Ricordando Ruggero Polito, persona straordinaria e indimenticabile amico

pubblicato da: Mirna - 19 marzo, 2014 @ 8:38 am

La gioia di vivere. La musica. L’amore per il creato .

Chi ha conosciuto Ruggero è sicuramente più ricco.

Ora ci resta un vuoto enorme,  ma colmo del suo sorriso indimenticabile.Tutto piaceva a Ruggero Polito: la lettura, lo stare insieme, la discussione profonda e quella lieve. Il suo violino.

Quel suo amore per Maria Grazia e la  sua famiglia, per i suoi amici, per me, per Stefania. Ognuno di noi si sentiva speciale quando parlava con lui, perchè lui ti guardava dritto in fondo all’anima con intelligente perspicacia.

Ci capiva e non ci giudicava.

Una vita piena di musica, di danza del cuore e  di freschezza  trasmessa a tutti coloro che gli stavano incontro.

La sua vita pervasa da uno speciale “lessico della gioia”che ci faceva sentire migliori e pieni di fiducia.Indimenticabile Ruggero. Che hai suonato e danzato accanto alla nostra vita rendendola più preziosa.

Mille e ancora mille immagini di te, indelebili nel nostro ricordo.

Tu amatissimo amico, tu Ruggero, nostro maestro di vita.                                     

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4 commenti
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  1. Mirna, hai dipinto Ruggero con i colori giusti: i colori della gioia di vivere … di quella stessa gioia che regalava a piene mani a tutti noi.

  2. Una persona limpida, entusiasta, gioiosa, amante delle ricchezze che la vita ci dona. Un privilegio averlo incontrato .

  3. Sì, cara Mirna, hai dipinto il nostro Ruggero caro con tocchi meravigliosi per quello che era, che donava, che sprigionava dagli occhi, dal sorriso e dalle parole. Gli abbiamo davvero voluto tanto bene – non se ne poteva fare a meno! – e tanto anche a Maria Grazia, alla quale ora ci stringiamo vicini vicini.
    Ricordo con quanta ammirazione e stima, unite ad affetto, parlava di Stefania: per lui assolutamente unica.
    Dire che ci mancherà è poco, tutte le parole in questo momento sono poco. Ma forse, proprio perchè non si riesce a dire tutto, è ancora più intenso il nostro sentire.

  4. Domani sono due settimane che non ci sei più…..e ancora non ci credo. Mi pare di sentire i passi delle tue…tre gambe e udire la tua voce che mi chiama: Icia. Solo tu mi chiamavi così. Ora non lo farà più nessuno.
    Cerco disperatamente di mettere in pratica quello che mi hai sempre detto quando parlavi della morte: “Prima o poi ci tocca ma è solo un passaggio, fa parte della vita. Non può finire tutto così, non avrebbe senso. Di là deve esserci qualcos’altro, anche se nessuno è mai tornato indietro per raccontarcelo!”. Ecco vorrei che tu potessi farlo, quel viaggio a ritroso, per rassicurarmi che stai bene lì dove sei. Che ci sei in qualche angolo sperduto di quel paradiso in cui credevi fermamente; che davvero non è tutto finito.
    Ma io so che tu adoravi la vita e l’idea della morte comunque ti infastidiva, cercavi di accettarla come faccio ora io con la tua: non ho scelta. Non abbiamo scelta.
    Sono stata fortunata: ho avuto un padre meraviglioso, anche se brontolone e un po’ pedante! Ma questo faceva di te un essere umano, perché i difetti, insieme ai pregi, dicevi, fanno di noi ciò che siamo.
    Grazie per esserci stato. Sempre.
    Tua Icia