “abusa del suo potere”. Giallista o non l’autore deve giocare a carte scoperte e l’enigma che, come diceva James occorre che  serpeggi nel racconto, deve essere accennato per dare al lettore il piacere della ricerca e della scoperta. I finali improvvisati ed inaspettati  per meravigliare il lettore danno l’idea che persino lo scrittore non sapeva come finire la storia.

Capolavoro giudicato da esperti, letterati, che hanno forse dei metri di valutazione sia stilistico che di contenuto che di contemporaneità? Per noi lettori comuni , pur accaniti, che cos’è dunque il Capolavoro?

 Il romanzo che si legge con immenso piacere, che corrisponde ad una forma letteraria che ci aggrada? 

Per me un romanzo-“capolavoro” è un romanzo “caldo”, cioè qualcosa che mi sconvolge, mi fa piangere, ridere, mi coinvolge emotivamente e mi fa sostare dalla lettura per trovare corrispondenze, ricordi, nuove riflessioni. Il romanzo “freddo” è per me un libro che può essere perfetto…ma che non mi tange, che osservo da vecchia insegnante per dire ” come scrive bene”, “che inventiva”, ma quando l0 ho finito riprendo le mie attività senza nessun cambiamento in me.

Ma tutto è soggettivo, naturalmente.

Per Maria Teresa un libro”caldo” è “La collina del vento” di Carmine Abate, vincitore del Campiello. Ci legge alcune righe che ci evocano profumi, colori intensi, atmosfere poetiche. Storia di una famiglia e del  rapporto con il padre, forse un po’ autobiografico.

Citiamo Elsa Morante di cui cade l’anniversario della nascita. Maria Teresa è una grande appassionata di questa scrittrice e ci parla de La Storia, forse il suo capolavoro? 

A me è piaciuto follemente L’isola di Arturo che credo rileggerò presto.

Daria ha con sè “Dieci donne” di Marcela Serrano, dieci racc0nti di vite particolari, forti e avvincenti.

Ed ancora “ Il predominio dell’Occidente” di Headrick che sta leggendo Riccardo, e “Se ti abbraccio non aver paura” di Fulvio Ervas , una storia vera di un ragazzo autistico che farà un lungo viaggio verso il Sudamerica. Toccante, ma raccontata con il sorriso.

Ed ancora Enza vuole rileggere Daphne du Maurier…

LIBRI, LIBRI, LIBRI. Ieri ne ho trovati tre di mio gusto in Biblioteca…presto vi dirò quali sono…ed intanto attendo il nuovo libro di Elena Ferrante che piace  tanto anche a Miki

 E non dimentichiamo i consigli preziosi che Camilla ci dona … a proposito, mi intriga il libretto rosso- “tisana”  che ha in serbo per me!

Prossimo Angolo- Papiro lunedì 8 ottobre, ore 17.30.

 

 

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8 commenti
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  1. Da RICCARDO: Capolavoro … è il libro che si vuole rileggere, ha detto qualcuno. E questo vale per i “miei” Promessi Sposi, per il Predominio dell’Occidente e, aggiungo, per La Grecia di Atene di Luciano Canfora. Amo tantissimo anche e soprattutto il “Divino” capolavoro di Dante, ma quello è tale senza bisogno che glielo si dica!
    Il Manzoni, per la sua attualità controcorrente del tempo del romanzo, del suo tempo e del nostro tempo, oltre che per la ricchezza della tastiera sulla quale egli compone ed esegue il suo “concerto” letterario e soprattutto umano. Un concerto, appunto, nel quale suonano molti strumenti diversi, ma tutti in accordo, ciascuno in sintonia con gli altri sino a formare un suono nuovo, un’armonia diversa da ciascuna singola componente.
    Nel Predominio dell’Occidente ho trovato la storia non narrata. Le ragioni vere dei nostri attuali malanni planetari. Insegnamenti preziosi per cercare di rimediare.
    Luciano Canfora. La democrazia spesso finta di Atene, come quando nella assemblea pubblica (una sorta di parlamento open al quale di fatto presenziano solo 5000 cittadini dei 30.000 aventi diritto, per governare 300.000 persone) tutti hanno diritto di parlare “anche voi, poveretti, plebaglia ignorante, parlate pure” (questo il senso dell’invito democratico di Pericle, quant’è buono lei!). Come la nostra oggi, talvolta finta, allorquando il popolo abroga per referendum il finanziamento pubblico dei partiti e altri introducono il rimborso delle spese elettorali! Non mi si dica che la mia è anti-politica. La mia è anti questa politica.
    Ciò detto, le riunioni di Mirna sono un arricchimento dello spirito, della cultura, del vincolo di amicizia. Grazie, Mirna!

  2. Ciao a tutti!!! Peccato non essere riuscita a venire lunedì ma farò di tutto per essere presente l’8 ottobre, perchè mi mancano le riunioni al caffè Papiro…Ho appena ricevuto in regalo” Il senso di una fine”, quindi appena finirò un libro di Anita Nair, la conoscete? scrittrice indiana molto brava a mio parere, mi tufferò in questo… capolavoro? Chissà, vi saprò dire se sarà presa come Camilla o più distaccata ( pur riconoscendone il valore) come Mirna.Ora che ho ripreso scuola, il tempo per leggere è ahimè sempre meno… Concordo con Maria Teresa, è un libro molto evocativo La collina del Vento.. evocativo di profumi, sapori, emozioni… Ho ricevuto in regalo ( ebbene sì, è il mio compleanno oggi) Il gioco delle perle di vetro, di Herman Hesse. Non l’ho mai letto ma deve essere un altro cosiddetto capolavoro… Voi che dite? Un abbraccio Raf

  3. # Raffa–Tanti auguri Raffaella– Certo il piccolo libro di Barnes non è un capolavoro in senso proprio, non fosse che Julian Barnes ha scritto molti altri libri interessanti e acuti come IL SENSO DI UNA FINE. E’ che usiamo le parole nell’uso comune delle stesse. Esempio : questa torta è un capolavoro!! oppure . questo spettacolo è un capolavoro di idiozia , eccetera, eccetera. Per me IL SENSO DI UNA FINE è un romanzo intelligente, divertentissimo e , per chi ha un passato,è anche conturbante.
    Il gioco delle perle di vetro ha un gran bel titolo , herman Hesse forse è un tantino datato , no? Il gioco delle perle di vetro è piuttosto faticoso, almeno così me lo ricordo.
    @ Mirna – I libri rossi sono davvero interessanti nel loro genere. Potresti , forse, dedicare qualche puntata a quel glorioso periodo della letteratura anglosassone, tutta scritta da grandi autrici. Se se ne comprende il fascino si può goderne davvero , inoltre , letterariamente, sono molto belli.Una ottima cura per farsi un palato raffinato e accontentarsi assai meno . ciaociao

  4. @Raffaella: auguri, auguri, auguri belli, anche se in ritardo!
    @Mirna: grazie per questi bei pomeriggi e per i resoconti che fai. Riesci sempre ad essere sintetica e nello stesso tempo ad evidenziare con garbo l’essenziale di ogni discorso!
    @Camilla: abbiamo sicuramente due visioni diverse della memoria e la mia è connotata dalla mia inguaribile tendenza alle visioni positive, all’ottimismo, al “tenere a galla” le cose belle e velare quelle sgradevoli. Soffro così tanto quando vivo momenti negativi, che cerco sempre appigli per smorzare l’angoscia. Non sono realistica, lo so. Ma il mondo è bello perchè è vario. Evviva il tuo modo di vedere la memoria, evviva tutte le opinioni! Se leggerai LA COLLINA DEL VENTO, mi piacerà sentire il tuo parere. Tu puoi fare molti più confronti di me (io leggo poco), quindi valutazioni più motivate. Un caro saluto!

  5. AUGURI alla mia dolce Raffaella. Ti penso sempre con affetto, come sai e sono contentissima quando ti vedo, chiara e trasparente come sei.
    Trovo che ricevere un libro di Hesse prorprio in questi giorni che si celebra il cinquantesimo della sua morte sia stimolante.
    Alcuni suoi libri sono sempre attuali per quella ricerca di sè e dell’altrove utopico o forse no. Ma ne parlerò molto presto.
    @ Camilla. Adoro la letteratura anglossassone e nel mio blog ho dedicato tantissimi post alle mie autrici preferite, ma certo non mi fermerò…spero intanto di incontrati presto in una di queste morbide ( e umide) mattinate trentine

  6. Raffa, tanti auguri tesoro! Mi piace molto l’idea che un insegnante avida di letture come te insegni e trasmetta tanto con ardore, come è la tua compartecipazione alle voci del blog.
    Sto leggendo il seguito de l’amica geniale della Ferrante, e devo dire che mi sorprende come i suoi personaggi crescano e si trasformino attraverso la storia che segue un andamento centripeto e centrifugo con al centro l’amicizia tra Elena e Lila. Storia di sentimenti ardenti, contrappposti; del senso d’abbandono, d’umiliazione, di tutto un viaggio tra rovina e salvezza.
    Il senso d’una fine di J.B, mi diverte e mi fa ricordare accadimenti adolescenziali col sorriso. Sono attenta alle audaci affermazioni di Adrian, assaporando tutto lentamente e cercandone di comprendere i misteri celati.
    In questo periodo la lettura mi tiene compagnia, mi sento al sicuro ascoltando il respiro caldo dei pensieri. Bello.
    Vi abbraccio tanto e di più. MIki

  7. Carissime, i vostri auguri mi scaldano il cuore… E’ bello che attraverso Mirna con la quale ho legato subito a scuola e che ho sentito sempre vicina,( e a cui voglio un mondo di bene tra parentesi!) io abbia potuto conoscere persone speciali come Miki, Camilla ( spero di vederti presto!) , Maria Teresa e Riccardo, Enza…Ognuno di voi mi ha fatto stare bene, nel leggere i vostri commenti, nel vedere Miki, la mamma Miki! in visita, parlarsi e confrontarsi al Caffè Papiro, bere il tè da Camilla quella volta che ero senza voce… Insomma, grazie a tutti!
    Chissà quando leggerò Hesse e questo romanzo un pò difficile, forse il suo più complesso…Per ora mi trastullo con Anita Nair e poi con Barnes…
    Un bacione
    p.s Mirna, sai che c’è una mostra al Mart dedicata alla figura della Woolf e del circolo Bloomsbury ,a cura di Lea Vergine? E domenica a Rovereto Abate presenterà nuovamente la Collina del Vento!!

  8. Dalla simpatica GRAZIA di Borzonasca
    Un giorno, stanca di arrivare fino in centro, per ingannare il tempo mi sono fermata al cimitero a leggere, sentendomi proprio affine a Foscolo, seduta all’ombra, su una panchina, respiravo il profumo dei cipressi e dei fiori ed assaporavo la calma, peccato che il libro che avevo con me, il sesto della Evanovich, con protagonista Stephanie Plum, avventurosa cacciatrice di taglie, e “potente antidepressivo”, mi stappasse sonore risate, poco consone al luogo e all’atmosfera foscoliana che volevo impormi.

    Ora, per rimanere sul leggero, come scaccia pensieri e depressione, leggo “Il diario di Bridget Jones”, mi mancava, avendo già letto il secondo, “Che pasticcio, Bridget Jones”, del quale non ricordo molto se non l’humor, la leggerezza e il ricordarci con ironia manie e ossessioni dei comportamenti femminili (ma anche maschili), alcune volte mi ci ritrovo, sicuramente mi diverte. Presto passerò a letture di maggiore spessore, per il momento tra un Curricolo verticale ed un incontro con esperti, mi fa piacere la leggerezza, fra gli altri ho “Paradiso e inferno” dell’islandese Stefànson che sembra promettente: mare, poesia, parole, libri…

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