CHE FINE HA FATTO MR. Y? di Scarlett Thomas, ed.Tascabili Newton

pubblicato da: Mirna - 6 febbraio, 2014 @ 7:54 am

Probabilmente io non avrei scelto questo libro vedendolo in libreria o in biblioteca.

L’ho ricevuto in dono da Gary, il mio amico canadese che insegna alla Cornell University. Ma  siccome so dei suoi gusti raffinati e particolari come artista e come lettore mi sono messa a leggerlo. E ho fatto bene. Perchè sono uscita dal mio solito cerchio di scelte.

Non saprei come definire il genere di Scarlett Thomas. Fantasy?  Fantascienza? Filosofia? Fisica?

Appena sono “entrata” nell’ambiente universitario di Oxford e in esperimenti sui poteri della mente umana…sono stata conquistata.

La protagonista Ariel Manto, anagramma  di “I am not real” è una geniale studentessa infelice, trasgressiva, sofferente che incappa in un misterioso e maledetto libro “Che fine ha fatto Mr.Y? (uai)” di un certo  Lumas dove è rivelata la formula per entrare mella troposfera ovvero nella mind space. Insomma in una quarta dimensione.

Che ha da perdere questa ragazza infelice, la cui unica passione è lo studio della fisica benchè sia iscritta a letteratura inglese?  I suoi scrittori preferiti sono gli scrittori di scienza del XIX secolo. “ Vive” con loro. E come può resistere a non provare la pozione indicata dalla formula trscritta sul libro?

Si identifica con Mr. Y e in effetti si ritrova in una sorta di irrealtà della realtà o è viceversa?  Attraverso un tunnel nero scopre paesaggi metaforici della realtà, ( come Alice?)  scopre che può entrare nella mente altrui.  Ma la prima sensazione sta nell’essere nel pensiero di un topo e nella sua sofferenza di essere in trappola. Forse è per questo che una sorta di dio che la può aiutare a tornare nella sua relatà ha le sembianze di un enorme topo: Apollo Smintheus.

Ma il pensiero è materia? O la materia è pensiero? Sono questi i dilemmi filosofici sostenuti dalla teoria quantistica,  dal pensiero di Einstein. Il pensiero è formato da quark ed elettroni? Quindi anche gli oggetti potrebbero prima o poi raggiungere uno stato di  coscienza?

Potrei dire  come Loredana Lipperini che questo romanzo è un divertimento erudito, un romanzo di evasione, ma aggiungerei che è anche un romanzo di riflessione perchè credo che il tempo e lo spazio e la mente  -e di  noi che percepiamo la realtà in modo diverso –   sia uno degli interrogativi più intriganti dell’uomo.

Ariel Manto va e viene dalla troposfera intervallando incontri sessuali abbastanza piccanti con un occasionale compagno (la stessa giovane Scarlett confessa di scrivere a tal proposito  esperienze personali ) sempre in cerca di qualcosa di consolatorio. Però conosce Adam, un ex prete…amore a prima vista .

Discussioni, dibattiti eruditi su religione, Dio, realtà e allucinazioni. Desiderio di massima conoscenza. Come finirà per Ariel Manto?

Scarlett Thomas insegna scrittura creativa presso la University of Kent.  Nel 2001 è  stata segnalata tra i venti migliori giovani scrittori inglesi . E’ nata nel 1972. Vive a Canterbury.  Ha scritto L’isola dei segreti accolto con grande favore dal pubblico.

 

condividi

2 commenti
Lascia un commento »

  1. Da GRAZIA: “Gironzolando in libreria ho trovato un altro libro dell’editore Keller: “La felicità di Emma”; ero sola così ho iniziato a leggerlo, naturalmente mi ha catturato, ho continuato a casa senza smettere fino alla conclusione, mettendo da parte tutte le altre letture, dispiaciuta che fosse finito. Non mi azzardo a raccontarne il contenuto, penso che si debba gustare senza presentazioni. Mi ha lasciato una grande dolcezza; si parla di dolore, di traumi infantili, di morte, ma è una storia d’amore ed Emma è un personaggio che conquista: forte, semplice e coraggiosa. Se ti capita di trovarlo in biblioteca, prova a prenderlo in prestito, ha la copertina rosa con, al centro, la foto di un maialino e i maiali, nella storia di Emma, hanno un ruolo importante.”

  2. Cara Mirna,

    Sono tanto contento che abbia goduto “Che fine ha fatto Mr. Y?” Spesso mi trovo (come gli altri, certo) che quando incontro un autore nuovo, il libro bramato rimane quello primo. In questo caso, i miei affetti rimangono col “Il nostro tragico universo,” che comincia colla frase bellissima, “Stavo leggendo come si può sopravvivere il fine dell’universo quando ho ricevuto un text-message dall’amica mia, Libby.” Ma anche qui nel viaggio altro con Ariel Manto, riconosco i piaceri stessi: la gentilezza, gli occhi aperti ai mondi periferici, l’umorismo, tristezza, e gli incanti con scienza e matematica, e con la vita mondana. E certamente la prosa semplice e bella.

    Mi sembra che la Thomas sia una cugina spirituale di Murakami, e, un po’ più lontana, di David Mitchell.

    Qui a Ithaca lavoro sopra la bibliografia per la tesi. Ho dato una bozza della tesi completa ai professori due settimane fa, e loro sono contenti. Io leggo, come sempre: il libro nuovo di Eleanor Catton “I luminari,” è uno spettacolo grandioso. Due altri della Thomas: “Going out” (“Andando fuori,” qualcosa presta per lei), e “Bright Young Things” (“L’isola dei segreti”). Forse tre o quattro mesi fa ho letto “Io non ho paura,” un’esperienza un po’ strana, perchè ho visto qualche anno fa il film bellissimo da Gabriele Salvatores.

    Qui abbiamo la neve. :)