L’UOMO CHE VOLEVA ESSERE FELICE di Laurent Gounelle

pubblicato da: Mirna - 17 marzo, 2013 @ 7:54 am

E chi non vuole essere felice? Credo che ognuno di noi nel suo percorso esistenziale cerchi di diventare consapevole di ciò che è e di ciò che vuole  per vivere  nel miglior modo possibile.

C’è un  grande desiderio in noi –   in questo periodo di crisi -  di  profondo rinnovamento e cambiamento di rotta.  Poniamo fiducia nel nuovo Papa, nella sorpresa dell’elezione dei  due presidenti della camera che, a prescindere da una strategia politica, ci fanno conoscere meglio due persone ancora colme di  ideali.

Ideali e valori etici sono senza dubbio la struttura per poter essere felici. Ma come si può definire una vita riuscita?

Laurent Gounelle ce lo spiega attraverso le parole dello sciamano balinese presso il quale si reca  il protagonista di questa storia :

Una vita riuscita è una vita vissuta conformemente ai propri desideri, agendo sempre in accordo con i propri valori, dando il meglio di se stessi in ciò che si fa, conservando l’armonia con ciò che si è e, se possibile, una vita che ci ha permesso di superare noi stessi, di consacrarci ad altre cose oltre a noi e di portare qualcosa all’umanità, anche  un piccolo contributo. Una piccola piuma d’uccello affidata al vento. Un sorriso.”

Le pagine di questo libretto si leggono velocemente e facilmente: in fondo  i concetti espressi sono abbastanza ovvii, ma vedere espressi in parole scritte i nostri pensieri spesso ingarbugliati ci aiuta a prendere coscienza di quanto si può fare per la nostra “felicità“.

In sostanza il più grande consiglio che il vecchio saggio ci regala è quello di non rimanere ancorati alle “credenze” nate e cementate durante i nostri primi anni di vita. Ma essere pronti a smontarle, se necessario,  insomma ad essere elastici.

Il nostro atteggiamento, la nostra visione della vita, le nostre “credenze” condizionano ovviamente il rapporto con gli altri. Se abbiamo fiducia nella vita vedremo più apertura e sorrisi in chi ci circonda. Se temiamo il pericolo o siamo diffidenti verso gli altri  ritroveremo riflessa intorno a noi questa chiusura,.

Senza scomodare il saggio balinese ripenso alle pragmatiche parole di mia nonna Bianca che diceva: “Chi è capace crede capace”. Nel bene e nel male!

Laurent Gounelle analizza il nostro rapporto con la malattia e la guarigione  citando passi del Vangelo di Matteo; ci fa riflettere sul denaro; ci sprona a scegliere come fa con l’incerto insegnante che vorrebbe cambiare vita, ma non se la  sente di abbandonare rassicuranti abitudini :

Se lei non rinucia a niente, evita di scegliere. E quando ci si astiene dallo scegliere, ci si astiene dal vivere la vita che si vorrebbe”

Insomma portandoci nella profumata isola di Bali, luogo di vacanza  e di sospensione  lo scrittore  ci invita a fermarci a riflettere e a “rimescolare”  le nostre certezze e i nostri dubbi.

Noi siamo ciò che pensiamo: Costruiamo il nostro mondo, con i nostri pensieri.” diceva Buddha

 

Sperling Paperback

 

 

 

 

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3 commenti
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  1. Ho letto anch’io il libro di Laurent Gounelle; lo avevo scelto senza conoscere nè lo scrittore nè, tanto meno, la trama ma solo perchè avevo trovato il titolo affascinante.
    E’ un libro molto piacevole e, nella sua leggerezza, contiene vari spunti di riflessione. Credo che nessuno possa esimersi dal sentirsi co-protagonista all’interno della storia.
    “La vita è un rischio: se non rischi non vivi. E’ il rischio a darle…un gusto di champagne”..provare per credere!

  2. Ricordarci che possiamo e dobbiamo andare oltre il nostro quotidiano….se a farlo è un romanzo, meglio ancora, perchè possiamo leggerlo in qualsiasi momento della giornata; anche quando siamo veramente stanchi, alla fine di un’intensa giornata.

  3. Cara Mirna..
    Finalmente un libro che ho letto anche io..e con immenso piacere davvero! Scorrevole alla lettura l’autore esprime i concetti della Pnl in forma di fabula, lasciando il lettore sempre in suspance nell’attesa della prossima pagina. Consigliato da un mio caro amico, ho poi anche letto “La felicitá viaggia sempre in incognita”, che ti consiglio vivamente. Splendido nella trama e nei contenuti a mio parere. Ora mi cimento nel genere fantastico. A presto Mirna e…ps: la rivista mi pubblica il primo articolo..lo metto poi sul blog! :) un abbraccio