PIETRE E ONDE di Alessandra Cenni

pubblicato da: Mirna - 24 giugno, 2013 @ 1:02 pm

Mi piace molto questa autrice. Di lei ho letto, e lo troverete sul Blog, “Cercando Emily Dickinson” e “In riva alla vita” la biografia della poetessa Antonia Pozzi.

Ma questa volta  Alessandra Cenni ci porta in Liguria con Nietzsche. E nei luoghi che io presto raggiungerò per l’estate. Il mio mare estivo, che dista 15/ 20 chilometri da Borzonasca, è fatto di onde e pietre. Siamo nel Golfo del Tigullio dove le mie amiche liguri  Grazia e Renata passeggiano spesso ricalcando le orme del filosofo tedesco. E mi raccontano delle bellezze di Camogli, di San Rocco, Punta Chiappa, del Monte di Portofino, di Ruta.

Leggere dunque dei luoghi conosciuti è un piacere. Renata poi dalla sua casa vede la chiesa della copertina del libro.

Nietzsche negli ultimi anni della sua vita soggiorna proprio a Ruta di Camogli.  Nel romanzo vi sono lettere e frammenti del filosofo e moltissime citazioni letterarie, prima fra tutte  il “Gordon  Pym” di Edgar Allan Poe.

Poi due personaggi inventati Jacopo e Caterina i due giovani “romantici” che conoscono Nietzsche durante le passeggiate a picco sul mare  e che si lasciano incantare dal suo pensiero.

La storia inizia nel 1855 attingendo ad alcuni fatti realmente accaduti come il naufragio del “Croesus” e il sacrificio delle sorelle Avegno e  il rifugio dei marinai camogliesi a Tristan da Cunha.

Da Camogli il ligure “borgo perfetto”dove le case colorate sembrano fiori in attesa si arriverà alla lontana isola dell’Antartide, questo da parte di Jacopo perchè si sa l’uomo poteva partire oltre l’orizzonte , mentre Caterina riuscirà a farlo solo mentalmente cercando di seguire ciò che Zarathustra aveva intuito e dettato.

I discendenti dei due principali protagonisti si ritroveranno in una Camogli moderna, ma sempre con il desiderio dell’altrove, della ricerca della libertà. Libertà che non può prescindere dalla solitudine.

R0manzo un po’ onirico, filosofico, poetico che  sollecita a meditare e  a “tuffarsi” in mille sensazioni. La ricerca del sud del mondo come frontiera dell’anima, come abisso del sè e dove l'”eterno ritorno” intuito da Nietzsche si materializza nella storia  che si ripete e nelle isole Aurora che si spostano da un punto all’altro.

L’esplorazione  del mare, dell’oceano è l’ eterno simbolo della conoscenza di noi stessi, in quell’ansia di scoperte che Odisseo ci ha trasmesso, in quella tristezza della libertà e della solitudine che ci fa perdere e ritrovare per sempre.

Per chi ama viaggiare ed esplorare dentro e fuori di sè, “Pietre e onde” è un libro prezioso.

La Biblioteca del Tempo ediz.

 

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